Panoramica dei mercati e delle istituzioni finanziarie giovedì 27 febbraio 2025 10:48 1. Il sistema finanziario 2. I mercati finanziari 3. Istituzioni finanziarie a. Importanza degli intermediari finanziari b. Funzioni degli intermediari finanziari c. Tipi di intermediari finanziari 4. Regolamentazione finanziaria a. Motivi della regolamentazione finanziaria 1. Il sistema finanziario I mercati e le istituzioni finanziarie trasferiscono fondi da coloro che hanno risparmi in eccesso a coloro che hanno carenza di fondi e opportunità di investimento. I mercati finanziari trasferiscono fondi all'interno del circuito della finanza diretta, le istituzioni finanziarie attraverso quello della finanza indiretta. Quando sono ben funzionanti ed efficienti garantiscono la ricchezza economica di (quasi) tutti gli agenti coinvolti. 2. I mercati finanziari Finanza diretta: trasferimento diretto di fondi dai lender-savers (famiglie) ai borrower-spenders (imprese, stato). I fondi vengono trasferiti direttamente mediante la vendita di strumenti finanziari: • Obbligazioni: titoli di debito che promettono di effettuare pagamenti periodici per un periodo specifico. • Azioni: Titoli che danno il diritto al proprietario di una quota nei profitti e negli asset dell’azienda. Introduzione Pagina 1 3. Istituzioni finanziarie Finanza indiretta: Il trasferimento di fondi dai risparmiatori-creditori ai spenditori-debitori avviene attraverso un intermediario finanziario. • L’intermediario finanziario ottiene fondi dai risparmiatori attraverso l'emissione di passività (es. depositi bancari) • E utilizza questi fondi per investire in attività effettuando prestiti/investimenti con i debitori. L'intermediazione finanziaria è il principale canale di trasferimento dei fondi dai creditori ai debitori. Nei paesi sviluppati le imprese ottengono fondi attraverso gli intermediari finanziari e non direttamente sui mercati (dominanza della finanza indiretta su quella diretta). Anche l'importanza relativa dei mercati obbligazionari rispetto a quelli azionari varia tra paesi (US: mercato obbligazionario > mercato azionario; Europa: mercato azionario > mercato obbligazionario). Funzioni degli intermediari finanziari L'importanza degli intermediari finanziari sta nel loro triplice intervento su: • Costi di transazione: ottengono vantaggi economici dalla riduzione dei costi di transazione grazie all'esperienza e allo sfruttamento delle economie di scala. I bassi costi di transazione gli consentono di offrire alcuni servizi di liquidità (conti correnti che facilitano i pagamenti, interessi spendibili sui depositi) che agevolano l'esecuzione delle transazioni dei loro clienti. • Rischio: i bassi costi di transazione consentono anche di ridurre l'esposizione degli investitori al rischio tramite la c.d. redistribuzione del rischio ○ Le Istituzioni finanziarie emettono e vendono attività con bassa rischiosità a investitori, acquistando poi attività con rischiosità maggiore da altri soggetti.(trasformazione delle attività finanziarie, conversione di strumenti finanziari rischiosi in attività più sicure per gli investitori). ○ Inoltre forniscono ad individui e imprese la possibilità di diversificare i loro investimenti: diversificazione del rischio, ovvero investire in una serie di attività (portafoglio) con rendimenti non correlati (in modo da ottenere un rischio di portafoglio inferiore rispetto alle singole attività), raggrupparle all'interno di un portafoglio e di vendere quest'ultimo ai risparmiatori. • Asimmetrie informative: i mercati finanziari sono caratterizzati dalla presenza di asimmetrie informative (si tratta di una condizione in cui un soggetto che partecipa allo scambio finanziario non dispone di informazioni sulla controparte sufficienti per prendere decisioni accurate). Questa asimmetria informativa crea problemi su due fronti: prima della transazione (selezione avversa) e dopo la transazione (azzardo morale). ○ Selezione avversa. Si ha quando i potenziali prenditori di fondi che hanno maggiore probabilità di produrre un risultato indesiderabile (avverso) sono gli stessi che si attivano di più per richiedere un finanziamento. A causa della selezione avversa, i creditori possono decidere di non concedere prestiti, anche se sul mercato potrebbero esserci buone opportunità di investimento. Gli intermediari finanziari, attraverso l’attività di screening, possono ridurre i problemi di selezione avversa. ○ Azzardo morale. Rischio che il prenditore di fondi sia incentivato a compiere azioni indesiderabili (immorali), che accrescono la sua probabilità di insolvenza. L’azzardo morale riduce la probabilità di rimborso del prestito, e di conseguenza anche la probabilità che i creditori concedano prestiti. Gli intermediari finanziari, attraverso l’attività di monitoring, possono ridurre i problemi di azzardo morale. Economie di scopo. Gli intermediari finanziari riducono il costo di acquisizione delle informazioni sfruttando le informazioni ottenute dall’offerta di servizi multipli. Akerlof (1970): ”The Market for ’Lemons’: Quality Uncertainty and the Market Mechanism”. • Mercato delle auto usate: Il venditore ha maggiori informazioni sullo stato dell’auto rispetto ai potenziali compratori. • Se non è possibile distinguere tra auto usate ”buone” e ”cattive” (limoni), i potenziali acquirenti saranno disposti a pagare un prezzo pari alla media dei valori delle auto buone e cattive. • Risultato: le auto buone non verranno vendute perché il prezzo che i potenziali acquirenti sono disposti a pagare è troppo basso. Il mercato delle auto usate funzionerà in modo inefficiente. • Lo stesso fenomeno può riguardare i mercati finanziari Tipi di intermediari finanziari Introduzione Pagina 2 Tipi di intermediari finanziari • Istituti di deposito (banche): accettano depositi e concedono prestiti. Includono banche commerciali, banche popolari e banche di credito cooperativo. ○ Banche commerciali: raccolgono fondi attraverso conti correnti e concedono prestiti commerciali, per consumatori e ipotecari. Collettivamente, queste banche rappresentano la più grande categoria di intermediari finanziari e hanno portafogli di asset molto diversificati (ipoteche, azioni e obbligazioni, titoli di stato). ○ Banche cooperative e popolari: raccolgono fondi attraverso conti correnti e concedono prestiti ipotecari e ai consumatori. Concentrano la loro attività sul territorio. Regola del ”voto capitario”. • Banche d’investimento: offrono consulenze alle aziende sulla emissione di titoli, sottoscrivono offerte di titoli, offrono assistenza per fusioni e acquisizioni e agiscono come intermediari nei mercati dei titoli. • Compagnie di assicurazione: raccolgono fondi attraverso l’emissione di polizze ed investono in titoli azionari e obbligazionari più o meno liquidi, a seconda della tipologia di assicurazione (ESEMPIO: assicurazioni sulla vita o di altro genere). • Fondi pensione: acquisiscono fondi attraverso il versamento di contributi da parte dei lavoratori ed investono in azioni e obbligazioni. • Società finanziarie: raccolgono fondi attraverso l’emissione di strumenti finanziari a breve termine ed investono in prestiti ai consumatori per l’acquisto di ben durevoli. • Fondi comuni di investimento: acquisiscono fondi vendendo quote agli investitori individuali e utilizzano il ricavato per acquistare ampi portafogli diversificati di azioni e obbligazioni. • Fondi hedge: tipologia di fondo comune di investimento che richiede investimenti consistenti ($100.000 o più), lunghi periodi di detenzione e sono soggetti a poche regolamentazioni. Questi fondi investono in quasi tutte le classi di attività. 4. Regolamentazione finanziaria Il settore finanziario è uno dei settori economici più regolamentati. I principali motivi per la regolamentazione sono: 1. Aumentare le informazioni a disposizione degli investitori. a. Le asimmetrie informative possono ostacolare l’efficiente funzionamento dei mercati finanziari, scoraggiando gli investitori. b. Gli interventi di regolamentazione possono ridurre i problemi di selezione avversa e azzardo morale nei mercati finanziari e aumentarne l’efficienza accrescendo la quantità di informazioni disponibili per gli investitori e incentivando così la loro partecipazione. c. Allo stesso tempo, sono vietate le attività di insider trading, cioè e l’utilizzo di informazioni private sulle aziende quotate per ottenere extra-profitti sui mercati finanziari. 2. Garantire la solidità degli intermediari finanziari. a. I risparmiatori potrebbero non essere in grado di valutare la solidità delle istituzioni finanziarie che gestiscono i loro fondi. b. Se i risparmiatori hanno dubbi sulla salute complessiva degli intermediari finanziari, potrebbero voler ritirare i loro fondi sia dalle istituzioni solide che da quelle economicamente precarie, scatenando il panico. c. L’esito più probabile è un panico finanziario che comporta grandi perdite per il settore pubblico e provoca seri danni per l’intero sistema economico. Introduzione Pagina 3 Principali modelli econometrici lunedì 24 febbraio 2025 16:29 Introduzione Pagina 4 Introduzione Pagina 5 Introduzione Pagina 6 Introduzione Pagina 7 Introduzione Pagina 8 Introduzione Pagina 9 Introduzione Pagina 10 Introduzione Pagina 11 Introduzione Pagina 12 Introduzione Pagina 13 Introduzione Pagina 14 Introduzione Pagina 15 Introduzione Pagina 16 Introduzione Pagina 17 Introduzione Pagina 18 Introduzione Pagina 19 Introduzione Pagina 20 Introduzione Pagina 21 Introduzione Pagina 22 Introduzione Pagina 23 Introduzione Pagina 24 Introduzione Pagina 25 Introduzione Pagina 26 Introduzione Pagina 27 Introduzione Pagina 28 Introduzione Pagina 29 Introduzione Pagina 30 Riassunto modelli sabato 19 aprile 2025 10:22 1. OLS Stabilisce una relazione statistica (non causale). La variabile dipendente è una variabile continua. Il metodo del minimi quadrati è utilizzato per stimare i coefficienti in modo che gli errori (i residui) siano minimi. I singoli coefficienti sono calcolati sviluppando l'equazione: Nel caso della regressione multipla, la linea di regressione è rappresentata da: Mantenendo inalterati gli altri fattori, l'aumento di un unità di Unità. aumento y di Assunzioni a. Esogeneità dei regressori. I valori delle variabili indipendenti non sono incorrelati con gli errori del modello (implica che le variazioni osservate nel modello non sono dovuti a errori di misurazione o ad altre variabili escluse dal modello). b. Omoscedasticità. Omogeneità della varianza degli errori del modello. Significa che la dispersione degli errori è costante. c. Osservazioni non correlate. Gli errori non sono correlati fra loro. In altre parole, non deve esistere autocorrelazione. L'autocorrelazione si verifica quando gli errori in osservazioni successive sono correlati in modo sistematico. Bontà del modello misura la bontà dell'adattamento dell'equazione di regressione stimata. • Il coefficiente Rappresenta la percentuale di varianza della variabile dipendente spiegata dalla variabile indipendente (> 0.25 è buono in ambito economico). • Il test t è utilizzato per determinare la significatività di un singolo coefficiente e quindi della relazione tra y e quella variabile. Il test t è dato dal rapporto tra il coefficiente stimato e l’errore standard. Se il p-value è inferiore a 0.1 si rifiuta l'ipotesi nulla, il coefficiente è quindi significativamente diverso da zero. 2. Binary outcome models La variabile dipendente è binaria. Questi modelli stimano la probabilità che y sia uguale a 1 come funzione delle variabili indipendenti: Modello di probabilità lineare Il problema principale di questo modello è che le probabilità predette ( ) non sono limitate tra 0 e 1 ma possono assumere anche valori negativi. Modello logit e probit Nel modello logit, è la funzione di densità cumulata della distrubuzione logistica: Introduzione Pagina 31 Nel modello logit, è la funzione di densità cumulata della distrubuzione logistica: Nel modello probit, è la funzione di densità cumulata della normale standard: Entrambi i modelli sono stimati usando il metodo della massima verosimiglianza. L'interpretazione dei coefficienti è: - Un aumento di aumenta/diminuisce la probabilità che y sia uguale a 1. Quindi un aumento di rende il verificarsi di y più o meno probabile - Gli effetti marginali riflettono il cambiamento nella probabilità di y = 1 dato un cambiamento di 1 unità in una variabile indipendente - Si possono determinare anche gli odds ratio, sono dati dal rapporto Indicano la probabilità che y=1 rispetto a y=0. Se la probabilità predetta dal modello è maggiore di 0.5, allora prevediamo y=1. 3. Probit e logit bivariati I modelli bivariati stimano decisioni che sono interrelate invece che indipendenti (La decisione di partecipare al mercato del lavoro non è indipendente dalla decisione di avere figli). Questi risultati possono essere correlati, con correlazione . Se la correlazione non è significativa usiamo due modelli probit o logit separati, altrimenti quelli bivariati. 4. Tobit Una variabile dipendente è limitata quando esiste un limite ai valori che la variabile può assumere. Il campione può essere censurato se include i valori pari a zero, oppure troncato se include solo i valori positivi. Il modello tobit è una combinazione di due modelli: modello probit, per la decisione discreta y = 0 o y > 0; il modello OLS per valori positivi della variabile dipendente. 5. Dati panel - I dati panel forniscono informazioni sul comportamento individuale, sia tra individui che nel tempo. - I dati panel includono N individui (o paesi, regioni, imprese) osservati per T periodi. - I dati panel sono bilanciati quando tutti gli individui sono osservati in tutti i periodi di tempo. - Noi assumiamo che ci sia correlazione nel comportamento di un singolo individuo nel tempo, ma indipendenza tra individui. I regressori possono essere: - Varying regressors: variabili che variano per ogni individuo e ogni periodo - Time-invariant regressors: variabili esplicative che non variano nel tempo. - Individual-invariant regressors: Variabili esplicative che variano nel tempo ma sono uguali per tutte le osservazioni. Pooled OLS Questo modello combina le osservazioni di tutti gli individui e tutti i periodi in un'unica analisi di regressione: - Le righe associate allo stesso individuo son osservazioni indipendenti e inoltre devono essere soddisfatte le assunzioni di base del modello OLS. - È un modello semplice ed utile quando si desidera una stima generale dell'effetto, tuttavia può non catturare variazioni individuali o temporali nei dati. Fixed effects e random effects Assumiamo che ci sia eterogeneità non osservata tra gli individui e che questa sia catturata da Introduzione Pagina 32 . Assumiamo che ci sia eterogeneità non osservata tra gli individui e che questa sia catturata da Se gli effetti specifici dell'individuo sono correlati con i regressori si utilizza un modello a effetti fissi (FE), altrimenti si utilizza un modello a effetti casuali (RE) : Modello FE Dove sono gli effeti individuali; X è il vettore delle variabili di controllo, sono dummy temporali (una per ogni periodo incluso nel dataset). Gli effetti individuali sono intercette, Ogni individuo ha un termine di intercetta diverso e gli stessi parametri di pendenza. Modello RE Il modello RE assume che gli effetti specifici dell’individuo α siano distribuiti in modo indipendente dai regressori. Per questo motivo, includiamo α nel termine di errore. Ogni individuo ha gli stessi parametri di pendenza e un termine di errore composito α + ϵ Per scegliere tra i due modelli si usa l'Hausman test: - Strumento statistico utilizzato per decidere se sia più appropriato utilizzare un modello a effetti fissi o un modello a effetti casuali in un’analisi dei dati panel. - Se il test è significativo, significa che i parametri nei due modelli sono stimati in modo diverso, e si dovrebbe preferire il modello per cui il test è più significativo. - Se il test non ` e significativo, significa che non ci sono differenze significative tra le stime dei parametri nei due modelli, e puoi scegliere tra i modelli in base ad altre considerazioni. 6. 2SLS Endogeneità Per affrontare il problema dell'endogeneità, possiamo usare le variabili strumentali (IV), Che siano correlate con i regressori, ma non con la variabile dipendente, cercando di isolare l'effetto puro sulla variabile dipendente. Cause di endogeneità: - Omitted variables ci sono variabili che non possono essere incluse che incidono simultaneamente sulla dipendente e sulle esplicative. - Reverse casuality la variabile esplicativa è causata dalla variabile dipendente e non il contrario. Requisiti degli strumenti Indichiamo con Z il vettore di variabili strumentali. Per poter essere utilizzato, questo deve rispettare i seguenti requisiti: 1. Z deve essere correlato con i regressori X: 2. Z non deve essere correlato con il termine di errore ϵ 3. Z non deve essere una causa diretta della variabile dipendente y. Modello dove y è la variabile dipendente, X è il vettore delle variabili esplicative endogene, Controls è il vettore delle variabili di controllo esogene, ϵ è il termine di errore. Poiché i regressori X sono endogeni, i coefficienti stimati con un OLS sarebbero distorti. Il metodo più usato per la stima di modelli con variabili strumentali è quello dei minimi quadrati a due stadi (2SLS). - Secondo stadio: - Primo stadio: Gli strumenti devono anche essere "forti": - Uno strumento è debole se ha una bassa correlazione con la variabile endogena. In questo caso, lo stimatore 2SLS potrebbe essere compromesso. - Test per strumenti deboli: la debolezza degli strumenti può essere misurata dalla statistica F. - Lo strumento è debole se la statistica F è inferiore a 10. Introduzione Pagina 33 . Dispense giovedì 27 febbraio 2025 10:51 1. Dimensione bancaria a. Modello di Diamond (1984) b. Alcune statistiche 2. Specializzazione bancaria a. Hard & soft information 3. Relazioni bancarie a. Hold-up b. Multiple banking i. Ongena and Smith (2000) JFI ii. Detragiache et al. (2000)JF 4. Relazioni bancarie e credito i. Harhoff and Korting (1998) JBF a. Relazioni bancarie e dimensione bancaria i. Cole et al. (2004) JFQA 5. Struttura del mercato bancario e credito 1. Dimensione bancaria Modello di Diamond (1984) Le banche dovrebbero essere grandi e ben diversificate 1. Gli intermediari finanziari contribuiscono all'efficienza del mercato creditizio 2. Gli intermediari finanziari dovrebbero avere una dimensione elevata e una sostanziale diversificazione di portafoglio per minimizzare i costi di monitoring 3. La solidità dell'intermediario finanziario migliora la sua attività di monitoring Alcune statistiche la maggioranza degli asset bancari sono di proprietà di banche grandi. • 2000, negli Stati Uniti, l’85% degli asset del sistema bancario era posseduto da banche con più di 1 miliardo di dollari di attivo. • Periodo 1994-2000, un campione di 21 paesi sviluppati, la quota di mercato delle banche con un attivo superiore a 1 miliardo di dollari era pari al 65%. ○ stesso periodo, campione di 28 paesi in via di sviluppo, la quota di mercato detenuta da banche grandi (definite come banche con un attivo superiore a 100 milioni di dollari) era pari al 74%. Le banche più grandi prestano una maggiore frazione delle loro attività • 2001, 59% banche piccole e 62% banche grandi ○ Prestiti alle imprese: 25% del totale nelle banche grandi e 17% nelle banche piccole Il consolidamento bancario porta ad un aumento dell’attività di erogazione di prestiti. Review of Industrial Organization (1997): I prestiti aumentano in seguito a fusioni e acquisizioni dal 56,4% al 63,3% 2. Specializzazione bancaria Le banche piccole continuano ad esistere per la regolamentazione bancaria che preserva la competitività ed evita un'eccessiva concentrazione del settore e per l'idea che abbiano un vantaggio competitivo nell'erogazione di prestiti a determinate categorie. • Le grandi banche si concentrano sui prestiti alle imprese ○ Specialmente quelle grandi e mature • Le banche più piccole concedono soprattutto prestiti immobiliari ○ E a piccole imprese relativamente più giovani Hard & soft information Struttura bancaria e credito Pagina 34 Hard & soft information • Informazioni hard: informazioni quantificabili e comparabili tra diversi richiedenti ○ Es. Bilanci e rendiconti finanziari • Informazioni soft: informazioni basate sulla reputazione, l’integrità e la fiducia del proprietario dell’impresa, non quantificabili o confrontabili. ○ Es. Colloqui personali tra il potenziale debitore e il loan officer. Le grandi imprese hanno documenti contabili dettagliati e track records relativamente lunghi: le decisioni di prestito sono basate su informazioni hard. Le imprese piccole e giovani non dispongono di approfonditi documenti contabili e hanno uno storico più breve: le decisioni di prestito si basano su informazioni soft. La stessa dimensione della banca influisce sulla capacità di acquisizione, gestione ed utilizzo di queste informazioni. Stein (2002): • Le banche grandi hanno una complessa struttura organizzativa con numerosi livelli di gestione. ○ Il loan officer acquisizione delle informazioni sui potenziali debitori. Le decisioni vengono prese a livelli più alti, e dato che le informazioni soft sono più difficili da trasmettere si predilige l'utilizzo di informazioni hard. Le banche piccole hanno una struttura più semplice. • ○ Il loan officer si occupa dell’acquisizione delle informazioni sui potenziali debitori e le decisioni finali sull’erogazione dei prestiti sono prese a livelli di poco superiori (talvolta dal loan officer stesso). L’utilizzo di informazioni soft non crea problemi di trasmissione tra layers ed `e favorito dalla vicinanza, anche geografica, della banca ai clienti. 3. Relazioni bancarie Sulla base delle informazioni utilizzate nel processo di screening distinguiamo due tecnologie di erogazione del credito (lending technologies): • Transactional lending: informazioni hard, prediletta da banche grandi. • Relationship lending: informazioni soft, prediletta da banche piccole. Hold-up È il rischio, connesso all'utilizzo di informazioni soft, di essere "catturato" dalla banca: la banca possiede informazioni sul debitore e può avere la tentazione di estrarre degli extra-profitti dalla relazione di prestito. Rajan (1992) e Sharpe (1990), Journal of Finance: • Il prestatore con informazioni private può minacciare il debitore di tagliare il credito a meno che non venga pagato un interesse più alto. • Per il debitore è difficile trovare un nuovo prestatore in breve tempo per la mancanza delle informazioni soft di cui l'attuale prestatore dispone, quindi accetta il maggiore tasso di interesse. Rent extraction. • Tuttavia è complicato stabilire se la banca sta effettivamente "catturando" l'impresa. I tassi di interesse elevati possono dipendere da: ○ Elevato costo dell'attività di screening e monitoring. ○ Elevata rischiosità dell'impresa. ○ Elevata concentrazione del mercato del credito locale. Multiple banking Una soluzione all'hold-up può essere la creazione di relazioni bancarie multiple: multiple banking. • L'impresa crea relazioni di prestito con più intermediari finanziari per mettere questi in competizione e ottenere un tasso di interesse inferiore, riducendo così la possibilità di rent extraction da parte della banca, dato che le informazioni soft che ha acquisito sono in possesso di altre banche. • Non è sempre una soluzione praticabile, soprattutto se le imprese sono giovani e opache. La banca ha incentivo ad investire nell'acquisizione di soft information (attività costosa), soltanto se questo le garantisce una posizione privilegiata nei rapporti con l'impresa. Struttura bancaria e credito Pagina 35 soltanto se questo le garantisce una posizione privilegiata nei rapporti con l'impresa. • La ricerca empirica mostra che le imprese più grandi, mature e con accesso ad altre fonti di finanziamento (es. mercato azionario e/o obbligazionario) hanno una maggiore probabilità di avere relazioni bancarie multiple. Anche altri fattori possono influire sul numero di relazioni bancarie: ○ Ongena and Smith (2000): Journal of Finance Intermediation Il numero di relazioni bancarie è determinato da caratteristiche del paese di origine dell'impresa. ▪ Le imprese mantengono più relazioni bancarie nei paesi con sistemi giudiziari inefficienti, ▪ dove il settore bancario è più competitivo e stabile, ▪ il mercato obbligazionario è più sviluppato. ○ Detragiache et al. (2000): Journal of Finance ▪ Le imprese grandi risultano avere una minore probabilità di avere una singola relazione bancaria. ▪ Inoltre le imprese innovative e quelle clienti di banche grandi hanno maggiore probabilità di avere relazioni bancarie multiple. Ongena and Smith (2000) JFI I paesi europei si differenziano significativamente con riferimento al numero di relazioni bancarie intrattenute dalle imprese. Obiettivo della ricerca. Analizzare le determinanti delle relazioni bancarie multiple. Dati. Da un campione di 1129 imprese provenienti da 20 paesi europei Variabile dipendente. Numero di relazioni bancarie • È una variabile discreta pari al numero di banche con cui l'impresa interagisce per gestire la liquidità. • La maggior parte delle imprese mantiene più di una relazione bancaria: solo il 14,5% delle imprese dichiara di avere una sola banca. Tra le altre il 47% mantiene dalle tre alle sette relazioni e un altro 19,7% ne utilizza più di sette. • Il numero medio di relazioni è superiore a cinque e la mediana è tre. Struttura bancaria e credito Pagina 36 • Variabili indipendenti. • Caratteristiche di impresa. ○ Vendite domestiche (in milioni di $): le imprese più grandi possono avere più necessità di relazioni bancarie multiple (+). ○ Vendite estere (variabile categorica): la gestione della liquidità proveniente dai mercati esteri può richiedere un maggior numero di servizi finanziari (+); tuttavia, questi servizi possono essere forniti da banche estere che non sono considerate nell’analisi (-). ○ Ampiezza della relazione bancaria: i servizi offerti dalla banca (e il numero di banche) dipende dall’utilizzo che ne fa l’impresa (+). ○ Importanza della relazione bancaria (indice da 0 a 8): se la relazione è importante, il numero di relazioni è inferiore (-). ○ Settore industriale (46 variabili dummy): alcuni settori hanno una maggiore dipendenza da fonti di finanziamento esterne (+). • Caratteristiche del paese. ○ Fragilità del sistema bancario (indice da 0 a 10 costruito in base alla media dei rating delle banche del paese): se il sistema bancario è fragile, le imprese preferiscono avere più relazioni bancarie (+). ○ Efficienza giudiziaria (indice da 0 a 10): nei sistemi caratterizzati da un basso livello di efficienza (quindi alti costi di fallimento) è più probabile che le imprese abbiano più relazioni bancarie (-). ○ Diritti dei creditori (indice da 0 a 4 costruito sulla base del livello di protezione dei creditori in caso di fallimento): all’aumentare di questo indicatore, le imprese dovrebbero avere meno relazioni bancarie (-). ○ Importanza del mercato azionario e obbligazionario (valore del mercato azionario o obbligazionario/PIL): se i mercati sostituiscono le banche, all’aumentare di questi Struttura bancaria e credito Pagina 37 o obbligazionario/PIL): se i mercati sostituiscono le banche, all’aumentare di questi indicatori il numero di relazioni bancarie si riduce (-). ○ Concentrazione del mercato bancario (CR3): in un sistema bancario concentrato le imprese hanno ovviamente meno banche tra cui scegliere (-). Modello econometrico. : il numero di relazioni bancarie; : vettore delle variabili indipendenti a livello di impresa; : vettore delle variabili indipendenti a livello paese; è il termine di errore; Dato che la variabile dipendente è una variabile discreta e troncata, il modello di stima utilizzato è un modello Tobit. Risultati. • Le imprese più grandi (in termini di vendite domestiche) hanno un maggior numero di relazioni bancarie. • Le imprese che operano maggiormente sui mercati esteri hanno un minor numero di relazioni bancarie. • Esiste una relazione non lineare tra la fragilità del sistema bancario e il numero di relazioni bancarie delle imprese. • Il livello di efficienza giudiziaria e protezione dei creditori riducono il numero di relazioni bancarie. • La concentrazione del mercato bancario riduce il numero di relazioni bancarie delle imprese. Detragiache et al. (2000) JF In Italia, l'89% delle imprese ha relazioni bancarie multiple. Obiettivo della ricerca. Individuare i fattori che incidono sulla necessità delle imprese di avere relazioni bancarie multiple. Dati. Per condurre la ricerca, sono state utilizzate tre principali fonti di dati: • La Survey on Manufacturing Firms (SMF) condotta da Mediocredito Centrale su un campione di circa 4000 imprese italiane che fornisce un’ampia serie di informazioni qualitative e quantitative (dati di bilancio). • Il database Centrale dei Rischi, di proprietà della Banca d’Italia, che raccoglie informazioni sui finanziamenti alle imprese (e alle famiglie). • Il database contenente i dati di bilancio delle banche che hanno relazioni con le imprese del campione. Complessivamente, dall’unione di questi dataset `e stato ottenuto un campione di 1849 imprese. Variabile dipendente. Relazione bancaria esclusiva. • La Centrale dei Rischi fornisce informazioni dettagliate sulle relazioni di debito delle imprese: tipologia di finanziamento, ammontare, presenza/assenza di garanzie, tasso di interesse, ecc. • La variabile dipendente `e una variabile dummy uguale a uno se l’impresa ha una relazione di prestito con una sola banca, e uguale a zero nel caso in cui l’impresa abbia dei debiti con più banche. Struttura bancaria e credito Pagina 38 Variabili indipendenti. Caratteristiche di impresa (principali). • Numero di impiegati: le imprese più grandi hanno una minore probabilità di avere relazioni bancarie esclusive (-). • Livello di indebitamento (misurato dal rapporto tra debito e totale dell’attivo): le imprese più indebitate devono solitamente ricorrere al finanziamento da parte di più banche (-). • Età dell’impresa: le imprese più mature possono aver sviluppato più relazioni bancarie delle imprese giovani; allo stesso tempo possono essere caratterizzate anche da lunghe relazioni esclusive (+/-). • Appartenenza a un gruppo: le imprese che appartengono a gruppi solitamente ottengono finanziamenti infra-gruppo, quindi potrebbero essere caratterizzate da relazioni bancarie singole (+). • Attività di innovazione: le imprese innovative sono caratterizzate da una maggiore rischiosità e le banche potrebbero essere disposte a finanziare solo in parte i loro progetti; di conseguenza queste imprese possono avere relazioni bancarie multiple (-). Modello econometrico. dove ϕ indica la funzione di densità della normale standard; è la variabile dipendente ed è una dummy uguale a uno se l’impresa i ha una sola relazione bancaria (e uguale a zero se ha più relazioni bancarie); è il vettore delle variabili indipendenti a livello di impresa; è un vettore contenente altre variabili di controllo (sia a livello di impresa che di banca). Dato che la variabile dipendente `e una variabile dummy, il modello di stima utilizzato è un modello Probit. Risultati. • Le imprese grandi e quelle più indebitate hanno una minore probabilità di avere relazioni bancarie singole. • Le imprese che svolgono attività di innovazione (indipendentemente da come questa viene misurata) hanno una minore probabilità di avere una singola relazione bancaria. 4. Relazioni bancarie e credito La ricerca empirica mostra anche che: • la disponibilità di credito risulta aumentare al ridursi del numero di relazioni bancarie e all’aumentare della durata della relazione con la banca creditrice. • le imprese con relazioni bancarie più durature risultano essere caratterizzate da una minore probabilità di fornire collateral a garanzia del prestito ottenuto. • il tasso di interesse si riduce all’aumentare della durata della relazione banca-impresa. Harhoff and Korting (1998) Journal of Banking and Finance La creazione di solide relazioni bancarie può rappresentare una soluzione al problema delle asimmetrie informative, sviluppando una reputazione non-opportunistica con l'intermediario Struttura bancaria e credito Pagina 39 asimmetrie informative, sviluppando una reputazione non-opportunistica con l'intermediario finanziario e ottenendo maggiore disponibilità di credito a condizioni migliori. Obiettivo della ricerca. Analizzare la relazione tra la qualità della relazione banca-impresa e la disponibilità di credito, il tasso di interesse pagato dalla banca e la probabilità di fornire collateral a garanzia del prestito. Dati. Una survey condotta in Germania su un campione di 1509 PMI con domande riguardo all'organizzazione dell'impresa, le attività condotte, e le relazioni bancarie in essere. Variabile dipendente. • Richiesta di collateral. L’indagine ha chiesto alle imprese se per ottenere credito hanno dovuto fornire un collateral a garanzia del prestito (dummy uguale a uno se è stato fornito, zero altrimenti). • Tasso di interesse. L’indagine ha chiesto alle imprese quale fosse il tasso di interesse richiesto sui prestiti a loro concessi. (variabile continua). • Disponibilità di credito. Dato non fornito, ma dedotto tramite l'utilizzo da parte delle imprese dei debiti commerciali, a cui è sempre preferito il prestito bancario, quindi le imprese che usano di più i debiti commerciali sono quelle che non accedono al credito bancario (variabile continua data dal rapporto tra debiti commerciali pagati in anticipi e debiti commerciali totali). Variabili indipendenti. • Caratteristiche della relazione banca-impresa. ○ Durata della relazione bancaria (in numero di anni): relazioni bancarie lunghe consentono alla banca di determinare con maggior precisione il merito di credito dell’impresa riducendo le asimmetrie informative (-;-;+). ○ Numero di relazioni bancarie: all’aumentare del numero di relazioni di prestito dell’impresa, l’intermediario potrebbe essere meno propenso ad investire nella relazione; allo stesso tempo per` o si possono ridurre problemi di hold-up (?). ○ Fiducia nella relazione bancaria (variabile dummy uguale a 1 se il manager dichiara che c'è un rapporto di fiducia tra l'impresa e la banca): una maggiore fiducia tra l’intermediario e l’impresa dovrebbe migliorare le condizioni di prestito (-;-;+). • Altre caratteristiche di impresa. ○ Età e dimensione di impresa ○ Abilità dell’impresa di ripagare i debiti (profitti dell’impresa/spesa per interessi). ○ Livello di indebitamento (debito/totale attivo). ○ Situazione di stress finanziario. ○ Forma legale e proprietaria (impresa familiare o impresa estera). ○ Regione e settore industriale di appartenenza Modelli econometrici. (1) (2) (3) Dove indica la funzione di densità della normale standard; , ,e sono le variabili dipendenti; è il vettore delle variabili indipendenti relative alle caratteristiche della relazione banca-impresa; è il vettore delle altre variabili di controllo a livello di impresa; è il termine di errore. • L’equazione (1) `e stimata con un modello Probit. • L’equazione (2) `e stimata con un modello OLS. • L’equazione (3) `e stimata con un modello Tobit. Risultati. • La durata della relazione banca-impresa è negativamente associata alla probabilità che l’impresa fornisca collateral a garanzia del prestito. • Il numero di relazioni bancarie dell’impresa è positivamente associato alla probabilità che l’impresa fornisca collateral a garanzia del prestito, e negativamente associato alla disponibilità di credito bancario. • Una relazione caratterizzata da un elevato livello di fiducia tra la banca e l’impresa è negativamente associata alla probabilità di fornire collateral e al tasso di interesse applicato Struttura bancaria e credito Pagina 40 negativamente associata alla probabilità di fornire collateral e al tasso di interesse applicato dalla banca. • Relationship lending (intesa come esistenza di una relazione solida, di lunga durata, e personale tra la banca e l’impresa) migliora la disponibilità e le condizioni di credito. Relazioni bancarie e dimensione bancaria Gli studi empirici suggeriscono che le banche nel corso del tempo ottengono informazioni private in grado di migliorare la disponibilità di credito. La capacità di acquisire tali informazioni varia al variare della dimensione bancaria. È quindi plausibile che la dimensione abbia un ruolo nel determinare la disponibilità e i termini del credito concesso. Berger and Udell (1996). Da un analisi su 900.000 prestiti concessi da banche statunitensi risulta che: • Quelli erogati da banche grandi hanno un minore tasso di interesse. • La probabilità di fornire collateral è inferiore nel caso di prestiti erogati da banche grandi Carter et al.(2004). • Il costo totale del prestito risulta inferiore nel caso di prestiti erogati da banche grandi. Cole et al. (2004): Journal of Financial and Quantitative Analysis La dimensione dell’intermediario finanziario incide sulla sua capacità di acquisire e gestire diverse tipologie di informazioni. Questo può, di conseguenza, incidere sull’access al credito bancario da parte delle imprese. Obiettivo della ricerca. Analizzare i processi di approvazione dei prestiti delle banche, distinguendo gli intermediari sulla base della loro dimensione. Dati. La fonte principale è una survey (NSSBF) della Fed su un campione di 4000 imprese US. Fornisce informazioni dettagliate sulla situazione creditizia delle imprese, le loro relazioni bancarie, la struttura proprietaria, nonché variabili di bilancio. Variabili dipendenti. • Banca grande. L'indagine chiede all'impresa se ha fatto richiesta di credito e a quale intermediario finanziario (dummy uguale a uno se l'impresa ha chiesto credito ad una banca grande, a zero se lo ha chiesto a una banca piccola). • Credito concesso. L'indagine chiede se la richiesta di credito ha avuto successo (dummy uguale a uno se l'impresa ha ottenuto credito, zero se non l'ha ottenuto). Le banche hanno approvato l'erogazione del prestito all'83.1% delle imprese. Variabili indipendenti. Sono raggruppate in quattro categorie: • Caratteristiche di impresa (e del proprietario). Storia creditizia, indicatori di bilancio e relazioni finanziarie • Caratteristiche del prestito richiesto. • Caratteristiche della relazione banca-impresa. • Caratteristiche della banca. Struttura bancaria e credito Pagina 41 • Modelli econometrici. (1) (2) dove indica la funzione di densità della normale standard; e sono le variabili dipendenti; è il vettore di variabili indipendenti. • Sia l’equazione (1) che l'equazione (2) sono stimate attraverso un modello Probit. Risultati. • Le imprese grandi e mature sono caratterizzate da una maggiore probabilità di richiedere prestiti a banche grandi. • Le decisioni sull'erogazione del credito da parte delle banche grandi sono basate su criteri standard, come le variabili finanziarie presenti in bilancio. • Al contrario, le decisioni di prestito delle banche piccole si basano maggiormente su variabili relative alla relazione banca-impresa. 5. Struttura del mercato bancario e credito Struttura del mercato bancario L'evidenza empirica mostra una relazione significativa tra dimensione bancaria e credito erogato. Negli anni '90 si è osservato un rapido consolidamento dell'industria bancaria (sia negli USA che in Europa), che effetti ha prodotto in termini di offerta di credito? I principali motori del consolidamento bancario sono: • La deregolamentazione delle restrizioni sull'espansione bancaria. • Avvento dell'IT e sfruttamento delle economie di scala nel settore bancario Entrambi i fattori hanno tendenzialmente migliorato l’offerta di credito da parte delle banche. Deregolamentazione e consolidamento bancario Jayaratne and Strahan (1998) Journal of Law and Economics e Stiroh and Strahan (2003) Journal of Money, Credit and Banking. Struttura bancaria e credito Pagina 42 Stiroh and Strahan (2003) Journal of Money, Credit and Banking. A seguito della deregolamentazione delle restrizioni sull’espansione dell’attività bancaria negli Stati Uniti, la quota di mercato delle grandi banche è aumentata e il costo del credito è diminuito. Risultati simili sono stati rilevati anche con riferimento a paesi diversi dagli Stati Uniti: In generale, il rilassamento delle restrizioni sulle attività bancarie transfrontaliere in Europa all’inizio degli anni ’90 è stato seguito da: • Un aumento della concorrenza e dell’efficienza. • Un aumento di fenomeni di fusioni e acquisizioni (consolidamento). • Una migliore disponibilità di credito. IT e consolidamento bancario Gli avanzamenti tecnologici hanno stimolato il consolidamento bancario grazie alle economie di scala. • Le grandi banche hanno costantemente adottato nuove tecnologie prima delle piccole banche: credit scoring, securitization, online banking. • Allo stesso tempo, queste tecnologie migliorano la disponibilità di credito. Consolidamento bancario e disponibilità di credito Sia la deregolamentazione che l'avanzamento tecnologico possono migliorare l'offerta di credito. • Ma entrambi i fenomeni sono legati all'importanza relativa delle grandi banche. • Sfida empirica: identificare correttamente gli effetti prodotti dal consolidamento bancario. • Approccio utilizzato: stimare le variazioni nel prezzo del credito (interesse) a seguito di un processo di consolidamento bancario. Sapienza (2002): Journal of Finance. • Analizza come le fusioni in Italia abbiano influenzato il credito bancario utilizzando dati a livello di prestito che permettono di monitorare i singoli mutuatari nel tempo, sia prima che dopo la fusione. • Dopo le acquisizioni di banche piccole da parte di banche grandi, i tassi di interesse tendono a diminuire per i mutuatari in corso che intendono rifinanziarsi: maggiore efficienza dopo la fusione e quindi prezzi pi` u bassi. • Tuttavia, quando una fusione porta a un elevato aumento della concentrazione del mercato locale, i tassi di interesse tendono a salire invece che a diminuire. Focarelli and Panetta (2003): American Economic Review. • Analisi delle fusioni bancarie avvenute in Italia. • Grandi cali iniziali dei tassi di interesse sui depositi a causa dell’aumento del potere di mercato delle banche dopo la fusione. • Tuttavia, questi cali sono completamente annullati a tre anni dalla fusione. • Proprio come l’offerta di depositi può rispondere elasticamente nel lungo periodo, lo stesso può avvenire per l’offerta di credito. Berger et al. (1998): Journal of Financial Economics. • La riduzione iniziale nel credito erogato alle piccole e medie imprese a seguito di una fusione viene compensata dal credito erogato da altre banche nello stesso mercato locale. Berger et al. (2004): Journal of Business. • La formazione di nuove banche è più elevata nei mercati che hanno subito un consolidamento. • Le nuove banche potrebbero entrare nel mercato, in parte, per servire le piccole imprese che sono state escluse dall’erogazione del credito a seguito del consolidamento Struttura bancaria e credito Pagina 43 Riassunto lunedì 7 aprile 2025 16:52 1. Dimensione bancaria e credito Modello di Diamond (1984) Le banche dovrebbero essere grandi e ben diversificate 1. Gli intermediari finanziari contribuiscono all'efficienza del mercato creditizio 2. Gli intermediari finanziari dovrebbero avere una dimensione elevata e una sostanziale diversificazione di portafoglio per minimizzare i costi di monitoring 3. La solidità dell'intermediario finanziario migliora la sua attività di monitoring Alcune statistiche (da dati empirici) • la maggioranza degli asset bancari sono di proprietà di banche grandi. (sia negli USA che nei paesi in via di sviluppo) • Le banche più grandi prestano una maggiore frazione delle loro attività (dal 59% delle banche piccole al 62% delle banche grandi) ○ Ancora più evidente se si considerano solo i prestiti alle imprese: 17% nelle banche piccole e 25% nelle banche grandi. • Il consolidamento bancario porta ad un aumento dell’attività di erogazione di prestiti. 2. Specializzazione bancaria Nonostante questi dati le banche piccole continuano a esistere, perché? 1. La regolamentazione bancaria preserva la competitività ed evita un'eccessiva concentrazione del settore. 2. Le banche piccole hanno un ruolo importante nei prestiti immobiliari e alle piccole imprese relativamente più giovani. Questa seconda motivazione è strettamente legata al tipo di informazioni fornito dai debitori per accedere al credito: • Le banche più grandi hanno una struttura più complessa, con numerosi livelli di gestione. ○ Il loan officer acquisisce le informazioni sui potenziali clienti. Le informazioni vengono trasmesse ai livelli più alti, dove vengono prese le decisioni. ○ Data la distanza tra i livelli vengono preferite le informazioni hard, quantificabili e comparabili tra i diversi clienti (come ad esempio bilanci e rendiconti finanziari) ○ Queste informazioni sono più facili da fornire per grandi imprese che hanno documenti contabili dettagliati e storici relativamente lunghi. • Le banche piccole hanno una struttura più semplice. ○ Il loan officer si occupa dell’acquisizione delle informazioni sui potenziali debitori e le decisioni finali sull’erogazione dei prestiti sono prese a livelli di poco superiori (talvolta dal loan officer stesso). ○ La vicinanza tra i layers e della banca ai clienti (anche geografica) rende possibile l'utilizzo di informazioni soft, basate sulla reputazione, l’integrità e la fiducia nel proprietario dell’impresa (non sono quantificabili o confrontabili) ○ Che sono le uniche informazioni che piccole e giovani imprese, non provviste di approfonditi documenti contabili, sono in grado di fornire. 3. Relazioni bancarie Sulla base delle informazioni utilizzate nel processo di screening distinguiamo due tecnologie di erogazione del credito (lending technologies): • Transactional lending: informazioni hard, prediletta da banche grandi. • Relationship lending: informazioni soft, prediletta da banche piccole. Hold-up L'utilizzo di informazioni soft è connesso al rischio di hold-up, ovvero di essere catturato dalla banca che, possedendo tali informazioni, può tentare di estrarre extraprofitti dalla relazione con l'impresa (rent extraction), che a causa dei costi connessi all'acquisizione delle soft information Struttura bancaria e credito Pagina 44 l'impresa (rent extraction), che a causa dei costi connessi all'acquisizione delle soft information ha difficoltà nel trovare un nuovo prestatore in breve tempo. Tuttavia è complicato stabilire se la banca sta effettivamente "catturando" l'impresa, data la moltitudine di fattori che può far alzare il tasso di interesse. Multiple banking Una soluzione all'hold-up può essere la creazione di relazioni bancarie multiple: multiple banking. Creando relazioni con diverse banche queste sono in competizione e offrono tassi più bassi dato che sono le uniche a possedere le soft information. • Non è sempre possibile visto che la banca ha incentivo ad investire nell'acquisizione delle informazioni soltanto se questo le garantisce una posizione privilegiata nei rapporti con l'impresa. • La ricerca empirica mostra che le imprese più grandi, mature e con accesso ad altre fonti di finanziamento (es. mercato azionario e/o obbligazionario) hanno una maggiore probabilità di avere relazioni bancarie multiple. • Il numero di relazioni bancarie è influenzato anche da fattori come ○ Le caratteristiche del paese di origine dell'impresa: sistema giudiziario inefficiente, settore bancario più competitivo e mercato obbligazionario più sviluppato portano a un maggior numero di relazioni bancarie ○ Il tipo di impresa: le imprese grandi, quelle innovative e quelle clienti di banche grandi hanno maggiore probabilità di intrattenere relazioni bancarie multiple 4. Relazioni bancarie e credito La ricerca empirica mostra che una relazione duratura con la banca aumenta la disponibilità di credito (anche avere relazioni singole), diminuisce la probabilità che venga richiesto un collateral e riduce il tasso di interesse. Relazioni bancarie e dimensione bancaria Gli studi empirici suggeriscono che le banche nel corso del tempo ottengono informazioni private in grado di migliorare la disponibilità di credito. La capacità di acquisire tali informazioni varia al variare della dimensione bancaria. È quindi plausibile che la dimensione abbia un ruolo nel determinare la disponibilità e i termini del credito concesso. 5. Struttura del mercato bancario e credito L'evidenza empirica mostra una relazione significativa tra dimensione bancaria e credito erogato. Negli anni '90 si è osservato un rapido consolidamento dell'industria bancaria. I principali motori di tale consolidamento sono stati: • Deregolamentazione: che solitamente è seguita da ○ Un aumento della concorrenza e dell'efficienza ○ Un aumento di fenomeni di fusione e acquisizioni ○ Una migliore disponibilità del credito • Avvento dell'IT: Gli avanzamenti tecnologici hanno stimolato il consolidamento bancario grazie alle economie di scala. ○ Le grandi banche hanno costantemente adottato nuove tecnologie prima delle piccole banche (credit scoring, securitization, online banking). ○ queste tecnologie migliorano la disponibilità di credito. Vari studi analizzano l'effetto del consolidamento bancario sull'offerta di credito in Italia: • Dopo una fusione i tassi di interesse tendono a diminuire per i mutuatari in corso che intendono rifinanziarsi tuttavia, quando una fusione porta a un elevato aumento della concentrazione del mercato locale, i tassi di interesse tendono a salire invece che a diminuire. • Subito dopo la fusione si osserva un calo dei tassi di interesse sui depositi a causa dell'aumento del potere di mercato tuttavia, questi cali sono del tutto annullati a tre anni dalla fusione. • La riduzione iniziale nel credito erogato alle piccole e medie imprese a seguito di una fusione viene compensata dal credito erogato da altre banche nello stesso mercato locale. • La formazione di nuove banche è più elevata nei mercati che hanno subito un consolidamento. In parte questo avviene per servire le piccole imprese che sono rimaste escluse dall'erogazione del credito a seguito del consolidamento. Struttura bancaria e credito Pagina 45 escluse dall'erogazione del credito a seguito del consolidamento. Struttura bancaria e credito Pagina 46 Modelli lunedì 7 aprile 2025 18:00 Onega and Smith (2000) Journal of Financial Intermediation Il numero di relazioni bancarie è determinato da caratteristiche del paese di origine dell'impresa. ▪ Le imprese mantengono più relazioni bancarie nei paesi con sistemi giudiziari inefficienti, ▪ dove il settore bancario è più competitivo e stabile, ▪ il mercato obbligazionario è più sviluppato. Obiettivo della ricerca. Analizzare le determinanti delle relazioni bancarie multiple. Dati. Da un campione di 1129 imprese provenienti da 20 paesi europei Variabile dipendente. Numero di relazioni bancarie • È una variabile discreta pari al numero di banche con cui l'impresa interagisce per gestire la liquidità. • La maggior parte delle imprese mantiene più di una relazione bancaria: solo il 14,5% delle imprese dichiara di avere una sola banca. Tra le altre il 47% mantiene dalle tre alle sette relazioni e un altro 19,7% ne utilizza più di sette. • Il numero medio di relazioni è superiore a cinque e la mediana è tre. Variabili indipendenti. • Caratteristiche di impresa. ○ Vendite domestiche (in milioni di $): le imprese più grandi possono avere più necessità di relazioni bancarie multiple (+). ○ Vendite estere (variabile categorica): la gestione della liquidità proveniente dai mercati esteri può richiedere un maggior numero di servizi finanziari (+); tuttavia, questi servizi possono essere forniti da banche estere che non sono considerate nell’analisi (-). ○ Ampiezza della relazione bancaria: i servizi offerti dalla banca (e il numero di banche) dipende dall’utilizzo che ne fa l’impresa (+). ○ Importanza della relazione bancaria (indice da 0 a 8): se la relazione è importante, il numero di relazioni è inferiore (-). ○ Settore industriale (46 variabili dummy): alcuni settori hanno una maggiore dipendenza da fonti di finanziamento esterne (+). • Caratteristiche del paese. ○ Fragilità del sistema bancario (indice da 0 a 10 costruito in base alla media dei rating delle banche del paese): se il sistema bancario è fragile, le imprese preferiscono avere più relazioni bancarie (+). ○ Efficienza giudiziaria (indice da 0 a 10): nei sistemi caratterizzati da un basso livello di efficienza (quindi alti costi di fallimento) è più probabile che le imprese abbiano più relazioni bancarie (-). ○ Diritti dei creditori (indice da 0 a 4 costruito sulla base del livello di protezione dei creditori in caso di fallimento): all’aumentare di questo indicatore, le imprese dovrebbero avere meno relazioni bancarie (-). ○ Importanza del mercato azionario e obbligazionario (valore del mercato azionario o obbligazionario/PIL): se i mercati sostituiscono le banche, all’aumentare di questi indicatori il numero di relazioni bancarie si riduce (-). ○ Concentrazione del mercato bancario (CR3): in un sistema bancario concentrato le imprese hanno ovviamente meno banche tra cui scegliere (-). Modello econometrico. : il numero di relazioni bancarie; : vettore delle variabili indipendenti a livello di impresa; : vettore delle variabili indipendenti a livello paese; è il termine di errore; Dato che la variabile dipendente è una variabile discreta e troncata, il modello di stima utilizzato è un modello TOBIT. Struttura bancaria e credito Pagina 47 utilizzato è un modello TOBIT. Risultati. • Le imprese più grandi (in termini di vendite domestiche) hanno un maggior numero di relazioni bancarie. • Le imprese che operano maggiormente sui mercati esteri hanno un minor numero di relazioni bancarie. • Esiste una relazione non lineare tra la fragilità del sistema bancario e il numero di relazioni bancarie delle imprese. • Il livello di efficienza giudiziaria e protezione dei creditori riducono il numero di relazioni bancarie. • La concentrazione del mercato bancario riduce il numero di relazioni bancarie delle imprese. Detragiache et al. (2000) Journal of Finance Le imprese grandi risultano avere una minore probabilità di avere una singola relazione bancaria. Inoltre le imprese innovative e quelle clienti di banche grandi hanno maggiore probabilità di avere relazioni bancarie multiple. In Italia, l'89% delle imprese ha relazioni bancarie multiple. Obiettivo della ricerca. Individuare i fattori che incidono sulla necessità delle imprese di avere relazioni bancarie multiple. Dati. Per condurre la ricerca, sono state utilizzate tre principali fonti di dati: • La Survey on Manufacturing Firms (SMF) condotta da Mediocredito Centrale su un campione di circa 4000 imprese italiane che fornisce un’ampia serie di informazioni qualitative e quantitative (dati di bilancio). • Il database Centrale dei Rischi, di proprietà della Banca d’Italia, che raccoglie informazioni sui finanziamenti alle imprese (e alle famiglie). • Il database contenente i dati di bilancio delle banche che hanno relazioni con le imprese del campione. Complessivamente, dall’unione di questi dataset `e stato ottenuto un campione di 1849 imprese. Variabile dipendente. Relazione bancaria esclusiva. • La Centrale dei Rischi fornisce informazioni dettagliate sulle relazioni di debito delle imprese: tipologia di finanziamento, ammontare, presenza/assenza di garanzie, tasso di interesse, ecc. • La variabile dipendente `e una variabile dummy uguale a uno se l’impresa ha una relazione di prestito con una sola banca, e uguale a zero nel caso in cui l’impresa abbia dei debiti con più banche. Variabili indipendenti. Caratteristiche di impresa (principali). • Numero di impiegati: le imprese più grandi hanno una minore probabilità di avere relazioni bancarie esclusive (-). • Livello di indebitamento (misurato dal rapporto tra debito e totale dell’attivo): le imprese più indebitate devono solitamente ricorrere al finanziamento da parte di più banche (-). • Età dell’impresa: le imprese più mature possono aver sviluppato più relazioni bancarie delle imprese giovani; allo stesso tempo possono essere caratterizzate anche da lunghe relazioni esclusive (+/-). • Appartenenza a un gruppo: le imprese che appartengono a gruppi solitamente ottengono finanziamenti infra-gruppo, quindi potrebbero essere caratterizzate da relazioni bancarie singole (+). • Attività di innovazione: le imprese innovative sono caratterizzate da una maggiore rischiosità e le banche potrebbero essere disposte a finanziare solo in parte i loro progetti; di conseguenza queste imprese possono avere relazioni bancarie multiple (-). Modello econometrico. dove ϕ indica la funzione di densità della normale standard; è la variabile dipendente ed è una dummy uguale a uno se l’impresa i ha una sola relazione bancaria (e uguale a zero se ha più relazioni bancarie); è il vettore delle variabili indipendenti a livello di impresa; è un vettore contenente altre variabili di controllo (sia a livello di impresa che di banca). Struttura bancaria e credito Pagina 48 impresa che di banca). Dato che la variabile dipendente è una variabile dummy, il modello di stima utilizzato è un modello PROBIT. Risultati. • Le imprese grandi e quelle più indebitate hanno una minore probabilità di avere relazioni bancarie singole. • Le imprese che svolgono attività di innovazione (indipendentemente da come questa viene misurata) hanno una minore probabilità di avere una singola relazione bancaria. Harhoff and Korting (1998) Journal of Banking and Finance La creazione di solide relazioni bancarie può rappresentare una soluzione al problema delle asimmetrie informative, sviluppando una reputazione non-opportunistica con l'intermediario finanziario e ottenendo maggiore disponibilità di credito a condizioni migliori. Obiettivo della ricerca. Analizzare la relazione tra la qualità della relazione banca-impresa e la disponibilità di credito, il tasso di interesse pagato dalla banca e la probabilità di fornire collateral a garanzia del prestito. Dati. Una survey condotta in Germania su un campione di 1509 PMI con domande riguardo all'organizzazione dell'impresa, le attività condotte, e le relazioni bancarie in essere. Variabile dipendente. • Richiesta di collateral. L’indagine ha chiesto alle imprese se per ottenere credito hanno dovuto fornire un collateral a garanzia del prestito (dummy uguale a uno se è stato fornito, zero altrimenti). • Tasso di interesse. L’indagine ha chiesto alle imprese quale fosse il tasso di interesse richiesto sui prestiti a loro concessi. (variabile continua). • Disponibilità di credito. Dato non fornito, ma dedotto tramite l'utilizzo da parte delle imprese dei debiti commerciali, a cui è sempre preferito il prestito bancario, quindi le imprese che usano di più i debiti commerciali sono quelle che non accedono al credito bancario (variabile continua data dal rapporto tra debiti commerciali pagati in anticipi e debiti commerciali totali). Variabili indipendenti. • Caratteristiche della relazione banca-impresa. ○ Durata della relazione bancaria (in numero di anni): relazioni bancarie lunghe consentono alla banca di determinare con maggior precisione il merito di credito dell’impresa riducendo le asimmetrie informative (-;-;+). ○ Numero di relazioni bancarie: all’aumentare del numero di relazioni di prestito dell’impresa, l’intermediario potrebbe essere meno propenso ad investire nella relazione; allo stesso tempo per` o si possono ridurre problemi di hold-up (?). ○ Fiducia nella relazione bancaria (variabile dummy uguale a 1 se il manager dichiara che c'è un rapporto di fiducia tra l'impresa e la banca): una maggiore fiducia tra l’intermediario e l’impresa dovrebbe migliorare le condizioni di prestito (-;-;+). • Altre caratteristiche di impresa. ○ Età e dimensione di impresa ○ Abilità dell’impresa di ripagare i debiti (profitti dell’impresa/spesa per interessi). ○ Livello di indebitamento (debito/totale attivo). ○ Situazione di stress finanziario. ○ Forma legale e proprietaria (impresa familiare o impresa estera). ○ Regione e settore industriale di appartenenza Dove indica la funzione di densità della normale standard; , ,e sono le variabili dipendenti; è il vettore delle variabili indipendenti relative alle caratteristiche della relazione banca-impresa; è il vettore delle altre variabili di controllo a livello di impresa; è il termine di errore. • L’equazione (1) `e stimata con un modello Probit. • L’equazione (2) `e stimata con un modello OLS. • L’equazione (3) `e stimata con un modello Tobit. Risultati. • La durata della relazione banca-impresa è negativamente associata alla probabilità che l’impresa fornisca collateral a garanzia del prestito. Struttura bancaria e credito Pagina 49 l’impresa fornisca collateral a garanzia del prestito. • Il numero di relazioni bancarie dell’impresa è positivamente associato alla probabilità che l’impresa fornisca collateral a garanzia del prestito, e negativamente associato alla disponibilità di credito bancario. • Una relazione caratterizzata da un elevato livello di fiducia tra la banca e l’impresa è negativamente associata alla probabilità di fornire collateral e al tasso di interesse applicato dalla banca. • Relationship lending (intesa come esistenza di una relazione solida, di lunga durata, e personale tra la banca e l’impresa) migliora la disponibilità e le condizioni di credito. Cole et al. (2004): Journal of Financial and Quantitative Analysis La dimensione dell’intermediario finanziario incide sulla sua capacità di acquisire e gestire diverse tipologie di informazioni. Questo può, di conseguenza, incidere sull’access al credito bancario da parte delle imprese. Obiettivo della ricerca. Analizzare i processi di approvazione dei prestiti delle banche, distinguendo gli intermediari sulla base della loro dimensione. Dati. La fonte principale è una survey (NSSBF) della Fed su un campione di 4000 imprese US. Fornisce informazioni dettagliate sulla situazione creditizia delle imprese, le loro relazioni bancarie, la struttura proprietaria, nonché variabili di bilancio. Variabili dipendenti. • Banca grande. L'indagine chiede all'impresa se ha fatto richiesta di credito e a quale intermediario finanziario (dummy uguale a uno se l'impresa ha chiesto credito ad una banca grande, a zero se lo ha chiesto a una banca piccola). • Credito concesso. L'indagine chiede se la richiesta di credito ha avuto successo (dummy uguale a uno se l'impresa ha ottenuto credito, zero se non l'ha ottenuto). Le banche hanno approvato l'erogazione del prestito all'83.1% delle imprese. Variabili indipendenti. Sono raggruppate in quattro categorie: • Caratteristiche di impresa (e del proprietario). Storia creditizia, indicatori di bilancio e relazioni finanziarie • Caratteristiche del prestito richiesto. • Caratteristiche della relazione banca-impresa. • Caratteristiche della banca. Modelli econometrici. (1) (2) dove indica la funzione di densità della normale standard; e sono le variabili dipendenti; è il vettore di variabili indipendenti. • Sia l’equazione (1) che l'equazione (2) sono stimate attraverso un modello Probit. Risultati. • Le imprese grandi e mature sono caratterizzate da una maggiore probabilità di richiedere prestiti a banche grandi. • Le decisioni sull'erogazione del credito da parte delle banche grandi sono basate su criteri standard, come le variabili finanziarie presenti in bilancio. • Al contrario, le decisioni di prestito delle banche piccole si basano maggiormente su variabili relative alla relazione banca-impresa. Struttura bancaria e credito Pagina 50 Dispense martedì 4 marzo 2025 11:03 1. Frizioni finanziarie e crescita di impresa 2. Frizioni finanziarie e innovazione a. Ricerca e sviluppo (R&S) e innovazione b. Ostacoli all'attività di innovazione c. Credito bancario e innovazione i. Mancusi and Vezzulli (2014) EI d. Frizioni finanziarie e innovazione open i. Murro e Peruzzi (2024) 3. Frizioni finanziarie e internazionalizzazione a. Attività di internazionalizzazione b. Disponibilità di credito e internazionalizzazione i. Minetti and Zhu (2011) JIE c. Allocazione del credito e internazionalizzazione 1. Frizioni finanziarie e crescita di impresa Frizioni finanziarie: ostacoli o difficoltà incontrate dalle imprese nel reperire o utilizzare fondi per finanziare le proprie attività e progetti. Questi ostacoli possono avere un impatto significativo sulle decisioni di investimento (in progetti innovativi e/o espansivi) e, di conseguenza, sulla crescita aziendale. L'esistenza di frizioni finanziarie può incidere sulla crescita dell'impresa attraverso diversi canali: 1. Gestione ordinaria della liquidità. Uno stabile accesso a fonti di finanziamento esterne (scoperti di conto corrente o fidi bancari) permette all'azienda di gestire in modo efficiente il proprio capitale circolante. Ciò garantisce la liquidità necessaria per far fronte agli obblighi finanziari e alle spese quotidiane e permette il regolare svolgimento delle transazioni (ciclo operativo aziendale). 2. Finanziamento degli investimenti (materiali). La presenza di frizioni finanziarie può impedire investimenti in attività tangibili in grado di aumentare la produttività e la profittabilità dell'impresa con conseguenze avverse sulla crescita dell'impresa. 3. Finanziamento delle spese di ricerca e sviluppo e attività di innovazione. La presenza di frizioni finanziarie può inibire investimenti in attività immateriali, quali le spese per ricerca e sviluppo (e la conseguente introduzione di nuovi prodotti, servizi o processi da parte dell'impresa). 4. Espansione del mercato nazionale/internazionale. L'accesso a fonti di finanziamento esterne facilita l'espansione dell'impresa in nuovi mercati (nazionali e internazionali) 5. Risorse umane e crescita personale. 2. Frizioni finanziarie e innovazione Ricerca e sviluppo (R&S) e innovazione Le imprese diventano leader dell'industria portando avanti la ricerca e sviluppo finalizzata all'innovazione delle tecnologie produttive o dei prodotti che esse forniscono. • Porter (1990): qualsiasi teoria del successo concorrenziale deve partire dalla premessa che la concorrenza è dinamica e in evoluzione. • Shumpeter (1942): innovazione come distruzione creatrice. • Arrow (1962): Effetto di rimpiazzo. Creare nuovi prodotti e processi significa rimpiazzare quelli già esistenti. Le imprese investono in innovazione perché questa genera un incremento dei profitti che supera i costi legati all'attività innovativa. L'attività di ricerca e sviluppo è composta da tre attività correlate: 1. Ricerca di base: studi che non portano necessariamente a specifiche applicazioni, ma sono finalizzati a migliorare le conoscenze di base in modo da poter successivamente tornare utili. Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 51 finalizzati a migliorare le conoscenze di base in modo da poter successivamente tornare utili. 2. Ricerca applicata: implica un considerevole input di ingegneria ed è finalizzata a un uso più pratico e specifico rispetto alla ricerca di base. 3. Sviluppo della R&S: Passaggio da un prototipo a un prodotto che sia utilizzabile da parte dei consumatori e che si presti alla produzione di massa. Si distinguono innovazioni di processo, nuovi metodi (più economici o efficienti) per produrre beni esistenti e innovazioni di prodotto, nuovi beni. Ostacoli all'attività di innovazione Credito bancario e innovazione La relazione banca-impresa è esposta ad un elevato rischio di moral hazard da parte dell'imprenditore che può modificare la decisione di investimento ex-post, dopo aver ottenuto il finanziamento bancario per massimizzare la sua utilità (es. Può selezionare un investimento inefficiente che soddisfa obiettivi personali o investire in un progetto esposto ad un alto rischio con la possibilità di non rimborsare la banca). Il problema dell'azzardo morale è particolarmente grave nel caso di investimenti in nuove tecnologie per tre ragioni: 1. Le nuove tecnologie sono difficilmente comprese da terze parti, incluse quelle che dovrebbero vigilare sul rispetto dei vincoli contrattuali. 2. Gli investimenti in innovazione richiedono dei periodi di gestazione piuttosto lunghi e non generano cashflow stabili nel breve termine. 3. Gli investimenti in innovazione hanno un basso valore di recupero in caso di fallimento dell’imprenditore (intangibili e altamente specifici; non rivendibili; non collateralizzabili). L'acquisizione di informazioni da parte della banca risulta dunque di estrema importanza: per acquisire informazioni sull'investimento dell'impresa e sulle attività possedute dall'imprenditore (al fine di trovarne di collateralizzabili). L’acquisizione di informazioni dettagliate da parte della banca può esporre però l’impresa al rischio che le conoscenze relative alla propria innovazione possano essere ”diffuse” ad imprese rivali. Dal momento che il profitto legato all’innovazione dipende anche dalla tempestività con cui questa viene introdotta dall’azienda, lo scambio di informazioni con la banca può disincentivare l’impresa ad innovare. Herrera and Minetti (2007) JFE: La probabilità di innovare da parte dell’impresa risulta positivamente e sensibilmente influenzata dalla relazione con la banca e dalla capacità di acquisire informazioni da parte di quest’ultima. Mancusi and Vezzulli (2014) Economic Inquiry: L’esistenza di frizioni finanziarie ha un effetto negativo e significativo sulla probabilità che l’impresa investa in spese di ricerca e sviluppo e sull’ammontare di tali spese. Mancusi and Vezzulli (2014) EI La crescita economica di lungo termine e il benessere risiedono nella produzione di nuove conoscenze e nella loro implementazione in nuovi prodotti, servizi o processi. Per questo motivo, l’identificazione, la valutazione e la correzione degli effetti dannosi di un possibile sotto investimento nelle attività di ricerca e sviluppo (R&S) occupano un posto di rilievo nell’agenda politica di tutti i paesi industrializzati. Obiettivo. Studiare l'impatto del razionamento del credito sulla spesa per ricerca e sviluppo. Dati. (Fonte: survey Capitalia sulle imprese manifatturiere italiane) campione di 2.144 PMI nel triennio 2001-2003. Variabili dipendenti. • Probabilità di investire in R&S. Variabile dummy Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 52 • Probabilità di investire in R&S. Variabile dummy • Ammontare della spesa in R&S. Variabile continua troncata Variabile indipendente. Razionamento del credito. Variabile dummy uguale a uno se l'impresa desiderava maggior credito. Variabili di controllo. Modello econometrico. Approccio con variabili strumentali (IVs) Set di strumenti utilizzati: - WW: Whited and Wu’s index. Indicatore per l’esistenza di frizioni finanziarie. - Collateral: net tanglible assets/total liablities. - Branches: number of bank branches per 1,000 inhabitants by province. Frizioni finanziarie e innovazioni open Murro and Peruzzi (2024) Gli investimenti in innovazione sono influenzati da vincoli finanziari. L’innovazione è opaca dal punto di vista informativo e richiede ingenti costi iniziali. • Open Innovation (OI): approccio collaborativo che integra conoscenze esterne nei processi innovativi. Obiettivo. Analizzare l’effetto dei vincoli finanziari sulle strategie di open innovation delle imprese e identificare le condizioni in cui i vincoli finanziari favoriscono l’open innovation. Dati. (fonte: VIII survey Unicredit sulle PMI italiane) campione di 7.433 PMI nel trienni 2007-2010. Variabile dipendente: Open Innovation. Variabile dummy Variabile indipendente: Credit rationing. Variabile dummy uguale a uno se l'impresa avrebbe voluto più credito. Variabili di controllo. • Età dell’impresa (log) • Dimensione dell’impresa (numero di dipendenti, log) • Percentuale di laureati • Forma societaria (Corporation, Family firm) • Livello di sviluppo bancario locale • Inefficienza giudiziaria e livello di fiducia • Effetti fissi per industria e area geografica Modello econometrico. Dove: • è la variabile che misura i vincoli finanziari. • è il vettore delle variabili di controllo. • (.) è la funzione di ripartizione normale standard. Approccio: modello probit o probit bivariato per affrontare problemi di endogeneità. Risultato. Le imprese con vincoli finanziari hanno una maggiore probabilità di adottare strategie di open innovation. L’effetto positivo è particolarmente significativo per l’innovazione di processo e il miglioramento di prodotti esistenti. Tuttavia, i vincoli finanziari ostacolano lo sviluppo di nuovi Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 53 miglioramento di prodotti esistenti. Tuttavia, i vincoli finanziari ostacolano lo sviluppo di nuovi prodotti, soprattutto in contesti caratterizzati da bassa fiducia e inefficienza giudiziaria. I risultati suggeriscono che le imprese vincolate finanziariamente usano l’open innovation per accedere a risorse esterne e mitigare i rischi dell’innovazione. 3. Frizioni finanziarie e internazionalizzazione Attività di internazionalizzazione La capacità di crescita di un Paese e delle sue aziende è strettamente legata alla possibilità di esportare nei mercati esteri (da qui l'obiettivo di policy di incoraggiare l'espansione delle imprese oltre i confini nazionali). Tale possibilità incontra diversi ostacoli legati agli elevati costi di ingresso dell'esportazione: • Acquisire informazioni sui mercati esteri. • Adattare i prodotti ai gusti locali. • Creare reti di distribuzione. Das et al. (2007): Econometrica. Per gli esportatori colombiani , costi medi di ingresso in altri paesi variano dai 344.000 ai 430.000 dollari statunitensi. Poiché la maggior parte dei costi d'ingresso deve essere pagata anticipatamente, solo le imprese con liquidità sufficiente possono coprirli. Queste caratteristiche rendono i mercati finanziari cruciali per l'attività di esportazione delle imprese. A livello di singola impresa, il fatto che questa abbia o meno dei vincoli finanziari influenza la sua decisione di vendere all'estero e il volume delle vendite estere. A livello aggregato quando vincoli di liquidità affliggono i mercati finanziari, l’attività di esportazione ne risente. Disponibilità di credito e internazionalizzazione Berman and Hericourt (2010): Journal of Development. Campione di imprese in paesi in via di sviluppo. Lo status finanziario delle imprese ha un effetto positivo e significativo sulla probabilità di esportare, ma non sul volume delle vendite estere. Muuls (2008). In un campione di imprese belghe, le imprese con una bontà creditizia inferiore hanno una minore probabilità di esportare, e se esportano hanno delle vendite estere inferiori. Manova et al.(2009):Le affiliate estere e le joint ventures hanno una migliore performance nelle esportazioni rispetto alle imprese private domestiche, soprattutto nei settori che dipendono fortemente dai finanziamenti esterni. Ciò suggerisce che le frizioni creditizie ostacolano l’esportazione e che le imprese straniere possono superare tali frizioni ottenendo liquidità dalle società madre. L’idea che le frizioni finanziarie influenzino l’attività di esportazione delle imprese è legata a due fattori principali: 1. Le imprese devono sostenere considerevoli costi fissi per entrare in un mercato estero e questi costi devono essere pagati anticipatamente. Pertanto, i potenziali esportatori devono avere sufficiente liquidità a disposizione. 2. Per i finanziatori, l’attività di esportazione può essere percepita come un’attività rischiosa. a. Asimmetrie informative: le informazioni sui mercati esteri non sono solo difficili da ottenere per le imprese ma anche difficili da verificare per i creditori. Pertanto, un finanziatore potrebbe essere riluttante a mettere a rischio i propri soldi, fidandosi di un’impresa che vuole entrare in un mercato estero. b. Applicabilità dei contratti limitata nelle transazioni internazionali: le vendite avvengono in paesi stranieri che possono avere leggi e regolamenti diversi dal paese d’origine del debitore e del creditore. c. Rischio di rifinanziamento: gli esportatori necessitano di più finanziamenti per il capitale circolante (working capital financing) a causa dei tempi lunghi dell’attività commerciale internazionale. Minetti and Zhu (2011): JIE. La probabilità di esportare è inferiore del 39% per le imprese soggette a razionamento del credito. Inoltre, il non accesso al credito bancario riduce le vendite estere di oltre il 38%. Sebbene il razionamento del credito sembri ridurre anche le vendite nazionali, il suo impatto sulle vendite estere è significativamente più forte. L’analisi suggerisce che il razionamento del credito è un ostacolo all’esportazione, specialmente per le imprese operanti nell’industria ad alta tecnologia e in settori che dipendono fortemente dal finanziamento esterno. Minetti and Zhu (2011) JIE. L’esistenza di frizioni finanziarie incide sul commercio internazionale a livello aggregato. Tuttavia, c'è poca evidenza empirica di come difficoltà di finanziamento specifiche di una impresa incida sulla sua Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 54 poca evidenza empirica di come difficoltà di finanziamento specifiche di una impresa incida sulla sua scelta di esportare. Obiettivo: Stimare l’impatto del razionamento del credito sulla probabilità che un’impresa esporti e sul volume di vendite estere. Dati: (Fonte: survey Capitalia sulle imprese manifatturiere italiane) campione di 2.144 PMI nel triennio 2001-2003. Variabili dipendenti. • Probabilità di esportare. Variabile dummy. • Ammontare delle vendite estere. Variabile continua. Variabile indipendente. Razionamento del credito. • Strong rationing: l’impresa ha domandato credito alla banca senza ottenerlo. • Weak rationing: l’impresa ha domandato credito alla banca. Variabili di controllo. Modello econometrico. • Approccio con variabili strumentali (IVs) 1. Probabilità di esportare: Probit bivariato 2. Ammontare delle vendite estere: 2SLS 3. Set di strumenti utilizzati: • Savings banks: Dati provinciali sul numero di casse di risparmio e il numero di banche cooperative nel 1936 (per 1000 abitanti). • New branches by incumbents: Dati provinciali sul numero di filiali create annualmente dalle banche esistenti, al netto delle filiali chiuse (per 1000 abitanti e imputati come la media dal 1991 al 1998). • Mergers: Il numero di fusioni in cui una banca con sede nella provincia ` e stata coinvolta nel periodo 1989-1995. Allocazione del credito internazionale La letteratura empirica ha dimostrato che nei periodi di crisi le banche non contraggono uniformemente il credito, ma proteggono alcuni dei loro clienti a spese di altri. Due fattori possono far sì che la banca sia incentivata a proteggere le imprese internazionalizzate: 1. Essere internazionalizzate (soprattutto partecipando ad una GVC) è un segnale della qualità dell’impresa. 2. La banca può proteggere le imprese internazionalizzate se anche lei è esposta in paesi esteri. Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 55 Riassunto mercoledì 5 marzo 2025 14:05 1. Frizioni finanziarie e crescita di impresa Frizioni finanziarie: ostacoli o difficoltà incontrate dalle imprese nel reperire o utilizzare fondi per finanziare le proprie attività e progetti. Questi ostacoli possono avere un impatto significativo sulle decisioni di investimento (in progetti innovativi e/o espansivi) e, di conseguenza, sulla crescita aziendale. L'esistenza di frizioni finanziarie può incidere sulla crescita dell'impresa attraverso diversi canali: 1. Gestione ordinaria della liquidità. Per gestire in modo efficiente il proprio capitale circolante, per far fronte agli obblighi finanziari e alle spese quotidiane 2. Finanziamento degli investimenti (materiali). In grado di aumentare la produttività e la profittabilità dell'impresa con conseguenze sulla crescita. 3. Finanziamento delle spese in ricerca e sviluppo e attività di innovazione. E la conseguente introduzione di nuovi prodotti, servizi o processi da parte dell'impresa. 4. Espansione del mercato nazionale/internazionale. 5. Risorse umane e crescita personale. 2. Frizioni finanziarie e innovazione Ricerca e sviluppo (R&S) e innovazione Le imprese diventano leader dell'industria portando avanti la ricerca e sviluppo finalizzata all'innovazione delle tecnologie produttive o dei prodotti che esse forniscono. • Porter (1990): qualsiasi teoria del successo concorrenziale deve partire dalla premessa che la concorrenza è dinamica e in evoluzione. • Shumpeter (1942): innovazione come distruzione creatrice. • Arrow (1962): Effetto di rimpiazzo. Creare nuovi prodotti e processi significa rimpiazzare quelli già esistenti. L'attività di ricerca e sviluppo è composta da tre attività correlate: 1. Ricerca di base: Studi che migliorano la conoscenza di base. 2. Ricerca applicata: Considerevole input di ingegneria, finalizzata ad un uso più specifico. 3. Sviluppo della R&S: Passaggio dal prototipo al prodotto (disponibile per la produzione di massa) Si distinguono innovazioni di processo, nuovi metodi (più economici o efficienti) per produrre beni esistenti e innovazioni di prodotto, nuovi beni. Credito bancario e innovazione La relazione banca-impresa è esposta ad un elevato rischio di moral hazard da parte dell'imprenditore che può modificare la decisione di investimento ex-post, dopo aver ottenuto il finanziamento bancario per massimizzare la sua utilità. Il problema dell'azzardo morale è particolarmente grave nel caso di investimenti in nuove tecnologie per ragioni di tempo (richiesto per generare entrate), conoscenze (utili per vigilare sul rispetto dei vincoli contrattuali), alta probabilità di fallimento. Inoltre lo scambio di informazioni (necessario alla banca per trovare attività collateralizzabili e vigilare sull'investimento) risulta conflittuale, dato il rischio che le conoscenze acquisite siano diffuse e che il profitto legato all'innovazione dipende dalla tempestività con cui viene introdotta sul mercato. 3. Frizioni finanziarie e internazionalizzazione Attività di internazionalizzazione La capacità di crescita di un Paese e delle sue aziende è strettamente legata alla possibilità di esportare nei mercati esteri. Tale possibilità incontra diversi ostacoli legati agli elevati costi di ingresso dell'esportazione: • Acquisire informazioni sui mercati esteri. • Adattare i prodotti ai gusti locali. • Creare reti di distribuzione. Poiché la maggior parte dei costi d'ingresso deve essere pagata anticipatamente, solo le imprese Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 56 Poiché la maggior parte dei costi d'ingresso deve essere pagata anticipatamente, solo le imprese con liquidità sufficiente possono coprirli Disponibilità di credito e internazionalizzazione L’idea che le frizioni finanziarie influenzino l’attività di esportazione delle imprese è legata a due fattori principali: 1. Le imprese devono sostenere considerevoli costi fissi per entrare in un mercato estero e questi costi devono essere pagati anticipatamente. Pertanto, i potenziali esportatori devono avere sufficiente liquidità a disposizione. 2. Per i finanziatori, l’attività di esportazione può essere percepita come un’attività rischiosa. a. Asimmetrie informative: le informazioni sui mercati esteri non sono solo difficili da ottenere per le imprese ma anche difficili da verificare per i creditori. b. Applicabilità dei contratti limitata nelle transazioni internazionali: le vendite avvengono in paesi stranieri che possono avere leggi e regolamenti diversi dal paese d’origine del debitore e del creditore. c. Rischio di rifinanziamento: gli esportatori necessitano di più finanziamenti per il capitale circolante (working capital financing) a causa dei tempi lunghi dell’attività commerciale internazionale. Allocazione del credito internazionale La letteratura empirica ha dimostrato che nei periodi di crisi le banche non contraggono uniformemente il credito, ma proteggono alcuni dei loro clienti a spese di altri. Due fattori possono far sì che la banca sia incentivata a proteggere le imprese internazionalizzate: 1. Essere internazionalizzate (soprattutto partecipando ad una GVC) è un segnale della qualità dell’impresa. 2. La banca può proteggere le imprese internazionalizzate se anche lei è esposta in paesi esteri. Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 57 Modelli domenica 13 aprile 2025 12:26 Mancusi and Vezzulli (2014) Economic Inquiry La crescita economica di lungo termine e il benessere risiedono nella produzione di nuove conoscenze e nella loro implementazione in nuovi prodotti, servizi o processi. Per questo motivo, l’identificazione, la valutazione e la correzione degli effetti dannosi di un possibile sotto investimento nelle attività di ricerca e sviluppo (R&S) occupano un posto di rilievo nell’agenda politica di tutti i paesi industrializzati. Obiettivo. Studiare l'impatto del razionamento del credito sulla spesa per ricerca e sviluppo. Dati. (Fonte: survey Capitalia sulle imprese manifatturiere italiane) campione di 2.144 PMI nel triennio 2001-2003. Variabili dipendenti. • Probabilità di investire in R&S. Variabile dummy • Ammontare della spesa in R&S. Variabile continua troncata Variabile indipendente. Razionamento del credito. Variabile dummy uguale a uno se l'impresa desiderava maggior credito. Variabili di controllo. Modello econometrico. Approccio con variabili strumentali (IVs) Set di strumenti utilizzati: - WW: Whited and Wu’s index. Indicatore per l’esistenza di frizioni finanziarie. - Collateral: net tanglible assets/total liablities. - Branches: number of bank branches per 1,000 inhabitants by province. Risultati: Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 58 Murro and Peruzzi (2024) Gli investimenti in innovazione sono influenzati da vincoli finanziari. L’innovazione è opaca dal punto di vista informativo e richiede ingenti costi iniziali. • Open Innovation (OI): approccio collaborativo che integra conoscenze esterne nei processi innovativi. Obiettivo. Analizzare l’effetto dei vincoli finanziari sulle strategie di open innovation delle imprese e identificare le condizioni in cui i vincoli finanziari favoriscono l’open innovation. Dati. (fonte: VIII survey Unicredit sulle PMI italiane) campione di 7.433 PMI nel trienni 2007-2010. Variabile dipendente: Open Innovation. Variabile dummy Variabile indipendente: Credit rationing. Variabile dummy uguale a uno se l'impresa avrebbe Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 59 Variabile indipendente: Credit rationing. Variabile dummy uguale a uno se l'impresa avrebbe voluto più credito. Variabili di controllo. • Età dell’impresa (log) • Dimensione dell’impresa (numero di dipendenti, log) • Percentuale di laureati • Forma societaria (Corporation, Family firm) • Livello di sviluppo bancario locale • Inefficienza giudiziaria e livello di fiducia • Effetti fissi per industria e area geografica Modello econometrico. Dove: • è la variabile che misura i vincoli finanziari. • è il vettore delle variabili di controllo. • (.) è la funzione di ripartizione normale standard. Approccio: modello probit o probit bivariato per affrontare problemi di endogeneità. Risultato. Le imprese con vincoli finanziari hanno una maggiore probabilità di adottare strategie di open innovation. L’effetto positivo è particolarmente significativo per l’innovazione di processo e il miglioramento di prodotti esistenti. Tuttavia, i vincoli finanziari ostacolano lo sviluppo di nuovi prodotti, soprattutto in contesti caratterizzati da bassa fiducia e inefficienza giudiziaria. I risultati suggeriscono che le imprese vincolate finanziariamente usano l’open innovation per accedere a risorse esterne e mitigare i rischi dell’innovazione. Minetti and Zhu (2011) Journal of International Economics L’esistenza di frizioni finanziarie incide sul commercio internazionale a livello aggregato. Tuttavia, c'è poca evidenza empirica di come difficoltà di finanziamento specifiche di una impresa incida sulla sua scelta di esportare. Obiettivo: Stimare l’impatto del razionamento del credito sulla probabilità che un’impresa esporti e sul volume di vendite estere. Dati: (Fonte: survey Capitalia sulle imprese manifatturiere italiane) campione di 2.144 PMI nel triennio 2001-2003. Variabili dipendenti. • Probabilità di esportare. Variabile dummy. • Ammontare delle vendite estere. Variabile continua. Variabile indipendente. Razionamento del credito. • Strong rationing: l’impresa ha domandato credito alla banca senza ottenerlo. • Weak rationing: l’impresa ha domandato credito alla banca. Variabili di controllo. Modello econometrico. • Approccio con variabili strumentali (IVs) 1. Probabilità di esportare: Probit bivariato Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 60 2. Ammontare delle vendite estere: 2SLS 3. Set di strumenti utilizzati: • Savings banks: Dati provinciali sul numero di casse di risparmio e il numero di banche cooperative nel 1936 (per 1000 abitanti). • New branches by incumbents: Dati provinciali sul numero di filiali create annualmente dalle banche esistenti, al netto delle filiali chiuse (per 1000 abitanti e imputati come la media dal 1991 al 1998). • Mergers: Il numero di fusioni in cui una banca con sede nella provincia ` e stata coinvolta nel periodo 1989-1995. Risultati. Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 61 Frizioni finanziarie e decisioni di impresa Pagina 62 Riassunto mercoledì 12 marzo 2025 12:36 Sviluppo finanziario e crescita economica Tra le relazioni macroeconomiche più sorprendenti emerse nell'ultimo decennio si trova il legame apparentemente causale tra sviluppo finanziario e crescita economica. Profondità finanziaria (Attività/passività in mano agli intermediari finanziari) e crescita media del PIL sono i punti di partenza per misurare questo fenomeno. - Piuttosto che guardare ai tassi di crescita medi del PIL (che sono ancora i più studiati dal lato dell'output) si pone sempre maggiore enfasi sulla qualità della crescita (in termini di volatilità e distribuzione del reddito)- Dal lato dell'input la profondità finanziaria è centrale nell'analisi empirica. Ma ha gravi limitazioni sia come misura tra paesi che come serie temporale nello sviluppo finanziari. Quindi tra le misure di sviluppo finanziario sono state incluse caratteristiche strutturali della finanza, come l'importanza relativa delle banche e dei mercati mobiliari e i prerequisiti infrastrutturali e istituzionali, come l'ambiente legale e informativo e lo stile regolamentale. Moneta e crescita economica I paesi ricchi hanno grandi sistemi bancari, ma fino agli anni '90, la maggior parte di coloro che lavoravano nel settore monetario e bancario credevano che la politica monetaria fosse utile solo per preservare la stabilità e non quindi a stimolare la crescita. - Nella letteratura degli anni '70 si sosteneva che manipolando il tasso di inflazione il governo potesse correggere un'economia sotto-investita cambiando il rapporto di risparmio privato. Ma non si credeva comunque che la politica economica potesse alterare i tassi di crescita economica su base sostenuta. Una volta raggiunto il pieno impiego, tutto ciò che si poteva sperare era una crescita della produttività. Determinanti della crescita economica Accumulando dati sui tassi di crescita nazionali in tutto il mondo è diventato evidente che c’erano differenze significative e sostenute tra i diversi paesi. Ciò ha iniziato a mettere in dubbio l’utilità dei modelli che non spiegavano queste differenze. Inoltre gli avanzamenti teorici che enfatizzavano gli effetti di spillover degli investimenti in educazione e tecnologia hanno portato l'attenzione degli economisti su questi fattori. La disponibilità di dati a livello internazionale ha scatenato un'ondata di analisi empiriche alla ricerca delle determinanti dei tassi di crescita dei paesi. • Levine and Renelt (1992): American Economic Review: i dati non erano in grado di determinare quali fattori fossero preponderanti nell’influenzare la crescita economica. Soltanto due variabili sembravano robuste: il volume degli investimenti e il livello medio di istruzione dei paesi. • King and Levine (1993): Quarterly Journal of Economics: Partendo dall'idea di Schumpeter secondo cui gli intermediari finanziari avevano un ruolo cruciale per lo sviluppo economico (scegliendo le imprese da finanziare e incidendo così nell'allocazione del risparmio) King and Levine mostrano che la profondità finanziaria è una variabile significativa e robusta all’inclusione di qualsiasi altro controllo e dunque può spiegare la crescita economica. Sviluppo finanziario e crescita economica Pagina 63 Oltre alla profondità finanziaria anche la deregolamentazione è una misura di sviluppo finanziario positivamente correlata con la crescita. - La deregolamentazione produce un aumento della competitività. Solo le banche più efficienti sopravvivono e questo implica un aumento della qualità dell'attività di intermediazione finanziaria. Sviluppo finanziario e qualità della crescita economica La crescita economica aggregata è chiaramente un indicatore rilevante del livello di benessere di un paese. Dunque la scoperta di una relazione positiva tra sviluppo finanziario e crescita deve incidere sulle scelte di policy volte a ridurre la povertà. • Tuttavia, un maggior sviluppo finanziario potrebbe implicare un deterioramento della distribuzione del reddito (a guadagnare da un sistema finanziario sviluppato sono soprattutto i ricchi). • In generale, un sistema finanziario sano può essere un potente strumento di crescita. Può favorire la nascita di nuove imprese in diversi settori industriali, con conseguente aumento della concorrenza (abbassare i prezzi e favorire anche le classi meno abbienti). Sviluppo finanziario, povertà e disuguaglianze La letteratura empirica ha individuato una serie di canali attraverso i quali lo sviluppo finanziario può incidere sul tasso di povertà e sul livello di disuguaglianza del reddito. 1. Riduzione delle asimmetrie informative. Un sistema finanziario ben sviluppato, rende gli intermediari finanziari efficaci nelle loro attività di screening/monitoring. E quindi migliorare l'accesso al credito dei soggetti più esposti ad asimmetrie informative (solitamente i più poveri). 2. Educazione. Un sistema finanziario ben sviluppato può ridurre la povertà e il livello di disuguaglianza del reddito permettendo ai più poveri di investire nella loro istruzione (ed ambire ad ottenere lavori più remunerativi). 3. Imprenditorialità. Lo sviluppo del sistema finanziario permette di ridurre la povertà e il livello di disuguaglianza del reddito stimolando l’imprenditorialità e la nascita di nuove imprese, anche da parte di coloro che non hanno il capitale iniziale necessario. • D'Onofrio et al. (2019): Banking developement, socioeconomic structure and income inequality: Analisi dell'impatto dello sviluppo bancario sulla disuguaglianza di reddito nelle province italiane. La disuguaglianza viene studiata tramite il coefficiente di Gini e lo sviluppo bancario tramite il numero di filiali bancarie ogni 1000 abitanti nella provincia. (province più scure = Gini maggiore) Sviluppo finanziario e crescita economica Pagina 64 Sviluppo finanziario e crescita economica Pagina 65 Modelli martedì 15 aprile 2025 14:55 King e Levine (1993): Quaterly Journal of Economics Indicatori di sviluppo finanziario: • Profondità finanziaria: Passività liquide degli intermediari finanziari/PIL • Sviluppo bancario: Depositi bancari/Depositi delle banche centrali • Credito(1): Credito concesso alle imprese non-finanziarie/totale dei crediti concessi • Credito (2): Credito concesso alle imprese non finanziarie/PIL Indicatori di crescita economica: • Tasso di crescita del PIL pro capite: tasso di crescita del PIL/Popolazione • Tasso di accumulazione del capitale fisico: Investimenti/PIL • Efficienza dell'allocazione del capitale: 1-Investimenti/PIL Principali risultati: • Relazione contemporanea tra gli indicatori di sviluppo finanziario e gli indicatori di crescita economica. • Relazione tra livello di sviluppo finanziario attuale e crescita economica futura (in termini di tasso di crescita del PIL pro capite). • Il livello di sviluppo finanziario predice il tasso di crescita del PIL pro capite a 10-30 anni. ○ Lo sviluppo finanziario non è causato dalla crescita economica. ○ Lo sviluppo finanziario causa la crescita economica. D'Onofrio et al. (2019): Journal of Economic Behavior and Organization Obiettivo della ricerca: Analizzare l’impatto dello sviluppo bancario sulla disuguaglianza del reddito nelle province italiane (2001-2011). Dati: Dati provenienti dal Ministero dell’economia (redditi), dalla Banca d’Italia (presenza di filiali bancarie sul territorio), e dall’ISTAT (variabili di controllo a livello provinciale). Variabile dipendente: Disuguaglianza del reddito. • La disuguaglianza del reddito viene misura attraverso il coefficiente di Gini, che misura la dispersione di una determinata variabile. Valori elevati del coefficiente di Gini indicano un’elevata disuguaglianza dei redditi. Se l’indicatore è uguale a 0, significa che tutti hanno lo stesso reddito. Se l’indicatore è uguale a 100 (valore massimo), significa che un singolo individuo riceve tutto il reddito. Variabile indipendente: Sviluppo bancario. • Numero di filiali bancarie per 1,000 abitanti nella provincia. Sviluppo finanziario e crescita economica Pagina 66 • Numero di filiali bancarie per 1,000 abitanti nella provincia. Distribuzione della disuguaglianza del reddito nelle province italiane Modello econometrico. Dato che la variabile dipendente `e una variabile continua: OLS, Panel FE, 2SLS con variabili strumentali (per tenere conto dell’endogeneità). Sviluppo finanziario e crescita economica Pagina 67 Riassunto giovedì 17 aprile 2025 10:47 Disastri naturali e sviluppo finanziario Tra il 1970 e il 2021 sono stati registrati oltre 12.000 disastri naturali a livello globale. Solo nel 2023 si sono verificati 399 disastri legati a rischi naturali, con oltre 80.000 vittime e colpendo più di 90 milioni di persone. Tipologie di disastri più comuni: • Inondazioni • Tempeste e cicloni tropicali • Ondate di calore e siccità • Terremoti La capacità finanziaria di un paese determina la sua resilienza e la velocità di ripresa post-disastro, poiché paesi finanziariamente più robusti possono mobilitare risorse più velocemente per la ricostruzione. Ruolo fondamentale hanno le banche, le assicurazioni e i mercati finanziari. A livello globale nel 2023, le perdite economiche globali causate da disastri naturali sono state stimate a oltre 300 miliardi di dollari: le inondazioni e gli incendi boschivi sono tra le catastrofi con impatto finanziario più devastante; i paesi in via di sviluppo soffrono in modo sproporzionato a causa della mancanza di accesso a strumenti finanziari adeguati. L'Italia ha speso oltre 40 miliardi di euro negli ultimi 50 anni per le ricostruzioni post-sisma e spende 4-5 miliardi l'anno per far fronte ai danni causati da alluvioni e frane. I costi per la gestione delle emergenze aumentano a causa della limitata prevenzione. - Le banche offrono credito per la ricostruzione e per l'adattamento infrastrutturale. - Le assicurazioni riducono il rischio finanziario per privati e imprese. - I mercati finanziari possono offrire obbligazioni catastrofali per la gestione del rischio. - In più le istituzioni multilaterali offrono assistenza economica alle nazioni più vulnerabili. L'impatto economico legato ai disastri naturali si manifesta sotto tre aspetti principali: • Perdita di capitale fisico e umano. Abitazioni, aziende, infrastrutture pubbliche e private, vite umane (e di conseguenza forza lavoro), aumento dei costi sanitari. • Danni alle infrastrutture e interruzione delle catene di approvvigionamento. Strade, ponti, ferrovie, porti vengono distrutti ostacolando il trasporto di beni e persone. Chiudono le imprese per mancanza di materie prime e danni agli impianti. Aumentano i costi legati all'import-export, con ripercussioni sui mercati globali. • Rallentamento della crescita economica e aumento della povertà. Diminuzione del PIL nazionale e regionale a causa dell'effetto su produzione e consumi, aumento della disoccupazione nei settori più colpiti, si acuiscono le disuguaglianze, con le fasce più vulnerabili della popolazione che faticano a riprendersi. Ricerche su disastri naturali e finanza ➢ Allen et al. (2022) Community Bank Liquidity: Analizza come le banche comunitarie statunitensi rispondono agli shock di liquidità causati dai disastri naturali. Le banche locali tendono a incrementare i prestiti mentre i depositi diminuiscono. ➢ Barth et al. (2024): Studia gli effetti diretti e indiretti dei disastri naturali sui tassi di deposito bancari negli Stati Uniti. Dimostra che gli effetti indiretti attraverso la competizione locale sono più forti di quelli diretti. ○ Effetti diretti. Perdita di infrastrutture bancarie, riduzione della domanda di credito e aumento dei crediti deteriorati, erosione dei depositi. ○ Effetti indiretti. Le banche più solide finanziariamente attraggono clienti con offerte migliori, spingendo fuori dal mercato istituti più deboli. La concorrenza per accaparrarsi depositi e prestiti amplifica le difficoltà per le banche con minore liquidità. Le strategie aggressive di alcune banche per espandere la propria quota di mercato possono destabilizzare il sistema bancario locale nel lungo periodo. ➢ Berg e Schrader (2012) Analizza l’accesso al credito dopo l’uragano Mitch (1998) in Honduras. Dimostra che i clienti con relazioni bancarie consolidate hanno maggiori Sviluppo finanziario e sostenibilità ambientale Pagina 68 Honduras. Dimostra che i clienti con relazioni bancarie consolidate hanno maggiori possibilità di ottenere prestiti. Questo implica che Il settore bancario gioca un ruolo chiave nella stabilità economica dopo un disastro naturale. La capacità di risposta finanziaria può influenzare la velocità della ripresa economica. ➢ Peruzzi, Murro e Alessi (2024) Analisi dell’impatto delle banche nella resilienza economica post-terremoti in Italia. I risultati principali dello studio sono che: I comuni con una maggiore presenza bancaria mostrano una più rapida ripresa post-terremoto. Gli effetti positivi della presenza bancaria si osservano principalmente nel lungo periodo. Le banche cooperative giocano un ruolo cruciale nel supporto economico post-disastro. La presenza bancaria mitiga gli effetti negativi sui lavoratori e sulle imprese, favorendo una più rapida ricostruzione. Implicazioni per le politiche economiche: - La politica pubblica dovrebbe incentivare la presenza bancaria nei territori vulnerabili. - Maggiore accesso al credito può facilitare la ripresa economica dopo un disastro naturale. - Strumenti di microcredito e finanziamenti agevolati potrebbero essere implementati per supportare le imprese locali. - Le cooperative bancarie possono essere un modello efficace per rafforzare la resilienza economica nelle aree a rischio. Sviluppo finanziario e transizione ecologica Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide globali. L’Unione Europea ha adottato il Green Deal e il pacchetto Fit for 55 per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La transizione ecologica richiede un forte sviluppo delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili. Il ruolo delle energie rinnovabili Il settore bancario può Facilitare o ostacolare la diffusione delle energie rinnovabili: - Maggiore accesso al credito per famiglie e imprese per investire nelle rinnovabili, strumenti finanziari dedicati (prestiti verdi, incentivi fiscali), finanziamenti in ricerca e sviluppo per migliorare la competitività delle rinnovabili rispetto al fossile. - Le banche potrebbero privilegiare investimenti a basso rischio e a breve termine, favorendo le infrastrutture tradizionali; un maggiore accesso al credito potrebbe incentivare investimenti alternativi (immobiliare, espansione aziendale); lo sviluppo economico associato alla crescita bancaria potrebbe aumentare il consumo di energia tradizionale, vanificando l'impatto positivo delle rinnovabili. Ricerche su energie rinnovabili e finanza ➢ Horky e Fidrmuc (2024) Analizza come le istituzioni finanziarie e i mercati dei capitali supportano o ostacolano la transizione energetica. Evidenzia il legame tra sviluppo finanziario e politiche energetiche nazionali. Mostra una dicotomia tra il supporto delle banche tradizionali e quello dei mercati finanziari avanzati. ➢ Kim e Park (2016) Studia come lo sviluppo finanziario riduce il costo del capitale per le energie rinnovabili. Dimostra che l’accesso al credito facilita gli investimenti in energia pulita. Sottolinea il ruolo degli incentivi finanziari per accelerare la crescita delle rinnovabili. ➢ Kushawaha e Jain (2024) Analizza il ruolo del debito finanziario nella crescita delle energie rinnovabili. Dimostra che il credito a lungo termine è essenziale per finanziare grandi impianti di energia pulita. Evidenzia il ruolo degli strumenti di debito sostenibile, come i green bonds. Implicazioni per le politiche pubbliche: - Necessità di incentivi per orientare il credito bancario verso investimenti sostenibili. - Maggiore regolamentazione per garantire che lo sviluppo finanziario sostenga la transizione ecologica. - Promuovere programmi di finanziamento per tutte le energie rinnovabili, non solo per il fotovoltaico. Sviluppo finanziario e sostenibilità ambientale Pagina 69
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