Riclassificazione dello SP: criterio finanziario mercoledì 14 maggio 2025 22:55 Il bilancio come strumento di informazione L'impresa è un sistema socio-economico finalizzato e aperto. Il potere di governo è detenuto dal soggetto economico che esercita il potere volitivo e determina finalità, obiettivi e politiche generali dell'impresa mediante le decisioni strategiche. L'impresa è un sistema "aperto", in quanto scambia con l'ambiente in cui è inserita prodotti, materiali, energia e informazioni. Nel processo di interazione con l'ambiente, il soggetto economico si scontra con forze opponenti, che esercitano delle attese nei confronti dell'impresa e impongono la produzione di un flusso di informazioni. Il bilancio, corredato da una serie di informazioni extracontabili assolve alla funzione della trasmissione delle informazioni sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa. Nell’ottica di creazione del valore (fine ultimo delle imprese), le informazioni fornite sono tanto più accurate quanto più consentono agli stakeholders di verificare che sia stato creato nuovo valore economico. Alcune variabili che determinano il valore dell'impresa sono: - la redditività del capitale investito (ROI); - il costo del capitale di credito; - il rischio di impresa e la remunerazione del capitale di rischio (ROE); - il rapporto tra capitale di credito e capitale di rischio Queste variabili sono desumibili da una rielaborazione dei valori di bilancio. Questa rielaborazione è operata dall'analisi di bilancio che ha per oggetto la gestione (l'insieme delle operazioni svolte durante la vita dell'impresa), osservata nei sui diversi aspetti: • Aspetto finanziario ○ Relazione tra entrate e uscite; ○ Evidenzia il fabbisogno finanziario; ○ Evidenzia le modalità di copertura del fabbisogno. • Aspetto patrimoniale ○ Rapporto tra attività e passività patrimoniali; ○ Individua il capitale netto in rapporto alle grandezze che lo caratterizzano; ○ Analizza l'equilibrio tra capitale di credito e capitale netto; ○ Evidenzia il fabbisogno finanziario. • Aspetto economico ○ Determina le relazioni esistenti tra costi e ricavi d'esercizio, al fine di valutare la redditività dell'impresa e le prospettive di equilibrio economico di lungo periodo. Il processo dell'analisi di bilancio I momenti fondamentali dell'analisi di bilancio sono: 1. Studio preliminare del mercato in cui opera l’impresa da analizzare. 2. Reperimento della documentazione e valutazione sommaria della sua attendibilità. 3. Riclassificazione “ufficiale” dei bilanci. a. Riclassificazione dei prospetti di bilancio (CE, SP e rendiconto finanziario); b. Determinazione dei margini e dei rapporti (analisi per indici o quozienti); c. Analisi delle serie storiche dei valori di bilancio (3-5-10 anni) 4. Calcolo degli indici di bilancio. 5. Interpretazione degli indici e formulazione del giudizio sullo stato di salute dell’impresa. Con riferimento al terzo punto, gli indici di bilancio sono suddivisi (per tradizione) in aree in Analisi di bilancio Pagina 1 Con riferimento al terzo punto, gli indici di bilancio sono suddivisi (per tradizione) in aree in funzione della dimensione di gestione che si intende analizzare: - Dimensione patrimoniale: indici di solidità/struttura patrimoniale; - Dimensione reddituale: indici di redditività; - Dimensione finanziaria: indici di liquidità/solvibilità. Tutti gli indici hanno senso se vengono rilevati con un'ottica spazio-temporale (confrontati tra aziende nel tempo). La riclassificazione dello Stato Patrimoniale secondo il criterio finanziario Il riferimento di questo criterio è il ciclo operativo di realizzo degli investimenti di un'azienda: La gestione determina una rotazione degli impieghi. Dagli impieghi numerari viene portato a termine il processo di produzione e di realizzo sul mercato dei fattori produttivi e dei prodotti, che si traducono a loro volta (tramite lo scambio sul mercato) in impieghi numerari. La lunghezza del ciclo operativo può variare molto a seconda del tipo di impresa (GDO vs EDILIZIA), o anche con riferimento ad una medesima impresa. Per questo motivo si utilizza come riferimento un ciclo convenzionale, che corrisponde all'anno solare. La riclassificazione delle attività Le attività sono convenzionalmente distinte in funzione della loro attitudine a riconvertirsi in denaro per l'azienda, utilizzando come parametro l'anno solare (entro 1 anno= a breve termine; oltre 1 anno= a medio/lungo termine). Sono escluse da questa classificazione le liquidità immediate (che, come tali non sono soggette al ciclo operativo). Sono escluse da questa classificazione le liquidità immediate (che, come tali non sono soggette al ciclo operativo). Se si include il denaro già liquido nella classificazione, si ottiene la seguente classificazione: Analisi di bilancio Pagina 2 Tale criterio consente di analizzare la coerenza tra la struttura degli investimenti aziendali e quella delle fonti di finanziamento, così che si possa verificare la sussistenza di un equilibrio sotto il profilo della solvibilità (la logica è che ad attività a breve termine corrispondano fonti di finanziamento a breve termine, e ad attività a medio/lungo termine fonti stabili e/o permanenti). Il criterio finanziario ha due configurazioni principali: L'attivo corrente L'attivo corrente è costituito da: (voci dello SP civilistico) - Magazzino - Liquidità differite - Liquidità immediate Analisi di bilancio Pagina 3 L'attivo immobilizzato L'attivo fisso è costituito da: - Immobilizzazioni tecniche materiali - Immobilizzazioni tecniche immateriali - Immobilizzazioni finanziarie La riclassificazione delle passività Analisi di bilancio Pagina 4 La riclassificazione delle passività Le passività sono, convenzionalmente, distinte in funzione della loro attitudine ad estinguersi e a richiedere denaro all'azienda. In base al criterio convenzionale, si ha la seguente classificazione: È possibile inserire un'altra classificazione delle fonti di finanziamento, basata sulla natura della fonte: - Fonti di finanziamento proprie: Capitale proprio - Fonti di finanziamento di terzi: Capitale di credito Tenendo conto di entrambe le classificazioni, si ottiene: Analisi di bilancio Pagina 5 I mezzi propri Il capitale di credito STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO FIN. DEC. Attivo corrente -Liquidità immediate -Liquidità differite -magazzino Capitale di credito -Esigibilità -Redimibilità Attivo fisso Immobilizzazioni Capitale proprio Mezzi propri Tot. Investimenti Tot. fonti Analisi di bilancio Pagina 6 Indici e quozienti mercoledì 21 maggio 2025 12:34 Analisi della composizione/struttura patrimoniale Analisi verticale delle sezioni di SP (Dare/dare Avere/avere) Gli indici sono dati dal rapporto tra la singola voce di SP e il Capitale investito totale. I Quozienti sono rapporti tra il valore della singola voce e il totale relativo di appartenenza (attività fisse o correnti, passività correnti o consolidate o mezzi propri) Margini: sono differenziali L'analisi della struttura indaga la rigidità e l'elasticità degli impieghi (singole voci) rapportati al capitale investito. Fino a un certo punto la rigidità degli impieghi è funzionale al regolare svolgimento della gestione. Oltre un certo punto (non esistono valori standard, bisogna valutare caso per caso) diventa antifunzionale. Indice di rigidità degli impieghi AF= attività fisse (immobilizzazioni) CI= Totale dare Indice di elasticità AC=attivo corrente (circolante) Indice di liquidità LI= liquidità immediata LD=liquidità differita Indice di liquidità immediata Indice di autonomia finanziaria MP= mezzi propri Indice di indebitamento CC= capitale di credito FF= fonti di finanziamento Indice di indebitamento permanente Redim.= passività consolidate R+MP fomano il passivo permanente Quoziente di rigidità degli impieghi Quoziente di elasticità degli impieghi Quoziente di indebitamento (leverage ratio) CP= capitale proprio Analisi di solidità patrimoniale Analisi orizzontale (relazione tra impieghi e fonti di finanziamento) L'analisi mira a comprendere se la struttura patrimoniale garantisce la possibilità per l'azienda di mantenere nel medio-lungo termine l'equilibrio tra entrate e uscite monetarie (equilibrio finanziario). Analisi di bilancio Pagina 7 indice Formula Interpretazione Quoziente di struttura (primario) Se >1 le immobilizzazioni sono interamente finanziate con mezzi propri. (bene) Quoziente di struttura secondario Se >1 e immobilizzazioni sono interamente finanziate con il passivo permanente. (azienda solida) Margine di struttura primario Margine di struttura secondario Analisi della liquidità patrimoniale Analisi orizzontale L'oggetto dell'analisi è la capacità aziendale di far fronte in modo continuo nel tempo agli impieghi finanziari di breve periodo (un esercizio): verifica se le liquidità esistenti (e quelle previste a breve periodo) fronteggiano le uscite attese per il breve periodo. L'attivo circolante dovrebbe essere finanziato prevalentemente con il passivo corrente. Per garantire la solvibilità aziendale, l'attivo circolante dovrebbe essere in grado, una volta liquidato, di estinguere il passivo corrente. Margine di disponibilità (corrisponde al capitale circolante netto) Margine di tesoreria Quoziente di disponibilità Quoziente di tesoreria Analisi di bilancio Pagina 8 Riclassificazione operativa dello SP Questa riclassificazione: • Prescinde dalla scadenza temporale delle voci • Identifica le voci in base all'area gestionale a cui appartengono • Identifica gli investimenti e le fonti di finanziamento in operative e non operative • Consente di effettuare ricognizioni economiche in termini di ricavi e costi operativi (CORE) e non operativi (non CORE) • Consente di individuare il fabbisogno finanziario CORE dell'azienda • Si effettua partendo dallo SP contabile e non civilistico • Consente di comprendere la provenienza dei flussi reddituali e di costruire indicatori di performance • È usata nel controllo di gestione • Isola le aree/ funzioni della gestione aziendale Stato patrimoniale Gestionale/funzionale Attività/impieghi operativi (CORE business) - Correnti - Non correnti (strutturali) Fonti di finanziamento operative - Correnti - Non correnti (strutturali) Attività/impieghi extra-operativi (accessori/investimento/finanziamento) Fonti di finanziamento di natura finanziaria Mezzi propri Lo SP così riclassificato pone l'accento su: - La gestione operativa (ricavi - costi operativi) - La gestione extra-operativa - oneri finanziari Lo Stato patrimoniale riclassificato si presenta così: Stato patrimoniale Gestionale/funzionale Attività/impieghi operativi (CORE business) Fonti di finanziamento operative (CION) ○ Debiti finanziari (+) ○ Obbligazioni (+) - (Corrente)Capitale circolante netto commerciale (CCN) ○ Mutui (+) ○ Crediti commerciali (+) ○ Liquidità (-) ○ Ratei e risconti (+) ○ Rimanenze di magazzino (+) ○ Debiti commerciali (-) ○ Fondi rischi (-) ○ TFR (-) ○ Fondi spese (-) - (strutturale) ○ Impianti e macchinari ○ Mobili ○ Brevetti Attività/impieghi extra-operativi (accessori/investimento/finanziamento) - Partecipazioni e immobilizzazioni non strumentali - Crediti e altre attività finanziarie, titoli (a prescindere dalla scadenza) Mezzi propri Totale attivo (CIN) Totale passivo Analisi di bilancio Pagina 9 Riclassificazione del CE al valore aggiunto Il reddito netto viene diviso in diversi margini (differenze tra ricavi e costi) in funzione dell'area a cui afferiscono attività e passività. Le aree gestionali sono: • Risultato operativo caratteristico: Reddito attribuibile alla gestione caratteristica o tipica dell’impresa (costi/ricavi riconducibili all'attività caratteristica e con l'attività produttiva amministrativi, distributivi, R&S, pubblicità). • Redditi atipici extra-caratteristici: Sono riferibili a gestioni estranee a quella tipica caratteristica (operazioni che esulano dal caratteristico aspetto industriale dell’attività aziendale). • Redditi della gestione finanziaria extra-caratteristici: Sono oneri e proventi finanziari che dipendono dalla gestione di reperimento e di utilizzo delle fonti di finanziamento. • Redditi Straordinari: Sono relativi ad operazioni non ricorrenti, il cui isolamento soddisfa l’esigenza di non alterare il significato proprio dei risultati delle aree di gestione precedentemente individuate. • Imposte: Gravano sul risultato lordo. La somma algebrica di queste grandezze costituisce il reddito netto d'esercizio. La riclassificazione La riclassificazione del conto economico può essere operata secondo due configurazioni: - Al costo del venduto: tale classificazione mette in evidenza il margine che deriva dalla differenza tra la produzione ottenuta tramite il fatturato e il costo dei beni/servizi che sono stati prodotti e venduti e dai quali il fatturato stesso è derivato, per il principio della correlazione. - Al valore aggiunto: ossia all’incremento di valore della produzione ottenuta nell’esercizio rispetto al valore dei beni/servizi acquistati da terzi soggetti. Le analisi sulla situazione economica hanno l’obiettivo di consentire la formulazione di giudizi sulla redditività della gestione, intesa come attitudine della stessa a generare un flusso di ricavi tale da remunerare non solo i fattori in posizione contrattuale ma da lasciare anche una congrua remunerazione del fattore in posizione residuale (notoriamente il capitale di rischio). Riclassificazione al valore aggiunto VALORE AGGIUNTO Ricavi netti Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e in corso di lavorazione Altri ricavi operativi Produzioni in economia (lavori interni) Produzione dall'azienda nell'esercizio Spese per materie prime e sussidiarie Variazione delle rimanenze di materie prime e sussidiarie Altre spese esterne operative (industriali, amministrative, commerciali, lavorazioni esterne, spese per altri servizi) Valore aggiunto Spese per il personale (compreso accantonamento a TFR) Margine operativo lordo (MOL)-EBITDA Ammortamenti e accantonamenti e svalutazione dei crediti Reddito operativo (gestione caratteristica) Risultato della gestione patrimoniale (SALDO) Risultato della gestione finanziaria (SALDO) Analisi di bilancio Pagina 10 Risultato della gestione finanziaria (SALDO) Risultato di gestione (risultato globale) Risultato della gestione straordinaria Reddito ante imposte Imposte Reddito netto (Utile d'esercizio) Secondo la classificazione al valore aggiunto sono considerati: - Fattori interni: tutti i fattori strutturali e i fattori correnti relativi al lavoro dipendente. All'inizio dei cicli produttivi l'azienda predispone le strutture tecniche, rappresentate dagli impianti, e le strutture organizzative, rappresentate dai dipendenti. Essendo tali fattori preesistenti rispetto alla produzione, sono da considerarsi fattori interni. • Fattori esterni: tutti i fattori correnti di esercizio, anticipati o sostenuti, fatta eccezione per quelli relativi al lavoro dipendente. Tutte le materie prime e gli altri servizi operativi sono complementari e acquisiti all’esterno. Il Valore Aggiunto è I costi interni possono essere scissi in altri due gruppi: Il costo del personale e gli ammortamenti e accantonamenti. La differenza tra il valore aggiunto e il costo del personale determina il MOL (o EBITDA). Il valore aggiunto Il Valore aggiunto può essere considerato: 1. La somma algebrica dei componenti posti al di sopra di esso. In tal caso esso è la parte del prodotto di esercizio che, coperti i costi relativi a fattori produttivi esterni, serve per la copertura del costo dei fattori produttivi interni e degli oneri delle altre aree di gestione. 2. La somma aritmetica dei componenti che si trovano al di sotto di esso. In questo senso rappresenta la somma dei compensi che vengono assegnati ai titolari dei fattori produttivi interni: lavoratori, impianti e capitale (di credito e di rischio). 3. anche l’incremento di valore che l’azienda, con la propria struttura stabile, determina sui fattori produttivi acquisiti all’esterni. Il margine operativo lordo È la parte del valore aggiunto che residua dopo la remunerazione del costo del personale. Quindi la parte di valore aggiunto a disposizione per la remunerazione del capitale. In un'altra ottica, il MOL è la somma tra il reddito operativo, gli ammortamenti e gli accantonamenti (questi ultimi rappresentano costi non monetari). In tal senso il MOL rappresenta un margine di natura quasi totalmente finanziaria. Analisi di bilancio Pagina 11 Analisi della redditività della gestione domenica 25 maggio 2025 21:14 Ai fini dell’analisi di tipo economico, non è sufficiente sapere se il reddito netto al termine dell’esercizio è positivo o negativo ai fini della remunerazione congrua del fattore produttivo in posizione residuale (capitale proprio), ma è importante anche indagare la provenienza del reddito rispetto alle diverse aree della gestione economica (gestione ordinaria, finanziaria o straordinaria). Emerge la necessità di indagare sulla capienza del Reddito operativo e sulle molteplici relazioni che possono sussistere tra questo risultato e quello netto. a) Il RN può essere <>= rispetto al reddito operativo b) A parità di costi d'esercizio, una flessione dei ricavi che riduce il reddito operativo a sola copertura degli oneri finanziari comporta un abbattimento del reddito netto c) Il risultato operativo si annulla o diviene negativo quando il risultato relativo alla sola gestione industriale non è in grado di assorbire gli altri costi operativi diversi dalla gestione tipica industriale. Gli indici di redditività pongono a confronto una determinata configurazione di reddito con il capitale che ha prodotto il reddito stesso. Il ROE (Return on Equity) esprime il grado di soddisfacimento del capitale di rischio, cioè il potere di attrazione da parte della gestione, nei riguardi di tale capitale. Per attrarre il capitale di rischio degli investitori, il ROE dovrebbe essere; -Superiore agli investimenti alternativi (tenuto conto del grado di rischiosità aziendale); -Almeno pari ai rendimenti attesi dagli investitori. Dal ROE discendono: - Indice di autofinanziamento: utile destinato a riserva/MP - Indice di dividendo: utile destinato a dividendo/MP Indica il tasso di ritorno del capitale investito (sia quello di credito che quello proprio) in termini di gestione operativa caratteristica. Affinché l’indice possa essere corretto, il capitale investito dovrebbe essere considerato al netto delle componenti i cui proventi rientrano nelle aree non caratteristiche (immobili non strumentali, componenti eccezionali e straordinarie, ecc.). Per tal motivo, occorrono molte informazioni sul cosiddetto “capitale operativo” d’azienda. Dal ROI discendono: - ROS: RO/Fatturato netto redditività delle vendite (quanto resta dopo aver coperto tutti i costi caratteristici) - CT= Fatturato netto/ CC+CP Esprime la capacità del capitale investito di produrre ricavi : quoziente di redditività operativa :grado di indebitamento : tasso di incidenza del reddito netto sul reddito operativo(T.I.G.N.C) Analisi di bilancio Pagina 12 Rendiconto finanziario mercoledì 28 maggio 2025 10:27 Tecniche di determinazione dei flussi di cassa e rendiconti finanziario (art. 2425-ter + OIC 10) Art. 2425-ter: "dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, le operazioni con soci" Il rendiconto finanziario è un prospetto contabile che presenta le variazioni, positive o negative, delle disponibilità liquide avvenute in un determinato esercizio. I flussi finanziari rappresentano un aumento o una diminuzione dell’ammontare delle disponibilità liquide. Dalla somma algebrica dei flussi in entrata e di quelli in uscita si ottiene l'incremento o il decremento di cassa/banca nel periodo di riferimento, che corrisponde alla variazione che subisce il mastrino della liquidità da un esercizio all’altro. Ciò che è importante sapere non è tanto la variazione complessiva del mastrino della liquidità, quanto piuttosto la sua composizione che deriva da tre componenti diverse: A) FLUSSO GESTIONE OPERATIVA B) FLUSSO GESTIONE DEGLI INVESTIMENTI C) FLUSSO GESTIONE DEI FINANZIAMENTI FLUSSO DI CASSA COMPLESSIVO = = VARIAZIONE CHE SUBISCE LA LIQUIDITA' IN SP DALL'INIZIO ALLA FINE DEL PERIODO A) l'attività operativa: metodo diretto L’attività operativa comprende generalmente le operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi, anche se riferibili a gestioni accessorie, nonché le altre operazioni non ricomprese nell’attività di investimento e di finanziamento. Alcuni esempi: • incassi dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi; • incassi da royalty, commissioni, compensi, rimborsi assicurativi e altri ricavi; • pagamenti per l’acquisto di materia prima, semilavorati, merci e altri fattori produttivi; • pagamenti per l’acquisizione di servizi; Analisi di bilancio Pagina 13 • pagamenti per l’acquisizione di servizi; • pagamenti a, e per conto di, dipendenti; • incassi e pagamenti di interessi attivi e passivi su finanziamenti e titoli (pur appartenendo ad altre aree di gestione); • pagamenti e rimborsi di imposte. NEL FLUSSO OPERATIVO SI INSERISCONO TUTTI I COMPONENTI DI COSTI E RICAVI PER LA PARTE CHE SI E' REALIZZATA MONETARIAMENTE. A) l'attività operativa: metodo indiretto Con il metodo indiretto, il flusso finanziario derivante dall’attività operativa è determinato rettificando l’utile o la perdita desunta dal CE per tenere conto di: A1) elementi di natura non monetaria (poste contabili che non hanno richiesto esborso/incasso di disponibilità liquide nel corso dell’esercizio e che NON hanno avuto contropartita nel capitale circolante netto), si tratta solo delle scritture di assestamento che non incidono sul CCN. Ad esempio: - ammortamenti di immobilizzazioni, - accantonamenti ai fondi rischi e oneri, - accantonamenti per trattamento di fine rapporto, - svalutazioni per perdite durevoli di valore; - rivalutazioni non distribuite relativi a partecipazioni in società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto; - rettifiche di valore di attività finanziarie. Occorre inoltre neutralizzare quei costi e quei ricavi che pur di competenza economica, potrebbero non essere di competenza monetaria, quali: - i dividendi attivi di competenza, - Le imposte di competenza, - gli interessi passivi e attivi di competenza (e non necessariamente incassati e/o pagati). A2) variazioni del capitale circolante netto connesse ai costi o ricavi dell’attività operativa. Alcuni esempi sono: - variazioni di rimanenze, - variazioni di crediti verso clienti e di debiti verso fornitori, - variazioni di ratei e risconti attivi/passivi. Le variazioni del capitale circolante netto rappresentano gli scostamenti rispetto ai saldi dell’esercizio precedente. Per interpretare il segno delle rettifiche del CCN occorre prima stimare il margine CCN all’inizio e alla fine del periodo, stimarne la variazione complessiva. Se la variazione complessiva del CCN ha segno positivo, allora A2 avrà segno negativo (-). Se la variazione del CCN ha segno negativo, allora A2 avrà segno (+). A3) Rettifiche da fare per tenere conto di operazioni i cui effetti sono ricompresi tra i flussi derivanti dall’attività di investimento e finanziamento (per evitare di conteggiarli due volte). Occorre inoltre considerare le rettifiche da fare per quei componenti sterilizzati e neutralizzati nella componente A1 che devono essere riattribuiti e conteggiati per la parte di competenza monetaria (es. interessi effettivamente pagati e ricevuti, dividendi effettivamente percepiti, imposte effettivamente pagate) Pertanto: A1 = utile lordo rettificato. A2 = rettifiche all’utile per tenere conto degli effetti finanziari delle variazioni del CCN. A3 = altre rettifiche necessarie per allineare l’utile al flusso di cassa. B) L'attività di investimento I flussi di cassa dell’attività di investimento comprendono i flussi che derivano dall’acquisto e dalla vendita delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. - I flussi di cassa derivanti dall’acquisto di immobilizzazioni sono distintamente presentati Analisi di bilancio Pagina 14 - I flussi di cassa derivanti dall’acquisto di immobilizzazioni sono distintamente presentati nell’attività di investimento, per l’uscita effettivamente sostenuta nell’esercizio, pari al complessivo prezzo di acquisto rettificato dalla variazione dei debiti verso fornitori di immobilizzazioni; ciò al fine di evidenziare in modo unitario le risorse finanziarie assorbite dall’operazione di acquisto. NB: all’interno del prezzo troviamo anche il valore economico delle plusvalenze registrate che sono state già rettificate nella voce A1). - I flussi di cassa derivanti dalla vendita di immobilizzazioni sono distintamente presentati nell’attività di investimento, per l’entrata effettivamente incassata nell’esercizio pari al cd. prezzo di realizzo (cioè, il valore netto contabile aumentato della plusvalenza o ridotto dalla minusvalenza); ciò al fine di evidenziare in modo unitario la fonte di risorse finanziarie generate dall’operazione di vendita. Considerato che nel conto economico è rilevata la plusvalenza o minusvalenza rispetto al valore contabile netto dell’immobilizzazione, la società rettifica l’utile/perdita dell’esercizio nell’attività operativa per il valore della plus/minusvalenza nel modo sopra indicato (in A1). La società presenta distintamente i principali incassi o pagamenti derivanti dall’attività di investimento, distinguendoli a seconda delle diverse classi di immobilizzazioni (immateriali, materiali e finanziarie), indicando separatamente le attività finanziarie non immobilizzate. C) L'attività di finanziamento I flussi finanziari dell’attività di finanziamento comprendono i flussi che derivano dall’ottenimento o dalla restituzione di disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito. In via esemplificativa, i flussi finanziari generati o assorbiti dall’attività di finanziamento sono: • incassi derivanti dall’emissione di azioni o di quote rappresentative del capitale di rischio; • pagamento dei dividendi ai soci; • pagamenti per il rimborso del capitale di rischio, anche sotto forma di acquisto di azioni proprie; • incassi o pagamenti derivanti dall’emissione o dal rimborso di prestiti obbligazionari, titoli a reddito fisso, accensione o restituzione di mutui e altri finanziamenti a breve o lungo termine; • incremento o decremento di altri debiti, anche a breve o medio termine, aventi natura finanziaria. La società presenta distintamente le principali categorie di incassi o pagamenti derivanti dall’attività di finanziamento, distinguendo i flussi finanziari derivanti dal capitale di rischio e dal capitale di debito. Riepilogo • Gli interessi attivi e passivi vengono prima rettificati nella voce A1) e poi contati nel flusso di cassa solo per la parte effettivamente pagata o riscossa (A3). • I dividendi attivi di competenza sono prima rettificati in A1) poiché desunti dal CE e poi reintegrati nel flusso di cassa nelle altre rettifiche dove presentino manifestazioni di cassa (A3). • Le plus/minusvalenze vengono prima rettificate dall’utile (in A1) e poi sono riassorbite nel flusso dell’investimento (B), all’interno del prezzo effettivamente riscosso o pagato. • Le imposte sono prima rettificate in A1) per la quota di competenza economica e poi riassorbite nelle altre rettifiche (A3) per la parte effettivamente pagata. Analisi di bilancio Pagina 15
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