Uploaded by Alessandra Morchio

MAG14-lug-ago 2021

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mag
Mangiare, approfondire, gustare
RICETTE
22 idee inedite per
un'estate super facile!
INTERVISTE
Telmo Plevani:
"L'uomo è il
nuovo asteroide?
Non è detto"
VIAGGI
Tour in Italia alla
scoperta delle
più belle librerie
eco e green
n.14
LUGLIO/AGOSTO 2021
LIBRI
La bicicletta?
È un sentimento
rivoluzionario
con Le Breton
Arthur Conan Doyle
— scrittore
1859-1930
Lo stolto guarda il jet
di Federica Giordani
Vegolosi MAG
n. 14— luglio / agosto 2021
Vegolosi.it è una testata giornalistica
registrata presso il Tribunale
di Milano, n. 231 del 07/06/2013
Editore: Viceversa Media Srl
Direttore: Federica Giordani
Redazione: Silvia De Bernardin,
Simone Paloni, Valentina Pellegrino.
Ricette: Sonia Maccagnola
Hanno collaborato:
Elena Benearrivato - redattrice,
Tiziana Caretti - redattrice,
dott.ssa Denise Filippin - biologa
nutrizionista esperta in alimentazione a
base vegetale,
dott.ssa Lorenza Franciosi - PharmD,
PhD e consulente nutrizionale,
Sara Grassi Sgarban - redattrice,
Giovanna Lattanzi - Orto Strabilia,
dott.ssa Benedetta Raspini - biologa
nutrizionista specialista in scienza
dell’alimentazione
Benedetta Rutigliano - redattrice
Fotografie e illustrazioni: Vegolosi.it,
Adobe Stock, Unsplash
Contatti: scrivici@vegolosi.it
Pubblicità:
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Se non l’avete vista, c’è una foto che voglio descrivervi. Sette
rappresentanti delle democrazie più ricche del mondo si trovano
in un hotel, mangiano carne locale e aragoste e guardano uno
spettacolo con jet che sfrecciano nel cielo. La foto ufficiale, una
delle tante, mostra i leader dello scorso G7 svoltosi in Cornovaglia, in gruppo, mentre scrutano il cielo, stringendo fra le mani
chi un bicchiere, chi una bottiglia. Si doveva discutere di molte
cose, fra le quali anche della crisi climatica. Di fatto, si è concluso
poco, e a dirlo sono le associazioni ambientaliste. Greenpeace,
per esempio, ha emesso una nota stampa che si conclude così:
«Boris Johnson e i suoi colleghi leader hanno nascosto la testa
nella sabbia della Cornovaglia piuttosto che affrontare la sfida
ambientale che tutti noi abbiamo di fronte». Altre dichiarazioni
parlano di «disco rotto», altre di «parole vuote».
Quello che manca sono impegni finanziari veri per porre fine
all’uso, per esempio, dei combustibili fossili, e prese di posizione
reali per proteggere la biodiversità. Del ruolo dell’alimentazione,
come era ovvio, nessuna traccia.
Il naturalista e divulgatore scientifico David Attenborough ha
dichiarato in un video realizzato proprio in occasione del G7:
«Abbiamo visto durante la pandemia cosa possiamo fare insieme
se abbiamo un obiettivo e un’urgenza. La crisi climatica è una
questione politica tanto quanto tecnologica, serve la volontà di
affrontarla».
Eppure, quella foto vede sì un gruppo apparentemente coeso
e «libero» dal negazionismo di Trump, ma che fissa sorridente la
propria contraddittorietà: la carne nei piatti, i jet che sfrecciano
per intrattenere e quelli per viaggiare.
Una foto, questa, che lascia molta amarezza e la sensazione
che la prossima Conferenza 2021 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma per novembre non porterà nulla
di nuovo perché è la cultura di base sul che cosa sia davvero
“l’ambiente” a mancare.
Greta Thunberg, nel cortometraggio For Nature, piatta e diretta, dice: «Non vediamo più i collegamenti fra il nostro benessere e lo stato del pianeta ma mi piacerebbe poter unire tutti
questi punti perché, ammettiamolo, se non lo facciamo, siamo
fottuti».
Già.
Sommario
Clicca sulle foto per
andare alla pagina
corrispondente!
Antipasti
10
Primi
piatti
24
Con
consigli
nutrizionali
Secondi e
contorni
34
4 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Dolci
47
Cheek to cheek,
scuola di cucina
con chef Sonia:
conservazione
in dispensa
58
3
7
EDITORIALE
63
LA SPESA DI STAGIONE
65
Lo stolto guarda il jet
COME GINGER & BREAD
L’abbinamento del mese
8
56
58
61
RICETTARIO: 22 IDEE
Con le tips nutrizionali
della dott.ssa Raspini
RICETTE DAL MONDO
CHEEK TO CHEEK
Conservazione in dispensa
LE NOSTRE RICETTE
FATTE DA VOI
STO UNA CREMA
A cura della dott.ssa Franciosi
68
NON SIAMO (PER FORZA)
CATASTROFE
72
78
84
GIOIELLI SOSTENIBILI
I PARADISI DELLA CARTA
UN SENTIMENTO
CHIAMATO BICICLETTA
90
IL FUTURO È SOLARPUNK
Mi fa bene
perché: il riso
63
68
95
BRICIOLE
Le notizie per non perdere la
strada in un mondo che cambia
LIBRI DIVORABILI
Consigli di lettura di tutti i generi
96
ZERO WASTE
Giochiamoci la carta giusta
97
L'ORTICELLO
Il "frutto" di giugno
98
«LA FERMENTAZIONE?
METAFORA FILOSOFICA
DELLA VITA»
88
Non siamo (per forza) catastrofe:
intervista a Telmo Pievani
94
MI FA BENE PERCHÉ
A cura della dott.ssa Filippin
99
OROSCOPORRIDGE
L'oroscopo "a cucchiaiate"
di questo mese
MITI DA SFATARE
Contro le fake news
con un tocco di ironia
Sto una crema:
gli integratori
65
Gioielli sostenibili:
splendere con consapevolezza
72
I paradisi della carta
Oroscoporridge:
un cucchiaio
di humor e un
pizzico di stelle
78
98
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
5
La spesa
di stagione
La frutta e la verdura
da comprare a luglio e
agosto, per mangiare
meglio e spendere meno
Verdura
Bietola, carote, cavolo
cappuccio, cetrioli, cicoria,
fagiolini, finocchi, indivia,
lattuga, melanzane, peperoni,
piselli, pomodori, porri, rape,
ravanelli, rucola, sedano,
taccole, valerianella, zucchine
Frutta
Albicocche, amarene, anguria,
ciliegie, fichi, fichi d’India
frutti di bosco, limoni, mele,
meloni, nespole, pere, pesche,
prugne, susine, uva.
Come Ginger
& Bread
La coppia di ingredienti che
ci ha rubato il cuore questo
mese è...
Pesche
& cocco!
Prova l'abbinamento con questa pasta:
clicca qui per leggere la ricetta!
8 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Le ricette
di luglio
e agosto
La tavola dell'estate è un tripudio
di colori e sapori freschi e genuini,
tutti da gustare
Consigli nutrizionali a cura della
dottoressa Benedetta Raspini,
biologa nutrizionista specialista
in Scienza dell’alimentazione
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
9
Antipasti
senza: frutta secca
Fiori di zucca ripieni
PREP: 30 MIN. | COTTURA: 10 MIN. | TEMPO TOT.: 40 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: MEDIA
INGREDIENTI
12 fiori di zucca
150 g di tofu alle erbe
30 g di pomodori secchi
sott’olio
½ cucchiaino di alghe miste
2 cucchiai di olio
150 g di farina 0
150 g di acqua fredda
1 presa di sale
Olio per friggere
STRUMENTI
Tritatutto
Sac à poche
Ragno per frittura
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
I fiori di zucca contengono
solo 12 kcal per 100 grammi;
le fibre e l'acqua contenute
al loro interno li rendono dei
potenziali alleati del nostro intestino,
mente la scarsa presenza di grassi
fa sì che siano adatti anche agli
individui che presentano problemi
di colesterolo.
Si cucina!
Come prima cosa frullate nel tritatutto il tofu alle erbe con i pomodori secchi, una presa di sale, le alghe miste e l’olio fino a ottenere una crema abbastanza omogenea, andrà benissimo anche
se restano dei pezzettini di pomodori interi.
Farciamo i fiori di zucca
Poi occupatevi dei fiori: puliteli bene, eliminate i gambi, staccate le
escrescenze laterali e con una pinzetta strappate il pistillo interno,
cercando di aprire ogni singolo fiore con estrema delicatezza per
evitare di romperlo. Una volta puliti tutti i fiori di zucca versate
la farcia in una sac à poche e riempite ogni fiore solo alla base e
adagiateli man mano su un piatto.
Passiamo i fiori nella pastella
Scaldate l’olio per friggere e nel frattempo versate in una ciotola
la farina 0 con una presa di sale e aggiungete l’acqua fredda a
filo mescolando con una frusta, in modo da formare una pastella
abbastanza densa. Passate ogni singolo fiore nella pastella, cercando di ricoprirlo bene e arrotolando su se stessa la punta di
ogni fiore in modo da assicurarvi che sia ben sigillato e il ripieno
non possa uscire.
Friggiamo
Immergete i fiori man mano nell’olio ben caldo e lasciateli cuocere
qualche minuto fino a che saranno belli dorati, poi prelevateli con
un ragno per frittura e adagiateli su un piatto coperto di carta
assorbente a perdere l’olio in eccesso. Gustateli subito ben caldi
e croccanti.
Conservazione
Vi consigliamo di consumare al momento questi fiori di zucca fritti
per gustarli croccanti e fragranti.
Consiglio vegoloso
Al posto dei pomodori secchi potete insaporire il ripieno di questi
fiori di zucca con un cucchiaio di capperi.
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11
12 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Antipasti
senza: soia
Pomodorini ripieni di frutta secca
alle erbe e limone
PREP: 35 MIN. | COTTURA: 10 MIN. | TEMPO TOT.: 45 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: MEDIA
INGREDIENTI
600 g di pomodorini
90 g di frutta secca (noci,
nocciole, pinoli)
1 cucchiaio di erbe miste
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di uvetta
Scorza di ½ limone
Sale e pepe
Olio extravergine d'oliva
STRUMENTI
Tritatutto, Placca da forno
Tappetino da forno in silicone
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
I pinoli sono un'ottima
fonte di minerali, vitamine
e acidi grassi alleati della
salute cardiovascolare; i loro grassi
monoinsaturi, infatti, possono aiutare
a ridurre il colesterolo "cattivo". Sono,
inoltre, ricchi di vitamina E e
manganese, molecole antiossidanti
che aiutano a contrastare
l’invecchiamento cellulare. All'acido
pinoleico viene attribuita la capacità
di ridurre la fame agendo su due
ormoni che lavorano come
soppressori dell'appetito.
Si cucina!
Iniziate ammollando l’uvetta in una ciotolina con dell’acqua calda.
Lavate quindi i pomodorini, tagliate la calotta superiore e scavate
l’interno con un piccolo cucchiaino.
Prepariamo il ripieno
Tritate nel tritatutto la frutta secca fino a ottenere una granella
non troppo fine. Su un tagliere tritate la polpa dei pomodorini
(sgocciolata dall’acqua e dai semini) insieme all’uvetta, e riunite
quindi tutti gli ingredienti del ripieno in una ciotola: la frutta secca, la polpa dei pomodorini con l’uvetta, il pangrattato, il misto di
erbe, la scorza di limone, sale, pepe e un goccio di olio e mescolate bene.
Farciamo i pomodorini
Riempite con un cucchiaino i pomodorini fino all’orlo, disponendoli man mano su una placca da forno ricoperta con un tappetino
in silicone, conditeli con un pizzico di sale e un giro d’olio e infornateli in forno statico preriscaldato a 200°C per 10 minuti, giusto
il tempo di far ammorbidire i pomodorini e dorare la superficie.
Sfornateli, lasciateli raffreddare un paio di minuti, quindi serviteli
caldi o tiepidi.
Conservazione
Potete conservare questi pomodorini ripieni 3 giorni in frigorifero
in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
La cottura in forno non è obbligatoria, potete tranquillamente gustare questi pomodorini ripieni anche freddi.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
13
Antipasti
senza: glutine | soia
Hummus alle melanzane arrostite
PREP: 10 MIN. | COTTURA: 30 MIN. | TEMPO TOT.: 40 MIN.
DOSI PER: 4-6 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
250 g di ceci cotti
1 melanzana da 380-400 g
3-4 cucchiai di tahina
Succo di ½ limone
1 spicchio di aglio
½ cucchiaino di paprika forte
½ cucchiaino di origano
½ cucchiaino di cumino
Sale e olio
STRUMENTI
Placca da forno
Tritatutto
Si cucina!
Lavate bene la melanzana, tagliatela a metà e con un coltellino
ben affilato incidetene la polpa. Spennellate con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva, a cui avrete aggiunto la paprika e
l’origano, salate e infornate in forno statico a 220°C per 30 minuti,
o fino a che la polpa della melanzana risulterà bella morbida.
Preleviamo la polpa della melanzana
Una volta sfornata la melanzana, lasciatela intiepidire leggermente, poi con un cucchiaio prelevate la polpa che si staccherà con
facilità dalla buccia sottostante.
Frulliamo
Riunite nel tritatutto i ceci, le melanzane, la tahina, il succo di limone, l’aglio, il cumino e un pizzico di sale e frullate fino a formare
una crema perfettamente liscia. Se avete tempo, lasciatela riposare in frigorifero per almeno un’ora poi servitela decorando la superficie con un po' di paprika, un goccio di olio e del prezzemolo
tritato, se lo gradite.
Conservazione
Potete conservare questo hummus 3-4 giorni in frigorifero in un
contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Per accelerare i tempi di cottura potete tagliare la melanzana a
cubetti e saltarla in padella per circa 15 minuti.
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16 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Antipasti
senza: glutine | soia
Insalata mista con pesche
e mandorle
PREP: 15 MIN. | TEMPO TOT.: 15 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
100 g di rucola
100 g di insalata gentile
1-2 pesche
1 avocado
40 g di mandorle
2 cucchiai di aceto di lamponi
Olio extravergine d'oliva
Sale e pepe
STRUMENTI
Centrifuga per insalata
Si cucina!
Lavate bene l'insalata, tagliatela a striscioline e asciugatela con
l'apposita centrifuga. Lavate e asciugate anche le pesche e tagliatele a fettine abbastanza sottili, infine tagliate l'avocado a cubetti.
Condiamo l'insalata
In una ciotola raccogliete l'insalata, la rucola, le fettine di pesca,
l'avocado e le mandorle tritate grossolanamente al coltello. In
un'altra ciotolina preparate un'emulsione con 3 cucchiai di olio,
l'aceto di lamponi, sale e pepe e usatela per condire l'insalata.
Conservazione
Vi consigliamo di preparare e soprattutto condire questa insalata
solo al momento del consumo.
Consiglio vegoloso
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Le proprietà del lampone
si trasmettono
ovviamente al suo aceto,
che risulta molto ricco di vitamina
C, antocianine e flavonoidi
(soprattutto quercetina e rutina)
dal potere antiossidante.
Il lampone è il frutto amico delle
donne. Infatti, si “prende cura”
del benessere femminile, aiutando
il buon funzionamento ormonale
e dell’apparato urogenitale.
Al posto dell'aceto di lamponi potete usare del tradizionale aceto
di mele o succo di limone.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
17
Antipasti
senza: frutta secca | soia
Panzanella
PREP: 20 MIN. (+1,5 ORE DI RIPOSO)| TEMPO TOT.: 20 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
300 g di pane raffermo
500 g di pomodori maturi
1 cipolla rossa
1 cetriolo
100 g di olive (facoltative)
Aceto di mele
Basilico fresco
Sale e pepe
Si cucina!
Tagliate il pane a fette spesse e disponetele in una pirofila alta
con un dito di acqua, girandole di tanto in tanto fino a che il pane
si sarà ammorbidito. Intanto, affettate abbastanza sottilmente la
cipolla, salatela leggermente e lasciatela marinare in una ciotolina
con acqua e aceto di mele in rapporto 1:1 per almeno mezz'ora.
Tagliamo le verdure
Lavate bene i pomodori e tagliateli a dadini non troppo piccoli, poi
pelate il cetriolo, tagliatelo a metà per il lungo e affettatelo in semi
rondelle sottili.
Condiamo la panzanella
In una ciotola versate le verdure tagliate, le cipolle scolate dalla
loro marinatura e il pane spezzettato con le mani. Aggiungete
quindi le olive (se le gradite) e il basilico spezzettato, condite con
sale, olio extravergine d'oliva e aceto, mescolate bene e lasciate
riposare in frigorifero per almeno un’ora prima di servire.
Conservazione
Potete conservare la panzanella un paio di giorni in frigorifero in
un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Provate a insaporire la vostra panzanella con un cucchiaino di
pesto per un sapore di basilico più intenso.
18 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
19
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22 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Primi piatti
Insalata di farro con verdure
e dressing alla tahina ed erbe
PREP: 15 MIN. | COTTURA: 25 MIN. | TEMPO TOT.: 40 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
350 g di farro perlato
500 g di pomodorini colorati
240 g di edamame
150 g di mais
240 g di ceci cotti
Qualche cucchiaio di dressing
alla tahina ed erbe (trovate la
nostra ricetta qui)
Sale e pepe
Si cucina!
Lessate innanzitutto il farro in acqua bollente leggermente salata
per una ventina di minuti, poi scolatelo e passatelo subito sotto
l’acqua fredda per bloccarne la cottura.
Saltiamo gli edamame
Intanto che il farro cuoce, saltate anche gli edamame in padella
con un goccio di olio e un pizzico di sale per 5-10 minuti fino a
quando si saranno ammorbiditi. Spegnete quindi la fiamma, trasferite gli edamame in un piatto e lasciateli raffreddare.
Uniamo tutti gli ingredienti
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà, quindi riunite tutti gli ingredienti in una ciotola: il farro, i pomodorini, il mais, i ceci e gli
edamame e mescolate bene, regolando di sale se necessario.
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Grazie al suo elevato
potere saziante il farro
viene spesso introdotto
nelle diete dimagranti. È ricco in
fibre, che contribuiscono a ridurre
i livelli di colesterolo "cattivo" nel
sangue (grazie anche alla presenza
di niacina) e a tenere sotto controllo
i livelli di zuccheri. Contiene glutine
e non è quindi adatto
all’alimentazione dei celiaci.
Condiamo l'insalata di farro
Condite infine con il dressing alla tahina ed erbe avendo cura di
allungarlo con un po' di acqua se risultasse troppo denso. Potete
consumare subito la vostra insalata di farro, oppure lasciarla insaporire qualche ora e gustarla a temperatura ambiente o fredda di
frigorifero.
Conservazione
Potete conservare questa insalata di farro 3 giorni in frigorifero in
un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Potete arricchire questa insalata di farro con quello preferite: provate, ad esempio, con delle olive nere tagliata a rondelle.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
23
Primi piatti
senza: glutine | soia
Lasagne di zucchine
senza cottura
PREP: 40 MIN. | TEMPO TOT.: 40 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
4 zucchine
PER LA CREMA ROSSA
70 g di pomodori secchi
200 g di pomodorini freschi
½ cucchiaino di origano
½ cucchiaino di rosmarino
PER LA CREMA BIANCA
60 g di anacardi
50 g di noci
2 cucchiai di lievito alimentare
Succo di ½ limone
Qualche cucchiaio di acqua
Sale e pepe
PER LA CREMA VERDE
1 avocado
50 g di spinacini
50 g di rucola
Una manciata di foglie
di basilico
Succo di ½ limone
1 punta di aglio
STRUMENTI
Tritatutto
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Grazie al notevole
contenuto di sali minerali
come calcio, ferro e potassio,
la rucola è considerato un alimento
rimineralizzante. È ricca di vitamina C,
che conferisce effetti benefici
antiossidanti, e di provitamina A,
fondamentale per un buon
funzionamento della vista. Se si è in
terapia con sostanze anticoagulanti è
bene evitare di consumarne quantità
eccessive (la vitamina K può
ostacolare l’effetto di questi farmaci).
Si cucina!
Iniziate ammollando le noci e gli anacardi per una notte, scolateli e
frullateli nel tritatutto insieme al lievito alimentare, succo di limone,
sale e pepe, aggiungendo man mano qualche cucchiaio di acqua
fino a formare una crema morbida, ma non troppo liquida.
La crema rossa
Riunite nel tritatutto i pomodori secchi, i pomodorini, l’origano e il
rosmarino e frullate fino a ottenere una crema abbastanza liscia.
La crema verde
Tagliate a metà l’avocado, eliminate il nocciolo e prelevate la polpa
con un cucchiaio. Trasferitela nel tritatutto e unite il basilico, la
rucola, gli spinacini (potreste dover aggiungere la verdura in più
riprese se il vostro tritatutto non è sufficientemente capiente), il
succo di limone, l’aglio, sale e pepe e frullate fino a che tutti gli
ingredienti si saranno amalgamati in una salsa cremosa.
Assembliamo le lasagne
Infine, lavate bene le zucchine e ricavate delle fettine sottili con
un pelapatate o una mandolina. A questo punto non resta che
assemblare le lasagne: in una pirofila formate un primo strato di
zucchine, sovrapponendole un poco, e farcite con uno strato di
crema verde, poi formate un secondo strato di zucchine e farcite
questa volta con la crema bianca. Infine, farcite un terzo strato di
zucchine con la crema rossa e ripete la successione degli strati
un’altra volta.
Serviamo
Servite subito le vostre lasagne crudiste tagliate a fette, oppure riponetele in frigorifero a insaporirsi fino al momento del consumo.
Conservazione
Un paio di giorni in frigorifero avvolte da pellicola.
Consiglio vegoloso
Provate a sostituire dei peperoni ai pomodorini per la salsa rossa.
24 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
25
26 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Primi piatti
senza: frutta secca | soia |
Orzo con verdure grigliate e crema
all'avocado e rucola
PREP: 15 MIN. | COTTURA: 40 MIN. | TEMPO TOT.: 55 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
300 g di orzo
2 zucchine
1 melanzana
1 peperone giallo
1 peperone rosso
200 g di pomodorini
Si cucina!
PER LA CREMA
½ avocado maturo
50 g di rucola
Una manciata di foglie
di basilico
Succo di ½ limone
Sale e pepe
Prepariamo la crema
STRUMENTI
Tritatutto
Come prima cosa lessate l’orzo in abbondante acqua salata per
il tempo indicato sulla confezione. Poi lavate bene le verdure, eliminate le estremità delle zucchine e delle melanzane, il picciolo e
i filamenti interni dei peperoni. Tagliate il tutto a fette non troppo sottili e grigliatele su una griglia ben calda fino a che saranno
morbide.
Per la crema riunite nel tritatutto l’avocado, la rucola, il basilico,
il succo di limone, regolate di sale e pepe e frullate bene fino a
ottenere una crema liscia.
Condiamo l'orzo
Nel frattempo lavate bene i pomodorini e tagliateli a metà. Tagliate
a pezzettini tutte le verdure e raccoglietele in una ciotola, unite
quindi l’orzo scolato e passato sotto l’acqua fredda per bloccarne
la cottura e condite il tutto con la crema di avocado, aggiungendo
un goccio di acqua se dovesse risultare troppo asciutta. Potete
servire questa insalata di orzo a temperatura ambiente oppure
gustarla fredda.
Conservazione
Potete conservare questa insalata di orzo 2-3 giorni in frigorifero
in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Al posto della crema a base di avocado potete condire questa
insalata dii orzo con del pesto rosso a base di pomodori secchi e
mandorle.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
27
Primi piatti
senza: frutta secca
Strozzapreti alle zucchine, pancetta
vegetale e salsa allo zafferano
PREP: 10 MIN. | COTTURA: 25 MIN. | TEMPO TOT.: 35 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
500 g di strozzapreti freschi
2 zucchine
1 scalogno
150 g di pancetta vegetale
100 ml di panna di soia
100 g di yogurt di soia non
dolcificato
1 cucchiaio di lievito alimentare
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino di timo
Qualche foglia di basilico fresco
Sale e pepe
Si cucina!
Come prima cosa tritate lo scalogno e soffriggetelo in una padella
con un goccio di olio per un minuto, poi aggiungete il timo e le
zucchine tagliate a dadini e fatele saltare a fiamma medio-alta per
una decina di minuti fino a che saranno cotte, ma ancora sode.
Trasferitele in un piatto e cuocete la pancetta vegetale fino a che
sarà dorata e croccante.
Prepariamo la salsa allo zafferano
Lessate nel frattempo gli strozzapreti in abbondante acqua salata
e scolateli al dente conservando una tazza di acqua di cottura. In
un pentolino cuocete la panna di soia per qualche minuto con
sale, pepe e qualche cucchiaio di acqua, poi aggiungete lo yogurt
di soia, il lievito alimentare e lo zafferano, mescolate bene e spegnete la fiamma.
Condiamo gli strozzapreti
Condite la pasta con la salsa allo zafferano unendo anche le zucchine e i cubetti di pancetta vegetale e saltatela per un minuto in
modo da far amalgamare bene tutti i sapori, allungandola con un
po’ di acqua di cottura se dovesse asciugarsi troppo. Aggiungete
in ultimo qualche foglia di basilico spezzettata e servite subito.
Conservazione
Potete conservare questa pasta 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
In alternativa alla pancetta vegetale potete usare dei cubetti di
seitan oppure di tofu affumicato.
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Primi piatti
Lasagne con crema
di melanzane e noci
PREP: 20 MIN. | COTTURA: 60 MIN. | TEMPO TOT.: 1 ORA E 20 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
250 g di lasagne senza uova
2 melanzane
2 cucchiai di tahina
1 cucchiaino di origano
1 cucchiaino di menta
1 cucchiaino di semi di
finocchietto
1 spicchio di aglio
60 g di noci
PER LA BESCIAMELLA
500 g di latte di soia non
dolcificato
30 g di farina 0
30 g di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di lievito alimentare
Noce moscata
Sale e pepe
STRUMENTI
Teglia 20 x 20 cm
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
La buccia di colore viola
delle melanzane
è un’ottima fonte
di antocianine. Sono, inoltre, ricche
di fibra (solubile), vitamine del
gruppo B e potassio. Se mangiate
con la buccia, aiutano ad
aumentare l’introito giornaliero
di molecole dalle proprietà
antitumorali, antiaging,
antinfiammatorie e protettive
nei confronti delle malattie
neurodegenerative. Contengono
solanina, un composto in teoria
pericoloso per la salute.
Sembra, però, che il loro consumo
alimentare, soprattutto se cotte,
non sia sufficiente a scatenare
effetti tossici.
Si cucina!
Lavate bene le melanzane, affettate la prima non troppo sottilmente e pelate e tagliate a cubetti la seconda. In una padella antiaderente scaldate un goccio di olio e cuocete poche alla volta
le melanzane tagliate a fette, facendole dorare su entrambi i lati.
Prepariamo la crema di melanzane
Saltate poi la melanzana tagliata a cubetti in padella con un goccio di olio e l’aglio per 15 minuti, coperta con un coperchio, fino a
che sarà bella morbida. Trasferite i cubetti nel tritatutto insieme a
tahina, origano, menta e semi di finocchietto e frullate fino a ottenere una crema liscia.
Ora la besciamella
Preparate la besciamella mescolando la farina e l’olio in un pentolino, mettete sul fuoco e fate soffriggere per un paio di minuti.
Aggiungete quindi il latte di soia ben caldo a filo, continuando a
mescolare per evitare la formazione di grumi. Portate a bollore,
lasciate cuocere un paio di minuti e, a fiamma spenta, condite con
sale, pepe, noce moscata e il lievito alimentare.
Assembliamo le lasagne
Coprite il fondo della teglia con un cucchiaio di besciamella, adagiate le lasagne, farcite con qualche cucchiaiata di besciamella
e di crema di melanzane, aggiungete un po' di noci sminuzzate
grossolanamente e qualche melanzana a fette. Coprite con un
secondo strato di lasagne e ripetete quindi la successione degli
strati fino a esaurimento degli ingredienti.
Inforniamo
Infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per 30-40 minuti, fino a che la pasta sarà cotta e la superficie dorata.
Conservazione
Fino a 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Aggiungete dei cubetti di tofu affumicato a queste lasagne per
renderle ancora più saporite.
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Primi piatti
senza: glutine
Spaghetti di carote saltati con tofu
affumicato, spinacini e mandorle
PREP: 20 MIN. | COTTURA: 10 MIN. | TEMPO TOT.: 30 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
8 carote grandi
180 g di tofu affumicato
200 g di spinacini
60 g di mandorle
½ cucchiaino di paprika
Sale e pepe
STRUMENTI
Spiralizer
Si cucina!
Come prima cosa pelate le carote e ricavate degli spaghetti con
l’apposito strumento: lo spiralizer. Raccoglieteli in una ciotola e
teneteli momentaneamente da parte.
Saltiamo gli spaghetti di carote
Tagliate il tofu affumicato a cubetti e saltateli in un’ampia padella
antiaderente o in un wok con un goccio di olio, un pizzico di sale
e la paprika fino a che saranno belli dorati. Unite quindi in padella
anche gli spaghetti di carote e fateli saltare per qualche minuto.
Aggiungete, infine, anche gli spinacini e cuocete il tutto giusto il
tempo di far appassire le verdure, regolando poi di sale e pepe.
Serviamo
Impiattate i vostri spaghetti di carote, completate con le mandorle precedentemente tostate e serviteli caldi o a temperatura
ambiente.
Conservazione
Potete conservare questi spaghetti di carote per 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Se preferite potete saltare il passaggio della cottura degli spaghetti di carote e gustarli crudi e freschi.
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Secondi piatti
senza: frutta secca | glutine
Insalata di ceci, edamame, avocado,
mango e pomodorini
PREP: 15 MIN. | COTTURA: 5 MIN. | TEMPO TOT.:20 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
500 g di pomodorini
1 avocado maturo
1 mango maturo
200 g di ceci cotti
150 g di edamame
1 limone
½ cucchiaino di timo
½ cucchiaino di origano
Qualche foglia di basilico fresco
1 pizzico di pepe
Sale e pepe
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Il mango è un frutto
esotico della pianta
Mangifera, ricco di
flavonoidi, come la quercetina,
di xantoni glicosilati, come la
mangiferina, e di vitamina C.
È costituito per la maggior parte
da acqua (83%) e presenta una
buona quantità di fibre (1,6%) e
di sali minerali, soprattutto
potassio, calcio, fosforo, magnesio e
zinco. Sebbene ipocalorico, l’indice
glicemico del mango è considerato
medio perché a maturazione si
presenta ricco di zuccheri semplici
(fruttosio).
Si cucina!
Per prima cosa sbollentate gli edamame in acqua bollente leggermente salata, poi scolateli e passateli sotto l’acqua corrente per
raffreddarli.
Condiamo l'insalata
Lavate e tagliate a metà i pomodorini, poi tagliate a dadini l’avocado e il mango e versate il tutto in una ciotola insieme ai ceci e agli
edamame. Condite la vostra insalata con sale, pepe, peperoncino,
un giro di olio, succo di limone, timo, origano e le foglie di basilico
spezzettate finemente. Lasciate insaporire una decina di minuti e
servite.
Conservazione
Potete conservare questa insalata per un paio di giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Se lo gradite, potete aggiungere a questa insalata anche mezza
cipolla rossa affettata finemente.
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Secondi piatti
senza: frutta secca | glutine
Tofu al pesto e zucchine
PREP: 15 MIN. | COTTURA: 15 MIN. | TEMPO TOT.: 30 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
650 g di tofu
4 zucchine
3 cucchiai di pesto di basilico
vegan
2 cucchiai di amido di mais
Sale e pepe
Si cucina!
Come prima cosa tamponate i vostri panetti di tofu con della carta
da cucina assorbente per eliminare l’acqua in eccesso, poi tagliateli a cubetti non troppo grossi. In una ciotola infarinate il tofu con
l’amido di mais in modo da ricoprirlo uniformemente, aggiungete
una presa di sale, poi saltatelo in un’ampia padella antiaderente
con un po' di olio per una decina di minuti a fiamma media, mescolando spesso perché non attacchi, fino a che sarà bello dorato.
Saltiamo le zucchine
Nel frattempo lavate e tagliate a cubetti anche le zucchine, cercando di mantenere la stessa grandezza dei cubetti di tofu e saltate anch’esse in padella con goccio di olio, sale e pepe per 10-15
minuti fino a che saranno morbide, ma non sfatte.
Condiamo il tofu
Riunite in una ciotola il tofu e le zucchine e condite con il pesto
intanto che sono ben caldi. Lasciate insaporire il tutto per almeno
mezz'ora, poi servite il vostro tofu a temperatura ambiente, accompagnato volendo da una fetta di pane.
Conservazione
Potete conservare questo tofu 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Potete arricchire questo tofu con dei pinoli tostati in padella oppure con dei semi di girasole.
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Secondi piatti
senza: soia
Melanzane a beccafico
PREP: 20 MIN. | COTTURA: 40 MIN. | TEMPO TOT.: 60 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
700 g di melanzane
100 g di pangrattato
50 g di pinoli
40 g di uvetta
2 cucchiai di prezzemolo fresco
tritato
Formaggio vegetale stagionato
(facoltativo)
STRUMENTI
Griglia
Placca da forno
Si cucina!
Lavate bene le melanzane e poi tagliatele nel senso della lunghezza a fette spesse circa mezzo centimetro. Grigliatele su una griglia
ben calda a fiamma viva fino a quando saranno morbide e avranno
formato le classiche righe della grigliatura.
Prepariamo il ripieno
Nel frattempo ammollate l’uvetta in una ciotolina con un po’ di
acqua per almeno 15 minuti. In una padella antiaderente ben calda tostate i pinoli fino a quando saranno dorati, trasferiteli su un
piattino e nella stessa padella tostate anche il pangrattato con un
goccio di olio. Trasferite in una ciotola il pangrattato tostato e lasciatelo intiepidire, poi conditelo con il prezzemolo, i pinoli e un
pizzico di sale. Se lo gradite, potete aggiungere anche un po’ di
formaggio vegetale stagionato grattugiato.
Farciamo le fette di melanzane
Disponete le fettine di melanzana su un tagliere, farcite con una
cucchiaiata di pangrattato, aggiungete qualche uvetta (scolata
ovviamente dall’acqua di ammollo) e arrotolate in modo da formare un rotolino. Disponete man mano i vostri rotolini di melanzane
in una teglia con il fondo unto di olio e completate cospargendo la
superficie con eventuale ripieno avanzato e un giro d’olio.
Inforniamo
Infornate in forno statico preriscaldato a 200°C per 15-20 minuti,
sfornate e servite le vostre melanzane a beccafico calde o tiepide.
Conservazione
Potete conservare queste melanzane a beccafico 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Per un sapore più fresco potete sostituire metà del prezzemolo
con del basilico fresco.
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Secondi piatti
senza: soia
Peperoni gratinati al forno
PREP: 15 MIN. | COTTURA: 30 MIN. | TEMPO TOT.: 45 MIN.
DOSI PER: 4-6 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
3 peperoni colorati grandi (900
g circa)
60 g di pangrattato
50 g di farina di mandorle
40 g di granella di mandorle
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di rosmarino
tritato
Sale e pepe
Olio extravergine d'oliva
STRUMENTI
Placca da forno
Tappetino da forno in silicone
Si cucina!
Lavate bene i peperoni, tagliateli a metà, eliminate il picciolo, i semi
e i filamenti bianchi interni, poi divideteli in falde che andrete a
disporre sulla leccarda del forno foderata con un tappetino da
forno.
Condiamo il pangrattato
In una ciotola mescolate il pangrattato con la farina di mandorle, il
rosmarino, il timo, una presa di sale e un pizzico di pepe e condite
con un giro d’olio.
Inforniamo i peperoni
Salate leggermente i peperoni poi copriteli con il pangrattato, decorate ciascuno con un po' di granella di mandorle, condite con
un filo d’olio e infornate in forno statico preriscaldato a 200°C per
30-40 minuti, fino a che i peperoni saranno morbidi e la gratinatura dorata. Sfornateli, lasciateli intiepidire leggermente poi serviteli caldi o freddi.
Conservazione
Potete conservare questi peperoni gratinati per 3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Se volete, potete insaporire questi peperoni gratinati aggiungendo 1-2 cucchiai di formaggio grattugiato vegetale al pangrattato.
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Secondi piatti
senza: soia
Torta salata alle zucchine,
porri e spinaci
PREP: 20 MIN. | COTTURA: 50 MIN. | TEMPO TOT.: 70 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
2 zucchine
1 porro
300 g di spinaci
300 g di hummus di ceci
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di origano
6 fogli di pasta fillo
Sale e pepe
STRUMENTI
Placca da forno
Tappetino da forno in silicone
Si cucina!
Lavate e tagliate a rondelle le zucchine, scaldate una padella antiaderente con un goccio di olio e l’origano e saltatevi le zucchine
a fiamma viva per una decina di minuti fino a che saranno dorate
e morbide, spegnete quindi la fiamma, salate e tenete da parte.
Saltiamo i porri e gli spinaci
Pulite bene il porro, eliminando le estremità più dure, tagliate anch’esso a rondelle e saltatelo in padella con un goccio di olio per
7-8 minuti, il tempo di farlo ammorbidire e dorare. Togliete dalla
padella i porri e teneteli da parte. In ultimo saltate anche gli spinaci, sempre con un goccio di olio e lo spicchio di aglio, giusto il
tempo di farli appassire.
Assembliamo la torta salata
Foderate una teglia con un tappetino in silicone e disponetevi un
foglio di carta fillo, spennellatelo di olio, copritelo con un secondo
foglio di pasta fillo e spennellate anch’esso di olio: proseguite in
questo modo per tutti i fogli. Mescolate in una ciotola l’hummus
con le verdure e disponete la farcia al centro della pasta fillo, lasciando qualche centimetro di margine. Formate un bello strato
uniforme, poi ripiegate i bordi di pasta fillo, spennellandoli con un
altro goccio di olio.
Inforniamo
Infornate in forno statico a 200°C per 30 minuti circa, fino a che la
pasta fillo risulterà ben cotta alla base e dorata. Servitela tagliata a
fette calda o tiepida.
Conservazione
Potete conservare questa torta salata 2-3 giorni in frigorifero in
un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Al posto degli spinaci provate questa torta salata con delle erbette
oppure con delle cime di rapa.
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Secondi piatti
senza: frutta secca | glutine | soia
Curry di melanzane
PREP: 10 MIN. | COTTURA: 20 MIN. | TEMPO TOT.: 30 MIN.
DOSI PER: 4-6 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
2 melanzane
1 cipolla
1 cucchiaio di curry
1 cucchiaino di curcuma
200 ml di latte di cocco in
lattina
3 foglie di alloro
½ bustina di zafferano
1 cucchiaio di prezzemolo
fresco tritato
Si cucina!
Tritate la cipolla e soffriggetela in un’ampia padella antiaderente o
in un wok insieme al curry, alla curcuma e all’alloro. Nel frattempo
lavate le melanzane e tagliatele prima a fette non troppo sottili poi
in quarti.
Cuociamo le melanzane
Unite le melanzane alle cipolle, fatele saltare qualche minuto per
farle dorare, poi unite mezzo mestolo di brodo e fatele cuocere
fino a che saranno morbide.
Completiamo il curry
Aggiungete infine il latte di cocco e lo zafferano, lasciate insaporire per un paio minuti e servite subito ben caldo lasciando il
sughetto bello cremoso.
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Il prezzemolo è una fonte
di beta-carotene e luteina/
zeaxantina, di flavonodi
come la luteolina e di eugenolo.
Quest’ultimo sembra aiutare
a ridurre gli zuccheri nel sangue.
Agli estratti di prezzemolo sono
invece state associate proprietà
diuretiche. Un cucchiaio di foglie
di prezzemolo tritate contiene
la stessa quantità di vitamina C
di una piccola arancia.
Conservazione
Potete conservare questo curry di melanzane 2-3 giorni in frigorifero in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Vi consigliamo di servire questo curry di melanzane con un riso
basmati al cumino.
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Dolci
senza: soia
Pan di albicocche
PREP: 10 MIN. | COTTURA: 45 MIN. | TEMPO TOT.: 55 MIN.
DOSI PER: 8 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
300 g di farina 2
40 g di farina di mandorle
120 g di zucchero di canna grezzo
1 bustina di lievito naturale a
base di cremor tartaro (16 g)
100 g di olio di semi di girasole
140 g di latte di mandorla
5 albicocche
(250 g da denocciolate)
1 pizzico di sale
Si cucina!
STRUMENTI
Tritatutto
Tortiera dal diametro di 22-24 cm
Trasferite l’impasto in una tortiera foderata di carta forno e leggermente unta sui bordi, poi infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per 45 minuti.
Frullate come prima cosa le albicocche denocciolate nel tritatutto
fino a ottenere una purea liscia.
Prepariamo l'impasto
In una ciotola versate la farina 2, la farina di mandorle, lo zucchero
di canna, il lievito e un pizzico di sale e mescolate bene. Aggiungete poi la purea di albicocche, l’olio di semi e il latte di mandorle
e amalgamate bene il composto.
Inforniamo
Conservazione
Potete conservare questo pan di albicocche per un paio di giorni
su un piatto coperto da un telo pulito.
Consiglio vegoloso
Se volete potete arricchire l'impasto dii questa torta con delle
gocce di cioccolato.
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Dolci
senza: frutta secca
Tiramisù ai frutti di bosco
PREP: 10 MIN. | TEMPO TOT.: 10 MIN.
DOSI PER: 6 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
½ dose di crema pasticciera ai
frutti di bosco (qui trovate la
nostra ricetta)
18 biscotti digestive oppure
altri biscotti secchi vegani
(qui trovate la nostra ricetta)
120 ml di caffè
Scaglie di cioccolato fondente
Frutti di bosco freschi
Si cucina!
STRUMENTI
6 bicchieri
Completate con uno strato di crema e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ora. Appena prima di servire decorate la superficie di ciascun tiramisù con il cioccolato fondente e i frutti di
bosco freschi.
Preparate come prima cosa il caffè e lasciatelo intiepidire. Imbevete un biscotto digestive nel caffè e posizionatelo sul fondo
del bicchiere, coprite con due cucchiaiate di crema pasticciera ai
frutti di bosco e una spolverata di cioccolato fondente a scaglie.
Coprite con un secondo biscotto imbevuto di caffè e proseguite
nella successione degli strati: dovreste riuscire a ripetere la successione dei vari strati per 3 volte.
Serviamo
Conservazione
Potete conservare questi tiramisù ai frutti di bosco 3 giorni in frigorifero coperti da pellicola.
Consiglio vegoloso
Al posto del cioccolato fondente potete arricchire questo tiramisù
con delle lamelle di mandorle tostate.
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Dolci
senza: frutta secca | zucchero
Cheesecake alle pesche
PREP: 40 MIN. (+8 ORE DI RIPOSO) | COTTURA: 5 MIN. | TEMPO TOT.: 45 MIN.
DOSI PER: 8-10 PERSONE | DIFFICOLTÀ: MEDIA
INGREDIENTI
250 g di biscotti secchi vegan
150 g di margarina
600 g di latte di soia
500 g di yogurt vegetale alla
vaniglia o alla pesca
100 g di sciroppo d’agave
30 g di amido di mais
10 g di agar agar in polvere
Scorza di mezzo limone
50 g di aquafaba
2 cucchiai di olio di cocco
3 pesche
2 cucchiai di sciroppo d’acero
STRUMENTI
Colino a maglie fitte
Tritatutto
Fruste elettriche
Tortiera dal diametro di 24 cm
Si cucina!
Iniziate versando lo yogurt vegetale nel colino foderato con un
telo bianco pulito e riponetelo in frigorifero per almeno 4-5 ore in
modo da fargli perdere parte dell'acqua e farlo addensare.
Prepariamo la base
Spezzettate grossolanamente i biscotti poi frullateli nel tritatutto
fino a ridurli in farina. Sciogliete la margarina a fiamma bassa e
unitela ai biscotti sbriciolati, amalgamate bene il tutto e versatelo
in una tortiera foderata di carta forno, formando uno strato omogeneo e ben compatto. Lasciate riposare in frigorifero 20 minuti.
Cuociamo la crema
Versate l'amido di mais in un pentolino, stemperatelo con un goccio di latte di soia, poi unite il resto del latte e l'agar agar e portate a bollore, mantenendo il composto costantemente mescolato.
Spegnete quindi la fiamma e lasciate intiepidire un paio di minuti.
Completiamo la crema
Montate l'aquafaba fredda di frigorifero con le fruste elettriche,
fino a ottenere un composto sodo e arioso. In una ciotola mescolate lo yogurt colato, l'olio di cocco sciolto, una pesca precedentemente frullata nel tritatutto e lo sciroppo d'agave. Unite quindi
la crema di latte di soia, amalgamatela bene e infine incorporate
anche l'aquafaba montata.
Serviamo
Versate la crema sulla base di biscotti secchi e lasciate riposare
il tutto in frigorifero per almeno 4 ore. Al momento di servirla,
decorate la vostra cheesecake con le restanti due pesche tagliate
a dadini e passate in padella con lo sciroppo d'acero per qualche
minuto.
Conservazione
3 giorni in frigorifero avvolta da pellicola.
Consiglio vegoloso
Potete usare delle albicocche al posto delle pesche per realizzare
questa cheesecake.
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Dolci
senza: glutine | soia | zucchero
Crostatine senza cottura
con mousse al cacao e avocado
PREP: 25 MIN. | TEMPO TOT.: 25 MIN.
DOSI PER: 6 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
200 g di mandorle
200 g di datteri
40 g di olio di cocco
20 g di cacao
Frutti di bosco
Cocco rapé
Si cucina!
PER LA MOUSSE
2 avocado maturi
(300 g di polpa)
30 g di cacao
75 g di sciroppo d’acero
30 g di latte vegetale
Dividete l'impasto nei 6 stampini per crostatine e pressatelo bene
in modo da ricoprirne uniformemente il fondo e i bordi. Riponete
in frigorifero a riposare intanto che procedete con il resto della
ricetta.
STRUMENTI
Tritatutto
6 stampi per crostatine
dal diametro di 12 cm
Iniziate dalla base delle crostatine: mettete nel tritatutto le mandorle, tritatele finemente, poi unite i datteri, il cacao e l’olio di cocco precedentemente sciolto in microonde o a bagnomaria e frullate il tutto fino a ottenere un impasto appiccicoso.
Prepariamo le basi
Occupiamoci della mousse
Versate nel tritatutto la polpa degli avocado, il cacao, lo sciroppo d’acero e il latte vegetale e frullate fino a formare una crema
perfettamente liscia. Versate la mousse sulle basi delle crostate
già tolte dagli stampi e livellate bene la superficie. Infine, decorate
con frutti di bosco e cocco rapé e lasciate riposare in frigorifero
almeno un’ora prima di servire le crostatine.
Conservazione
Potete conservare queste crostatine in frigorifero per 3 giorni avvolte da pellicola.
Consiglio vegoloso
Potete gustare questa mousse di avocado e cacao anche servendola come dolce al cucchiaio, guarnita da frutta fresca e con un
paio di biscotti come accompagnamento.
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Dolci
senza: frutta secca | glutine | soia | zucchero
Gelato base banana al caffè
e scaglie di cioccolato
PREP: 10 MIN. (+ QUALCHE ORA DI RIPOSO IN FREEZER) | TEMPO TOT.: 10 MIN.
DOSI PER: 4 PERSONE | DIFFICOLTÀ: BASSA
INGREDIENTI
4 banane mature
2 e ½ cucchiaini di polvere
di caffè
2-3 cucchiai di dolcificante
naturale di datteri
50 g di cioccolato fondente
STRUMENTI
Teglia o tagliere
Robot da cucina
Si cucina!
Come prima cosa tagliate a rondelle le banane e disponetele su
un tagliere o un vassoio in un unico strato, poi riponetele qualche
ora in freezer a congelare.
Frulliamo
Togliete le banane dal freezer e lasciatele ammorbidire a temperatura ambiente per qualche minuto, poi trasferitele nel robot da
cucina insieme al dolcificante a base di datteri e alla polvere di caffè e frullate il tutto fino a ottenere un gelato perfettamente liscio.
Serviamo
In ultimo unite anche il cioccolato fondente ridotto a scaglie con
un coltello, frullate giusto il tempo di incorporarlo e servite subito
il vostro gelato al caffè e cioccolato.
IL CONSIGLIO DELLA NUTRIZIONISTA
Conservazione
Il caffè contiene, a seconda
della miscela, circa 1-2 g
di caffeina ogni 100 g di
polvere di caffè. Una tazzina di caffè
preparata con circa 6 g di polvere
contiene, a seconda del metodo
di preparazione (espresso o moka)
e del tipo di miscela, da 50 a 120 mg
di caffeina. Il caffè è in grado
di stimolare il sistema nervoso
centrale, riducendo la sensazione
di sonno e aumentando la
sensazione di benessere.
Potete conservare questo gelato in freezer in un contenitore per
alimenti per 3 mesi.
Consiglio vegoloso
Al posto del dolcificante naturale a base di datteri potete usare
qualsiasi altro dolcificante a vostra scelta per questa ricetta, ad
esempio dello sciroppo d'acero.
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Ricette dal mondo
Arepas
MESSICO
PREP: 25 MIN. | COTTURA: 60 MIN. | TEMPO TOT.: 85 MIN.
DOSI PER: 4 | DIFFICOLTÀ: MEDIA
Se volete preparare un pane di
origini antichissime, ma anche
molto facile da realizzare, le arepas
fanno al caso vostro. Originarie
della cultura culinaria dei Maya,
queste focaccine schiacciate a base
di farina di mais bianca o gialla
hanno una storia antica e sono
ora diffuse dal Messico a tutta la
cordigliera delle Ande. Il nome
deriva dalle lastre in argilla sulle
quali venivano cotte in origine. A
seconda delle aree di provenienza,
le arepas possono essere di vari
formati e spessori. Qui le abbiamo
preparate con la ricetta classica,
ma farcite in modo 100% vegetale
Si cucina!
Tritate finemente lo scalogno e la carota e soffriggeteli in padella con
un goccio di olio e un pizzico di sale. Aggiugete il seitan sfilacciato
abbastanza finemente e fate saltate il tutto a fiamma viva per un paio
di minuti. Versate quindi la polpa di pomodoro, un pizzico di peperoncino e origano a piacere, salate e fate cuocere 15 minuti con un
goccio di brodo vegetale. Unite infine gli spinaci e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Prepariamo le arepas
In una ciotola versate la farina di mais con il sale e unite l'acqua
e l'olio. Impastate il tutto fino a ottenere un panetto omogeneo e
lavorabile. Formate dei dischi dal diametro di 7 cm e spessi 1 cm
e fateli cuocere in una padella antiaderente con un goccio d'olio
per 6-7 minuti per lato fino a quando saranno dorati.
Ultimiamo la cottura in forno
INGREDIENTI
240 g di farina di mais bianca
precotta (tipo Harina Pan)
300 g di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine
d'oliva
PER FARCIRE
160 g di seitan
1 scalogno
1 carota
120 g di spinaci
200 g di polpa di pomodoro
Origano
Peperoncino
Brodo vegetale
Trasferite le arepas su una placca da forno e terminate la cottura
in forno a 180°C per 15 minuti. Sfornatele, lasciatele intiepidire leggermente e servitele tagliate a metà e farcite con il seitan caldo.
Conservazione
Potete conservare le arepas un paio di giorni chiuse in un contenitore per alimenti.
Consiglio vegoloso
Potete decidere di farcire le arepas con affettati e formaggi vegetali per un ripieno più veloce.
STRUMENTI
Placca da forno
Tappetino da forno in slicone
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Cheek cheek
Nella cucina di Chef Sonia
Trucchi e consigli da mettere subito in pratica
per cucinare meglio, più in fretta e senza
sbagliare un colpo
Conservazione
in dispensa
1 Congelare le farine
2 Semi e frutta secca al fresco
Spesso può capitare,
soprattutto con l'arrivo dei
primi caldi, che in dispensa
compaiano dei piccoli insetti,
le famose farfalline del cibo,
che infestano soprattutto
pacchi aperti di pasta, cereali,
farine, legumi, frutta secca e
biscotti. Voglio condividere
qui con te uno dei miei
segreti più utili in cucina per
ovviare a questo problema
e salvare in particolare le
tue farine: basta, infatti,
trasferirle in vasetti di vetro o
sacchetti gelo e conservarle
in freezer. In questo modo,
saranno al riparo dall'attacco
di qualsiasi insetto, dureranno
molto di più, ma soprattutto
resteranno comunque
sempre pronte all'uso, dal
momento che non essendo
presente acqua non si
congeleranno formando
un blocco unico di farina.
Questo trucchetto è perfetto
per salvare qualsiasi tipo
di farina, dalla classica 00,
a quella di ceci a quella
(più costosa) di castagne.
Con il caldo un altro
problema che possimo
riscontrare nella nostra
dispensa è che la frutta
secca e i semi oleaginosi
irrancidiscano più
velocemente. Il suggerimento
che ti do, quindi, è quello
di trasferirli in vasetti di
vetro o contenitori dalla
chiusura ermetica e tenerli
in frigorifero, in modo da
assicurarti una conservazione
più sicura e duratura.
Lo stesso discorso vale
ovviamente anche per le
creme di frutta secca come il
burro di arachidi o la crema
di mandorle, specialmente
se preparate in casa.
3Tutto sottovuoto
Soprattutto se in cucina hai
iniziato a dedicarti al meal
prep (puoi scoprire tutti i
miei segreti al riguardo sul
numero del Mag di aprile)
ti sarà capitato di cucinare
grandi quantità di cereali,
legumi e verdure e poi
trovarti con il problema di
come conservarli per tutta
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la settimana. Un'opzione
sempre valida è quella di
congelarne una parte, ma se
non ami il cibo congelato ho
l'alternativa che fa per te: la
conservazione sottovuoto.
In commercio si trovano
ormai svariate macchinette
per uso casalingo, dai costi e
dalle dimensioni ridotti, che
ti permettono di conservare
i tuoi cibi in appositi
sacchetti in cui puoi creare il
sottovuoto nel giro di qualche
secondo. In questo modo,
puoi conservare cereali e
legumi in frigorifero per
settimane, ma è un sistema
utilissimo anche, ad esempio,
per conservare le foglie di
tè e infusi acquistati sfusi e
di cui in estate facciamo uso
ridotto e che rischiano quindi
di perdere i loro aromi.
4 Barattoli a chiusura
ermetica
Un altro modo per tutelare
al tua dispensa e metterla
al riparo dall'attacco di
insetti e umidità è quella di
trasferire i tuoi cereali, legumi
secchi, granola, frutta secca,
biscotti, farine e qualsiasi
prodotto acquistato sfuso
oppure ormai aperto, in
contenitori di plastica o di
vetro a chiusura ermetica.
Questo ovviamente non
garantisce "l'immortalità" a
questi prodotti, ma di sicuro
li manterà freschi più a lungo,
evitando anche che cibi
come biscotti e cereali per
la colazione diventino possi
nel giro di qualche giorno.
5
Frutta e verdura
fuori dal frigorifero
So che può sembrare un
controsenso, ma ci sono
alcuni tipi di frutta e di
verdura che sarebbe meglio
conservare fuori dal
frigorifero; qui di seguito
ti farò alcuni esempi
spiegandoti il perché. I primi
da citare sono ovviamente
cipolle e aglio, che è
preferibile conservare in un
luogo buio, fresco e asciutto
invece che in frigorifero
per evitare che germoglino.
Se proprio ti dovesse
avanzare mezza cipolla
aperta, puoi conservarla in
frigorifero per massimo 1-2
giorni facendo attenzione a
chiuderla in un contenitore
ermetico per evitare che
l'odore si diffonda in tutto il
frigorifero. Altri ortaggi che
è preferibile conservare in
luoghi freschi e bui sono le
patate: temperature troppo
basse, infatti, possono
trasformare una parte
dell'amido in zucchero e
questo può risultare poi
in una colorazione scura
durante la cottura. Inoltre,
il buio evita la formazione
di alcune sostanze, come
ad esempio la solanina, che
possono rendere verdi e
amare le patate e, se presenti
in concentrazioni più elevate,
diventare tossiche. Anche
le banane (e in generale la
frutta tropicale) andrebbe
conservata fuori dal
frigorifero, per consentire
una maturazione più
omogenea ed evitare che i
frutti anneriscano restando
però duri e acerbi. Infine,
ti consiglio di conservare
a temperatura ambiente
anche i pomodori: il freddo
infatti riduce la quantità
di alcune molecole volatili
responsabili dell'aroma
dei pomodori, rendendoli
quindi meno saporiti.
freezer (io ad esempio
ho una semplicissima lista
sul telefono che aggiorno
man mano che consumo
o aggiungo qualcosa nel
freezer). In questo modo
avrai sempre sott'occhio la
situazione del tuo frigorifero
e del tuo congelatore e
potrai evitare sprechi e
consumare i prodotti quando
sono ancora freschi.
6 Etichette, etichette ovunque
Un consiglio sempre valido
che mi sento di darti è
quello di etichettare tutto, in
particolare la data di apertura
di una confezione e quella
di quando hai cucinato un
determinato piatto. So che
all'inizio può sembrare un
lavoro lungo e noioso, ma
in questo modo avrai subito
sott'occhio quali sono gli
alimenti e i cibi cucinati che
hai in giro da più tempo e
che sarebbe meglio cucinare
o consumare per primi.
Quante volte ti sarà capitato
di trovare un sacchetto di
insalata abbandonata in fondo
al frigorifero o di dimenticarti
di una schiscetta di verdure
saltate in fondo al freezer? A
me personamente fin troppe!
Il mio consiglio è quindi quello
di controllare almeno una
volta a settimana gli avanzi
e le scadenze dei prodotti
che conservi in frigorifero
e di farti un inventario di
tutto ciò che riponi nel
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60 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Le nostre ricette fatte da voi
La selezione delle 6 migliori foto inviateci su Facebook o Instagram dai nostri
lettori: postate taggandoci @vegolosi.it o usando l’hashtag #vegolosi.
La foto più bella scelta dalla redazione vince una copia gratuita del MAG!
LA FOTO DEL MESE (SECONDO NOI):
1/ Burger di melanzane di @oggisicucina
NON DA MENO...
2/ Tofu saltato con fagiolini e carote
di @annadellipaolinutrizionista
3/ Fiesta di @nikolaalborghetti
4/ Polpette sorgo e lenticchie
Clicca sulle foto per
leggere la ricetta
di @dott.ssa_fini_azzurra_
5/ Banan bread di @chia_cookiefox
6/ Tempeh di ceci glassato e riso basmati
di @bressancamilla
luglio
luglio/ /agosto
agosto2021
2021| |vegolosi
vegolosimag
mag|| 61
Riso
62 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Mi fa bene perché
Scopriamo perché e come consumare alcuni alimenti base
della cucina vegetale. Ogni mese un nuovo ingrediente
a cura della dott.ssa Denise Filippin
Biologa nutrizionista esperta in alimentazione a base vegetale
CHE COSA È?
Il riso è un cereale, il chicco che viene consumato
rappresenta il seme dalla pianta Oryza sativa. Si
tratta di uno tra i cereali più consumati al mondo,
che rappresenta la base dell’alimentazione della
popolazione di molti Paesi, come ad esempio Cina,
Giappone e India.
CONTIENE GLUTINE?
Il riso è tra i cereali senza glutine, quindi adatto
anche ai celiaci.
DOVE LO COMPRO?
Il riso si trova, nelle sue diverse varietà, in tutti i
negozi di generi alimentari.
ESISTE INTEGRALE?
Il riso esiste nella versione raffinata (riso bianco
o brillato), ma anche integrale o semintegrale. In
commercio si trova, inoltre, anche il riso parboiled, che ha un valore nutrizionale migliore rispetto al riso bianco. Prima della brillatura viene infatti sottoposto a un trattamento a base di acqua
e vapore, che permette la migrazione all’interno
del chicco di vitamine e minerali, che pertanto
non sono eliminati durante la raffinazione, come
invece solitamente accade.
COME LO CUCINO?
Il riso può essere bollito e scolato, per poi venire
condito con verdure o accompagnato da legumi.
Un altro metodo di cottura è quello per assorbimento, effettuato utilizzando un volume di acqua doppio
rispetto al volume del riso da cuocere: si parte da
acqua fredda e una volta raggiunto il bollore si abbassa la fiamma e si lascia cuocere a pentola coperta
fino a completo assorbimento del liquido.
PERCHÉ FA BENE?
Il riso è un’importante fonte di carboidrati complessi, fonte energetica privilegiata per l’organismo
umano. Il riso integrale è da preferire perché la fibra rallenta la velocità di assorbimento dei carboidrati contenuti nel riso garantendo una maggiore
sazietà ed energia più a lungo.
C'E' UN MOTIVO PER CUI LO DOVREI EVITARE?
In caso di problemi di glicemia elevata è da preferire il riso integrale, ma non ci sono altri motivi
particolari per cui il riso sia sconsigliato.
C’È UN MODO PER CONSUMARLO
CHE NE ESALTI LE PROPRIETÀ?
Il riso abbinato a verdure e legumi diventa un
piatto unico, leggero e digeribile. In estate si
presta molto bene a essere utilizzato in insalate,
mentre nella stagione più fredda può essere
inserito in minestre e zuppe. Se la cottura viene
allungata, il riso tende ad avere una consistenza
più collosa, adatta alla preparazione di crocchette, sformati, ma anche di budini dolci.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag | 63
Integratori
Sì? No? Quali?
L’integrazione
per lo sportivo vegano
64 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Sto una crema
Basta a «mio cugino dice che...»: ecco quello che bisogna sapere
su forma fisica e alimentazione 100% vegetale
a cura della dott.ssa Lorenza Franciosi,
PharmD, PhD e consulente nutrizionale
Negli ultimi tempi si nota un avvicinamento
sempre più frequente a regimi alimentari a base
vegetale non solo da parte di chi ha a cuore la
propria salute, quella del pianeta e degli animali,
ma anche da parte degli sportivi. Un numero
crescente di professionisti e non dello sport sta
abbracciando uno stile di vita più green partendo
dalla propria alimentazione: sono molti gli atleti,
anche ad alto livello, vegani o vegetariani che
puntano a un miglioramento delle proprie performance in termini di competizione, tempi di
recupero, diminuzione degli infortuni [1].
È risaputo, infatti, che un regime alimentare a
base prettamente vegetale ha benefici sullo status infiammatorio corporeo, sui parametri ematochimici e sul microbiota intestinale, fornendo un
grande vantaggio per la salute [2,3].
Tuttavia, alcuni sportivi, le cui richieste di nutrienti (macro e micronutrienti) possono essere
maggiori proprio in ragione dell’esercizio fisico, si
chiedono se sia necessaria un’integrazione ulteriore rispetto all'alimentazione.
Partendo dal presupposto che qualsiasi regime
alimentare, se non ben pianificato, può causare
delle carenze (non tenendo in considerazione
particolari condizioni patologiche), è bene ricordare per prima cosa che una persona vegana
o vegetariana (sportiva o non) dovrà integrare
sempre la “famosa” vitamina B12 (anche se sono
molte le persone, anche non veg, che hanno
carenza di questa vitamina).
Lo sportivo che segue una dieta plant based si
chiede poi se stia assumendo abbastanza micronutrienti fondamentali quali calcio, iodio, ferro,
zinco e omega-3 o se sia necessaria un’integrazione aggiuntiva [4]. La risposta è no: con
una dieta vegetale ben pianificata si coprono
tutte le necessità di questi nutrienti senza dover
ricorrere a un integratore. Cereali integrali, frutta
secca, semi sono un’ottima fonte di zinco, per
esempio. Il ferro è molto abbondante nei vegetali
a foglia verde, nella frutta secca e in quella disidratata. Il calcio, così abbondante nel tofu, si trova anche nei vegetali a foglia verde, nel sesamo
e in molte bevande vegetali fortificate. E lo iodio?
Semplicemente nel sale iodato (o nelle alghe).
Se qualcuno vuole comunque assumere un multivitaminico, è bene sapere che questi preparati
non contengono spesso un apporto sufficiente di
questo o quel micronutriente e non contengono
tutti i micronutrienti necessari (che invece troviamo negli alimenti ben combinati nella nostra
dieta).
E le famose proteine? Allo sportivo plant based
che si allena per la salute e la forma fisica non
serve aggiungere una quota extra di proteine
perché trova gli aminoacidi necessari in qualsiasi
alimento. Nel caso di sportivi professionisti (vegani e non) spesso si ricorre a un integratore proteico per avere a disposizione una quota proteica
facile e veloce da assumere a cavallo delle numerose ore di allenamento durante le quali spesso
non è possibile consumare veri e propri pasti.
Dunque, praticate lo sport che volete, costruendo bene la vostra alimentazione vegetale, certi
che potrete raggiungere i vostri obiettivi senza
nessun problema [5,6].
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Per motivi di spazio abbiamo inserito tutti i riferimenti indicati nella rubrica a questo link!
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66 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Notizie
Il mondo che deve cambiare,
il nostro ruolo, la necessità di capire
di più e l’informazione per poterlo
fare al meglio
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
67
Interviste
Non siamo
(per forza)
catastrofe
di Federica Giordani
Il filosofo, divulgatore ed evoluzionista Telmo Pievani,
in una chiacchierata sul modo in cui la scienza ha comunicato
in questi mesi, gli errori, i meriti e il futuro, che dovrà essere
meno legato al superfluo e senza «nostalgia» per la natura
68 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Le sue lezioni sulle catascientifico, lo danno per
«Deforestazione e
strofi, le estinzioni e l’uoscontato, non lo spiegano
allevamenti
intensivi
sono
mo come secondo metee questo genera nel puble due principali cause
orite della Terra, sono un
blico - soprattutto su un
dell’aumento
di
frequenza
piacere assoluto. Telmo
tema così complesso - la
delle pandemie.
Pievani è un filosofo della
sensazione che ci siano veMa
non
stiamo
facendo
rità calate dall’alto, e invece
scienza, materia prezionulla. Vogliamo i vaccini
sissima ma anche poco
la scienza è esattamente il
subito,
e
basta»
conosciuta che indaga
contrario: è fatta di dubbi,
non solo il metodo sciendi ricerca, di verifica lenta
tifico, ma anche i rapporti
- spesso lentissima - delle
fra il mondo degli scienziati e la società.
ipotesi. È stata, quella pandemica, senza dubbio
In questo ultimo anno e mezzo proprio la una situazione inedita per la comunità scientifiscienza - insieme ai suoi protagonisti in cami- ca: virologi che non avevano mai fatto un’interce bianco - è tornata prepotente nelle nostre vista - e molti di loro li conosco personalmente
case ma non sempre nel modo giusto. Con - si sono ritrovati travolti da richieste, ospitate,
Pievani parliamo degli errori fatti, delle speran- insomma dalla celebrità che non cercavano e
ze a cui guardare e alle connessioni complesse non volevano. Alcuni si sono prestati a un “gioco” che è inevitabile sui media, quello dello sconche sono la chiave di tutto.
tro, del dibattito a toni alti: ma non avrebbero
Professore, lei si occupa da tempo del
dovuto, perché i dibattiti scientifici non si fanno
rapporto fra scienza e società: con che
nei talk show televisivi.
occhi ha guardato questo ultimo anno
e mezzo di pandemia?
Questa è una situazione molto complessa,
Quello che ho visto è stato un vero crash test e la complessità sembra esattamente il
sulla tenuta proprio del rapporto fra scienza e contrario di quello che tutti vorrebbero.
società. Ci siamo fatti trovare impreparati all’emergenza pandemica, ma non avrebbe dovuto
essere così. I segnali e le previsioni di una possibile pandemia erano già stati messi sul piatto - se
pensa al saggio del 2012 di David Quammen, Spillover, per esempio. Eravamo impreparati anche su
come comunicare tutto questo.
Certo, la complessità è lenta. Il pubblico in
pieno panico - anche giustamente - ha cercato
risposte sicure, nere o bianche, ma non ce ne
erano e ancora adesso alcune domande sono
ancora aperte. Ma alla scienza non si può chiedere la soluzione “presto e subito”, si dovrebbe
uscire dallo spettro della sua azione “salvifica”.
Ci sono stati errori di comunicazione,
quindi, secondo lei?
Cosa intendeva prima con l’idea “salvifica”
della scienza, mi incuriosisce…
Senza dubbio. Quello che succede in Italia
è l’evidente conseguenza dell’assenza di un
unico centro di riferimento per la comunicazione scientifica. A differenza degli Stati Uniti
e dell’Inghilterra, noi non abbiamo rappresentanti di centri istituzionali che vengono interpellati per dare voce alla comunità scientifica
nel suo insieme, bensì singole figure che finiscono, inevitabilmente, per battibeccare tra
loro, generando insicurezza e disorientamento
nel pubblico.
Gli scienziati fanno fatica a fare cosa,
a suo avviso?
A spiegare da dove arrivano le loro affermazioni, perché vivendo all’interno del metodo
Quello che non dobbiamo fare è rivolgerci alla
scienza e alle sue “garanzie” solo quando ci fa più
comodo e ne abbiamo bisogno, quando ci deve
salvare da una situazione come quella pandemica
attuale. Un po’ come dire: «Salvaci alla svelta che
poi dobbiamo tornare a fare quello che facevamo
prima»; solo che questo atteggiamento è esattamente quello che va evitato. Sento moltissimo
l’effetto «Mi vaccino alla svelta così poi posso tornare come prima», invece non dovrebbe affatto
essere così: cambiare stile di vita è fondamentale, perché nella normalità di prima c’erano i semi
dell’era pandemica in cui siamo entrati.
Eppure quello che percepiamo in generale,
soprattutto nell’ultimo periodo, non è un
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po’ una sorta di effetto “fionda”? Ci siamo
tanto “privati di..” che adesso prendiamo la
rincorsa per rifarci del tempo perso…
Lei nelle sue lezioni e nei suoi libri parla
spesso del rapporto fra scienza ed etica:
eppure quest’ultima sembra “lontana”
Sono d’accordo con questa sensazione, è an- come tema da quello dei fatti, delle prove,
che la mia, il problema è che cambiare i com- dei numeri.
portamenti delle persone, anche dal punto di vista alimentare, è un percorso lentissimo e non è
compito della scienza, bensì della politica e dell’etica. Ci sono stati anche, purtroppo, una serie di
passi indietro rispetto al tema della crisi climatica.
Poco prima dello scoppio della pandemia eravamo arrivati a parlarne spesso, anche grazie al movimento dei ragazzi di Fridays For Future, ma poi
- come era ovvio - tutto si è focalizzato altrove e,
adesso, bisogna ricominciare da capo. Ma tra la
crisi ambientale e la pandemia c’è un nesso chiaro, ancora una volta messo in luce dagli scienziati.
Io sono dell’idea che questa crisi pandemica
abbia mostrato la profondità della catena delle
conseguenze di ciò che facciamo, in un mondo
globalizzato (dove viaggiano le merci, ma anche
gli animali portatori di virus). Sono altrettanto certo, pur essendo un evoluzionista e un ricercatore,
che la scienza da sola non basterà a tirarci fuori
dalla situazione di crisi ambientale e sociale nella
quale ci troviamo, serve un approccio misto.
In tanti hanno parlato del concetto di
“normalità”: lei cosa ne pensa?
Noi siamo in questo sistema e ci fa comodo,
70 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
ci consola, ci piace, non
mi preoccupa - è la rassegnazione e lo scoramento
vediamo l’ora di tornare
«Andrebbe ripensato
che incontro, soprattutto
nei grandi centri commertutto. Non si tratta
ciali nel weekend, eppure
tra gli studenti universitari:
affatto di una nostalgia
è chiaro che proprio quespesso l’idea è che certaper la natura, ma
sta pandemia e il lockdown
mente dovranno andadella consapevolezza
re all’estero per ottenere
ci hanno insegnato che
che questo sistema di
qualcosa, per esempio.
ci basiamo spesso sul susviluppo erode le risorse
perfluo. Questa idea della
del Pianeta. Quello che mi
Dovranno faticare un bel
«crescita senza fine» - che
domando è: che cos'altro
po’, in effetti…
ora sta tornando sulla bocdovremo vedere e patire
ca di molti - è quello che
Io sono ottimista. Ho
per comprendere?
pensiamo sia la normalità:
una figlia adolescente che
Quanto dovrà essere caro
ma non è così. Andrebbe
è nel movimento Fridays e
il prezzo da pagare prima
ripensato tutto. Gli econovedo l’entusiasmo che ha.
di cambiare rotta?»
misti dovrebbero avere più
Una cosa è certa: i ragazzi non dovranno aspettare
fantasia. Non si tratta affatto di una nostalgia per la natura, non può esse- che siano le vecchie generazioni a dare loro pare questo, ma della consapevolezza che questo ternalisticamente le risposte o gli strumenti per
sistema di sviluppo erode le risorse del pianeta. cambiare le cose, dovranno crearsi strumenti
Quello che mi domando è: che cos'altro dovre- propri e fare la loro strada. Devono andare a
mo vedere e patire per comprendere? Quanto prendersi il futuro, perché noi abbiamo fallito.
dovrà essere caro il prezzo da pagare prima di
Ce la faranno?
cambiare rotta?
Nessuno scienziato di due generazioni fa
Noi abbiamo pubblicato un ebook lo scorso avrebbe mai potuto immaginare quello che sarebbe successo in termini di sviluppo delle tecnoanno, "La connessione", in cui parlavamo
logie e della scienza. Siamo in grado di riscrivere
della assoluta poca distanza fra quello che
mangiamo e la pandemia: la vede anche lei? il genoma, abbiamo internet, che era qualcosa
Ci sono le evidenze, pubblicate ogni settimana di nemmeno immaginabile anche solo negli anni
sulle maggiori riviste scientifiche. Il tema dell’im- ‘70. La scienza è serendipica: i ragazzi di oggi
patto degli allevamenti intensivi è enorme e i dati inventeranno soluzioni e costruiranno nuovi scesono davvero impressionanti. Solo che è diffici- nari che noi - e forse neanche loro - riusciamo
le fare, appunto, la connessione fra le immagini, nemmeno a immaginare.
per esempio, di una persona che fa fatica a respirare in una terapia intensiva e le scene di una
foresta che viene disboscata, eppure è proprio
lì il filo conduttore. Deforestazione e allevamenti
intensivi sono le due principali cause dell’aumento di frequenza delle pandemie. Ma non stiamo
facendo nulla. Vogliamo i vaccini subito, e basta.
Professore, lei è spesso nelle scuole a
insegnare anche su questi temi: che
sensazione ha rispetto alle reazioni dei
ragazzi?
Il ritorno che ottengo è positivo. È vero che
non ho un vero campione statistico, dato che
quando mi invitano tendenzialmente significa
che si tratta di classi già interessate a quelle tematiche, ma le reazioni dei ragazzi sono sempre
positive. Quello che un po’ percepisco - e che
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Stili di vita
Gioielli sostenibili:
splendere con
consapevolezza
di Tiziana Caretti
72 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
«Se bella vuoi apparire, un
po’ devi soffrire», dicevano
le nostre nonne. Ma nel
caso dell’estrazione e della
lavorazione di oro, argento,
rame e altre materie preziose,
non siamo noi a soffrire, ma gli
esseri umani che lavorano nelle
miniere insieme alla fauna
e alla flora che le circondano.
In Africa, America e Asia,
le compagnie straniere,
aiutate da Governi corrotti,
si impossessano di interi
territori per estrarre questi
materiali: inquinano, affamano,
avvelenano il territorio
e impoveriscono le popolazioni
locali. Dietro la nostra bellezza
si nasconde un ricchissimo
mercato mondiale fatto
di sofferenza. Le soluzioni
esistono già e le aziende che
le applicano sono numerose
Per estrarre un’oncia d’oro (circa 28 grammi),
vengono rimosse 250 tonnellate di roccia. In
seguito, l’oro grezzo viene separato dalla roccia con metodi che prevedono l’uso di cianuro,
acido solforico e mercurio. L’estrazione di un
singolo grammo d’oro richiede ben 5 grammi
di mercurio e ne servono tra i 56 e 140 grammi
per creare una fede nuziale. È stato stimato che
oltre un terzo di tutto l’inquinamento mondiale
da mercurio è causato dall’estrazione mineraria
su piccola scala. Il mercurio è una neurotossina che causa danni a cervello, sistema nervoso,
polmoni e reni. È dannoso soprattutto per donne in gravidanza e bambini, anche in piccole
quantità. E se consideriamo che ben 15 milioni
di persone cercano di guadagnarsi da vivere
lavorando in miniere artigianali, di cui il 30% è
composto da donne e bambini, possiamo capire il disastro causato da questo mercato.
L’esposizione al cianuro è un altro pericolo
dell’estrazione mineraria. Questa sostanza tossica impedisce alle cellule del corpo di usare
l’ossigeno, causando gravi conseguenze sul
corpo umano, convulsioni, danni ai polmoni e
morte per arresto respiratorio, danni cerebrali
e arresto cardiaco. Inoltre, l’inquinamento da
mercurio e cianuro proveniente da una sola
miniera può uccidere pesci e altri esseri viventi nel raggio di diverse miglia, come succede
ormai da decenni nella foresta Amazzonica.
NON SOLO ORO, MA ANCHE ARGENTO
E PIETRE PREZIOSE
Visti dall’alto sembrano dei “fiumi gialli”, ma
sono piccole e grandi miniere di estrazione
dell’oro sorte da anni nell’indifferenza o tolleranza delle autorità nella foresta pluviale
di Madre de Dios, nel Sud-Ovest del Perù, in
un’area con la maggiore biodiversità del mondo. Infatti, il 41% della deforestazione amazzonica, messa in atto tra il 2001 e il 2013, è stata
causata dalle miniere d’oro di piccole dimensioni, come mostra una ricerca pubblicata il
14 gennaio 2015 dall’Università di Puerto Rico.
Le aree interessate sono quelle della foresta
pluviale di Suriname, Guyana, Brasile, Ecuador,
Perù, Colombia, Venezuela e Bolivia, ovvero
circa 1680 km quadrati di foresta tropicale, e
di biodiversità, che è stata distrutta nel Sud
America. La ricerca mostra un altro dato sconcertante: la maggior parte di queste miniere si
trova in aree vietate o protette.
La mancanza di controlli sul territorio ha
portato a questa situazione e i danni ambientali sono ingenti. Una soluzione a questo
problema potrebbe essere l’implementazione
della Convenzione internazionale di Minamata per eliminare gradualmente il mercurio, far
chiudere tutte le miniere nelle aree protette e
rafforzare il dibattito con i Paesi confinanti per
fermare il movimento incontrollato di minatori, di mercurio e di oro. Questa convenzione,
approvata sotto l’egida delle Nazioni Unite nel
2013 e ratificata anche dall’Unione Europea,
dove è entrata in vigore a fine 2020, ha l’obiettivo di proteggere la salute e l’ambiente dalle
emissioni e dai rilasci antropogenici di mercurio e dei suoi composti, attraverso l’adozione
di una serie di misure volte a ridurre a livello
globale la presenza di mercurio nell’ambiente.
Un rapporto pubblicato dalla testata
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag | 73
Acquistare oro certificato Fairmined significa sostenere lo sviluppo di migliaia di piccole comunità minerarie locali
e contribuire a migliorare aspetti della loro vita legati alla salute, all’istruzione e alla tutela degli ecosistemi.
Nella foto, la selezione manuale dei minerali viene affidata a minatrici: organizzazione MACDESA ad
Arequipa, Perù (© Valerian Mazataud - fairmined.org/)
sudafricana
Maverick
miniere. È stato stima«Indossare un gioiello
to che sono necessari 1
Citizen ha mostrato che,
non dovrebbe significare
milione di litri di carbuancora oggi, il traffico illegale di oro e diamanti
sofferenza e povertà, nessuna rante per l’estrazione
vita o ecosistema dovrebbe
dallo Zimbabwe, conannua mondiale di diatrollato dal presidente
mai sopportarne il sacrificio
manti e più di 540 litri
più alto. Creare gioielli il più
Emmerson Mnangagwa,
di acqua per estrarre
possibile sicuri per l'ambiente un solo carato. Una volvale oltre tre miliardi di
e per tutti gli animali, umani
ta che la miniera viene
dollari all’anno. Ed è solo
e non umani, è il principio
abbandonata, rimangouno dei vari Paesi coinvolti. Le dieci miniere più
base della nostra etica»
no dei crateri nel suolo
importanti - parliamo di
visibili dallo spazio.
quelle ufficiali - si trovano in Botswana, Russia, Canada e Angola. Ma LINEE GUIDA PER PRODURRE
ne esistono centinaia, dal Sud Africa al Brasi- GIOIELLI ETICI
le, completamente fuori controllo. Molte delle
Alla base della parola sostenibilità, c’è la conguerre che hanno segnato la storia recente sapevolezza del produttore di gioielli che decidi Liberia, Costa d’Avorio, Angola, Sierra Leo- de di investire in una filiera corretta prestando
ne, Repubblica Democratica del Congo e quel- attenzione ai seguenti fattori interconnessi:
la Centrafricana, con 3,7 milioni di morti, sono ambientale, economico e sociale. Per realizstate alimentate dal mercato nero dei diamanti. zare dei gioielli etici non devono essere utilizL’estrazione di queste pietre preziose di- zate materie prime che possano danneggiare
sturba gli ecosistemi, le rotte migratorie, la uomini, animali o l’ecosistema naturale e quecatena del cibo e devasta la fauna selvatica sto significa utilizzare solo diamanti sintetici o
endemica. Inoltre, le scorie chimiche che de- certificati, oro e argento riciclati oppure con la
rivano dall’estrazione vengono assorbite da certificazione Fairmined Ecologico, Argentium
suolo e falde acquifere, assorbite dalle piante Silver e ottone. Non è inoltre contemplato l'uche sono il cibo della fauna locale. In alte con- so di perle coltivate, d'acqua dolce né di acqua
centrazioni, sono la causa diretta dell’avvele- salata, coralli, pelle e pellami, avorio e derivanamento degli animali che vivono intorno alle ti, ossature di animali e derivati, madreperla e
74 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
La miniera dell'organizzazione MACDESA ad Arequipa, Perù
(© Kike Arnal - fairmined.org/)
qualsiasi altro prodotto
guerra. Infatti, nel 2003
L’estrazione di oro, argento,
derivato dagli animali.
è entrato in vigore,
rame e diamanti implica
In questa ottica di
dopo anni di negoziauna grande emissione di
ti, il Kimberley Process,
sostenibilità, alcuni marchi stanno realmente
CO2, l’abbondante uso
un protocollo messo
di acqua e la presenza
passando all’uso di mea punto in Sudafrica e
talli riciclati o pietre e
di scorie di lavorazione,
approvato dalle Naziomateriali altamente
ni Unite, che dovrebbe
diamanti sintetici per
inquinanti responsabili di
certificare l’origine dei
la produzione dei loro
avvelenamento di terreni,
diamanti e impedirne
gioielli. Con questa manovra, la sola azienda
falde acquifere e animali
il commercio illegale. Secondo l’accordo,
Pandora ha stimato che
le partite di diamanti
riuscirà a evitare un’emissione di 37mila tonnellate di CO2 all’anno. Il grezzi esportate devono essere accompagnacolosso danese ha deciso di usare per i suoi gio- te da un certificato in cui si attesti che la speielli solo pietre sintetiche e userà soltanto oro e dizione non contiene “diamanti insanguinati”.
argento riciclati entro il 2025. Secondo il World Ma l’efficacia di queste misure è stata messa in
Gold Council, al momento l’uso di oro riciclato discussione da alcune organizzazioni non goè il 28% del totale del metallo usato nel 2020. Il vernative, tra cui Human Rights Watch (HRW)
90% dell’oro riciclato proviene da gioielli usati e che, nel giugno 2009, nel rapporto Diamonds
il resto da una montagna di rifiuti elettronici in in the Rough, ha accusato l’esercito dello Zimbabwe di aver ucciso, nel novembre 2006, più
continuo aumento, come cellulari e pc.
di duecento persone per prendere possesso
DIAMANTI CERTIFICATI O DIAMANTI
delle miniere di diamanti di Marange e di aver
SINTETICI?
costretto dei bambini a lavorarci.
Per quanto riguarda i diamanti, alcune
Grazie alla fabbricazione in laboratorio delle
aziende, come De Beers e Alrosa, hanno cre- pietre preziose, non si impatta in alcun modo
ato un sistema di tracciamento per garantire sull’ambiente né si sfrutta la manodopera a
che le loro pietre non vengano da zone di basso costo impiegata. Addirittura, l’azienda
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag | 75
Aether Diamonds si è spinta oltre ed è riuscita
a creare diamanti in laboratorio catturando l’anidride carbonica in eccesso presente nell’aria
e ottenendo, come prima azienda al mondo, la
certificazione vegan per le proprie pietre preziose, che nulla hanno da invidiare in termini
di qualità a quelle provenienti dalle miniere.
Perché, come dice Francesca di Marco, fondatrice di FrancyJewel, artigiana italiana che
produce gioielli responsabili e sostenibili con
oro Fairmined e gemme tracciate, «indossare
un gioiello non dovrebbe significare sofferenza
e povertà, nessuna vita o ecosistema dovrebbe mai sopportarne il sacrificio più alto. Creare gioielli il più possibile sicuri per l'ambiente
e per tutti gli animali, umani e non umani, è il
principio base della nostra etica».
Nella foto a pagina 72: l’estrazione e la lavorazione dell’oro in chiave sostenibile è garantita da standard quali
Fairmined, che certifica l'oro proveniente da organizzazioni minerarie artigianali e di piccola scala che operano in
maniera rispettosa dei lavoratori e dell’ambiente (© Manuela Franco - fairmined.org/)
Nella foto a pagina 75: l'organizzazione La Coqueta a Caldas in Colombia
(© Alliance for Responsible Mining - fairmined.org/)
76 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Aether Diamonds
Stefano Navi
Kimai
I diamanti di questa azienda sono
Tutti i metalli preziosi usati
I gioielli artigianali di questa azienda
creati in laboratorio, certificati
dall’azienda sono certificati
di Antwerp sono realizzati con
dall’International Gemological
Fairmined o riciclati e i diamanti
oro riciclato e diamanti sintetici.
Institute e hanno gli stessi standard
sono 100% conflict-free, ovvero
Anche nel packaging la loro scelta
di quelli estratti nelle miniere.
sintetici, creati nei loro laboratori.
è sostenibile: le scatole sono di
Per realizzarli, l’azienda è riuscita
Nel sito dell’azienda c’è una
cartone riciclato e usano dei servizi
ad abbattere completamente le
pagina dedicata esclusivamente
di spedizione a zero emissioni
emissioni di anidride carbonica.
alla distruzione causata
Anzi, usa l’anidride carbonica presente
dall’estrazione dei diamanti.
Maggiori info qui
nell’aria per la loro fabbricazione.
Maggiori info qui
Sono i primi diamanti al mondo
ad avere certificazione vegan e
utilizzano solo oro Fairmined.
Maggiori info qui
Vrai
Pandora
L’azienda, con sede in Italia, usa
L’azienda internazionale di gioielli
Altri marchi
di gioielli sostenibili
i diamanti sintetici di Diamond
si è impegnata su più fronti,
KBH Jewels, Vestiaire Collective,
Foundry Inc, il primo laboratorio
dedicando una pagina intera del sito
Washed Ashore, Senia, AUrate,
ad aver ottenuto la certificazione
agli obiettivi che vuole raggiungere
J. Hannah, Pamela Love, WWAKE,
di zero emissioni per la produzione
per azzerare le emissioni delle sue
Zoë Chicco, Poppy Finch, ILA,
di diamanti sintetici. Scegliendo
sedi entro il 2025, lungo tutta la
Andrea Bonelli, Linjer, Valerie
i loro diamanti si risparmiano
catena, e passare al 100% di energia
Madison, Melissa Joy Manning,
250 tonnellate di terra rimosse,
proveniente da fonti rinnovabili nei
Omi Woods.
545 litri d’acqua e 64 chili di
propri stabilimenti. Sempre entro lo
emissione di CO2 per estrarre
stesso anno, tutto l’argento e l’oro
un solo carato di diamante.
impiegato nei prodotti Pandora
Maggiori info qui
verrà da fonti riciclate. Nel 2020,
l’88% di tutti gli scarti prodotti
negli stabilimenti è stato riciclato.
Maggiori info qui
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
77
Un angolo della libreria Acqua Alta di Venezia
Scoperte
I paradisi della carta
di Benedetta Rutigliano
Tour tra le librerie speciali
d’Italia, da quelle storiche
alle più green, da quelle dove
unire cibo e cultura a quelle
dove curare le emozioni.
Senza perdere di vista, per
i fan dell’usato e dell’introvabile,
bancarelle e book station
originali, ma anche siti
e piattaforme digitali
dove cercare edizioni rare
Luoghi dell’anima dove perdersi e ritrovarsi,
grazie ai beni preziosi, ma non per questo inaccessibili, in esse raccolti, negozi che vendono pagine impregnate di pensieri, sapori, odori, diffondono culture e credenze, aumentano la nostra
78 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
capacità di immaginare mondi e trasformare il nostro: si tratta delle librerie, fondamentali grazie al
valore sociale, culturale, economico, che aggiungono a città e quartieri ospitanti. Il nostro Paese è
costellato da questi Eden, nonostante le difficoltà
affrontate per via della pandemia soprattutto dalle librerie indipendenti (le più penalizzate, date le
limitazioni nei movimenti e l’incremento della vendita online), che però ha coadiuvato quell’aumento di lettori agevolato dagli interventi governativi,
come indicano i dati dell’Associazione Italiana
Editori di gennaio-marzo 2021. Ma quali sono le
librerie italiane da visitare, per nutrirsi di saperi e
pensieri in oasi atipiche?
SOPRA LE VETTE, IN PIANURA,
FIN SOTTO IL MARE – A NORD
Nelle classifiche delle librerie più originali del
mondo c'è la Libreria Acqua Alta a Venezia, un
must per chi visita la città sull’acqua. Per proteggere i libri dalle maree, il proprietario Luigi Frizzo li
La Feltrinelli 3466, la libreria più "alta" d'Europa
con vista sul Monte Bianco (© Aiace Bazzana)
La Libreria Palazzo Roberti
di Bassano del Grappa (© Chilesotti)
posiziona all’interno di gonII, è l’unica sopravvissuta tra
dole, barili, sulle scale, aiutaquelle di Torino (la prima,
L’Italia è costellata
to da singolari vigilantes fedel 1775), Parigi, Firenze e
da librerie uniche dove
lini. Ogni angolo nasconde
Roma, ed è un vero e procercare volumi tra
prio gioiello: i libri ricoprono
libri, dai rari e fuori catalogo
bellezza e particolarità
le pareti, lasciando scoperti
ai nuovi e d’occasione, toccando pedagogia, filosofia,
solo soffitto e pavimento,
fotografia e arte, cinema, musica e sport, con un dove opere d’arte sono incastonate sotto lastre
focus sui testi legati al territorio.
di vetro. In piena pandemia il proprietario Giorgio
A Bassano del Grappa (Vicenza), nello scenogra- Lodetti ha ideato #socialtvbocca, trasmettendo
fico palazzo settecentesco della famiglia Manfrotto sui social più di 750 incontri con scrittori, editori di
(leader nella fotografia), sorge la Libreria Palaz- fama internazionale, artisti, curatori per «ricostruizo Roberti, dove le sorelle Manfrotto spalancano re senza sosta la speranza», citando Neruda.
il loro mondo su tre piani. I primi due sono dedicati
La più antica libreria di Torino attiva, in piazza
ai libri, il terzo, con un salone affrescato dalla scuola Carignano, è la Libreria Internazionale Luxemdel Tiepolo, ospita presentazioni di volumi, mostre, burg, che dal 1872 porta in città titoli italiani e stranieri in lingua, i più rilevanti quotidiani del mondo
concerti, corsi di cucina e tè letterari.
A Milano, oltre a templi sacri come la Hoepli, e riviste specializzate. Amata anche oltreconfine,
vive una moltitudine di librerie indipendenti: dalla la libreria ha visto passare Primo Levi, Philip Roth,
Libreria dello Spettacolo, affollata di testi teatrali, Amos Oz, Allen Ginsberg e Jorge Amado.
Prima di scendere per lo Stivale, una menzione
copioni, riviste, memorabilia e cimeli, alla Libreria
Verso, bar, spazio librario e di eventi. Davvero su mi- per il panorama mozzafiato sulle Alpi va alla libresura i consigli e gli abbonamenti ideati da Cristina di ria Feltrinelli 3466, sul Monte Bianco, la più alta
Canio nell’accogliente La Scatola Lilla, mentre un d’Europa: raggiungibile solo con la funivia Skyway
unicum per i libri illustrati, di tutti i generi, per tutte Monte Bianco, il suo prezzo in termini economici
le età, e da tutto il mondo (anche usati) è lo Spazio e ambientali è stato oggetto di intense polemiche.
B**K. Tra le più antiche aziende librarie d’Italia è
Pareti color pastello e atmosfera rilassante
la Libreria Bocca, pluripremiato locale storico. La accolgono i booklover del Librificio del Borsede milanese, sotto la Galleria Vittorio Emanuele go, a Genova: qui si possono sfogliare libri
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
79
accomodandosi su poltrone e divanetti, sorseggiando un caffè o
un calice di vino.
DAI PICCOLI
BORGHI ALLE CITTÀ
D’ARTE – NEL MEZZO
anche casa d’aste, fondata nel 1875. Da fine
2018, invece, fiorentini
e turisti che vogliono
prendersi cura delle
proprie emozioni trovano beneficio alla Piccola
Farmacia Letteraria, dove la libraia Elena Molini
ha catalogato i libri sugli scaffali suddividendo gli
stati d’animo in circa 70 categorie.
Nella Capitale vale la pena fermarsi, per un caffè e un buon libro, da Giufrà Libreria Caffè, che
predilige progetti culturali indipendenti, graphic
novel, fumetti, albi, tematiche e prodotti legati al
consumo critico e azioni di solidarietà sociale.
La Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, nota a
livello internazionale, con 800 luminosi metri quadrati e circa 30.000 titoli, accoglie nell’ampia sala
I mercatini nelle città e le
bancarelle digitali sono luoghi
speciali dove conciliare l’amore
per l’usato e la sostenibilità
In quel borgo senza tempo che è Pietrasanta
(Lucca), amato da artisti e letterati, la Libreria
Nina occupa metà della platea di un ex cinema (l’altra metà è un negozio di antiquariato), da
sempre coinvolta in festival abitati da Nobel e
premi Strega.
A Firenze, invece, per gli appassionati di manoscritti, stampe, mappe e libri pregiati, tappa
obbligata, in pieno centro, è la Libreria Gonnelli, tra le librerie antiquarie più antiche d’Italia, e
CONTORNI
Il potere della condivisione
e dello scambio
dalla quale ammirare la Val Seriana
non solo gli aderenti all’iniziativa, ma
con un bel libro in mano (a imitazione
anche chi già condivideva la stessa
delle Big Benches di Chris Bangle),
filosofia, arrivando a oltre 1200 punti
Condividere con un perfetto
mentre in Ticino vecchie cabine
libro in tutto lo Stivale, segnati su
sconosciuto lo stesso libro segnato da
telefoniche sono state riconvertite in
Google Maps, dove l’utente può
un codice che, registrandosi a un sito,
book station.
individuare la stazione di libri più
ne consente la tracciabilità, prelevare
La ricollocazione di libri in spazi
vicina. «Non si tratta solo di cultura»,
il libro da un punto predefinito dove
privati, spesso attività commerciali
aggiunge Rapisarda, «ma di una
riportarlo a fine lettura per renderlo
accessibili a un pubblico trasversale
rete dell’amore, dove i volontari
accessibile ad altri: è il cuore del
e non per forza avvezzo alla
donano tempo a sconosciuti e alla
bookcrossing, nato nel 2001 negli
cultura, come bar, ferramenta,
comunità. Dove c’è una postazione
Stati Uniti e giunto in Italia. Il potere
panifici, pensiline del bus, postazioni
di libri c’è un parco, attenzione alla
della condivisione dei saperi si è poi
al sicuro dalle intemperie, è la
sostenibilità dell’ambiente, alla cultura
sviluppato in altre forme, dove quel
missione di Giuseppe Rapisarda,
plastic-free. Dove c’è cultura la
che conta è prendere e lasciare il libro
che nel 2017 lanciò quasi per gioco
società progredisce, è educazione
in uno stesso posto, abbracciando
l’iniziativa Lascia un libro, prendi
al rispetto del bene pubblico, si
la cultura dello scambio e del riciclo:
un libro, per «trovarsi imbrigliato»,
promuovono il riuso e il risparmio
si parla di booksharing, attivo su
come ci racconta lui, «in questa
delle risorse, perché dietro i libri
piattaforme digitali, ma con tracce
rete di volontariato». Partendo
ci sono gli alberi. È un’operazione
visibili in quelle casette di libri, a
da un paio di punti dove ha reso
sociale», rincara il fondatore della
volte molto creative, che spesso
disponibili i libri nell’originario paese
rete che opera in maniera gratuita
compaiono in corrispondenza di
di Belpasso (Catania), alle falde
(e con pochi e lenti riscontri delle
biblioteche, parchi, panchine, punti
dell’Etna, Giuseppe con la sua rete
amministrazioni pubbliche), «che lotta
panoramici. A Songavazzo, per
di volontari ha messo in circolo oltre
per combattere la ludopatia: oltre
esempio, in provincia di Bergamo,
400.000 volumi, allestendo circa
70 bar, al posto della slot machine,
la Ca di Leber (Casetta dei Libri) è
400 punti libro in tutta Italia, con
hanno scelto di offrire ai propri
affiancata da una panchina gigante
l’appoggio di privati. Ha poi censito
frequentatori una postazione di libri».
80 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
La panchina gigante vicino alla Ca di Leber - Casetta
dei libri - a Songavazzo in provincia di Bergamo
(© Promoserio)
Vecchi libri in piazza a Milano (© Maremagnum.com)
conferenze incontri e performance musicali e teatrali per divulgare la cultura in ogni forma, è madre
della casa editrice Lìbrati e di un software gestionale per librerie all’avanguardia.
coloratissima Tuttestorie, a Cagliari: libreria, laboratorio, casa editrice dedicata alla letteratura per
ragazzi, punto di riferimento per mostre del libro e
dell’omonimo festival letterario.
VIVERE LA LETTURA – SUD E ISOLE
USATO: PASSIONE E SOSTENIBILITÀ
A Napoli meritano una visita la Libreria Antica e Moderna Fiorentino, frequentata da Benedetto Croce, e la Libreria Colonnese che, ricca
di volumi e curiosità su Napoli, organizza visite guidate e performance, oltre a vendere libri
rari, cartoline, tarocchi. Nella Scampia purtroppo nota per la fiction Gomorra, splende invece
uno spaccio di libri e cultura davvero esemplare,
La Scugnizzeria, che oltre a promuovere il bookcrossing e il «libro sospeso», è libreria, laboratorio teatrale, artigianale, tipografia, orto, e pubblica, con la Marotta&Cafiero editori che ospita
nella sua sede, letteratura «stupefacente», narrativa civile, storie dei Sud del mondo, libri ecologici su carta riciclata certificata, con inchiostri
non inquinanti e colle senza plastificanti.
Arredamento in arte povera e materiali di riciclo contraddistinguono la libreria Colapesce di
Messina, anche wine bar e caffetteria, uno spazio pensato per vivere coi libri.
La cultura diventa esperienza anche da Librerrima, libreria, enoteca, caffè, ristorante in un’incantevole corte settecentesca di un palazzo barocco
nel cuore del Salento, a Lecce. Il tour si chiude nella
Gli appassionati dell’usato, però, oltre a inebriarsi del profumo delle pagine consumate tra gli scaffali delle librerie antiquarie e tra
quelli del Libraccio, si divertono a cercare vecchie edizioni e chicche rare sulle bancherelle
dei mercatini che rallegrano le città italiane. Il
più noto a livello nazionale, specializzato in libri
del Novecento ma anche precedenti, è Vecchi
Libri in piazza, a Milano, e ospita espositori
da tutta Italia nella centralissima Piazza Diaz,
ogni seconda domenica del mese. La riapertura, dopo le limitazioni governative, è prevista
per l’11 luglio 2021: ce lo annuncia con emozione l’organizzatore Sergio Malavasi, proprietario
dell’iconica Libreria Antiquaria Malavasi di Milano e fondatore di Maremagnum.com, il più
importante sito italiano per la ricerca di libri antichi, usati, introvabili e fuori catalogo, con oltre 10 milioni di titoli e 600 librerie partecipanti.
Altre bancarelle di libri a Milano si trovano al
Mercatone dell’Antiquariato (ultima domenica
del mese), alla Fiera di Senigallia (sabato mattina) e al mercatino di Brera (terza domenica del
mese). Il prossimo appuntamento meneghino
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
81
imperdibile per gli appassionati è il Salone del Libro Usato, riprogrammato per il 20 e 21 novembre.
Ha riaperto nel mese di giugno, invece, Libro
Ritrovato, la più importante mostra-mercato di
libri antichi e fuori stampa di Torino, in Piazza
Carlo Felice (prima domenica del mese). Ripartiti
anche il mercato dei libri usati di Prato, in piazza
Lippi (seconda domenica del mese) e Libri sotto i
portici a Castel Goffredo, in provincia di Mantova
(prima domenica del mese). A Roma si possono
scovare bancarelle letterarie a Porta Portese, dal
lato di viale Trastevere (domenica mattina), nel
mercato sotterraneo della Stazione Ostiense (sabato e domenica), e a La soffitta sotto i portici di
piazza Augusto Imperatore (prima e terza domenica del mese). Nella capitale opera poi Book Cycle, associazione di volontariato che ha aperto La
Casa dei Libri Senza Prezzo, una libreria a offerta
libera per rendere la cultura accessibile ai più.
Su Roma e Bologna l'associazione Equi-Libristi cerca libri destinati al macero, li recupera gratuitamente per distribuirli a bar, ambulatori medici, centri anziani e punti di passaggio, mentre
a Milano, chi proprio non sa come disfarsi dei
libri e vuole donargli altra vita può contattare
la Biblioteca Deposito. Tornando ai mercati, a
Firenze bancarelle da libro si trovano nel rione
dei Ciompi (ultima domenica del mese, presso la
Loggia del Pesce), nei giardini della Fortezza da
Basso (terza domenica del mese), e in piazza Santo Spirito (seconda domenica del mese). Per chi
non riesce a muoversi da casa, una bancarella
online di libri usati con oltre tre milioni di titoli è
ComproVendoLibri.
Librerie, mercatini, biblioteche (urge ricordare che all’ingresso della biblioteca di Tebe, la più
antica al mondo, dominava l’iscrizione: «Qui è la
medicina dell’anima»), sono luoghi dell’io e dell’altrove. Se per Umberto Eco, infatti, «la lettura è
un’immortalità all’indietro», poiché chi legge non
ha vissuto solo la sua vita, ma tutte quelle dei
personaggi dei libri, Isaac Asimov scrisse, quando
nel 1971 inaugurarono a Troy, in Michigan, la biblioteca comunale: «Congratulazioni per la nuova biblioteca, perché non è solo una biblioteca.
Si tratta di una nave spaziale che ti porterà fino
agli estremi confini dell’universo, una macchina
del tempo che ti porterà in un lontano passato e
in un futuro lontano, un insegnante che ne sa più
di ogni essere umano, un amico che ti divertirà e
consolerà – e soprattutto, un ponte, per una vita
migliore e più felice e più utile».
82 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
CONTORNI
Biblioteche: le 10 città
italiane dove consultare
nella bellezza
Milano
Biblioteca Braidense (nella foto),
Biblioteca Ambrosiana, Biblioteca Sormani
Mantova
Biblioteca Teresiana
Venezia
Biblioteca Nazionale Marciana
Torino
Biblioteca Reale
Bologna
Biblioteca dell’Archiginnasio,
Biblioteca Salaborsa
Cesena
Biblioteca Malatestiana
Firenze
Biblioteca San Marco,
Biblioteca Medicea Laurenziana
Siena
Biblioteca Piccolomini
Roma
Biblioteca Angelica,
Biblioteca Apostolica Vaticana
Napoli
Biblioteca dei Girolamini,
Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III
La Libreria Bocca dal 1775, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
83
Mobilità
Un sentimento chiamato bicicletta:
la rivoluzione delle due ruote
di Elena Benearrivato
La bicicletta non è solo un mezzo
di trasporto ma uno stile di vita
e un sentimento. È autonomia di
pensiero, libertà di spostamento,
libidine del viaggio, strumento
di emancipazione e di rivolta.
Pedalare è un movimento
circolare estremamente semplice
che collega corpo e mente,
attraverso un ritmo scandito
dai battiti di un cuore che
accelera e decelera, in un
percorso di improvvise salite,
discese e imprevisti che è sempre
metafora di vita. Andare su
due ruote è una necessità
antica di velocità e di sentirsi
vivi, che nella società di oggi
si è capovolta in un bisogno
anticonformista di lentezza,
di fatica fisica e di piccole cose
84 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Lo racconta il sociologo e antropologo francese David Le Breton, nel suo nuovo saggio A
ruota libera. Antropologia sentimentale della
bicicletta, uscito da poco in Italia per Raffaello
Cortina Editore. Il libro è un percorso organizzato in 12 capitoli, ciascuno introdotto da un’interessante citazione sul tema, che ruota intorno
al concetto di Vélorution, un’anagramma della
parola francese révolution, «rivoluzione», unito
al termine vélo, «bicicletta»: una rivoluzione su
due ruote, insomma.
Nel terzo capitolo, Storia di una tecnica, scopriamo che la prima bicicletta venne realizzata in
Francia nel 1790 con il nome di "celerifero”, ma
che ci vorrà quasi un secolo per far sì che diventi
il pratico mezzo di trasporto che oggi conosciamo. Percorrendo ancora un po' di storia della
bicicletta, Le Breton ricorda che questo mezzo
è stato in grado di generare «nuove forme di
sociabilità, contribuendo, a suo modo, all’emancipazione delle donne». Andare in bicicletta, infatti, richiedeva l’uso di indumenti più leggeri e
confortevoli per le donne, che pedalando hanno
potuto sottrarsi «alla sorveglianza della famiglia»
e continua LeBreton «vivere con più facilità un
idillio con un amico oppure, semplicemente, vivere in tutta tranquillità».
La Vélorution, spiega Le
Breton, è un’aspirazione che
dobbiamo agli Amis de là
Terre, un movimento per la
tutela dell’ambiente che nella
Francia del 1968 accusava la
società dei consumi e il progresso della tecnica di ritorcersi sulla qualità della vita.
Dagli anni '80 in poi,
in quasi tutta Europa, la
bicicletta torna a conquistare la città, pretendendo e ottenendo spazi
a lei dedicati come le piste ciclabili, veri e propri canali di respiro per i
centri urbani, che piano
piano tornano a mostrare un equilibrio tra pedoni, ciclisti e utenti di mezzi privati e pubblici.
Le aree pedonali e quelle ciclabili, spesso vicine
e intercambiabili, permettono una presenza fisica delle persone nei luoghi e quindi riportano
le città a una dimensione più umana. Lo status
della bicicletta, si legge nel saggio, inizialmente
mezzo per pochi, è molto cambiato: «da mezzo
dei poveri è diventata uno strumento di lotta,
impiegata dalle classi medie e dagli studenti per
i propri spostamenti».
La bicicletta invita
a esperire il mondo
attraverso i sensi, la
lentezza, la noncuranza,
rinforza la sensazione
di essere vivi
CITTÀ PIÙ UMANE PER CHI PEDALA
Quanto più, in un centro urbano, gli automobilisti ricorrono all’uso della bici, tanto più quel
luogo diverrà fluido: ecco uno degli assiomi
proposti nel libro. La bicicletta non è solo uno
svago ma un’opzione valida per sostituire l’auto
e rivitalizzare quelle città - descritte nel capitolo dieci Il monopolio dell’automobile - soffocate
dal traffico, dall’inquinamento e dal rumore, in
cui «la costruzione di strade e autostrade comporta un’eradicazione del territorio» che «priva
la città di foreste e campi e paesi». La bicicletta
permette alla città di ritrovare la sua etimologia. Città, infatti, deriva dal concetto latino più
astratto di civitas che in origine significava sia la
cittadinanza romana, che il diritto del cittadino,
quindi un luogo legato non tanto al valore di
agglomerato urbano, ma ai cittadini stessi e al
senso dell’esistenza obiettiva di una comunità.
Nel capitolo 12 Le Breton, sulla scia di questa
riflessione, fa notare come, soltanto una quindicina di anni fa, il centro città di Strasburgo, oggi
tanto elogiato, era percorso da così tante autovetture da rendere difficile l’uso delle strade da
parte di pedoni e ciclisti: ci si chiede, continua
l’autore, come la popolazione potesse accettare la città in simili condizioni.
RISCOPRIRSI CORPO GRAZIE
ALLA BICICLETTA
Tanto più è aumentato il progresso tecnologico, quanto più si è ridotta la dimensione sensibile
e fisica dell’esperienza. Benché vettore di fattori
negativi quali inquinamento, costi, ingombro urbano, tragedie personali e familiari, l’automobile
resta in ogni caso la pietra miliare della logistica
urbana contemporanea e di conseguenza della
quotidiana organizzazione delle nostre vite. Per
milioni di persone, l’auto ha reso il corpo superfluo, togliendo valore alle nostre capacità muscolari, fisiche e sensoriali. La bicicletta, talvolta,
scrive Le Breton, viene prescritta proprio come
un farmaco per prevenire l’infarto, o per eliminare le tossine, aumentare la capacità respiratoria o
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85
la circolazione sanguigna.
strada verso l’età adulta.
Non sono questi però
La bicicletta accompagna
«I percorsi assorbivano
i motivi gioiosi che devoanche l’adolescenza, con
tutta la mia attenzione:
no spingere una persona
quei ricordi legati a discese
moltiplicavo le fermate
a farsi una pedalata, mepercorse a tutta velocità,
per esplorare le case
glio mettersi in sella per
all’incontro con un amico,
abbandonate e le rovine,
puro piacere. La maggior
con l’amore o ai tentativi di
oppure per seguire con
parte delle persone oggi
andare in due su una bici
gli occhi un animale in
svolgono attività sedentasola. A quell’età ci si metfuga, per osservare la
rie che tendono a consute alla prova, un po’ come
corrente di un fiume o
mare più energia nervosa
quel voler provare a lascianuotarci, per raggiungere
re la presa del manubrio,
che corporea. Ciò spesso
posti in cui pescare»
mantenendo l’andatura del
viene compensato con
mezzo, per sentirsi conl’assidua frequentazione
di una palestra, dove uomini e donne scelgono temporaneamente forti e indipendenti.
La bicicletta allora può anche essere una «sodi camminare, correre o pedalare per ore rimanendo nello stesso posto prima di prendere di glia dell’esplorazione di sé» e un «campo di batnuovo la proprio vettura con cui tornare a casa taglia» nella lotta che i giovani conducono per
per riposarsi. Questo tipo di esercizio in cui si ampliare i propri margini di manovra e costruirsi
tiene d’occhio lo smartphone, mentre le cuffie come soggetti a pieno titolo contro quei genitori
stereo trasmettono musica, ha tutte le caratte- sempre pronti a dettare le istruzioni su dove e
ristiche di una relazione asettica con il mondo. come andare.
La bicicletta all’aria aperta invece induce il riQuel mondo infantile ed entusiasta che la bicischio dell’incontro con l’alterità, con paesaggi cletta rappresenta è un gioco che può durare a
diversi che hanno il potere di allargare le pro- lungo anche quando si è adulti e si vive il mezzo
spettive mentali di chi pedala.
come un’apertura al mondo, un osservatorio dei
«La bicicletta invita a esperire il mondo attra- modi di pensare, di sentire e di agire, una contiverso i sensi, la lentezza, la noncuranza, rinforza nua sperimentazione della libertà.
la sensazione di essere vivi» continua Le Breton.
Pedalando il ciclista può andare dove desidera
ma soprattutto può scoprire di avere un ritmo
tutto suo senza l’ansia di arrivare il ritardo o di
non riuscire a trovare parcheggio.
UN GIOCO CHE DURA A LUNGO
La bici è anche un modo per viaggiare nel tempo, recuperando un’esultanza tipica dell’infanzia
e dell’adolescenza che rimanda a una memoria
corporea mai del tutto dimenticata. Infanzia è il
titolo dedicato al secondo capitolo del libro, dove
LeBreton mostra come un bambino che impara a pedalare non lo dimenticherà più, anche se
dovesse riprendere tra le mani la sua bicicletta a
distanza di anni e anni. Tutti, prosegue il sociologo, hanno una «bicicletta in testa», magari legata
a un momento speciale in cui gli è stata donata,
come il Natale o un compleanno. Quella bici che
all’inizio aveva le rotelle e sulla quale sono stati
intrapresi i primi rischi e le prime cadute. Le rotelle, poi, scompaiono in un momento da fissare
nella memoria, come una soglia simbolica, un rito
iniziatico moderno, che conduce il bambino sulla
86 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
A ruota libera.
Antropologia sentimentale
della bicicletta
di David Le Breton
Raffaello Cortina Editore - 14 €
(eBook disponibile)
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87
Riflessioni
«La fermentazione? Metafora
filosofica della vita: impariamo»
di Sara Grassi Sgarban
La parola «fermentazione» non si
riferisce solo ai fenomeni cellulari
di digestione e trasformazione
di nutrienti, ma anche a un più
generale stato di agitazione,
non solo in ambito scientifico
ma anche culturale, sociale,
politico e artistico. È da questa
accezione che Sandor Ellix
Katz, il guru statunitense della
fermentazione, prende spunto
per offrire una nuova chiave
di lettura del processo come
metafora del mondo in cui
viviamo, del nostro rapporto con
l’ambiente e della vita stessa
Appassionato di cucina e di alimentazione,
Sandor Ellix Katz è partito dalla situazione di crisi
dovuta alla pandemia per riflettere sul significato
di «fermentazione», un tema al quale è particolarmente affezionato. Il risultato è il libro L’arte
della fermentazione, un compendio di splendide
immagini catturate al microscopio e di riflessioni
sui diversi significati che questo fenomeno può
assumere in diversi ambiti della nostra vita.
A partire proprio dal nostro rapporto con i
batteri: organismi estremamente interessanti,
presenti sulla Terra da milioni di anni prima di
noi, con un’enorme adabilittà genetica di cui
ancora dobbiamo scoprire molti aspetti. Forse
proprio a causa di questi aspetti a noi sconosciuti, sottolinea Katz, nell’immaginario collettivo i batteri sono indiscriminatamente associati
a nemici da combattere, basti pensare all’uso
massivo e generalizzato di antibiotici per la cura
88 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
e l’igiene e soprattutto nell’allevamento animale. Questo uso spietato rischia di essere non
solo inutile ma addirittura dannoso, perché può
contribuire all’inefficacia dei farmaci di cui effettivamente avremmo bisogno.
La «guerra ai virus», come la chiama Katz, ha
ora soppiantato quella contro i batteri, e naturalmente per un buon motivo: Sars-CoV-2 ha cambiato radicalmente le nostre vite da ormai quasi un
anno e mezzo, ma non bisogna dimenticare che il
nostro rapporto con l’ambiente è tra le micce che
hanno innescato il diffondersi dell’epidemia.
IL VERO NEMICO:
IL CONCETTO DI «PUREZZA»
Un altro modo che abbiamo noi umani di farci del male è prendere di mira i nostri stessi simili, e tra i maggiori pretesti, ancora una volta,
c’è quello che non riusciamo a capire, ciò che è
“diverso”. Differenze fisiche, di genere, di orientamento sessuale o di cultura portano a discriminazioni di diversa natura, ma il comune denominatore di questo odio è lo stesso, secondo
Katz: la paura della contaminazione. «Noi esseri
umani sembriamo avere una propensione a immaginarci in uno scenario “noi-contro-loro”, e
la paura dell’altro è stata usata ripetutamente
per infondere paura nei diversi contesti geografici e storici - si legge nel saggio -. Le fonti
specifiche di contaminazione possono cambiare, ma la sua minaccia rimane una potente
arma politica».
Le culture, e le comunità umane, sono da
sempre in continuo "fermento". Le identità culturali esistono e sono molto potenti, ma la fermentazione come metafora, così come quella
batterica, procede lenta e inesorabile. I popoli
migrano, le tradizioni evolvono, e con loro le culture mutano. E nel caso di ingiustizie, il fermento
può essere molto più veloce e «violento»: l’agitazione sociale che ha seguito la morte di George
Floyd ne è, secondo Katz, un chiaro esempio.
La fermentazione letterale è un riflesso, a sua volta, della biodiversità
anche nel mondo naturale, e non dovremmo temerla nemmeno quando si
tratta del nostro cibo.
Parlare di cibo incontaminato, infatti,
per il guru della fermentazione non ha
alcun significato: gli alimenti, per quanto poco processati o a chilometro zero,
sono comunque frutto di un insieme di
processi, che vanno dalla crescita, al
loro arrivo sul nostro piatto.
È in questo punto che Katz specifica di non seguire un’alimentazione
plant-based, nonostante i suoi lettori spesso lo diano per scontato. Egli
mette sullo stesso piano ogni forma
di vita di cui si nutre (piante, animali o
funghi) e riconosce che soddisfare la
propria fame è, in un certo senso, un
«atto omicida». Ecco perché «il cibo
non è mai incontaminato».
IL REVIVAL DELLA
FERMENTAZIONE
In natura, la fermentazione è dappertutto: è uno dei motori degli equilibri ecologici, dell’impollinazione e della
fertilità del suolo, per non parlare dei
processi fermentativi di uva, grano e
La foto che riportiamo è tratta
dal libro: realizzata dall'autore è scattata
al microscopio e mostra i processi
di fermentazione.
Le foto sono state poi colorate digitalmente.
verdure che Homo sapiens ha diligentemente imparato a sfruttare.
Katz è considerato un vero e proprio nostalgico di questo processo perché si è posto l’obiettivo di diffondere
la pratica e renderla più accessibile al
grande pubblico, tanto che il suo nuovo libro segue quello del 2018, Il grande
libro della fermentazione. L’autore nota
come il fatto che oggi la fermentazione
sia considerata «una moda per ricchi
buongustai» sia piuttosto ironico: nel
corso della storia è stato un procedimento fondamentale che ha permesso di nutrirsi di molti cibi altrimenti non
commestibili, e certe zone del mondo
come il Sudan e la Siberia sono arrivate
addirittura a rifiutare i cibi fermentati,
considerati rozzi e antiquati, in favore di
alimenti più moderni.
Il libro di Sandor Ellix Katz si conclude con una riflessione sul nostro
futuro: la sensibilità alle questioni ambientali e il Coronavirus ci hanno resi,
volenti o nolenti, più sostenibili e più
lenti. Prenderemo spunto dalla fermentazione per attuare processi di
trasformazione più consapevoli e rispettosi del mondo che ci circonda?
L’arte della fermentazione.
La metafora della vita
di Sandor Ellix Katz
Sonda - 18 €
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
89
Scenari
Il futuro
è solarpunk
di Silvia De Bernardin
E se il futuro che ci attende
non fosse quello della
catastrofe apocalittica tanto
cara alle cronache dei media
globali e alle narrazioni
distopiche così in voga in
questo periodo, ma un domani
davvero migliore, tutto da
immaginare e costruire
nel segno dell'inclusività
e della giustizia sociale e
ambientale? Dalla letteratura
all'urbanistica, il movimento
solarpunk traccia un orizzonte
nel segno di una "rivoluzione
luminosa" alla nostra portata
dilagare della distopia e del nichilismo e che fa
della luce una metafora di positività e atteggiamento costruttivo verso il futuro.
IN CERCA DI UNA EXIT STRATEGY
Uscire dagli scenari alla Matrix e provare a
percorrere strade alternative. Smettere di distruggere, anche con l'immaginazione, per costruire. Dalla letteratura alla filosofia passando
per la grafica, l'architettura e l'arts and crafts,
c'è un movimento di pensiero, nato sulle bacheche di Tumblr una decina di anni fa, che
sta conquistando un po' alla volta arti figurative e forme espressive. Si chiama solarpunk,
e il suo nome è tutto un programma: quello
di una rivoluzione che si pone in alternativa al
Per approfondire:
storie e narrazioni
solarpunk in cinque libri
per conoscere più da vicino
questo nuovo movimento
letterario e di pensiero
90 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Era il 2012 quando in Brasile l'editore Draco
pubblicò il volume Solar Punk: Histórias ecológicas e fantásticas em um mundo sustentável, una
raccolta di storie poi tradotte in inglese nel 2018,
tra il fantastico e la fantascienza, ma "diverse".
È qui, infatti, che per la prima volta, proprio nel
campo della fantascienza e dell'immaginazione
dei futuri possibili, agli scenari cupi e alle giungle
urbane cyberpunk alla Blade Runner e alla Black
Mirror si contrappone «un tentativo di costruzione differente, non più basato sulla distruzione, ma sull'indicazione di soluzioni», ci spiega lo
scrittore Francesco Verso, tra i principali esponenti del solarpunk letterario in Italia ed editore
di Future Fiction, casa editrice specializzata in
fantascienza e letteratura nativa.
La narrativa inizia a rispecchiare quello che
da molto tempo già accadeva nei movimenti,
dal Club di Roma degli anni Sessanta a Occupy
Wall Street fino a Greta Thunberg e ai Fridays
for Future: «La fantascienza si è presa l'onore
di provare a immaginare delle exit strategies
dall'antropocene e dal suo corrispettivo economico, il capitalocene, in un'ottica costruttiva che
- sottolinea Verso - non vuol dire banalmente
essere ottimisti e faciloni, ma rimboccarsi le maniche per costruire delle alternative plausibili e
percorribili».
Solarpunk.
Ecological and...
a cura di Gerson
Lodi-Riberio
Einaudi – 17 €
(ebook disponibile)
Solarpunk. Come
ho imparato ad
amare il futuro
a cura di F. Verso
e F. Fernandes
Future Fiction - 16 €
possibile, se facciamo
Di fronte al cambiamenqualcosa, ma anche l'eto climatico, alle storture
«La fantascienza si è
nergia rinnovabile vera e
del sistema economico e
presa l'onere di provare
propria, il superamento
alla dittatura dei big data, la
a immaginare delle exit
dell'era del petrolio e del
letteratura smette di punstrategies dall'antropocene
tare unicamente il dito e
consumismo innestato
e dal capitalocene, in
torna all'utopia propositiva,
sull'apparente disponibiun'ottica costruttiva: non
lità di energia e risorse
ribaltando i canoni sia della
vuol dire essere faciloni, ma
illimitate a basso costo».
narrazione fantascientifica
rimboccarsi le maniche per
imperante che delle cronacostruire delle alternative
che quotidiane: è così che
L’ESTETICA “VERDE”
plausibili e percorribili»
Prima ancora che in
nelle prime storie solarpunk
letteratura, il solarpunk
scienza e tecnologia diventano protagoniste in uno scenario nel qua- ha trovato casa, attraverso siti e bacheche dile, però, la luce soppianta il buio, la comunità gitali, in altre arti espressive, dall'arts and crafts
prende il posto dell'individuo, la battaglia dell'e- alla grafica digitale. Ancora poco conosciuta in
roe solitario si fa collettiva e nel quale l'inclusività Italia, sta conquistando campi come la moda,
allarga gli orizzonti del pensiero unico.
l'urbanistica e l'architettura, nel segno del riuso, del riciclo e della manualità. L'estetica che
UN PUNK SOLARE
esprime è, naturalmente, "verde": partendo da
Nei fatti, una vera e propria rivoluzione punk elementi propri delle culture native africane e
e, in questo senso anti-sistema, ma che si ve- asiatiche, il solarpunk si è riconosciuto, qui in
ste di "solarità", intesa come atteggiamento co- Europa, nei motivi tutti floreali dell'Art Noveau.
struttivo, democratico e solidale, e anche enerNon tanto una sorta di "primitivismo" quanto
geticamente "rinnovabile".
piuttosto un «biometismo: l'ispirazione a mate«Se la ribellione punk porta solo alla distopia, riali, schemi e modelli ispirati alla natura e il loro
immaginare un futuro peggiore diventa un cul- inserimento nelle infrastrutture urbane, negli
de-sac, un'abitudine quasi reazionaria», raccon- edifici pubblici, e nei tessuti dei vestiti - spiega
ta anche la scrittrice ed editor Giulia Abbate, tra Verso nella post-fazione alla raccolta di raci fondatori di SolarPunk.it, sito di divulgazione, conti provenienti da tutto il mondo Solar Punk.
condivisione e formazione sui temi del solarpunk Come ho imparato ad amare il futuro -. Invece
in tutte le sue forme. «Invece, le storie solarpunk di rappresentare la natura con strumenti artifici riportano a uno scenario utopico, utopia in- ciali, si imitano i suoi processi naturali». E lì, nella
tesa come costruzione filosofica, ma non come forma che si fa anche sostanza, che scienza e
evasione: essere solarpunk non significa diser- tecnologia diventano mezzi positivi attraverso
tare la realtà, ma aprirne le sbarre per cercare i quali cercare risposte ai grandi problemi della
nuove strade che siano veramente percorribili, contemporaneità.
anche nella pratica quotidiana, per arrivare a un
INCLUSIVITÀ E ANTISPECISMO
futuro migliore».
Fortemente inclusivo, ecologista, anarchico,
Proprio perché ambiente, ecosistemi e cambiamento climatico sono tra le tematiche più femminista, queer, antiabilista e antirazzista, il
care a questo movimento, la «solarità non è so- movimento solarpunk ha in qualche modo denlamente la visione di un domani migliore ancora tro di sé anche il seme dell'antispecismo. «Una
I Camminatori
di F. Verso
Future Fiction – 15 €
(ebook disponibile)
Assalto al sole
a cura di F.
Ricciardiello
Delos Digital – 17 €
Glass and gardens.
Solarpunk summers
AA.VV.
Serena Ulibarri – 12 €
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
91
cultura solarpunk dovrebbe
narrazione secondo la quale
cercare di dissolvere ogni
tutto dipenda da quello che
«Mettersi contro gli
forma di gerarchia sociale e
mettiamo nel carrello perallevamenti intensivi,
ché
questo significa scaricadi dominio - sia essa basaragionare sui sistemi
ta su classe, razza, genere,
re sul singolo responsabilità
di produzione del
sessualità, abilità o specie,
e questioni che sono anche
cibo, proporre modelli
disperdendo il potere che aldi natura politica globale».
alimentari differenti,
cuni individui o gruppi eserNon è, dunque, un caso
sapere cosa c'è nel
citano su altri e aumentando
che il primo romanzo solartuo piatto e magari
punk tutto italiano, I Camcosì la libertà aggregata di
autoprodurlo sono
minatori, pubblicato proprio
tutti», si legge nell'articolo
questioni che non
quest'anno da Francesco
What is solarpunk, una delle
possono essere
Verso, parli anche di aliprime riflessioni teoriche sul
ignorate, se vogliamo
mentazione, nella sua conmovimento pubblicata onlidavvero immaginare
ne nel 2016. Qui si evidenzia
catenazione con temi quali
un futuro possibile»
come, tra le radici del solarsedentarietà, lavoro e mopunk, ci siano le eredità di
dello sociale: «Ho provato,
varie correnti di pensiero e movimenti, dal so- attraverso una narrazione molto complessa, a
cialismo al femminismo, compreso l'anti-segre- scardinare l'alimentazione immaginando come
gazionismo animale.
i protagonisti della storia, attraverso delle naIn quello che è, di fondo, il necessario «ripen- nomacchine, riescano a mangiare non più tre
samento radicale del rapporto tra essere uma- volte al giorno, ma una volta al mese, e come
no e natura, stiamo arrivando al tema animalista, questo potrebbe cambiare di conseguenza la
anche in Italia: è un dibattito in corso sia sul pia- nostra vita».
no della speculazione filosofica, che della pratica
I Camminatori, lungo romanzo in due volumi,
- ci conferma Abbate -. Il solarpunk, in tutte le è il racconto di una mutazione antropologica
sue forme, porta il dibattito sulle cose che si pos- causata dalle macchine, ma anche, spiega l'ausono fare quotidianamente quindi anche sugli tore, di come «il declino della nutrizione umana
stili di vita: mettersi contro gli allevamenti inten- avrà come conseguenza la nascita di una culsivi, ragionare sui sistemi di produzione del cibo, tura nuova, anche se per certi versi antica: una
proporre modelli alimentari differenti, sapere società nomade, solare, creativa».
cosa c'è nel tuo piatto e magari autoprodurlo
Il futuro possibile, a pensarci bene, non potrà
sono questioni che non possono essere ignora- prescindere, anche, da cosa e come deciderete, se vogliamo davvero immaginare un futuro mo di continuare a mangiare.
possibile. Poi - sottolinea - non crediamo nella
92 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Un saggio che ricostruisce con interviste e fonti
ufficiali il percorso che porta dall'allevamento
intensivo al rischio di zoonosi, come quella all'origine
dell'attuale pandemia da SARS-CoV-2
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
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Briciole
Le notizie
per
non perdere la strada
Le notizie più interessanti,
per non
perdere
in un mondo che cambia
la strada, in un mondo che cambia
Clima
Lo Stato italiano citato
in giudizio per inazione
Sono oltre 200 i ricorrenti che,
guidati dall’associazione A sud e
assistiti da un team legale di avvocati
e docenti universitari, hanno per la
prima volta citato in giudizio lo Stato
italiano per le gravi inadempienze e
l’inerzia nell’affrontare l’attuale crisi
climatica globale. La causa non mira
a risarcimenti economici, ma ha
come principale obiettivo chiedere
al Tribunale di dichiarare che lo Stato
italiano è responsabile di inadempienza nel contrasto all’emergenza
climatica e che l’impegno messo
in campo per centrare gli obiettivi
dell’Accordo di Parigi è insufficiente.
Tale insufficienza avrebbe come
conseguenza la violazione di numerosi diritti fondamentali, motivo
per cui è necessario riconoscere un
clima stabile e sicuro come diritto
fondamentale per l’uomo. I ricorrenti
hanno, inoltre, chiesto allo Stato di
ridurre le emissioni di gas serra del
92% entro il 2030 tenendo conto
delle responsabilità storiche dell’Italia
nelle emissioni e delle sue attuali
capacità tecnologiche e finanziarie.
Pandemia
Covid-19, sintomi più lievi
con alimentazione
plant-based: lo studio
Secondo uno studio pubblicato
dalla rivista scientifica BMJ
Nutrition, Prevention & Health,
coloro che seguono una dieta
plant-based sono meno portati
a riportare sintomi di Covid-19
moderati o gravi. L’indagine, che
ha coinvolto 2.884 membri del
personale sanitario di Francia,
Germania, Italia, Spagna, Regno
Unito e Stati Uniti, ha rilevato come
coloro che hanno riportato di
seguire un’alimentazione plantbased avevano il 73% in meno di
possibilità di sintomi da moderati a
gravi; chi si è definito pescetariano
riportava il 59% in meno. Coloro
che, invece, seguivano diete
low-carb o high-protein hanno
riportato maggiori probabilità
di sviluppare sintomi meno
trascurabili. I cibi vegetali - è la
spiegazione fornita dai ricercatori costituiscono una fonte importante
di vitamine, minerali e antiossidanti,
sostanze fondamentali per
rafforzare il sistema immunitario e
abbassare il rischio di gravi infezioni
respiratorie dovute a Sars-Cov-2.
Ricerche
La felicità è vegan
Tra vegani, vegetariani, pescetariani
e “carnivori”, i vegani sono mediamente più felici. È quanto risulta
da una ricerca condotta dall’organizzazione statunitense Tracking
Happiness. Lo studio ha individuato
anche una sorta di tendenza inversa,
ovvero che gli individui che si riten-
gono più felici hanno una probabilità
più alta di diventare vegan nel futuro,
e che le persone vegane sono in
generale più propense a «rimanere
felici» nel tempo. Secondo il fondatore di Tracking Happiness HugoHuijer,
«un comportamento sostenibile
contribuisce a mantenere un buon
livello di salute mentale, il che dimostra l’importanza di sensibilizzare le
persone circa il consumo di prodotti
di origine animale».
Diritti animali
L'Europa vuole bandire
l'allevamento in gabbia
entro il 2027
Ora c’è un impegno formale: entro il
2023 la Commissione Europea presenterà una proposta di legge per
l’eliminazione delle gabbie negli allevamenti entro il 2027. Lo ha confermato la Commissaria europea per la
Salute Stella Kyriakides rispondendo
all’iniziativa End the Cage Age con la
quale sono state raccolte 1,4 milioni di
firme per dire basta alle gabbie. Ora
si apre un iter legislativo molto lungo
e complesso, e non privo di difficoltà.
Anche se il benessere degli animali è
presentato come «problema che sta
fortemente a cuore» all’Ue, continua
infatti a mancare un qualsiasi cenno
europeo – anche in merito al New
Green Deal - a una cultura alimentare
diffusa che vada verso un’eliminazione graduale dei prodotti animali.
SU VEGOLOSI.IT OGNI GIORNO CULTURA E NOTIZIE DAL MONDO VEG
94 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Libri divorabili
Consigli di lettura di tutti i generi
Andare per orti
botanici
di Alessandra Viola
e Manlio Speciale
Il corpo
dell'Antropocene
di Vybarr Cregan-Reid
Un viaggio verde, da
Torino a Palermo, alla
scoperta degli scrigni
che, nelle nostre città,
conservano un vero
e proprio patrimonio
vegetale, e non solo.
Gli orti botanici che
puntellano il nostro Paese,
ci raccontano infatti
i due autori di questa
originale "guida turistica",
preservano e studiano
ciò che di più prezioso
abbiamo, la biodiversità
vegetale.
Allo stesso tempo, svelano
pezzi di storia, curiosità
e misteri attraverso
i quali ricostruire, da
un'inedita prospettiva,
pezzi di tessuto
colturale e culturale
italiano. Una ricchezza
tutta da scoprire,
conservare e tutelare.
Sempre più numerosi
sono gli studi, le inchieste,
le mostre, i documentari
che raccontano gli
effetti dell'antropocene
sull'ambiente e gli
ecosistemi naturali.
Ma come sta agendo sul
nostro stesso corpo l'era
che proprio noi uomini
abbiamo plasmato?
Mal di schiena, miopia,
obesità, diabete, ossa più
sottili e muscoli più deboli
sono i segnali inequivocabili
di un cambiamento
che sta già avvenendo,
ci racconta questo
saggio. Dopo migliaia
di anni di evoluzione
all'insegna del movimento
ci siamo ora costruiti
una vita sedentaria:
una discrepanza che
non ci fa bene, ma alla
quale possiamo ancora
porre rimendio.
il Mulino – 12 €
(ebook disponibile)
Codice Edizioni - 31 €
Essere giovani
di Leonardo Caffo
Tra speculazione filosofica
e vicende autobiografiche,
Leonardo Caffo, tra i
filosofi italiani che più
si sono occupati negli
ultimi anni anche di
antispecismo, affronta
nel suo ultimo saggio
un tema nuovo e
affascinante: che
cosa significa "essere
giovani"? E inveccchiare?
In questo "racconto
filosofico sul significato
dell'adolescenza"
costruito in 100 pensieri,
Caffo mescola storia,
filosofia e vita personale
parlando a distanza con
i grandi pensatori del
passato. E, come sempre
accade con la riflessione
filosofica più arguta, noi
lettori non possiamo non
soffermarci sulle molte
domande che ci pone, a
partire dalla prima: come
sono diventato adulto io?
Ponte alle Grazie - 14 €
(ebook disponibile)
Famiglie favolose
di Francesco Maddaloni
e Guido Radaelli
Famiglia è dove c'è
amore. Questo sembrano
raccontarci le sette
storie di famiglie di
animali (ispirate a vicende
realmente accadute) tutte
diverse, tutte bellissime,
raccolte in questo
coloratissimo albo illustrato
per bambini. Arrivato in
libreria attraverso
il crowdfunding, il libro
affronta il tema della
diversità, delle mille
sfaccettature "favolose"
che ogni famiglia può
assumere, al di là di razza,
genere e numero di
genitori. Lo fa attraverso
le le storie di chi a
noi è molto simile, gli
animali: un'occasione
speciale, per grandi e
piccini, per riflettere
sul tema dell'amore al
di là di ogni definizione
e allargare la propria
comprensione del mondo.
Salani Editore - 16,90 €
(ebook disponibile)
luglio
luglio/ /agosto
agosto2021
2021| |vegolosi
vegolosimag
mag|| 95
Zero Waste
Buone abitudini che generano cose belle e buone:
perché le nostre azioni cambiano le cose, sul serio
Sì, viaggiare
Essere viaggiatori “zero rifiuti”, forse, non è del tutto attuabile come proposito. Tuttavia, viaggiare in
maniera più consapevole e rispettosa del Pianeta e delle sue risorse è possibile. Per falo, bastano anche
piccoli accorgimenti.
REGOLA NUMERO UNO: ORGANIZZAZIONE
Se è vero che spostarsi per il mondo azzerando
consumi e sprechi è praticamente impossibile, ciò
che può fare la differenza è scegliere accuratamente
dove andare, cosa mettere in valigia, come muoversi,
dove soggiornare. Per questo, pianificare per bene
viaggi e vacanze è fondamentale.
VOLA UN PO' MENO
Tra le voci che più pesano in termini di impatto
ambientale durante un viaggio c’è sicuramente quella
legata agli spostamenti (un volo di linea inquina quanto
600 auto euro 0). Gli spostamenti in aereo andrebbero
limitati al necessario, e magari optando per compagnie
che adottano i carbon offset credits, ovvero strategie
di compensazione delle emissioni di carbonio, e misure
come l’abolizione dei kit in plastica monouso. Da parte
tua, evita di stampare su carta i biglietti optando per i
sistemi digitali (vale anche per quelli di mostre e musei).
DORMI NEL POSTO GIUSTO
Che in viaggio tu scelga di alloggiare in campeggio,
in un hotel di charme o in una baita, il discorso non
cambia: seleziona strutture che adottano politiche
rispettose dell’ambiente, che hanno bandito la
plastica monouso, per esempio, e che offrono ampia
scelta di menu a base 100% vegetale. Possono darti
una mano le certificazioni che attestano il grado di
sostenibilità di hotel&Co, come Ecolabel Ue, Eco Bio
Turismo Icea, Legambiente Turismo.
IMPARA A FARE LA VALIGIA
Il modo migliore per fare i bagagli è avere sotto
mano una check list attenta per portare con sé ciò
che serve davvero e, allo stesso tempo, evitare di
dover fare acquisti inutili in viaggio perché ci si è
dimenticati qualcosa. Nella tua valigia meno waste
non possono mancare: borraccia dell’acqua, posate
riutilizzabili e tovaglioli di stoffa, un contenitore
ermetico per snack fai da te, borsina pieghevole in
cotone. E, poi, ancora, i tuoi prodotti per il beautycase solidi o in polvere: impattano meno e occupano
meno spazio di quelli in flaconi di plastica.
SPEGNI TUTTO
Ultimissimi accorgimenti prima di tirati la porta
di casa alle spalle e andare: nelle settimane
prepartenza fai una spesa più accurata del solito in
modo da smaltire le scorte di cibo fresco ed evitare
di doverlo poi buttare. E ricordarti di scollegare
dalla corrente tutti gli elettrodomestici che non
richiedono alimentazione mentre si è fuori casa.
Buon viaggio!
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96 ||vegolosi
vegolosimag
mag| |luglio
luglio/ agosto
/ agosto2021
2021
L'orticello
a cura di Giovanna Lattanzi
fondatrice di Orto Strabilia, sementi da tutto il mondo
I colori dell’estate
«E poi, sì, l’ape girerà sempre sul fiore di nasturzio anche nel giorno
dell’Armageddon, e dopo ancora», recitava il poeta Czeslaw Milosz a
proposito di questo meraviglioso fiore, che a proprio a luglio esplode in tutto
il suo splendore.
Arrivato in Europa dal Perù nel 1600, il
bellissimo nasturzioTropaeolum Majus
colora i nostri giardini e orti con mille
sfumature e screziature ed è anche
un ottimo alleato in cucina. Per il suo
sapore speziato e pungente e l’elevato
contenuto di vitamina C, da sempre di
questa pianta vengono infatti utilizzate
foglie e fiori in varie preparazioni.
Il nasturzio si sviluppa rapidamente
su fusto leggero ed esile in modo
rampicante o strisciante e arriva
fino a 4 metri di altezza con foglie
carnose, tondeggianti, lucide e
fioriture abbondanti e vistosamente
colorate nelle sfumature più
disparate. Coltivato in modo
stagionale o perenne, ben sopporta
DA SEMINARE A LUGLIO
La semina dell'estate è un
tripudio di colori: spazio a
fiordaliso, lino, lupino, non
ti scordar di me, amaranto,
viola, violaciocca, anemoni
e gladioli.
periodi lunghi di siccità e produce
una fioritura più rigogliosa al sole.
Mal sopporta gelate o intenso
freddo. Non ha grandi pretese di
terreno, ma teme i ristagni idrici.
La fioritura avviene tra maggio e
ottobre. Il nasturzio non necessita
di potatura, ma vanno eliminati
fiori e foglie secche per agevolare
la fuoriuscita dei nuovi germogli.
Si possono ottenere ottimi risultati
partendo anche dal seme. Il profumo,
che ricorda quello del miele, attrae
le api e ha la capacità di mantenere
lontano afidi, lumache e formiche dalle
piante vicine in giardino o in vaso.
Vi aspetto al prossimo numero!
DA SEMINARE NELL'ORTO
Iniziamo con le semine
autunnali: puntarella, indivia
liscia, sedano, cavolfiore,
radicchio, scarola, cavolini,
insalate varie, cavolo riccio,
fagioli, fagiolini e finocchi.
CITAZIONE STRABILIA..NTE
«Luglio miete il grano biondo,
la mano è stanca, il cuore
è giocondo. Canta il cuculo
tra le foglie, c’è chi lavora e
mai non raccoglie». Gianni
Rodari, scrittore
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag |
97
ARIETE
TORO
GEMELLI
Chi sei tu? Il primo segno
A Londra, in un quartiere
Negli anni '80 un dilettante
dello zodiaco! E cosa vuoi?
molto in, hanno inaugurato
di archeologia, Jim Smith,
Tutto il gelato della vaschetta variegata
una piscina sospesa che collega due pa-
trovò resti di ossa di un dinosauro, ma
al cioccolato! E cosa devi fare, invece?
lazzi: è completamente trasparente! Che
non riuscì a dissotterrarli. Lasciò un
Dividerla con gli altriiii! Dài, questo
ne dici, torello, non sarebbe una delizia
biglietto: «Questo dinosauro è di Jim.
mese un po' di generosità in più e un
programmare un tuffo nel "vuoto"?
Non sono riuscito a scavare più di così».
pizzico di granella di nocciole.
Dài, che è estate!
Sono certa che Jim fosse dei Gemelli.
CANCRO
LEONE
VERGINE
Un comico, su Instagram, ha
Questa ciotola di hummus
Nella città di Glasgow gli
messo in scena una conver-
al caffè freddo è pronta?
abitanti hanno deciso di
sazione con la propria permalosità: devo
Te la meriti: è stato un mese complesso.
piantare in 10 anni 18 milioni di alberi:
dire che ho riso e ti ho pensato perché
Ti regalo una frase preziosa di Robert
un contributo concreto contro la crisi
lei risponde al suo «Potresti essere un
Louis Stevenson: «Viaggiare speranzosi è
climatica. Tu, con la tua pianta grassa
po' meno accentuata?» con: «Io accen-
una cosa migliore che arrivare, e il vero
puoi fare poco, ma vorrei che il mo-
tuata? Va be', basta me ne vado!!».
successo sta nel lavorare». Rob, però ci
od-Glasgow fosse con te questo mese,
Ma un tentativo si può fare, dài!
riposiamo anche, mm?
cara Vergine!
Oroscoporridge
a cura di Luna Dinotte
Un cucchiaio di humor
e un pizzico di stelle
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
Questo mese, scorpioncino,
Inguaribile ottimista che non
Hai presente Marie Kondo,
ti consiglio una ricetta: i ro-
sei altro: ti pensavo mentre
la scrittrice giapponese del
tolini di carta di riso con dentro verdura
guardavo una puntata di Spongebob, lui
riordino? Ecco, propone le scelte come
colorata. Sono super facili da preparare
è favolosamente come te e diceva: «Non
base di una vita felice, anzi scegliere
e sono come te: da fuori non è chiaro
abbiamo bisogno di un televisore men-
quello che ci rende felice e lasciare an-
quanta meraviglia ci sia all'interno.
tre abbiamo la nostra immaginazione»:
dare il resto. Quindi, anche se non ami
filosofi siete voi due, altrochè!
decidere, questo mese lascia andare.
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
Questa reunion di Friends
Questo mese ti regalo un
Il tuo fiore d'elezione, il gel-
ci ha un po' commossi
nume tutelare d'eccezione:
somino, ha tanti significati
tutti, no? Il tempo che passa, la nostal-
Galileo Galilei. Sai che era anche lui
in base al Paese in cui viene regalato:
gia, l'estate che arriva: che ne dici di
acquario come te? Ecco una bellissima
in Italia, buona fortuna nel matrimonio,
fare una reunion anche tu ma insieme
e magnifica frase con cui fare un
in Spagna, sensualità, nei Paesi arabi
alla tua ricetta preferita? È un po' che
poster: «L'opinione mia è che nissuna
l'amore divino. Nel mio oroscopo: altra
non vi vedete...
cosa sia contro natura, salvo
coppa di gelato. Vedi tu che dizionario
l'impossibile, il quale, poi, non è mai».
preferire...
98 | vegolosi mag | luglio / agosto 2021
Miti da sfatare
Pregiudizi, informazioni false e concetti base
sul mangiare e vivere vegan (con un tocco di ironia)
(ristoranti)
In Italia, secondo i dati pubblicati dalla Fipe
(Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ci sono a
oggi in totale – tra ristoranti e bar che propongono piatti freddi e caldi – 333.640 imprese. Il
loro ruolo nella cultura del cibo è di prim’ordine.
Spesso, infatti, è al ristorante che si provano dei
piatti per la prima volta, ed è qui che si sperimenta e si lanciano messaggi, anche politici.
Eppure, nel nostro Paese, è ancora difficile
trovare proposte 100% vegetali che siano tali e
che non vestano i semplici panni del “quello che
avanza” o dello “scorporato” da altri piatti.
Adesso - e con una certa fatica - iniziano a
fare capolino le pizzerie che propongono anche
versioni della pizza vegan, senza ripiegare sulla
semplice marinara o sulla “ortolana” senza formaggio. Vere ricette - sparute - ma che timidamente fanno capolino. Eppure, non sarebbe
complicato. Anche Autogrill ha concesso un
panino vegano ai viandanti che non vogliono
prosciutto, mozzarella e salame mentre viaggiano verso la propria meta. Sarebbe un segnale
forte e interessante vedere nei menu classici di
ristoranti, pub, pizzerie e bar le opzioni 100% vegetali, siano esse separate e segnalate con appositi codici, ma anche “mimetizzate” semplicemente nella carrellata delle proposte, un modo
questo, forse, per determinare che il 100% vegetale non è una “stranezza”, ma una regola.
Sarebbe eccezionale se i ristoratori potessero
aggiornare le loro competenze per poter gestire
non solo chi sceglie di mangiare vegano, ma anche tutti coloro - sempre di più - che, per ridurre
i propri consumi di carne e formaggi, opterebbero a occhi chiusi per quei piatti, ma che, non
trovandoli, si “accontentano” e tornano sulla
strada segnata.
Basterebbe poco: un passo - per noi dall’altra
parte del bancone - è quello di chiedere sempre se esiste un menu vegan oppure quali sono i
piatti 100% vegetali nella carta, dando per scontato che ci saranno. Urge fare qualche prova
davanti allo specchio di una faccia a metà fra lo
stupito e il contrariato qualora doveste scoprire
che no, per voi ci sono solamente insalata, verdure grigliate e patatine.
luglio / agosto 2021 | vegolosi mag | 99
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