PILT LEZIONE 1 – ITINERARIO TURISTICO L’itinerario turistico può essere definito come un percorso da seguire in un determinato viaggio, formato generalmente da più tappe, è anche il percorso geografico da seguire e rispettare coerentemente con le finalità del viaggio. Gli itinerari possono essere visti come un “sistema”, perché per la loro costruzione è necessario considerare molteplici elementi L’itinerario turistico è composto da tre fasi: - Analisi della domanda, capire cosa chiede il cliente (turismo culturale, ecoturismo, turismo enogastronomico, ecc); - Analisi del territorio, considerazione degli elementi di tipo geografico, che vanno direttamente o indirettamente a influire sulle modalità della sua ideazione: o Scelta della destinazione, fattori socioeconomici: ▪ Vicinanza: dipende dalla durata del viaggio; ▪ Risorse capaci di soddisfare le aspettative; ▪ Reddito dei partecipanti: indispensabile per calibrare l’offerta, necessario per la scelta del trasporto e della destinazione; ▪ Cambio della valuta: elemento importante se il viaggio è fuori dall’UE; ▪ Costi dei servizi accessori e tasse aeroportuali, assicurazioni, imbarco di materiale specifico; ▪ Documenti e condizioni sanitarie, come passaporto, visto, assicurazione e profilassi mediche; o Condizioni climatiche del viaggio di destinazione in relazione ai periodi di effettuazione del viaggio; ▪ Tenere presente che non tutte le destinazioni sono fruibili in tutte le stagioni; ▪ A seconda della stagione di possono valutare diverse tipologie di trasporto (es. Tour della Scandinavia in autunno); o Lunghezza del viaggio e stagionalità: ▪ Per durata: • Escursione, un giorno; • Vacanza di breve durata, da due a cinque giorni; • Vacanza di media durata, da cinque a quindici giorni; • Vacanza lunga, venti, trenta giorni. ▪ Per stagionalità, cioè la variazione sistematica, non necessariamente regolare, delle presenze e degli arrivi turistici nel corso dell’anno, con effetto sulle imprese del turismo e sulle destinazioni: • Una stagione principale, località balneari; • Una stagione principale e una dà spalla, destinazioni collinari; • Due stagionalità, località montane; • Assenza di stagionalità, città d’arte. ▪ Correlazione tra lunghezza e durate del viaggio: • Se il costo complessivo del viaggio è elevato, è improbabile che il turista ritorni in quella destinazione (esaustività del turista); • Se il costo del solo trasporto incide fortemente sul costo complessivo del viaggio e viene ammortizzato su un maggior numero di giorni; • Se il viaggio è intercontinentale si deve tenere conto del jet lag. o Fuso orario rispetto all’Italia; ▪ Recupero fisico del jet lag, se verso ovest sono 90 minuti al giorno, se verso est sono 60 minuti al giorno; ▪ Per “riagganciare” l’orologio biologico ai ritmi normali, dopo un viaggio verso ovest sono necessari circa quattro giorni e dopo un viaggio verso est sono circa sei giorni. o Tipologia di trasporto; Componente di scelta molto importante, specialmente se si tiene in considerazione il costo: • Per vacanze vicine e brevi il mezzo più conveniente e flessibile è la macchina; • Per le medie distanze, treno, aereo e auto sono valide alternative, in base alla destinazione; • Per le lunghe distanze il vettore migliore è l’aereo. o Accessibilità; ▪ L’accessibilità è intesa sia in senso fisico, che in senso socioeconomico; ▪ La giusta scelta dei mezzi di trasporto sia per raggiungere la destinazione, sia per spostarsi nella destinazione, in modo tale da ottimizzare costi, tempi e progettare al meglio le tappe. o Lunghezza delle tappe; ▪ In funzione della durata del viaggio, del mezzo di trasporto, dei km da coprire, vanno definiti tempi di percorrenza delle diverse tappe per redigere il percorso migliore; ▪ Le distanze totali e intermedie vengono calcolate tramite i sistemi digitali, come Google Maps; ▪ Inserimento di soste e programmare momenti di riposo e tempo libero. o Risorse culturali, paesaggistiche, turistiche e artificiali: ▪ Risorse culturali, visitati secondo un ordine storico-cronologico o secondo una logica spaziale legata alla loro localizzazione nell’area urbana; ▪ Paesaggi naturali, sono elementi molto importanti per la costruzione degli itinerari, in quanto occorre considerare il mezzo più idoneo che permette di visitare nel modo migliore il luogo; ▪ Paesaggi antropici, obbligano a leggere il territorio attraverso l’osservazione delle forme culturali, degli insediamenti urbani, dell’organizzazione economica e sociale delle comunità locali; ▪ Risorse artificiali, si tratta di spazi ludici artificiali creati per il turismo, con stagionalità prevalentemente estiva e si riferiscono a un target specifico, come le famiglie o i giocatori. Studio e creazione dell’itinerario stesso, identificato in tre fasi; o 1. Studio bibliografico a tavolino, fase preliminare per acquisire importanti informazioni prima del sopralluogo e razionalizzare i tempi di visita; o 2. Sopralluoghi e verifiche sul campo, chi progetta un itinerario dovrebbe conoscere ogni aspetto dell’itinerario, anche quelli negativi, per questo prima di renderli pubblici ed offrirli sul mercato gli itinerari vanno studiati, creati e adeguatamente testati. Tutti gli elementi del percorso devono essere verificati personalmente, se possibile anche in tempi, condizioni atmosferiche e situazioni diverse, senza sottovalutare i rischi a cui si sottoporrebbero poi i potenziali turisti nella reale esperienza di visita. Non bisogna poi dimenticare che la struttura di un itinerario turistico può prevedere gradi di elaborazione e complessità differenti in funzione delle caratteristiche dei percorsi e della tipologia di utenti potenziali a cui si rivolge; o 3. Valutazioni critiche, monitoraggio e aggiornamento: è opportuno ripetere l’analisi del territorio di riferimento del territorio, per controllare ed aggiornare la propria offerta in funzione di mutate condizioni di fruizione delle risorse o di erogazione dei servizi. ▪ - LEZIONE 2-3-4 – ITINERARI TURISTICI pt.2 L’itinerario turistico è un percorso da seguire in un determinato viaggio, generalmente formato da più tappe, che indica la descrizione o la rappresentazione grafica di un percorso compiuto o da compiere. La parola itinerario deriva dal latino itinerarium, cioè carta di viaggio che è composto a sua volta da iter e itineris, cioè cammino, viaggio, tragitto. Gli elementi costitutivi di un itinerario sono tradizionalmente tre: 1. Nodi, cioè tappe, luoghi da visitare, punti di sosta che svolgono che svolgono anche una funzione logistica. Nel diagramma sono rappresentati con le lettere dalla A alla F. 2. Collegamenti, cioè le connessioni tra i nodi. Non sono necessariamente i più brevi in termini di di distanza da un nodo all’altro; infatti, possono essere influenzati da altri fattori. Per questo motivo, un itinerario non può essere generato automaticamente da un sistema GPS, che è progettato pet ottimizzare i parametri di distanza e tempo di percorrenza. 3. Tema, è l’elemento in comune che dà senso alla scelta di nodi e collegamenti. È ciò che contraddistingue ogni particolare del suo itinerario, rendendolo unico. Il nome dell’itinerario dovrebbe sintetizzare il tema. Il successo di un itinerario dipende dall’attrattività del tema e da quanto bene il tema si riflette nella sua denominazione. LE FORME DEGLI ITINERARI Lineare: - Monodirezionale, per fattori orografici o tematici, segue sempre la stessa direzione; - Simmetrico, può essere percorso indifferentemente in entrambe le direzioni, quindi il punto di partenza e le destinazioni possono variare. Circolare, il punto di partenza coincide con il punto di arrivo al termine del tour, che può svolgersi su più giorni, richiedendo quindi tappe intermedie in cui i viaggiatori si trattengono per un tempo limitato, una o più notti. Margherita, con un mozzo centrale da utilizzare come base per più giorni, punto di partenza per varie escursioni (petali). Tipico per le escursioni in montagna o in bicicletta nelle località di mare. ITINERARI TURISTICI E TEMPO Permanenti, come le vie storiche e cammini (tendenzialmente lineari) e tematiche e percorsi escursionistici, in auto, in moto, in bici, ecc…) Temporanei, come i programmi di viaggio e percorsi evento. L’itinerario turistico è uno strumento per perseguire un disegno più ampio, è l’occasione per valorizzare le tipicità e le risorse locali, per favorire la fruizione del territorio e per strutturare un flusso turistico che si consolidi nel tempo, rendendo attrattiva anche una destinazione poco turistica e di destagionalizzare i flussi nelle destinazioni più frequentate in certi periodi dell’anno. Quando si realizza un itinerario è opportuno valutare le seguenti componenti strutturanti: - Le attrattive turistiche; - La strutturazione delle tappe; - La presenza di uno o più temi prevalenti; - La scansione temporale; - I mezzi di trasporto da utilizzare per gli spostamenti; - L’organizzazione delle soste e dei servizi; - I costi (trasporto, alloggio, vitto, ecc…) Gli itinerari possono essere classificati in base alla scala geografica di riferimento: - Internazionali; - Nazionali; - Regionali; - Locali; - Urbani. Gli itinerari turistici possono essere classificati in base alla tematica principale di riferimento, permettendo così di rispondere all’offerta di rispondere in modo adeguato alle richieste della domanda turistica. Il turista, infatti, chiede la possibilità di entrare in contatto con le realtà locali e di provare nuove esperienze, facendo modo che nascano molteplici tipi di itinerari tematici legati alla differenziazione della domanda turistica. ITINERARI TEMATICI Nel corso degli anni, sono diventati sempre più importanti e sono uno strumento fondamentale per la promozione turistica e per la valorizzazione del territorio inteso come offerta culturale-storicoambientale e delle realtà economiche peculiari ad esso legate. Gli itinerari tematici al di fuori dei classici circuiti turistici, consentono di ampliare l’offerta turistica e di valorizzare le specificità dei territori periferici. LEZIONE 5 – COSTRUZIONE DEGLI ITINERARI Per costruire un itinerario è necessario saper rispondere a cinque domande: - Chi? Ovvero il target di riferimento; - Perché? Motivo del viaggio, esigenze particolari, tipo di visite; - Quando? Durata ed epoca del viaggio; - Dove? Destinazione, che oggi è secondaria al perché si vuole affrontare un viaggio. - Che cosa creo? Definire il progetto di viaggio sulla base delle risposte alle domande precedenti. L’impianto descrittivo costituisce il programma di viaggio, che deve contenere: - La data, la durata del viaggio suddivisa per giorni; - Le tappe previste, i luoghi e le attrattive da visitare; - I mezzi di trasporto da utilizzare; - Il tipo di sistemazione ricettiva, i servizi di accoglienza; - I servizi offerti, compresi nel pacchetto; - I costi, compresi e non nella quota di partecipazione; - L’assistenza sanitaria, l’assicurazione, ecc… L’itinerario può essere presentato in forma: GENERICA: in cui si danno le info sommarie del tipo di viaggio; Esempio di itinerario locale e tematico. Il target di riferimento è rappresentato da un gruppo di amici tra i 40 e i 60 anni amanti della cultura e dell’enogastronomia (chi), per questo il to, stila un itinerario generale in una località delle Langhe, dove è possibile conciliare un breve soggiorno culturale e il buon cibo (perché) nel periodo autunnale (quando), in Piemonte (dove). SINTETICA: quando contiene oltre alle informazioni generali delle principali attrattive del viaggio; Esempio di itinerario internazionale e tematico. Francesco e Alice si recano presso l’Agenzia «Sogni d’Oriente» per organizzare il viaggio di nozze. Il loro desiderio è quello di riposarsi, ma anche visitare paesaggi naturali indimenticabili di un luogo lontano (chi). l’agenzia stila un itinerario sintetico relativo un soggiorno di 9 notti /11 giorni in una località lontana, dove è possibile conciliare un breve soggiorno al mare e un’escursione di qualche giorno (perché) con partenza da Milano lunedì 2 settembre, dopo il matrimonio (quando), con destinazione Kenya (dove). ANALITICA: quando è corredato da indicazioni dettagliate dei servizi forniti e da un’articolata descrizione dei luoghi da visitare con notizie storico-geografiche; Esempio di itinerario urbano e tematico. Un gruppo di amici progetta un fine settimana in una capitale europea. Vagliando le proposte dell’agenzia «Viaggi OK». Il gruppo è composto da 10 adulti tra i 40 e 50 anni, amanti dell’arte, dello shopping e dell’atmosfere tipiche dei luoghi urbani. (chi) Vorrebbero visitare musei, ambienti turistici unici e assaporare la cucina tipica inglese. (perché). La partenza è prevista il venerdì e il rientro la domenica, con 3 giorni e 2 notti. (quando), nella città di Londra. GRAFICA: quando le info a carattere generale sono supportate da carte geografiche o stradali sulle quali viene disegnato il percorso. Esempio di itinerario nazionale e tematico LEZIONE 6 – IL TURISMO ACCESSIBILE Chiamato anche turismo per tutti o turismo inclusivo, è un complesso di prodotti, processi, e servizi che sono pensati, promossi, distribuiti e forniti per rispondere a specifiche esigenze di accesso e richieste dei visitatori, a prescindere della loro età e dalle loro abilità. L’accessibilità è la capacità dei visitatori di camminare, raggiungere, toccare, vedere, sentire, parlare, gustare, usare, prendere parte, ecc…, a tutte le attività, tramite la progettazione dell’ambiente e dei suoi componenti (prodotti, servizi, dispositivi, informazioni, ecc…) Il turismo accessibile copre una varietà di clienti con differenti esigenze di accesso, non sempre visibili, che possono essere causate da menomazioni, malattie, infortuni, età, statura, conoscenza della lingua straniera o cultura. Qualsiasi persona che incontra difficoltà nell’accedere, utilizzare o usufruire dei servizi e delle strutture turistiche in modo completo, confortevole, sicuro e indipendente, privilegerà luoghi accessibili. I destinatari del turismo accessibile possono essere: - Persone con disabilità motorie, visive, uditive o del linguaggio, problemi di salute cronica, come condizioni respiratorie o circolatorie o disabilità invisibili; - Anziani con esigenze specifiche, ad esempio con disabilità relative all’età, come la mobilità ridotta, l’abilità di ricevere e processare informazioni, orientamento spaziale e temporale, difficoltà nel sentire, parlare, vedere, ecc…; - Bambini, donne incinte, persone con allergie, asma o altre malattie croniche, persone infortunate, assistenti di persone con disabilità, persone con carrozzine, culle o bagagli, persone straniere, ecc…. L’accessibilità riguarda, dunque, tutte le persone con esigenza di accesso, ovvero un segmento di mercato non piccolo, che tende a fidelizzarsi ed è in crescita, tale mercato offre un vantaggio competitivo e nuove opportunità alle imprese. Inoltre, i servizi accessibili hanno la possibilità di attrarre più clienti, aumentare la qualità del servizio e rafforzarne l’immagine. L’accessibilità viene spesso limitata all’adattamento della costruzione di strutture, ma i tipi di ostacoli e le difficoltà che si trovano nell’ambito del turismo sono molto più ampie e sono presenti in tutti i servizi legati al turismo e ai viaggi. Pertanto, le destinazioni accessibili devono garantire l’intera catena dei valori, compresi hotel, trasporti, attrazioni, strutture per il tempo libero, uffici di informazioni turistiche, sistemi di informazione e prenotazione, marketing e un atteggiamento inclusivo di tutti gli attori pertinenti. Le misure di accessibilità nel turismo devono essere accompagnate da un’adeguata accessibilità degli spazi pubblici e dal coinvolgimento degli enti pubblici. Solo gli sforzi coordinati che combinano ciascuna fase dell’esperienza del visitatore, che possono portare alla sua soddisfazione. Inoltre, l’accessibilità non sempre richiede grandi investimenti finanziari. Anche i piccoli aggiustamenti e soluzioni intelligenti possono influenzare positivamente la decisione e l’esperienza del visitatore. I vantaggi che possono essere apportati alle aziende turistiche possono essere: - Attirare più ospiti, perché soddisfano una gamma ampia di clienti; - Le persone con disabilità raramente viaggiano da sole, sono accompagnate da un membro della famiglia o da un compagno per avere supporto; - Se sono soddisfatte dell’offerta che ricevono, molto probabilmente danno una buona recensione delle strutture ai loro amici e c’è una grande possibilità che ritornino nello stesso posto. LEZIONE 7 – TURISMO ONLINE Come moltissimi altri ambiti, anche il turismo ha incontrato notevoli trasformazioni, per due motivi principali: l’aumento della domanda<e le innovazioni tecnologiche. Per molto tempo il settore del turismo è stato altamente standardizzato e rigido: il mercato era governato dall’offerta ed era il turista a adeguarsi ad essa. Il punto di svolta è stato l’introduzione delle tecnologie che hanno cambiato radicalmente scenario e obiettivi. Oggi, tutte le informazioni sono nelle mani della domanda, che ha il libero accesso ad un bacino vastissimo di contenuti. La combinazione di questi due fattori ha favorito la crescita esponenziale di concorrenti sul mercato, ha facilitato l’apertura di nuovi canali di comunicazione e ha contribuzione e ha contribuito allo sviluppo di nuove tipologie di consumatori. A fronte di queste dinamiche, il marketing turistico tradizionale ha inevitabilmente perso efficacia: la comunicazione di tipo promozionale e pubblicitario non funziona più, ciò che conta oggi è l’immagine e la percezione del mercato. Il turismo 2.0 rappresenta la risposta. Essendo mutati i paradigmi, è mutato anche il turista e il suo modo di viaggiare. L’offerta si trova ora a doversi interfacciare con un vero e proprio consumatore di esperienze. Il turista attuale, infatti, è alla ricerca di proposte tematizzate e personalizzabili e desiderava vivere la dimensione autentica della destinazione, inoltre il turista 2.0 è anche e, soprattutto, social. I principali cambiamenti del turismo 2.0, sono: - Viaggi sempre più brevi, destagionalizzati, ma dove si spende di più; - Viaggi sempre più frequenti; - Viaggi sempre più tematici, il turista sceglie la vacanza in funzione dei suoi interessi e delle attività tematiche che la destinazione offre. Le 5 fasi del turismo 2.0 sono: - Dreaming; - Planning; - Booking; - Living; - Sharing. Questa nuova attitudine rappresenta, per le nuove destinazioni turistiche, una grande opportunità per incrementare la propria notorietà; infatti, quando i turisti condividono le immagini delle proprie vacanze attiva un circolo vizioso che, se gestito adeguatamente, può migliorare in modo esponenziale la reputazione. Nel turismo social, le destinazioni turistiche non sono più quello che pubblicizzano, ma quello che i turisti raccontano di esse. Proprio per questo, i profili dedicati al viaggio, fungono da cassa di risonanza. Il turista social è un grande edonista: ama raccontare, condividere e sicuramente i canali social gli offrono una grande opportunità. LEZIONE 8 – TURISMO CULTURALE L’itinerario culturale, a cui si associa prevalentemente la funzione di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, può essere rappresentato come un contenitore di prodotti ed esperienze di tipo creativo; per tale ragione, il turista, quando sceglie di affrontare un itinerario culturale, non pratica solo turismo culturale, ma anche quello creativo ed esperienziale. Il turismo culturale è l’insieme delle visite, al di fuori della propria area di residenza, interamente o parzialmente motivate da un interesse per gli aspetti legati alla storia, all’arte, alla scienza, o alle tradizioni/stili di vita di una località, di una regione, di un gruppo o di un’istituzione. Il concetto di patrimonio culturale riprende in senso ampio il modo di vivere di una popolazione in una società, evitando di ridurlo ai soli elementi fisico-materiali, come i monumenti, le chiese, i musei, i castelli. I siti storici e compendi archeologici. Secondo il WTO, il turismo culturale può essere definito in senso: - Stretto, cioè tutti i movimenti effettuati per motivi culturali, come lo studio, gli eventi, festival. Folklore, siti e monumenti, pellegrinaggi; - Ampio, cioè tutti i movimenti che soddisfano il bisogno umano di diversità, aumenta il livello culturale delle persone, nuove conoscenze e incontri. In relazione al turismo culturale, Smith, nel 2003, sottolinea come negli anni più recenti siano intervenuti due processi di grande rilievo: - L’ampliamento della dimensione della domanda e dell’offerta, per cui il turismo culturale ha cessato di essere un fenomeno di nicchia per diventare un prodotto di massa, costituito da tanti e diversi segmenti specifici; - La diversificazione delle componenti di concetto di cultura e di turismo culturale, fenomeno che ha slegato il prodotto turistico dalle tradizionali risorse date e tangibili. In questa definizione di turismo culturale rientrerebbero: - I siti culturali tangibili (archeologia, musei, città intere, monumenti); - Le performance artistiche (teatri, concerti, centri culturali); Le arti visive (gallerie, parchi monumentali, fotografia); I festival e gli eventi; I siti religiosi; Gli ambienti rurali (fattorie, villaggi, ecomusei); Le comunità con le proprie tradizioni (particolarmente nei paesi in via di sviluppo ma anche nelle economie avanzate); - I prodotti dell’artigianato; - L’enogastronomia; - L’industria manifatturiera e il commercio (visite in fabbrica, viaggi su vecchi canali navigabili); - La cultura popolare moderna (concerti, shopping, moda, design, tecnologia); - Tutta quella serie di attività specifiche per svolgere le quali un soggetto è disposto a spostarsi (pittura, fotografia). In sintesi, il turismo culturale è caratterizzato da diverse motivazioni di viaggio che si traducono, non solo nella visita di beni storici, artistici, e paesaggistici, ma anche nella presenza a mostre, fiere e concerti o nell’esperienza delle tradizioni e del folklore locali nonché dei prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato. Il livello medio di cultura è aumentato e la percezione dei luoghi della cultura è mutata e fattori immateriali sono diventati importanti. Il turismo culturale presenta le seguenti caratteristiche: - Ha radici storiche lontane; - Non esistono confini precisi; - Turismo motivato da curiosità, desiderio di conoscere luoghi, società e tradizioni; - Spesso itinerante; - Connesso con altre forme di turismo (per affari, congressuale, …) - Turismo di studio, religioso e di vacanza; - Tendenzialmente poco stagionalizzato; - Non immune ad un effetto moda. Il turismo culturale può essere fruito in diversi modi: - Tradizionale, cioè del visitatore delle città d’arte, con una permanenza di 2/3 notti nella località e soggiorno in albergo, con visita alle attrazioni artistiche, ai musei, ecc., generalmente all’interno di percorsi classici; - Di rimbalzo, rappresenta la modalità di fruizione culturale attuata da turisti che si trovano nell’area per motivi non strettamente culturali (lavoro, vacanza balneare, ecc.) e quindi dà luogo spesso ad escursionismo; - Ad hoc, è legata ad una motivazione precisa ed alla possibilità di godere di una attrazione specifica (evento, mostra temporanea, festival, ecc.); - Etnoturistica, si caratterizza per l’attenzione ad elementi di cultura popolare, folklore, ecc., spesso di paesi extra-europei; - Di studio, è quella effettuata in concomitanza di viaggi di istruzione, oppure da studiosi che fanno delle attrazioni culturali l’oggetto del loro lavoro o studio; - D’atmosfera, tipica di chi apprezza l’ambiente, l’urbanistica, l’incontro con la popolazione locale, lo shopping, la possibilità di vivere una esperienza coinvolgente, anche restando al di fuori di monumenti e musei. Il viaggio permette ai suoi fruitori di entrare in una nuova realtà – fisica e umana – nella quale è possibile conoscere i caratteri e la storia. Il viaggio come esperienza culturale ha lo scopo di far conoscerei popoli e gli ambienti e di aiutare a cogliere la complessità dei quadri territoriali e culturali, la ricchezza di elementi, la varietà antropica e naturalistica e le relazioni che si sono istaurate tra l’uomo e il territorio. In questa prospettiva, il turismo rappresenta uno strumento per capire, indagare e interpretare – prima, durante e dopo il viaggio – il territorio e la cultura in esso presente. Alla base del turismo culturale non c’è solamente un interesse specifico per la visita di monumenti, chiese, musei e siti storici e archeologici, ma anche una motivazione più ampia che spinge a cercare di vivere il fascino del viaggio. Un numero sempre maggiore di turisti culturali è alla ricerca dell’atmosfera della città e dei luoghi. Per questa ragione sono importanti anche tradizioni, gastronomia, artigianato e quell’insieme di elementi socioculturali che caratterizzano un territorio. L’attribuzione di valore alle esperienze turistiche si scontra necessariamente il contrasto tra l’autenticità delle esperienze fruite e la mercificazione a cui sono sottoposte le attività culturali nell’epoca globalizzata. Da una parte la crescita dell’offerta turistico-culturale grazie all’inclusione dei beni, risorse e tutti gli aspetti del patrimonio culturale in senso allargato e, dall’altra, gli effetti che tale crescita determina sull’autenticità delle risorse che compongono l’offerta culturale e delle esperienze vissute dai turisti. La postmodernità segna un’altra tappa nell’evoluzione del turismo culturale: l’esperienza della pratica turistica, si lega al concetto di creatività. Il turismo delle esperienze e della creatività apre la strada a un nuovo fronte di studi, di dibattito e di tipologia turistica. La creatività è una componente fondamentale delle società post-industriali e culture and knowledge based. La cultura è la leva su cui costruire politiche di sviluppo capaci di evidenziare le peculiarità, produttive, culturali e creative di un territorio e fungere in questo modo dà valore aggiunto nella competizione globale tra luoghi. Per definire concettualmente il passaggio dal turismo culturale a quello creativo, Richards, nel 2008, considera quattro dimensioni, entro cui collocare le trasformazioni relative alla produzione e al consumo del turismo: consumo, terapia, cultura, apprendimento. TIPOLOGIA Turismo Culturale Turismo creativo CONSUMO Passivo, Prodotto mono sensoriale Attivo Esperienza plurisensoriale ed emozionale TEMPO Passato e presente Passato, presente e futuro CULTURA Cultura elevata Heritage tradizionale Cultura del quotidiano Risorse immateriali APPRENDIMENTO Passivo Attivo Sviluppo di competenza e conoscenza Evoluzione personale Il turismo creativo è un turismo delle esperienze, cui si associa la ricerca di autenticità, attraverso una pluralità di attività, che coinvolgono, in una stretta forma di collaborazione, sia i produttori sia i consumatori dell’offerta turistica. Il turismo creativo è un turismo experience-based, che si muove lungo le quattro dimensioni individuate da Pine e Gilmore, nel 1999, per definire gli ambiti entro cui un’esperienza di consumo può essere vissuta. Le possibili combinazioni tra i diversi livelli di partecipazione (passiva o attiva) all’esperienza e di coinvolgimento determinano i quattro ambiti principali in cui collocare un’esperienza di consumo (Pine e Gilmore, 1999): - Esperienza estetica, corrisponde un tipo di esperienza turistica in cui il turista è immerso passivamente nel luogo in cui essa si effettua e nello svolgimento dell’attività, senza una rielaborazione personale delle influenze ricevute. È il caso di attività quali il trekking o il sightseeing; - Evasione, è il risultato della combinazione tra partecipazione attiva e immersione. Si tratta di esperienze di ampio range, che possono passare dalla partecipazione a cerimonie religiose a vacanze in campi di lavoro o viaggi in destinazioni esotiche; - Intrattenimento, è associato alla fruizione di attività per cui non ci sono elementi di partecipazione diretta, ma ha solo la finalità principale dell’aspetto ricreativo, come ad esempio, la partecipazione ad un festival; - Educazione, si manifesta in quelle esperienze in cui è alto sia il livello di partecipazione sia quello di apprendimento, ed è quello che si realizza in esperienze turistiche che prevedono ad esempio la partecipazione a workshop, visite a musei, ecc. Assorbimento O Partecipazione passiva Intrattenimento Educazione Esperienza estetica Evasione Partecipazione attiva Immersione Alcuni assi principali su cui si muove la produzione di offerte di turismo creativo: O - Laboratori e attività di tipo esperienziale, come l’artigianato, la gastronomia, l’enologia, la danza, la musica, ecc…; - Percorsi che enfatizzano le percezioni sensoriali, come degustazioni, itinerari di varia natura, ecc.; - Attività legate a una nuova interpretazione e fruizione del patrimonio culturale tradizionale, come attività ludico-ricreative e di apprendimento legate ad esempio all’archeologia, all’arte contemporanea, ecc…; - Eventi, festival o manifestazioni culturali, che propongono nuove forme di promozione e valorizzazione di vari aspetti della cultura materiale e immateriale, e che costituiscono dei contenitori per la realizzazione di diverse esperienze. Il turismo culturale, anche nelle sue forme esperienziale e creativo, ha come obiettivo la scoperta di monumenti, siti, usi e costumi. Su questi beni culturali, il turismo culturale esercita un effetto positivo, nella misura in cui contribuisce alla loro tutela e alla loro conservazione. Tale forma di turismo giustifica gli sforzi profusi dalla comunità per la tutela e conservazione dei beni culturali. LEZIONE 9 – ITINERARI CULTURALI Gli itinerari culturali rappresentano una delle molteplici strategie per consolidare e incrementare i flussi turistici che hanno come finalità principale la scoperta del patrimonio culturale (heritage). Gli itinerari culturali introducono un nuovo concetto di patrimonio, più esperienziale e creativo, che incontra le aspirazioni del turista postmoderno. Il contesto dell’itinerario culturale è quello in cui emerge un patrimonio la cui ricchezza deriva da tante variabili tangibili e intangibili, del passato e del futuro, che portano ad una risultante unica ed irripetibile nel tempo e nello spazio. Gli aspetti geografici degli itinerari culturali sono: - Fisicità, (terra, acqua o aria) utilizzando diversi mezzi di trasporto: treno, aereo, bicicletta, a piedi, nave ed automobile (anche combinati); - Transcalarità, locale (i luoghi della Roma della “Dolce vita” di Federico Fellini), regionale (Route 66), internazionale (via della Seta), oppure tutte queste opzioni contemporaneamente, evidenziando la transcalarità del sistema. L’itinerario culturale può rappresentare un contesto in cui possono materializzarsi diverse forme di turismo creativo ed esperienziale, sia nella produzione sia nel consumo. Sono prodotti turistici innovativi, testimoni del passaggio verso le forme di turismo culturale non tradizionali. Un itinerario culturale si basa sui concetti di: - Spazio, una porzione di territorio su cui viene rappresentato il percorso compiuto dal turista; - Scambio, si creano delle relazioni sia di tipo socioculturale che economico; Tempo, in cui si tocca il grado di autenticità, la misura e la densità degli elementi tangibili ed intangibili rimasti fisicamente, variabili nel corso dei secoli. Gli elementi che definiscono gli itinerari culturali sono: - Contesto, rappresentato dall’ambiente fisico e sociale; - Contenuto, si riferisce agli elementi concreti che testimoniano il patrimonio culturale presente e che testimoniano la sua esistenza fisicamente; - Cross-cultural Significance, implica una risultante superiore alla semplice somma delle singole parti, che consente all’itinerario di avere qualcosa in più, caratterizzandolo per una specifica identità; - Carattere dinamico e complesso, non è statico nel tempo, ma si arricchisce di nuove risorse, creando così un sistema caratterizzato da sempre nuove e diverse componenti. Gli itinerari culturali rappresentano un mix fra tradizione e cambiamento, un collegamento tra la cultura locale e le influenze provenienti dall’esterno. La loro capacità di adattarsi alle risorse locali di un territorio e di esprimerne la creatività interna può favorire la diffusione di processi e prodotti innovativi, specificatamente autoctoni e per questo in grado di creare un vantaggio competitivo e concorrenziale, nel confronto con altre destinazioni turistiche. L’itinerario culturale può essere rappresentato come contenitore, in cui gli elementi patrimoniali e strutturali di un territorio sono messi a sistema per contribuire alla costruzione di un’offerta turisticoculturale innovativa e competitiva. Baldacci, nel 2006, individua tre categorie di itinerari culturali, basate sull’origine e sulla motivazione esistenziale e culturale: - Gli itinerari storici, cioè le vie di comunicazione che si sono storicamente affermate in rapporto a funzioni di carattere commerciale o religioso; - Gli itinerari geografici, cioè le vie che attraversano un determinato territorio del quale si vuole valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico; - Gli itinerari tematici, che si differenziano rispetto alla tipologia precedente dal fatto che i beni culturali sono legati da un particolare tema. L’attribuzione di un valore turistico agli itinerari culturali, si scontra con diversi ostacoli, di natura concettuale e operativa. In particolare, con la possibilità che essi possano effettivamente tradursi in prodotti turistici e raggiungere dei risultati economici. Perché gli itinerari culturali non siano privi di potenzialità economiche e contribuiscano realmente alla creazione di forme di turismo culturale innovative e responsabili è necessario che vengano adottate metodologie specifiche che si adattino agli specifici contesti territoriali in cui sono inseriti e alle risorse anche molto diverse fra loro che coinvolgono. L’itinerario deve inserirsi in un preciso disegno, a cui deve corrispondere una specifica programmazione, che possa legare il patrimonio culturale e sviluppo turistico. López Fernández vincola l’esistenza di un itinerario culturale alla presenza di diversi requisiti, che consentono il passaggio da un piano ideale e immaginario a uno concreto e reale, in cui l’itinerario può effettivamente esercitare le sue potenzialità: - Il tema deve essere attrattivo e coincidere con le attività e le proposte su cui si costruisce l’itinerario; - La presenza di un’offerta turistica diversificata e coordinata (trasporti, servizi informativi, accoglienza, ecc.…); - Il collegamento con il mercato (attraverso l’utilizzo di strumenti promozionali e di vendita); - L’accessibilità (fisica e socioeconomico) dei siti che compongono l’itinerario. In particolare, per quanto riguarda il motivo, i criteri prevalenti possono essere: - Geografico: che consente di capire le trasformazioni culturali proprie di una determinata zona, dovute, ad esempio, dalla presenza di una civiltà o di uno specifico paesaggio; - Storico: che permette di comprendere l’eredità culturale, consolidata nel tempo e lasciata dal passaggio di civiltà nella storia; Artistico: che ha come presupposto la creazione di percorsi caratterizzati dalle peculiarità artistiche o architettoniche; Letterario: che costruisce un itinerario basandosi sulla vita di determinati autori, sulla narrativa, sui personaggi dei romanzi e sui viaggi letterari; Economico-commerciale: si riferisce all’individuazione di tutti quei percorsi cui si associavano, nel passato, traffici o interessi commerciali ed economici, rappresentativi dell’attività di civiltà o paesi; Etnografico: basato sull’arte popolare e le tradizioni di determinati contesti o popolazioni; Misto: per tutte quelle rotte non possono essere rapportate a nessuna delle categorie precedenti, il riferimento è a quelle componenti culturali che possono costituire un motivo identitario e rappresentativo per un popolo o un territorio. La presenza di questi elementi, criteri e requisiti di base, non è sufficiente a definire le potenzialità degli itinerari culturali in ambito turistico ed inserire in un percorso di sviluppo territoriale. È necessario costruire una strategia che sia in grado di: - Costruire la base territoriale per l’offerta; - Valutare le risorse sulle quali concretamente creare l’itinerario; - Realizzare prodotti turistici specifici per il target di riferimento; - Analizzare le possibili ricadute economiche; - Istituire una rete di soggetti pubblici e privati che gestiscano e organizzino l’attività che la presenza di un itinerario implica. Iter strategico per la costruzione di un itinerario culturale: 1) Preparazione della base territoriale dell’offerta turistica: si tratta di un processo di valutazione e adeguamento dei mezzi necessari alla creazione e al sostegno dell’offerta turistica, che affronta principalmente i seguenti temi-assi: a) Accesso e transito; b) Ricettività e ristorazione; c) Circolazione e diffusione di informazioni; d) Intermediazione, finalizzata alla vendita dei prodotti turistici; e) Presenza e garanzia di altri servizi pubblici e privati di supporto all’offerta turistica. 2) Inventario e valutazione delle risorse implicate nella costruzione dell’itinerario: da quelle culturali a quelle economiche e strutturali. 3) Legami con il tessuto socio-istituzionale di riferimento: in questa fase è essenziale garantire l’appoggio della comunità al progetto di sviluppo dell’itinerario, ma è anche rilevante la creazione di una struttura istituzionale in cui abbiamo rappresentanza e potere decisionale i principali soggetti coinvolti nel progetto. 4) Creazione di prodotti turistici all’interno della rotta culturale: la capacità ci creare nuovi prodotti turistici culturali è direttamente relazionata al livello di sviluppo del territorio su cui si innesta l’itinerario, in quanto si lega alle strategie di sviluppo locale per esso previste. Per questo scopo sono importanti azioni come il sostegno all’impresa, alla formazione e all’innovazione, che possano favorire tali processi. 5) Promozione e commercializzazione: si tratta di una fase che esprime la necessità di elaborare un piano di marketing con obiettivi annuali, che contempli anche la promozione di una marca rappresentativa dell’itinerario e del territorio complessivo. La proposta di specifici itinerari: - Parte dall’individuazione di un ventaglio di risorse da offrire al turista; - Prosegue con la costruzione dio un’immagine efficace del territorio di riferimento e l’attuazione di una concreta politica di promozione della destinazione. Quest’ultima non può limitarsi ad una campagna pubblicitaria o ad un’azione mirata sugli intermediari turistici, ma deve attivare una gestione coordinata e continuativa di tutti i soggetti locali coinvolti. Tali soggetti possono essere: - Gli imprenditori che operano nel settore turistico (albergatori, ristoratori, erogatori di servizi di vario genere) e in quello agricolo (aziende vitivinicole e agroalimentari, fattorie didattiche); - Le amministrazioni pubbliche (comuni, province, regioni); - Gli enti che gestiscono il patrimonio storico-artistico (musei, siti archeologici); - Le associazioni che si occupano della promozione del territorio e di eventi (pro-loco, agenzie di promozione turistica, associazioni culturali); - La comunità locale con le sue istituzioni laiche e religiose. L’itinerario culturale può essere una strada, una via o l’insieme delle precedenti che può essere: - Antica, cioè riscoperta e valorizzazione di un antico percorso, di una strada storica; - Nuova, creazione di un nuovo itinerario legato ad una tipologia di beni culturali o anche alle produzioni naturali o industriali di una regione. La cui caratteristica comune è quella di essere trasversali rispetto allo spazio ed al tempo. Un itinerario culturale è un viaggio geografico attraverso territori che coinvolgono una pluralità di identità locali, evocando un percorso mentale che si basa su specifici valori rappresentativi, significati, aspettative ed esperienze. Solo in un’ultima fase appare nella sua veste concreta di prodotto turistico. Lo scopo è quello di valorizzare la qualità dell’esperienza del viaggio, quale momento di crescita e di maturazione attraverso la conoscenza del patrimonio culturale e paesaggistico di un paese. Il patrimonio culturale può essere inteso non solo come insieme di valori degni di essere conservati, ma soprattutto come risorse da attivare in termini economici e tali da favorire lo sviluppo locale. Gli itinerari favoriscono infatti la messa a sistema del patrimonio, attraverso il perseguimento di valori fondamentali quali la diversità culturale, l’identità, lo scambio reciproco che supera i confini imposti dallo spazio e dal tempo. Gli itinerari culturali sono qualunque via di comunicazione, sia essa di terra, acqua, o di altro tipo, che sia fisicamente circoscritta e si caratterizzi anche per proprie specifiche funzionalità dinamiche e storiche, e che soddisfa le seguenti condizioni: deve derivare da e riflettere movimenti interattivi di persone e di scambi multidimensionali, continui e reciproci di beni, idee, conoscenze e valori tra i popoli, paesi, regioni o continenti in periodi di tempo significativi. Deve essere quindi promosso un reciproco arricchimento delle culture nello spazio e nel tempo, come riflesso sia del loro patrimonio materiale che immateriale”. Nel corso degli ultimi decenni l’attenzione nei confronti degli itinerari culturali è cresciuta, sia a scala italiana, sia Europea. Per l’Unione Europea, i beni che costituiscono il patrimonio culturale sono importanti espressioni di diversità e meritano di essere tutelati attraverso la salvaguardia dei valori in essi inscritti, per i quali l’UE mette a disposizione dei paesi partner attività di formazione, sviluppo delle competenze e trasferimento di conoscenze (European Commission, 2017) e mediante la costruzione di itinerari culturali. L’impegno dell’Unione Europea per la valorizzazione e la promozione degli itinerari culturali è di lungo corso e segue diverse tappe, che hanno individuato nel Consiglio d’Europa e nell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, i due organi, regolamentare e tecnico, che oggi determinano forma, caratteristiche e contenuti degli Itinerari Culturali Europei. Le tappe fondamentali nella creazione degli Itinerari Culturali Europei sono state: 1954 -> Convenzione Culturale Europea 1960 -> Gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa per discutere i temi della cultura, del patrimonio culturale e della sua valorizzazione con finalità di fruizione turistica 1987 -> Raccomandazione 987 (1984) dell’Assemblea Parlamentare e Mandato del Consigli dei Ministri, con cui si invitano i Paesi membri ad incoraggiare la presentazione di Itinerari Culturali Europei Lancio del Programma degli Itinerari Culturali Europei Il cammino di Santiago e Architecture sans Frontières sono nominati Itinerari Culturali Europei 1990 -> L’UE istituisce l’anno europeo del turismo 1991 -> L’UE istituisce l’anno europeo del turismo culturale e rurale 1996 -> Lancio del programma Philoxenia, dedicato alla preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale in relazione al suo sfruttamento per finalità turistiche 1997 -> Creazione dell’Istinto Europeo degli Itinerari Culturali 1998 -> Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa adotta la prima risoluzione sugli Itinerari Culturali Europei – Risoluzione (98) 4 2005 -> L’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali crea il GEIE (Gruppo Europeo di Interesse Economico), che raggruppa alcune delle reti responsabili degli Itinerari 2007 -> Ventennale del Programma sigli Itinerari Culturali Europei e nuova Risoluzione (2007) 12 che sostituisce la precedente del 1998. Gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa sono un invito al viaggio e alla scoperta del ricco e variegato patrimonio culturale europeo. Il loro scopo è quello di creare una rete di persone e luoghi legati tra loro grazie a una storia e a un patrimonio comuni. Gli Itinerari Culturali mettono in pratica i valori del Consiglio d’Europa: diritti umani, diversità culturale, dialogo e scambi interculturali. Per il Consiglio d’Europa gli Itinerari culturali sono reti di interazione e di scambio economico basato sulla cultura e la creatività, che incorporano i principi di sostenibilità, equità e inclusione, basati su un ampio numero di partners strutturati in solidi quadri istituzionali che stimolano lo sviluppo socioeconomico regionale. L’Itinerario Culturale (Cultural Route) si configura come un percorso che attraversa uno o più paesi, regioni o territori organizzato in relazione a determinati temi di interesse storico, artistico o sociale, sia in forza del tracciato geografico europeo dell’itinerario, sia per la pregnanza dei suoi contenuti e dei significati culturali presenti. Gli Itinerari Culturali Europei sono percorsi di comunicazione, reti di scambio culturale tra le nazioni e le identità europee attraverso cui consolidare l’appartenenza europea. Le Cultural Routes sono strumenti idonei alla conservazione delle condizioni ambientali e alla gestione dei visitatori che favorisce lo sviluppo economico anche, e soprattutto, in aree cosiddette marginali. Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani, democrazia e Stato di diritto. Esso rappresenta una comunità di circa 800 milioni di persone che vivono nei 46 (dal 16 marzo 2022, la Russia non ne fa più parte) Stati membri, 27 dei quali sono Membri dell’Unione Europea. Il programma degli Itinerari Culturali è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. Il suo obiettivo è quello di dimostrare – attraverso il viaggio nello spazio e nel tempo – come il patrimonio dei diversi paesi d’Europa e la cultura possano contribuire alla costruzione e all’affermazione di un patrimonio culturale comune. Gli Itinerari rappresentano i valori fondamentali del Consiglio d’Europa: diritti umani, democrazia culturale, diversità e identità culturale, libertà di dialogo, di scambio reciproco e di arricchimento attraverso i confini e i secoli e le generazioni, in senso esteso. Gli itinerari coprono una serie di temi diversi: - architettura e paesaggio; - influenze religiose; - gastronomia; - patrimonio immateriale; - grandi maestri dell’arte, della musica e della letteratura europee. L’Itinerario è costituito da più vie, che nel passato hanno visto il passaggio di pellegrini, viandanti, mercanti ecc…. Per ridare vita a questi luoghi il Consiglio d’Europa persegue alcuni obiettivi di fondo: - identificare esattamente le strade che sono parte degli itinerari; - dotarle di una segnaletica comune; - coordinare un programma di cooperazione culturale su scala nazionale, regionale e locale. La certificazione «Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa» è una garanzia di eccellenza. Le reti realizzano attività e progetti innovativi nel quadro di cinque settori d’azione prioritari: cooperazione in materia di ricerca e sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del patrimonio europeo; scambi culturali e educativi per i giovani europei; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e sviluppo culturale sostenibile. Tramite questo programma, il Consiglio d’Europa offre un modello di gestione culturale e turistica transnazionale e favorisce sinergie tra autorità nazionali, regionali e locali e un’ampia gamma di associazioni e attori socioeconomici. Gli itinerari riconosciuti dal Consiglio d’Europa sono attualmente48 (dati 2024), con tema e lunghezza diversa. Ogni itinerario riconosciuto dal Consiglio d’Europa si configura come un vero e proprio progetto culturale territoriale, fondato sul circolo virtuoso risorsa, progetto e territorio. Questi elementi risultano essere strettamente interrelati e permettono di affermare che i territori possono esistere attraverso quei progetti che si sviluppano in coerenza con le risorse presenti. LEZIONE 10 – GLI EVENTI Gli eventi sono mezzi di comunicazione e attivano le relazioni e possono: - generare un forte impatto emozionale e visivo; - influenzare l’immagine del sito ospitante e le percezioni del pubblico cui direttamente si rivolge e/o partecipa all’evento. Esso può essere parte di un processo culturale di iniziativa pubblica, pubblico-privata o privata. Coinvolge numerosi soggetti (soggetto promotore, sponsor e finanziatori privati e/o pubblici, enti locali, mass media, opinion leader, associazioni, fornitori, imprese locali…) Lo scopo centrale dell’iniziativa è legato all’importanza che essa assume per il soggetto promotore e rispetto agli altri portatori di interesse e utilizzatori finali. Gli obiettivi dell’evento - primari e secondari - possono essere: - artistici, culturali; sociali, filantropici; ricreativi di intrattenimento; celebrativi; educativi e formativi; turistici; di marketing e comunicazione. Ci sono diverse tipologie di eventi: - eventi ricorrenti, come il Festival del Cinema di Venezia; - eventi episodici, come le mostre d’arte; - contenitori multi-evento, come la Capitale Europea della Cultura. I grandi – o mega – eventi hanno assunto, negli ultimi anni, un peso crescente nelle politiche di sviluppo del territorio e un’efficiente capacità di proiezione internazionale della sua immagine a livello internazionale. Un evento è qualcosa a cui si attribuisce, in gemere, una particolare importanza, poiché si è verificato una sola volta o può ripetersi più volte, ma a distanza di tempo. Le caratteristiche o le variabili che fanno di un evento un mega-evento sono: - la capacità di attrarre elevati flussi turistici e l’attenzione dei media; - una durata limitata e scarsa frequenza di manifestazione; - la capacità di migliorare l’immagine della località ospitante; - l’utilità sociale e sviluppo della cultura; - l’accessibilità a numerosi segmenti; - l’elevato numero di paesi partecipanti; - alti costi organizzativi e complesse infrastrutture necessarie. Gli eventi che soddisfano tutte queste caratteristiche sono i Giochi Olimpici e le Esposizioni. Gli altri, che difettano di una o più di queste variabili, sono definiti: - hallmark events, con target mondiali o nazionali e un interesse dei media veicolato, per lo più, dalle TV nazionali o internazionali; - eventi speciali, che comprendono, ad esempio, avvenimenti o tornei sportivi che si rivolgono ad un target nazionale, - community events, che hanno come target un ambito più ristretto e catalizzano l’attenzione dei media locali. La proposta di Roche (2000) ha il merito di considerare diversi livelli di evento, con un diverso impatto a livello di popolazione coinvolta e di copertura mediatica. Dato fondamentale, al giorno d’oggi, in quanto su di esso si basano grandi investimenti, ricchissime sponsorizzazioni e interventi finanziari da parte delle grandi multinazionali. Più ampia è la portata di un evento e più è estesa è la sua risonanza, cioè tante più persone lo seguono, tanto più grande sarà anche la sua “portata” economica e il suo rendimento. Gli obiettivi turistici si possono distinguere in breve e medio-lungo termine: - breve termine: o miglioramento dell’immagine della località; o incremento degli arrivi turistici; o aumento della spesa turistica; o crescita del livello di attrazione delle risorse locali; o incremento del turismo in bassa stagione; o incremento delle fasce turistiche straniere; o maggiore soddisfazione dei visitatori; o effetti economici moltiplicativi diretti. - medio-lungo termine: o miglioramento dell’immagine della località; o riconversione dell’immagine e del posizionamento; o crescita della notorietà locale; o incremento degli arrivi turistici; o destagionalizzazione della domanda; o incentivo allo sviluppo delle infrastrutture; o effetti economici moltiplicativi diretti; o allungamento del ciclo di vita della stagione. Il concetto di mega-evento è stato introdotto per la prima volta da Ritchie verso la fine degli anni ’80 (1987), con la seguente definizione: un mega evento è un evento importante, organizzato una o più volte, di durata limitata, il qual serve ad accrescere la consapevolezza, l’immagine e l’economia di una destinazione turistica nel breve e medio-lungo periodo. Questa definizione sottolinea quelli che sono considerati gli elementi chiave affinché un evento possa essere definito mega. Il significato di grande evento va ricercato nella sua eccezionalità; infatti, sono manifestazioni la cui pianificazione e organizzazione ha effetti considerevoli, non solo a livello territoriale, ma anche sociale, politico, culturale ed economico. Un grande evento è un’iniziativa culturale, commerciale o sportiva importante, di durata limitata nel tempo e di alto profilo. L’evento è di breve durata, mentre le implicazioni a d esso legate possono avere effetti che vanno molto al di là della manifestazione, sia nella fase di preparazione, che nelle conseguenze a lungo termine. In questo caso, si parla di legacy, ovvero di eredità che l’evento lascia in un dato contesto urbano e territoriale, sia a livello di infrastrutturale, che a livello di identità culturale. Impatto di un grande evento, sulla comunità che lo ospita, sono di tipo: - economici (diretti, indiretti e indotti); - turistici; - commerciali; - ambientali; - socioculturali e psicologici (qualità della vita, rafforzamento dell’identità, orgoglio civico); - politici (immagine del governo e dei responsabili della politica locale). I rischi associati ai grandi eventi sono: - strutture costruite a fini espositivi difficilmente riutilizzabili nella loro totalità, come nel caso delle Olimpiadi; - elevati costi di manutenzione e di adattamento dei servizi per adeguare le strutture a nuove destinazioni d’uso. Un'Expo è un evento globale che mira a educare il pubblico, condividere l'innovazione, promuovere il progresso e favorire la cooperazione. È organizzato da un Paese ospitante che invita altri Paesi, aziende, organizzazioni internazionali, il settore privato, la società civile e il pubblico in generale a partecipare. Grazie alla diversità dei suoi partecipanti, dai top decision maker ai bambini, le Expo offrono un evento poliedrico in cui si svolgono contemporaneamente mostre straordinarie, incontri diplomatici, incontri d'affari, dibattiti pubblici e spettacoli dal vivo. Il BIE (Bureau International des Expositions) è l’organizzazione intergovernativa che regola la frequenza, la qualità e lo svolgimento delle esposizioni, che ha il compito di vegliare sull’applicazione della già menzionata Convenzione. La sua missione è quella di assicurare l’integralità e la qualità delle Expo, al fine di educare il pubblico e promuovere l’innovazione tecnica. Al servizio del progresso dell’umanità. LEZIONE 11/12 – IMMAGINE TURISTICA Il territorio geografico si può definire come spazio organizzato dal processo di territorialità di un gruppo umano. Dal punto di vista turistico, invece, risulta evidente che il territorio si configura come una risorsa, diventando l’elemento essenziale dell’offerta turistica. I fattori che determinano l’attrattività di una destinazione possono essere riassunti in: - risorse; - fruibilità; - accessibilità; - immagine. L’immagine turistica è parte chiave del processo decisionale del turista nel momento in cui vuole visitare un luogo. Non per forza è una sua esperienza diretta, ma può essere un “sentito dire”, frutto della comunicazione pubblicitaria o delle guide turistiche. Lo spazio turistico è prima di tutto immagine, quell’idea che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori delle vacanze. È un elemento complesso che si definisce grazie alle guide, ai manifesti, ai dépliant, ai dipinti, ai libri, … L’immagine è anche costituita dal ricordo che i turisti portano con sé e trasmettono agli altri. L’immagine turistica può essere definita come l’insieme di opinioni e atteggiamenti di una persona nei confronti di qualcosa e rappresenta l’insieme delle opinioni, delle idee e delle impressioni relative ad una località geografica, e può essere divisa in due macrocategorie: - immagine percepita, cioè quella che ha il turista rispetto ad una destinazione, prima di raggiungerla; - immagine proiettata, cioè la valutazione che il pubblico e il mercato associano alla destinazione. L’immagine di un luogo è influenzata da diversi fattori, come il grado di istruzione, le condizioni economiche e sociali di un individuo ed è composta da due elementi principali: - le componenti cognitive, cioè la mera conoscenza di un luogo e delle sue condizioni ambientali, sociali e culturali; - le componenti affettive, cioè le sensazioni e le emozioni (positive o negative) che un luogo suscita nell’individuo. L’immagine è il risultato di un processo mentale di semplificazione e di sintesi di dati relativi al territorio, che può presentare differenti e non univoche situazioni di immagine: - positiva: tutti quei luoghi che non necessitano di cambiare o rafforzare la propria immagine, considerata la loro fama a livello nazionale e/o internazionale. (Parigi, Maldive, Hawaii, …). Un’immagine eccessivamente positiva può portare ad un eccesso di attrattività, che invece di portare effetti positivi, crea squilibri nel territorio. (Venezia); - debole, tutti quei luoghi poco conosciuti a causa delle loro ridotte dimensioni, della carenza di risorse naturali o artificiali o di una promozione inadeguata. (Novara, Varese, …); - negativa: tutti quei luoghi che devono la loro notorietà ad eventi negativi, come il narcotraffico, una criminalità elevata, misere condizioni di vita, condizioni di conflitti religiosi o etnici, pessime condizioni climatiche. (Colombia, Bangladesh, Iraq, Israele, Alaska, …); - contraddittoria: tutti quei luoghi che in individui diversi suscitano immagini diverse e contraddittorie. (Napoli) mista: luoghi caratterizzati dalla presenza di elementi sia positivi che negativi. (Italia). Secondo Miossec si può parlare di tre tipi di immagine: - immagine globale: è legata “ad aspirazioni profonde, ad archetipi” che rispondono “ad imperativi biologici, territoriali dell’Uomo”; - immagine attuale: in quanto prodotto della società moderna, risente dei dettami della moda e influenza quindi i comportamenti turistici; - immagine tradizionale: è quella sedimentatasi nel corso dei secoli e perciò la più legata alle caratteristiche culturali dei luoghi. Le destinazioni turistiche devono gran parte del proprio successo all’immagine, ossia alla considerazione positiva che i mercai potenziali hanno del luogo e delle sue caratteristiche. Il turismo si indirizza verso luoghi degni di essere visti, per cui il processo decisionale dei turisti è fortemente influenzato dall’immagine dei luoghi anche quando non è frutto dell’esperienza diretta. L’immagine e la notorietà della destinazione sono molto importanti. È importante per una destinazione intervenire sui processi di creazione e alimentazione alla propria immagine. È necessario innescare un circuito virtuoso tra generazione dell’immagine necessaria a motivare il viaggio e successiva soddisfazione delle aspettative. La destinazione nel suo complesso deve avere un adeguato riscontro ed essere positivamente percepita dalla domanda potenziale e da parte di chi ha già visitato il luogo. DIFFUSIONE DELL’IMMAGINE L’immagine di un luogo è fondamentale per la promozione turistica della località stessa e viene sfruttata in modo tale che la destinazione possa entrare nel circuito turistico contemporaneo. Gli strumenti coni quali si costruisce un’immagine turistica possono essere, ad esempio, la letteratura, il cinema, le guide turistiche, i mass-media, gli oggetti di diffusione quali cartoline e souvenir. L’immagine turistica può essere veicolata attraverso libri e film, perché possono suscitare un interesse notevole nei confronti di una destinazione e veiccolarel’attrattività in modo molto più efficace rispetto a una normale campagna pubblicitaria, questo per le seguenti ragioni: - il film espone la location per un periodo più lungo e ad un pubblico più ampio; - l’elemento psicologico relativo al coinvolgimento emotivo dello spettatore nella storia narrata nel film; - le capacità cinematografica di valorizzare i luoghi attraverso effetti speciali, fotografia e inquadrature. In un film o in un libro lo scenario naturale e il paesaggio vengono rappresentati esaltandone le bellezze naturali (motivazione estetica), inoltre, la trama è in grado di stimolare lo spettatore dal punto di vista emotivo invogliandolo a rivivere l’esperienza dei luoghi del film, valorizzandone il patrimonio culturale (heritage), sia materiale sia simbolico, di un determinato luogo. Tali motivazioni si intrecciano fra loro. CINETURISMO Con l’espressione film induced tourism o film tourism si fa riferimento allo sviluppo turistico di una località determinato dal successo di un film, di una serie tv o di un video ambientati in quella località. I film e le serie tv oggi incidono in modo determinante sull’immagine turistica di un luogo, perché agiscono soprattutto sulla componente affettiva, sulle emozioni e sulle motivazioni che inducono una persona a scegliere di visitare un luogo. Il cineturismo contribuisce a rafforzare l’immagine di destinazioni già note o a suscitare interesse per destinazioni nuove o poco frequentate. Inoltre, esso ha favorito anche alla nascita dei movie tours, una forma destagionalizzata di turismo, che riguarda tutta la categoria di viaggiatori-spettatori, interessati a visitare i luoghi dove è stato girato un film o una serie che li ha fortemente colpiti o appassionati. BOLLYWOOD Il termine Bollywood è composto dall’unione di Bombay e Hollywood e indica l’industria cinematografica indiana, nata oltre cento anni fa a Mumbai. Inizialmente il termine si riferiva al cinema commerciale in lingua hindi, mentre oggi comprende anche le produzioni regionali in oltre venti lingue indiane differenti, come il Bharati, Gujarati, Bengali, … Ad oggi Bollywood è il più grande centro di produzione cinematografico mondiale, con oltre sei milioni di addetti e mille pellicole girate ogni anno, destinate per lo più al mercato indiano e asiatico. Nonostante ciò, a causa dei costi minori per i biglietti, il giro di affari ammonta a soli trenta miliardi di dollari, somma dieci volte inferiore a quella dell’industria cinematografica statunitense. Il successo di Bollywood inizia a partire dagli anni Novanta e oggi è un marchio riconosciuto che contraddistingue una vera e propria produzione culturale globalizzata. La trama dei film bollywoodiani è incentrata su contrastate storie d’amore e/o storie di violenza ambientante negli slum delle maggiori città indiane. L’elemento caratteristico è costituito dalla presenza di ampie sequenze musicali con i protagonisti che si trovano a cantare il loro amore, danzando anche moderne coreografie in paesaggi da favola. Le canzoni di questi film hanno vita indipendentemente dal film e spesso vengono distribuite prima della pellicola, lo stesso vale per le coreografie che hanno dato vita a un vero e proprio stile di danza. Negli ultimi anni, Bollywood, sul modello americano, ha costruito diversi parchi a tema cinematografico. Ramoji è il più grande complesso di studi cinematografici del mondo, costruito nel 1996 ad Hyderabad, sud dell’India. Bollywood Film City è un complesso di studi cinematografici situato a Goregaon, vicino a Mumbai. È costituito da diverse sale di registrazione, giardini, laghi, teatri e terreni che fungono da sede per molte riprese di film. È stato costruito nel 1977 dal governo dello stato per fornire strutture e concessioni all’industria cinematografica. Bollywood ha avuto un notevole impatto sulle destinazioni dei turisti indiani, generando flussi turistici verso Mumbai e verso le location dei film più popolari. Un esempio degno di nota è il turismo degli indiani verso la Spagna, dopo l’uscita di un film bollywoodiano ambientato proprio in questo paese. Lo sviluppo turistico indotto dal cineturismo può generare effetti contraddittori, soprattutto se la crescita dei turisti avviene in modo repentino e in quantità notevoli in posti precedentemente poco frequentati. Nonostante da un lato si abbia un miglioramento economico, dall’altro si ha un sovraffollamento, aumento e congestione del traffico, crisi delle infrastrutture e distruzione degli equilibri ambientali. Infine, il cineturismo è strettamente legato al ciclo di vita del film o della serie tv, determinando, in seguito, una crisi del settore turistico in una determinata località. LETTERATURA E BRAND TURISTICO La letteratura è stata la prima forma di produzione culturale ad aver avuto un ruolo importante nella scelta da parte di un individuo di compiere un viaggio per raggiungere un luogo di desiderio che si è formato nella sua immaginazione. Ancora oggi, l’influenza della letteratura sulla formazione dell’immagine turistica di un luogo è importante e non riguarda solo un piccolo gruppo di lettori di specialisti. IMMAGINE E CARTOLINE, SOUVENIR L’immagine turistica può essere costruita e formata anche dagli oggetti comuni di ampia divulgazione, come le cartoline, souvenir, manifesti, pieghevoli presenti in quasi tutti i tabaccai o uffici di informazione e accoglienza turistica. La cartolina postale nasce nel 1869 e si diffonde all’inizio del ventesimo secolo. Oggi è sostituita dai moderni oggetti di comunicazione, ma in passato è stata il più importante mezzo di diffusione dell’immagine turistica di un luogo grazie alla caratteristica di portare altrove l’immagine di un luogo visitato. L’immagine turistica può essere costituita anche da manifesti e pieghevoli, che rappresentano strumenti commercialmente molto diffusi che costituiscono i principali veicoli di diffusione dell’immagine turistica. I depliant associano frasi e immagini con un elevato grado di parzialità. I soggetti geografici inseriti nei depliant turistici sono scelti a seconda del tipo di turista che si desidera richiamare, sottolineando i paesaggi più caratteristici e alla moda e tagliando quelli più repulsivi. Per i soggetti etnografici, le fotografie sottolineano un’immagine esotica della popolazione residente. I souvenir sono oggetti utilizzati per veicolare l’immagine di una regione turistica. Il messaggio turistico viene riassunto in uno slogan, una breve frase di semplice comprensione, facile da ricordare e fortemente incisiva. LE GUIDE TURISTICHE In passato erano rappresentate dai diari di viaggio, come Guide des Voyageurs del 1973, i Red Book – primo volume sul Belgio, Olanda e Renania – del 1836, Rheinland e Guide Bleu del 1840. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo prende piede il turismo ciclistico e successivamente quello automobilistico. Nascono in questo periodo il Touring Club Italiano (1894) e, con la diffusione dell’automobile rende necessario stampare guide che diano anche informazioni quali lo stato delle strade, i gommisti, le officine di riparazione, ecc… La prima guida turistica italiana è stata la Guida-Itinerario dell’Italia e di alcune strade delle Regioni limitrofe, edita dal TCI nel 1895. Le guide turistiche sono tra i più importanti strumenti per la diffusione dell’immagine e il lancio di una destinazione turistica; sono volumi rivolti al turista, che contengono tutte le informazioni utili per organizzare un viaggio. La guida ha due finalità: - far percepire il luogo come degno di essere visitato e quindi renderlo turistico; - di farlo percepire in un determinato modo, di solito corrispondente alla moda turistica del momento. L’IMMAGINE NELLA COMPETITIVITÀ TURISTICA L’immagine è un elemento rilevante per: - assicurarsi un vantaggio competitivo; evitare che il mercato globale innesti meccanismi in cui le diverse immagini si confondono e divengono assolutamente simili. L’obiettivo dell’immagine turistica è quello di: - catturare gli elementi distintivi di una destinazione e comunicarli all’esterno; - coinvolgere l’immaginazione del singolo turista e indirizzare, poi, verso i singoli prodotti turistici. I rischi in cui è possibile incorrere: - logoramento, svuotamento dei contenuti quando l’immagine si banalizza; - a repliche formali e quindi la perdita di appeal per mancanza di specificità. BRAND Il brand viene definito come il nome, un termine, un segno, un simbolo o qualunque altra caratteristica che ha lo scopo di far identificare i beni o i servizi di un venditore e di distinguerli da quelli degli altri venditori. È uno strumento utilizzato per differenziare le destinazioni turistiche e per enfatizzarne l’unicità, con lo scopo di farla divenire unica e distintiva, difficilmente sostituibile da marche concorrenti. BRAND IMAGE E BRAND IDENTITY La brand image è l’immagine che e persone hanno di quella determinata azienda o destinazione. Si può definire come l’insieme delle considerazioni e delle percezioni che quel brand suscita nei clienti o turisti. È una percezione soggettiva che ogni utente matura sulla base di tanti fattori. La brand identity, al contrario, è l’identità dell’azienda o destinazione e come essa viene proposta al pubblico. L’identità di un brand si articola e articola in diversi aspetti, non soltanto quelli prettamente visivi legati al logo. Fattori importanti da considerare sono i valori, la mission, la vision, il tone of voice e i principi che compongono e su cui si basa l’identità aziendale e che, in parte, confluiscono nella rappresentazione grafica e topografica del logo. LEZIONE 13 – TRASPORTI, SOSTENIBILITà E TURISMO La domanda del turismo è in primo luogo domanda di trasporto; infatti, un viaggiatore è per definizione un individuo che si muove e genera flussi; pertanto, la mobilità è una condizione imprescindibile affinché non solo il turismo possa prosperare, ma anche esistere. Lo sviluppo dei trasporti è causa ed effetto della crescita del turismo, infatti l’ampliamento delle possibilità di spostamento in tempi brevi, a costi bassi e su distanze costantemente più lunghe incrementa il turismo, stimolando a sua volta l’industria del trasporto e la sua espansione, sia per l’accesso che per lo spostamento nelle regioni turistiche. La domanda di mobilità può essere: - sistematica, quando è identificabile con la mobilità per recarsi al lavoro o a scuola; - non sistematica, quando è riconducibile a motivi diversi quali acquisti e svago; La mobilità a breve ha un notevole impatto sia sul sistema di trasporto urbano, sia sui collegamenti extraurbani dei dei comuni gravitanti intorno alle aree metropolitane. Tende ad aumentare con la crescita del benessere sociale e del conseguente innalzamento della quota di reddito destinata ai consumi e al tempo libero. La domanda di mobilità delle persone può essere analizzata come: - mobilità di breve distanza sistematica (casa – ufficio, casa – scuola); - mobilità di breve distanza erratica (rappresenta il 60% della mobilità di distanza breve); - mobilità di medio-lunga distanza (costituita da viaggi per turismo o per lavoro, il cui turismo contiene l’80% circa). Le caratteristiche della mobilità turistica: - la domanda di trasporto turistico è stagionale e occasionale; - la domanda si sovrappone a quella standard; - la domanda di mobilità turistica determina effetti di congestione, inquinamento e può contribuire al superamento della capacità di carico della destinazione; - determina un forte squilibrio modale verso l’auto. Lo sviluppo dei trasporti è causa dello sviluppo turistico; se da un lato l’aumento delle possibilità di spostamento in tempi minori, a costi più bassi e su distanze più lunghe, incrementa il turismo, dall’altro la crescita del turismo stimola l’offerta di trasporti a migliorare l’accessibilità delle aree turistiche e gli spostamenti interni alle destinazioni. Il turismo è diventato un fenomeno di massa grazie all’aumento del reddito medio, ma anche grazie: - allo sviluppo dei trasporti collettivi (ferroviario e aereo); - all’affermarsi dell’automobile come mezzo privato. I trasporti svolgono un ruolo fondamentale nell’organizzazione, poiché le risorse diventano turistiche nel momento in cui sono raggiungibili dai flussi turistici. La possibilità per la domanda di accedere a una destinazione turistica in maniera efficiente dipende dai diversi collegamenti infrastrutturali. Lo spostamento dall’origine alla destinazione impone l’attraversamento di un’area di transito i cui vantaggi sono spesso limitati, ma che tuttavia generano un turismo di transito. Per infrastruttura di trasporto al servizio del turismo s’intende quell’insieme di elementi strumenti (strade, ferrovie, porti e aeroporti) necessari allo spostamento dei turisti. Le modalità di trasporto possono essere: - su strada; - per ferrovia; - per via d’acqua; - per via aerea. Le tipologie di spostamenti: - verso la destinazione (accessibilità); - nella destinazione (spostamenti locali e servizi di trasporto). In linea con il Piano Strategico delTurismo del MIBACT, e con l’obiettivo di connettere l’Italia turistica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) si è dotato di un Piano Straordinario della Mobilità Turistica che risponde specificamente alle esigenze di mobilità, di connessione fisica e digitale, e di sostenibilità ambientale dei viaggiatori-turisti in Italia. Il piano si pone quattro obiettivi per contribuire alla competitività dell’industria turistica in Italia: 1. accrescere l’accessibilità; 2. valorizzare il patrimonio infrastrutturale come elemento di offerta turistica; 3. digitalizzare e modernizzare i servizi al viaggiatore attraverso le tecnologie avanzate delle telecomunicazioni e dell’informazione; 4. promuovere modelli di mobilità turistica sostenibili. Il termine accessibilità è composto dalle parole accesso e abilità, intendendo quindi la capacità di accedere, dove accesso è l’atto di avvicinarsi a qualcosa. Deriva dal latino accedere che significa venire o arrivare; riguarda quindi la facilità di raggiungere mete o attività. Il sistema dei trasporti influenza i flussi turistici, determinando il grado di accessibilità di un’area in termini di tempo e di affidabilità e, a parità di offerta, orientando la domanda a privilegiare le destinazioni con il minor costo di accessibilità. L’accessibilità di un’area turistica e la componente infrastrutturale del sistema dei trasporti contribuiscono a qualificare l’offerta, influenzando direzione e consistenza dei flussi turistici. L’accessibilità fisica si articola in quattro tipologie: - aeroportuale: in relazione al nodo aeroportuale più vicino, alla numerosità e alla frequenza dei voli nazionali e internazionali, alla dotazione di infrastrutture e di servizi di collegamento dell’aeroporto, alla presenza di connessioni intermodali (in particolare con la ferrovia); marittima: in relazione alla distanza da porti e marine, alla presenza di servizi collegamento, all’esistenza di connessioni intermodali; ferroviaria: in relazione alla distanza delle stazioni con servizi nazionali passeggeri e in funzione della frequenza giornaliera dei collegamenti ferroviari con i principali ambiti urbani; stradale: in relazione alla presenza e distanza di svincoli autostradali, all’offerta di servizi di trasporto pubblico (autobus), alla dotazione di strutture per la sosta dei mezzi (pubblici e privati). Interventi volti a incrementare l’accessibilità Si tratta di interventi che possono modificare sensibilmente l’entità quantitativa del flusso turistico. In generale, la natura degli interventi è essenzialmente (es. un nuovo terminal aeroportuale, un nuovo tronco/collegamento ferroviario). Interventi volti a ridurre l’accessibilità Ha lo scopo di tutelare le risorse ambientali e la qualità del prodotto turistico, minate dalla congestione del flusso turistico. La natura di tali interventi è essenzialmente normativa. Fino alla metà degli anni ’70 il turismo viene studiato prevalentemente dal punto di vista economico, considerando i suoi effetti in termini di maggiore occupazione, migliori redditi, aumenti degli introiti fiscali ed elevati profitti per le imprese. In realtà oltre alla relazione diretta tra turismo ed economia esiste una relazione diretta anche tra turismo ed ambiente naturale e sociale, poiché sono le attrattive naturali e antropiche a generare valore per il settore del turismo. La maggiore consapevolezza che la crescita incontrollata del turismo può determinare un danno all’ambiente naturale nasce la crescente sensibilità verso l’ambiente e quindi verso la necessità di uno sviluppo più sostenibile del turismo. La realizzazione e il potenziamento di infrastrutture per il transito e per l’accessibilità dei turisti e la stessa fruizione della vacanza necessita di strutture (quali alberghi, centri sportivi e balneari, strade di collegamento, parcheggi) che coinvolgono significativamente lo spazio geografico con inevitabili effetti sull’ambiente naturale e sociale. La necessità di rispondere in modo adeguato alle alterazioni determinate dal turismo selvaggio ha dato vita al concetto fi sostenibilità. La sostenibilità è riconducibile, sostanzialmente, a due fattori principali: - in primo riguarda la più diffusa coscienza ambientalista, a partire della seconda metà degli anni ’70, in forza del quale il turismo può avere impatti negativi sulla natura. - Il secondo fattore si relaziona al concetto di responsabilità. A partire dal nuovo millennio si introduce l’etica del turismo, che oltre a valutare gli atteggiamenti che il settore può avere sugli ecosistemi pone l’accento sulle conseguenze del turismo di massa e dell’overtourism sulle comunità locali. La mobilità è quel processo che consente lo spostamento di materiali e persone dal luogo di origine a quello di destinazione. La mobilità sostenibilità ha il compito di ridurre l’impatto dei trasporti nelle sfere economiche, sociali e ambientali. Un sistema di mobilità è sostenibile dal punto di vista economico, quando: - Utilizza in modo efficiente le risorse pubbliche ad esso destinate, producendo effetti positivi per la collettività sia in termini di quantità che di qualità del servizio di mobilità offerto; - Migliora il funzionamento della mobilità, consentendo la diffusione dei benefici dell’agglomerazione nelle aree urbane. L’esistenza di costi di spostamento e di congestione riduce il raggio geografico di mobilità delle persone, condizionando il funzionamento del mercato del lavoro e limitando. Le opportunità di consumo dei cittadini, con effetti negativi sulla crescita delle aree urbane. Un sistema di mobilità è sostenibile dal punto di vista sociale quando permette agli individui di accedere nei luoghi in cui devono soddisfare i propri bisogni (svago, lavoro, studio, …) e propone politiche di partecipazione e inclusione sociale. Un sistema di mobilità deve essere, pertanto, accessibile sia in termini fisici sia in termini monetari e di qualità. Dal punto di vista ambientale è sostenibile la mobilità che riduce al minimo gli effetti negativi sull’ambiente dell’attività umana legata agli spostamenti. Essa può essere realizzata incrementando il numero di passeggeri per corso, oppure attraverso l’intermodalità. Il cambio modale a favore del trasporto pubblico e di altre modalità di mobilità sostenibili può avere rilevanti effetti indiretti positivi attraverso una minore congestione e una maggiore velocità media del flusso veicolare, che producono un’ulteriore riduzione dell’inquinamento acustico. Infine, l’uso di mezzi elettrici consente di raggiungere l’obiettivo emissioni zero. Strettamente correlato al tema della mobilità sostenibile, è il tema dei trasporti nel turismo. La mobilità turistica sostenibile dovrebbe essere concepita come un sistema di varie modalità di trasporto capace di rispondere in maniera ai bisogni economici, sociali ed ambientali dei turisti e delle destinazioni, minimizzando gli impatti e i costi associati allo spostamento. Le infrastrutture locali e nazionali risentono indubbiamente dell’impatto della domanda turistica, che si caratterizza per una maggiore concentrazione spaziale e temporale. Dal punto di vista sociale la mobilità turistica sostenibile si manifesta con uno stile di vita che predilige il trasporto collettivo motorizzato al posto di quello individuale per le lunghe distanze e gli spostamenti con mezzi non motorizzati o a piedi per le brevi distanze. Dal punto di vista ambientale dovrebbe prediligere l’utilizzo di mezzi ad alta tecnologia che riducono l’impatto sull’ecosistema e l’utilizzo di forme intermodali di trasporto per limitare il traffico sulle strade e per limitare l’emissione di inquinanti. Dal punto di vista economico possono essere considerati spostamenti economicamente sostenibili quelli che si manifestano attraverso la condivisione e il riutilizzo delle risorse, che rientrano nella concezione più ampia e circolare. LEZIONE 14 – TRASAPORTO AEREO E MARITTIMO L’aeroporto è un’infrastruttura necessaria ed indispensabile per creare, favorire e valorizzare le risorse turistiche, ambientali e culturali del territorio da esso servito, che permette l’accesso a mercati turistici internazionali e migliora la qualità delle città sotto l’aspetto della mobilità dei cittadini di medio-lungo percorso. In Italia, negli ultimi anni, è evidente la crescita nell’utilizzo dell’aereo come mezzo di trasporto per raggiungere molte destinazioni turistiche. L’aereo, infatti, costituisce la migliore soluzione per i viaggi a medio-lungo raggio. La costruzione, la modernizzazione e l’ampliamento di scali aeroportuali, il miglioramento tecnologico, l’aumento delle destinazioni servite e la riduzione dei prezzi hanno favorito il ricorso al mezzo aereo. I fattori che hanno contribuito all’intenso sviluppo dell’utilizzo del mezzo aereo per gli spostamenti sono stati: - L’incremento del reddito; - La riduzione dei costi di trasporto aereo; - La globalizzazione; La deregolamentazione (o liberalizzazione). A partire dagli inizi degli anni ’80, il contesto normativo è cambiato rapidamente, prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Nel 1987 inizia in Europa, il lento processo di liberalizzazione, che riguarda principalmente le tariffe aeree, la capacità, e l’accesso alle rotte e ha come obiettivi quelli di migliorare la qualità, far emergere compagnie efficienti e innovatrici, diminuire il prezzo dei servizi e incoraggiare lo sviluppo del trasporto aereo. Il Consiglio Europeo introduce, in seguito, tre pacchetti normativi: - Primo Pacchetto (dicembre 1987): regime tariffario con meno vincoli e la possibilità di impedire alleanze anti-competitive; - Secondo Pacchetto (giugno 1990): riduce i vincoli sulle tariffe e sull’accesso ai mercati; - Terzo Pacchetto (1993): crea un regime di Open Skies, che dà la possibilità a tutti i vettori europei di atterrare e partire da qualsiasi aeroporto dell’Unione Europea. Nei primi anni 2000 si assiste asl superamento progressivo dei regimi regolatori nazionali – che proteggevano le compagnie di bandiera dei singoli paesi – con un graduale aumento dell’offerta low cost. Il vettore low cost è un vettore aereo a basso costo, che offre voli e servizi a prezzi molto inferiori rispetto alle compagnie aeree tradizionali, eliminando gran parte dei servizi non essenziali rivolti ai passeggeri. Gli obiettivi della liberalizzazione sono: - Permettere l’inserimento di nuovi vettori attraverso l’attribuzione di nuovi diritti di traffico con lo scopo di stimolare la concorrenza; - Limitare al minimo l’intervento governativo nella formazione del prezzo all’utente; - Evitare le fusioni e le intese se non sono fatte con il solo scopo di privilegiare il pubblico interesse, evitando così situazioni di monopolio. Le conseguenze della liberalizzazione sono state: - Un aumento del numero di vettori, grazie alla riduzione delle barriere all’entrata e all’aumento della concorrenza: le imprese che possedevano i requisiti tecnici richiesti entravano nel settore e questo ha permesso l’ingresso delle low cost companies; - La creazione di efficienti network hub e spokes: molti vettori hanno scelto di costituire la propria base operativa in aeroporti anche secondari, favorendo le economie locali. Questo modello ha permesso di mantenere elevato il numero di collegamenti tra aeroporti e un maggiore frequenza. Ha evitato che una rotta non economicamente conveniente venisse soppressa lasciando territori senza connessione, sfruttando invece la connessione indiretta; - La realizzazione e il miglioramento di sistemi di prenotazione computerizzata che hanno facilitato l’interfaccia utente-compagnia aerea. Gli effetti sul turismo sono stati molti rilevanti perché hanno riguardato i seguenti aspetti: - Una più moderna percezione del volo che da esclusivo è passato a popolare. Le basse tariffe alla portata di tutti hanno innescato una nuova domanda da parte di passeggeri che non volavano, hanno allungato la stagione turistica con la possibilità di viaggiare di più durante l’anno, lo sviluppo di viaggi di breve durata; - Lo sviluppo degli aeroporti regionali di minori dimensioni, spesso localizzati lontano dai grandi centri urbani, attivando una serie benefici economici e turistici nei territori in cui questi sono localizzati; - Una nuova geografia delle rotte poiché sono stati inseriti nuovi collegamenti verso aree che un tempo sarebbero state difficili da raggiungere senza scali intermedi, come nel caso da Londra a Brindisi o Alghero; - Lo sviluppo di un turismo fai da te a scapito sia di alcune offerte dei tour operator, in particolare quello più semplici (albergo + volo) sia dell’attività di rivendita dei biglietti delle agenzie di viaggio; La scomparsa dei voli charter poiché i tour operator hanno ritenuto più efficiente appoggiarsi alle compagnie a basso costo piuttosto che affittare un intero velivolo. I sistemi hub-and-spoke si basano sull’utilizzo di un aeroporto centrale (che funge da nodo) e permettono: - I collegamenti all’interno di uno stato o regione, se il mercato è sufficientemente ampio (come ad esempio Stati Uniti, Cina, Unione Europea); - Tra Stati o regioni (sistema internazionali) attraverso un’intermediazione longitudinale (ad esempio Reykjavik) o latitudinale (Panama City) o sia longitudinale che latitudinale (Dubai). Con la liberalizzazione le compagnie aeree di dimensioni maggiori hanno modificato le politiche di prodotto implementando nuove strategie: - Abbandono delle rotte meno profittevoli; - Cancellazione di voli tra singole coppie di città (point to point); - Offerta di collegamenti a raggiera effettuati da uno o pochi centri (hub) verso le varie destinazioni periferiche (spokes) Hub & Spoke: il polo principale diventa un “centro smistamento” in cui i passeggeri provenienti da una città, con breve tempo di interconnessione, proseguono il viaggio verso la meta definitiva con il volo successivo. Vantaggio: crescita esponenziale del numero di città collegate dall’aerolinea, connesse fra loro attraverso lo snodo centrale. Connessioni tra aeroporti del network effettuate attraverso uno o più aeroporti principali, connesso a tutti gli aeroporti secondari della regione. Point to Point: Molti aeroporti (ma non tutti) sono collegati a molti (ma non a tutti) aeroporti del network e la loro importanza è stabilita in base al numero di voli/passeggeri. Le compagnie aeree sono quelle società di servizi di trasporto che operano nel campo del trasporto aereo. Esse si possono distinguere in: - Compagnie aeree di linea che forniscono servizi regolari di linea; - Compagnie aeree charter che forniscono servizi su noleggio (voli charter); - Compagnie aeree low cost che forniscono servizi a basso prezzo. I «fattori tipo» che hanno consentito ad una compagnia aerea di ridurre drasticamente i costi e di conseguenza proporre tariffe economiche, possono essere così sintetizzati: - Utilizzo più intenso del personale, il quale attua anche servizi di pulizia e di ricondizionamento dell’aereo e presta anche servizio a terra ai gate d’imbarco ed alla rampa; - Limitati tempi di sosta negli scali aeroportuali per ridurre i costi di pernottamento del personale di bordo e di arresto del mezzo aereo negli hangar degli aeroporti; - Impiego di un singolo modello di aeromobile in modo da ridurre i costi delle riparazioni, avere economie nell’approvvigionamento dei pezzi di ricambio e ottimizzare i costi dell’addestramento del personale; - Utilizzo di canali di vendita diretti, tramite call center o online, che offrono tariffe con validità limitata e solo per prenotazioni anticipate con scadenza temporale (man mano che i posti vengono prenotati o si avvicina la data di partenza le tariffe aumentano); - Riduzione di molte prestazioni al passeggero quali trasporto gratuito del bagaglio in stiva, pasti gratuiti durante il volo, cancellazioni o cambi non consentite oppure con pagamento di una penale, limitazioni nella scelta del posto a sedere, riduzione drastica delle dimensioni del bagaglio a mano consentito solo in cabina, ecc. - Attivazione di accordi di pubblicità con aziende locali di trasporto di servizio navetta verso e dallo scalo aeroportuale, autonoleggi, alberghi, ecc.; - Utilizzo di collegamenti solo diretti senza la possibilità di biglietti unici per voli in connessione o di piani di volo con altre compagnie; Esternalizzazione dei servizi di catering e di handling, il check-in è online oppure effettuato da società di servizi esterne; Localizzazione in aeroporti secondari dove i diritti di atterraggio e di decollo sono notevolmente più contenuti, non ci sono restrizioni di slot ed il traffico è meno congestionato. Dopo il Covid-19 il numero di passeggeri nell’UE si attesta su livelli elevati ad accezione del 2020 quando la pandemia daCOVID-19 ha obbligato tutti gli stati del mondo ad imporre limitazioni alla mobilità delle persone e l’industria del trasporto aereo è stata gravemente colpita. Il 2021 ha mostrato segni positivi riportando il numero di passeggeri ai livelli non molto lontani da quelli registrati nel 2019 (Eurostat, 2023). Secondo l’Eurostat (2023) nel 2021 il numero totale di passeggeri che hanno viaggiato in aereo nell’UE è stato di 373 milioni, con un aumento del 34,9% rispetto al 2020. Tutti gli Stati membri hanno registrato un aumento nel 2021 rispetto al 2020, ad eccezione della Finlandia (-16,1 %). Gli aumenti più significativi li hanno registrati la Croazia (+129,4%), Cipro (+104,8%) e la Grecia (+85,9%). Il trasporto aereo è oggi dominante nei viaggi transcontinentali e intercontinentali, ma è anche diventato più competitivo per i viaggi di medio raggio soprattutto in molti mercati regionali grazie all’avvento delle compagnie low cost (LCC, low cost carrier). I codici IATA delle compagnie aeree sono uno strumento fondamentale, per chi lavora in agenzia viaggi e nel settore del turismo in generale. È costituito da due lettere e indica un determinato vettore aereo. Es AZ 502, AZ indica la compagnia aerea ITA AIRWAYS (ex. Alitalia), FR 4844, FR indica la compagnia aerea Ryanair. Il codice IATA delle compagnie aeree è utilizzato per scopi commerciali, nell’ambito di una prenotazione, orari (ad esempio nel tabellone partenza e arrivi in aeroporto), biglietti, tariffe, lettere di trasporto aereo e bagagli. La IATA attribuisce agli aeroporti di tutto il mondo un codice da tre lettere. A volte si riferisce al nome dell’aeroporto, altre, alla città in cui è situato. Le città che hanno solo un aeroporto sono identificate con un codice riferito ad essa (es Catania – CTA, Pisa-PSA), quelle con più aeroporti, si identificano con le sigle riferite agli scali (Milano: MXP è Malpensa – LIN è Linate). È utilizzato per scopi commerciali, nelle carte di imbarco, nelle prenotazioni, etc... La pratica di overbooking consiste nella vendita di un numero superiore di biglietti rispetto ai posti realmente disponibili. Essa si fonda sul principio statistico in base al quale per un dato volo, un dato numero di passeggeri rinuncerà al viaggio, ovvero non si presenterà all’imbarco. Il code sharing o codesharing è un accordo tra compagnie aeree, nel quale una delle due commercializza un servizio e pone il suo codice sui voli dell’altra. Prevede l'inserimento di due codici aerei in un solo volo, in modo da assicurarne il riempimento, ad esempio Delta può vendere un biglietto sul volo di KLM per Los Angeles e viceversa. I trasporti via acqua – sia via mare che in acque interne (laghi, fiumi canali) – sono utilizzati fin dall’antichità come importanti vie di comunicazione. In particolare, il trasporto marittimo ha favorito i commerci e le migrazioni umane. L’infrastruttura di riferimento per il trasporto via acqua è il porto, una costruzione di tipo puntuale formata da un lato mare e da un lato terra: - Il lato acqua è organizzato in un sistema di ripari con frangiflutti naturali o artificiali (indispensabile nei porti marittimi), un bacino di manovra e da un’area di attracco formata da banchine che devono presentare lunghezze e pescaggi adeguati alle dimensioni delle navi servite; - Il lato terra è composto da attrezzature di movimentazione delle merci e delle persone e da aree di stoccaggio delle merci. Oggi, i passeggeri utilizzano diverse tipologie di natanti (barche a vela, aliscafi, chiatte, catamarani, battelli, zattere, ecc.) e principalmente gli scopi sono: - Crocieristico; - Diporto; - Trasporto e collegamenti tra porti di brevi e medie distanze. In Italia il numero di porti marittimi che effettuano servizio passeggeri (nautica di diporto, crocieristica e cabotaggio) sono 592, di 136 al Nord, 131 al Centro e 325 al Sud e nelle isole (Ministero dei Trasporti, 2023). Le navi di collegamento traghetto e gli aliscafi hanno il compito di unire due porti marittimi, fluviali o lacuali. I traghetti possono trasportare contemporaneamente persone con le loro automobili, vagoni ferroviari, container e velivoli commerciali. L’aliscafo è generalmente un’imbarcazione piccola, non offre cabine e non trasporta mezzi a motore, ma può raggiungere velocità molto più elevate del traghetto grazie alla sua particolare struttura. Il servizio traghetto marittimo consente un più agevole accesso alle mete turistiche sul mare e nelle zone più interne, con conseguente incremento del flusso turistico. Le navi passeggeri a lunga percorrenza, quale mezzo di puro trasporto tra due nodi portuali internazionali o transoceanici, ha con il tempo perso di importanza a causa della forte concorrenza dell’aereo. Esse sono state sostituite dalle crociere che presentano delle peculiarità poiché coniugano il trasporto con altri elementi tipicamente turistici quali ospitalità e svago. Le crociere si connotano come un vero e proprio prodotto turistico. LEZIONE 15 – TRASPORTO STRADALE E FERROVIARIO L’ automobile ha segnato una “rivoluzione” non solo nella vita sociale ed economica. Ha cambiato il modo di trascorrere delle vacanze. Con l’auto lo sviluppo turistico è giunto lontano dal terminale ferroviario e si è diffuso ampiamente sul territorio. L’automobile ha consentito un ulteriore allargamento dello spazio turistico ed è stata un elemento chiave dell’esplosione turistica contemporanea. La “rivoluzione dell’automobile” non va disgiunta da altri fattori decisivi per lo sviluppo turistico: - Generalizzazione delle ferie pagate; - Favorevole evoluzione della durata della settimana di lavoro e del tempo libero; - Miglioramento del livello di vita; - Creazione di organismi istituzionali al servizio dei turisti; - Diffusione di nuove mode e pratiche (come il campeggio); - Razionalizzazione delle reti di comunicazione; - Innovazione dei veicoli. La strada e l’auto hanno colmato le lacune e le insufficienze delle ferrovie (maggiore flessibilità e libertà), cosicché l’ubicazione delle attrezzature e delle strutture ricreative e turistiche non è stata più condizionata dalla vicinanza alle stazioni ferroviarie. Ne è scaturita una notevole crescita dei flussi e degli investimenti anche in realtà per lungo tempo trascurate dal turismo: - Paesi Bassi: tra il 1910 e il 1960 le località litoranee interessate dal turismo passano da 15 a 45. - Brasile: nel 1976 la costruzione dell’autostrada tra San Paolo e Rio de Janeiro ha aperto al turismo circa sessanta spiagge. - Costa Brava e Costa adriatica iugoslava hanno registrato ritardi nello sviluppo turistico per la lenta realizzazione degli assi autostradali. Detto anche trasporto privato, poiché i veicoli sono di proprietà o comunque guidati dall’utente stesso del servizio. (I mezzi sono l’auto, la moto, il motorino, ecc.) In generale, le caratteristiche del trasporto su gomma sono: - Costi unitari (grazie ai bassi costi fissi); - Assenza di pianificazione (vi sono alcune eccezioni come le autolinee regionali); - Grande flessibilità della domanda, grazie alla pressoché totale assenza di impianti fissi; - Massima capillarità in tutto il territorio europeo; - Ampio grado di concorrenza, almeno potenziale. Il modo stradale è quello di maggior “successo”, di uso generalizzato e insostituibile, perché: - I costi sono bassi; - L’accessibilità del territorio è ampia; - È molto flessibile. Al trasporto stradale si imputano numerosi gravi problemi, particolarmente acuti nelle aree urbane: Esternalità ambientali negative (inquinamento); - Congestione; - Incidentalità; - Consumo di risorse e bassa efficienza; - Effetti territoriali (impatto paesaggistico). Trasporto stradale e turismo: - Assicura grande flessibilità porta a porta; - Permette di trasportare beni durevoli per la vacanza; - Permette di spostarsi liberamente durante il periodo di vacanza; - Si integra con il turismo per la vacanza in tenda; - È considerato un veicolo ricreazionale come roulotte e camper e carrelli tenda. I tour operator hanno cercato di incorporare nei pacchetti vacanza la flessibilità e la libertà del trasporto stradale prevedendo forme di autonoleggio nelle località di destinazione. Anche le compagnie aeree hanno iniziato una politica di accordi con i principali marchi di autonoleggi; acquistando il biglietto aereo è possibile avere agevolazioni tariffarie sul noleggio dell’automobile nella destinazione di arrivo. La ferrovia è entrata in funzione nel 1825 in Inghilterra con la costruzione di un breve tratto da Darlington a Stockton (43 km). Prima della sua introduzione si viaggiava con le carrozze trainate dai cavalli, a una velocità media di 7-8 km e, pertanto, i trasferimenti turistici avvenivano entro un breve raggio dalle città. Vantaggi - Maggiore capacità di trasporto merci e passeggeri rispetto agli autoveicoli; - Maggiore velocità media. Svantaggi - Non possono superare pendenze troppo elevate; - Servono meglio i centri di pianura che quelli montani. Attualmente, le ferrovie hanno maggiori possibilità di espansione nei paesi in via di sviluppo (PVS), mentre in quelli avanzati sono statiche o in crisi. Qui la tendenza è di eliminare i rami secchi (linee deficitarie) ed investire nella modernizzazione delle linee più redditizie, così da rendere questa forma di trasporto maggiormente competitiva rispetto alle altre. Il boom ferroviario termina con la Prima guerra mondiale, considerato che tra il 1900 e il 1913 si registra il maggiore aumento della lunghezza della rete mondiale (+ 45%). Si rileva sia il declino del sistema ferroviario per il trasporto merci, anche a causa della rigidità di molte linee che risentono della concorrenza del trasporto containerizzato, sia per un aumento del traffico passeggeri, anche se il livello raggiunto non è in grado di evitare la congestione su strada. In Cina il sistema ferroviario risale al 1894 e da allora ha sviluppato una struttura discontinua e irrazionale, con percorsi scelti in base alle esigenze del capitale straniero che lo finanziava (soprattutto nel Nord-est), successivamente la crescita si è arrestata per puntare al potenziamento della velocità. In relazione alle zone servite e alla loro direzione, le ferrovie sono distinte in diversi tipi: - Ferrovie di penetrazione, collegano, per la via più breve e trascurando i centri abitati, i porti costieri con le aree interne ricche di risorse minerarie o agricole. Queste ferrovie sono caratteristiche delle aree un tempo colonizzate, come ad esempio alcune regioni dell’Africa, dove la mancata connessione tra le città dimostra che furono realizzate per soddisfare gli interessi dei colonizzatori, piuttosto che per valorizzare quei territori; - Ferrovie transcontinentali, collegano le sponde opposte di un continente; - Ferrovie ad andamento meridiano, si estendono da Nord a Sud e, raccordando regioni con differenti climi e complementari sul piano agricolo, contribuiscono ad alimentare gli scambi; - Ferrovie ad andamento parallelo, si sviluppano in direzione Est–Ovest, attraversando aree con climi più o meno simili e di conseguenza con prodotti agricoli analoghi. Il trasporto ferroviario è un settore piuttosto chiuso, in cui l’accesso alle infrastrutture si basa sull’conseguimento di una licenza. Si divide in trasporto passeggeri, pubblico, di linea e trasporto merci e offre un servizio su medialunga distanza (spesso in competizione con il trasporto aereo). Nel 1995 c’è stata la liberalizzazione del servizio di trasporto ferroviario passeggeri e merci. Società con licenza di trasporto oltre a FS: - ITALO; - Società Subalpina Imprese Ferroviarie S.p.A; - Ferrovie Nord Milano Spa di Milano; - Società Nazionale di ferrovie e Tramvie con servizi da Brescia per il Lago d’Iseo; - Azienda consortile trasporti nel Lazio (Acotral); - Consorzio trasporti pubblici di Napoli; - Gestione Governativa Ferrovie Meridionali Sarde. Il trasporto ferroviario ha segnato l’evoluzione del turismo, infatti nasce per collegare alcune grandi città nell’Europa centrosettentrionale e in seguito si sviluppa e lega le città con le coste. Attualmente rappresenta un’evoluzione tecnologica importante, perché unisce caratteristiche di comfort e velocità elevata. L’integrazione tra trasporto ferroviario e turismo può avvenire in due modi: - Alcune linee storiche vengono riattivate per assumere forma di crociera via terra o linee pensate ad hoc (il trasporto ferroviario diventa un prodotto turistico); - Introduzione di tariffe speciali e cumulative per i viaggi a scopo di vacanza. Esistono, anche se quantitativamente poco rilevanti sul totale dei trasporti italiani, anche trasporti turistici intesi come prodotto turistico. Solitamente si sovrappongono ai servizi di linea o utilizzano infrastrutture non utilizzate. Si tratta di prodotti completamente diversi dai normali servizi di trasporto, in buona parte anche antitetici: - Non serve la velocità; - Hanno una funzione ludica; - Si basano su valori paesaggistici e culturali. Si articolano in molteplici formule: - Ferrovie secondarie chiuse al traffico normale e utilizzate solo per finalità turistiche (Trenino verde Sardegna, ferrovie della Calabria Express, …); - Ferrovie in esercizio, su cui vengono effettuati anche servizi turistici, spesso con materiale storico “Sorrento Express” della Circumvesuviana, “Treno della Valle” della Ferrovia Sangritana, Treno delle Cento Valli Svizzera - Piemonte); - Treni gestiti da gruppi di volontari (Trenoblu a Iseo, Trenonatura in Toscana); - Servizi ferroviari dedicati al trasporto turistico (“Palinuro Express” di Legambiente); - Servizi di linea su linee minori la cui connotazione è essenzialmente turistica (Agrigento – Porto Empedocle, Val Venosta); - Crociere ferroviarie, cioè tour organizzati che sfruttano la rete ferroviaria per gli spostamenti tra varie città, ed eventualmente utilizzando autobus per spostamenti locali dove la ferrovia non è presente (Orient Express). La Società Subalpina Imprese Ferroviarie S.P.A. di Domodossola (SSIF) - Linea Centovalli è una società di trasporto pubblico che offre: - La Ferrovia delle Centovalli che collega Domodossola (linea del Sempione) a Locarno (linea del Gottardo); - Il servizio autobus per la rete urbana e suburbana; - Le funivie Verdasio-Rasa e Intragna-Pila-Costa. È gestita da due società (le Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi per la parte svizzera e dalla società SSIF per l’Italia) Le società offrono altre proposte abbinate al trasporto quali: viaggi per gruppi, noleggio biciclette, escursioni, ecc. Sui binari ferroviari più alti d’Europa e più ripidi del mondo, il Bernina Express accompagna i suoi ospiti in un viaggio unico attraverso 55 gallerie e oltre 196 ponti. Dalla città più antica della Svizzera, passando per gole selvagge e romantiche, oltre spettacolari opere architettoniche, fino all’eterno ghiaccio dei ghiacciai e di nuovo giù fino alle palme di Tirano: nessun’altra ferrovia attraversa le Alpi in modo così spettacolare. Le moderne carrozze panoramiche offrono un comfort di viaggio di prim’ordine e rendono i paesaggi suggestivi a portata di mano. Il Bernina Express è un treno, molto importante dal punto di vista turistico, della Ferrovia retica che copre la tratta tra Tirano e St. Moritz. Il treno percorre il tratto di ferrovia di circa 60 km in 2 ore e 30 minuti inerpicandosi fino ai 2.323 m del Passo del Bernina. Il trenino percorre la Val Poschiavo e la Valle del Bernina attraverso un percorso in territorio svizzero (la frontiera è a 2,5 km da Tirano). L’Orient Express è un treno di lusso di fama mondiale con servizi esclusivi e tratte panoramiche, che ha ispirato la scrittrice Agatha Christie per il libro “Assassinio sull’Orient Express”. Il costo dei biglietti parte da tremila euro ma varia in base alla tratta: ve ne sono diverse che coprono l’Europa e non solo. La ferrovia Transiberiana (ossia “la Gran Via Siberiana”) è la ferrovia che attraversa l’Europa orientale e l’Asia settentrionale, che collega le regioni industriali e la capitale russa, alle regioni centrali della Siberia e a quelle orientali (l’Estremo oriente russo). La sua lunghezza di 9.288 km ne fa la ferrovia più lunga nel mondo ed è divisa in un 19,1% europeo e un 80,9% asiatico. Fu per la prima volta presentata con grande sfarzo all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Interrail è un biglietto ferroviario europeo che permette viaggi illimitati su treni di 2 a classe (o anche prima per gli over 26) in 30 paesi europei. Esistono due tipologie di biglietto: - One Country Pass che permette di viaggiare in una sola nazione; Global Pass valido in tutte le nazioni che aderiscono. LEZIONE 16 – AIR-RAIL E ACCESSIBILITÀ TURISTICA DI MALPENSA Con il termine accessibilità si intende la facilità di raggiungere qualsiasi attività di uso del suolo da un luogo utilizzando un particolare sistema di trasporto (Dalvi e Martin, 1976) e i benefici forniti da un sistema di trasporto/uso del suolo (Ben-Akiva e Lerman, 1979). È possibile sottolineare che l’accessibilità implica una combinazione di due elementi: l’ubicazione su una superficie di destinazioni idonee e le caratteristiche della rete di trasporto o delle reti che collegano i punti su quella superficie (Vickerman, 1974). Concentrandosi sul trasporto passeggeri, è possibile definire l’accessibilità come la misura in cui l’uso del suolo e i sistemi di trasporto consentono a (gruppi di) individui di raggiungere attività o destinazioni per mezzo di una (combinazione di) modalità di trasporto (Geurs e van Wee, 2004). Gli aeroporti rappresentano nodi di trasporto strategici che collegano i passeggeri alle destinazioni (turistiche). Il sistema di infrastrutture collegate con l’aeroporto influenza il livello di accessibilità dello stesso e delle destinazioni connesse. Tutti i viaggi effettuati per via aerea sono viaggi intermodali poiché i passeggeri devono recarsi dal punto di origine all’aeroporto. Il trasporto aereo è necessariamente connesso ad altri sistemi di trasporto che permettono al viaggiatore di compiere l’intero viaggio, dall’origine alla destinazione (Bresciani, 1995). Pertanto, i passeggeri aerei sono sempre coinvolti in viaggi intermodali, dove il nodo intermedio funge da piattaforma per il trasferimento di modalità (Duarte Costa, 2012). L’intermodalità fa riferimento all’aeroporto come punto focale di tutte le attività di trasporto, con un rapporto master/slave con i sistemi ferroviari e stradali che alimentano l’aeroporto stesso. Oggi gli aeroporti che movimentano un elevato numero di passeggeri dispongono di un ampio accesso al trasporto pubblico e la ferrovia sembra essere la principale soluzione adottata per i collegamenti. La ferrovia consente di gestire flussi massicci e concentrati da e per i grandi aeroporti (> 7 milioni pax), mentre gli autobus sono più indicati nel caso di aeroporti minori o di popolazione più diffusa (flussi minori o più dispersi). Inoltre, l’ubicazione degli aeroporti sembra aumentare l’importanza del trasporto pubblico: distanze maggiori sembrano essere più adatte a soluzioni basate su ferrovie (Kołoś et al., 2012). Il trasporto aereo si interfaccia meglio con la ferrovia, che consente il movimento tempestivo e affidabile di un gran numero di persone in modo più rispettoso dell’ambiente rispetto alle strade (Picardi, 2003). Una linea ferroviaria che collega un aeroporto è un modo moderno, efficiente e sostenibile per alimentare quest’ultimo e gestire i flussi di passeggeri. Esistono diverse tipologie di collegamenti aeroporto-ferrovia: - Treno AV, linee internazionali e nazionali, linee regionali, linee veloci dedicate (shuttle), metropolitana -> aeroporto come nodo intermodale centrale -> linee aree. L’accesso ferroviario è un elemento importante nel mix di modalità di accesso aeroportuale, sia per l’accesso a lunga che per quello a breve distanza. Di solito consente un accesso rapido, aggirando gli ingorghi che si trovano in molte aree metropolitane e ha una capacità piuttosto elevata. Inoltre, con molti servizi ferroviari a breve distanza, offre un numero elevato di frequenze, vantaggioso per il passeggero, in quanto i tempi di attesa sono ridotti (Commissione europea, 2010). Il ruolo del collegamento aereo-ferrovia è infatti strategico a causa dell’aumento della congestione nei principali aeroporti, ma anche in considerazione degli impatti ambientali dei servizi di trasporto aereo. Queste ragioni hanno portato molti aeroporti (europei in particolare) a sviluppare collegamenti ferroviari (Buchanan e Partners, 1995; Neufville e Odoni, 2003, Givoni e Banister, 2007). L’aeroporto di Malpensa è stato individuato come nodo strategico della rete dei trasporti europei fin dal 1994 con l’inserimento nella lista dei quattordici progetti prioritari di Essen. Nel 2013 l’Unione Europea ha adottato la nuova strategia di trasporto della rete transeuropea che si articola su una rete centrale e nove corridoi principali. Nell’attuale quadro dei trasporti europei, l’interconnessione ferroviaria dell’aeroporto di Malpensa rappresenta un obiettivo strategico lungo il corridoio Reno-Alpi (che è uno dei nove principali corridoi europei). Oggi, l’aeroporto è interconnesso con il sistema ferroviario solo da Sud tramite Ferrovie Nord. La parte settentrionale in realtà è l’anello mancante e la sua realizzazione consentirà il collegamento intermodale completo (aereo-ferrovia) di un nodo intercontinentale che serve un vasto bacino di utenza del nord Italia. Nel 2013 l’Unione europea ha adottato la nuova strategia transeuropea per i trasporti, che si basa su una rete centrale e su nove corridoi principali. Nell’attuale quadro europeo dei trasporti, l’interconnessione ferroviaria dell’aeroporto di Malpensa rappresenta un obiettivo strategico lungo il corridoio Reno-Alpi (uno dei nove principali corridoi Europei). Per questo motivo è apparso rilevante il completamento dell’anello ferroviario di Malpensa tramite la realizzazione della connessione T2-linea del Sempione. MXP-AT Railink - Data di inizio: aprile 2015, data di fine: giugno 2017 - Costo totale dell’azione: 4.132.000 € (50% UE) - Lo studio riguarda la progettazione preliminare e definitiva del collegamento ferroviario dell’aeroporto di Malpensa alla linea del Sempione - L’accessibilità ferroviaria da Nord garantisce un’integrazione e un’interoperabilità ottimali tra i diversi mezzi di trasporto • Inoltre, completa l’anello mancante di un tratto di rete ferroviaria collegando le linee Sempione-Milano e Bellinzona-Luino-Sesto Calende da nord con l’aeroporto di Malpensa 2. Malpensa – Connessione Nord Il costo del progetto è di 211,34 milioni di €, così ripartiti: - 80.000.000 € dal “Patto per la Lombardia”; - 63.402.000 € (pari al 30% del totale) dall’Unione Europea nell’ambito del programma “CEF Connecting Europe Facility - 2019 CEF Transport MAP call”; - 55.937.000 € da Ministero delle Infrastrutture; - 11.000.000 € da Regione Lombardia; - 1.001.000 € a carico di SEA A settembre 2023 il Governo ha aggiunto 46,21 milioni di € come adeguamento prezzi I lavori sono iniziati a dicembre 2022, il termine è previsto per luglio 2025 e primi treni per dicembre 2025. Alla luce delle mutate esigenze di mobilità, la possibilità di spostamenti rapidi e affidabili per i passeggeri, garantita dalla vicinanza ai principali aeroporti, può essere considerata un sempre più importante fattore di competitività nonché elemento determinante nella definizione delle performance turistiche territoriali (De Rosa, 2002). Il progetto di completamento della connessione nord rappresenta un elemento strategico poiché migliorerà l’accessibilità ferroviaria dell’aeroporto e consentirà una migliore interconnessione per molte destinazioni turistiche che si trovano all’interno del bacino di utenza dello scalo. Il collegamento tra il Terminal 2 di Malpensa e la ferrovia del Sempione vicino a Gallarate migliorerà l’accessibilità ferroviaria dell’aeroporto da nord (fino alla Svizzera). Locarno, Bellinzona, Lugano possono entrare a far parte del bacino di attrazione di Malpensa (che è in competizione con Zurigo sulle destinazioni intercontinentali) (Baccelli et al., 2017). Inoltre, anche Milano migliorerà l’accessibilità ai Terminal 2 e 1 (via Gallarate, attualmente solo da sud via Busto Arsizio). Allo stesso tempo, questo collegamento amplierà il numero di destinazioni turistiche accessibili da Malpensa con una soluzione intermodale air-rail. Molte destinazioni turistiche si trovano all’interno del bacino di utenza di Malpensa (Varese, Canton Ticino, Lago di Como). In particolare, il collegamento Nord migliorerà l’accessibilità delle destinazioni turistiche situate lungo la linea del Sempione (in direzione Lago Maggiore occidentale fino all’Ossola). LEZIONE 17 – FERROVIE DISMESE E RIUTILIZZO TURISTICO Negli ultimi anni si è assistito in Europa e nel nostro paese ad un progressivo e crescente interesse nei confronti delle infrastrutture ferroviarie dismesse. Data la rilevanza del fenomeno, appare necessario comprendere in primo luogo che cosa intendiamo per ferrovie dismesse. Per ferrovie dismesse si intendono i tratti di ferrovie pubbliche, statali o in concessione, a scartamento ordinario o ridotto, attualmente soppressi, chiusi al traffico regolare da oltre un anno o mai entrati in servizio, che collegavano due o più stazioni, fermate o località di servizio. In particolare, le ferrovie dismesse possono essere distinte in tre categorie: - Ferrovie chiuse al traffico: le linee o i tratti di linee ferroviarie ufficialmente soppressi o in cui di fatto è sospeso il traffico regolare, sia passeggeri che merci, considerate nel loro ultimo tracciato; - Varianti di tracciato: i tratti ferroviari soppressi in seguito all’attivazione di modifiche di tracciato aventi lunghezza superiore a due chilometri; si verifica quando una porzione di tracciato viene sostituita, tra i medesimi punti estremi, con un nuovo tratto di ferrovia “in variante”, cioè con un tracciato differente e più prestazionale; - Ferrovie incompiute: le linee ferroviarie costruite per l’intera estensione o per almeno metà del tracciato e mai entrate in servizio, con lunghezza superiore a cinque chilometri. Questo consistente patrimonio ha posto negli anni più recenti (e pone ancora oggi) alcune interessanti sfide di riutilizzo dei sedimi ferroviari alla luce delle mutate esigenze culturali, di mobilità ecologica, di fruizione dei paesaggi e delle esperienze di viaggio nonché in relazione ai possibili effetti sui percorsi di sviluppo territoriale. In particolare, per le linee ferroviarie dismesse si aprono tre opzioni alternative: - Ripristino delle funzioni originarie per consentire un adeguato supporto alla mobilità sostenibile di passeggeri e pendolari in territori dalla ridotta accessibilità o in cui si desideri ripristinare il trasporto pubblico come forma alternativa all’utilizzo del mezzo privato (auto); - Riconversione delle linee per servizi ferroviari turistici che permettano una migliore fruizione di territori e paesaggi attraverso un’esperienza alternativa; - Riutilizzo dei sedimi ferroviari dismessi per la creazione di percorsi cicloturistici volti a consentire lo sviluppo di forme di mobilità sostenibile e di turismo verde, con la creazione delle cosiddette “Greenway”. Le ferrovie turistiche possono essere identificate quali linee ferroviarie specializzate per l’esercizio di treni turistici. Su tali tratte non si svolge più il servizio ordinario di trasporto di passeggeri e merci ma vengono destinate, se la linea è in buono stato di conservazione, a uno specifico esercizio di tipo turistico, spesso con l’impiego di materiale rotabile storico o d’epoca. I punti di forza che ne derivano sono: - Valorizzazione delle zone rurali e a spiccata vocazione paesaggistica; - Salvaguardia di un patrimonio di infrastrutture, linee, tracciati, opere d’arte, finalizzato al mantenimento della storia e della cultura ferroviaria; - Recupero e riutilizzo di rotabili ferroviari storici per il turismo sostenibile; - Riscoperta del viaggio lento e in modalità collettiva. Le prime esperienze nazionali risalgono agli anni Novanta, con due ferrovie percorse da treni storici: - Quella del Sebino (linea Palazzolo-Paratico Sarnico); - Quella della Val d’Orcia (linea Asciano-Monte Antico). Esse hanno fatto da precursori per un tipo di turismo che oggi è sempre più diffuso (Astrella, 2018). Il punto di svolta per lo sviluppo delle ferrovie turistiche si è avuto nel 2013, con la creazione della Fondazione FS a cui è stato affidato il compito di valorizzare le ferrovie dismesse in chiave turistica. Attraverso il progetto «Binari senza tempo», la Fondazione FS ha richiesto a RFI la riattivazione di sei linee sospese dall’esercizio ferroviario, proponendo treni turistici. La caratteristica struttura a rete e capillare delle infrastrutture ferroviarie sul territorio nazionale è stata l’occasione per mettere a sistema le risorse territoriali e le filiere produttive, a partire dalla costruzione e dal potenziamento nel tempo di nuove forme di accessibilità e di fruibilità (Oppido e Ragozino, 2015). Tale cambiamento di sensibilità, unitamente alla maggiore attenzione al patrimonio culturale e paesistico, ha creato le condizioni per l’aumento delle ferrovie turistiche, intese come opzione strategica per uno sviluppo turistico sostenibile negli ambiti rurali e nelle aree interne. LEZIONE 18 – GREENWAY Il termine “greenway”, tradotto letteralmente in italiano come “via verde”, deriva dall’unione di due concetti: - Da una parte il concetto di “way” (via, percorso), che oltre ad indicare fisicamente le vie di comunicazione (strade, ferrovie, fiumi, ecc.) rimanda ad un’idea di movimento, di comunicazione; - Dall’altra parte troviamo quello di “green” (verde), che va oltre al concetto di natura, per indicare tutto ciò che è legato alla possibilità di fruire a scopo ricreativo, in modo sostenibile, delle risorse ambientali. Le greenway sono riconducibili a: - Qualsiasi percorso naturale o paesaggistico per il passaggio pedonale o ciclabile; - Un connettore di spazi aperti che collega parchi, riserve naturali, risorse culturali o siti storici tra loro e con le aree popolate; - Uno spazio aperto lineare stabilito lungo un corridoio naturale, come il corso di un fiume, una valle o una linea di crinale, o lungo fasce di pertinenza di infrastrutture di trasporto, come ferrovie dismesse e riconvertite a usi ricreativi, o canali e strade panoramiche. Dalla definizione di Little, emergono due caratteristiche tipiche delle greenway: - La loro capacità di erogare differenti funzioni di tipo ecologico, ricreativo, culturale ed estetico (Ahern, 1995); - La molteplicità degli elementi che solitamente le compongono, come sentieri, strade storiche, argini dei fiumi, alzaie dei canali, linee ferroviarie (Rovelli et al., 2004). Per questo motivo risulta facile comprendere perché a livello internazionale si associa spesso il concetto di greenway a quello di recupero delle ferrovie abbandonate (Garda, 2019). Molti paesi, infatti, hanno sperimentato la trasformazione di tracciati ferroviari abbandonati in greenway, ossia percorsi destinati ad una mobilità non motorizzata con nuove funzioni, ecologiche e ricreative (Oppido, 2014). Secondo la recente definizione della European Greenways Association (2000), le greenway sono vie di comunicazione riservate esclusivamente a spostamenti non motorizzati, sviluppate in modo integrato al fine di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita nei territori attraversati. Devono avere caratteristiche di larghezza, pendenza e pavimentazione tali da garantirne un utilizzo facile e sicuro agli utenti di tutte le capacità e abilità. Il riutilizzo delle linee ferroviarie abbandonate costituisce lo strumento privilegiato per lo sviluppo delle greenway. La creazione di una greenway costituisce un’occasione per il recupero, la difesa e la valorizzazione dei territori attraversati (Senes et al., 2000). Il successo del concetto di greenway risiede nelle differenti valenze (Rovelli et al., 2004) che l’esperienza pratica ha attribuito loro, così riassumibili: - Valenza ecologica; - Valenza turistico-ricreativa, dovuta alla presenza, spesso contemporanea, di tre caratteristiche (Senes et al., 2000): - Connettono e/o attraversano zone di interesse turistico-ricreativo perché ricche di risorse (storicoculturali e/o ambientali); - Sono percorsi lineari piacevoli che possono rappresentare in sé un elemento di interesse ricreativo; - Possono essere fruite da diversi tipi di utilizzatori per i quali sono disponibili differenti attività ricreative. Si aggiunge poi una valenza di trasporto per la realizzazione di una mobilità dolce. Una delle caratteristiche principali delle greenway è la capacità di connettere: la creazione di percorsi lineari che attraversano o lambiscono le aree urbane collegano fra loro le abitazioni, i luoghi di lavoro, le scuole, i parchi, le aree commerciali, i servizi sociali. Ciò costituisce una grande opportunità per incentivare un tipo di mobilità sostenibile, non inquinante, caratterizzata da spostamenti fatti a piedi o con mezzi non a motore (Senes et al., 2000); - Valenza trasportistica; - Valenza educativa. I primi interventi di recupero come greenway delle linee ferroviarie dismesse iniziarono negli Stati Uniti d’America a metà degli anni ’60, con l’obiettivo di preservare tali corridoi abbandonati in vista di un futuro ripristino del servizio ferroviario, riutilizzandoli, allo stesso tempo, per la circolazione delle persone. Da questa visione, concretizzatasi nel 1966 con l’apertura dell’Illinois Praire Path, scaturì l’idea di riutilizzare le linee ferroviarie dismesse come percorsi per la mobilità dolce e da allora numerosi tracciati ferroviari dismessi sono stati trasformati in greenway in molti paesi del mondo (Rovelli, 2022). Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, l’idea di recuperare i vecchi tracciati ferroviari abbandonati come greenway approdò anche in Europa, supportata dai numerosi vantaggi che essi offrono a tal fine (Rovelli, Senes, 2011). Tra le esperienze significative condotte in Europa a partire dagli anni ’90, si evidenziano le Vías Verdes in Spagna, il progetto RAVeL (Rèseau Autonome des Voies Lentes) in Belgio e il Sustrans Program (Sustainable Transport) in Gran Bretagna e le più recenti Ecopistas portoghesi (Oppido, 2014). In Italia i primi interventi di recupero di ferrovie dismesse come greenway risalgono agli anni Novanta, per iniziativa di alcuni enti locali particolarmente sensibili al tema della mobilità non motorizzata. È però nel nuovo millennio che l’idea si diffonde maggiormente e che i progetti e le proposte si sono moltiplicati, così che oggi si contano più di 70 tratti ferroviari dismessi riutilizzati come greenway, cui corrispondono oltre 1000 chilometri di ex sedimi valorizzati: 34 percorsi, per complessivi 510 chilometri. LEZIONE 19 – TRASPORTO URBANO Va considerato che la movimentazione turistica (e i relativi flussi che genera) si basa sull’utilizzo dei mezzi di trasporto non solo per raggiungere o lasciare la destinazione. Li utilizza anche quando si trova nella destinazione prescelta e quindi per scopi di mobilità «interna» alla destinazione stessa. Dunque, appare rilevante occuparsi anche di come i turisti si muovono all’interno di una destinazione, utilizzando i trasporti urbani. Gli autobus sono un modo veloce e conveniente di spostarsi in città. L’utilizzo dell’autobus in città permette di: - Accedere direttamente ai principali monumenti, poiché le fermate sono solitamente vicine all’entrata dei siti d’interesse turistico; - Evitare di cercare parcheggi che nei centri urbani generalmente sono scarsi e costosi; - Vedere lungo il percorso luoghi interessanti; - Percepire, anche se parzialmente, lo stile di vita di una parte della popolazione della città che si visita. Uno degli autobus più famosi al mondo è il Doubledeck bus di Londra. Ci sono oltre 6.500 autobus a Londra che funzionano ogni giorno lungo 700 itinerari. Gli autobus viaggiano per tutta Londra, toccando oltre 17.000 fermate. Il servizio consiste in un circuito all’interno della città che congiunge le diverse attrattive turistiche ed è svolto con bus a due piani privi di tetto, colorati con graffiti che stilizzano i monumenti più conosciuti della città o ne rappresentano l’immagine nel mondo. La lunghezza del tour varia dai 50 minuti a 2 ore; nelle città più grandi si preferisce organizzare 2 o più circuiti interconnessi. Il commentario a bordo è fornito tramite un sistema audio digitale multilingue con cuffia; il tipo di commentario e lingue offerte sono commisurati al tipo di utenza. Il servizio è riconoscibile dal colore del bus, dal marchio e dalla divisa aziendale che il personale è tenuto ad indossare. Il biglietto è valido 24, 48 ore o 72 ore e il turista può salire e scendere a piacimento durante il percorso e durante il periodo di validità del titolo di viaggio (sistema hop-on hop-off). In alcuni casi si prevedono servizi aggiuntivi: “walking tours”, ingressi ai musei, ecc. Punti di forza sono la flessibilità del servizio, l’adattabilità alle peculiarità locali, la fidelizzazione dei clienti e la capacità di intercettare nuovi e diversi segmenti di mercato. Il Tour operator City Sightseeing Ltd è il leader mondiale del settore, opera in 74 città, di cui 56 in Europa (è presente in Gran Bretagna, Spagna, Italia, Norvegia, Grecia, Germania, Russia, Svezia, Olanda, Malta, Irlanda, Ungheria, Danimarca, Repubblica Ceca, Polonia, Islanda). In Italia offre il servizio nelle città di Firenze, Genova, Livorno, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona. La metropolitana è un sistema di trasporto basato su binari elettrici sotterranei, i treni della metropolitana corrono in tunnel interrati ad essi riservati e sostano in stazioni dalle quali è possibile la comunicazione con la superficie. Su ogni linea si spostano contemporaneamente più treni che, nelle ore di punta, a una distanza di un paio di minuti l’uno dall’altro, trasportano fino a 80.000 passeggeri all’ora. I vantaggi per il turista sono la possibilità di liberare la superficie dal traffico di un gran numero di veicoli e i tempi di spostamento ridotti; al contrario lo svantaggio è vedere lungo il percorso luoghi interessanti che non è possibile visitare. Londra è la stata la prima metropolitana del mondo: nel 1863 fu aperto il primo tunnel nel centro, per una linea tra Paddington e Farringdon, chiamata Metropolitan Railway, esercitata con trazione a vapore. Nel 1896 fu la volta di Budapest (prima metropolitana a trazione elettrica) e di Glasgow. A Parigi è stata inaugurata nel 1900 e attualmente possiede 16 linee, alcune a ruote gommate e alcune estremamente automatizzate, tali cioè da viaggiare senza conducente. La metropolitana di Napoli è diventata da frettoloso luogo di passaggio a museo underground, infatti e stazioni metropolitane di Dante, con le pareti coperte di cristalli e rifinite in acciaio, Toledo, impreziosita da mosaici e Vanvitelli, con la spirale luminosa rendono le fermate delle vere e proprie stanze di un museo. Il metrò dell’Arte, invece con le sue tele, sculture e fotografie ha trasformato le stazioni in gallerie d’arte, ciascuna con un suo carattere. Il tram è un veicolo su rotaie, a trazione elettrica, impiegato nel trasporto urbano di passeggeri ed è costituito da una vettura singola, raramente accoppiata, che marcia su rotaie a scartamento ferroviario o ridotto disposte sulla rete stradale. I tram turistici permettono di visitare i luoghi più interessanti delle città e hanno gli stessi vantaggi dell’autobus, ma non presentano la stessa flessibilità. Le città soffrono del fenomeno del congestionamento del traffico e necessitano di nuovi modelli di gestione della mobilità che possano valorizzino il trasporto pubblico, introdurre tipologie e modelli di trasporto alternativi (per esempio, lo sharing del mezzo), proporre servizi innovativi di monitoraggio, analisi, pianificazione e gestione dei flussi dei cittadini e dei mezzi. La smart mobility è l’insieme di spostamenti agevoli, buona disponibilità di trasporto pubblico sostenibile – tramite la promozione dell’uso dei mezzi a basso impatto ecologico, mezzi elettrici approvvigionati con fonti solari o fotovoltaiche e con punti di ricarica diffusi – , regolamentazione dell’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità – ZTL, ciclopiste, percorsi pedonali – , soluzioni avanzate di mobility management, infomobilità per la gestione degli spostamenti quotidiani e gli scambi con aree limitrofe e la diffusione del car e bike-sharing. Negli ultimi anni anche l’offerta turistica è chiamata a confrontarsi con le nuove esigenze di un turismo che preferisce muoversi con mezzi a basso impatto ambientale. Anche le strutture ricettive quindi si stanno adeguando per l’accoglienza di un turista che ama spostarsi in modo differente e che cerca nel suo percorso relazioni sempre più centrate sulla sensibilità ambientale. In quest’ottica, la mobilità elettrica è un modello di trasporto che si sta affermando per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, massimizzando però l’efficienza e l’intelligenza degli spostamenti. Le card turistiche esistono in Italia da una quindicina di anni, mentre nel resto d’Europa risalgono già agli anni Novanta. Il turista dello short break ha, per definizione, poco tempo e necessita quindi di strumenti che gli permettano di avere facile accesso alle ricchezze del territorio e che diano certezza di spesa, lasciando aperte molteplici possibilità d’impiego del tempo di vacanza. La card è utile per soddisfare queste esigenze, dato che integra i servizi disponibili in un’area e ne facilita la fruizione. Ai nostri fini, sono interessanti in particolare le tourist card, che integrano l’offerta culturale con l’accesso ai servizi di trasporto pubblico e sono le più rappresentate, poiché garantiscono il maggior valore aggiunto.
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