Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Giuseppe Valitutti Patrizia Amadio Marco Falasca Chimica: concetti e modelli Terza edizione Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Capitolo 2 Le trasformazioni fisiche della materia Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Sommario 1. Gli stati fisici della materia 2. Da uno stato di aggregazione all’altro 3. I sistemi omogenei ed eterogenei 4. Le sostanze e i miscugli 5. La concentrazione delle soluzioni 6. Le concentrazioni percentuali 7. I principali metodi di separazione dei miscugli Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 4 1. Gli stati fisici della materia La chimica studia le proprietà della materia e i suoi cambiamenti, indagando porzioni delimitate di materia chiamate sistemi. La materia può esistere in tre stati fisici, detti anche stati di aggregazione: lo stato solido lo stato liquido lo stato aeriforme (che include sia i gas sia i vapori). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 5 1. Gli stati fisici della materia Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 6 2. Da uno stato di aggregazione all’altro Per effetto delle variazioni di temperatura (o della pressione) la materia può passare da uno stato fisico a un altro, attraverso i passaggi di stato. L’acqua è l’unica sostanza sulla Terra che esiste in tutti e tre gli stati fisici. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 7 2. Da uno stato di aggregazione all’altro Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 8 2. Da uno stato di aggregazione all’altro La vaporizzazione è il passaggio dallo stato liquido a quello aeriforme, si suddivide in: evaporazione (coinvolge solo lo strato superficiale di un liquido) ebollizione (si formano bolle di gas all’interno della fase liquida). Quando il passaggio dallo stato aeriforme a quello liquido avviene solo per effetto dell’aumento di pressione si parla di liquefazione. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 9 2. Da uno stato di aggregazione all’altro Quando un materiale passa dallo stato liquido allo stato aeriforme, tende a occupare tutto lo spazio disponibile mentre la sua massa resta costante. Di conseguenza, la densità del sistema diminuisce. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 10 2. Da uno stato di aggregazione all’altro Nel passaggio da stato liquido a solido, invece, si ha una piccola diminuzione del volume e quindi un piccolo aumento della densità. Di conseguenza, lo stato solido ha densità maggiore del corrispondente stato liquido. L’acqua costituisce un’eccezione. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 11 2. Da uno stato di aggregazione all’altro Per l’acqua, il volume allo stato solido (ghiaccio) è maggiore del volume occupato dalla stessa massa d’acqua allo stato liquido. La densità del ghiaccio è quindi minore di quella dell’acqua: un cubetto di ghiaccio galleggia sull’acqua liquida. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 12 3. I sistemi omogenei ed eterogenei Si dice fase una porzione di materia, fisicamente distinguibile e delimitata, che ha proprietà intensive uniformi. Un sistema costituito da una sola fase si dice omogeneo (per esempio, un bicchiere d’acqua). Un sistema costituito da due o più fasi si dice eterogeneo (per esempio, un bicchiere con acqua e olio). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 13 3. I sistemi omogenei ed eterogenei Un sistema è puro solo se è formato da una singola sostanza, che possiede proprietà caratteristiche e ha una composizione costante. Un sistema puro è costituito da particelle tutte uguali tra loro. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 14 3. I sistemi omogenei ed eterogenei Ogni sostanza ha proprietà chimiche che la caratterizzano e che determinano la sua reattività nei confronti di altre sostanze. I nomi delle sostanze, in genere, sono declinati solo al singolare. Quasi tutta la materia è formata da miscugli di sostanze. A livello microscopico, una sostanza si rappresenta con sfere uguali; le sostanze in un miscuglio si rappresentano con sfere di colori diversi. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 15 3. I sistemi omogenei ed eterogenei L’acqua del rubinetto, a differenza di quella distillata, non è un sistema puro. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 16 4. Le sostanze e i miscugli Acqua e sale disciolto completamente formano un miscuglio omogeneo perché i grani di sale non sono più visibili e tutte le zone del miscuglio hanno le stesse proprietà intensive (costituiscono una singola fase). Un miscuglio omogeneo di due o più sostanze si chiama soluzione. I componenti di una soluzione sono particelle di diametro inferiore a 1 nm (= 10-9 m): il solvente è il componente più abbondante i soluti sono i componenti meno abbondanti. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 17 4. Le sostanze e i miscugli Le soluzioni possono essere: liquide (acqua e sale) gassose (aria) solide (acciaio e altre leghe metalliche). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 18 4. Le sostanze e i miscugli Nei miscugli eterogenei i diversi componenti sono visibili a occhio nudo o al microscopio. Un miscuglio eterogeneo è costituito da componenti chimicamente definiti e da fasi fisicamente distinguibili. Le particelle dei componenti hanno un diametro maggiore di 1 nm. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 19 4. Le sostanze e i miscugli La schiuma è un miscuglio costituito dalla dispersione di un gas in un liquido. La nebbia è un miscuglio eterogeneo acqua-aria. Il fumo è un miscuglio eterogeneo di un solido in un gas. L’emulsione è un miscuglio eterogeneo di due o più liquidi immiscibili tra loro (per esempio, la maionese). La sospensione è un miscuglio in cui un solido è disperso in un liquido (per esempio, un succo di frutta). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 20 4. Le sostanze e i miscugli I miscugli eterogenei le cui particelle hanno un diametro compreso tra 10-9 m e 10-6 m si dicono colloidi: fase dispersa (corrisponde al soluto) fase disperdente (corrisponde al solvente). Se la fase disperdente liquida o gassosa prevale su quella solida, si ha il sol; se prevale la fase solida si ha il gel. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 21 4. Le sostanze e i miscugli Se continuiamo ad aggiungere zucchero ad un miscuglio omogeneo di zucchero in acqua, lo zucchero incomincerà a formare il corpo di fondo. Una soluzione si dice satura quando contiene la quantità massima possibile di soluto. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 22 4. Le sostanze e i miscugli La solubilità è la quantità massima di soluto che si può sciogliere in una determinata quantità di solvente a una certa temperatura. La solubilità: dipende dalle proprietà del soluto e del solvente dipende dalla temperatura. Di solito, la solubilità di solidi e liquidi aumenta all’aumentare della temperatura. I gas invece sono più solubili a basse temperature e alte pressioni. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 23 4. Le sostanze e i miscugli Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 24 5. La concentrazione delle soluzioni Le soluzioni si dicono: diluite (se contengono piccole quantità di soluto) concentrate (se contengono elevate quantità di soluto). La concentrazione di una soluzione è il rapporto tra la quantità di soluto e la quantità di soluzione (o di solvente) in cui il soluto è disciolto. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 25 6. Le concentrazioni percentuali La concentrazione percentuale delle soluzioni indica sempre le parti di soluto contenute in 100 parti di soluzione. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 26 6. Le concentrazioni percentuali La % V/V si usa per esprimere la concentrazione di alcol etilico nelle bevande: 12° (gradi alcolici) significa che la concentrazione percentuale in volume dell’alcol etilico è pari al 12% V/V. Per passare dalla concentrazione percentuale in massa su volume a quella percentuale in massa e viceversa, si deve conoscere la densità della soluzione: Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 27 7. I principali metodi di separazione dei miscugli Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 28 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La filtrazione separa particelle solide da miscugli liquidi e gassosi (per esempio, le polveri dall’aria). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 29 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La setacciatura separa un miscuglio eterogeneo solido- solido formato da materiali con una diversa granulometria: maglie più o meno larghe lasciano passare solo i componenti del miscuglio con dimensioni inferiori a quelle dei pori. I miscugli eterogenei di liquidi e/o solidi che hanno densità diverse si possono separare per stratificazione di uno sull’altro. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 30 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La decantazione separa i componenti di un miscuglio eterogeneo solido-liquido (per esempio, sabbia e acqua). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 31 7. I principali metodi di separazione dei miscugli L’imbuto separatore permette di separare i miscugli eterogenei liquido-liquido: il componente più denso (per esempio, l’acqua) si stratifica in basso rispetto al componente meno denso (per esempio, l’olio). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 32 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La centrifuga permette di raggiungere un’accelerazione maggiore di quella di gravità: il componente con densità maggiore si deposita sul fondo più in fretta rispetto alla decantazione. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 33 7. I principali metodi di separazione dei miscugli Un miscuglio (omogeneo o eterogeneo) si può separare sfruttando la diversa solubilità dei suoi componenti in alcuni solventi. L’estrazione separa alcuni componenti di un miscuglio mediante un particolare solvente. Per esempio, tè e caffè si preparano mediante estrazione selettiva con acqua calda; il miscuglio eterogeneo ottenuto viene poi filtrato. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 34 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La cromatografia è una tecnica di separazione analoga all’estrazione ma più efficace. Le tecniche strumentali cromatografiche più note sono la gascromatografia e la HPLC (High Performance Liquid Chromatography). Nella cromatografia su strato sottile si depone una goccia di miscuglio su una lamina di silice o allumina (fase stazionaria) che viene poi messa in contatto con il solvente (fase mobile o eluente). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 35 7. I principali metodi di separazione dei miscugli Il solvente risale per capillarità trascinando le diverse componenti del miscuglio con velocità diverse e separandole in base alla loro affinità per la fase mobile o stazionaria. Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 36 7. I principali metodi di separazione dei miscugli La distillazione è il metodo privilegiato per la purificazione dei liquidi e coinvolge l’evaporazione e la successiva condensazione dei vapori all’interno di un refrigerante. La distillazione si basa sulla diversa volatilità dei componenti delle miscele: i vapori di una miscela che bolle sono più ricchi del componente più volatile (che bolle a temperatura inferiore). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 37 7. I principali metodi di separazione dei miscugli Se nella soluzione sono disciolti sali non volatili, la separazione è completa (in questo modo si ottiene, per esempio, l’acqua «distillata»). Copia riservata a bollettinisilvia@gmail.com Valitutti, Amadio, Falasca Chimica: concetti e modelli Terza ed. © Zanichelli editore 2023 38
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