ACCATTONE TRAMA "Accattone" è il soprannome di Vittorio Cataldi, un sottoproletario romano il cui stile di vita è improntato al "sopravvivere" giorno per giorno. Accattone si fa mantenere da una prostituta, Maddalena, "sottratta" a un napoletano finito in carcere. L'uomo evita la vendetta degli amici del carcerato, incolpando Maddalena di tutto e abbandonandola. Maddalena finisce in carcere. Accattone, rimasto senza soldi, conosce la fame. Un giorno incontra Stella, una ragazza che cerca di convincere a prostituirsi, ma intanto se ne innamora. L'amore per Stella spinge Accattone a cercarsi un lavoro, guadagnandosi da vivere in modo onesto, ma la "redenzione" dura poco, infatti presto torna a rubare. Dopo un piccolo furto s'imbatte nella polizia e nel fuggire cade in motocicletta e muore, compiendo così il destino che pesa su di lui sin dall'inizio. Pasolini vede una parte della società isolata in una dimensione che sembra non conoscere il divenire della storia: borseggiatori, magnaccia, prostitute, ladri, tutte figure che vivono quella dimensione sociale di emarginazione, ma che allo stesso tempo, agli occhi di Pasolini rappresentano il termine di paragone per misurare la gravità del genocidio culturale attuato da una borghesia – egemonica e cattolica – che non si curava di far riemergere dalla subalternità quella classe inferiore. Il tema affrontato in maniera quasi ossessiva da Pasolini è esattamente quello di cercar un modo per riscattare nella sua importanza quel mondo dei ragazzi di vita, intriso di uno spirito conflittuale prodotto dalla percezione di essere considerati come gli ultimi e per sempre vinti.