16/09/24 Diritto privato Perlingeri – Diritto privato Metodo di studio: N.1 – Definizione / Che cos’è? N.2 – Disciplina / Regole N.3 – Funzione / Perché? Qual’è l’interesse che il legislatore ha inteso tutelare con quella determinata regola → se individuo la N.3 posso risalire alla N.2 e alla N.1 - - L’ordinamento giuridico italiano è composto da tante norme differenti - Ogni norma è posta in chiave gerarchica 1. Costituzione 2. Fonti Europee / Trattati Internazionali 3. Leggi ordinarie 4. Leggi secondarie 5. Consuetudini La norma di rango superiore prevale su quella inferiore - Criterio cronologico = la norma emanata successivamente a quella precedente prevale - Criterio di specialità = prevale la norma speciale su quella generale - Il giudice deve sempre esprimersi perché ogni cittadino ha diritto alla giustizia - Principi generali. La corte costituzionale ha il compito di filtrare a richiesta del giudice per vedere se quella norma in quel caso che possano mettere in dubbio i valori fondanti dei valori giuridici. - L’ordinamento giuridico è complesso perché costituito da tante e diverse regole. La norma è un criterio di valutazione del comportamento umano, mi permette di sapere se è corretto, se è ammesso o se è vietato. Ogni norma ha la funzione di individuare l’interesse da tutelare, tutte le norme rappresentano le fonti del diritto, ossia atti o fatti da cui proviene una regola e sono poste in chiave gerarchica secondo un ordine di importanza. Al primo posto c’è la costituzione e le leggi costituzionali, nessuna norma può prevalere sulla costituzione se la conseguenza mette in pericolo i valori fondamentali dell’ordinamento. Al secondo posto ci sono le fonti europee e fonti internazionali. Si è sostenuto che esse fossero allo stesso livello della costituzione ma non è accettabile per la priorità della carta costituzionale. Al terzo posto ci sono le leggi primarie (decreti legislativi, decreti legge, leggi, provvedimenti regionali se materia di competenza esclusiva) Al quarto posto le leggi secondarie come i regolamenti comunali Al quinto posto usi e consuetudini, lo sono quei comportamenti reiterati nel tempo da un gruppo di persone convinti che quel comportamento corrisponda ad una regola. Il criterio gerarchico è uno strumento insieme a quello cronologico e di specialità che aiuta il giudice quando due (possono essere più di due) norme applicabili al caso concreto (controversia) dicono l’unica l’opposto dell’altra se si tratta del criterio gerarchico la norma superiore prevale su quella inferiore. Il criterio cronologico indica che tra la norma più recente e la norma anteriore prevale quella più recente perché si presume sia più completa dell’altra. Il criterio di specialità stabilisce che prevale la norma speciale su quella generale. Qualora il giudice non abbia una norma da applicare al caso concreto dovendo necessariamente dare una risposta alla domanda di giustizia può ricorrere alla analogia legis ossia potrà applicare una norma di un caso simile alla controversia (esempio: legge sui contratti a distanza, per le controversie attraverso internet prima della legge sul commercio elettronico). Qualora non ci fosse nemmeno una norma simile ricorrerà alla analogia iulis. La corte costituzionale ha il compito di fungere da filtro per tutelare i valori fondamentali espressi dalla costituzione come il dovere di solidarietà sociale, il principio di buona fede, la dignità umana e in negativo il principio del neminem laedere, devo impedire comportamenti dannosi. cioè il dovere di non recare danno agli altri La norma viene definita generale ed astratta perché si riferisce ad una moltitudine di persone e perché indica delle ipotesi astratte ossia non riferibili a tizio caio o sempronio ma esistono norme riferite a categorie (lavoratori, pensionati, malati, minori ecc..). 20/09/2024 L’unico articolo che indica una gerarchia tra le fonti del diritto è l’articolo 1 delle disposizione preliminari al codice civile che stabilisce al numero uno le leggi, al numero due i regolamenti, al numero tre le norme coporative, al numero quattro gli usi. Naturalmente trattandosi di disposizione del 1942 le norme corporative s’intendono implicitamente abrogate e il nuovo ordine già indicato si desume dall’attuale ordinamento giuridico. Una delle prime classificazioni in diritto privato è data dalla distinzione tra diritti assoluti e diritti relativi. I diritti assoluti sono quei diritti che si possono far valere nei confronti di tutti (erga omnes) e sono diritti che riconoscono al titolare un’ampia disponibilità, può esercitarli in prima persona o anche non esercitarli non essendo diritti che si prescrivono (non li perdo se non li esercito). Si distinguono tra i diritti assoluti i diritti di proprietà e i diritti della personalità, i primi attengono (o riguardano) l’aspetto patrimoniale, i secondi l’aspetto non patrimoniale o personale. I primi possono essere areanati, i secondi no. I diritti relativi sono diritti che il titolare può esercitare solo nei confronti di una o più persone determinate e sono diritti che si possono perdere se non vengono esercitati entro il tempo stabilito dalla legge o dalle parti (sono infatti diritti prescrittibili). I diritti della personalità sono diritti che servono alla persona per il pieno e libero sviluppo della sua personalità, sono diritti assoluti ma anche inviolabili come stabilito dall’articolo 2 della costituzione anche nelle fonti europee e internazionali vengono riconosciuti come diritti fondamentali a differenza del diritto di proprietà sono diritti che riguardono la sfera personale di ognuno e le sue leggittime aspirazioni, sono quindi qualità essenziali della persona e non è presente la relazione esterna che c’è nel diritto di proprietà tra il titolare e il bene, sono quindi diritti personali di natura non patrimoniale, ecco perché una loro violazione determina un danno che difficilmente può essere soddisfatto attraverso il risarcimento del danno di tipo economico, l’ordinamento dovrebbe trovare strumenti che possano prevenire il danno piuttosto che ripararlo, non esiste un’elenco tassativo ma i diritti della personalità si evolvono con l’evoluzione della società e delle sue esigenze, a quel punto l’ordinamento si limita a riconoscerle, è questo il motivo per cui si definisce una categoria aperta. I diritti della personalità sono diritti che spesso si intrecciano tra loro come il diritto alla vita e il diritto alla libera scelta della donna in caso d’interruzione volontaria di gravidanza, il ditto alla salute s’intreccia con diritto a uno stato di benessere psicofisico, con il diritto ad essere trattato con dignità, con il diritto alla salute e a un ambiente salubre, al consenso informato in materia sanitaria. Il diritto alla riservatezza s’intreccia con il consenso al trattamento dei dati personali e con il diritto all’oblio di ultimissima generazione, il diritto di cronaca s’intreccia con il dovere di verificare le informazioni e pubblicarle in modo da non ledere la dignità della persona ma s’intreccia anche col diritto all’informazione, ad essere informati e ad informarsi. I possibili rimedi ai casi di violazione sono il risarcimento del danno per equivalente monetario (praticamente mai satisfattorio) e inibitoria che un’azione con cui si chiede al giudice di far cessare immediatamente i comportamenti lesivi. Studio la disciplina e ne scelgo uno a piacere 23/09/24 La persona fisica è l’individuo riconosciuto come tale dall’ordinamento giuridico come abbiamo visto è titolare di una serie di diritti della personalità indicati dalla costituzione come inviolabili. Il soggetto che nasce vivo acquista la cosidetta giuridica ossia l’idoneità ad essere titolare di diritti e doveri. E’ definita come capacità statica giacché è sufficiente l’evento nascita per far conquistare la capacità giuridica. Vi sono situazioni nelle quali anche il soggetto non nato può essere beneficiario di diritti ad esempio il nonno potrebbe scrivere nel proprio testamento che lascia la villa al mare al nipote che verrà affinché tale disposizione testamentaria sia valida è necessario che nasca vivo almeno per qualche minuto perché qualora non dovesse continuare a vivere si verificherà l’effetto traslativo dal bimbo ai suoi genitori per stabilire se sia stato concepito nei tempi previsti si calcola 300 giorni dall’apertura della successione. La capacità d’agire invece è la possibilità di esercitare diritti e doveri in autonomia e si acquisce con il compimento della maggiore età. L’ordinamento giuridico con questa regola presume che a 18 anni ogni persona abbia la maturità psico-fisica per comprendere le conseguenze delle proprie azioni ed esercitare consapevolmente i propri diritti. I minori sono quindi sottoposti alla rappresentanza legale dei genitori. Gli è stata una ampia evoluzione del concetto di podestà. Si è passati dalla patria podestà esercitata dall’uomo e accettata dalla moglie e figli al concetto di collaborazione di entrambi i genitori nell’orientamento della famiglia se prima i figli dovevano accettare le scelte del padre oggi con l’introduzione della responsabilità genitoriale sono entrambi i coniugi a decidere l’orientamento della famiglia ma soprattutto i figli possono essere ascoltati dal giudice tutelare ma anche quelli più piccoli di 16 anni. Il giudice ascolterà le ragioni del minore valutando la sua capacità di discernimento ossia la capacità di comprendere le conseguenze della sua scelta e valutarne la consapevolezza. La capacità di agire è un requisito dinamico perché vi sono situazioni in cui si possono aver compiuto i 18 anni e non avere la capacità di agire, allo stesso tempo è possibile non avere il requisito anagrafico ma avere la capacità d’agire. Quest’ultima ipotesi si presenta nel caso cosidetto minore emancipato, la legge riconosce al soggetto che abbia compiuto almeno 16 anni la possibilità di chiedere al giudice il provvedimento di emancipazione, tale provvedimento viene emanato quando il giudice verifichi la capacità di comprendere le conseguenze delle scelte al minore che intenda contrarre matrimonio. Con il provvedimento di emancipazione cade la resposabilità genitoriale e il minore emancipato potrà compiere solo atti di ordinaria amministrazione dovendo per quelli di straordinaria amministrazione chiedere l’autorizzazione al giudice. Il provvedimento di emancipazione decade con il raggiungimento della maggiore età o con lo scioglimento del matrimonio. Al minore emancipato che inteda esercitare un’impresa commerciale viene riconosciuta anche la capacità di esercitare atti di straordinaria amministrazione anche perché in caso contrario sarebbe difficile amministrare la sua attività professionale. Vi sono situazioni in cui il soggetto è affetto da un’infermità psico-fisica particolarmente grave tale infermità gli impedisce di esercitare in modo autonomo i propri diritti spesso è talmente grave che il soggetto non riesce a compiere alcun atto in modo autonomo. In questi casi il soggetto viene dichiarato interdetto e viene nominato un tutore che provveda ai suoi interessi. Tale situazione rende nulli gli atti compiuto dall’interdetto. Vi sono situazioni nelle quali invece l’incapacità di intedere e volere non è così grave ma il soggetto necessita comunque di una figura che lo aiuti o lo affianchi per alcune attività e decisioni, tale figura è il cosidetto amministratore di sostegno che può essere scelto dalla famiglia o addirittura dallo stesso beneficiario è una figura particolarmente utile perché la sua trasversalità gli permette un uso diffuso del ufficio. Si può ricorrere all’amministratore di sostegno per scelte di tipo medico o anche per migliorare la vita quotidiana del benificiario, spesso viene nominato nel caso di persone anziane autosufficienti ma non più lucidi come un tempo. Si può ricorrere a tale figura per l’esecuzione di una disposizione testamentaria ma anche per dichiarare il proprio volere nel momento in cui non si fosse in grado di farlo. L’amministratore di sostegno può perdere il mandato qualora il giudice ravvisi motivi che abbiano danneggiato gli interessi del benificiario. L’incapacità di interedere e volere può essere valutata anche con riferimento ad un singolo atto, qualora infatti la persona capace di agire dovesse compiere un’atto rilevante per l’ordinamento giuridico per valutarne il possibile annullamento andrebbe valutato esclusivamente il momento in cui è stato eseguito. Se il soggetto in preda ad un attimo di sconforto, rabbia, euforia, ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacienti per annullare l’atto da lui posto in essere bisognerebbe valutare l’eventuale malafede dell’altro contraente siccome in diritto gli stati psicologici sono difficilissimi da dimostrare quello che viene in rilievo è il comportamento in buona fede o in malafede dell’altro contraente, se era in buonafede l’atto sarà valida, se era in malafede l’atto sarà annullabile. Un criterio per stabilire la malafede è dato da un requisito oggettivo come il prezzo. Differente è l’ipotesi del cosidetto inabilitato che in un raro e lucido intervallo dovesse aver compiuto un atto. Stesso discorso va fatto per il soggetto eccessivamente prodigale (colui che ha tendenza e abitudine a sperperare il proprio patrimonio). I provvedimenti di interdizione e di annulamento degli atti posti in essere da soggetti incapaci hanno l’obiettivo di tutelare gli interessi patrimoniali di questi soggetti mentre si reputa che la figura dell’amministratore di sostegno abbia un compito prevalente di tutelare gli interessi di natura non patrimoniale. 27/09/2024 Fenomeno associativo Le associazione sono un fenomeno che la costituzione valorizza già dall’articolo 2, quando riconosce alle formazioni sociali i diritti inviolabili dell’uomo. Le associazioni sono un gruppo di persone che decide di unirsi per perseguire uno scopo comune che altrimenti sarebbe difficile o impossibile raggiungere, anche il fenomeno associativo ha subito l’evoluzione avvenuta con l’introduzione della costituzione anche se c’è voluto diverso tempo per acquisire un’idea del fenomeno associativo che lo valorizasse. Per diversi anni infatti il fenomeno di aggregazione delle persone veniva visto con sospetto, stante la presenza del fascismo, le riunioni tra persone potevano infatti nascondere l’obiettivo di sovvertire l’ordine nazionale, per tali motivi le associazioni non chiedevano il riconoscimento in modo da evitare o quanto meno limitare il controllo e le ingerenze del potere nella propria organizzazione, questo approccio non è cambiato dopo l’introduzione della costituzione ma oggi si è tutti d’accordo sul fatto che il fenomeno associativo sia da incentivare e da promuovere, la costituzione infatti lo valorizza stabilendo solo quali sono le associazioni vietate. Quelle con scopo illecito, quelle terroristiche, quelle sovversive e quelle di tipo mafioso. La costituzione valorizzza il fenomeno associativo perché è quello che permette, se l’associazione ha scopi sociali, l’esempio più evidente del dovere di solidaritetà sociale in quanto le persone mettono a disposizione le proprie sensibiltità, attitudini, intelligenze, risorse per occuparsi di interessi di altre persone o altre situazioni come la tutela dell’ambiente. Le associazioni peroò possono anche essere costituite per scopi lucrativi e in questo caso per esempio si può avere una società. Un fenomeno che negli ultimi anni è stato particolarmente valorizzato è quello del cosidetto terzo settore. Le associazioni di promozione sociali come ad esempio la tutela delle disabilità, di promozione culturale come ad esempio le associazioni e i circoli che servono a diffondere la storia e le tradizione bergamasche, le associazioni sportive se usano lo sporto per diffondere i valori dello sport, le associazioni sanitarie, possono iscriversi nel registro del terzo settore, tale iscrizione permette alle associazioni sia l’accesso da parte dei terzi alle informazioni delle stesse, sia la possibilità di accedere a fondi e convenzioni, delle agevolazioni fiscali. Proprio il riferimento può dirsi acquisita se non vi sia più un controllo quale atteggiamento di intromissione e interferenza dello stato nelle attività della associazione ma un modo per agevolare la diffusione di questi fenomeni maturata durante il periodo fascita ha fatto si che le più diffuse come i partiti politici e i sindacati fossero e per la maggior parte sono ancora associazioni. Le associazioni si distinguono in associazioni riconosciute e non riconosciute a seconda che abbiano o non abbiano ottenuto il riconoscimento, se manca non vi sono particolari formalità per il cosidetto negozio associativo a meno che non vi siano diritti reali costituiti, in questo caso vi deve essere una scrittura privata autenticata nel negozio associativo scriviamo la denominazione, la sede, i conferimenti, lo scopo, gli amministratori e chi tra questi ne ha la rappresentanza, il funzionamento dell’associazione, l’organizzazione, l’ammissione di un socio/associato, i criteri per l’esclusione. Cosa succede se lo scopo non è raggiungibile e la liquidazione delle quote o del patrimonio. Il patrimonio nella associazione non riconosciuta è chiamato fondo comune ed è dotata di autonomia patrimoniale imperfetta che stabilisce che per le obbligazioni assunte risponde colui che le ha assunte col patrimonio personale se il fondo comune non è sufficiente ma risponde anche solidalmente ossia per tutti gli associati liberandoli naturalmente potrà in un secondo momento chiedere il versamento della quota di ognuno, l’assenza del registro e quindi del riconoscimento, tutela i terzi che entrano in contatto con uno dei componenti dell’associazione di modo che passano veder soddisfatte le loro obbligazioni ma è possibile chiedere e ottenere il riconoscimento della propria organizzazione, l’atto costitutivo dovrà essere una scrittura privata e se vi fossero diritti reali bisognerebbe provvedere con l’atto pubblico, bisogna quindi presentare per avere riconoscimento 2 documenti: - L’atto costitutivo, dove è indicato il nome, la sede, lo scopo e lo statuto dove è indicato i nomi degli amministratori e di chi la rappresentanza all’esterno, il capitale, l’organizzazione delle attività, i poteri dell’assemblea, le modalità di convocazione, i requisiti delle delibere, le maggioranze, il potere di voto, i requisiti per entrare, i casi di esclusione del socio, l’eventuale liquidazione del patrimonio dell’associazione qualora dovesse sciogliersi. Gli amministratori non rispondono delle obbligazioni assunte ma possono subire azione di responsabilità per malagestio. L’autorità amministrativa (prefettura) verifica i due documenti, li valuta e se non rileva problemi riconosce l’associazione, ottenuto riconoscimento su domanda di un’interessato si provvede all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche (se è una persona giuridica), registro delle imprese e registro delle società. Con l’iscrizione è accessibile a terzi tutto quello che riguarda l’associazione, per questo motivo gode di autonomia patrimoniale perfetta venendosi a creare una netta separazione tra il patrimonio dei singoli associati e il patrimonio dell’associazione sempre per questo motivo il terzo per essere tutelato deve verificare i requisiti che gli servono prima di accettare un ordine di acquisto perché esiste un registro dal quale può evincere le informazioni relative a chi ha il potere di rappresentare all’esterno l’associazione, proprio per tutelare i terzi c’è l’autonomia patrimoniale perfetta ed è previsto che ogni modifica relativa all’associazione debba essere autorizzata dall’autorità e se autorizzata dev’essere inscritta nel registro. 04/10/24 Diritto di proprietà Il diritto di proprietà può essere acquistato a titolo originario o a titolo derivativo. A titolo originario è quando la res nasce con quel proprietario come ad esempio accade se acquisto un’appartamento che non è stato ancora realizzato; divverò proprietario quando l’appartamento sarà ultimato. Il modo d’acquisto a titolo derivativo invece può avvenire per contratto, ossia la classica compravendita per donazione, quando il soggetto titolare del bene se ne spoglia per cederlo al beneficiario senza alcun corrispettivo o per successione se il soggetto subentra in qualità d’erede o per disposizione testamentaria, la differenza tra i due modi d’acquisto sta nel fatto della differente prova che si dovesse dover dare se qualcuno mettesse in dubbio il nostro diritto o avesse sotratto il bene con un’acquisto a titolo originario, sarà sufficiente presentare tale titolo ma se fosse un’acquisto a titolo derivativo dovrei presentare il mio titolo d’acquisto che deve essere valido come validi devono essere tutti i precedenti passaggi perché non potendo trasferire un diritto che non si ha , basterebbe che anche uno solo dei passaggi precedenti al mio non sia valido perché ad esempio è stata accertata la proprietà in capo ad altro che tutti i passaggi successivi non possano più ritenersi validi è una prova così difficile, soprattutto se non è intervenuta l’uso capione che viene definita probazio. Questo problema rileva nei casi in cui si deve intervenire per difendere la proprietà. Le due azioni a difesa della proprietà sono l’azione di rivendicaizone, con la quale il soggetto che ha perso o non ha ancora conseguito la disponibilità del bene si rivolge al giudce per rivendicare il suo diritto, è un’azione di primo grado, inprescrittibile e da questa imprescrittibilità che noi desuniamo imprescrittibile. Se non ho una scadenza di tempo per agire in difesa del mio diritto allora quel diritto è imprescrittibile. Il giudice accerta la proprietà con sentenza dichiarativa. In entrambi le azioni sarò tenuto a dimostrare il mio valido titolo d’acquisto e se è a titolo derivativo anche i precedenti passaggi. Ecco perché nella ricerca si spera di trovare un titolo d’acquisto originario perché si potrà dover dimostrare solo la validità di quelli successivi, vedremo poi che esistono due azioni che possono risolvere il problema. Non studio tutti i titoli di azione ma devo solo sapere che differenza c’è tra l’uno e l’altro. Il proprietario può godere in prima persona o cedere a terzi il godimento, in questo caso si parla di godimento mediato. L’usofrutto è quella situazione di un nudo proprietario che cede ad un terzo un godimento. L’usofrutto legale è quella situazione in cui i genitori godono della villa al mare che il loro figlio ha ereditato, possono trarne le utilità e devono provvedere alla custodia della villa quando il figlio raggiungerà la maggiore età diventerà lui il titolare. Un’altra situazione è quella di genitori proprietari della propria casa e con figlio unico al quale decidono di intestare l’appartamento riservandosi l’usofrutto per tutta la vita, il proprietario cedendo l’usofrutto viene chiamato nudo proprietario e l’usofruttuario potrà godere del bene, far propri i frutti, provvedere alle opere di manutenzione ordinaria, dovrà fare l’inventario dei beni e prestare garanzia, non potrà cambiare la destinazione economica del bene pena l’estinzione dell’usofrutto (una casa ad uso abitativo non può diventare uso ufficio per le spese di straordinaria amministrazione provvederà il nudo proprietario). L’usofrutto può essere costituito per un tempo determinato o per tutta la vita dell’usofruttuario, quest’ultimo può cedere l’usofrutto a terzi ma la scadenza sarà sempre quella del primo altrimenti il nudo proprietario non rientrerebbe nella disponibilità del bene, qualora l’usofruttuario ceda in locazione questa cesserà al massimo entro 5 anni dalla scadenza dell’usofrutto. L’usofrutto deve essere a favore di ogni persona giuridica ma la durata non potrà essere superiore ai trent’anni e si scioglierà se si sciogliesse la persone giuridica. La nuda proprietà è una tale opportunità dal punto di vista del valore economico da aver dato vita ad un vero e proprio mercato immobiliare di nuda proprietà, ottime come investimento perché gli appartamento occupati hanno un valore economico inferiore e perché non sempre si conosce il momento della libera disponibilità del bene. 07/10/24 I diritti reali di godimento su altrui, c’è anche la servitù. Si tratta di una situazione in cui due terreni si trovano in rapporto di dipendenza in quanto ad uno manca ad esempio l’accesso alla strada e ai servizi pubblici. In questo caso si parla di fondo intercluso, letteralmente chiuso dentro che è sprovvisto di accesso ad esempio alla strada pubblica, questo fondo viene chiamato fondo dominante e per poter accedere alla strada pubblica si deve avvalere del fondo servente, il proprietario di quest’ultimo infatti è costretto a sopportare il peso della servitù di passaggio che potrebbe aver trovato già presente al momento dell’acquisto della proprietà. Il proprietario del fondo servente seppur obbligato a sopportare che il proprietario del fondo dominante e i suoi conviventi oltrepassino la sua proprietà può provvedere a recintare il passaggio per evitare che si possa entrare nella sua proprietà per la realizzazione della recinzione provvede il proprietario del fondo dominante, vi sono anche servitù meno impattanti come la servitù di acquedotto e di tutte le tubature dei vari contatori qualora il fondo dominante abbia un accesso alla strada pubblica anche se più difficoltoso il proprietario del fondo servente non sarà tenuto a sopportare il peso, potrebbe accadere che tra i due proprietari ci sia una relazione amicale che porti il proprietario del fondo servente ad aprire il cancello della sua proprietà per consentire al proprietario del fondo dominante di uscire prima ed evitare il traffico il lunedì mattina. Questo comportamento non è una servitù perché l’accesso alla strada c’è ma è un’atto di mera cortesia che il proprietario del fondo servente riserva al suo amico solo il lunedì. E’ necessario che venga ribadito frequentemente, magari anche per iscritto, che si tratta di un atto di gentilezza altrimenti un passaggio ripetuto nel tempo ogni lunedì senza interruzioni e senza il richiamo alla gentilezza potrebbe essere intesa quale servitù e trascorso il periodo di tempo previsto dalla legge potrebbe essere usocapita quindi diventare un vero e proprio spirito al quale non ci si potrebbe più opporre. Il proprietario del suolo decida di cedere a terzi il cosidetto diritto di superficie, come abbiamo visto il proprietario del suolo pur non potendo impedire che la sua proprietà venga sorvolata o che possano passare mezzi pubblici al di sotto e proprietario di tutto quello che si trova al di sopra del suolo e di tutto quello che c’è al di sotto, quando il suolo è un suolo edificabile il proprietario può decidere di cedere il diritto di superficie anziché l’intero diritto di proprietà perché mantenere la disponibilità del suolo può tradursi in un ottimo investimento, se decidesse di cedere il solo diritto di superficie, il superficiario potrebbe costruire un edificio e diventarne il proprio proprietario una volta ultimato, avremmo così due proprietari, quello del suolo e quello dell’edificio. Qualora il superficiario non dovesse completare l’opera entro vent’anni tutto ciò che è stato realizzato tornerebbe nella disponibilità del proprietario del suolo, il quale potrebbe concedere un altro diritto di superficie per completare l’opera, se invece sul terreno è già presente un edificio, il diritto di superficie consisterà nella gestione di tale opera come ad esempio potrebbe avvenire qualora l’edificio venga adibito ad albergo o a servizi turistici, solitamente il diritto di superficie consente l’incontro tra domanda e offerta, da un lato i costruttori cercano terreni edificabili, dall’altro i proprietari di questi hanno bisogno di costruttori per poter far fruttare il proprio terreno, se il proprietario del suolo decidesse di vendere il suo diritto non saremmo più nell’ambito del diritto di superficie. 11/10/24 Quando il proprietario gode in prima persona del bene non ci sono problemi di alcun genere perché la situazione di diritto è la disponibilità del bene fanno capo alla stessa persona. Il possesso è una situazione di fatto nella quale il possessore compie un’attività sul bene corrispondente al diritto di proprietà (ma non è un diritto). Il possessore cioè, utilizza il bene come farebbe un proprietario che poi lo sia o meno non è rilevante ai fini del possesso, il possesso è costituito da due elementi Uno soggettivo aminus possidendi e l’altro oggettivo, il corpus. Il primo è il comportamento sul bene che avrebbe il proprietario e quindi lo stesso potere di disporne (apporto modifiche, presto il bene, lo do in locazione) sono fondamentali per questo requisito i comportamenti esteriori perché come sappiamo l’intento psicologico non è rilevante. Il corpus è la disponibilità materiale del bene. Il possesso può essere acquistato tramite l’apprensione materiale del bene (come il caso della persona che raccoglie da terra un biglietto della lotteria oppure con la consegna della cosa che può avvenire tramite un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà come un contratto di compravendita che si rivedi in un secondo momento non idoneo a trasferire la proprietà perché l’alienante risulterà non essere proprietario). La detenzione invece ha l’animus definendi ossia il comportamento sul bene del detentore che riconosce ad altri la proprietà e condivide con il possesso l’elemento oggettivo, cioè la disponibilità del bene. La detenzione può trasformarsi in possesso tutte le volte in cui il comportamento del detentore è tale da rendere evidente che non riconsce più ad altri il titolo come il caso della ragazza che ha ricevuto il libro in prestito ma che in un secondo momento le viene regalato dalla proprietaria o nel caso in cui l’inquilino smetta di pagare il canone o provveda ad apportare modifiche importanti senza chiedere l’autorizzazione al proprietario. Elemento distintivo sugli effetti e sulle conseguenze del possesso è la presenza o meno della buona fede perché in questo contesto la buona fede assume un significato completamente differente dal resto del programma. Quindi per buona fede si intende l’ignoranza di ledere un diritto altrui il possessore di buona fede qualora fosse costretto a restituire il bene potrà trattenere i frutti percepiti dal bene fino al giorno della domanda giudiziaria e potrà ottenere una indennità o rimborso per le spese sostenute per riparazioni o miglioramenti. Il possessore in mala fede invece e quindi colui che ha fatto suo il bene consapevole apparatenesse ad altri dovrà restituire tutti i frutti percepiti e non avrà diritti al rimborso per i miglioramenti ma solo per quelle spese che hanno permesso la conservazione del bene perché senza il suo intervento il bene sarebbe perito e vedremo la buona fede rileva ai fini dell’acquisto della proprietà attraverso l’usocapione. Il possesso può essere difeso attraverso l’azione di reintregazione o spoglio che avvine quando un soggetto sottrae il bene con l’intento di togliere la disponibilità a chi l’aveva. Lo spoglio può essere violento o clandestino se avviene con azioni inequivocabili che impediscono il godimento del bene o se avviene di nascosto. Possono agire sia il possessore che il detentore e sarà convenuto (il soggetto che resiste alla domanda di reintregazione) colui che ha sotratto il bene. L’azione si prescrive entro un anno dalla cessazione della violenza. Il giudice sommariamente (il procedimento sommario è molto rapido) provvederà a verificare che il possessore abbia perso la disponibilità del bene e ordinerà la restituzione dello stesso (anche contro il legittimo proprietario il quale se vorrà dovrà aspettare la conclusione dell’azione di reintregazione, restituire il bene e agire con l’azione di rivendicazione). Questa è una azione rapida che fa ottenere la restituzione del bene senza stabilire e quindi verificare chi sia il proprietario. L’azione di manutenzione invece può essere esperita (andare davanti al giudice) in caso di molestie o turbative quando cioè il godimento viene turbato da un altro soggetto e lo spoglio è avvenuto senza violenza o clandestinità. Un caso di molestia è d’interruzione del flusso d’acqua in caso di servitù. Può agire solo il possessore di beni immobili. L’azione si prescrive in un anno e il giudice ordinerà l’interruzione delle molestie. Per come è descritta l’azione di reintregazione al proprietario a titolo derivativo che abbia perso la disponibilità del bene sarà più opportuna un’azione di reintregazione che non l’azione di rivendicazione sempre che non sia passato un anno dalla perdita del bene e sempre che abbia interesse alla immediata restituzione se invece avesse necessità di far stabilire chi sia il legittimo proprietario allora aggirà con l’azione di accertamento della proprietà. 26/02/25 La conoscibilità dei fatti giuridici – La pubblicità Non tutti i fatti giuridici devono essere conosciuti. Alcuni atti devono essere riconoscibili a terzi. Tutte le società sono iscritte nel registro delle imprese. Bene mobile – bene che non è ancorato al suolo La pubblicità si distingue in tre tipi: - Pubblicità notizia Quando l’adempimento pubblicitario ha come unico scopo quello di rendere conoscibile una determinata vicenda. - Pubblicità costitutiva Ha una funzione di determinare l’efficacia della vicenda a terzi. - Pubblicità dichiarativa La pubblicità è necessaria per poter opporre l’atto a terzi, significa che i soggetti che hanno compiuto quell’atto giuridico sono destinatari dell’atto anche in mancanza di pubblicità ma se manca questo non può essere valido per terzi che non hanno partecipato. La trascrizione E’ una forma specifica di pubblcità per bene immobili. In mancaza di trascrizione il suo acquisto è valido. Articolo 2643, elenco degli atti soggetti a trascizione. Articolo 2683, riguarda gli altri a cui è disposta la pubblicità con mezzo della trascrizione. Per essere trascrivibili gli atti devono avere un titolo giuridico. Titolo per la trascrizione (art. 2657 c.c.) Per evitare problemi di trascrizione io faccio una trascrizione della domanda giudiziale. L’estinzione dei diritti: prescrizione e decadenza Il tempo ha un ruolo importante. Il decorrere del tempo può determinare un diritto. Articolo 2934 c.c. – ogni diritto si estingue per prescrizione se il titolare non lo esercita per tempo. Come si calcolano i termini nel diritto? Il giorno di inizio non si conteggia, dal giorno dopo non è più valido Se il giorno è festivo? I termini che cadono automaticamente vengono prorogati di diritto al giorno seguente non festivo Articolo 2963 Durante tutto il periodo per il quale perdura la causa che giustifica l’inerzia del titolare non si confuta il tempo di prescrizione. La decadenza Non esiste termine di sospensione della decadenza
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