Nicolò Bartolacelli (2020-All Rights Reserved ©)  2  INDICE PREMESSE VERSIONE INTEGRALE UOMO 2.0 5 MA CHI SONO IO PER CREDERE IN TE? 7 PERCHÉ QUESTO EBOOK DIVENTERÀ LA TUA BIBBIA? 10 DIETA DIETA IPERCALORICA 17 UNA DIETA DI SUCCESSO 26 DIETA IPOCALORICA 34 DIETA NORMOCALORICA 45 REVERSE DIET (parte prima) 47 BODYRECOMP 50 ALLENAMENTO INTRODUZIONE 58 TECNICA E ATTIVAZIONE MUSCOLARE 61 NOZIONI BASE 68 ALLENAMENTO 94 MESE PRIMO 97 MESE SECONDO 101 MESE TERZO 105 3  SEZIONE BONUS PROGRAMMAZIONE 111 PROGRESSIONE 113 PROGRESSIVE OVERFEELING 116 VARIAZIONE 119 SETTIMANE 1-9 123 INFIAMMAZIONE 127 AUMENTARE IL METABOLISMO? 137 HOME WORKOUT 148 MENTALITÀ 162 CONCLUSIONE 168 4  fi VERSIONE INTEGRALE UOMO 2.0 Prima di spiegarti le premesse di questo libro o presentarmi, sento un’urgenza che (spero) mi perdonerai: devo chiederti di fermarti un attimo. Si, sono assolutamente serio: fermati un attimo, dovunque tu sia e con chiunque tu sia. Ora, guarda attorno a te, osserva tutto quello che vedi: Persone, Oggetti, prova a percepire tutti gli Stati d’animo, le Emozioni delle persone vicino a te. Ebbene, TUTTO QUESTO, prima di Essere, prima di Manifestarsi, è stato IMMAGINATO, è nato nella mente di qualcuno. No, non sono diventato pazzo, ti chiedo di ragionare su quello che ti ho appena detto con estrema lucidità: la Nostra Realtà si basa e si fonda su e tramite, prima di tutto, quello che pensiamo (o per meglio dire, abbiamo pensato). La tua macchina? È stata sognata per centinaia di anni, no a quando non è arrivata cambiando il mondo; probabilmente è stata nell’immaginazione di chi l’ha progettata per ANNI prima di venire alla Luce. La gioia che hai donato ad un amico andandolo a trovare? La immaginavi già prima. E questo è ovviamente solo un esempio, si estende a TUTTO, Oggetti o Emozioni di qualunque natura, provenienza o scopo. 5  Insomma, la Realtà si crea solamente tramite noi: questa, voglio che sia la prima cosa che tu possa imparare in questo Libro; perché se anche non ti sembra importante, LO È ASSOLUTAMENTE. Perciò, prima di leggere, capire e mettere in pratica tutte le informazioni che troverai qui, ricordati che funzioneranno e ti saranno utili SOLO SE tu in primis sarai convinto di ciò: devi esserne convinto oltre ogni dubbio, visualizzare nella tua mente che funzioneranno e ti porteranno ai tuoi risultati, immaginare che dopo aver imparato tutte queste cose (e le imparerai senza problemi, te lo garantisco) la tua Vita cambierà. PERCHÉ È COSÌ! Io ne sono convinto, credo nelle tue potenzialità e nel tuo percorso… E TU? 6 PERCHÉ SONO SICURO DEL TUO PERCORSO, DEL TUO SUCCESSO? FOTO DI SINISTRA: AGOSTO 2014, 52 KG. FOTO DI DESTRA: GIUGNO 2018, 90 KG. BEH, ANCHE IO SONO PARTITO DA ZERO. Posso assicurarti che il mio percorso non è iniziato in maniera molto facile, e portarlo avanti inizialmente è stato forse ancora più dif cile. Seppur la mia condizione di partenza fosse abbastanza 7 fi  MA CHI SONO IO PER CREDERE IN TE? “IF I CAN DO IT, YOU CAN DO IT!!” Nella foto di sinistra pesavo esattamente 52kg x 187 cm, avevo circa 17 anni ed erano circa 2 anni che attraversavo un periodo di Disturbi Alimentari, che mi avevano portato ad isolarmi dai miei compagni e amici e a rifugiarmi in me stesso, nelle mie paure e insicurezze. Sentivo però in cuor mio che qualcosa non andava, che dovevo cambiare, dovevo migliorare e smetterla di rimanere nello “stagno” delle mie paure: fermo, immobile, paralizzato dalla curiosità di un Altrove che ancora non avevo esplorato. Quindi ho iniziato ad Immaginare la mia Vita in modo diverso, a convincermi che sarebbe cambiata, che sarei potuto arrivare a quei sici che vedevo nelle foto o su Internet e che allora mi sembravano un miraggio lontano. E allora ho iniziato. Mi sono messo in gioco: cercavo di capire ogni singola cosa, di ascoltare più persone possibile, di leggere più libri che potevo (anche completamente opposti tra loro come ideologie), in modo da accumulare i pezzi del puzzle e poi sistemarli a mia immagine e somiglianza. Ho sempre ri utato qualsiasi tipo di cura Ospedaliera e qualsiasi psicologo o intervento esterno perché ero convinto che NESSUNO A PARTE ME avrebbe potuto davvero aiutarmi a trovare un equilibrio: e così è stato. Ma nessuno la pensava come me, compresi soprattutto fi fi 8 fi  “estrema”, in cuor mio sono sicuro che mi ha in realtà dato la Motivazione, la Carica suf ciente per arrivare dove sono. Se non fossi arrivato a pesare 50 kg, non avrei mai avuto la tenacia necessaria per arrivare dove sono.  Amici e Genitori, che mi avevano sconsigliato di iniziare questo percorso, che secondo loro non mi avrebbe portato a nulla. Beh, se oggi sono qui e sono quello che sono, se sono qui a insegnarti e aiutarti, è perché prima di tutto ho CREDUTO IN ME STESSO, quando nessun altro lo faceva. Ti potrà sembrare una frase banale, ma fra il Dire e il Fare, come si suol dire, c’è di mezzo il mare. A volte addirittura un oceano. Per questo oggi sono qui a dirti che sono assolutamente convinto che anche tu, indipendentemente dalla tua condizione attuale, puoi arrivare a grandissimi risultati. Ma devi Crederci, esserne convinto. Ogni giorno, ogni Allenamento, ogni momento. Quando a 18 anni ogni giorno prendevo la mia bicicletta dopo 6 ore di scuola andando direttamente ad allenarmi (tra le risate e le “battute” dei miei compagni di scuola), mi dicevo che un giorno sarei salito su un palco. Nella foto di sinistra, infatti, avevo 21 anni e stavo partecipando al peso di 90 kg alla mia prima gara di Bodybuilding. Attualmente, sono in preparazione per la stagione agonistica 2021 ed entro qualche anno punto a diventare un Professionista. Ma questa, è un’altra storia… 9 Perché chi intraprende un percorso con me, ascolta i miei video o legge le mie guide, ha una Sensibilità e una Mentalità oltre la media. E QUINDI CAPISCE BENISSIMO l’importanza di scavare a fondo nei concetti, per capirli ed essere libero e consapevole in allenamento. E anche solo per questo, devo farti i complimenti. Tu, in autonomia e piena Coscienza, hai deciso di NON RELEGARE i tuoi obiettivi e la tua vita al primo che passa, ma ci tieni a CAPIRE i processi che portano a un miglioramento Reale e Costante della tua Composizione Corporea. Beh, io sono qui e ti darò le risposte che cerchi, su una scala molto vasta di argomenti. MA NON SOLO QUESTO. Per arrivare ai migliori risultati possibili in un determinato campo, c’è bisogno di Capire a fondo le regole e i concetti che lo determinano e lo guidano. Non solo avere le risposte, ma anche una visione ampia e profonda di tutto quello che a prima vista “non si vede”. Personalmente, non ho mai incontrato nessuno che mi aiutasse in questo, perciò ho dovuto farlo da solo, negli anni. E ora sono qui per raccontartelo. Conosco bene quella sensazione di “impotenza” che proviamo quando ci af diamo a qualcuno ma non capiamo il perché delle sue scelte. Noi stessi non riusciamo a vede10 fi  PERCHÉ QUESTO EBOOK DIVENTERÀ LA TUA BIBBIA? Lo seguiamo, ma senza comprenderlo a fondo e senza avere le risposte che cerchiamo, senza soddisfare la nostra curiosità. I miei Allievi lo sanno bene, io NON LAVORO in modo super ciale. Anzi cerco sempre di spiegare tutti i miei ragionamenti, di chiarire in modo approfondito quello che dico . Questo dovrebbe fare chi Insegna, stimolare la Curiosità, senza dare solo la “pappa pronta”, ma anche tutti gli “ingredienti”, cioè gli strumenti per poter “cucinare” da soli. fi 11 fi  re altro che un “Programma di Allenamento” ne a se stesso. E TE LO SPIEGA. IN MODO COMPRENSIBILE PER TUTTI. La spiegazione di tutti i concetti di questo libro avverrà con termini Tecnici, Scienti ci in alcuni frangenti, ma anche utilizzando un linguaggio “basilare” per altri, spiegando cioè nel modo più comprensibile possibile. Seppur sia io sempre ed estremamente Pignolo su questi aspetti (Lessico, Tecnica, Argomentazione, i miei allievi lo possono confermare) e sarò in ogni caso estremamente esaustivo, il Mio Intento principale è: Farti Comprendere i Concetti. Farti capire i ragionamenti di base, che nessuno ti spiega veramente e in modo esaustivo. E questo non si fa (come fanno molti) con solo il linguaggio scienti co, ma anche con esempi pratici e una spiegazione, appunto, approfondita. fi 12 fi  QUESTO EBOOK LO SA. TI CONOSCE. SA GIÀ COSA TI STAI CHIEDENDO. QUINDI TI AVVISO: Sarà non solo un libro ma anche un viaggio tortuoso, lento, introspettivo e allo stesso tempo fortemente affascinante alla scoperta del tuo Corpo, della tua Mente e della tua Passione. Troverai in fondo al libro anche alcune parti bonus, che tratteranno (tra i diversi argomenti) anche di MENTALITÀ. Un breve Vademecum per ricordarti che nel tuo percorso dovrai avere miglioramenti sia mentali che sici. Senza avere miglioramenti in uno, non si possono avere miglioramenti nell’altro. Mente e Corpo sono fortemente collegati nel nostro corpo, perciò ALLENALI ENTRAMBI! Dobbiamo essere Persone Migliori, per diventare Atleti Migliori! CHE OBIETTIVI POSSO PORMI? Gli obiettivi che devi porti devono rispettare due principi fondamentali: • Essere Oggettivamente realizzabili; • Essere tuttavia così lontani che credi siano irraggiungibili. Se non avete le gambe NON potrete mai giocare a Calcio in Serie A, e non sarò io a dirvi che potete. I sogni devono essere realisticamente realizzabili ma an13 fi  Spesso, chi non sa usare un linguaggio semplice per ragionamenti complicati, non li ha davvero capiti. PARLANDO DI ALLENAMENTO, non è possibile quanti care esattamente cosa e che risultati aspettarci nei primi anni di Sala Pesi, sarà tutto correlato al nostro impegno, al come facciamo le cose, alla nostra curiosità, alla nostra propensione ad imparare. Se sicurezza di sé e curiosità vengono in nostro aiuto, possiamo solo aspettarci grandi cose da noi stessi, agendo così senza porci limitazioni siche né mentali. CIAK, AZIONE! Arrivati a questo punto vi sarete chiesti: ma le nozioni pratiche quando arrivano? Ci siamo. Mettetevi comodi. Munitevi di interesse, di carta e penna e seguitemi. Consiglio a tutti di rileggere ogni capitolo ALMENO 5 volte, per poterlo capire bene e per far sedimentare alcuni concetti che a volte potrebbero richiedere un maggior sforzo mnemonico. fi fi 14 fi  che al di fuori della vostra portata attuale, devono essere quasi un Miraggio, un classico “si va be’, gurati se…” che poi, all’improvviso, si realizza! Antoine de Saint-Exupéry Possiamo partire con il dire molto direttamente che negli ultimi anni, vuoi per il ruolo dell’industria degli integratori, vuoi per il marketing da essa prodotto, si è puntato sempre di più sulle potenzialità dell’alimentazione e dell’integrazione, tralasciando allegramente la cosa più importante per la crescita muscolare e la costruzione di un metabolismo ef ciente e funzionale/funzionante: UN ALLENAMENTO COI SOVRACCARICHI! Perciò, voglio partire con la spiegazione della Dieta In Ambito Maschile, curandone la fondamentale importanza ma anche sottolineando, come è evidente per chiunque nel tempo si alleni in modo serio e coscienzioso (sotto tutti gli aspetti), come la dieta sia comunque “limitata” per funzione e per ciò che può a lungo termine dare; rispetto sicuramente a prendere un bilanciere in mano e, con la fantasia di un bambino, vederci molte potenzialità. L’importanza della Dieta in ambito maschile è diversa rispetto a quello femminile? Secondo voi è più o meno importante? Lo stimolo per un miglioramento/potenziamento della massa muscolare avviene in primis dall’allenamento e da come viene gestito; la dieta potrà poi indirizzare il corpo in uno stato anabolico (si spe- fi 15 fi  “Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e scon nato. Appena si sarà svegliata in loro questa sete, si metteranno subito al lavoro per costruire la nave.” Perciò possiamo in de nitiva dire che la dieta “aiuta” e supporta (ovviamente con un’importanza fondamentale) l’allenamento, determinando la qualità della composizione corporea (concetto di “kcal in and kcal out”) e rendendolo funzionale ad un aumento di peso (perciò, si spera, anche di massa magra in un periodo di dieta ipercalorica) o a un mantenimento della maggior massa magra possibile (in un periodo di dieta ipocalorica). “Perciò la dieta è inutile? Conta solo l’allenamento?” Ovviamente no. La dieta ha un ruolo fondamentale e senza questa o senza allenamento non otterremo mai risultati degni di nota. Perciò andiamo insieme a chiarirla. Iniziamo a parlare di una Dieta In Surplus Calorico. 16 fi  ra) o meno a seconda dell'assorbimento di determinate kcal e macronutrienti, e promuovere quindi le oscillazioni di peso (in base ad una dieta iper, normo, o ipocalorica). Una dieta si de nisce “ipercalorica” quando la quantità dei macronutrienti e delle kcal ingerite è maggiore rispetto alla quantità di kcal consumate nella giornata; perciò l’oscillazione di peso che deriverà da questa dieta sarà prettamente in salita. Il nostro corpo infatti è una macchina che richiede energia per avere prestazioni siche importanti. È perciò importante avere fasi in cui aumentiamo le kcal giornaliere (vedremo poi come e quanto) per avere un miglioramento sia delle prestazioni in palestra sia dei volumi muscolari. Ovviamente quando parliamo di Dieta Ipercalorica in Ambito Maschile dobbiamo sapere che sia il quantitativo calorico sia il Surplus stesso varieranno e, in particolare, saranno spesso maggiori; così come le calorie di mantenimento di riferimento. Nella quasi totalità dei casi (le eccezioni esistono sempre), gli uomini presentano un Pro lo Ormonale diverso, (rapporto sicuramente diverso tra Testosterone ed Estrogeni), improntato al Mantenimento di maggior fi fi 17 fi  DIETA IPERCALORICA Il nostro desiderio sarebbe sempre quello di aumentare esclusivamente la massa magra, mantenendo inalterata sia un’eventuale ritenzione idrica sia la massa grassa. Tuttavia, se decidiamo di affrontare una fase di dieta ipercalorica, sarà inevitabile e siologico avere un aumento anche di acqua/massa grassa, seppur il più contenuto possibile. Ma quindi QUANDO, COME e PERCHÉ affrontare questo periodo? QUANDO Innanzitutto, sfatiamo qualche mito del caso: affrontare un periodo di surplus calorico non va a stagioni/mesi dell’anno. Perciò non è assolutamente sbagliato aumentare di peso in estate se si vuole, come si può benissimo perdere peso nella stagione invernale senza nessun problema. I parametri per valutare questa scelta devono essere altri ed essere ragionati con cognizione insieme al vostro preparatore. Bisogna innanzitutto valutare lo stato e la forma attuale dell’atleta, ponendo una percentuale di grasso relativamente bassa, diciamo circa al 10/11% per un uomo e al 17/18% per una donna (con variazioni a seconda della distribuzione e della localizzazione del grasso). È dunque fondamentale valutare la situazione in maniera 18 fi  Massa Muscolare e quindi Maggior capacità metaboliche. Bisogna poi valutare l’anzianità dell’atleta ed i suoi possibili margini di miglioramento. Un atleta novizio che ha appena messo piede in palestra e non presenta percentuali di grasso elevate, ma anzi una situazione di muscolatura ipotonica (il classico ragazzino “magro” di costituzione con un metabolismo veloce) necessita sicuramente di un’alimentazione suf cientemente adeguata per prendere peso e stare in surplus calorico. In ne, è ovviamente ancor più importante tener conto degli obiettivi della singola persona, tenendo conto anche che le differenze tra uomo e donna nelle varie fasi di impostazione della dieta sono tante, e le affronteremo insieme successivamente. COME? Per descrivere al meglio questo punto, dobbiamo ricordarci, come accennato sopra, delle importanti differenze tra uomo e donna nella gestione delle kcal e, soprattutto, nella ripartizione delle stesse nei Macronutrienti (ovvero carboidrati, proteine e grassi). Ovviamente ci sono mille modi per fare le cose, ma credo di dovere a chi legge questo libro le spiegazioni più approfondite e aggiornate del caso (senza perderci in Pigrizia, Pressapochismo o uniformarci ai concetti pre-esistenti). Come speci cato prima, quando siamo in ipercalorica (quindi vogliamo aumentare il peso corporeo) è inevitabile aumentare (anche se di pochissimo) sia l’acqua extra- fi fi 19 fi  completamente soggettiva e su misura dell’individuo prima di iniziare un percorso di questo tipo. Inoltre il “quanto” aumenteranno questi parametri dipenderà direttamente dalle kcal ingerite e da come saranno ripartiti i macronutrienti. Sicuramente un ottimo “come” possiamo de nirlo come “Fare le cose in modo naturale”! NON DOBBIAMO SFORZARCI di mangiare (e di questo parlerò anche più avanti) durante una fase di Surplus Calorico; avere fame è assolutamente positivo, BISOGNA avere fame! Uno degli errori più comuni che si possono commettere è quello di Tenere un Surplus calorico troppo elevato o una Quota Glucidica troppo alta oppure per troppo tempo. PERCHÉ? La dieta ipercalorica è uno strumento per mettere il nostro corpo in una condizione di Anabolismo, per poter aumentare la massa magra: la cosa più dif cile da ottenere mentre ci si allena. Ci tengo, prima di passare alla parte meramente tecnica, a ricordare qualche concetto fondamentale, universalmente valido, sia in ambito maschile che femminile. CONCETTO PRIMO Un’ipercalorica NON DEVE MAI essere una scusa per diventare zampogne d’acqua, accumulare tantissimo grasso, assumere quantità enormi di kcal, pensando così fi 20 fi  cellulare (classica ritenzione idrica) sia il grasso corporeo. Il modo migliore per valutare i progressi e il giusto indirizzo delle kcal aggiuntive sono le PRESTAZIONI dell’allenamento. Non teniamo erroneamente conto, come alcuni fanno, solo dei volumi (spesso momentanei) che pensiamo ipertro a. Se i volumi muscolari non sono sempre accompagnati da un aumento delle prestazioni (aumento quindi del carico o delle ripetizioni con il medesimo carico) spesso saranno una componente prettamente Sarcoplasmatica e meno Mio brillare; ovvero la parte del muscolo più variabile, formata prevalentemente da acqua o glicogeno, che vanno a perdersi molto prima e più facilmente in ipocalorica. RICORDA: Non si cresce muscolarmente mangiando, ma ALLENANDOSI INTENSAMENTE in palestra, con carichi, volume, intensità adeguati al nostro livello. La Dieta è come il contadino che cura la terra per far crescere sana la pianta; ma Allenarsi è la Terra stessa, l’acqua, i Semi e il Concime. Ci siamo capiti? fi 21 fi  di prendere più tessuto muscolare. Un surplus calorico deve esserci, ma sempre in funzione di un miglioramento delle prestazioni e della qualità dell’allenamento. In ipercalorica, per quanto controllata possa essere, ci sarà inevitabilmente anche un aumento di acqua e grasso, oltre a uno di massa muscolare. Per tenere la percentuale alta in favore della massa magra, poniamo in ambito maschile un aumento del peso corporeo di 0,5/0,7 kg mensili (di più, a parte situazioni di sottopeso importanti, sarà inevitabilmente una percentuale in favore di adipe e acqua). Un parametro fondamentale (a mio parere molto sottovalutato) di cui tenere conto in un periodo di surplus calorico è certamente la Sensibilità Insulinica. Essa è la risposta del nostro corpo alla produzione di insulina, stimolata in quantità direttamente proporzionale alle quantità di carboidrati che assumiamo (e a seconda dell’indice glicemico varie quantità di carboidrati producono una certa quantità di insulina). Durante un periodo di leggera dieta ipercalorica o consumo maggiore di carboidrati rispetto al normale, questa sensibilità deve essere sempre preservata il più possibile; in quanto, senza le adeguate misure, può provocare “resistenza insulinica”, che a sua volte determina un assorbimento peggiore dei carboidrati e delle kcal in generale. Riassumendo la cosa e per dirla in modo più semplice, il corpo indirizzerà più facilmente kcal e carboidrati nel tessuto adiposo piuttosto che nei muscoli sotto forma di glicogeno. Ciò porterà, oltre a un accumulo maggiore di adipe e quindi a una ne inevitabilmente più vicina del periodo di costruzione muscolare, anche a un peggioramento delle prestazioni (meno pienezza muscolare e pump in palestra, stallo dei carichi in allenamento e dei miglioramenti muscolari). Consiglio sempre (e se si tratta dei ragazzi che seguo agisco spesso in tal modo) di porre come conditio sine qua non di MIGLIORARE questo parametro prima di iniziare un qualsiasi periodo di Ipercalorica: ciò vi porterà a prendere meno grasso e supportare kcal più alte. 22 fi  CONCETTO SECONDO Se il periodo di ipercalorico dura già più di 3/4 mesi (cosa consigliata) ha senso una tantum (ovvero quando vediamo peggioramenti delle prestazioni, maggiore adipe o acqua, minore pienezza muscolare o pump) abbassare per almeno 1-2 settimane le kcal di una quota consistente (poniamo circa 4/500), in maniera veloce e drastica (in particolare carboidrati, magari alzando leggermente proteine e grassi di conseguenza) per non fare adattare il corpo e costringendolo quindi a migliorare i parametri sopracitati. Non è necessario mangiare troppo per avere aumenti importanti di massa magra. Rimanendo in ambito natural (ed escludendo l’uso di farmaci, per cui le cose possono cambiare) dobbiamo ricordare che poi il grasso accumulato andrà tolto e più sarà alto, maggiore dovrà essere il tempo speso in ipocalorica (che determina anche una siologica diminuzione della massa magra). Bisogna certamente impostare un surplus e non scandalizzarci se non abbiamo più l’addome tirato da gara o come al mare, trovando un compromesso con una percentuale di grasso non superiore al 12%. Intossicarsi di cibo sperando di mettere più massa muscolare è del tutto insensato e controproducente. È molto più utile invece cercare di crescere aumentando il meno possibile le kcal, mantenendo un buon metabolismo funzionaLE e funzionaNTE (sensibilità insulinica, buon livello di fame, meno gon ore possibile e un assorbimento ottimale), allenandosi in modo INTENSO per 23 fi fi  OK, MA… Come mantenere una buona Sensibilità Insulinica? La massa magra si accumula sopratutto in un periodo di ipercalorica medio/lungo a seconda del soggetto e degli obiettivi; attenzione a confondere guadagni di massa magra da parte prevalentemente del sarcoplasma (perciò acqua intracellulare che andrà via non appena abbasseremo le kcal) con altri derivanti prevalentemente dalla mio brilla, ovvero della parte profonda del muscolo (quella che in ipercalorica dura di più). Serve tempo per guadagnare massa muscolare, soprattuto serve una PROGRAMMAZIONE ALLENANTE intelligente e un surplus leggero, che non ci porti a peggiorare eccessivamente la nostra Sensibilità Insulinica (aumentando il grasso corporeo e subendo un calo importante delle prestazioni in sala pesi) o a fare periodi di “Diet Break” (Mini-Cut) molto spesso per gli stessi motivi. RICORDO ANCHE CHE… È INUTILE e CONTROPRODUCENTE tenere alte sia le quote di carboidrati che di grassi insieme; sia per la vostra digestione sia per una questione di controllo della massa grassa è sempre meglio preferire un solo macronutriente a quote elevate per affrontare un periodo di ipercalorica. Che sia una dieta lowcarb e highfat o viceversa, evitate sempre di tenerli alti insieme (già più sostenibili combinazioni come “grassi alti e carboidrati medio-bassi” oppure “carboidrati alti e grassi bassi”). Date un’identità alla vostra dieta, indirizzando il vostro fi 24 fi  avere una REALE crescita muscolare, ovvero a carico per la maggior parte della Mio brillare e non solo del Sarcoplasma.  metabolismo nel modo migliore per essere anabolico, produrre massa magra e il meno possibile massa grassa. Apporto Proteico di base e poi un macronutriente a scelta tra Grassi e Carboidrati; se, come si vede spesso, teniamo entrambi bassi indistintamente e per un periodo medio-lungo, perderemo tempo e anche Massa Magra (gluconeogenesi). 25 Una dieta di successo ha due caratteristiche: • FUNZIONALITÀ; • SOSTENIBILITÀ. Una dieta può essere seguita tramite un programma preimpostato sempre uguale o può essere più essibile andando a cambiare ogni giorno fonti alimentari per ogni macronutriente. La cosa più importante in assoluto è che le kcal e i macros siano seguiti nel modo più preciso possibile e che le fonti alimentari siano sempre genuine (politically correct; se uso il termine “pulite” molti potrebbero indignarsi) e sazianti, sia a livello alimentare che a livello di micronutrienti (ovvero vitamine, minerali ecc.). NON ESISTE LA DIETA FLESSIBILE O LA DIETA DA BRO. Esiste la dieta che vi permetterà di seguirla per diverso tempo senza sentirvi costretti o svogliati nel farlo e che nel contempo vi darà i risultati sperati nella maniera più veloce possibile. A mio parere la essibilità (come scelta degli alimenti) è importante e intelligente ma solo quando gli alimenti, se variati, rispettano le caratteristiche sopra riportate (mangiare sempre cibo spazzatura oppure contare al grammo i macronutrienti per inserire ogni giorno un kinder bueno non vi darà i risultati sperati, soprattutto dal punto di vista mentale, a medio-lungo termine). fl 26 fl  UNA DIETA DI SUCCESSO  Siate precisi, ma non calcolatori. Siate atleti, ma anche esseri umani che si vogliono godere una volta a settimana la pizza con gli amici. Siate sereni nel tenere un regime alimentare, che vi permetta di seguirlo senza problemi, concedendovi qualcosa (nei limiti del possibile per il proprio obiettivo) una volta tanto. Siate costanti e abbastanza precisi per mesi, piuttosto che stacanovisti per qualche settimana contando anche l’insalata nelle kcal. 27 Il surplus calorico DEVE esserci ma, a meno di non avere un dispendio calorico estremamente elevato, non ha senso tenere i carboidrati a quote troppo elevate. Fatta questa premessa, non mi stancherò mai di ripetere come il periodo di massa non debba basarsi unicamente sul peso che sale; la massa magra reale (mio brilla e una parte di sarcoplasma) che costruiamo in un periodo ipotetico di tempo è molto più bassa di quella che pensiamo. Perciò notiamo come (ad esempio per un Neo ta) una crescita di peso superiore a 0,5/0,7 kg di media mensili sia bilanciata in rapporto di bene cio della massa magra (intesa sia come mio brilla sia come sarcoplasma ovvero acqua intracellulare) dando poco spazio a un aumento esponenziale della percentuale di grasso e di acqua extracellulare (ovvero ritenzione). Ovviamente deve essere solo un indicatore secondario: dobbiamo focalizzarci prima SIA sulle prestazioni SIA sullo specchio e sulle circonferenze. In questo modo, avendo un surplus calorico (quindi più energia, più pienezza muscolare e indirettamente più forza), ma evitando la classica sonnolenza o poca reattività (sia in allenamento che nella vita quotidiana) di chi sta a quote eccessive di carboidrati e kcal generali, possiamo concentrarci (detta in modo tecnico) a spingere come animali in palestra, tenendo conto che (con un surplus calorico) possiamo aumentare volume e/ o intensità e recuperare meglio dagli allenamenti. fi fi fi 28 fi  Come già ripetuto sopra, lo strumento principe del vostro periodo di costruzione muscolare deve essere l’allenamento, con le prestazioni (in crescita ovviamente) ad esso direttamente collegate. Innanzitutto, ricordiamoci sempre delle differenze metaboliche strutturali di chi abbiamo davanti. Come già visto in ambito femminile, c’è chi risponde meglio ai grassi piuttosto che ai carboidrati e viceversa, perciò vanno fatte importanti distinzioni anche in ambito maschile, cioè tra soggetti tendenti endomor e soggetti tendenti ectomor . Una cosa certa però è che le kcal di surplus debbano essere ALMENO 200 in più ponendo una normocalorica da cui partire; consiglio personalmente di passare direttamente a 3/400 kcal in più (le quali poi eventualmente verranno alzate). Qualunque soggetto abbiamo davanti, il macronutriente che più rimane stabile e prevarica le diverse ripartizioni caloriche, sono le PROTEINE. In periodo di surplus, quando abbiamo già una base sia di grassi che di carboidrati, possiamo permetterci una quota proteica che varia dai 1,5 ai 2,5 gr/kg corporeo di massa magra: quote che ovviamente andranno valutate e, perché no, ciclizzate durante tutta la programmazione! Inutile tenere quote troppo elevate, basta tenere in questo frangente di dieta una quota bilanciata per aderire alle funzioni plastiche di costruzione muscolare e indirizzare il resto delle kcal verso macronutrienti più anabolici come grassi o carboidrati (al massimo, appunto, variandole nelle settimane, per favorirle e ottimizzarle durante tutta la programmazione). fi 29 fi  Già ma, dette tutte queste belle parole, come devo ripartire le kcal? Di quanto deve essere il surplus? fi fi 30 fi  E andando nalmente a parlare di questi, facciamo una distinzione tra individui prevalentemente ectomor e individui prevalentemente endomor (quindi i due “esempi estremi”). Quando parliamo di un individuo con tratti prevalentemente endomor ci (visto che nessun soggetto ha caratteristiche unicamente di un somatotipo ma la somma, in percentuali diverse, dei tre caratteri proposti a carattere scienti co, endomorfo, ectomorfo e mesomorfo) possiamo fare un parallelismo con un soggetto ginoide al femminile: - maggior predisposizione all’accumulo di massa magra ma anche di grasso (soprattutto su bassa schiena, anchi e gambe) e di ritenzione idrica; - predisposizione ad aumenti di forza repentini e agli stimoli allenanti ricevuti; - sensibilità insulinica molto delicata; - risposta ai carboidrati non sempre ottimale per il motivo sopracitato; - risposta migliore a grassi e proteine. Perciò notiamo come il periodo di bulk (o ipercalorica) non debba essere incentrato (come può funzionare per altri soggetti) principalmente sui carboidrati, in quanto su questi soggetti non ci sarebbe una risposta metabolica ottimale, ma concentrarsi piuttosto sull’alzare la quota di grassi, solitamente tollerata meglio dai soggetti in questione. Tenere quote di grassi da 0,8 a 1,5 gr/kg corporeo e carboidrati che vanno da 3 a 5 gr/kg può essere la soluzione, sempre ricordandoci che OGNUNO È DIVERSO e sebbene esistano valori di riferimento calorici il nostro corpo e il nostro metabolismo può variare nel tempo, richiedendo quantità di kcal o macronutrienti diversi per funzionare in maniera ottimale e relativa ai nostri obiettivi. fi fi fi 31 fi  Ragazzi (tendenti) endomor Quando invece trattiamo di ragazzi ectomor , dobbiamo pensare al corrispettivo soggetto femminile con tratti androidi, quindi se vogliamo generalizzare e dirlo in termini scarsi, il classico ragazzo “magro con il metabolismo veloce”: - bassa predisposizione all’accumulo di massa grassa (sia su upper che lower body); - predisposizione accentuata a sforzi più di resistenza - che di forza, quindi a lavori a un range medio-alto di reps (10-15) piuttosto che a range bassi (6-1); sensibilità insulinica meno delicata di un soggetto endomorfo; conseguente reazione positiva a quote medio-alte di carboidrati più che di grassi (anche se di questi parlerò fra poco); maggior dif coltà a guadagnare peso (sia grasso sia massa magra) e forza in palestra. In questo frangente il bulk dovrà essere impostato principalmente (o meglio inizialmente) sui carboidrati, ponendo quote di riferimento fra 3 e 6 gr/kg corporeo. Tuttavia, se il periodo di ipercalorica sarà lungo e prolungato nel tempo, e fate parte di questi soggetti, ci sarà un’alta probabilità di raggiungere una situazione di stallo con il peso (a causa, appunto, della positiva risposta ai carboidrati). Il corpo infatti cerca SEMPRE di mantenere un equilibrio interno (la tanto famosa Omeostasi) e, mantenendo un regime calorico stabile per diverse settimane (quante dipende dal soggetto), si abituerà al surplus calorico (nel caso non sia troppo elevato ovviamente, vedi le quote fi fi 32 fi  Ragazzi (tendenti) ectomor E facilmente avviene questo processo per i ragazzi tendenti ectomor ; i quali, dopo diverse volte di “stallo con il peso”, oltre che alzare i carbo (che, ripeto, è un ragionamento valido QUANDO si rimane nei range sopracitati), saranno costretti ad alzare la quota calorica dai grassi. Se inizialmente, impostando il metabolismo e la maggioranza delle kcal sui carboidrati, li poniamo bassi, a circa 40/50 (sconsiglio di andare sotto questa quota, per motivi ormonali, come sopracitato), una volta raggiunta la quota di circa 4/5 gr/kg (sconsiglio di andare sopra ulteriormente per non danneggiare troppo la sensibilità insulinica) possiamo pensare, se la percentuale di grasso e acqua è ancora non troppo alta, di alzare la quota calorica unicamente dei grassi, i quali ci daranno una maggiore spinta ormonale e anabolica per raccogliere gli eventuali frutti di questo periodo di costruzione muscolare. RIPETO: SONO QUOTE INDICATIVE, ad esempio chi per lavoro ha un NEAT abbastanza alto dovrà e potrà assumerne di più (sempre dando un occhio alle Circonferenze, Allo specchio e alle Prestazioni in Allenamento! 33 fi  precedentemente riportate) e il surplus verrà così “cancellato”. Innanzitutto diciamo che una dieta è ipocalorica quando il numero di kcal che assumiamo è minore di quello che consumiamo giornalmente. Il de cit calorico è la BASE assoluta per il dimagrimento insieme al tempo (la cui riuscita è poi in uenzata da fattori sempre primari come la suddivisione dei macronutrienti, e altri secondari come il timing, la scelta dei singoli alimenti). Perciò ALLENAMENTO, DEFICIT CALORICO e TEMPO sono i tre pilastri per dimagrire in modo ef cace e funzionale. Come avrete appena visto, mi sono abbastanza dilungato nel comparto della dieta ipercalorica, mentre NON mi soffermerò di più nella sezione attuale, anche se probabilmente la maggior parte di voi la aspetta più di ogni altro capitolo. Perché? Molto semplice. Semplicemente perché, ragionando nell’ottica del nostro corpo, è molto più facile e “di buon occhio” per il nostro metabolismo perdere grasso piuttosto che mettere massa magra, che al contrario di quanto si pensi è un processo molto dispendioso per il nostro corpo, che è sempre riluttante a metterne di nuova, dovendola costruire ex novo. Il nostro corpo ragiona ancora in termini di sopravvivenza come all’inizio della nostra civiltà, perciò come facilmente prende grasso in vista di eventuali carestie, durante periodi di restrizione calorica tende, date le giuste premesse portate avanti per un minimo di 4/5 settimane (si dimagrisce nel lungo termine, non nel breve), a dimagrire e a perdere peso e massa grassa. Ma quindi, QUANDO, COME e PERCHÉ affrontare questo periodo? fi fi 34 fl  DIETA IPOCALORICA / CUT Come dico spesso sul mio pro lo instagram, non dobbiamo per forza (e non ha senso alcuno) seguire le stagioni per iniziare un qualsiasi percorso, ipo o ipercalorica che sia. Il dimagrimento deve essere iniziato QUANDO VI È LA NECESSITÀ DI ABBASSARE LA BODYFAT, per ogni possibile motivo (salute, estetica, ecc.). Consiglio sempre (e faccio quindi fare nel 99% dei casi alle ragazze che seguo ) di arrivare ad una bf abbastanza bassa prima di iniziare un periodo di ipercalorica, in modo da avere l’organismo “affamato” di cibo e di creare nuovo tessuto muscolare. Meglio ancora sarebbe cercare, per ogni periodo di dimagrimento, di scendere sotto il proprio set point, ovvero il punto in cui il nostro corpo tende a rimanere il più possibile, in relazione a percentuale di massa magra e di massa grassa. Facile è poi capire quando ci troviamo al nostro set 35 fi  QUANDO COME Rispetto al periodo di dieta ipercalorica, preferisco in questo frangente darvi qualche dritta sul mindset da tenere in questo periodo. Se, come abbiamo visto, per dimagrire basta un semplice de cit calorico protratto nel tempo, non è poi così altrettanto facile riportare queste parole nella realtà, ma perché? Come dissi all’inizio del capitolo sulla dieta ipocalorica, i pilastri sono de cit calorico e tempo (uniti ovviamente a sostenibilità e funzionalità, vedi le prime pagine). E se la funzionalità esiste (dettata da una nostra ipotetica conoscenza di che de cit avere, che macros tenere, che allenamento fare), il punto con cui andiamo a scontrarci più energicamente è LA MENTE. Abbiate un approccio sereno, senza vivere la dieta come una costrizione ma come l’inizio di un nuovo stile di vita, che vi darà risultati positivi e vi farà realizzare meglio cosa e quanto è giusto per il nostro corpo, sviluppando un’adeguata conoscenza alimentare e al contempo apprezzando i miglioramenti visivi (che tutti ricerchiamo e che sicuramente ci fanno stare meglio con noi stessi, permettendoci di avere più autostima). Prendetevi TEMPO, che è la vostra risorsa più prezio- fi fi fi fi fi 36 fi  point: ovvero quando iniziamo, dopo una discesa lineare, a stallare col peso e a perdere grasso più dif cilmente, dovendo quindi adottare tattiche più “so sticate” per continuare a perderlo in maniera ottimale. Il set point spesso e volentieri è settoriale; un classico esempio sono la “pancetta” o i “ anchetti” che faticano ad andare via nonostante la dieta continui come prima. PERCHÉ Qualunque sia il vostro obiettivo, estetico o salutistico, dimagrire e perdere grasso (se in eccesso) avrà numerosi effetti bene ci anche sulla vostra vita quotidiana; maggiore lucidità mentale, meno sonnolenza, maggiore sicurezza in se stessi (effetto secondario derivante dal miglioramento estetico). In ne, com’è stato per la dieta ipercalorica, prima di analizzare uno ad uno come svolgere questo periodo, mi preme ASSOLUTAMENTE darvi le chiavi di lettura esatte con questi consigli. CHIAVI DI LETTURA? 1) AVERE PAZIENZA Dimagrire e perdere massa grassa non è una cosa che avviene da oggi al domani. Dobbiamo permettere al nostro corpo, mettendolo nelle migliori condizioni possibili, di calare (quanto velocemente dipende dal soggetto in questione) di peso in maniera funzionale, risparmiando massa magra ed eliminando più massa grassa possibile. 2) AVERE MOTIVAZIONE Se saper aspettare è importante, essere convinti al 100% di quello che stiamo per fare è altresì fondamentale per poter arrivare al tanto agognato traguardo e prenderci tutte quelle soddisfazioni che deside- fi 37 fi  sa e importante, l’unico compagno di viaggio che vi consegnerà in mano il vostro successo, se riuscirete a tenergli testa. E sfruttatelo bene. 3) MANGIARE MENO NON VI FARÀ SEMPRE DIMAGRIRE DI PIU (ma mai dire mai) Se è vero che per dimagrire necessitiamo innanzitutto di un de cit calorico, è importante ricordare come questo de cit debba essere SENSATO ED ADEGUATO AI NOSTRI OBIETTIVI E CARATTERISTICHE. Inutile stare a kcal estremamente basse sempre e comunque pensando di perdere grasso più velocemente. Ovviamente più il de cit sarà marcato più perderemo peso velocemente, ma ciò va contestualizzato per ogni caso, in quanto NON TUTTI POTREMMO REAGIRE BENE a sbalzi calorici molto importanti e improvvisi, sia in ambito maschile ma soprattutto in ambito femminile (con conseguente perdita del ciclo mestruale). Inoltre stare per lunghi periodi in ipocalorica può causare, per moltissime conseguenze ormonali, uno stallo metabolico e del peso, che va risolto dando un po’ di respiro al corpo e tornando a una normocalorica, alzando quindi l’introito calorico (da grassi e carboidrati) per almeno 1-2 settimane prima di ritornare ancora in ipocalorica (Diet Break). E soprattutto… mi preme ricordare come SE IMPOSTIAMO BENE il nostro allenamento prima di andare ad affrontare una fase di vero e proprio dimagrimento (sul medio-lungo periodo quindi) NON DOVREMMO avere nessun problema ad affrontarlo fi fi fi 38 fi  riamo da tanto tempo. Prima di iniziare un percorso del genere dobbiamo essere completamente consci di quello che dobbiamo fare, delle risorse che ci porterà via e delle “rinunce” che dovremo fare (non sacri ci, quelli sono altri). Dobbiamo avere degli obiettivi a lungo ma anche a breve termine, proseguendo uno step dopo l’altro senza guardare a tutta la salita da percorrere per arrivare alla vetta. Tuttavia dall’estremo opposto mi sento di ricordare a tutti che spesso (più di quanto pensiamo) non perdiamo peso proprio perché, semplicemente, mangiamo più kcal del dovuto. IL PESO È SOLO UN NUMERO. “Come faccio a valutare se la dieta sta andando bene? Basta che il peso cali?” In realtà no. Ciò che ci interessa davvero migliorare è la composizione corporea, ovvero il rapporto fra massa magra e massa grassa. Perciò notiamo come sia fondamentale scendere di peso (il grasso si brucia prevalentemente in ipocalorica) ma soprattutto scendere di peso QUALITATIVAMENTE, mantenendo perciò più massa magra possibile (o a volte aumentandola, ne parleremo nel capitolo della dieta normocalorica). Un ottimo modo per tenere sotto controllo una fase di dimagrimento è perciò sia controllare i nostri progressi tramite un semplice specchio sia controllare circa ogni due settimane le misure corporee (cm) di vita, anchi, gambe e tutti i parametri a cui vogliamo dare maggiore focus (i quali appunto ci possono dare un’idea precisa della nostra composizione attuale, del rapporto tra massa grassa e magra e il suo relativo miglioramento). 4) NEAT: UTILE? fi 39 fi  con successo e a perdere grasso. Come ho scritto ad inizio libro, il vero “Deus ex machina” del dimagrimento a Lungo termine è un buon allenamento: ergo dovremo prima aver sviluppato già Forza, Attivazione Neuro-Muscolare. SONO QUESTE ABILITÀ che ci permetteranno di affrontare con (relativamente) davvero pochi problemi un dimagrimento ef cace e a lungo termine. 5) SCEGLIERE GLI ALIMENTI GIUSTI Se come ribadito sopra è intelligente muoversi in maniera essibile da un punto di vista di scelta delle fonti alimentari, è comunque importante ricordare come fl fi fl fi fi 40 fl  Come ribadito sopra, la prima cosa da controllare per dimagrire in modo ef ciente e sicuro è il bilancio calorico, che per permettere al corpo di bruciare grasso deve essere negativo (più kcal consumate di quelle introdotte). Perciò, come pare evidente, il nostro dispendio calorico giornaliero in uenza molto il dimagrimento (se siamo abituati a perdere 1 kg al mese facendo 4 allenamenti e 2000 passi al giorno, se aumentassimo i passi a 20000 perderemmo peso molto più rapidamente). Ma n dove spingere la nostra attività quotidiana per dimagrire più velocemente ? Fare troppi allenamenti, troppo cardio e soprattutto per molto tempo, senza badare alle abitudini e necessità del soggetto porterà velocemente il nostro corpo in uno stato di sovrallenamento cronico, che (per una serie di ragioni ormonali) in uenzerà negativamente il dimagrimento. Tuttavia può rivelarsi molto importante rimanere attivi il più possibile durante il giorno (o fare comunque un numero minimo giornaliero di passi) per far migliorare la circolazione e il microcircolo, con conseguente diminuzione di ritenzione, cellulite e acqua extracellulare nel corpo. Un numero stimato di circa 8/10K passi al girono può essere un ottimo inizio! La relativa questione cardio è complessa e penso sia intelligente sempre ponderarla in base all’atleta che abbiamo davanti. Perciò SÌ al cardio, ma non come arma principale per dimagrire. Pesi e regime di ipocalorica sono i pilastri principali, tutto il resto è secondario (anche se può rivelarsi di grande importanza per l’obiettivo nale). 6) MANTENERE I CARICHI IN ALLENAMENTO La parte dell’allenamento verrà trattata successivamente, ma ci tengo a precisare anche qui (per la sua enorme importanza) che in un regime ipocalorico, per mantenere più massa magra possibile, dobbiamo lavorare in modo mirato sul programma di allenamento senza lasciare nulla al caso (se ti stai allenando in 4x20 sperando di dimagrire più velocemente e di “toni care” il muscolo, leggi attentamente il capitolo dedicato all’allenamento). 7) MINICUT: SÌ O NO? Come già ripetuto, un processo di dimagrimento è un percorso lungo, da affrontare con pazienza e serenità (per cambiamento sici importanti la fretta lasciamola a casa!) ed è comunque importante rispettare queste condizioni per fare tutto nel migliore dei modi. Tuttavia a volte, per determinati soggetti e determinate situazioni, si può fare un’eccezione alla regola andando a fare un cut più breve e quindi un po’ più estremo. Vediamo in quali condizioni: - Quando la massa grassa è già molto bassa e dobbiamo togliere semplicemente qualche kg aggiuntivo (soprattutto dovuto a ritenzione e acqua extracellulare in eccesso); fi fi 41 fi  in questo periodo serva fare una distinzione tra i vari cibi, sia per un fattore di digestione e quindi maggior assimilazione dei cibi (cosa che andrebbe andrebbe fatta anche in ipercalorica) sia per una questione di sazietà e quindi utilizzare nella propria dieta cibi più voluminosi possibili e contenenti più bra alimentare. Avere consapevolezza di come funziona e di cosa preferisce il nostro corpo è fondamentale. Sconsiglio di condurre un minicut in ambito femminile (scarsa predisposizione generale e risposta negativa a cambiamenti e stimoli estremi o improvvisi), né tantomeno di farlo durare più di 4-6 settimane massimo (data la quantità importante di kcal abbassate, oltre ad averlo fatto improvvisamente). 8) IL DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO NON ESISTE Per quanto sia fondamentale modulare l’allenamento in modo tale da dare il giusto stress alle giuste zone, considerando anche eventuali capacità della circolazione e quantità di grasso in quella zona, dobbiamo ricordare che è il nostro corpo in primis che decide che zone perderanno grasso per prime e quelle per cui ci vorrà più tempo e più attenzione in ambito dell’allenamento. Esistono, ad onor del vero, tecniche di allenamento con un TUT elevato o con ripetizioni molto alte, o addirittura con stimoli prettamente metabolici (ad esempio una Cyclette per la zona delle gambe) che possono dare un forte stimolo mitocondriale e quindi “ modi care” le preferenze di accumulo di grasso nelle suddette zone e/o dare al muscolo stesso un aspetto diverso. Perciò possiamo in uenzare le “decisioni” del nostro corpo, ma solo in parte. fi 42 fl  - Quando siamo in bulk (ipercalorica) e ci stiamo stancando di mangiare tanto oppure iniziamo a vederci vuoti muscolarmente e a notare maggiore ritenzione; tutti sintomi di un peggioramento della sensibilità insulinica, che per essere regolata necessita di un periodo a kcal più basse (soprattutto carboidrati). Prima di leggere tute queste informazioni più tecniche, vi invito a leggere la parte relativa alla PERSONALIZZAZIONE in fondo al capitolo (e di rileggerla anche dopo, ripassare concetti importanti non fa mai male). Per noi uomini, la dieta ipocalorica fa sorgere spontaneamente un dilemma: diventare un poco più magro ma avere gli addominali in vista o rimanere grosso ma meno de nito? Oggi vi spiegherò in che situazioni conviene davvero abbassare la percentuale di grasso per ogni uomo che sta leggendo. Se vi ho insegnato bene no a qui, avrete capito che la costruzione muscolare è un processo lento ma faticoso, che richiede tempo e variazioni di stimoli, sia alimentari che di allenamento, per progredire in modo continuo. Una variazione sicuramente importante può essere proprio quella, quando la percentuale di grasso diventa troppo elevata, di tornare (almeno qualche settimana, vedi MINICUT) in ipocalorica. Ma come? Non hai detto che in cut si perde addirittura massa magra? Ottenere più massa muscolare è una vera guerra, non una singola battaglia. Capire il momento giusto di fermarci, decidere di abbassare le kcal per ripristinare diversi valori ormonali e metabolici, dare una variazione di stimolo a livello di gestione dei macronutrienti e anche cambiare momentaneamente l’obiettivo primario da raggiungere sono tattiche fi 43 fi  Per il resto, PAZIENZA e COSTANZA.  paragonabili a una strategica ritirata sul campo di battaglia, che servirà per “riassestarci” e poter vincere successivamente la guerra. Vediamo che principali somatotipi generici possiamo vedere negli uomini: 1) ENDOMORFO: soggetto con sensibilità insulinica molto delicata (equivalente ginoide femminile), con un metabolismo che gira sicuramente meglio con una dieta High Fat e Low Carb, sia in iper che in ipocalorica. Buona capacità a costruire massa magra (e anche a perderne una quantità minore rispetto a un ectomorfo in cut) ma anche ad accumulare massa grassa (sicuramente più di un ectomorfo); 2) ECTOMORFO: soggetto con ottima sensibilità insulinica, che solitamente reagisce meglio a diete High Carbs e Low Fat. Capacità più limitata a costruire volumi e massa muscolare (perdendone anche più facilmente in cut) ma possibilità di mantenersi sicuramente più puliti nella precedente ipercalorica e di poter raggiungere più velocemente percentuali di grasso basse. 44 Siamo arrivati all’ultima parte di questo eBook dedicata alla dieta e voglio terminarla proprio con il capitolo dedicato alla dieta normocalorica. Forse per alcuni il meno importante, quello a cui spesso dare meno peso perché “inutile”. Tanto i miglioramenti li otteniamo principalmente prendendo o perdendo peso (quindi dieta iper o ipocalorica), giusto? No, sbagliato. Migliorare drasticamente la composizione corporea non è qualcosa di semplice che tutti sanno attuare, ma è sicuramente, in moltissime situazioni, la cosa migliore da fare sul lungo periodo. Voglio impostare questo capitolo in modo diverso dagli ultimi due, perciò parlerò unicamente di due grandi macrofasi possibili in una normocalorica: Reverse Diet e Bodyrecomp. Innanzitutto diciamo che la dieta normocalorica indica una dieta il cui livello di kcal in entrata (ovvero quelle che assumiamo) è stabile a quelle di uscita (ovvero quelle che bruciamo ogni giorno, tra TDEE e attività sica); essenzialmente un regime alimentare in cui non prendiamo né perdiamo peso, ma in cui questo rimane stabile. E proprio per questo dettaglio molti, i più novizi, si buttano immediatamente o a fare un bulk o a fare un cut, altri invece, quelli un poco più esperti, lasciano stare perché “è un processo troppo lungo e che non dà grandi risultati”. Ma cosa c’è di vero in queste affermazioni? Ottenere o perdere molti kg di massa magra e grasso è certamente un processo che possiamo de nire IMPORTANTE e assolutamente FUNZIONALE al nostro scopo fi 45 fi  DIETA NORMOCALORICA Vediamo due principali processi in cui il peso rimane uguale, ma la composizione corporea può cambiare drasticamente (in meglio). fi 46 fi  ultimo. Ma mantenere lo stesso peso partendo da una percentuale di grasso alto e una di massa magra relativamente bassa e scambiando questi valori tra loro (quindi ritrovarsi più magri ma con una quantità di massa magra e di forza molto superiori), seppur teoricamente più dif cile sulla carta, può portare numerosi bene ci, prima di ripartire alzando o abbassando le kcal in base a esigenze e obiettivi. Un processo molto commercializzato e in voga negli ultimi tempi, ma che in realtà viene usato da anni nell’ambito del Bodybuilding&Fitness. Consiste in un rialzo graduale delle kcal settimana dopo settimana dopo un periodo abbastanza lungo in ipocalorica, no a ritornare in normocalorica e rimanerci per iniziare a mettere massa muscolare partendo da una base solida. COME La Reverse si basa sul principio ormai noto dell’omeostasi, ovvero dell’equilibrio interno che il nostro corpo vorrebbe (e cerca di) mantenere sempre, seppur le kcal aumentino o si abbassino. Dando al corpo piccoli e precisi “up” delle kcal è possibile, no a un certo punto, alzarle rimanendo con il peso invariato o, nel migliore dei casi, abbassandolo, perdendo eventuale grasso rimasto o ritenzione idrica in eccesso (meno stress per i carboidrati bassi, meno cortisolo, meno ritenzione). Partendo solitamente da un periodo lungo in ipocalorica, in cui sicuramente né la quota calorica né tantomeno quella glucidica sono state elevate, la Reverse prevede un rialzo calorico di circa 200 kcal dalle quote di macronutrienti dell’ipocalorica, esclusivamente dai carboidrati, abbassando nel contempo la quota proteica ai valori sopra riportati (che non è necessario tenere ora così alta). Non è necessario aumentare ogni settimana, mentre l’aumento di kcal, nel caso ci fosse, dovrebbe esser compreso tra circa 200 e 100 kcal (quindi ipotizzando 25/50 gr di carboidrati). Una soluzione comune ed ef cace può essere di aumentare di 50c ogni due settimane oppure di 25c ogni setti- fi fi 47 fi  REVERSE DIET QUANDO Essenzialmente direi che possiamo ridurre la risposta a “dopo un periodo di ipocalorica con kcal e macronutrienti molto bassi”. Ma mi soffermo più che volentieri su un concetto (o meglio ancora un metodo) che ultimamente sta diventando fuorviante: adottare la Reverse per moltissimi casi in modo da costruire ex novo il metabolismo, arrivare ad una quota di mantenimento più alta per poi dimagrire a kcal più alte. Nulla di più sbagliato. Come detto prima, il corpo probabilmente potrà mantenere circa lo stesso peso pur alzando le kcal (omeostasi docet), ma il vostro metabolismo non “aumenterà” solo alzando i macronutrienti. Le trasformazioni metaboliche avvengono sempre di pari passo con le trasformazioni siche, in cui la massa grassa e la massa magra cambiano radicalmente. Perciò se volete dimagrire a kcal più alte dovete PRIMA dimagrire, spostare una base muscolare e SOLO DOPO il vostro metabolismo (per svariati stimoli ormonali e metabolici) si dimostrerà più ef ciente, reagendo velocemente agli stimoli che gli fornirete tramite la dieta. PERCHÉ Finito un periodo in ipocalorica, è necessario riportare i livelli di stress (sia sici che mentali) al di sotto di quelli attuali, e per farlo sicuramente un ottimo metodo è quel- fl fi fi 48 fi  mana. Ovviamente l’aumento è fortemente in uenzato dal sesso della persona che abbiamo davanti, dal suo metabolismo, storia passata, bf raggiunta in ipocalorica ecc. Non dimentichiamoci che uno stress eccessivo dato dall’ipocalorica può portare a un incremento eccessivo del cortisolo, che a sua volta determinerà in gran parte la vostra composizione corporea: meno ossidazione degli acidi grassi e aumentata gluconeogenesi, maggiore ritenzione idrica, minore pienezza muscolare, sensibilità insulinica peggiorata. Spesso alzare le kcal in queste situazioni di alto stress sico non farà altro che migliorare i parametri appena citati facendovi così perdere eventuale grasso o acqua ancora rimasti e donandovi sicuramente maggiore pienezza muscolare e pump in allenamento (minor stress e maggiore quantità disponibile di glicogeno). 49 fi  lo di alzare le kcal. Probabilmente la parte più interessante nella dieta normocalorica, la Bodyrecomposition è un processo che si basa sulla trasformazione del sico a livello di percentuali di massa magra e massa grassa, ovvero lasciando invariato il peso ma avendo un equilibrio tra i due parametri sopra citati completamente diverso da prima (quindi in favore della massa magra). Andiamo ora ad analizzare sul piano pratico Come, Perché e Quando sfruttare questo processo. COME Inizio con lo sfatare un mito molto comune: il grasso NON si trasforma in massa muscolare o viceversa, sono due processi diversi, scatenati da stimoli diversi e per questo DEVONO essere assolutamente differenziati. Detto questo, parto col dire che fare una Bodyrecomp degna di nota non è un processo che si vede tutti i giorni; sia perché non è facile da programmare (è necessario un bravo preparatore con ottime conoscenze) sia perché non è neanche facile da seguire per il soggetto in questione. Ciclizzazione sensata e ponderata dei carboidrati con giorni di scarica e altri di ricarica, grande focus sull’allenamento con i pesi e sulla tecnica ad esso collegata (sono pignolo, lo so) ed eventualmente sedute di cardio aggiuntive lasciano intuire che non si tratta di un processo veloce né semplice. Ma naturalmente, analizzando in maniera oggettiva come funzionano davvero la siologia e il corpo umano, si hanno tutte le carte in regola per attuarlo. fi 50 fi  BODY RECOMPOSITION • Abbassare per quanto possibile i carboidrati, mantenendo il peso e senza avere cali importanti di prestazione, e alzare allo stesso tempo la quota di grassi, così da riservarli per un bulk futuro come principale fonte di kcal oppure per migliorare la sensibilità insulinica prima di un periodo di de nizione per non doverli abbassare troppo dopo. • Prestare importanza alla ciclizzazione dei carboidrati in concomitanza con l’allenamento. Sebbene la quota calorica sia lo strumento principale per i cambiamenti di peso, ciclizzare le kcal in un contesto di bodyrecomp adattandole all’allenamento ha un suo perché ed è un’ottima tattica per velocizzare questo processo. • Giorni di scarica e ricarica. Con i miei clienti mi piace adottare (come spesso anche in ipocalorica) giorni di scarica in cui le kcal si abbassano, in concomitanza con allenamenti ad alto volume (quindi allenamenti più lunghi, con più serie e, volendo, ripetizioni), seguiti da giorni di riposo (generalmente 1-2) in cui le kcal si alzano, prevalentemente da carboidrati, per le scorte di glicogeno muscolare svuotate nei giorni prima con carboidrati bassi e allenamenti ad alto volume. Ovviamente le ricariche sono tali SE programmate prima e “seguite” come una dieta (quindi ovviamente fondamentale calcolare quanti grammi di carboidrati, grassi e proteine assumere sia nei giorni di scarica sia in quelli di ricarica); generalmente ha senso tenere in scarica i carboidrati (e alle volte se necessario grassi) e grassi e proteine più alti, mentre in ricarica utilizzare prevalentemente carboidrati come fonti caloriche, assumendo meno grassi e proteine. 51 fi  Perciò il “come” diventa una serie di consigli pratici da tenere in mente: • Impegnarsi al massimo in allenamento. Se è al 90% delle volte vero che la massa magra si costruisce solo con un surplus calorico, è altrettanto vero che è possibile in determinati contesti (ad esempio novizi) costruirla anche in normo/ipocalorica, ma a patto di ALLENARSI BENE. MA COSA VUOL DIRE? Lo de nirei con “Cercare di Muoversi Bene Sotto Carico” e adottare uno stile di allenamento adatto a noi (fra poco nalmente lo affronteremo, pazientate ancora un po’!), che ci permetta di progredire nel tempo con i carichi e con la connessione mente-muscolo, progredendo linearmente nel tempo. Capite i gesti tecnici, entrate in connessione con il muscolo target per “svegliarlo” al meglio, aumentate la forza e sicuramente non avrete mai periodi di “stallo” dai vostri risultati. fi 52 fi  Un ottimo esempio può essere, in scarica, tenere quote di carboidrati da circa 50 a 150/200 gr di carboidrati (ovviamente valori molto soggettivi), proteine a 2.2-2.5 gr/ kg di massa magra e grassi da 0.5 a 1.5 gr/kg corporeo. Mentre in ricarica si dovrà tenere un apporto di grassi basso (circa 0.5/0.3 gr kg corporeo), così come l’apporto proteico non dovrà andare oltre 1 gr/kg corporeo con la restante quota calorica in carboidrati. Arrivare in scarica a un peso basso e al quasi completo esaurimento delle riserve di glicogeno del corpo servirà per avere un ottimo effetto “rebound” quando andrete a ricaricare (più sarete svuotati di glicogeno, maggiormente potrete mangiare carboidrati in ricarica e maggiori effetti positivi ci saranno successivamente a questo “gioco” calorico. Normale quindi nei giorni di scarica vedersi anche più vuoti muscolarmente, meno pieni e meno densi, per poi ottimizzare e invertire la condizione con l’aumento dei carboidrati. • Cardio sì, ma non troppo. In questa fase sconsiglio di usare in maniera eccessiva il cardio; stare attivi così come fare un numero adeguato di passi giornalieri (8/12.000) ha assolutamente senso, ma sessioni in nite di tapis solo per poter mangiare qualcosina in più sono molto poco sensate. Dare la priorità ai pesi, inserendo sessioni aggiuntive di cardio ad esempio negli ultimi giorni di scarica, se non si è completamente depurati dal glicogeno. • Ma per dimagrire davvero serve un de cit! Se in questa fase è possibile bruciare grasso anche perdendo diversi punti di Bodyfat, è altrettanto vero che non riuscirete mai a scendere sotto al vostro set point, a percentuali di grasso cui il vostro corpo non è abituato e in cui è sempre rimasto “poco” nella vostra vita. Perciò se può essere un’ottima idea per togliere qualche kg preso velocemente (quindi anche acqua) o da poco, abbassare un poco la bodyfat e mettere un minimo di massa muscolare, sicuramente sul lungo periodo sarà da valutare la possibilità di abbassare le kcal per poter arrivare a percentuali di grasso a cui non siete quasi mai arrivati o “in cui” non siete stati per la maggior parte della vostra vita. Non è sicuramente veloce scendere sotto al proprio Set Point, ma è tecnicamente facile SE state in ipocalorica e vi allenate con metodo e costanza. fi 53 fi  • NON guardare la bilancia. Visto che il peso rimarrà uguale o scenderà leggermente (almeno nei primi periodi), non date peso alla bilancia (anche se non dovrebbe essere fatto praticamente mai) e focalizzatevi sull’osservare come variano le vostre misure corporee davanti allo specchio. Come ho detto prima, non sempre la Bodyrecomp è un processo fattibile e che porta ai risultati sperati. Su un atleta professionista con massa grassa inferiore al 10/11% e una base muscolare già impostata, sicuramente rimanere in normocalorica non darà risultati impressionanti. Possono giovarne sicuramente di più due categorie eterogenee di persone: • NEOFITI. I ragazzi che non hanno esperienza nell’approccio con dieta e pesi, che presentano in partenza una composizione corporea non ottimale (quindi massa grassa elevata accompagnata da una muscolatura poco sviluppata) sono i primi soggetti su cui fare una Bodyrecomp è la Cosa Migliore. Tengo a sottolineare come la STRAGRANDE MAGGIORANZA di chi si allena (anche da anni) è in realtà ancora un neo ta; la vostra abilità si distingue dalla Tecnica, dal Controllo Motorio, dalla Forza e Capacità Neurali. Includiamo in questa categoria anche i cosiddetti “skinny-Fat”, ovvero quelli con una Percentuale non bassa di massa grassa, che rende poco intelligente e funzionale l’inizio di un periodo di costruzione muscolare con conseguente surplus calorico; ma con massa muscolare troppo bassa per potersi permettere di perderne ancora nel processo di dimagrimento (come ho detto prima, per quanto si possano impostare bene la dieta e l’allenamento un minimo di massa magra, soprattutto nel caso degli uomini, verrà persa). In queso caso dieta normocalorica, ciclizzazione delle kcal, cardio nei momenti giusti (come indicato sopra) e 54 fi  QUANDO • ATLETA CON MASSA GRASSA ELEVATA. Come avevo implicitamente affermato prima, non è dif cile abbassare la bf stando in normocalorica SE la bf raggiunta determina una % di grasso che avete raggiunto da poco o che soprattutto non avete quasi mai avuto così alta. Quindi ATTENZIONE, MI RACCOMANDO, notiamo che fare una bodyrecomp ha senso in particolar modo quando siamo abbastanza lontani dal nostro set point di grasso corporeo. Ad esempio, se la maggior parte dell’anno stiamo al 10% e sole due settimane intorno al 15/16%, dimagrire per perdere i primi kg di grasso sarà più veloce e facile perché, appunto, lontani dalla condizione “ideale” in cui il nostro corpo rimane la maggior parte dell’anno e in cui riesce a svolgere correttamente tutte le funzioni metaboliche. Più ci avvicineremo al nostro set point più dimagrire sarà dif cile e servirà abbassare molto di più le kcal e avere pazienza per vedere i risultati sperati. fi fi 55 fi  focus sull’allenamento coi pesi miglioreranno entrambi i parametri, dandovi una base migliore su cui poter fare un bulk (magari molto graduale e non troppo lungo, con dei periodi di minicut in mezzo così da non prendere altra massa grassa) o iniziare un periodo di dimagrimento in modo da de nirsi in modo ancora più evidente, lasciando a dopo una fase di costruzione muscolare che potrà sicuramente essere più lunga e fruttifera (a mio parere è spesso la cosa migliore; bisogna vincere la guerra non la battaglia!) I motivi nora elencati per cui varrebbe la pena di intraprendere una Bodyrecomp sono tanti, ma elencarne qualcuno in più oltre a quelli che ho trattato in precedenza con più super cialità può solo chiarirvi ulteriormente le cose. Restando nell’ambito di un neo ta, per avere la possibilità di imparare e conoscere al meglio come Allenarsi (“A” maiuscola, notare) veramente, prima di iniziare un qualunque percorso di Cut o Bulk in cui ci saranno variazioni di peso, sapersi allenare bene e avere già una base su come muoversi sotto i pesi sono presupposti fondamentali. Perciò, soprattutto se la condizione del soggetto denota una scarsa muscolatura e grasso corporeo medio-alto, sfruttiamo l’occasione ANCHE per poter migliorare le prestazioni in palestra, nché le kcal non sono basse (in ipocalorica se ci si allena male è facile perdere più massa muscolare) o più alte (in ipercalorica sicuramente avere un surplus calorico non sfruttato al meglio per la scarsa dimestichezza sotto i pesi vi farà mettere meno massa muscolare e più grasso corporeo; in altre parole, il surplus calorico verrà destinato principalmente al tessuto adiposo, non essendoci una forte richiesta per il recupero muscolare). E dopo avervi letteralmente sommerso di informazioni (chi mi odierà, chi mi ringrazierà per aver fatto il mio lavoro meticolosamente), posso dire che chiudo qui il capitolo sulla dieta. Alimentarsi è uno dei problemi maggiori del nostro secolo, in cui l’obesità e i problemi legati a un’alimentazione scorretta dilagano, e nonostante sentiamo sempre notizie fi fi fi 56 fi  PERCHÉ Come in ogni tematica che si affronti e da cui possa scaturire qualunque dibattito, è importante ricordare che per padroneggiare un argomento e per poterlo affrontare al meglio, è necessaria prima di tutto la più vasta conoscenza possibile dello stesso. Solo Sapendo e quindi Conoscendo come funziona il nostro corpo, da cosa e come sono regolate e scaturite le sue “scelte”, possiamo decidere come interpretarlo e “affrontarlo” in senso positivo, per ottenere un massimo giovamento sico e mentale. Perciò prima di agire occorre Sapere, prima di iniziare occorre Conoscere. Quando avete la conoscenza, avete le chiavi per affrontare il mondo in tutte le sue sfaccettature, decidendo in totale coscienza ed autonomia le scelte migliori per il vostro benessere, chiavi che spero di avervi donato facendovi divertire ma anche ri ettere, come un consiglio spassionato a un amico a cui auguriamo il meglio. Chi è pronto ora per scoprire come ci si allena? TI CONSIGLIO DI RILEGGERE TUTTA LA PARTE RELATIVA ALLA DIETA ALMENO 5 VOLTE. fl 57 fi  di presunte diete miracolose suggerite da guru della medicina che inventano nuovi metodi per vivere più a lungo e mangiare nel migliore dei modi, i problemi alla base rimangono. E nalmente, dopo tutta quest’attesa, siamo arrivati alla parte riguardante l’allenamento. Devo ammetterlo, di gran lunga la parte che a parer mio è più intrigante e interessante: l’allenamento ci permette di entrare veramente in sintonia con noi stessi e costruisce la nostra personale e intima visione dello sport in generale. Quella passione senza limiti per persone un po’ pazze e un po’ geniali che decidono di dedicarsi totalmente a qualcosa che apparentemente non avrà mai un obiettivo nale, ma sarà sempre in eri durante il vostro percorso. Un percorso di crescita personale e miglioramento che ci accompagna nella vita di tutti i giorni, ricordandoci quanto conoscere i nostri bisogni sia importante e che, come in ogni ambito della nostra vita, non arriveremo mai alla perfezione, ma nonostante ciò potremo sempre avvicinarci di un passo, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Riscoprendo noi stessi e apprezzandoci per i nostri pregi ma anche per i nostri difetti, con la stessa semplice e dirompente curiosità di un bambino. Fare uno sport individuale signi ca mettere sulle nostre uniche spalle successi e insuccessi, basandoci unicamente sulle nostre qualità per eccellere e tirando fuori il meglio dalle nostre possibilità e abilità. Bisogna tenere sempre in mente il nostro obiettivo nale, anche se quasi (e a volte, perché no, totalmente) irraggiungibile, ricordandoci di non guardare unicamente ai risultati sici che possiamo o meno raggiungere, ma di prestare attenzione soprattutto al Percorso. fi fi fi fi 58 fi fi  INTRODUZIONE ALL’ALLENAMENTO Gli obiettivi estetici sono la meta nale, ma cercate di godervi ogni giorno di allenamento come una continua s da con voi stessi, cercando di fare qualcosa di più ogni volta. Non guardate alla dieta come a una costrizione rigida, ma come una possibilità che ci viene data di fare un cammino introspettivo assieme al nostro corpo e di capire di cosa ha davvero bisogno per vivere bene e in salute. Proprio mentre scrivevo queste parole, ho ri ettuto sul fatto che la vera motivazione per cui ho scelto di scrivere questo ebook è quella di poter districare, a voi che leggete, l’enorme matassa di informazioni riguardo a come ci si debba davvero allenare. Ormai tantissime persone si allenano, è un settore che va di moda e tutti cercano di arricchirsi in qualche modo (chi dando consigli a destra e a manca, chi leggendo un libro e frequentando la palestra da un anno pensa di aver capito come ci si allena), ma così facendo la Quantità stravolge la Qualità e si vanno a perdere, tra lo tsunami di informazioni, quelle davvero importanti e realmente utili per progredire in maniera lineare e uniforme nel tempo. fl fi fi 59 fi  Spesso quando ci concentriamo sul voler raggiungere qualcosa a tutti i costi perdiamo il contatto con la realtà, non riuscendo più a distinguere la differenza fra determinazione e ossessione, andando a perdere tutte quelle piccole sfumature che rendono alla ne davvero Grande qualcosa e ci fanno capire che siamo in grado di raggiungere risultati concreti rispetto agli obiettivi che ci siamo posti. Come in quasi tuti gli ambiti della nostra vita, NON è in realtà complicato migliorare muscolarmente, NON è complicato migliorare la proprio composizione corporea, perdere grasso o diventare più forti. MA, diventa tutto più complicato (anche ai nostri occhi) quando ci focalizziamo a ricercare il “Mistico Segreto” nascosto in qualche metodo di allenamento innovativo: FARE LE COSE SEMPLICI IN MODO PERFETTO. Questo dovete fare. E solo così migliorerete. Prima di concentrarsi, come fa la maggior parte delle persone, su integrazione, tecniche di intensità, varianti stranissime e particolari degli esercizi, bisogna capire che, se anche il barattolo di proteine tutto colorato è go e lo stripping vi fa bruciare i bicipiti, si cresce in ben altre modalità, che ora andremo a conoscere per lo e per segno. Ritengo perciò doveroso, fatta questa premessa, darvi delle indicazioni generali che è necessario sapere prima di inoltrarci in argomenti più complicati che richiedono conoscenze di base. E soprattutto se pensate “ma io le so già queste cose”, continuate a leggere. fi 60 fi  ALLENAMENTO = SEMPLICITÀ Chi mi segue sui miei canali social avrà la nausea a forza di sentirmi ripetere questi concetti nelle storie e nei miei post, ma purtroppo la realtà dei fatti rimane questa, così come la mia opinione. La prima cosa che serve per migliorare sicamente (tralasciando la dieta e l’aiuto che può dare) è IMPARARE A MUOVERSI CORRETTAMENTE SOTTO CARICO. Cosa vuol dire questo? Sebbene sia una cosa che non va molto di moda e non sia per nulla facile da capire e accettare, nel 90% dei casi il primo motivo per cui non cresciamo muscolarmente è che non ci alleniamo bene. Questo a sua volta è strettamente correlato al fatto, appunto, di non muoversi bene sotto carico e di non porsi nella maniera corretta verso lo stesso, quindi senza schemi motori personalizzati e funzionali su noi stessi. Non mi sono spiegato bene? Vi faccio un esempio. Un calciatore passa ore e ore ad allenarsi per calciare al meglio una punizione, mentre per fare una panca piana l’utente medio passa poco tempo, nella maggior parte dei casi, a esercitarsi. Ma se il risultato della partita è in uenzato moltissimo da come il calciatore sa usare tra i piedi il pallone e come sa gestirlo, perché non deve essere così anche per l’allenamento con i pesi? Allenarsi bene non signi ca sapere come si fa il movi- fi fl 61 fi  IMPARARE TECNICA ED ATTIVAZIONE MUSCOLARE Entrare in sintonia con un movimento e soprattutto con un gruppo muscolare non è cosa facile. Come non lo è imparare a muoversi. Solo la tecnica intelligente e funzionale a noi stessi ripetuta giorno dopo giorno porta a sviluppare una coscienza attiva di quello che stiamo facendo e di come gestire gli impulsi esterni (in questo caso i pesi). C’è un legame indissolubile tra voi, i vostri movimenti, il vostro corpo e i pesi: quando riuscite a scioglierlo, sarete in un’area predisposta al miglioramento sico continuo. La cosa migliore da fare resta SEMPRE quella di af darsi a un preparatore serio che vi corregga, dal vivo o tramite video, l’esecuzione degli esercizi in maniera professionale ed ef ciente. Prima di ogni possibile scheda, se avete obiettivi anche un minimo ambiziosi di miglioramento e di progresso, scegliete sempre qualcuno che si focalizzi sul movimento, senza fornirvi la classica scheda (che data senza supporto non serve a NULLA). Mi rendo conto che questi concetti, agli occhi dei più, fi fi fi 62 fi  mento basilare che possiamo vedere ovunque online; vuol dire prima di tutto, passando ore e ore e ore a migliorare la tecnica provando e riprovando, memorizzare il movimento, renderlo quasi automatico, per poi cercare di “farlo proprio” adottando tutte le personalizzazioni possibili del caso. Per quanta cattiveria, grinta e determinazione possiate mettere sotto i pesi, imparare a gestirli in relazione al proprio corpo è quello che alla ne dei giochi conta di più e che decide la vostra composizione corporea (insieme a fattori come carico ed intensità, di cui parleremo dopo).  possano sembrare banali. MA NON LO SONO! Se per Conoscere cose nuove avete comprato questo ebook, vi invito a liberare completamente la vostra mente da pregiudizi e preconcetti e cercare di avere una concezione diversa dei pesi e del vostro approccio ad essi (e provare in sala pesi quello che dico, ovviamente; la teoria è nulla senza la pratica). Non potendo ovviamente conoscere ognuno di voi nei minimi dettagli penso sia fondamentale ricordare che ogni suggerimento che posso darvi DEVE essere un minimo generalizzato; se con i miei clienti lavoro MOLTISSIMO con i video delle esecuzioni, qui posso enunciare una sintesi di quelli che a parer mio sono i principali errori che incorrono nelle esecuzioni (e come correggerli ovviamente). 63 tersi in completa sicurezza sia per poter esprimere tutto il nostro potenziale di forza nel determinato distretto muscolare e determinato esercizio; ovvero tenere le scapole chiuse, le spalle indietro, il petto bene in fuori con lordosi lombare (classica curva lombare siologica); così facendo potrete essere in una linea di spinta e di forza ottimale per svolgere al meglio tutti gli esercizi fondamentali. Sebbene sia “breve” come argomento è estremamente importante; se avete questo avete la base per poter iniziare ad allenarvi bene. Mancata Mobilità Scapolare. Quanto può pesare sulla vostra crescita muscolare la postura? La scarsa mobilità delle scapole è un difetto posturale che la maggior parte degli individui ha per via della posizione che assume ogni giorno lavorando o studiando. La classica postura cifotica dovrebbe essere corretta per lasciare il posto a una lordosi più accentuata (e quindi minore probabilità di diversi problemi da essa derivanti, oltre che maggior potenziale per esprimere forza in allenamento). Mancata Tensione Continua. Purtroppo attualmente è davvero raro osservare persone che effettuano gli esercizi con Cognizione. Oltre al setup appena descritto, infatti, spesso non c’è neanche una coscienza basilare di come far attivare al massimo la vostra massa magra, ovvero “Tenerla in Tensione Continua” ogni ripetizione durante tutta la serie. Non perdere mai la cadenza dell’esercizio, che deve essere lenta e controllata, senza però perdere di vista l’esplosività e l’aggressività (fondamentale sotto coi pesi). L’obiettivo da ricercare a lungo termine è andare a crea64 fi  Setup di base non corretto, sia per met- Lockout Articolare. Se decidete di fare un “update tecnico” del vostro bagaglio di esperienze allenanti con il concetto della Tensione Continua, dovete tenere in conto assolutamente un punto a essa collegata, ovvero quello del Lockout Articolare; estendere completamente gambe e braccia negli esercizi, oltre a essere molto pericoloso e dannoso, comporta una perdita della tensione sul muscolo target a ogni ripetizione che facciamo e, talvolta, anche del Setup faticosamente imparato e messo in atto. BISOGNA MANTENERE UN “BINARIO CONTINUO” NEL MOVIMENTO, senza mai perdersi o perde- re tensione. Tutta la serie deve essere come un treno che viaggia alla stessa velocità, linea e cadenza su un binario. HO RESO L’IDEA? Gioco della Molla. Terzo fattore concatenato su come svolgere al meglio la fase nale delle negativa e la prima fase della parte positiva, ovvero pensare a tutta la fase negativa di un esercizio paragonandola al movimento di una molla, che man mano che viene compressa (ovvero man mano che la negativa continua) il movimento della molla rallenta (così come dovrebbe succedere nella negativa, rallentare man mano che si scende) no ad arrivare al massimo allungamento, ovvero la fase na- fi fi fi fl 65 fi  re un movimento continuo, uido, bello da vedere e se vogliamo quasi “leggiadro”, che è in grado di manifestare esternamente una sensazione di leggerezza e massimo controllo mentre l’intensità del carico che sta sopportando il soggetto è ai massimi livelli. Come si dice, “i Maestri fanno sempre sembrare facili le cose più dif cili.”  le della negativa. INCISO: Positiva e Negativa sono le fasi di una ripetizione: positiva quella in cui accorciamo il muscolo e negativa quella in cui lo allunghiamo. Quando arriviamo al massimo allungamento in basso, dobbiamo, tenendo il setup STABILE, rilasciare metaforicamente la molla, che avrà un movimento sicuramente esplosivo e di potenza. Perciò: AFFIDATEVI A UN PREPARATORE COMPETENTE! Date le precedenti premesse per quanto riguarda la tecnica, se ne evince che è FONDAMENTALE avere qualcuno che, almeno nei primi mesi, dia un occhio alle tue esecuzioni, ti corregga e ti indichi il modo migliore per affrontare con lucidità i sovraccarichi. 66 Personalmente con i miei ragazzi con cui lavoro online mi trovo MOLTO bene a lavorare, oltre che con sedute dal vivo, facendomi mandare i video di allenamento. Video che richiedono una certa abilità per essere corretti, in quanto non è assolutamente facile spiegare determinate cose solo per messaggio o note vocali; perciò un’esperienza da preparatore online passa ANCHE da questo. Ma ovviamente, quando e qualora ci sia la possibilità, fare sedute dal vivo è certamente un valore aggiunto, sia per la rapidità di risposta e correzione sia per la maggiore facilità di avere una visione di insieme. Sebbene questo non sia un libro di opinioni personali, tendo sempre a sconsigliare di farsi seguire da qualcuno solo e unicamente per il suo sponsor o le sue doti di atleta. Un ottimo atleta non è detto debba essere a sua volta un bravo preparatore, ANZI. Giudicate i risultati dei suoi clienti e il suo approccio a dieta e allenamento. fi fi 67 fi  Da qui nasce l’esigenza (che non mi stancherò mai di ricordare) di af darsi a un preparatore o personal trainer che NE SAPPIA (passatemi il termine) e conosca perfettamente il modo migliore di allenarsi per ognuno di voi. Ma che soprattutto focalizzi il vostro lavoro sul Muoversi sotto ai pesi piuttosto che elaborare una scheda molto complessa (o, al contrario, troppo semplice) che da sola non signi ca NULLA senza un background di conoscenze. Come vedremo fra poco, non è tanto la scheda in sé o la programmazione al dettaglio che conta per atleti neo ti, quanto imparare ad allenarsi BENE, con carichi adeguati e un controllo degli stessi perfetto (o almeno ci si prova). CARICO INTERNO, CARICO ESTERNO Arrivati a questo punto, penso sia molto importante fare un distinguo tra Carico Interno e Carico Esterno: due concetti mai ragionati dalla maggior parte delle persone che frequenta la sala pesi, ma che in realtà sono (come tutti gli altri punti) di vitale importanza per capire al meglio il signi cato di “attivazione muscolare”. Se prima ho spiegato COME va perseguito un determinato gesto atletico in vista di una performance ottimale, ora cercherò di spiegarvi come NON va affrontato un qualunque esercizio. Ovvero, senza focalizzarci sulla qualità del movimento in sé di ogni ripetizione (sia nella negativa che nella positiva) ma semplicemente sullo spostamento di un determinato carico da un punto di massimo allungamento A a un punto di massimo accorciamento B. Come si svolge ogni ripetizione non è, come ho spiegato, una cosa così super ciale come può sembrare a chi è novizio, ma anzi è esattamente quel fattore che permette la crescita muscolare, quella tensione meccanica che vi farà crescere e aumentare la forza, il “Carico Interno”. Arriviamo quindi alla spiegazione nale, per cui notiamo che il Carico Esterno è semplicemente il valore numerico del carico che stiamo usando (che si tratti di manubri, bilancieri, macchine) mentre il Carico Interno è il valore inteso come tensione meccanica di come affrontiamo il Carico Esterno e di come lo “indirizziamo” verso il nostro muscolo per generare appunto più tensione possibile. fi fi 68 fi  NOZIONI BASE Zero uidità di movimento, zero tensione continua e “gioco della molla” assente, denotano nel 60% dei casi almeno un carico troppo elevato per le nostre attuali capacità muscolari. Riuscire a spostare il carico in modo asettico ed errato dal punto A al punto B, usando altri muscoli senza connettersi bene con quello target, possono farlo tutti, mentre richiamare all’attenzione e utilizzare quasi unicamente il muscolo target non è cosa affatto banale. 69 fl  Un classico esempio è il ragazzino di 17 anni che spesso e volentieri non ha ancora la completa cognizione di come dovrebbe fare e utilizza carichi per lui ingestibili facendo una pessima esecuzione, che anche l’occhio meno esperto ha un’impressione di mancato controllo motorio e muscolare e una tensione muscolare inesistente. Dopo i primi punti posso dire che una minima base da cui partire per allenarsi la avete (almeno teorica); una volta assimilate e messe a punto queste informazioni, possiamo passare ad un aspetto più pratico, ricordando che se esiste un altro fattore importante quanto la tecnica, è il carico che utilizziamo. Più che parlare di intensità, mi voglio concentrare ora sul vero rapporto tra sviluppo della Forza e Ipertro a Muscolare. Sebbene per molti sia infatti cosa nota, mi sembra doveroso parlarne per provare a colmare le domande che sento: “Se divento forte divento grosso?” “Se mi alleno senza aumentare i carichi aumento comunque di massa magra?” Innanzitutto cos’è l’ipertro a? È un evento, alla base della crescita muscolare, che prevede l’aumento di volume delle cellule che compongono il tessuto muscolare. Come probabilmente la maggioranza di voi saprà, una frase che si sente spesso è “l’ipertro a è glia di parecchi stimoli”. Verissimo. Ma quali stimoli? Quando se ne prova a parlare o provate a chiederlo a un amico che viene in palestra con voi, vi dirà che per non stallare di peso o forza bisogna cambiare periodicamente esercizi, frequenza allenante, range di ripetizioni ecc. E poi c’è chi forse vi dirà che bisogna fare “periodi di forza e altri di ipertro a”. Tutte le nostre ipotetiche risposte date nora risultano fondamentalmente errate e proverò a spiegarvi perché. fi fi fi fi fi 70 fi  RAPPORTO TRA FORZA E IPERTROFIA Il vero modo per non avere mai stalli muscolari e per poter migliorare sempre gradualmente è, almeno nei primi anni di allenamento, il Progressive Overload, ovvero l’incremento progressivo dei carichi, che dovrà essere costante, appunto progressivo nel tempo e che dovrà avvenire solo se tecnicamente siamo in grado di soddisfare gli altri requisiti riportati. Aumentare il carico costantemente nel tempo signi ca migliorare di ri esso l’attivazione muscolare, il controllo del carico, l’esplosività sotto lo stesso, il proprio setup e di conseguenza LA PARTE MIOFIBRILLARE del muscolo, che non tarderà sicuramente ad arrivare quando vi sarete concentrati su tutti questi parametri (forza in primis appunto). La Forza propriamente detta non si periodizza, né si fa in alcuni momenti dell’anno. La Forza si mantiene e migliora tutto l’anno, inserendo sempre nel proprio allenamento esercizi mirati con un range di ripetizioni appropriato per lavorarla. fi fi 71 fl  Innanzitutto, dobbiamo tenere a mente che il nostro corpo non riconosce in nessun modo che esercizio stiamo facendo, che suddivisione abbiamo nella settimana dei giorni di allenamento, che numero di ripetizioni stiamo facendo. In ogni sforzo muscolare che facciamo (diciamo quindi “ripetizione”) il nostro corpo, in base a quanta intensità ci stiamo mettendo (ovvero in base a quanta fatica facciamo), rileva uno stress a livello delle bre del tessuto muscolare; stress che, se supportato adeguatamente vi porterà alla crescita. TUTTO CHIARO? Perciò, sebbene gli obiettivi possano essere diversi e spesso si debba fare una differenziazione tra uomo e donna, mantenere nel proprio allenamenti esercizi più “pesanti” con un range di ripetizioni medio-basso è molto, molto importante. Se è in linea teorica vero che l’Ipertro a si può stimolare anche a ripetizioni alte (basterebbe il Cedimento) si deve dire che: - LAVORARE AD ALTE REPS e raggiungere il cedimento è molto complicato per chi non ha un ottimo background in sala pesi e sa “adattarsi” e rendere un carico leggero esternamente pesante internamente! - LAVORARE A BASSE REPS oltre a stimolare maggiormente la Forza aiuta anche a sviluppare capacità Neurali, una componente Mio brillare maggiore (spiegata prima) e ci dona un “Look Muscolare” più denso, “duro” e Tonico (giusto per intenderci). Arrivati n qui, occorre però fare una adeguata precisa- fi fi fi fi fi fi 72 fi  ATTENZIONE: questo non signi ca che l’Ipertro a e la Forza non vadano gestiti nei Mesocicli e nella Programmazione di Allenamento annuale, ma semplicemente che sono strettamente correlati e pensare a un miglioramento (almeno a Medio-Lungo termine) senza “mantenere” uno di questi fattori non ha assolutamente senso. Quando facciamo Ipertro a non dovremmo dunque adottare solo un range di reps alto senza badare minimamente alla forza perché “forza era un mese fa, ora faccio ipertro a”. Serve Equilibrio. Ma in questo caso bisogna parlare più di Powerlifting; innanzitutto, a meno di non essere geneticamente molto fortunati (sia dal punto di vista della crescita che delle inserzioni/ventri muscolari), è impensabile voler crescere in modo simmetrico e in toto facendo solo quei tre esercizi e lavorando con un range di ripetizioni troppo basso (da 1 a 4 solitamente, non me ne vogliano i puristi del PL). Se parliamo di come sfruttare la forza e l’aumento dei carichi con obiettivi prettamente ipertro ci, occorre lavorare sì con un range di ripetizioni abbastanza basse ( 6 o anche 4 volendo), ma principalmente aumentando i carichi in un range che va dalle 4 alle 8 ripetizioni, in ogni esercizio biomeccanicamente corretto. Perciò ricapitolando, la crescita muscolare non è un segreto, ma una serie di continui stimoli Anabolici e Catabolici dati principalmente dalla dieta e da come strutturiamo il nostro allenamento. Se volete aumentare il volume del petto possono esserci mille modalità diverse che potete leggere anche altrove e non solo qui, ma certamente quella a lungo termine più ef cace è aumentare i carichi nel range delle 6/8 reps in esercizi biomeccanicamente adatti a noi. Molti soggetti con le leve lunghe possono, ad esempio, riscontrare problemi ad attivare i quadricipiti nello squat; è necessario lavorare solo con quello perché è un fondamentale? NO. fi 73 fi  zione. Quando si parla di forza in ambito di Bodybuilding, infatti, si pensa subito a Panca, Stacco e Squat con serie alte e ripetizioni molto basse. Sviluppare la forza nel range sopra indicato vi farà crescere a livello muscolare principalmente negli esercizi che “sentite” vostri, in cui riuscite maggiormente ad attivarvi. Entrando più nello speci co, in ambito maschile possiamo dire che indistintamente cercare di aumentare il più possibile i carichi in ipercalorica (quando abbiamo più energie e possiamo spingere per bene) e mantenere il più possibile i carichi in ipocalorica cercando di non abbassarli è la soluzione migliore per migliorare e mantenere rispettivamente la massa magra, nonché un sistema nervoso centrale (SNC) attivo e ricettivo agli stimoli esterni e un metabolismo più attivo. IN CONCLUSIONE, Non esiste il Powerbuilding (come molti chiamano adesso l’allenarsi in maniera pesante con un ne ultimo estetico), ma solamente il Bodybuilding fatto in maniera corretta. Lavori di programmazione che sfruttano maggiormente Squat, Panca e Stacco per un ne Ipertro co non devono dipendere da un Metodo e non sono propriamente “Powerbuilding” rispetto a programmazioni in cui sono inseriti molto meno. fi fi fi 74 fi  Meglio lavorare con lo stesso volume e range di ripetizioni e serie ad esempio in una Pressa 45, che se fatta bene ci darà molti più feedback positivi sul muscolo target (quadricipiti in questo caso), oppure adottare varianti (ad esempio front squat o Squat high bar con rialzo sui talloni) uniti a esercizi per la mobilità di Anca, Bacino, Caviglia (spiegati più in basso). MA SEMPRE FORTI DOBBIAMO DIVENTARE. 75 fi  Per aumentare la vostra Massa Muscolare, in conclusione, dovrete diventar forti. - Con gli esercizi giusti, SÌ. - Con una programmazione di Bodybuilding, SÌ. - Con un range di Ripetizioni personalizzato, ROM e TUT modi cati, SÌ. Arriviamo quindi ad un altro importante bivio a cui molti si fermano senza sapere come continuare (e spesso e volentieri sbagliando strada). I 3 BIG (stacco, panca e squat) sono davvero fondamentali in un programma di allenamento? La risposta è NO. “Ma come no? Senza squat le gambe non crescono!” “Costruire una schiena senza stacco? Impossibile!” Sebbene non sia un grandissimo fan di Squat, Stacco e Panca, è innanzitutto importante precisare che questi esercizi (come però anche altri allo stesso modo) possono avere una buona utilità per alcuni soggetti con le leve adeguate per poter apprendere movimenti complessi, dare un certo tipo di impulsi nervosi al corpo, imparare a gestire carichi importanti e a muoversi sotto carico (indipendentemente dall’ipertro a che possono o meno generare). Ma quando si ha già una minima base sia muscolare che di tecnica, penso sia necessario iniziare ad affrontare esercizi più mirati per le nostre capacità, senza voler tralasciare del tutto i fondamentali ma solo inserendoli in un contesto del tipo “mi mancano glutei e muscoli paravertebrali?” Se la risposta è sì, si può allora pensare di inserire lo stacco da terra e/o lo Squat in quanto attivano principalmente quelle zone; ma la nostra schiena diventerà impressiva solo con i muscoli paravertebrali? Ovviamente no, anzi presenterebbe molte asimmetrie a livello estetico. 76 fi  I FONDAMENTALI SONO FONDAMENTALI ? Se parliamo di persone senza ni agonistici oppure di masse muscolari importanti, troviamo due facce della medaglia. Se da un lato, per motivi posturali e di prevenzione di alcune malattie come l’osteoporosi trovano senso (per i muscoli sollecitati), dall’altra parte se non abbiamo davanti un soggetto con esigenze di questo tipo trovo non necessario insegnare movimenti così complessi. Per migliorare i glutei, ad esempio, può bastare un qualsiasi altro esercizio cucito su di noi alla perfezione (Hip Thrust? Affondi?) Perché passato un periodo iniziale dico di no? Sicuramente esistono soggetti che, per doti e qualità genetiche allenano quasi solo le 3 alzate e presentano un sico armonioso; ma per la maggior parte delle persone è necessario un allenamento maggiormente strutturato e pensato (SE il nostro obiettivo ultimo è l’ipertro a), senza puntare unicamente sulle 3 alzate ma, come abbiamo visto qui sopra, su esercizi che ci donano un’armonia e simmetria muscolare in toto. fi 77 fi fi  Perciò mi servono assolutamente esercizi come Lat Machine e Rematore per dare focus al gran dorsale (muscolo principale e più impressivo della schiena). Arrivati no a qui, spero abbiate già iniziato a mettervi in discussione, ad aprire la vostra mente a un approccio diverso, più “sensibile” con i pesi, a mettere in discussione le vostre idee, confutare le vostre teorie e ragionare su altre, magari proprio quelle esposte qui. Come vi è stato chiesto di farlo nora, vi chiedo a maggior ragione di farlo ora con un concetto tanto scontato quanto attuale: l’intensità in allenamento. “Se pensate di allenarvi in maniera veramente intensa, o fate parte dello 0,1% di persone che lo fanno o dovete mettervi in discussione”, mi disse una volta un mio vecchio coach. Aveva assolutamente ragione. Una delle cose che ho notato nella mia seppur umile esperienza è che il 90% delle persone, dopo qualche mese di palestra, si sentono già arrivate, pensano di allenarsi in modo intenso e di saper svolgere gli esercizi nel miglior modo possibile; ma, soprattutto nei primi periodi, non è quasi mai così. Perché dico questo? Per smorzare il vostro entusiasmo? ASSOLUTAMENTE NO. Ma per ricordarvi che la fatica, il sudore e la voglia che mettiamo in qualunque ambito della nostra vita possono sempre crescere. Perciò perché non sfruttare ogni occasione per migliorare? In allenamento, l’intensità si può intendere in due modi principali: intensità intesa come la fatica che percepiamo nell’allenarci, intensità intesa come la percentuale del carico che stiamo usando. fi 78 fi  IMPARARE L’INTENSITÀ  INCISO: la percentuale di carico, RM, è una percentuale che ci fa capire che carico stiamo utilizzando in un determinato momento e con quale intensità faremo le ripetizioni segnate. Se ad esempio abbiamo un massimale di Panca Piana, ovvero il massimo carico che possiamo spostare, di 100 kg, sarà il 100%. Mentre un carico tra il 75% e l’80% sempre di panca piana corrisponderà appunto a circa 75-80 kg della stessa, con cui saremo in grado di fare, a seconda dell’intensità che ci mettiamo, circa 5-8 ripetizioni. Se l’intensità intesa come RM non cambia nel tempo in quanto legata a percentuali sul nostro massimale (la matematica non è un opinione), ciò che può invece certamente cambiare è il nostro Massimale e l’intensità intesa come fatica nel tempo. Quando iniziamo ad allenarci, ogni peso che tocchiamo ci sembra pesante e ovviamente non abbiamo la percezione di quanta fatica possiamo davvero mettere in ogni ripetizione e in ogni serie, di cosa voglia dire ”morire” sotto ai pesi, sia per la poca esperienza sia per la poca reattività che il nostro sistema nervoso centrale ha rispetto a tale stimolo. Ma, allenamento dopo allenamento, è necessario spingerci sempre oltre i nostri limiti, cercando di spremerci sempre di più rispetto alla volta precedente, sia (quando possibile) aumentando i carichi sia avvicinandoci sempre di più alla concezione del “cedimento muscolare”, quello vero che quasi nessuno riesce a raggiungere. INCISO DUE: quando svolgiamo un esercizio possia79 Per cedimento tecnico intendiamo arrivare a nire l’ultima ripetizione della serie con un’intensità tale per cui non potremmo fare un’altra ripetizione con la stessa tecnica precedentemente usata; per buffer invece intendiamo nire la serie avendo ancora un numero inde nito di ripetizioni che potevamo fare prima di arrivare a cedimento tecnico. Visto che le informazioni per questo ebook sono rivolte principalmente a principianti e novizi intermedi, mi sento di consigliare di andare SEMPRE a cedimento tecnico, in ogni serie. Cosa che in realtà in molti sconsigliano. “Pazzo, facendo così ti sovralleni!” Quindi perché lo consiglio? Come ho detto prima, la nostra percezione di intensità (fatica) è per mancanza di esperienza nei primi mesi di allenamento piuttosto “bassa” o comunque relativa, perciò ipotizziamo due individui diversi (A, atleta avanzato e B, atleta novizio) che svolgono una panca piana: sicuramente una serie in buffer per l’atleta A, avanzato e con ottime capacità di reclutamento, corrisponderà a una serie a cedimento tecnico per l’atleta B, neo ta e con scarsa attivazione muscolare e del sistema nervoso. Vediamo quindi che la percezione di intensità è sempre relativa e va sempre correlata alle capacità del soggetto che abbiamo davanti! Dire a un neo ta di andare in buffer corrisponde praticamente a non farlo allenare, perché per lui un reale buf- fi fi fi fi fi 80 fi  mo svolgerlo in buffer o a cedimento tecnico (o muscolare, ma arrivarci è estremamente dif cile e non verrà considerato).  fer corrisponde a un cedimento tecnico elevato (non avendo concezione reale di intensità). CONTESTUALIZZIAMO questa ultima frase: è ovvio che è tutto altamente soggettivo, alcune persone sono dotate e riescono ad acquisire particolari abilità già dopo poco tempo; ma, pensateci bene… quante persone conoscete (voi stessi in primis magari) che nei primi 1 o 2 anni di allenamento si sono sovra-allenate gravemente e avevano il sistema nervoso centrale a pezzi? Spesso non si conosce neanche la sensazione di fatica dello stesso SNC, e questo (per fare un esempio) dice tutto. NON SIGNIFICA NEANCHE che non abbia senso una programmazione alle spalle e che si debba quindi tirare tutte le serie e tutti gli allenamenti alla morte; semplicemente NON SI HA la percezione di Buffer o cedimento, e quindi (in questo stesso periodo in cui dovresti presumibilmente imparare la tecnica corretta) non ha alcun senso basarci su % o altri fattori potenzialmente inutili e che ci confondono troppo. 81 Dopo esserci tolti anche il fardello “intensità”, mai facile da digerire e comprendere appieno, occorre iniziare a fare valutazioni anche sul Volume da tenere in allenamento nei primi anni di palestra. Innanzitutto, proviamo a chiarire cos’è il Volume. Nel bodybuilding il volume di allenamento è un parametro di lavoro (come l’intensità intesa come RM) che si ha facendo un semplice calcolo: serie per ripetizioni. Per controllare e valutare l’allenamento, quindi, bisogna tenere sotto controllo sia il volume (ovvero il calcolo del lavoro) sia l’intensità, che determina o è determinata dal volume stesso. Se ora ci dovessimo basare solo su dati scienti ci, dovremmo pensare che il miglior parametro da prendere in considerazione per una crescita lineare e continua sia il volume; quindi dovremmo pensare che, per crescere, la cosa più importante sia macinare serie su serie, facendo molti allenamenti a settimana e molto lunghi adattando di conseguenza l’intensità (che dovrà essere per forza di cose ridotta). Ma in realtà non è proprio così (o almeno la maggior parte delle volte). Come prima cosa voglio dire che ha poco senso (a parer mio) appellarsi e seguire ciecamente i risultati di alcuni studi scienti ci; non perché la scienza non sia esatta o le mie supposizioni “funzionano su di me perciò sono vere”, ma semplicemente perché gli studi scienti ci che si basano sul Bodybuilding presentano risultati nali che sono determinati da una varietà troppo alta di persone per poter dare un risultato unico ed oggettivo. fi fi fi 82 fi  VOLUME APPROPRIATO? Ognuno di noi è diverso, ha un’attivazione muscolare diversa, una reattività del sistema nervoso centrale diversa e così è sicuramente stato per coloro che hanno partecipato allo studio e ne hanno determinato i risultati. Risultati che, provenendo da fonti troppo diverse fra loro, non sono del tutto attendibili. Appurato questo, non voglio assolutamente dire che il volume non sia importante per crescere e non sia legato alla crescita muscolare, ANZI, è un parametro fondamentale! Ma voglio farvi ragionare sul fatto che forse non è come si pensa il “deus ex machina” per la costruzione di forza e di massa muscolare; o almeno, non in tutti i casi. Se parliamo di Neo ti, che non sanno ancora attivarsi, svolgere tecnicamente gli esercizi o esprimere nel modo giusto intensità senza dubbio fare allenamenti più voluminosi e più frequenti è molto sensato: il volume alto andrà a compensare attivazione e intensità ancora acerbe. Ma mano mano che ci alleniamo anno dopo anno, la cosa migliore da fare sarebbe andare ad abbassare il volume totale dell’allenamento, creando così anche un minore danno metabolico (ovvero la serie di fattori di stress derivanti da allenamenti troppo voluminosi) e un minore danno muscolare, avendo nello stesso tempo aumentato e migliorato gli altri parametri (o almeno avremmo dovuto 83 fi  CHI erano i soggetti posti sotto studio? CHE requisiti avevano per essere reclutati? COME si allenavano? COME si muovevano sotto carico? A CHE TIPO di stress motorio e muscolare era abituato il loro sistema nervoso centrale? Personalmente, mi piace far adottare ai miei clienti tipologie di approccio diverse tra di loro, in base anche alla caratteristiche siche e metaboliche. In ambito maschile, come appena accennato, cerco sempre di ridimensionare il volume di allenamento (anche se ovviamente tenendo conto dei parametri sopra riportati), migliorando il più possibile l’esecuzione degli esercizi e cambiando anche approccio mentale; questa cosa ci porta ad andare in palestra e far valere al 110% ogni singola serie e ripetizione che facciamo, come se fosse l’ultima. Perciò ridimensionare il volume ha due miglioramenti indiretti: 1) Spingerci a migliorare la tecnica: avendo meno serie ed esercizi, per allenarci bene dobbiamo per forza fare quelle poche tecnicamente al meglio possibile; 2) Spingerci ad aumentare l’intensità; avendo meno serie ed esercizi, per sentirci allenati dobbiamo fare quelle poche con la massima intensità possibile, dando tutto quello che abbiamo. Quality Over Quantity. 84 fi  farlo). Tutti i ragazzi e le ragazze che seguo e, in generale, chi mi conosce professionalmente e sa come lavoro sa sicuramente il mio pensiero riguardo a riempire l’allenamento di tecniche di intensità: nel 90% dei casi inutili. Se parliamo di principianti, quando arrivano da me sicuramente il mio obiettivo principale è quello di migliorare la loro tecnica, n da subito, insegnando loro a muoversi sotto carico, avere il giusto setup, con il ne di aumentare il più possibile i carichi migliorando nel mentre le esecuzioni. Inutile buttare troppa carne sul fuoco facendo fare loro cose complicate, meglio imparare a fare bene quelle semplici. Se parliamo di VERI atleti avanzati, invece, essi sono sicuramente capaci di muoversi al meglio sotto carico e di sapere gestire sempre al meglio quest’ultimo, e ovviamente anche di allenarsi al 100% con anche un semplice 3x8 (nel caso contrario NON sono avanzati). MA, c’è un “ma”. In alcuni casi di principianti, in particolare ragazze (ma alle volte anche ragazzi) che fanno fatica ad attivare un gruppo, possono servire: perché? SE non riusciamo ad attivare un gruppo, è logico anche pensare che non sappiamo esattamente cosa “sentire” quando lo alleniamo; e fare determinati esercizi (solo determinati!), con tecniche di intensità precise e modulate nel modo giusto, può aiutarci molto a capire cosa realmente dobbiamo sentire, a sviluppare una coscienza di connessione mente-muscolo che nel 99,9% dei casi è determinante nel nostro risultato estetico nale. Tra le tante, personalmente trovo ef cace particolarmen- fi fi fi 85 fi  TECNICHE DI INTENSITÀ: SÌ O NO?  te una Rest Pause, forse l’unica tecnica che evita (o perlomeno limita) un possibile Cheating nell’esecuzione (spostando quindi così il focus su altri muscoli acccessori, che inevitabilmente usiamo nelle tecniche in quanto incapaci di concentrarci sul muscolo target). 86 Una volta che avrete letto tutte queste pagine e sarete arrivati no a qui, vi starete chiedendo perché non evitare di ri ettere su tutti questi fattori quando il vostro amico/a è tirato, ha carichi alti ma si allena e si alimenta male. Questa è Genetica. Uomo o Donna che sia, ognuno di noi, come in ogni ambito della vita, è fortemente in uenzato dalla sua genetica personale. E nello sport questo è molto evidente: alcuni di noi sono più longilinei e portati per sport di resistenza, altri per sport di pura forza. Ma penso che la prima cosa per “aggirare”, per quanto possibile, i nostri limiti naturali sia prendere atto che ci sono. Ognuno di noi è diverso, a ciascuno servono tempi, sforzi e “ragionamenti” diversi per poter arrivare al massimo delle proprie capacità. Ci sarà sempre qualcuno più bravo o più portato di noi per qualcosa, ma è quello che facciamo e soprattutto COME lo facciamo a fare la differenza, nel lungo periodo, tra quale dei due soggetti sarà vincente e quale perdente. Io stesso sono sempre stato un classico “Hardgainer”, ma ora sono al peso di 106 kg per 186 cm in preparazione per le gare autunnali e mi sono tolto qualche soddisfazione (seppur il mio sico abbia lacune genetiche che mai potrò colmare del tutto). Penso che i miei miglioramenti nel tempo non ci sarebbero stati senza una FERMA VOLONTÀ di ricercare sempre cose nuove, approcci diversi anche da persone con apparentemente meno esperienza, senza essere assolutista ma prendendo il meglio da tutti. E lo stesso vale per il mio lavoro attuale, che (come per ogni altro) richie- fl fi fi 87 fl  GENETICA E PUNTI CARENTI  de grande costanza, curiosità e voglia di mettersi in discussione e in gioco continuamente. Ciò che notiamo come genetica “scarsa” nel Bodybuilding sono la mancanza di masse muscolari importanti, la scarsa capacità a costruirle o leve lunghe che ci impediscono di dare una forma “piena” ed impressiva al muscolo. Da questo sorge sempre la fatidica domanda: “Come migliorare i punti carenti?” Ovviamente la questione non è facile né può essere completamente esaustiva, ma come ogni volta proverò a essere più semplice ed esauriente possibile. Innanzitutto, se è vero che possono esserci soggetti che nascono dotati ed altri no, è anche vero che Migliorare costantemente nel tempo è qualcosa che TUTTI possono ottenere; anche il soggetto con la peggior genetica del mondo, se si allena e alimenta bene, avrà miglioramenti sicuri e, sul lungo periodo, degni di nota. Quindi se non vi crescono di un cm le gambe non è colpa del fatto che avete i femori lunghi, ma che sicuramente non vi allenate e/o non mangiate bene abbastanza da costringere il vostro corpo a crescere. Il modo migliore per migliorare un punto carente non è ricercare la tecnica di allenamento diversa, mangiare kcal in aggiunta quando alleniamo quel gruppo muscolare o altre strategie particolari, ma semplicemente imparare ad ATTIVARCI, a personalizzare e rendere funzionale al 100% ogni cm di ogni ripetizione, controllando la fase negativa, la fase positiva e il “momento di stacco” tra le due fasi (ad esempio passando da un allungamento nella fase negativa a un accorciamento nella positiva). 88  Maggiore Frequenza allenante nella settimana, esercizi diversi, Mobilità maggiore e Postura ottimale. Nel migliorare un punto carente l’alimentazione conta molto meno di quello che generalmente si pensa, tralasciando il discorso dell’allenamento, che spesso si crede di fare bene (cosa che in realtà è vera solo in parte, visto che non cresciamo). Ovviamente c’è chi, allenandosi e alimentandosi come noi, avendo i nostri carichi e la nostra intensità in allenamento, migliorerà sempre più velocemente di noi. Ma questo NON deve importarci (o almeno non in ambito amatoriale): se il Bodybuilding&Fitness vi porta ad avere uno stile di vita a esso consono, dovete accettare che il viaggio che farete sarà soltanto VOSTRO e per forza di cose diverso da quello di ogni altra persona. Focalizzatevi a vedere i VOSTRI possibili risultati nel medio o lungo periodo, e quelli di nessun altro. 89 Dalla mia diretta esperienza (e vedendo, anche tramite il mio lavoro, com’è l’approccio comune), nei primi mesi e anni di palestra, tra i ragazzi che hanno n da subito obiettivi importanti, si instaura l’idea di dover fare tutto in grande stile (ovviamente per migliorare prima, no?) Perciò, benvenuti allenamenti lunghissimi e ultra voluminosi senza senso, tecnica completamente errata, diete con proteine altissime, grassi e carboidrati in quantità non consone all’obiettivo. Chi mi conosce, e i ragazzi che seguo possono testimoniare, sa che tendo sempre a essere molto “free” sulle cose che non fanno la differenza e sono solo un contorno, e non disdegno del tutto approcci alla “magna e spingi” se sempre contestualizzati e impostati in maniera corretta. MA, sebbene ci siano fattori che possiamo prendere più alla “leggera”, come non contare qualche grammo in più o in meno di riso o di pollo, d’altra parte ci sono fattori sui cui personalmente non transigo (e su cui nessuno dovrebbero transigere), ovvero: 1) Avere costanza seguendo per un periodo medio-lungo di tempo il programma di dieta e allenamento: nessuno farà le cose per voi, e prima le fate e le seguite prima avrete risultati; essere scostanti (soprattutto nei primi periodi) non aiuta sicuramente a raggiungere i vostri obiettivi; 2) Impostare n da subito una tecnica e un’intensità corrette in allenamento; sebbene entrambi questi fattori si imparino maggiormente con il tempo passato in palestra, DARE una base di partenza da parte del fi 90 fi  QUALITÀ > QUANTITÀ Sebbene impostare con assoluta precisione tutto quanto sia il modo migliore per raggiungere velocemente i nostri obiettivi, lo è ancora di più focalizzarci su allenarsi intensamente. Se dovete farvi paranoie sul fatto che “potevate fare di più”, fatevele su quante ripetizioni potevate fare in più nell’allenamento di oggi piuttosto che sui 20 gr di riso basmati in più o in meno. In questa disciplina penso sia necessario ragionare sul lungo termine per poter de nire in maniera precisa quanto vogliamo impegnarci e che tipo di programma vogliamo svolgere. Perciò non abbiate paura di informarvi, ma soprattutto non abbiate paura di Provare, e riprovare, e riprovare, ogni esercizio, ogni serie, cercando ogni volta di eseguirlo in maniera migliore. Più avanti, tratteremo in modo speci co come dovrebbe essere instaurato un allenamento per ogni tipologia di sico maschile, ricordando sempre come il fare meno ma in modo migliore sia la base per progredire nel tempo. fi 91 fi  fi Coach/Personal Trainer è fondamentale per potersi migliorare nel tempo. Ovvero: nei primi anni di allenamento farsi meno problemi su dieta ed integrazione (le proteine più costose non vi faranno crescere di più) e dedicarsi maggiormente all’intensità e alla tecnica in allenamento. Dopo aver portato una maggioranza di consigli tecnici, prima di passare a vedere nello speci co come impostare un ipotetico allenamento al femminile e al maschile, vi chiedo ancora pazienza per potermi soffermare un altro poco su qualche concetto utile per avere la giusta chiave di lettura di tutti gli altri punti nora riportati: AVERE SEMPRE LA MENTE APERTA. Come ogni altro lavoro, ogni altra passione e ogni altro argomento, i concetti, le idee, le visioni maturano (si spera in meglio) nel tempo, perciò è fondamentale tenersi sempre aggiornati, sperimentare, non avere paura di provare approcci diversi e non soffermarsi ai meri preconcetti che ci possono essere su qualunque visione diversa dalla nostra. In ogni lavoro il segreto sta nel cercare di cogliere tutte le possibili sfumature in ogni singola cosa, ascoltare i pareri di tutti, soffermarci a ri ettere e ricavare il NOSTRO pensiero con il meglio delle informazioni raccolte. Perciò esiste un nuovo tipo di allenamento? Se potete, almeno una volta, provatelo! Un nuovo approccio alla dieta? Vale la pena di tentare. BASTA RICORDARSI QUESTO: bisogna fare le cose semplici in modo perfetto per avere risultati Eccellenti. fi fi 92 fl  METTERSI SEMPRE IN DISCUSSIONE Nei parametri sopra riportati ho spiegato l’importanza di migliorare ed evolvere il proprio bagaglio tecnico nel tempo, portando la nostra massa muscolare, i nostri carichi e la nostra massa grassa a livelli sempre più “elitari”. Ma per fare ciò, oltre a un incremento sico delle prestazioni, serve sicuramente anche un diverso adattamento mentale. Se vogliamo migliorare in qualcosa dobbiamo cercare di spingerci sempre un poco oltre le nostre precedenti convinzioni e possibilità, e ciò prima di essere supportato a livello sico passa dalla nostra testa, da quanto siamo disposti a Dare per qualcosa, per migliorare giorno dopo giorno. Parametri come intensità in allenamento, tecnica, grinta sotto ai pesi, voglia di riuscire a chiudere quell’ultima ripetizione tanto faticosa passano direttamente da quello che la nostra testa ci dice che possiamo e non possiamo fare (le “carte in regola” di cui ho parlato ad inizio libro). fi 93 fi  OLTRE LA COMFORT ZONE Una volta organizzata la dieta, è giunto il momento di passare al vero fulcro dei vostri futuri miglioramenti in palestra: l’allenamento. Rimanendo in ambito maschile, mi sento di dire che l’allenamento è sicuramente il parametro che va tenuto più sott’occhio durante il nostro periodo di programmazione, in qualunque fase della dieta ci troviamo (ipo, normo o ipercalorica). In ipercalorica dobbiamo sicuramente concentrarci sul migliorare i carichi e l’attivazione (soprattutto nei muscoli carenti). Possiamo tuttavia permetterci di “spingere” di più per la quantità maggiore di kcal, dando sempre un occhio al volume in relazione all’intensità che ci mettiamo ma permettendoci ogni tanto (ad esempio consiglio nella serie nale più pesante di ogni esercizio o in una serie extra aggiuntiva oltre a quelle segnate) di fare una serie lasciando un leggero spazio al cheating in funzione di stimolare bre muscolari diverse. Ovviamente anche il cheating dovrà essere “controllato” af nché sia funzionale al 100%. In normocalorica dobbiamo concentrarci a migliorare la qualità e la densità muscolare (senza aspettarci grossi aumenti di volume o di sarcoplasma, dovuti principalmente a un’alimentazione ipercalorica), provando ad aumentare i carichi per quanto possibile e iniziando già ad abbassare un poco il volume lasciando spazio all’intensità. Ciò per prepararci a un periodo con kcal e carboidrati più alti per avere un effetto “rebound” positivo a livello fi fi 94 fi  ALLENAMENTO UOMO In ipocalorica dobbiamo invece dare molto più focus sull’allenamento, programmando molto attentamente il nostro mesociclo allenante in modo da dosare bene volume e intensità per poter conservare più massa magra possibile e togliere più massa grassa possibile. La parola d’ordine è mantenere la tecnica migliore possibile in ogni ripetizione di ogni esercizio; ciò per stimolare al meglio la massa magra (che dobbiamo a tutti i costi cercare di non perdere, insieme ai carichi negli esercizi) e per ottimizzare il più possibile la relazione tra carico esterno e carico interno (ovvero cercare di usare un carico che ci permetta di colpire il più possibile un muscolo, usando una tecnica perfetta con la migliore attivazione possibile). Sicuramente stando attenti a non abbassare troppo i carichi allenanti (un minimo è siologico, ma se li abbassiamo più del 10% bisogna intervenire nel modi care la dieta e il volume allenante). Quello che consiglio principalmente in un allenamento maschile è migliorare, di mese in mese, l’intensità allenante abbassando di conseguenza il volume, cercando di sviluppare una propriocezione migliore in tutti i gruppi muscolari indistintamente, sia Lower che Upper Body. fi 95 fi  di prestazioni e pienezza muscolare alzando di conseguenza anche il volume allenante. Oppure per prepararci a un periodo di dieta ipocalorica in cui come vedremo ora sarà fondamentale tenere un volume più basso (per evitare di svuotarci troppo muscolarmente e/o usare glicogeno prezioso per un volume di allenamento che non riusciamo a gestire per le kcal basse) e tenere un’intensità più alta possibile, cercando di ottimizzare al meglio quello che facciamo.  Dopo una carrellata di informazioni generali, penso sia giunto ora il momento di vedere insieme come ottimizzare una programmazione lineare di 12 settimane, programmata su scala mensile per poter fare un upgrade a livello tecnico e muscolare. Tengo a precisare che, nonostante questa programmazione sia molto precisa ed accurata, sarà FONDAMENTALE valutare anche la tecnica negli allenamenti per poter ottimizzare al massimo quello che stiamo facendo. Come dico sempre infatti è fondamentale avere un BRAVO coach/preparatore che ci aiuti ad interpretare le schede di allenamento, facendoci fare in maniera Eccellente quello che stiamo facendo, dando il massimo dell’attenzione a come ci muoviamo sotto carico e come relazioniamo il nostro corpo e il successivo setup che avremo in base al carico e all’esercizio. In queste schede non troverete sicuramente esercizi o tecniche strane, ma un approccio quasi “basic” focalizzato su un aumento ponderale anche dell’attivazione e connessione mente-muscolo, senza i quali ogni esercizio che faremo sarà carta straccia. La tecnica è TUTTO, e determina in maniera preponderante la nostra massa muscolare e la qualità della stessa. Ricordo di aver ben chiari i punti iniziali dell’allenamento spiegati sopra prima di cominciare la scheda, visto che ora possiamo iniziare a creare un programma di 12 settimane per un ipotetico ragazzo/uomo che ha come obiettivo anche il miglioramento della massa magra e della forza. 96 ACQUISIZIONE DEI GESTI ATLETICI E VOLUME MEDIO-ALTO In questo mese iniziamo a forgiare l’atleta in questione, usando inizialmente un volume medio-alto per prendere con denza con i gesti tecnici e iniziando a imparare COSA e COME dobbiamo “sentire” (attivare) determinati distretti muscolari. • Imparare ex novo la tecnica di tutti gli esercizi e il giusto setup da tenere negli stessi: come dico sempre, Spalle depresse, scapole addotte e petto in fuori in ogni esercizio (nella positiva). • Focus su isometrie e negative/positive controllate e scandite in maniera precisa. • Tenere un volume appropriato che ci consenta di toccare più volte nella settimana tutti i muscoli per imparare meglio a riconoscerli ed attivarli. • 5 Serie e ripetizioni tra 8 e 12 • 4 allenamenti a settimana SUDDIVISIONE 4 allenamenti settimanali - FULLBODY - FULLBODY - PULL / PUSH - LEGS 97 fi  MESE PRIMO  A: FULLBODY - SPINTE CON MANUBRI PANCA PIANA / PANCA PIANA CON BILANCIERE - REMATORE CON MANUBRIO UNILATERALE (IN APPOGGIO SU RASTRELLIERA, BUSTO A 90 GRADI, NEGATIVA DI 4”) - PRESSA 45 PIEDI LARGHEZZA MEDIA (FOCUS SU SPINGERE CON IL TALLONE) ISO 2” ALLUNGAMENTO - PULLOVER MANUBRIO NEGATIVA 4” B:FULLBODY - SPINTE PANCA INCLINATA 30 GRADI (NEGATIVA DI 3”) - REMATORE UNILATERALE MANUBRIO - BOX SQUAT ISO 3” ALLUNGAMENTO (FERMO IN BASSO) - MILITARY PRESS ISO 1” ALLUNGAMENTO - AFFONDI BULGARI NEGATIVA 4” - ALZATE LAT SEDUTO UNILATERALI 98  C: PULL / PUSH - TRAZIONI PRESA SUPINA ISO 2” CONTRAZIONE JS DIP PARALLELE (ISO 2” ALLUNGAMENTO) - REMATORE BIL / DOPPIO CON MANUBRI (BACINO CONTRO AL MURO, BUSTO A 90 GRADI) NEGATIVA 4” JS FLOOR PRESS - REMATORE UNILAT MANUBRIO ISO 1” CONTRAZIONE JS ALZATE LAT SEDUTA PANCA 75 GRADI (CONTRAI AL MAX IL DELT LAT, MANUBRI SOTTO I 90 GRADI) - CURL MANUBRI PANCA 45 JS FLESSIONI PRESA STRETTA D: GAMBE - LEG CURL / LEG CURL CON MANUBRIO (COME GIORNO) JS STACCHI GST - SQUAT RIALZO SU TALLONI (FOCUS SU ALLUNGAMENTO QUADRICIPITI) - PRESSA 45 UNILAT / HYPEREXT NEGATIVA 5” - AFFONDI BULGARI ISO 2” (FOCUS SU ALLUNGAMENTO QUADRICIPITI) 99  - POLPACCI 5x100 100 MIGLIORAMENTO DELLA PROPRIOCEZIONE E VOLUME MEDIO Iniziando questo secondo mese dobbiamo avere già una minima impostazione tecnica di base (per gli esercizi utilizzati nel mese 1) e dobbiamo aver avuto un miglioramento dell’attivazione muscolare (in particolare nei gruppi più “facili” da reclutare come spalle, braccia, gambe). Dobbiamo aver avuto un miglioramento dei carichi generali (in tutti gli esercizi) ed esserci allenati con un volume giusto (né troppo alto da non recuperare, né troppo basso da non riuscire a spremerci bene). In questo secondo mese gli obiettivi saranno: - migliorare ancora di più l’attivazione nei gruppi in cui il setup si perde più facilmente e i muscoli target sono più dif cili da reclutare (petto e dorso in primis); - abbassare un poco il volume, in particolare per i muscoli più “facili” generalmente da reclutare (per fare un esempio, io lo calerò in generale, ovviamente dovrete poi essere voi a personalizzare tutto!); - Migliorare i carichi per i gruppi più ostici da attivare (petto e dorso in primis); - 4 allenamenti a settimana; - 4 serie da 6-10 ripetizioni. 101 fi  MESE SECONDO  SUDDIVISIONE - Fullbody - Push - Pull - Legs A: FULLBODY - SPINTE CON MANUBRI PANCA PIANA / PANCA PIANA CON BILANCIERE - REMATORE CON MANUBRIO UNILATERALE (IN APPOGGIO SU RASTRELLIERA, BUSTO A 90 GRADI, NEGATIVA DI 4”) - PRESSA 45 PIEDI LARGHEZZA MEDIA (FOCUS A SPINGERE CON IL TALLONE) ISO 2” ALLUNGAMENTO - PULLOVER MANUBRIO NEGATIVA 4” - ALZATE LAT SEDUTA PANCA 75 GRADI (CONTRAI AL MAX IL DELT LAT, MANUBRI SOTTO I 90 GRADI) 102  B: PUSH UPPER - SPINTE PANCA INCLINATA 30 GRADI (NEGATIVA DI 3”) - DIP PARALLELE (ISO 2” ALLUNGAMENTO) - MILITARY PRESS ISO 1” ALLUNGAMENTO - ALZATE LAT SEDUTO UNILATERALI - FRENCH PRESS BIL EZ C: PULL UPPER - TRAZIONI PRESA SUPINA ISO 2” CONTRAZIONE - REMATORE BIL / DOPPIO CON MANUBRI (BACINO CONTRO AL MURO, BUSTO A 90 GRADI) NEGATIVA 4” - REMATORE UNILAT MANUBRIO ISO 1” CONTRAZIONE - CURL MANUBRI PANCA 45 JS SPIDER CURL (SUPINO PANCA 45) ISO 4” CONTRAZIONE D: GAMBE - LEG CURL / LEG CURL CON MANUBRIO (COME GIORNO) JS STACCHI GST 103  - SQUAT RIALZO SU TALLONI (FOCUS SU ALLUNGAMENTO QUADRICIPITI) - PRESSA 45 UNILAT / HYPEREXT NEGATIVA 5” - AFFONDI BULGARI ISO 2” (FOCUS ALLUNGAMENTO QUADRICIPITI - POLPACCI 5X100 104 SU MIGLIORAMENTO DELLA GESTIONE DELL’INTENSITÀ, INTENSITÀ ALTA E VOLUME BASSO Nel mese precedente, dando per scontato che dall’inizio del primo mese abbiamo svolto correttamente il programma (che ovviamente si può leggermente riadattare per le esigenze di ognuno) e abbiamo curato e migliorato maniacalmente la tecnica, dovremmo essere riusciti a migliorare il nostro setup imparando come muoverci negli esercizi per i gruppi muscolari più grandi e “ostici” (vedi petto e dorso). Sicuramente dovremmo aver alzato anche i carichi e dovremmo essere riusciti ad attivarci e allenarci in maniera migliore rispetto al mese 1, seppur il minor volume e frequenza, anche nei gruppi per ora “messi da parte” e trattati con minor volume e frequenza, come Braccia, Spalle, Gambe. In questo terzo mese gli obiettivi saranno: - Aumentare la nostra intensità, intesa sia come percepita (quindi imparare a capire quando siamo al limite o quanto possiamo ancora dare; questo parametro migliora con il tempo, dif cilmente un vostro cedimento attuale sarà uguale, come intensità percepita, a un vostro cedimento fra 5 anni di allenamento) sia intesa come allenante (le serie indicate, come negli altri mesi, vanno portate a cedimento tecnico e con le stesse vanno usati sempre carichi alti e submassimali); 105 fi  MESE TERZO a dare tutto in poche serie allenanti, senza bisogno di ricorrere a un volume troppo alto. Allenarsi intensamente è anche molto più faticoso di fare tonnellate di volume a ogni allenamento, perciò anche la vostra soglia della fatica sarà messa a dura prova; - 4 allenamenti a settimana; - Tre allenamenti in monofrequenza più un quarto allenamento per i gruppi più carenti e che attiviamo con maggior dif coltà. Visto che ovviamente questo allenamento dovrà essere estremamente soggettivo, farò un esempio di allenamento per un individuo con leve lunghe, con spalle avanti, con scarsa mobilità scapolare che attiva più dif cilmente Gambe e Petto. NB: ricordo ancora che TUTTE le serie segnate vanno portate a cedimento tecnico; come negli altri mesi di allenamento, con la differenza che ora la percezione del cedimento sarà decisamente maggiore. SUDDIVISIONE A: Dorso-Bic - PULLEY (allunga bene il dorso nella negativa e poi le scapole, per poi riprendere il setup corretto nella positiva chiudendo il più possibile le scapole) - LAT MACHINE PRONA / TRAZIONI (iso 2” contrazione) fi 106 fi  - Aumentare a gestire l’intensità, quindi imparare  - REMATORE MANUBRIO (in appoggio su rastrelliera) iso 1” contrazione - CURL PANCA 45 (negativa lenta e controllata + iso 2” massimo allungamento, braccio completamente esteso) - CURL ALTERNATO MANUBRIO (iso 1” contrazione negativa lenta e controllata, ben aperto e gomiti in avanti e che rimangono attaccati per tutto il movimento) B: Petto-Tricipiti - FLESSIONI PRESA MEDIA (negativa lenta e controllata iso 2” massimo allungamento) - SPINTE MANUBRI PANCA 30 (iso 2” allungamento) - DIP PARALLELE (iso 2” allungamento) / PANCA STRETTA - PULLOVER MANUBRIO (iso 2” allungamento) - FRENCH PRESS (negativa lenta e controllata) C: GAMBE - STACCHI GST (negativa 4”) - SQUAT CON RIALZO SU TALLONI (positiva e negativa lente e controllate, enfasi sul vasto laterale in contrazione) 107 GLUTES HAM RAISE - PRESSA 45 / AFFONDI INDIETRO ISO 2” ALLUNGAMENTO (movimento continuo e niente pause o lockout articolare in alto) uido, - AFFONDI BULGARI ISO 2” ALLUNGAMENTO D: PETTO-SPALLE - CROCI CON MANUBRI 30 (iso 2” massimo allungamento + negativa di 4”) - SPINTE MANUBRI PANCA 30 (iso 2” allungamento) - LENTO AVANTI MANUBRI - DIP PARALLELE (iso 2” massimo allungamento, gomiti larghi, inclinato in avanti) - ALZATE LATERALI SEDUTO UNILATERALI PANCA 75 108 fl  - LEG CURL / LEG CURL CON MANUBRIO / Lascio a voi, dopo tutte queste pagine, il compito di IMPARARE correttamente tutti i punti da me segnati, per imparare in maniera corretta ad attivarvi e a muovervi sotto carico, imparando cos’è davvero l’Intensità e come si interpreta, per poter valutare attentamente e scegliere con cognizione di causa il giusto volume per crescere. Aumentare i carichi nel tempo (Progressive Overload) e migliorare al contempo la Tecnica e l’intensità, signi ca scegliere la strada migliore per migliorare nel tempo. fi 109 fi  Come ripetuto più e più volte, questo è solo UN ESEMPIO di programma per un ipotetico sico, che andrà sicuramente riadattato in base alle esigenze del soggetto.  SEZIONE BONUS In questa nuova versione di “Un Allenamento che so di non Sapere” 2.0 ho deciso di includere ex novo anche alcuni fattori che possono risultare davvero fondamentali nel vostro percorso, approfondendoli e guardandoli da un punto di vista più Tecnico e Approfondito. NON FERMARTI ALLA SUPERFICIE! SII CURIOSO E AVIDO DI NUOVE INFORMAZIONI! 110 (PARTE BONUS) Per parlare di PROGRAMMAZIONE, sarà necessario dividere questo Macro-Argomento in “PROGRESSIONE “ e “VARIAZIONE”. Se parliamo di “PROGRESSIONE” dovremo parlare di “Progressive Overload” (aumento del carico e delle prestazioni, aumento del carico esterno) e di “Progressive Overfeeling” , come lo de nisco io (aumento della percezione di quel carico, aumento del carico interno). Se parliamo di “VARIAZIONE” dovremo invece parlare di come gestire l’allenamento su Scala Annuale, tramite Micro e Meso-Cicli di allenamento: ovvero di come organizzare tutti gli stimoli nei vari mesi: stimoli intesi soprattutto come Volume, Intensità (percepita e di carico), Frequenza di allenamento. Tutti questi concetti sono essenziali per poter impostare una crescita a lungo termine ef cace e funzionale al vostro obiettivo, qualunque sia! “Ma Nico, io non ho ambizioni agonistiche, mi serve comunque sapere queste cose?” SÌ. ASSOLUTAMENTE. Se iniziamo il nostro percorso pensando già che “non vogliamo questi grandi risultati”, non ne otterremo nessuno. Dobbiamo VISUALIZZARE quello che serve per mi- fi 111 fi  PROGRAMMAZIONE E per fare questo, dobbiamo dare il 100%, ogni allenamento, ogni serie, ogni ripetizione. Cambiare la vostra composizione Corporea è un processo lungo e complicato e sarà estremamente importante partire n da subito con la Mentalità adeguata. E. SOPRATTUTTO, CON LE INFORMAZIONI GIUSTE! Beh, le cose da dire sono tante, perciò… partiamo! 112 fi  gliorare, dobbiamo VOLERLO ogni secondo di allenamento, dobbiamo andare ad allenarci con in mente dove vogliamo arrivare e convinti che ci arriveremo. Ho già parlato a lungo nei capitoli precedenti della differenza fra carico interno ed esterno, ma ci tengo a ribadirla per bene in questo capitolo. Parlerò quindi di PROGRAMMAZIONE, in quanto sono parti integranti del processo di crescita e miglioramento della composizione corporea a Lungo termine! Partiamo con lo spiegare il “Progressive Overload”, ovvero la Progressione del Carico Esterno. Parte integrante del processo di crescita, il Carico che utilizziamo nei vari esercizi (ovviamente con una tecnica appropriata, ergo una buona – meglio ottima – Attivazione Muscolare) determina concretamente e in maniera netta le nostre prestazioni e quindi anche la nostra Ipertro a, Massa Grassa e quindi la nostra COMPOSI113 fi  PROGRESSIONE “Ma il carico è solo un mezzo, no?” In linea teorica (e in parte anche pratica) sì, è solo un mezzo; uno dei tanti per ottenere e generare IPERTROFIA, e con essa tutti i numerosi e conseguenti processi di adattamento metabolici e ormonali (che portano non solo all’Ipertro a stessa, ma anche a un miglioramento generale ella Composizione Corporea). Abbiamo però anche visto (nel capitolo dedicato al legame tra “Forza ed Ipertro a”) come sia un mezzo NECESSARIO e IMPRESCINDIBILE per migliorare a lungo termine. “Ma perché è così importante?” Maggior forza signi ca Maggior Capacità Neurale; Maggior Capacità Neurale si traduce in Maggior Connessione Mente-Muscolo, che a sua volta si traduce in IPERTROFIA. Tutti fattori che si traducono in una miglior gestione del carico esterno (e quindi anche interno: capito il gioco?), che grazie all’aumento della forza a sua volta aumenterà! IL NOSTRO CORPO È TUTTO ASSOLUTAMENTE COLLEGATO! Aumentiamo i kg sulla panca? Ci sarà una ripercussione sui nostri tendini e legamenti; sui nostri muscoli, che si dovranno adattare (se riusciremo a tradurre in “Interno” questo Carico “Esterno”); ci sarà una ripercussione sui nostri muscoli accessori (che fi fi 114 fi  ZIONE CORPOREA in toto! E NON SOLO… Ci sarà poi anche una ripercussione a livello postulare: manteniamo la stessa curva lombare? La Aumentiamo per supportare il carico? La diminuiamo? La cifosi con carichi sub-massimali può ampli carsi o rimarrà uguale? Insomma, notiamo come OGNI MINIMO CAMBIAMENTO ha un impatto globale sul nostro sico e, quindi sulla nostra Composizione Corporea. fi 115 fi  inizialmente interverranno di più), che a loro volta riceveranno uno stimolo più o meno importante. Oltre a controllare il Carico utilizzato (ergo le nostre prestazioni) dovremo avere sotto ancora più stretto controllo il parametro (più ef mero, ma in realtà più importante se parliamo di risultati estetici) dell’ATTIVAZIONE MUSCOLARE. SE il rapporto tra Carico utilizzato e Percezione dello stesso in relazione al muscolo target NON AUMENTA di pari passo, parlare di Overload, Volume ed Intensità sarà totalmente vano e inutile. Sarà quindi necessario, oltre a un aumento del carico e delle altre variabili che valuteremo tra poco, parlare di 116 fi  PROGRESSIVE OVERFEELING Si parla quindi spesso di “PROGRESSIVE OVERLOAD”, ma ci si scorda spesso del “PROGRESSIVE OVERFEELING” (come amo chiamarlo io), ovvero la stessa progressione a livello percettivo del carico: ma facciamo un esempio! Poniamo di partire in una programmazione con un determinato Carico Esterno (100 kg di Panca Piana). Arriviamo al secondo mese magari con lo stesso carico, ma la PERCEZIONE dello stesso è cambiata: - Abbiamo imparato a gestire meglio il Setup Scapolare (quindi a tenere le spalle più basse e il petto bene in fuori, limitando molto il lavoro delle spalle e braccia) aumentando il lavoro del muscolo target, ovvero il Pettorale! - Abbiamo imparato a controllare il carico in un certo modo, senza rimbalzare sul Torace, controllando con precisione la negativa e la positiva, creando un “binario di lavoro” unico, senza punti morti o in cui si va a perdere quasi completamente la tensione muscolare accumulata! SE abbiamo migliorato (o creato, se non li avevamo mai impostati prima) questi presupposti, STIAMO MIGLIORANDO, STIAMO GENERANDO IPERTROFIA! Anche se il carico utilizzato è rimasto lo stesso. Tengo in ne a ricordare che SE I CARICHI AUMENTANO senza questi presupposti indicati sopra, NON STIAMO MIGLIORANDO. 117 fi  una PROGRESSIONE a livello percettivo, quindi di “come sentiamo lavorare il muscolo target”. “OGNI SERIE DI ALLENAMENTO FUNZIONA MEGLIO CON 10 KG IN PIÙ” è una massima che andrebbe sempre ricordata, ma SE E SOLO SE quei 10 kg sono accompagnati da una uguale o migliore Connessione Mente-Muscolo! AVREMO QUINDI LA MASSIMA IPERTROFIA quando riusciremo nel tempo ad aumentare SIA i carichi SIA la percezione degli stessi (Carico Esterno e Carico interno, precedentemente spiegati!). QUESTA è una progressione intelligente, che non si basa solo su numeri e %, ma anche sul nostro “Sentire” in Sala Pesi: essenziale, visto che la prestazione per noi è, lo ripeto, un mezzo e non un ne. 118 fi  Quando parliamo di Composizione Corporea, i risultati sono strettamente legati alle prestazioni che, sebbene siano nel Bodybuilding un mezzo, rimangono ESSENZIALI PER CHIUNQUE, PER AVERE UN MIGLIORAMENTO costante e a Lungo Termine. Ho parlato nei capitoli precedenti di Volume e Intensità in maniera “ideale”, ma ci tengo a sottolineare e a riprendere un discorso molto importante. La chiave di tutto (dopo aver assimilato Tecnica, aver imparato ad Attivarci in maniera adeguata in palestra e aver compreso il duplice concetto di “PROGRESSIONE”) sta nel PERIODIZZARE il nostro ALLENAMENTO, ergo VARIARE gli stimoli nei mesi e nelle settimane. Sappiamo bene che l’ipertro a, PER CONCRETIZZARSI, richiede un ADATTAMENTO, che viene dal Recupero (in particolare è corretto parlare di “SUPERCOMPENSAZIONE”); ma, a sua volta, richiede un “Non-Adattamento” allo stimolo allenante, che dovrà variare nel corso dei mesi e delle settimane. RIASSUMO: per generare ipertro a, dobbiamo ottenere un ADATTAMENTO, che deriverà a sua volta da una fi 119 fi  VARIAZIONE Dopo questo fondamentale chiarimento (repetita iuvant) vi esorto a rileggere ancora una volta il concetto di Volume e Intensità, in modo da poter comprendere appieno tutti i prossimi concetti che leggerete. Se consideriamo le cose da un punto di vista siologico (quindi minima spesa e massima resa), capiamo che un allenamento ad Alta Intensità sia il migliore (con poco volume, frequenza non troppo alta ma massima intensità, Tecnica Perfetta e controllo sopraf no del nostro corpo in relazione al carico). Ma, sebbene utilizzare un Alto Volume non sia la scelta migliore a lungo termine, per rendere Ef caci e Funzionali al massimo questi approcci HIT (High Intensity Training), NON POSSIAMO pensare di farli, costantemente, per tutto l’anno. UN ESEMPIO? Se siete imprenditori o aspiranti tali e state studiando corsi relativi a questo, saprete benissimo che uno dei punti ssi che bisogna imparare n da subito è DIVERSIFICARE i guadagni, le entrate, per avere alla ne un patrimonio orido e in continua crescita. LA STESSA COSA VALE PER LA CRESCITA MUSCOLARE! Bisogna variare e diversi care gli stimoli in sala pesi per ottenere i massimi risultati possibili e arrivare a tutti i nostri obiettivi estetici. Per questo motivo, il VOLUME e l’ INTENSITÀ (percepita, ma soprattutto come % del carico che utilizzia- fi fi fi fi fi fl 120 fi fi  Supercompensazione; e quest’ultima a sua volta dovrà derivare da una “variazione di stimoli”, che è una delle basi della PROGRAMMAZIONE. Aspetta, aspetta…ti sto confondendo? RIASSUMIAMO. COSA VOGLIO DIRE? Per imparare ad allenarci poco, con una massima intensità e carichi alti (che è in realtà la loso a di allenamento a cui dovremmo aspirare a lungo termine, come spiegato poco fa), dovremo per forza di cose passare precedentemente da un volume (quantità) di lavoro maggiore (volume alto per i principianti, come spiegato precedentemente), anche senza portare al massimo cedimento ogni serie in palestra. (Discorso del “VOLUME RELATIVO” spiegato nei primi capito del libro). Per sfruttare abbondantemente un Alto Volume, di conseguenza, sarà anche necessario fare periodi in cui lo abbassiamo notevolmente; e qui viene in nostro aiuto la capacità, sviluppata allenandoci con un volume maggiore. Il “quanto” è sempre estremamente soggettivo, ma lo scopo è quello di sopportare volumi di lavoro minori, ma con un’Intensità estremamente maggiore. RICORDATI PER SEMPRE QUESTE PAROLE: ogni tipo di lavoro che faremo funzionerà solo e soltanto se quello precedente è stato posto in maniera adeguata in relazione a quello successivo (attuale). fi 121 fi  mo) sono entrambi utili e vanno usati in sincronia, senza escludersi a vicenda in favore di uno, ipotetico e assoluto, che dovrebbe sostituire nettamente l’altro. La Funzionalità, tuttavia, non pregiudica la Capacità: se anche questo allenamento sarebbe idealmente il migliore per noi, dobbiamo prima capire se abbiamo le capacità di renderlo ef cace al 100%, in base alle nostre Capacità attuali. Non per forza, se è giusto per noi, sapremo anche sfruttarlo a dovere! Per imparare a morire sotto ogni serie, dovremo fare serie di questo tipo. Per imparare a sopportare volumi d lavoro maggiori, più alti, dovremo allenarci in questo modo, aumentandolo gradualmente no al limite del Recupero/eventuale Supercompensazione. TI RICORDO CHE troverai un ottimo esempio completo di PROGRAMMAZIONE anche nella parte nale relativa all’allenamento nel mio ebook. Ma facciamo un altro esempio lampante di “progressione” e “variazione”, che riguarda in questo caso me, Nicolò. Causa pandemia da Coronavirus (e relativa chiusura di palestre), non mi alleno dal 26 ottobre (oggi è esattamente il 27 novembre 2020). Ho comprato una palestra che inizierò a usare dalla prossima settimana probabilmente, o comunque entro il 10 dicembre. Dopo quasi 6 settimane di stop completo dai pesi, imposterò il mio allenamento (almeno per le prossime 8) in fi fl fi 122 fi  Quello che abbiamo fatto ieri, in uenza i nostri obiettivi e risultati Oggi e in parte anche Domani. SETTIMANE 1-3: VOLUME! - SUDDIVISIONE ALLENANTE: 4 allenamenti in Fullbody (allenando tutto il corpo), focus sui movimenti (riprenderò un po’ di esercizi basici, sicuramente Panca, Dip, Trazioni, Squat, Affondi, Lento avanti, Alzate laterali); - SERIE E RIPETIZIONI: dalle 20 alle 30 serie per gruppo muscolare (allenanti) a settimana; - DIETA: Normocalorica con grassi a circa 1 gr/kg, chos ciclizzati da un minimo di 200 a picchi di 350: ripartendo dopo settimane di stop sarà più dura per la maggior fame (data dall’aumento della Sintesi Proteica), ma così facendo potrò instaurare una Ricomposizione Corporea almeno no alla forma di prima. SETTIMANE 4-6: PIÙ FREQUENZA E PIÙ VOLUME! - SUDDIVISIONE ALLENANTE: 5 allenamenti in split (1 fullbody, 2 Upper e 2 Lower), focus sui movimenti, focus sugli stessi esercizi; - SERIE E RIPETIZIONI: dalle 15 alle 25 serie allenanti a settimana; - DIETA: Normocalorica con chos ssi tra 300 e 400gr, grassi a 1 gr/kg o poco più. fi 123 fi  questo modo: - SUDDIVISIONE ALLENANTE: 4 allenamenti, Upper in Monofrequenza, (1 giorno Push con Petto, Spalle e Tricipiti e uno Pull con Dorso e Bicipiti); i Carichi sono già aumentati, la consapevolezza e comprensione del carico esterno e interno; - SERIE E RIPETIZIONI: dalle 2 alle 6 serie allenanti a settimana, reps tra le 5 e le 8; - DIETA: ipercalorica con aumento graduale di caos e grassi. OVVIAMENTE SI POSSONO FARE MODIFICHE NEL PERCORSO, ma sempre mantenendo il senso e lo scheletro del precedente allenamento! COSA NE DEVO DEDURRE? Personalmente, mi alleno da diversi anni e ho sempre dato tantissimo Focus e Attenzione alla qualità del mio Allenamento; dopo aver appreso le basi di tutto, ora mi sto orientando su un allenamento ad alta intensità… che è quello che dovrebbero fare idealmente (quasi) tutti! Come avete visto, PREFERIRE UNA FILOSOFIA DI ALLENAMENTO (Alta Intensità in questo caso) NON SIGNIFICA abbandonare le altre, relegarle in uno stanzino oscuro e lasciarle lì, allenandoci sempre nello stesso modo. Signi ca altresì usare un Alto Volume e alta frequenza (come in questo caso) prima, per poter dopo riuscire a 124 fi  SETTIMANE 7-9: SWITCH SULL’INTENSITÀ!  trasformare l’ENERGIA creata in LAVORO! NON CI SI PUÒ SEMPRE ALLENARE NELLO STESSO MODO! Non perché “il corpo si adatta”, ma perché NOI IN PRIMIS ci adattiamo, e quindi riceviamo tutto quello che possiamo da quel determinato stimolo. I metodi di allenamento, il Volume, l’Intensità (percepita o come % di carico) variano sempre, in relazione a come organizziamo il nostro Mesociclo annuale! Il mio, in questo caso, è quello di “raccogliere” volume nelle settimane precedenti per 2 motivi: aumentare i carichi (allenamenti non a totale cedimento) e arrivare in leggero “over-training”, in modo da sfruttare i carichi più alti dopo, con poche serie, andando a cedimento, e recuperare e supercompensare allo stesso tempo dalle settimane precedenti. 125 126 fi  E questo è solo uno dei mille esempi di programmazione che si possono fare. L’IPERTROFIA SI GENERA IN INFINITI MODI, basta seguire la siologia umana rispettando il nostro corpo e conoscendo le sue reazioni alle nostre azioni, per arrivare ai nostri migliori risultati. (PARTE BONUS) Se avete letto e compreso la parte relativa alla Circolazione, avrete compreso anche l’importanza di Rispettare e Allineare alcuni Parametri Metabolici e Ormonali, in ogni soggetto (soprattutto femminile) per metterlo nelle condizioni ideali di regate agli stimoli esterni. OVVERO? Gli stimoli che diamo al nostro corpo non possono e non devono essere ni a se stessi, ma vanno organizzati e impostati in base a quello che il nostro corpo può gestire (simile al discorso di prima). Facciamo un esempio: Per gestire determinate quote caloriche, glucidiche e lipidiche, dovremo poter Assimilare al meglio queste quote, e questo avviene quando (ad esempio) abbiamo un’ottima Sensibilità Insulinica, quando abbiamo un pro lo Ormonale Equilibrato e Stabile, quando insomma quei Parametri sopracitati sono allineati. Per poterci allenare in un certo modo, con una certa intensità e concentrazione il Sonno (recupero e supercompensazione eventuale) saranno quindi fondamentali e parte integrante della nostra “Carriera Atletica”. Avere % di grasso alte (e relativi problemi metabolici), una Cattiva Sensibilità Insulinica, Dormire poco e male o avere uno Stress Continuo (causato da problemi e situazioni esterne al nostro allenamento), comprometterà inevitabilmente la nostra forma sica, sono tantissimi aspetti. “OK, MA QUINDI COME LI GESTISCO?” Ci sono ovviamente in niti modi per gestire questi pa- fi fi fi 127 fi  INFIAMMAZIONE Per non confonderci o riempirci la testa di in nite variabili (che spesso non si possono neanche direttamente controllare e che verranno valutate) andremo a capire oggi cosa signi cano e come controllare Stress, in particolare uno stress dovuto a una In ammazione. Concetto che approfondirò nelle prossime settimane e mesi (con i prossimi video/corsi) e che oggi cercherò di esporre nella maniera più semplice e comprensibile possibile; capiamo il senso di base, ultimo, poi andremo a spiegare nel dettaglio, per evitare incomprensioni e capire eventuali “tecnicismi” che necessitano di spiegazioni più articolate e che saranno affrontate in corsi futuri. Distinguiamo quindi tra in ammazione “acuta” e inammazione “cronica”. LA PRIMA nasce, appunto, in acuto: è glia quindi di uno stimolo allenante molto tassante o una situazione o evento che ci condiziona nelle ore successive della giornata stessa, senza doversi prolungare oltre; è uno stress, quindi, che non condiziona in maniera cronica e negativa la nostra condizione Psico-Fisica, ma che siologicamente nasce e si esaurisce in virtù delle nostre azioni in acuto (come detto prima quindi, nelle ore successive o nella giornata stessa!) Può presentarsi quindi come un accumulo di Ritenzione extra-cellulare in seguito a un allenamento di gambe molto voluminoso: gon ore, digestione non ottimale in seguito a una intolleranza alimentare, una giornata di lavoro stressante, una Connessione Mente-Muscolo in palestra non ottimale in seguito a poche ore di riposo fi fi fi fi fi fi 128 fi fi  rametri e quindi per ottimizzare tutto il lavoro che si fa per migliorare la composizione corporea. Le situazioni eventuali sono tante, anche frequenti nel quotidiano, ma, lo ripeto, NON CONDIZIONANO A LUNGO TERMINE la nostra Composizione Corporea. LA SECONDA nasce, invece, in cronico: è glia di una situazione di stress prolungato, che può essere dipeso da dinamiche relative SIA al nostro allenamento o approccio alimentare SIA al nostro stile di vita esterno (lavoro, relazioni, situazioni generali che recano stress, ansie, disturbi del sonno). E queste stesse dinamiche, al contrario di prima, sono invece Croniche (da settimane, mesi o addirittura anni) e vanno a compromettere, in maniera direttamente proporzionale al tipo e quantità di stress, SIA la nostra Composizione Corporea SIA la nostra qualità di vita generale. Può presentarsi quindi come un approccio sbagliato all’alimentazione (kcal troppo alte che peggiorano la nostra sensibilità insulinica o kcal troppo basse per troppo tempo che portano a uno stallo metabolico e a un peggioramento nel nostro quadro ormonale con conseguenze negative sulla Massa Muscolare come un volume di lavoro troppo alto in sala pesi che nel tempo porta ad un “OverReaching”. Può presentarsi come uno Stress, anche inconscio, per il nostro Lavoro, una nostra Relazione o qualunque altro riguardante la nostra sfera privata. Che protratto per un lungo periodo crea una serie di meccanismi che vanno (e andranno) a ledere la nostra Vita e ogni altra sfera a essa collegata. 129 fi  notturne. “E QUINDI COSA MI SUCCEDE?” Tralasciando la parte relativa al MINDSET e al fatto che Allenarsi (o Non Allenarsi) in un certo modo in uenzi violentemente tutti gli aspetti della nostra Vita anche a livello Inconscio (che tratterò in video-corsi futuri come già spiegato), le conseguenze CAMBIANO a seconda del tipo di Stress e, quindi, di In ammazione. Non dobbiamo preoccuparci troppo di quella acuta, ma solamente MONITORARE che RIMANGA TALE. Infatti, col tempo, se trascurata e sottovalutata, può facilmente trasformarsi in Cronica. Ad esempio iniziando un programma di allenamento sbagliato, troppo tassante, troppo voluminoso, con esercizi sbagliati o portandolo avanti per troppo tempo; o iniziando una dieta troppo rigida, che in un primo momento può anche essere beneca ma che, protratta anch’essa nel tempo, porterà gli effetti contrari a quelli desiderati). O semplicemente adottando anche piccole variazioni al nostro stile di vita che però, ignorate, pian piano aumentano e peggiorano il quadro generale. DOBBIAMO INVECE MONITORARE in maniera costante e continua quella Cronica, che come abbiamo visto può darci molti più problemi, soprattutto sul lungo periodo. Le soluzioni per “attenuare” questa condizione cronica potranno sembrarvi estremamente banali, ma “sottovalu- fl fi fi 130 fi  fi Possiamo riassumere lo Stress (in ammazione) Cronico con un “Ho la testa piena di pensieri e niente mi riesce bene”; “ho problemi con il danzato e di conseguenza mi alleno male” e così via. SE cercate una soluzione al problema ma pensate che lo stesso problema non esista (o lo sottovalutate, senza conoscerlo a fondo), rimarrete sempre dove siete. ELIMINATE ogni dogma e paradigma su quello che pensate sia giusto e mettetevi sempre in discussione: è questa la vera chiave per migliorare, nello sport come nella vita. Perciò, svuotate la vostra mente e andiamo a valutare le principali possibilità. TRE POSSIBILI SOLUZIONI 1. CAMBIARE ALLENAMENTO Scontato, lo so; voi probabilmente fate l’allenamento migliore possibile, vi allenate già benissimo. Può essere, ma il 99% di voi può farlo meglio. Molto meglio. Partiamo sempre dal concetto espresso prima: bisogna avere una mente aperta e soprattutto CRITICA, senza pensare che vada tutto bene solo perché vi ha fatto la scheda un Trainer di ducia che vi sta simpatico o perché “sentite lavorare il muscolo”; questi NON SONO metri di giudizio oggettivi, soprattutto per chi non ha un background tale da poter capire e valutare appieno queste sensazioni. Quello che bisogna fare è impostare una programmazio- fi 131 fi  tare il vostro nemico” è la cosa più stupida che si possa fare. Spesso quando ne parlo mi sento dire “Beh, certo. Questo è ovvio!” NO. NON È OVVIO, altrimenti avreste un sico migliore e non sareste qui alla ricerca di informazioni. Signi ca che, come spiegato sopra nella parte relativa alla programmazione, è FONDAMENTALE periodizzare gli stimoli nei mesi e nelle settimane (in Microcicli o Mesocicli, a seconda della vostra anzianità di allenamento), per ottenere la massima ipertro a possibile. Per decidere come impostare una programmazione allenante, dobbiamo valutare: - Biomeccanica individuale - Tecnica e Setup in allenamento - Postura - Status in ammatorio - Capacità di Attivarsi sotto carico - Capacità di esprimere forza Senza migliorare i primi 4, impossibile ottenere gli altri 2 (i più importanti, ma che richiedono appunto una base). • Se scegliete gli esercizi sbagliati, vi porterete sempre dietro carenze strutturali; • Se non impostate la giusta tecnica e setup, non imparerete mai ad attivarvi e non migliorerete mai la vostra postura; • Se non migliorate la postura, avrete a sua volta sempre carenze strutturali, che vi limiteranno dal punto di vista estetico ma anche Circolatorio e di Salute Generale; • Se non migliorerete lo status in ammatorio (esempio di una ritenzione marcata nel Lower Body, ergo In ammazione Cronica), non saprete attivarvi o generare forza correttamente; • Se non saprete attivarvi sotto carico o generare forza fi fi fi fi fi fi fi 132 fi  ne intelligente ed ef cace, che rispetti la nostra siologia e le nostre capacità: cosa signi ca questo? Questo intendo quando dico che TUTTO IL NOSTRO CORPO È COLLEGATO. ORRORE quando vedo lavorare a compartimenti stagni: tutti questi fattori vanno valutati n dal primo giorno, sempre, contemporaneamente. 2. CAMBIARE ALIMENTAZIONE La giusta ripartizione dei macronutrienti gioca un ruolo fondamentale per equilibrare i parametri Metabolici edOrmonali (spiegati prima), e il Dimagrimento in primis è spesso necessario per “ripulire” il nostro metabolismo e riprogrammarlo nel modo corretto. Non sempre, ma spesso, soprattutto nei periodi iniziali di un percorso con obiettivi a lungo termine, se la vostra dieta non crea i giusti requisiti per questo, va cambiata. Punto. Senza scendere nei particolari o in tecnicismi, spesso si dà tanta, troppa importanza alla quota proteica e glucidica, sottovalutando la quota Lipidica (invece fondamentale, soprattutto in ambito femminile, per regolare i famosi “Parametri”). NON SOPRAVVALUTIAMO il potere di una ipocalorica prolungata(ergo un abbassamento della Bodyfat) sul miglioramento della nostra Circolazione, dei nostri parametri metabolici 133 fi  (SNC reattivo), non crescerete mai sul lungo termine.  3. CAMBIARE VITA “Quindi devo vivere su una spiaggia ai Caraibi senza nessun tipo di stress?” NO. Devi cambiare MENTALITÀ, Cambiare la tua visione degli eventi, di quello che ti succede; e questo parte dalle piccole cose, giorno dopo giorno. Per cambiare vita non è necessario cambiare la Realtà attorno a noi, ma il modo in cui noi interpretiamo, e quindi plasmiamo, questa realtà. Questo però non implica che non debbano esserci cambiamenti; eliminate Relazioni, abitudini che non sono in linea con il vostro obiettivo o non vi danno energia positiva riguardo allo stesso. Sviluppare la capacità di “isolarsi” mentalmente dal contesto in cui siamo ci dà un enorme vantaggio competitivo per il nostro “Business” (sportivo o lavorativo) e ci permette di portare a casa risultati di gran lunga migliori. Visualizzare, Isolarsi e poi Fare. A testa china. Questa è la prima e più importante cosa da tenere a mente per poter arrivare dove vogliamo: altrimenti, sarà tutto vano! TI RIPORTO AL CORSO SU “MINDSET E ALLENAMENTO”, disponibile a breve sul mio sito! 134 Allenarsi in maniera super ciale, avendo come unico punto di riferimento la “Scheda di Allenamento”, senza essere curiosi e senza esplorare tutto il mondo che lo circonda, è FORTEMENTE LIMITANTE. La realtà che spesso vediamo e ci mostrano è, in verità, come la punta di un Iceberg: ci mostrano (e vediamo a nostra volta) solo la punta, ma se abbiamo la capacità, la curiosità e l’apertura mentale per addentrarci in questo mondo, inizieremo ad avere i risultati che vogliamo e meritiamo. In fondo, siamo tutti qui per questo no? Il nostro corpo è tutto, Assolutamente e Perennemente collegato, e il nostro Allenamento in uenza in maniera ponderale il nostro stile di vita. Per questo motivo è necessario dare stimoli in allenamento diversi, continui, che puntino a un perenne miglioramento delle nostre capacità: NON DARE MAI STIMOLI DIVERSI al nostro corpo signi ca aumentare lo stress cronico (oltre ad avere una vistosa diminuzione dei risultati in sala pesi!) Lo Stress Cronico determina poi a breve, medio e lungo termine la qualità della nostra vita e in uenza enormemente la nostra salute in toto. Abbassa le nostre difese immunitarie, decresce la nostra Libido, in uenza direttamente la nostra Glicemia e quindi la nostra Sensibilità Insulinica, peggiorandole e portandoci ad accumulare più grasso (per la maggiore fame e voglia di zuccheri) e ad assimilare in modo peggiore i carboidrati. fl fi fl fi 135 fl  “PERCIÒ COSA MI PORTO A CASA?”  IL VOSTRO CORPO NON RICHIEDE ESTREMISMI PER MIGLIORARE, MA SOLO EQUILIBRIO, SENNO E MANI ESPERTE DI UN ALLENATORE CHE HA A CUORE LA VOSTRA SALUTE E IL VOSTRO MIGLIORAMENTO FISICO E MENTALE. TI CONSIGLIO DI RILEGGERE L’ULTIMO CAPITOLO ALMENO 5 VOLTE, PER FISSARTI BENE IN MENTE QUESTI CONCETTI. 136 PARLIAMO DI… REVERSE DIET! Cari lettori, se avete letto tutto no a qui, lo avrete capito: l’allenamento È LA COSA PIÙ IMPORTANTE PER MIGLIORARE (a lungo termine, almeno); ne abbiamo discusso a lungo, animatamente e ti ho dato TUTTI I CONCETTI BASE per poterne stilare uno in totale autonomia. Avrai appreso sia i concetti Teorici che quelli Pratici e ora, nalmente, sei entrato nel vero “Tunnel” della conoscenza: possedere e conoscere concetti chiave è la cosa più importante di tutte se hai obiettivi REALI di Ricomposizione Corporea. Ti sarai accorto poi di come la nostra alimentazione debba ADATTARSI all’allenamento… E NON VICEVERSA! Il conteggio delle Kcal che assumiamo e la conseguente ripartizione di queste kcal in Macronutrienti devono avvenire DOPO aver messo le fondamenta basilari in Sala pesi di Attivazione Muscolare, Tecnica, Circolazione, Volume, Intensità, Frequenza. MAI E POI MAI lasciare che il desiderio edonistico e “modaiolo” del momento vi porti a stabilire l’allenamento e/o l’attività Cardio in base a “cosa mangiate” (voglio mangiare più carboidrati e quindi mi alleno 4 volte invece di 5): è, assolutamente, sbagliato. NOI SIAMO CIÒ CHE ASSIMILIAMO e una cor- fi 137 fi  AUMENTARE IL METABOLISMO? ORA: la Dieta NON DEVE basarsi unicamente sul fattore ormonale escludendo il Conteggio delle kcal che dobbiamo assumere (quella è la base da cui partire): ma il “Direzionamento” del cibo che ingeriamo è però dettato in grossa parte anche dalle centinaia di Reazioni Metaboliche che avvengono nel nostro corpo durante un pasto. Troppo dif cile? Facciamo un esempio. Giovanni e Marco hanno lo stesso quantitativo calorico: 2000 kcal al giorno, divise equamente anche tra macronutrienti. Entrambi hanno 25 anni, entrambi sono alti 180 cm e pesano 80 kg. MA… che vita hanno e come si allenano Giovanni e Marco? GIOVANNI ha un lavoro che odia e per questo è quasi sempre stressato; tutto ciò lo porta a dormire male e a reagire negativamente a tutte le situazioni. In ammazione Cronica silente che persiste. Segue SEMPRE E COMUNQUE la dieta, in maniera quasi ossessiva (non sana) e si priva quasi sempre di Eventi Sociali o Pasti Liberi con amici o familiari. Si allena dallo stesso tempo di Marco ma non è mai stato Curioso, non hai mai sperimentato cercando di scoprire qualcosa di nuovo, “andando oltre” le solite chiacchiere da spogliatoio che sentiva. fi 138 fi  retta assimilazione dei nutrienti deriva dal nostro stile di vita, ma anche e soprattutto dal nostro allenamento e dalle Reazioni Ormonali a pioggia che esso scatena. Situazione che lo porta, appena nito il periodo di dimagrimento, a rialzare le kcal e tornare alla forma di prima perché tanto è “in massa”, pensando così di prendere più massa muscolare. MARCO al contrario ha un lavoro che lo soddisfa, è sempre positivo qualunque cosa accada nella sua vita; segue la dieta nella settimana e si concede negli eventi sociali un pasto libero senza nessuna fobia, e il giorno dopo torna serenamente a Dieta. Si allena ormai da anni e in questi ha sviluppato un’ottima Forza e Reattività Nervosa, che lo ha portato ad avere una Composizione Corporea sopra la media (8-10% di Bodyfat stabile durante l’anno). ORA… CHI AVRÀ LA COMPOSIZIONE CORPOREA MIGLIORE? Ovviamente Marco vince a mani basse. Allenamento e stile di vita, prima di tutto. Fatta questa doverosa premessa, mi sembrava doveroso fare anche un cenno, appunto, sulla Dieta in questi “Capitoli Bonus” aggiuntivi. Ho deciso coscientemente di parlare di un argomento che negli ultimi anni va molto di moda ed è causa di tanti dibattiti… appunto, la REVERSE DIET! fi 139 fi  Tecnica scarsa, Forza molto bassa e poca Attivazione Muscolare, bodyfat che oscilla tra il 14 e 12 kg durante l’anno con fortissime variazioni dei macro: in “Massa” kcal molto alte e in “De nizione” approcci drastici quasi a zero carbo.  Quando parliamo di Reverse Diet, sono sicuro che verranno a quasi tutti voi delle “frasi-chiave” in mente, spesso e volentieri associate a questo “metodo” alimentare: - KCAL DI MANTENIMENTO BASSE - METABOLISMO PIÙ VELOCE - AUMENTO DEI CARBOIDRATI - DIMINUZIONE DEL PESO Ci siamo quindi resi tutti conto che, in linea teorica, la funzione principale di questo “Approccio” (metodo?) Alimentare è correggere un metabolismo basale basso, tramite un aumento graduale dei carboidrati che porterebbe, oltre a gestire quote glucidiche (e quindi, in generale, caloriche) più alte, anche a una diminuzione del peso corporeo! “CIOÈ POSSO DIMAGRIRE MANGIANDO DI PIÙ?” Beh, in realtà non funziona proprio così. Mi spiace deludervi, ma purtroppo il nostro corpo NON funziona e NON ragiona in questo modo. Sarebbe un sogno per tutti, e se esistesse un metodo che funziona in questo modo, indistintamente per tutti, penso che il creatore diventerebbe l’uomo più ricco della terra (Jeff Bezos chi?) Ma non è tutto così bello e facile come sembra e ora ti spiegherò anche il perché. Come ho implicitamente spiegato, la Reverse Diet viene spesso erroneamente usata con l’intento di “Velocizzare” 140 E questa premessa è in realtà vera, nel senso che È POSSIBILE in determinate circostanze rendere funzionale questo metodo: ma la vera domanda è… QUANDO? Ricordiamoci che la Reverse nasce per essere applicata successivamente a un periodo prolungato e cronico in Ipocalorica, durato diverse settimane (mesi) e che sia stato abbastanza drastico e che ci abbia permesso di abbassare molto il nostro peso corporeo o Set Point di grasso corporeo. In seguito a un periodo di questo tipo, se l’ipocalorica è stata condotta con bravura e successo, saremo in parte “provati” sicamente: 1) METABOLISMO PIÙ LENTO: il nostro metabolismo sarà sicuramente rallentato (avremo addirittura meno fame rispetto all’inizio) a causa di un abbassamento di diversi ormoni (tiroidei, Testosterone, Leptina e Grelina), che a sua volta comporterà una minor fame, un calo di energie generali (Fisiche, in allenamento e durante la giornata e Mentali). Insomma, quel senso di “poca voglia di vivere” di quando state seguendo una dieta ferrea, rigida e i primi periodi non vorreste fare altro che rimanere a vegetare sul letto. (Nei Capitoli Precedenti ho ben spiegato come poter impostare correttamente una 141 fi  il metabolismo stesso. Partendo da un metabolismo “bloccato” o “basso”, si potrebbe tramite un aumento graduale dei carboidrati sbloccarlo, insegnandoli a gestire quote più alte di carboidrati, mantenendo la stessa composizione corporea e la quantità di grasso corporeo o addirittura migliorando questi ultimi due parametri! 2) PEGGIOR COMPOSIZIONE CORPOREA: continui ad abbassare le kcal, ma invece di dimagrire ti vedi più acquosa, gon a, la ritenzione aumenta, la qualità del sonno cala e la circolazione peggiora? Le prestazioni in allenamento diminuiscono, hai una minor connessione Mente-Muscolo, il Pump diminuisce e fai un’enorme fatica a mantenere i carichi di prima (alzarli sembra impossibile)? Se sei arrivato no a qui impostando correttamente il percorso, non avresti dovuto avere problemi nel Perdere Peso e soprattutto Grasso Corporeo, abbassando direi notevolmente la Bodyfat… giusto? Ma, seppur la condizione sia notevolmente migliorata, da un po’ di tempo a questa parte il tuo grande impegno in Dieta e Allenamenti sembra non servire a nulla perché la tua condizione peggiora, giorno dopo giorno. TI RICORDO CHE: la composizione Corporea può avere cambiamenti repentini anche nel brevissimo periodo (il peso, ad esempio) in quanto NON comprende solo Muscolo e Grasso, ma anche ACQUA; che può essere Intracellulare (ad esempio Glicogeno quella sensazione di “pienezza” che senti in allenamento o a riposo è per una buona % dettata dal glicogeno all’interno muscolo) oppure Extracellulare (Ritenzione Idrica, ad esempio su Addome, Gambe o Fianchi). 3) LA FORZA DIMINUISCE: un altro parametro da tenere fortemente in considerazione durante la fase di dimagrimento (come spiegato negli scorsi capitoli) è sicuramente LA FORZA. Quando le prestazioni iniziano a diminuire, ci sono due opzioni: siamo da troppo tempo in Ipocalorica e/ o le Kcal sono troppo basse, oppure stiamo sbaglian- fi 142 fi  Dieta Ipocalorica); fi 143 fi  do modo di Allenarci. Molto spesso se l’Allenamento è sbagliato (99% dei casi?) ANCHE LA DIETA LO È. TI RICORDO CHE: i Carichi di Allenamento (ovvero la Forza, le prestazioni nervose) si devono costruire e performare prima di iniziare il Periodo di dimagrimento. Soprattutto quando si arriverà verso la ne di questo periodo, caleranno, siologicamente, perciò NON SARÀ POSSIBILE costruire ora queste “Skills”. Bene. Ricapitolando, siamo tutti d’accordo sul fatto che la REVERSE DIET NON VA USATA per “velocizzare il metabolismo” o il tasso metabolico solo perché lo stesso è più lento del normale. Va usata QUANDO IL PERIODO PRECEDENTE HA CREATO LE CONDIZIONI necessarie per attuarla. Queste condizioni infatti non si veri cano a caso, dipendentemente dalla condizione Metabolica, ma in base a parametri che si modi cano e “allineano”. “OK NIC, MA QUALI SONO E COME SI MIGLIORANO QUESTI PARAMETRI? Presto detto. Sono gli stessi elencati (per più volte) nei capitoli precedenti: Sensibilità Insulinica, Status Ormonale, Ciclo Mestruale e… MASSA MUSCOLARE! Già, proprio così, la Massa muscolare o per meglio dire la COMPOSIZIONE CORPOREA (ovvero rapporto tra Muscolo, Grasso e Acqua) è il vero, unico “Deus Ex Machina” del nostro stato Metabolico e Ormonale. È TRAMITE L’ALLENAMENTO che de niamo questi parametri, è tramite la qualità del nostro lavoro in sala pesi che troviamo la differenza tra CHI NECESSITA di una Reverse Diet o invece CHI NON NECESSITA di una Reverse Diet. fi fi 144 fi  LA DIETA MIGLIORE? L’ALLENAMENTO.  Si, la Dieta è molto importante, ma alla base, anche della Dieta, c’è sempre la QUALITÀ DEL NOSTRO ALLENAMENTO. Sviluppare Forza, Capacità di produrre Intensità, Tecnica corretta, Periodizzare adeguatamente. NON SCORDIAMOCELO MAI. 145 SCIALUPPA IN MEZZO AD UN MARE DI INFIAMMAZIONE CRONICA? Con questo piccolo capitolo, giungo alla ne della parte Bonus sulla Dieta. Dando per assodati i concetti sopra riportati, faccio un po’ di provocazione (ma neanche tanta) e vi dico una verità assoluta che ho riscontrato in tutti questi anni di lavoro: nel 90% delle persone che ho seguito (ma anche conosciuto), non serviva né una Ipercalorica né una Ipocalorica. “E QUESTO COSA SIGNIFICA?” Signi ca che nella maggioranza dei casi, tutte queste persone potevano avere OTTIMI MIGLIORAMENTI nei primi periodi anche solo Allenandosi in modo corretto, senza estremismi alimentari, approcciandosi a una Iper o Ipocalorica (con però leggero surplus e De cit) o anche, appunto, a una Normocalorica (controllata e ben stabilita, certo, ma molto più sostenibile e molto meno stressante) e mettendo tutte le loro risorse ed energie in Sala Pesi. PIÙ CI ALLONTANIAMO DALLA NORMOCALORICA, PIÙ DOVREMMO ESSERE AVANZATI. SIAMO PRINCIPIANTI? DISCOSTIAMOCI IL MENO POSSIBILE. Iper o Ipocalorica che sia, l’ef cacia di un intervento “aggressivo” nella Dieta per essere funzionale e intelligente dovrà essere direttamente proporzionale alla nostra Condizione Fisica, alla nostra Tecnica, alla nostra Forza, alla nostra Attivazione. fi fi fi 146 fi  NORMOCALORICA  TE LA FACCIO BREVE. Se non sai fare una panca, non sai cosa siano le Scapole o non senti i Glutei in un Hip Thrust, sarà quasi inutile intervenire sulla Dieta sperando di avere più risultati. Parlando di una Ipercalorica, se con surplus troppo elevato prenderete solo grasso perché i vostri muscoli, non essendo realmente allenati, non avranno bisogno del sostentamento che voi credete. Parlando di Ipocalorica, perderete anche grasso e peso inizialmente, ma dopo poco tempo stallerete: scordatevi di ottenere risultati per più di qualche settimana o di Abbassare il Set Point di grasso. TI CONSIGLIO DI RILEGGERE L’ULTIMO CAPITOLO ALMENO 5 VOLTE, PER FISSARTI BENE IN MENTE QUESTI CONCETTI. 147  HOME WORKOUT QUALCHE NOZIONE CHE NON CONOSCI Il libro che ti accompagnerà durante questa pandemia e che cambierà completamente il tuo concetto di Allenamento in Sala Pesi 148 Ci risiamo, per l’ennesima volta. Pensavamo fosse nita, che tutto sarebbe ritornato alla normalità e che le palestre (visto le numerose e severe norme igieniche adottate e, almeno dalla mia esperienza, sempre adottate) non avrebbero dovuto affrontare una nuova chiusura generale… MA! Purtroppo è successo. Sono state nuovamente chiuse, a data da destinarsi, in attesa di un miglioramento della pandemia. Ognuno di noi ha reagito in modi completamenti differenti a questa notizia; chi ha cercato subito materiale per continuare ad allenarsi da casa, chi si è rassegnato e ha smesso di allenarsi, chi preferisce non spendere soldi in più (comprensibile data la situazione) e aspetta, allenandosi con quello che ha in casa. Se hai deciso di mollare, in parte ti capisco, ma non ti giusti co; a meno che tu non sia già un Atleta Avanzato, le possibilità di migliorare allenandosi a casa sono ENORMI, seppur solo per un periodo iniziale. Sono convinto che una grossa % di chi sta leggendo queste righe, ha ancora tanta strada da fare in termini di Tecnica negli esercizi, Attivazione Muscolare e quindi RISULTATI sici. Ma andiamo con ordine, ora ti spiego tutto per bene: massima Attenzione! fi fi 149 fi  INTRODUZIONE Cerchiamo di capire perché, quindi, NON c’è una reale differenza nel Dove ci alleniamo, con Quale macchinario speci co, ma quasi Totalmente nel “Come”. I nostri muscoli non hanno occhi; non sanno nulla del mondo esterno, non vedono che esercizio facciamo, e tantomeno si accorgono del numero di serie e ripetizioni o della marca del macchinario che utilizziamo. Siamo inconsciamente legati ad alcuni Schemi mentali, Concetti e Pregiudizi che ci dicono che per poter migliorare sia assolutamente necessario seguire pedissequamente la “Scheda di Allenamento”, focalizzandoci quindi spesso non tanto sul “capire” e “sentire” quello che facciamo in allenamento (da qui, appunto, il concetto di Connessione Mente-Muscolo), ma solo ad Eseguire, senza Spirito Critico. Quindi ci sembra di lavorare (e magari lo facciamo anche intensamente) ma perdiamo di vista il senso generale e ultimo delle cose, scordandoci che “Allenarsi” sottintende una Profonda Connessione con il nostro corpo e la capacità di Immaginare il lavoro che andremo a fare, aumentando così enormemente il nostro Focus e la qualità del nostro allenamento. Il concetto di “VISUALIZZAZIONE” e anche di “SELF-TALK”, nello sport come nella vita (che affronteremo meglio dopo) deve essere una componente ssa e immancabile nella nostra routine. Abbiamo anche sempre sentito (soprattutto negli fi 150 fi  UNA NUOVA VISIONE… MUSCOLO-CENTRICA! Il più delle volte, questo concetto viene travisato e valutato con molta super cialità, senza ri ettere su tanti altri fattori, legati in maniera indissolubile al Soggetto in relazione a questo Approccio in Sala Pesi; nendo così per NON AVERE risultati, PERDERE tempo e avere ancora di più le idee confuse. FERMI TUTTI. Lo so già, c’è chi avrà storto il naso dopo aver letto queste parole… cerchiamo però di contestualizzare. L’approccio da me sopra descritto è, in realtà, in parte vero e legittimo; sviluppare forza, Capacità Neurali, lavorare con carichi alti “x reps” come si suol dire (ovvero con tante ripetizioni) è fondamentale per la nostra composizione corporea a lungo termine. Sebbene l’Ipertro a NON SIA una qualità motoria (quindi non legata direttamente alle nostre prestazioni), il “COME” è assolutamente necessario per sviluppare una programmazione adeguata del nostro allenamento. GESTIRE IL TUTTO in maniera intelligente e ad hoc rispetto al soggetto che abbiamo davanti, insieme a parametri come Volume, Intensità, Frequenza (e conseguentemente regolare l’alimentazione) è parte integrante di un processo di Ricomposizione Corporea a lungo termine, dal quale non si sfugge. fi fl fi 151 fi  ultimi anni) che per migliorare è necessario lavorare tanto con i fondamentali (Stacco, Panca, Squat), usare carichi alti e “distruggerci” a ogni sessione. E così, viene spesso fatto passare il concetto che la stessa scheda (di cui parlavo sopra) debba legarsi in maniera assoluta a calcoli, % di carico, programmando settimane prima quello che dovremo Fare e Non Fare. RICORDA: guideresti mai una Ferrari senza prima aver imparato A Guidare con cambio manuale ed automatico e senza aver appreso e studiato come reagisce una macchina del genere a tutti gli stimoli sulla strada rispetto a un’utilitaria? Penso (e spero) di NO. ANDIAMO AL SODO. Proprio per questo motivo sostengo a gran voce che a un buon 90% di chi frequenta le palestre (forse anche di più), potrebbe giovare TANTISSIMO Allenarsi con carichi più bassi, molto più di quelli usati in precedenza in Sala Pesi. QUESTO NON SIGNIFICA che si avranno miglioramenti per sempre con carichi bassi perché “basta sentire il muscolo lavorare”, assolutamente no; ma prima di usare carichi alti o sopravvalutarci, occorre saper gestire perfettamente (e ribadisco perfettamente, concetto che a molti è ancora sconosciuto) il nostro corpo in relazione all’ambiente esterno, per poi imparare a gestirlo in relazioni a carichi più alti, ottenendo così la massima ipertro a. Ho perso il conto delle volte che Ragazzi e Ragazze hanno cominciato un percorso con me e nella scheda 152 fi fi  TUTTAVIA, ciò che spesso NON si dice, è che prima di lavorare in questo modo (prima di “tirare fuori l’artiglieria pesante", come si dice) occorre Obbligatoriamente impostare una base Mentale, Tecnica, Posturale e Inammatoria che ci dia poi la Libertà di sbizzarrirci come meglio crediamo in allenamento: Aumentando Forza, Allenandoci con tanto o poco volume, Buffer o Intensità, 4x8 o Cluster Set / Stripping / Forzate. Se aggiustiamo questi fattori e andiamo a regolare e periodizzare man mano R.O.M. (Range di movimento) e T.U.T. (tempo sotto tensione in cui facciamo la serie), può risultare ESTREMAMENTE EFFICACE. Se un soggetto arriva a questo punto e con questi requisiti, Allenarsi a casa e avere miglioramenti sarà impossibile (a meno ovviamente di non essere attrezzati con le attrezzature necessarie di base, in questo caso l’Allenamento si svolgerà normalmente, con il Mesociclo precedentemente programmato). COME ALLENARSI A CASA? Nel mio eBook che hai appena scaricato (“Un Allenamento Che So Di Non Sapere 2.0”), ho ben spiegato la differenza tra Carico Esterno e Carico Interno, ho illustrato a lungo il legame tra Forza ed Ipertro a e ben spiegato tutti questi concetti. ORA, apprese queste nozioni, come posso allenarmi da casa, avendo a disposizione solo 2 manubri, qualche disco e una Panca (quest’ultima volendo si può sostituire)? CON LO STESSO FINE, MA MEZZI DIVERSI. fi 153 fi  precedente avevano esercizi (troppo) dif cili da gestire, ripetizioni basse e non avevano i miglioramenti desiderati. ESEMPIO CHIARIFICATORE: Uno stacco da terra in 4x4 vale per una ragazza quando: ha una buona circolazione, non presenta Cellulite (ritenzione e cellulite sono due cose diverse, non confondetevi!), non ha carenze muscolari tra Lombari, Glutei e Femorali e ha una buona mobilità a livello di Anca, Bacino e Tibio-Tarsica. Se vogliamo sfruttare questo tempo per divertirci, consapevoli che comprometteremo in parte i risultati, è una nostra scelta; ma se vogliamo continuare a progredire e a NON regredire, prima di tutto dobbiamo sviluppare un Mindset diverso. Come ho scritto sopra, abbattiamo tutti quei pregiudizi che ci impediscono di Allenarci a casa e avere risultati. Per me in primis, se ci penso, è meno stimolante. Io, come penso tanti di voi, sento la necessità di “uscire” dal luogo dove vivo o lavoro e andare altrove per allenarmi; avere “il mio posto” dove mi alleno e basta è sicuramente diverso, ma non avendo altre soluzioni, tocca adattarci: semplice! Dobbiamo essere consci di poterci benissimo allenare da casa e crescere, sta solo a noi, al nostro approccio mentale mentre ci alleniamo e poi successivamente a come impostiamo il nostro allenamento. (TI RIPORTO AL CORSO SU “MINDSET E ALLENAMENTO”, disponibile a breve sul mio sito!) APPURATO QUESTO, dobbiamo capire come lavorare con meno materiale a disposizione: semplice, CON PIÙ fi 154 fi  Il primo, grossolano errore che vedo fare è quello di stravolgere completamente il senso del nostro allenamento: chi si allenava con il ne di migliorare la propria composizione corporea (ergo con pesi e allenamenti Anaerobici) passa a circuiti metabolici in niti, ore e ore di Tapis o Cyclette (se ne abbiamo uno) e allenamenti metabolici, aerobici, lattacidi. Andando quindi a cambiare completamente il senso di quello che facevamo precedentemente. Ma la domanda è…”COME?” 1) R.O.M. Un’ottima scelta sarà andare a personalizzare il range di movimento per ogni esercizio, soprattutto negli esercizi in cui sono coinvolti muscoli carenti, in modo da rendere al massimo performante il muscolo target, attivandolo al meglio delle nostre possibilità. Personalmente, periodizzo e gestisco su scala annuale il R.O.M. di molti esercizi dei miei allievi, alla pari dell’allenamento; con ogni range di movimento si toccano muscoli diversi, ne si eliminano altri e attivano, si utilizzano in modo diverso le stesse bre muscolari. ESEMPIO? Molto comune è non riuscire ad attivare correttamente e al massimo il Deltoide Laterale negli esercizi di spalle (facendo intervenire troppo tutti gli altri muscoli stabilizzatori). In questo caso (oltre a migliorare la mobilità delle scapole, imparare il giusto setup ecc.) bisognerà andare a gestire il Range di movimento del determinato esercizio, diminuendolo: salgo meno, muovo meglio le scapole, elimino il lavoro degli stabilizzatori e imparo ad attivare il muscolo. PROPRIO DA QUELLA SENSAZIONE iniziale, riuscirò poi successivamente a capire (Io, Atleta alle prime armi) che SENSAZIONE devo avere e in QUALE DETERMINATA ZONA DEL MUSCOLO nei miei allenamenti futuri! 155 fi  PRECISIONE! Se leggerete bene, anche questa è PROGRAMMAZIONE! 2) T.U.T. Ovvero, tempo sotto Tensione! Il tempo in cui eseguiamo una serie e/o una ripetizione in uisce sulla qualità della stessa e, di conseguenza, sui nostri risultati! Non esiste, anche in questo caso, una regola, una soluzione unica per l’ipertro a: son in base al soggetto, alle sue carenze e alle sue capacità, possiamo capire come adattarla al meglio. PRIMA DI TUTTO: CONTROLLO. Qualunque sia la cadenza di ogni esercizio, la Cadenza deve sempre essere uguale, continua, i movimenti non devono mai “staccarsi”, non deve esserci una “fase Negativa” e “una Positiva” completamente staccate l’una dall’altra: MA SOLO UN BINARIO CONTINUO! NEGATIVA LENTA: fondamentale nei primi periodi di allenamento (ma anche dopo) riuscire a sviluppare, parallelamente alla tecnica, una padronanza del carico nella fase di massima tensione, ovvero man fi fi fi 156 fl  Una volta che questa sensazione migliora, dopo averci lavorato bene, starà a noi ricercarla ma anche PROGREDIRLA: da alzate laterali con un ROM molto ridotto, potremmo arrivare a farle con un ROM maggiore (che signi ca più bre attivate e maggior TUT, che vedremo tra poco), con un carico più alto, con una sensazione DI GRAN LUNGA MIGLIORE rispetto a prima. Il tempo sotto tensione potrà variare da un minimo di 3” a un massimo di 6-7” (più tempo signi cherebbe eseguire una “superslow”, di cui non ci occuperemo oggi); ovviamente, considerando un allenamento casalingo con non tutte le attrezzature possibili del caso, ritengo che giocare tra i 4” e 6” sia la soluzione migliore, rendendo un carico leggero più “pesante”; andando, in questo modo, a rendere più ef cace e funzionale possibile un allenamento a casa. Con carichi anche più modesti del solito. SI PRESENTA INOLTRE NELLA NEGATIVA, un maggior Danno Meccanico, insieme a un incremento di IGF-1 una capacità di produzione di energia superiore del 40-50%, un inferiore reclutamento delle unità motorie, anche se impone un maggiore stress sulla singola unità motoria e un aumento dei microtraumi muscolari e dei sintomi dei DOMS. ESISTE UNA SIGNIFICATIVA MOLE DI RICERCHE SCIENTIFICHE che mostra come l'allenamento eccentrico conduca ad un maggior guadagno in termini di ipertro a muscolare. La ricerca dimostra che le ripetizioni eccentriche hanno un maggiore effetto sull'ipertro a rispetto alle ripetizioni concentriche, anche quando il numero totale di ripetizioni e il T.U.T. delle stesse eseguiti da entrambi i gruppi sono identici: insomma, la negativa, il Tempo Sotto Tensione e il Danno Meccanico che si produce conseguentemente, sono essenziali per la Massima Crescita Muscolare! fi fi fi fi 157 fi  mano che la negativa va avanti, no ad arrivare al picco della stessa, ovvero al massimo allungamento. Un lavoro prolungato nella fase negativa (da e oltre i 3”, quindi relativamente breve), inoltre, promuove un E.P.O.C. maggiore (ovvero un maggior consumo di ossigeno post esercizio sico, in questo caso sia lattacido che alattacido); questo per una minor concentrazione di glicogeno nel muscolo in seguito a questa cadenza nella negativa. Un lavoro prettamente Statico inoltre (ergo una Contrazione Eccentrica che duri più di 6-7 secondi) è ENORMEMENTE UTILE per… PRESERVARE LA FORZA e MIGLIORARE L’ATTIVAZIONE MUSCOLARE! In un periodo di allenamenti casalinghi, focalizzarsi sulle contrazioni Statiche in alcuni esercizi può essere un ottimo modo per Migliorare l’Attivazione muscolare (è infatti, come abbiamo visto prima, il miglior periodo per lavorare su questo parametro) e per mantenere la forza acquistata precedentemente (che, senza utilizzare carichi adeguati, tenderebbe sicuramente a diminuire nelle settimane (mesi purtroppo in questo caso). Possiamo paragonare una Contrazione Statica al Posing, di cui si conoscono già da anni le “proprietà bene che” sulla Connessione Mente-Mu- fi fi fi 158 fi  Questo perché la fase eccentrica è responsabile di un maggiore danno muscolare. Anche se il danno muscolare può rivelarsi un ostacolo per la prestazione sul breve termine, l’in ammazione (ACUTA!) associata, e il conseguente incremento del turnover (ricambio) proteico hanno dimostrato ottimi guadagni in termini di ipertro a. POSITIVA LENTA: Interessante notare come sia in una fase Positiva (o concentrica) sia in una contrazione Isometrica, vi è un maggior numero di Fibre Muscolari attivate. Il movimento concentrico produce poi una maggiore secrezione di GH rispetto all'attività eccentrica. Dal momento che l'incremento dei livelli di GH sono proporzionali agli incrementi di lattato prodotto durante l'attività sembra che tale risultato sia scontato, visto che le contrazioni concentriche producono lattato a livelli maggiori di circa tre volte rispetto alle contrazioni eccentriche. Tuttavia, seppur sia presente una maggior “distruzione delle bre muscolari” e maggior “Danno Meccanico” nella fase negativa, la fase positiva può rivelarsi estremamente utile in questo periodo di “Home Workout”: eseguire più lentamente questa fase, ci aiuta (come anche nelle statiche) a gestire meglio il nostro corpo in relazione al carico esterno, ergo come controllarlo in base al carico utilizzato per spostare il più possibile quello Esterno verso quello Interno! Tecnica e Controllo = Forza e Attivazione Muscolare = Danno Meccanico = IPERTROFIA! PERCIÒ… Capiamo come la Fase Positiva dovrebbe essere, in realtà, Esplosiva e Controllata il più possibile, seguita da una fase negativa certamente più lunga (ma, sempre, controllata) con una tecnica corretta seguita dal carico più alto 159 fi  scolo e sulla Qualità muscolare (un Look più “denso”, granitico, importantissimo in qualsiasi competizione di bodybuilding ma in generale a livello estetico). E ORA… ALLENIAMOCI! Dopo aver spiegato tutta la parte teorica penso sia arrivato il momento che tutti aspettavate… Come impostare, nel pratico, un allenamento a casa? - Come si può strutturare? - Che esercizi dovrei fare? - Che frequenza dovrei tenere? - Come gestire Serie e Ripetizioni? INSOMMA, COSA DEVO FARE? Se sei stato attento e hai studiato tutto per bene no a qui, saprai che ho già dato varie impostazione di Allenamento con relativa Programmazione dello stesso (Progressione e Variazione!) nei capitoli precedenti, e lo stesso si può fare a casa con anche poco materiale a disposizione (una Panca, 2 Manubri, un minimo di Ghisa / Dischi a disposizione), anche se ovviamente dipende dalle vostre capacità: se vi allenate con 150 kg di squat, un bastone con le bottiglie d’acqua non vi salverà dalle perdita di forza e massa magra. Chiaro è, come già ripetuto a inizio capitolo, che Allenarsi a Casa non deve essere necessariamente un ripiego nché le palestre sono chiuse, ma anzi può diventare una routine più pratica e meno dispendiosa per chi ancora ha da apprendere le Basi dell’Allenamento (Tecnica, Attivazione muscolare, Forza) o per chi è già avanzato MA dispone di un’ottima e numerosa attrezzatura per potersi allenare al massimo delle proprie possibilità! Personalmente mi sono attrezzato con molta attrezzatura anche io, ma tengo a ricordare: 160 fi  fi possibile.  NON DIMENTICHIAMOCI DELLE PALESTRE! VANNO SOSTENUTE IN QUESTO PERIODO! Se potete, allenatevi anche nelle palestre dove andavate prima ogni tanto, sostenetele il più possibile. Soprattutto quelle in cui siete sempre stati trattati bene! 161 (PARTE BONUS) Perché ne parlo in questo eBook? È davvero così importante? SÌ. LO È. Tanto che ho deciso di dedicarci un corso apposito, che tratta SOLO questa variabile; tuttavia, ho deciso di includere anche in questo eBook, tra le componenti bonus, una (seppur) piccola “integrazione” di contenuti a riguardo. Lo scopo di questo libro è anche questo in fondo: darti notizie e farti capire concetti, ma anche STIMOLARE la tua Curiosità. Perciò, iniziamo. Prima di tutto: ti chiedo di pensare bene a quello che ti dirò, senza sottovalutare questi concetti, rileggendo più e più volte (almeno 5) questo paragrafo: capirai fra poco il perché. Per ora, ti chiedo solo di darti e farlo, senza farti domande o ripeterti che “tanto queste cose le sai già”: No, non le sai. In questi anni come Professionista e come Atleta nel settore sportivo, ho sempre notato una fortissima tendenza da parte di Coach, Allievi, Amici, Amatori, Agonisti (insomma, da quasi tutti quelli che ho conosciuto) a: 1. Sottovalutare le capacità della nostra Mente; 2. Sopravvalutare il controllo che abbiamo (o dovremmo avere) sui nostri pensieri e quindi di conseguenza 162 fi  MENTALITÀ “IN CHE SENSO SCUSA?” Beh, semplicemente spesso tendiamo a vedere la componente sica e quindi (in questo caso) il nostro Allenamento in Sala Pesi completamente staccati dalla componente psicologica, Mentale, o comunque non intrinsecamente legati (come invece sono); e quindi il nostro “Atteggiamento” e “Attitudine” verso quello che è un mezzo per Migliorare la nostra vita a 360 gradi, diventa molto più “sterile” e mancante della componente più importante di tutte: LA TUA MENTALITÀ. Perché succede questo? Semplicemente, perché non abbiamo idea di cosa sia davvero o di cosa signi chi avere un Mindset Vincente. “Sì beh, io sono motivato”, “Ho sempre voglia di fare tutto”, “voglio fare qualcosa di diverso nella mia vita”. Ne sei davvero sicuro? SII SINCERO CON TE STESSO… Quante volte hai sentito queste frasi o le hai anche dette? Senza che però alla ne sia cambiato nulla? Ecco, questo succede per un semplice motivo: un lato della tua mente dice una cosa, l’altra metà dice una cosa COMPLETAMENTE OPPOSTA! Lato Destro: MENTE CONSCIA. Lato Sinistro: MENTE INCONSCIA. È scienti camente provato che il 95% della nostra giornata la passiamo in “pilota automatico”, ovvero facendo azioni che abbiamo già ripetuto tante volte, che proprio tramite la ripetizione si sono cementate nel nostro incon- fi fi fi 163 fi  sulle nostre Azioni. UN ESEMPIO? Guidare la macchina; inizialmente era un’azione Conscia (dovevi pensarci, era una cosa nuova) poi, man mano che hai fatto pratica ed esperienza, col tempo è diventata una cosa che fai in automatico, senza neanche pensarci. Succede quindi che quando nella nostra Mente Conscia diciamo di voler fare determinate cose, di poter arrivare a tutti i nostri obiettivi (e siamo “convinti” che sia così), in realtà NON LO CREDIAMO VERAMENTE nella nostra Mente Inconscia. E QUESTO porta a compiere tutte le nostre azioni durate il giorno TRAMITE LA MENTE INCONSCIA, nella quale non abbiamo ssato ancora quelle convinzioni, quelle idee che (troppe poche volte) ripetiamo o pensiamo, ma che non si veri cano purtroppo mai. “MA QUINDI COSA BISOGNA FARE?” La risposta è semplice: RIPROGRAMMARE la nostra Mente Inconscia, in modo da ripetere durante il giorno (inconsciamente, ovvio) tutte quelle piccole o grandi azioni, quei gesti che singoli non valgono nulla, ma che sommati creano un Ambiente di Crescita costante intorno a noi e ci trasportano verso i nostri obiettivi. Ci sono tanti modi (e TUTTI vanno seguiti ed eseguiti) per riprogrammarla. Oggi ve ne ricordo uno, il più semplice: la RIPETIZIONE. Se in qualche modo (tramite post-it, audio che sentiamo passivamente durante il giorno e tanti altri modi che vedremo insieme nel fi 164 fi  scio, che ce le fa compiere “in automatico”, senza il benché minimo sforzo mentale. EVOLUZIONE O…PROGRESSO? La nostra società, negli ultimi anni 100 anni, ha avuto un’Evoluzione pazzesca; basti pensare alla tecnologia che usate oggi per leggere questo eBook: 15 anni fa era ancora fantascienza! Ovviamente, insieme alla società, anche noi ci siamo Evoluti: ma cosa signi ca questo termine? “Evolvere” non signi ca prettamente “migliorare”, ma semplicemente “Adattarsi” (passivamente) a una situazione. Bisogna invece puntare a “Progredire”! Tuttavia, si è completamente perso il concetto di “Miglioramento”; si è perso quello spirito critico “auto-direzionato” che ci spinge a ri ettere e a cercare la verità su noi stessi, sul nostro percorso. Per attuare un miglioramento sico assoluto e degno di nota, ti servono tre cose principali: 1. 2. 3. MINDSET INFORMAZIONI O.Q.T. (Only Quality Time) TUTTE QUESTE OPZIONI SERVONO E SONO FONDAMENTALI. fi fi fl 165 fi fi  Corso) vediamo e/o sentiamo ripetutamente un concetto, sempre, tutto il giorno, per almeno 21 giorni, ci convinceremo che quel determinato concetto è Reale e cominceremo a Manifestarlo (e si manifesterà!) nelle nostre vite. Far sedimentare un’ideologia nel nostro Inconscio, modicandolo e togliendo quella vecchia, è essenziale e ci aiuta a plasmare la Nostra Realtà.  MINDSET Ovvero le informazioni sopra riportate: sviluppare la Mentalità giusta viene prima di ogni cosa. Se non avete la giusta Attitudine, il giusto Atteggiamento e una giusta Motivazione per quello che fate, non c’è Allenamento o Allenatore che tenga: NON AVRETE RISULTATI. PUNTO. INFORMAZIONI All’Inizio (per fargli fare i primi passi), Durante (per spingerlo sempre più in avanti) e anche addirittura Alla Fine (per consolidarlo) del vostro percorso, dovrete Ricercare, Metabolizzare e se volete arrivare davvero in alto anche Creare Informazioni. Dovete essere curiosi, sempre, su tutto, dovete essere avidi di informazioni, giuste o sbagliate che sembrino quando le raccogliete; immagazzinatele e poi elaboratele. Raccogliere ma anche Riorganizzare. Questa è la chiave per arrivare dove gli altri non arrivano. O.Q.T. Only Quality Time, solo Tempo di Qualità. Si sente spesso dire “per arrivare dove gli altri non sono arrivati, bisogna fare quello che gli altri non hanno fatto”. Beh, NON SOLO! 166 QUELLO CHE FACCIAMO DURANTE IL GIORNO, Chi frequentiamo, Leggere oppure guardare la TV, Allenarci o fare un aperitivo, Comprare la PlayStation nuova o Pagare un Coach che ci faccia migliorare. Siamo NOI a sceglierlo, e NOI ne ricaviamo i frutti, nel bene o nel male. Responsabilizzarci (in modo positivo), senza inutili “va bene tutto com’è ora”, è prerogativa essenziale per Crescere. INSOMMA… SI PUÒ! Allenarsi a casa, se abbiamo 2 Manubri, una Panca, una Mentalità adeguata e una Forte Passione verso questa disciplina… È ASSOLUTAMENTE POSSIBILE! Vedere il “lato positivo” in quello che succede, senza farci in uenzare in modo negativo dagli avvenimenti e dagli ambienti esterni, ma anzi cercando di essere Costruttivi. NON È scontato, non è un luogo comune, ma anzi un modo di vivere la vita che ci può portare a risultati completamente inaspettati e che ora ci sogniamo soltanto! Se sei arrivato no a qui, dovresti aver appreso una marea di informazioni importantissime. INFORMAZIONI che, se interpreti e contestualizzi alla perfezione, ti possono aiutare e portare DOVE VUOI. fi 167 fl  Dobbiamo prima di questo investire e organizzare il nostro tempo, le nostre relazioni, i nostri hobby in una routine adatta ai nostri obiettivi. Ovviamente, tutti gli argomenti sopra descritti si possono e si devono Approfondire. Ma oggi, ho voluto darvi una breve Visione di insieme (seppur, a parer mio, abbastanza approfondita) su tutto quello che bisogna sapere se volete AVERE RISULTATI SODDISFACENTI in questa disciplina (e ripeto, per ogni argomento si potrebbero scrivere 10 eBook lunghi come questo se non di più). Ovviamente non dovrete per forza lavorare in questo settore o sapere in modo “così approfondito” determinate cose (soprattutto dal lato teorico), ma non si può “delegare” un lavoro ad altri senza approfondirlo seppur un minimo e sapere di cosa si parla. Personalmente apprezzo moltissimo quando molti dei ragazzi che seguo mi chiedono spiegazioni su una correzione o un argomento in particolare: DOVETE CAPIRE anche voi, non si tratta di riparare un computer, riprenderlo e tanti saluti, ma di lavorare e modellare un corpo umano. Per dargli più salute, Forza, Estetica. Per farlo, devi conoscere le “tavole delle leggi” sull’Ipertro a. SE SEI UN AMATORE alle prime armi, Cerca Informazioni e Allenati più e meglio che puoi. Da subito. Dif da da chi pensa che Estremizzare sia la chiave per migliorare ( no a quando non si arriva a certi livelli almeno), da chi non ti corregge in Allenamento, da chi ti dice che Crescere muscolarmente è molto facile o molto fi fi 168 fi  CONCLUSIONE SE HAI OBIETTIVI AGONISTICI, ricordati che il lavoro che farai e l’impegno che ci metterai dovranno essere eccellenti. Non accontentarti di andare sul palco dopo pochi mesi di allenamento, non cercare di forzare i tempi: la condizione adeguata arriverà, ma solo se impari a goderti il percorso e a darti tempo. SE SEI UN ASPIRANTE ALLENATORE, Ricordati che oltre alla teoria ti servirà tantissima Pratica, Esperienza e Intuito. Un bravo allenatore deve avere tante abilità, e fra queste sicuramente rientra l’Intelligenza Emozionale, che va applicata insieme a un ottimo intuito ed esperienza. Dovrai imparare a “Sentire”, non solo Vedere. SPERO CHE questo ebook ti abbia dato le giuste chiavi di lettura e spunti formativi nuovi e innovativi, che ti abbiano aiutato a metterti in discussione e che ti esortino a cambiare da qui in avanti il tuo percorso, IN MEGLIO! 169 fi  dif cile, di chi non ha e quindi NON può offrirti equilibrio. - Lasciare una recensione di questo libro sul mio sito; - Contattarmi in privato su Instagram (@NIC_BARTO) o tramite la Sezione Contatti per darmi una tua opinione e farmi sapere cosa ne pensi. RILEGGITI TUTTI I CAPITOLI ALMENO 5 VOLTE PER FAR SEDIMENTARE MEGLIO ALCUNI CONCETTI. 170 fi  Ti invito in ne a:
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