La classificazione delle aziende La classificazione delle aziende può essere eseguita secondo svariati profili: Economico-aziendale Aziende di erogazione o consumo: sono tutte quelle attività che l'azienda svolge per soddisfare i bisogni di coloro che sono coinvolti nelle sue attività. Aziende di produzione o imprese: sono tutte quelle attività che l'azienda svolge per soddisfare le esigenze del mercato. Aziende miste: sono caraterizzate dalla duplice funzione. Giuridico: l’attività aziendale può essere esercitata da una sola persona o da più persone. Dimensionale: in base alla dimensione le aziende vengono classificate in piccole, medie e grandi. Per poter inquadrare un’azienda è necessario fissare dei parametri: 1. Quantitativi: numeri dipendenti o fatturato 2. Qualitativi: numero di centri di profitto o livello di predominanza nel proprio settore. Le quattro operazioni della gestione La gestione aziendale si concretizza in due momenti: 1. Cognitivo: si studiano le condizioni di svolgimento dell’attività per formulare giudizi e prendere le conseguenti decisioni. 2. Operativo: si attuano le scelte aziendali. In questo momento si realizzano le “ operazioni di gestione” attraverso cui l’azienda tenta di raggiungere i propri fini. Le quattro operazioni di gestione aziendale si possono ricondurre alle seguenti: Finanziamento Investimento Produzione Disinvestimento Nello specifico le operazioni di finanziamento, investimento e disinvestimento sono operazioni di tipo esterno in quanto implicano l’interazione fra la combinazione produttiva e soggetti esterni alla stessa: finanziatori, fornitori e clienti. L’operazione di produzione è un’operazione di tipo interno in quanto non coinvolge alcun soggetto esterno all’azienda. La gestione della risorsa umana La risorsa umana è all’interno dell’azienda strategica in due sensi: 1. Strumentale: quando è concepita come insieme di sistemi, tecniche e modelli che servono a far funzionare la struttura organizzativa in modo coerente con gli obiettivi strategici. 2. Costitutivo: quando è concepita come general management, ossia come parte integrante di ogni ruolo manageriale. Il bilancio di esercizio Il principale output della contabilità generale è il bilancio di esercizio, che un’azienda deve redigere periodicamente, allo scopo di rappresentare in modo veritiero, chiaro e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria al termine del periodo amministrativo, nonché il risultato economico dell’esercizio. Il bilancio è composto da: - - Stato patrimoniale: mostra la situazione patrimoniale dell’azienda in un determinato momento. Conto economico: rappresenta i componenti positivi e negativi di reddito e consente di determinare il reddito di esercizio (utile/perdita). Nota integrativa: ha la funzione di illustrare i dati rappresentati nei due prospetti e di motivare alcuni cambiamenti nei criteri di valutazione o deroghe a determinate disposizioni di legge. Relazione sulla gestione: è un documento informativo sulla gestione redatto dagli amministratori. Rendiconto finanziario: illustra i movimenti di cassa dell’azienda. Il bilancio può essere analizzato secondo diversi profili: - - Formale: il documento deve essere redatto dagli amministratori della società e deve essere approvato dall’assemblea dei soci entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio (30 Aprile dell’anno). Sostanziale: esso rappresenta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società. Contabile: esso è l’output annuale della contabilità generale. Fiscale: esso rappresenta il documento su cui poggia la dichiarazione dei redditi. I principi di redazione del bilancio I principi generali e fondamentali sono: - Chiarezza: il bilancio deve essere trasparente, non influenzato da politiche di distribuzione dei dividendi e da politiche fiscali. Veritiero: ossia attendibile, sia nelle rilevazione delle quantità, che nella credibilità delle stime. Correttezza: ossia basato su regole di integra e onesta amministrazione. Analisi di bilancio L’analisi di bilancio ha l’obiettivo di esaminare la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di un’azienda mediante lo studio dei dati inseriti nel bilancio di esercizio, al fine di osservare lo stato di benessere di un’azienda e il suo equilibrio. Una azienda è in equilibrio qualora vi sia contemporaneamente un equilibrio economico, finanziario e monetario. Per determinare l’equilibrio aziendale si può fare uso di due tipi di analisi: indici di differenza e indici quozienti. La loro funzione consiste nell’essere uno strumento di confronto nel tempo per bilanci della stessa azienda, analizzati in anni diversi, e uno strumento di confronto nello spazio per la comparazione di bilanci di aziende diverse. Gli indici di redditività Gli indici di redditività misurano la capacità dell’impresa di generare nel tempo un reddito capace di ricompensare il capitale. Return on Equity (ROE) Il ROE esprime la remunerazione a favore dei soci ed è pari al rapporto tra l’utile di esercizio e il patrimonio netto. ROE = Reddito netto (utile) / Patrimonio netto Il numeratore deve essere rappresentato da un risultato economico positivo, in caso di una perdita, si otterebbe un ROE negativo, il quale non avrebbe alcun significato. Il denominatore è rappresentato dal patrimonio netto, che include sia il capitale apportato dai soci, sia dagli utili non distribuiti. Return on Investment (ROI) Il ROI esprime quanto rende il capitale investito in una determinata azienda. ROI = Reddito operativo / Capitale Investito Per reddito operativo si intende il risultato economico della solla Gestione caratteristica. Per capitale investito si intende il totale degli impieghi caratteristici al netto degli ammortamenti (Attivo totale – Investimenti caratteristici). La strategia competitiva La strategia competitiva può essere intesa come quell’insieme di scelte tese a creare una posizione di dominanza in un determinateìo mercato (settore). Possiamo individuare quattro tipologie di sistema competitivo: Sistema competitivo frammentato Elevata possibilità di differenziazione e bassa sostenibilità del vantaggio competitivo. Sistema competitivo di specializzazione Alta possibilità di differenziazione ed alta sostenibilità del vantaggio competitivo. Sistema competitivo di volume Alta quota di mercato e bassa possibilità di differenziazione. Sistema competitivo bloccato Bassa quota di mercato e bassa possibilità di differenziazione. Qualsiasi azienda, prima di effetuare quste scelte, deve effettuare l’analisi di settore. Porter sostiene che per combattere le forze competitive all’interno di un settore si possono mettere in campo tre tipi di strategie: - Leadership globale dei costi Ha come l’obiettivo di ottenere costi complessivi più bassi di quelli sostenuti dai concorrenti nella medesima attività. Il vantaggio competitivo dipende dalla sua sostenibilità, cioè dalla capacità dell’azienda di non essere imitata dai concorrenti. - Differenziazione Ha come obiettivo quello di caratterizzare prodotti/servizi tramite un’imagine unica per il cliente in un settore. - Segmentazione Ha come obiettivo quello di servire un gruppo di clienti ristretto con un prodotto specifico. L’economia di manipolazione Il modello della manipolazione si basa spesso sulla fiducia esistente tra l’azienda e i suoi stakeholder (portatori di interesse). Obiettivo L’azienda cerca di influenzare la percezione che i suoi stakeholder hanno di esse, attraverso, per esempio, di informazioni false o distorte, la creazione di un’immagine positiva o l’occultamento di problemi e difficoltà. Questo modello, tuttavia, non è sostenibile nel lungo periodo in quanto la verità può venire fuori e questo porterebbe a una perdita di fiducia da parte degli stakeholder con conseguenze negative per l’aziende in termini di reputazione e valore del marchio. L’impresa familiare L’impresa familiare è un’attività economica in cui la famiglia, o più membri di essa, detengono la maggioranza del capitale e sono coinvolti attivamente nella gestione e nelle decisioni aziendali. Questa forma di impresa è molto diffusa in Italia e rappresenta una parte significativa. L’economia aziendale secondo Masini “L’azienda vista come ordine economico di un istituto presenta una molteplicità di sistemi con unità di oggetto e un sistema continuo, dinamico, misto relativo ed aperto e ha quindi vincoli di interdipendenza con l’ambiente.” L’Efficienza tecnica e l’efficienza economia La dimensione tecnica della gestione si misura attraverso l’efficienza: 1. L’Efficienza Tecnica: output / input 2. L’Efficienza Economica: input / output L’Efficienza economica NON esiste se prima non si realizza l’efficienza tecnica Margine di contribuzione Il margine di contribuzione è la capacità dei ricavi (o del prezzo in caso unitario) di contribuire alla copertura dei costi fissi. Margine di contribuzione = Ricavi – Costi variabili Margine di contribuzione unitario = Prezzo – Costo variabile unitario Come si aumenta la redditività 1. Aumentare il margine di contribuzione: breve termine 2. Ridurre i costi fissi: lungo termine Scritture di assestamento Le scrittura di assestamento sono: - Scritture di completamento: fenomeno aziendale che sorgno dopo la chiusura dell’esercizio (es. interessi bancari attivi e passivi). - Scritture di integrazione: scritture che integrano il componente positivo o negativo di reddito all’esercizio (es. costi o ricavi presunti). - Scritture di rettifica: scritture che rinviano a esercizi futuri costi e ricavi che hanno avuto manifestazione numeraria nell’esercizio (es. risconti attivi e passivi). - Scritture di ammortamento: vengono imputati nell’esercizio una quota dei costi pluriennali. I costi fissi e variabili I costi retributivi includono componenti fisse quali il costo della manodopera e componenti variabili come gli straordinari. I costi non retributivi invece presentano dei componenti fissi e variabili in relazione alla possibilità di scelta tra le alternative di make or buy di attività di selezione, addestamento, ecc. Struttura organizzativa elementare Questa struttura rappresenta la forma organizzativa tipica di realtà di dimensioni ridotte, in cui la divisione orizzontale del lavoro avviene secondo il criterio tecnico. In questa configurazione è predominante la figura dell’imprenditore che accentra tutte le decisioni al vertice. Struttura organizzativa funzionale Questa struttura è un modello molto diffuso nelle aziende in crescita in cui le attività vengono raggruppate in base alle funzioni svolte (produzione, marketing, finanza, ecc.). Ogni dipartimento si concentra su una specifica area di competenza dov’è presente un capo dipartimento che risponde direttamente al vertice aziendale con l’introduzione del middle management. Struttura organizzativa divisionale Questa struttura suddivide l’azienda in unità autonome, chiamate divisioni. E’ un’organizzazione adatta per aziende di grandi dimensioni. Ogni divisione opera come una piccola impresa all’interno dell’azienda, con una propria struttura funzionale. La direzione generale dell’azienda mantiene il controllo strategico ma delega alle divisioni un’ampia autonomia operativa. Struttura organizzativa a matrice Nella struttura a matrice i membri del team riferiscono anche ai project manager e non solo al responsabile di reparto. Possiamo definire tre tipi di gestione a matrice: 1. Matrice debole: il potere decisionale del project manager è minore rispetto al responsabile di reparto. E’ inoltre necessario creare un piano di comunicazione per evitare problemi. 2. Matrice equilibrata: project manager e responsabile di reparto hanno la stessa autorità. 3. Matrice forte: il project manager detiene la maggior parte del potere decisionale. I tre livelli di manager a livello giuridico 1. Impiegati 2. I quadri 3. Dirigente, ha maggiore responsabilità, gestisce molto persone sotto di sé Un manager deve essere misurato sulla resposabilità manageriale e non giuridica. La retribuzione di un manager deve essere pari alle resposabilità che gli vengono date. Break Even Analysis E’ la determinazione del punto di pareggio ossia il punto in corrispondenza del quale il totale dei RICAVI è uguale al totale dei COSTI. Per punto di intende la quantità, ossia il volume di attvità. Per quantità si può intendere o la quantità prodotta o la quantità venduta. Quando il punto di pareggio determina un REDDITO = 0 c’è sostenibilità economica. Quest’ultima di rafggiungere quando di RICAVI sono uguali ai COSTI. Il punto di pareggio deve stare all’interno della massima capacità produttiva. I momenti del controllo Pianificare significa darsi degli obiettivi. La nutura degli obiettivi è legata alla dimensione temporale. La pianificazione può essere operativa o strategica, entrambe sono strettamente collegate. Raggiungo gli obiettivi strategici se prima raggiungo gli obiettivi di breve periodo. Pianificazione Operativa: ha un orizzonte temporale di short term. Gli obiettivi a breve termine devono essere espressi in termini quantitativi. Pianificazione strategica: ha un orizzonte temporale medium/long term. Gli obiettivi a medio/lungo termine possono essere quantitativi o qualitativi. Articolo 2423 CC (comm 1, 2) – Definizione bilancio in senso giuridico Comma 1 – Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Comma 2 – Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio. Articolo 2425 – Contenuto economico Articolo 2425 ter – Contenuto del rendiconto finanziario Articolo 2426 – Contenuto della nota integrativa Articolo 2427 – Criteri di valutazione
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