Uploaded by Andrea Fiamenghi

Esercizi di Matematica: Successioni, Serie, Equazioni

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Esercitazioni
Na1ema1ica
di
2 °Yolume
parte prima
z
/
---
/
..........
\
\
X = y \
Paolo Ma'rcellin/- Carlo Sbordane
Esercitazioni di
Matexnatica
2° Volume
parte prima
edizio,ne riveduta
Lig1,J'ori
Editore
Pubblicato da Liguori Ec.Ji1or·:
Yiu Mczzocannonc 19, SOi34 Napoli
© Liguc.-riF.di1orc,S.r.l., l'i89. 1995
l diritti di traduzione. fiprocluzionee ada11amen10,
101alco purziale, sono riservati
per tUtlÌi Paesi. Nessuno pane Gliquesto volume !')UÒc~scre riprodotta, registrata o
trasmessa con qualsiasi mezzo:elenronico. ele11ro,11atko,
meccanico, fotografico,
ottico o rnagnetico (compresecopie fo1ostauche,microlilm e microfiches).
Seco!1daedizione italiana Gennaio 1995
98765432.10
2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995
Le cifre s11/lutlesrra indicanoil numeroe ranno dd/' 11/timaris1ampaeffc11ua,a
Primed in ltaly, Officine Graliche Liguori, Napoli
ISBN 88-207 -1864-2
I ND I CE
Capitolo
1
SUCCESSiùNI
E SERIE
·or FUNZIONI
di funzioni:
lA. Successioni
uniforme
ed
puntuale
lB. Serie di funzioni
lC. SeriP. di potenze
10. ~erie
di Taylor
convergenza
7 .
pag.
9
Il
37
"
46
"
54
Capitolo
7-.
SPAZI METRlCI E SPAZI NORMATI
2A. Spa1i metrici
2 .8. Condii ione di Cauchy. Completezza
zc. Spaz~. metrici compatti
2D. Spazi normati
Capitolo
76
"
"
"
~6
93
97
3
FUNZIONI .DI PIU'
VARIABILI
:lappresentazione
grafica
3B. Insierr,i di definizione
3C. Lir,1iti e continuità
parziali
3D. Derivate
3E. D1fferenziabilità
3F. Derivate
delle funzioni
composte
3G. Gradiente:
-D~rivati
direzionali
1'eali
3H. Funzioni di tre o piu. variabili
3A.
Il
. .
".
107
115
Il
123
Il
138
Il
154
" 166
" ·.174 ::
.
18'1
'
Il
.,
.,
6
Capitolo
4
EQUAZIONI DIFFER~NZIALI LINEARI
4A. Equazioni
differenziali
lineari
del
primo ordine
4B. _Equazioni differenziali
lineari
omoge:nee a coefficienti
costanti
4C. Equazioni
lineari
non omogenee a
coefficienti
costanti
4D. Il metodo della
variazione
delle costanti
4E. Problemi ai limiti
4F. Equazioni
lineari
di Eulero
4G. Integrazione
per serie
4H. Sistemi
di equazioni
differenziali
lineari
pag.
197
"
211
Il
222
Il
232
236
"
Il
242
"
250
"
255
Il
265
279
289
297
Capitolo
5
EQUAZIONI DIFFERENZIALI NON LINEARI DEL
PRIMO ORDINE
SA. Eciuazioni
SB. Eciuazioni
se. Eciuazioni
SD. Eciuazioni
SE. Equazioni
SF. Equazioni
X
a variabili
separabili
di Bernoulli
della
forma y'=g(y/x)
forma y'=g(ax+by)
della
ax + by+ c)
forma y' =g (a'x+b'y+c'
della
non normali della forma
= g(y')
non normali
SG. Equazioni
y=g (y I)
di Cl:i.iraut
SH. Equazioni
SI. Il teorema di Cauchy
SL. Integrazione
grafica
SM. Esercizi
di riepilogo
della
Il
Il
Il
Il
302
Il
305
Il
308
forma
Il
311
Il
319
329
339
Il
Il
7
Capitolo
6
EQUAZIONIDIFFERENZIALI NON LINEARI DI
ORDINE SUPERIOREAL PRIMO
6A.
6B.
6C.
6D.
Generalità
Equazioni
Equazioni
Equazioni
secondo
pag.
della
forma g(x,y'
della
forma g(y,y'
superiore
di ordine
,y")=O
,y")=O
al
Il
Il
Il
344
346
357
367
Capitolo
E
SUCCESSIONI
lA.
Successioni
Sia
nite
ed
(fn)
Si dice
f:I ➔ R,
J.im
FUNZIONI
funzioni:
una successione
che
DI
con~=rgenza
uniforme
di
funzioni
reali
defi-
I di R.
nell'intervallo
funzione
SERIE
di
puntuale
1
(fn)
converge
in
I verso
la
veeN tale
c.. ,x
che
per
da
x;
puntualmente
se risulta
f(x)
fn (x)
n ➔ <D
cioè
se:
n>vE,x
> O e VxeI,
'h
sihalfn(x)-f(x)I
In generale,
se invece,
si
parla
il
in
<E.
numero vE,x
VE > O, tale
numero
convergenza
uniforme.
di
Precisamente,
te
esiste
I verso
si
f,
dice
se VE>
che
dipende
è
indipendente
(f n ) converge
O esiste
anche
vEeN
da x,
unifoxmemen
tale
-
che
10
Vn > vE si ha
Vxe I.
Dunque la convergenza
tuale.
Se le funzioni
fn,f
uniforme
implica
sono limitate
(fn)
converge
uniformemente
verso
se,
posto
Mn = sup { lfn(x)-f(x)
lim
Mn
O.
quella
pug
.in
I,
allora
I
se
e solo
fin
l:xeI},
risult~
n ➔ CD
La successione
esiste
(f n) si dice
una costante
M >
in I, se
equilimitata
O tale
che
I fn (x) ! < M
si dice
equicontinua
6E > O tale
1n I,
se,
per ogni
>
E
O
esiste
che
VneN.
Sussistono
i seguenti
notevoli
TEOREMA1 (di. Ascoli-Arzelà).
di funzioni
equilimitate
so e limitato
I
vergente
uniformemente
TEORE11,A
2 (Condizione
Se {fn)
ed equicontinue
= [ a,b]
, allora
teoremi.
essa
è una
successione
nell'intervallo
ammette
chiu
un'estratta
con
in I.
di Cauchy uniforme)
. Condizione
-
11
necessaria
e sufficiente
uniformemente
.esista
verso
tale
"t
affinchè
la successione
una funzione
che
definita
> "t
Vp,q
(fn)
converga
in I è che:
> O
Vt
sia
VxeI.
TEOREMA 3 (Continuità
ni
continue).
del
Se (fn)
te le fn sono continue
converge
Sia
I=(a,b)
ed ivi
sione
(f~)
in I e si
(fn)
al
uniformemente
convergente
sotto
funzio-
verso
f e tut-
il
segno
di funzioni
puntualmente
uniformemente
di
anche f lò è.
limite
una successione
converge
uniforme
in x 0 , allora
TEOREMA 4 (Passaggio
rivata).
limite
de-
derivabili
verso
in I,
di
Se la succes-
f.
allura
in
f è
derivabile
ha:
lim
f' (x)
f~ (x)
Vxe I.
n ➔ a:>
TEOREMA 5 (Passaggio
tegrale).
I=
[a,b]
Sia
(fn)
ed ivi
al
limite
una successione
convergente
sotto
il
segno
di funzioni
uniformemente
verso
di
in··
continue
in
f.
Allora
si
la
succes-
ha
f
b
lim
n ➔ a:>
1.1
Siano
a,~
due
f(x) dx.
a
numeri
reali
e sia
(fn)
12
sione
definita
(0,1)
in
se
xe(0,1/n]
se
xe (1/n, 1)
Determinare
il
lire.sotto
quali
condizioni
puntuale
è la funzione
che
limite
da
puntuale
di
la
(f n)
e stabiè an
çonvergenza
uniforme.
[ Il limite
essendo
Ifn<x) -
sup
identicamente
~I =
uguale a ~- Inoltre,
Ia- aI
X E (0,1)
si ha convergenza uniforme se e solo se è
J.2
Studiare
funzioni
la convergenza
delle
(fn),
(gn) definite
sen
[si ha
lim
fn(x)
a=~]
per
successioni
xeR da
di
nx
= O solo per x=k11, con k E Z e
n-+co
lim
gn(x)=l
so-
n➔ m
lo per x=Zk·rr, con k E Z (si veda il paragrafo
12D del val.
I, parte
prima) J
1.3
Verificare
= x
zione
f(x)
n
che
la
successione
per
xe(-1,1)
(fn)
converge
= O puntualmente,
definita
verso
la
da
fun
rna non uniforrnemen
-
13
te.
ha
[si
lim
fn(x)
= lim xn = 0 1
n ➔ a>
n ➔ co
Vx E(-1
1
1).
Esse.T1do poi
I xn-ol
sup
xe(-1,1)
la successione
1.4
= sup
x e (-1 1 1)
non converge
Verificare
che
la
I xn I =1 ,
uniformemente
]
successione
fn(x)
= xn per
xe(-1,1)
converge
ogni
intervallo
del
(-a,a)
[ Si ha
tipo
definita
da
uniformemente
in
(fn)
con
sup
O<
a<
lim
a
n
1.
= o, si
ha
n ➔ a,
I 'asserto]
1.5
Studiare
zioni
la
convergenza
fn (x)
= X
-n
della
negli
successione
J = ( 2 , +a,)
(b)
(fn)
sendo Mn = sup { x-n
ro e dunque (fn)
converge
puntualmente
: xE I} =l,
non converge
{ x-n : xE J} = 2-n
si ha
verso
la su~cessione
uniformemente
lim
fun-
intervalli
(a)
[La successione
di
zero per x
2_ 1.(R) E.§.
(Mn) non converge
in ·I.
M~ = O e perciò
a ze-
(b) Essendo
M~ = sup
la successione
(fn)con
n ➔ <X>
verge unifo:aneuiente
1.6
Il
teorema
a zero in J ]
5 stabilisce
che
la
convergenza
unifor
14
me è una condizione
sufficiente
per passare
al ]i
mite sotto
il segno di integrale.
Non è però cog
dizione
necessaria.
Per mostrare
ciò si conside7·
ri la successione
di funzioni
(un altro
esempio
è proposto
nell'esercizio
1.25):
f n(x) =nxe
e si verifichi
-n2x2
VxeR,
che
(a)
fn(x)
converge
(b)
(fn)
non converge
(c)
L'integrale
lo
a f(x)=0
ogni
uniformemente
definito
[0,1]
per
xeR.
in
[0,1].
di fn (x) nell'interval-
converge
a zero.
(d) Si determinino
tutti
e soli i numeri
reali
a,b (a<b) con la proprietà
che (fn) converga
uniformemente
in [a,b].
[ (b) Consideriamo
Fissato
n, il massimo assoluto
termL,a scegliendo
x tale che f~(x)
e si annulla
il valore
=
=ne
La successione
[0,1]
si de-
più grande tra fn(O), fn(l)
e fn(x)
per
O. La derivata
in [ o,~ ] per x = /
-112
fn(l)
di fn{x) nell'intervallo
➔
prima vale
li(2n 2 )
o, per n sufficientemente
(Mn) è definitivamente
. Essendo fn{O)
o,
grande risulta
costante(>
O) e non converge a
zero.
Perciò
(fn)
non converge
n ➔+co l'integrale
(c) Per
ro (e zero è il valore
uniformemente
in
[ O,l
]
[0,1]
definito
di fn(x)
in
dell'integrale
definito
di f(x)
in
converge
a ze-
[0,1]);
in -
fatti:
1
Jfn(x)dx
2 2
1xe -n x dx=
f
= n
o
o
(d) La successione
converge
stesso
segno,
scordi
o s~ uno di essi
nitivamente
1
[ --1
2n 2
unifomeme~te
mentre non converge
= -
2n
in [ a,b
uniformemente
]
: x E [a, b
(1-e
-n 2
) ➔ O.
se a,b hanno
lo
se a,b hanno segni
di -
è nullo. Infatti,
ad esempio
2
si ha / 1/(2n
) ~ a e quindi
Hn= max { fn(x)
1.7
n
se O< a<
b, defi
J}
Sia (fn) una successione
di
funzioni
continue
nell'intervallo
I di R, convergente
uniformemente in I verso
f. Verificare
che,
se xn,xel
e xn ➔
➔ x, allora
si ha
lim
n
[ Sia E>O e sia
➔ co
VE tale
che Vn > '\JE,
Ifn(x)-f(x)
i< E /2 ,
Vx E I. Allo-ra per n > \! E si ha
Poichè f è continua
e xn ➔ x El,
si ha anche f(xn)
3:VE: > VE tale
lf(xn)-f(x)
I < E /2, Vn > \JE. Ne segue facil-
mente l'asserto
1.8
Sia
che
➔ f(x),
per
]
a un parametro
reale
e sia
(fn)
la
successio
cui
16
ne di
funzioni
definita
n
(a)
(b)
cx
\fxeR.
Verificare
che,
ge
puntualmente
a f(x)=O
per
Utilizzando
la
cizio
precedente
(fn)
non
Verificare
che
R se cx < 1.
(d)
Mostrare
derivate
su R.
Verificare
che,
(f~)
ogni
cxeR,
fn(x)
conver-
su R.
proprietà
enunciata
nell'eser
con xn=l/n,
verificare
che
converge
(c)
(e)
da
uniformemente
(fn)
converge
su R. se
cx>l.
uniformemente
su
se~<
O, la successione
delle
converge
a zero
uniformemente
che,
per
a=O, la
successione
(f~)
converge
puntualmente
per ogni xeR ad una~
zione
g(x)
f f' (x) (questo
esempio
mostra
che
il teorema
4, di passaggio
al limite
sotto
il
segno di derivata,
non vale
in generale
supponendo
che la successione
delle
derivate(f~)
converga
soltanto
puntualmente,·
invece
che~
niformemente).
[ (b) Essendo f(A) = o per ogni xe R, in base alla proprietà
nell'esercizio
1.7, se (fn) convergessa
enunciata
a f(x) uniformemente su R, d2
vrebbe risultare
lim
fn(xn)
= f(x) = O ,
n-++a>
per ogni successione
xn = 1/n si ottiene
(xn) convergente
ad x. Invece, se CX > 1, p9sto
17
a-1
lim
n
se
a > l
e
se
a
si verifica
che
{ + a,
-1
e
=
n ➔ +a>
-1
(c) Come nell'esercizio
1.6 (b),
l
.
VnEN.
Se ne deduce che (fn)
(d) La successione
converge unifonnemente
delle
derivate
vale
su R se e solo
f~(x)
= n
a -n2 x2
e
se
a < O, converge a zero per ogni x E R. Inoltre
il
massimo assoluto
senta
massimi
If~ (x) I su R è raggiunto
di
relativi
2
anche sex
2
=3/(2n
))
a<1.
se
(l-2n
2
x 2 ) e,
si verifica
che
I
I pr~
di
massimo
per x=O ( f~(x)
ed il
valore
vale
max {
If~(x) I : x E R } = max { If~(O) I ;
a
{ l;
n max
2
--:;;fi_ }•
= n
a
e·
se
(el
a < O tale
valore
converge a zero per
Se a =O la successione
lim
f~(x)
2
f;,(x)
f(x)
= e-n
x
(l-2r..
se
X
1 0
se
X=
0.
2
x 2 ) converge
a
g(x)
n ➔ + a,
Essendo
n ➔ +a> .
2
= O per ogni A
E R,
risulta
f'(x)
O# g(x)
nel punto x=
o]
1.9 Studiare
la convergenza
sioni di funzioni
(a)
f n (x) =x/ (. l+nx)
in I=[0,1]
(b)
gn (x) =nx/
delle
( 1 +nx},
succes
18
[ (a) Si ha
lim
fn(x)
' O per ogni x E I. La convergenza
è uniforme
;
n ➔ CD
> D per n >v,1/E
infatti,
fissato
f.
xé (0,1]
risulta
O < f
-
n
(x)
si ha fn(O) = O <E e,
1/ [ (1/x)+n]
< 1/n
<
per
E .
= lim ~(x),
si hag(O)=O e g(x) = 1 per
ogni x e
n ➔ co
E (O, 1 ] • Poichè le ~ s>no continue e g è discontinua,
la convergenza
(b) Posto_g(x)
non è uniforme·,
rappresentato
grazie
•l
teorema
in fig.
11
per
grafico
3. Il
della
funzione
gn
è
n = 1,2,10,"30]
y
1
y=
2/3 - -
nx
1 + nx
.1/2
o
1
figura
1.10
Studiare
la convrrgenza
sioni di funzioni
(a)
fn (x)=n/(l+nx)
[ Le due successioni
mente nulla,
·X
1.1
in
(0,1)
delle
succes
-
2
conveP,ono
ma la conveP,enza
puntualmente
verso
non è llliifomie,
la funzione
perchà
ie f 0
identice
e le
~
19
non sono funzioni
1.11
Studiare
cessioni
la
di
[ (a) Si ha lirn
in (0,1}]
equilimitate
convergenza
~unzioni
fn(x)
= O per
in
I=[-1,1]
delle
ogni x è I. Essendo fn(x)
suc-
= (1/n)nx/
[1+
n-+m
+(nx) 2 ]
,
la convergenza è uniforme in quanto t/(l+t
2
)
i 1/2 per o-
gni t ~ O.
(b) Si ha lirn
~(x)
= O per ogni xE I.
Essendo ~(l/n)=l/2
(x= 1/n
n-+a,
è punto di massimo per~),
la convergenza
l'esercizio
di gn è rappresentato
1.7.
Il grafico
non è uniforme,
in figura
grazie
a1
1.2
per
n = 1,2,10 ]
y
1
y =
n=1
nx
1
-1
2
1
2
1
I
2
I
figura
1..2
1
20
1.12
Studiare
la
cessione
[Si ha
convergenza
di
lim
in
funzioni
2
I = (0,1]
della
2
2
fn (x)
n /(l+n
2
x
).
Ifn(x)-f(x)
= f(x)
per ogni xe I.
Essendo
la convergenza
non è uniforme,
perchè nesswia
fntx)
• 1/x
suc-
I =_
n➔ m
= 1/x 2 (l+nx 2 ),
zioni
1.13
fn- f è limitata
la
convergenza
cessione
di
funzioni
lim
fn(x)
fil!!
in I] .
Studiare
[Si ha
delle
in
I=
della
n 2 x 2 /(l+n
fn(x)
= 1 per ogni x e I.
[0,l]
sue-
2 x 2 ).
Essendo fn(l/n)=l/2,la
convergenza
n➔ m
non è uniforme,
1.14
Sia
(fn)
grazie
:una
all'esercizio
1.7]
successione
di
funzioni
derivabili
,
in un intervalJo
chiuso
rivata
Dimostrare
(a)
continua.
Se (fn)
successione
memente
in
converge
e limitato
qualche
delle
derivate
(f~)
[a,b],
allora
anche
in
(b)
Se (fri)
converge
na
costante
M tale
che
xe(a,b],
allora
e per
memente
ogni
in
con
de-
se
la
che:
per
formemente
[a,b]
x 0 e[a,b]e
converge
(fn)
unifor-
converge
uni
e se esiste
u-
M per
neN
[a,b].
[a,b].
puntualmente
jf~(x)I
(fn)
~
converge
ogni
unifor-
21
[(a)
In base alla
fonoula
fondamentale
del .calcolo
integrale
possiamo
scrivere
X
J f~(t)dt
• fn(x 0 ) +
fn(x)
X
Indichiamo
della
con g(x)
successione
il
V xe [a,b]
,
,
V n EN.
o
limit~ per n -+ +co di f~ e con !I.. il
di numeri reali
fn(x 0 ).
limite
Definiamo poi
X
f(x)
R. +
=
r
Jx
Con lo scopo di provare
[ a,b
g(t)dt
Vxe [a,b]
,
o
che (fn)
ad
converge
f
uniformemente
in
] , consideriamo:
I ~ Ifn(x
Ifn(x)-f(x)
b
0
)-
R.j +
J I f~(t)-g(t)
I dt
<
a
Si
giunge
facilmente
convergenza
fatte
alla
conclusione
utilizzando
le ipotesi
di
di Cauchy uniforme
(teg
su fn(x 0 ) e f~(x).
(b) Basta di.mostrare
che vale la condizione
rema 2).
e per il
Per ipotesi
teorema di Lagrange
si ha, Yn:
Vx,ye[a,b].
Sia
[ a,b
yi
> O e
E
]
E Ii.
sia
costituita
O =E /3M. Sia
da intervalli
{ I 1 , ... ,Ir}
di ampiezza
una pa_rtizione
minore di
Per ogni p,qe Ne per ogni i è { 1, ••• ,r}
o.,e siano
si ha, J>er
e [a,b]:
I fp(x)-f 4 (x) I < Ifp(x)-fp<yi) I +.Ifp(yi)-fq(Yi)
I4
+ f (yi)-f
4
(x)
I~ M lx-yi l+ltp(yi)~f
4
(yi)
di
I+
I+M lx-yiJ
x E
22
> V
Sia V
tale che
Vp,q
Allora,
poichè
Vx E [a,b],
E/3M,
=
e
Vi e{1, ••• ,r}
li
E{ l, ... ,r}
tale che j x-yij<
Verificar~
che la
successione
>Ve
(f~)
f (x) = sen nx
n
n
converge uniformemente
camente nulla.
VxE[a,b]J
definita
da
Yxe[0,2n]
verso
la funzione
identi-
[La successione (fn) converge puntualmente verso zero. Essendo
j f~{x)I=
I _::.1, basta invocare il risultato
preceden
j cos nx
te.Sì
1.16
6
si ha
Vp,q
l.is
risulti
conclude anche osservando che
Dimostrare
zioni
che,
continue
la successione
se
I fn{x) I i 1/n ]
(gn) è una successione
ed equilimitate
(fn)
dell'esercizio
definita
in [a,b],
di fun-
allora
da
rgn(t)dt
a
ha un'estratta
c-onvergente
uniformemente.
[ Sia M > O tale che
Ign ( t) Ii M per ogni n e per
ogn:i t.
Essendo
23
f~(x)
= ~(x),
li Jx
lfn(x)
If~(x) I~ M e
si ha
I dt _i
l&n(t)
f
a
x M dt _i M (b-a)
a
per ogni ne per ogni x. Dal teorema di Ascoli-Arzelà
1.17 -~i
dimostri
il
seguente
segue la tesi]
teor&ma del Dini.Sia
(:Èn)
una successione
di funzioni
continue
convergerr
te puntualmente
verso
una funzione
continua
in
un intervallo
chiuso
e limitato
[à,b].
Se (fn)
è monotòna
rispetto
ad n, allora
con verge
uniformemente
in
[a,b].
[Pur di cambiare fn con -fn, possiamo li~itarci
in cui fn(x) è decrescente
~ gn+l(x)
rispetto
a considerare
ad n. Indichiamo con f(x) il li-
e (gn) converge a zero.puntualmente.
converge uniformemente. Fissato
Dimostriamo
Grazie alla
contimiità
zioni gn e per la d~crescenza della
successione(~)
esiste
che O ~ g\J (x)
che
> o, per ogni x E [a,b]
E
< E/2.
\ix E N tale
il caso
gn
esiste
delle ft..:J
X
to Ax contenente
x tale
che O i gn(y)
< E,
Vy E Ax
un'aper-
e Vn ~ Vx.
U . • . U A e pon:iamo
, xr
= max
{\I
xl
\}
, ... , Vx } . Allora si ha O i gn(y) < E per·ogni
e
y
· r
per ogni n ~ V .
Proponiamo anche una seconda dimostrazione,
successione
(f)
n
non converge unifonnemente
E > O tale
che, per ogni \/EN, esiste
lrn(x)-f(x)
I ~ E è verificata
per assurdo:
ad fin
[a,b],
se
la
esiste
n > V per cui la relazione
da qualche x E [a,b].
Consideriamo
24
il caso in cui (fn) è decrescente
risulta
quindi fn(x)-f(x)
ad n. Essendo fn(x) L f(x),
rispetto
L E per qualche xe [a,b]
con k arbitrario
in N, si ottiene:
Per l'ipotesi_di
monotonia, se rn i k, si ha
V xE [a,b
Perciò risulta
• Ponendo \J = k
,
k L m.
] ,
anche
Vm,k e N,·con k L m.
La successione(¾)
è limit;i.ta in
re da essa una sottosuccessione
x0 E [a,b].
Per la continuità
[a,b].
xkh
E' perciò possibile
estrar-
convergente ad un numero reale
di fm(x) e di f(x),
al limite
perti ➔ +co
otteniamo
Vm
Ancora al limite,
1.18
stavolta
E N.
per m➔ +co, troviamo l'assurdo
O~ è]
Dimostrare
con un esempio
che il risultato
dell'esercizio
precedente
non sussiste
se si sosti
tuisce
l'intervallo
chiuso
e limitato
[a,b]
rispettivamente
con:
(a)
(b)
l'intervallo
un intervallo
[ (a) La successione
aperto
chiuso,
(a,b).
ma illimitato.
fn(x) = xn converge decrescendo alla
funzione con-
tinua f(x) = O per ogni xè (0,1),
ma la convergenza non è uniforme
(0,1)
la stessa
(Ei veda l'esercizio
1.3);
successione
in
converge decre-
25
scendo anche nell'intervallo
chiuso e limitato
[O,l ] , ma in tal caso
la funzione limite non è continua.
Anche le successioni (fn)' (1:n) dell'esercizio
1.10 sono continue
rispetto ad x è(O,l), sono decrescenti rispetto ad ne convergono puntualmente in {0,1) alla funzione identicamente nulla, ma la convergenza non è uniforme.
{b) la successione (fn), definita da fn{x) = x/n, converge decrescendo
a f{x) = O nell'intervallo
1.19
[o,+co),
ma non uniformemente.
Le successioni
fn{x) = ex·n, ~(x)
do rispettivamente
forme su R]
a f{x) = O e g(x)
Sia
fn(x)
una
in [a,b]
che
una funzione
sa in [a, b].
[ Per ipotesi,
= e(x+l/n)
convergono decrescen
= ex, ma la convergenza ~on é uni
successione
di
funzioni
per
n➔ +co,ad
f(x)
è conve~
converga
puntualmente,
f(x).
Dimostrare
che
per ogni n EN, fn{x) verifica
la relazione
Al limite per n➔ +"' si ottiene la 'disuguaglianza
f{x) ]
1.20
Sia
fn(x)
una
in
[a,b]
che
una
funzione
sono
derivabili
allora
l=f'
successione
converga
f(x).
in
di
di
convessità
per
~
funzioni
convesse
puntualmente,
per
Sia
x 0 e(a,b).
Se
x0
e se
converge
f~ (x 0 )
fn(x)e
n ➔ +co,ad
f(x)
ad i,
(x 0 ).
[Dato che per ogni n EN,fn{x) e derivabile
risulta
convesse
in x
0
e convessa in [a,b]
26
Vx E [a,b].
Al limite
per n ➔ +co otteniamo
Vx E [a,b].
Dividiamo
tivo
entr"3Jllbi i membri per
~ R.,
x-x o
Al limite
per x ➔ x 0
f(x)-f(x)
X > X
se
o
si
x-x o
ottiene
la tesi
f'(x
i
R., se
)
i]
0
X
< Xo •
La proprietà
di convergenza
delle
derivate,proposta
nell'esercizio
precedente,
vale
in
ogni
punto x 0 interno
all'intervallo
[a,b],
ma in g~
nerale
non vale
agli
estremi
dell'intervallo.MQ
strare
ciò discutendo
il caso in cui fn(x)
sia
definita
nell'intervallo
[0,1]
da:
xn
Vxqo,1]
n
[ fn(x)
è una successione
di funzioni
a f(x)
= O per
~xn-l,
per x = l è costante
i=
1.22
se (x-x 0 ) è posi
distinguendo
o neg~tivo:
f(x)-f(x
1.21
(x-x 0 ),
ogni x E [0,1]
l, che è diverso
Oimostrare
sotto
il
[ Sia E:
dalla
convesse che,
• La successione
(f~ (1)
derivata
> O ; allora
:il\J E N
tale
delle
= 1)
e quindi
f'(l)
= O ]
il teorema
5 sul
segno di integrale.
per n➔ +a>, converge
derivate
converge
passaggio
al
che per ogni n ~ V
si ha
al
f~(x)
valore
limite
27
VxE [a,b] .
Ne segue che per n LV
1.23
Sia
(fn)
una successione
in [a,b],
convergente
mostrare
che,
per
continue
di funzioni
uniformemente
verso
f.Di
ogni p ~ l,risulta
b
lim
J I fn - f IP dx = O .
a
[Dal teorema della media segue che
1
b-a
b
f Ifn - f Ip ·dx i sup
If
0
-
f
Ip
xE [a,b]
Ja
da cui la tesi]
1.24
Data la
successione
(f 0 ) definita
in R da (fig.
l. 3):
se
n i
x < n + 1
altrimenti
verificare
che fn(x)
➔
f(x)
= O per
ogni
xeR.
Verificare
inoltre
che essa converge
uniforme
mente in ogni intervallo
limitato,
ma non con-
28
verge
uniformemente
in
tutto
R.
[a,b]
, se n > b
si ha sup {fn(x):a,S_x,S.b
Da ciò segue in particolare
che fn(x)
➔
[ Per ogni intervallo
ha sup {fn(x)
: xER}
=
1
f(x)
= O, Vx ER. Invece
} =O.
si
per ogni n EN']
y
Vn --?-:
y
I
I
I
I
I
I
1
I:
I;i
- - - - - - - - - - - -- ,....---o
I
orti~---X►
n+1
n
O
I
I
I
2n ri
figura
1.25
Per
ogni
presentata
1.3
neN si
in
figura
consideri
figura
1.4
se
altrimenti.
la
funzione
e definita
1/(2n)<
in
1.4
fn(x)
raQ
[0,1]
da
x < 1/n
29
Mostrare
(a)
che:
La successione
~
zione
f(x)
te
in
[0,1].
(b)
Per
n➔ + 00
= O
f.
1.26
fun
-
di
fn(x)
nel-
a zero.
x E (O ;l
segue
non è uniforme,
] , per ogni n > 1/x
la convergenza
in quanto
f ;;:;1/n
=
dx =
O
1/(Zn)
Si noti
che O e il valore
puntuale
sup { fn(x)
di
: x
E
;-;;
dell'integrale
~ ( n
~)➔
o.
2n
definito
di f(x)
nell'inter
-
la convergenza~
funzioni
(fn)
de
]
Siano
a>
O,
I =[0,b]
della
finita
da
fn lx)
=O.Ne
la
non converge a zero.
1
J fn(x)dx
[0,1]
converge
fn(x)
La convergenza
E [ O, 1 ] } = ;-;;-
vallo
definito
per ogni n. Se poi
si ha x > 1/n e perciò
verso
ma non uniformeme~
l'integrale
[0,1]
[ (a) Si ha fn(O)
converge
O puntualmente,
l'intervallo
fn verso
(fn)
b > 1. Studiare
successione
di
r:'x
1-b
n2x +
ab
b-1
n
'- o
In particolare,
dell'integrale
[ Se vede subito
studiare
la
di fn su I.
che (fn)
1/n
<· x <
b/n
<
x < b
convergenza
converge pW1tualmente
alla
b/n
funzione
per
f(x)
n ➔ ro
= O,
30
l
b
V x E _I. Essendo
o
vergenza
1.27.
unifonne,
f
b
fn (x)dx = ab/2,
= O, non può esservi
f(x)dx
corr
o
al teorema 5 J
grazie
Data la successione
- x),
calcolare,
g 2 , •••
tali
di funzioni
fn (x)=n(x(n+l)/n_
per x > O, le funzioni
g0 ,
g1 ,
che
g 0 (x)=lim
f (x),
g 2·(x)=lim
f~'(x),
n ➔ co
lim f' (x),
n
n ➔ co
n
...
n ➔ co
Trovare
inoltre
il
[Si trova in particolare
derivnta ·n-sima di g 0 ]
1.28 Verificare
=
che
(x 2 -x)n
[0,1].
[ Se verifica
faci !mente
fn(x)
converge
I
estremi
di funzioni
è
fn(x)=
nell'in-
-1 < x 2 - x _$_O per ogni x E [O, 1] . Perciò
che
ogni x E [0,1]
. Calcoliamo
n
I : x E[o,1]} = max {(x-x 2 )
n
dell'intervallo.
Perciò
gn{x) = (x-x 2 )
è non negativa
rt
: x E [0,1]
e si annulla
agli
asswne massimo in un punto interno
allo
in
[0,1]
};
LO,l],
intervallo
Risulta
anche che¾
a zero uniformemente
'
la funzione
g 0 ,g 1 ,g 2 , ...
Si verifica
la successione
a zero per
M =max{ (x 2 -x)
n
g 0 (x) = x log·x.
converge
tervallo
legame tra
g~(x)
che si può determinare annullando
la derivata prima.
n-1
-,
= n(x-x 2 )
{1-2x) = O per x = o, x = 1 e x=l/2.
Il
punto x = 1/2 è di massimo per !;i(x) ed il valore
massime
vale
M11
la
31
= i;,(1/2)
~
(1/4)
n
. Dato che per n ➔ +co,Mn converge a zero,
sione fn (x) converge unifonneme11te in
[ O,-1] . In figura
segnato il grafico
valori
di fn(x) per alcuni
nità di misura sugli assi)
la succes-
l. 5 abbiamo di
di n (con due diverse u-
]
y
1
16
1
1
64
figura
1.5
X
32
1.29
Verificare
che
la
successione
= (x~l)x-n
converge
a zero
uniformemente
nell'
x L 1} •
Per detenninare
Mn consideriamo
tervallo
di
funzioni
fn(x)=
in
[1,+ai).
-n
[Poniamo Mn= sup {(x-l)x
la derivata
f~(x) = x
-n-1
[
n - (n-l)x]
•
f~(x') > O per ogni x L l; mentre per n L 2, f~(x) sian-
Per n=l risulta
nulla per x = n/.(n-1),
che è un punto di massimo (assoluto)
[ 1, +ai ) . In corrispondenza
l'intervallo
-n
M = f (
)
n
n
n-1
n
n-1
! ) ( -
n
per f(x) nel
otteniamo M1 = 1 e
)
-n
n-1 .
-
1
n-1
(l-
l n
- ) .
n
Per n ➔ +ai, Mn converge a zero. Perciò fn(x) converge uniformemente
[1,
+
ai). In figura
ni valori
di n ]
-------
----
1.6 abbiamo disegnato
il grafico
in
di fn(x) per alc~
y
1
4
4 -----
27
2
3/2
figura
1.6
X
33
1.30
Posto
fn(x)
= n(x-l)x-n
(a)
fn(x)
converge
(b)
fn(x)
non converge
vallo
[l,+e0).
fn(x)
non converge
vallo
[1,2].
fn(x)
converge
(c)
(d)
lo
, verificare
a zero
per
che:
ogni
xl
1.
uniformemente
nell'inter
uniformemente
nell'inter
uniformemente
nell'interval-
[ 2, +CD)•
[Si può procedere comenell'esercizio precedente. In particolare in (b)
e (c) per ogni n l 2 risulta
M
n
=f
n
( -
n
n-1
) =-
n
n-1
1 n
(1 - - )
n
➔
e-
1
perciò Mnnon tende a zero e quindi la convergenzanon è uniforme.Invece, nel caso (d), per ogni n ~ 2 1 si ha:
1.31
Stabilire
per
successione
limi te.
la
quali
fn(x)=n
Determinare
successione
xeR risulta
(
n
lx - 1)
inoltre
converge
un
convergente
la
e dP.terminare
il
intervallo
in cui
uniformemente.
[Per ogni n pari fn(x) è definita per x ~ O.
La successione diverge
-CD per· x = O e convergeper x > O a f(x)
= logx in base al limite
lim
n➔
+CD
a
xl/n _1
1/n
Per deteminare un intervallo in cui la convergenzaè uniforme,studia-
34
n_
mo per x > O e n E N la funzione gn(x) = fn(x) - f(x)=n ( /x -1) - logx. La derivata
1
n:-1
g~(x) = x
1
1
X
X
!
- - = - (x
n
- 1)
si annulla per x = 1, è positiva per x > 1 ed è negativa in (0,1).Il
punto x=l è di minimo per &n(x) ed il valore minimoè &n(l)=O.
Perciò gn(x) ~ O per ogni xE {O,+a,). Se ne deduce inoltre che fn(x)
converge a f(x) u11iformementein ogni intervallo
infatti,
1.32
[a,b] , con O<a <b;
ad esempio, se a= l risulta:
Date
le
(a)
fn(x)
stabilire
il limite.
degenere
successioni
di
= (e-l/n2x2)/nx
funzioni
(b)
gn(x)=e-l/(x2+n)
per
quali
XER convergono
e calcolarne
Determinare
almeno
un intervallo
non
in cui
la convergenza
sia uniforme.
[ (a) Si ha fn(x) ➔ f(xì = O per ogni x -I O. La convergenza è uniforme in ogni intervallo
&r,i(x) -+ g(x)
1.33
Date
(a)
le
che non contenga un intorno di zero. (b) Si ha
= O uniformemente in R ]
successioni
di
= (nLx2)2
(n2-x2)2+1
funzioni
35
3(x+n) 2 +2
(x+n)2 +1
log
stabilire
per quali xeR convergono
e calcolarne
il limite.
Determinare
almeno un intervallo
non
degenere
in cui la convergenza
sia uniforme.
[ (a) Si ha fn(x)
➔ f(x)=l,
ogni intervallo
limitato.
(b) Si ha &n(x)
➔
[a,+m)
con
che nell'intervallo
g n (x)=(logx-xn+Z
)/xn
➔
[1,+m)
➔ 1/x
non uniformemente
-x 2
uniformemente
che nell'intervallò
[o,+~)
uniformemente
non uniformemente
1.36 Verificare
f n (x)=
che nell'insieme
R
n sen(x 2 +l)+n 2 x
uniformemente
➔ -,~
n2(x2+1)
x 2 +l
sen x non uniformemente
1.37 Verificare
che
in
è unifo_r
a ER]
f n (x) = (xn-I + log x n) /xn
1.35 Verificare
è uniforme
g(x) = log 3 per ogni xE R. La convergenza
me in ogni intervallo
1.34 Verificare
per ogni x ER. La convergenza
36
f n (x)
[-1,1]
in
1.38
+ (1- ✓ 1-x 2
2 /n)
sen(x
=
)/n
➔
O
uniformemente.
Verificare
che
f n (x)
(cos
➔ f(x)=-1
x)/n-cos(x/n)
in R non uniformemente.
[ Si ha fn(n)-f(n) ➔ 1-cos
1.39
Sia
(x)n
la
successione
l'intervallo
la
1]
[0,1].
successione
dei
numeri .
Studiare
la
f 0 definita
in
razionali
del-
convergenza
del-
[0,1]
da
X E { X l , • • . , xn }
x È [ O, 1 J - {X 1 , . . . , Xn }
[La successione
da f(x)
(fn)
= 1 sex
x è razionale,
n > \!
f(xn+ll
= 1
puntualmente
è razionale,
allora
e perdò
le si ha fn(x)
converge
f(x)
esiste
risulta
\)
fn(x)
verso
= O sex
è irrazionale.
per ogni
n > V.
non vi può essere
sup
{
convergenza
definita
Infatti
se
per
ogni
Se x è irraziuna-
= O per ogni n. Poichè per ogn,i n EN risulta
allora
f
che x E {x 1 , ••• ,xn}
tale
= l
la funzione
I fn(x) - f(x) I : x E [0,1]}
uniforme
]
= 1
fn(xn+il=O
e
perciò
37
lB.
Serie
Sia
nite
(fn)
di
fun.zioni
una
successione
nell'intervallo
di
I di
funzioni
R. Se per
reali
ogni
defi-
xel
la
se-
rie
CO
E
n=l
è convergente,
cioè,
se la
successione
(sn)delle
som
me parziali
converge
rie
puntualmente
in
I, allora
si
dice
che
la se
uniformemente
in
(1)
u-
di funzioni
00
(1)
in
è convergente
Se la
I verso
successione
f,
niformemente
allora
in
Se esistono
lfn(x)/.::_
I.
M11 per
(s) Il
si
dice
I verso
f.
dei
numeri
xEI
e per
ca M1 + M2 + ... + M n + ...
ce
çhe
la
serie
Si
verifica
(1)
converge
che
Yeali
serie
Mn ~ O
neN e se
la
è convergente,
è totalmente
facilmente
la
che
converge
che
tali
serie
n_umeri-
allora
si di
convergente
in
una
totalmente
serie
convergente
è anche uniformemente
convergente.
I teoremi
di passaggio
al limite
sotto
I.
il
segno
38
di integrale
o di
zioni (ved.paragrafo
vi all'integrazione
spettivamente.
derivata
per le successioni
di funlA) implicano
i seguenti,relatio alla derivazione
per serie,
ri-
TEOREMA(di integrazione
per serie).
zioni continue
in I = [ a,b]
converge
Se la serie
(1) di fun uniformemente
verso
f ,a!:._
lora
b
J
TEOREMA(di derivazione
in I
J f (x) dx
n
n=l
a
ni derivabili
rie derivata
b
<»
f (x) dx = E
a
per serie).
Se la serie
(1) di funzi~
in I verso f e se la se-
= ( a.,b ) converge
a,
E
n=l
converge
uniformemente
in I,
allora
f è derivabile
f'n
in I e risu!:._
ta
a,
f I (X)
E
vxer.
f~ (x)
n=l
1 .40
Dire
se la
serie
geometrica
1 + x + X 2 + ...
è convergente
O<a<l.
+xn-l
unifo1·memente
+.
per
XE I= [-a,
a],
con
[Essendo
IXn-1 I .$_a n-1
ed essendo O< a<
1, la serie
Vx H
data è maggiorata
da una serie
numerica
39
convergente
1.41
Dire
e perciò
se la
senx
essa converge
totalmente
in I ]
serie
- sen
2x + sen
è convergente
per
3x - sen
xe(O,n).
[La serie non converge in alcun punto x E (O, 'li),
1.42
ne generale
(-l)n,+- 1sen n x non converge]
Studiare
per
a,
xeR la
COS
E
ll
4x + ...
convergenza
perchè il" suo tenni-
della
serie
X
n2
n=l
[La serie è totalmente
in R. Infatti
convergente
si ha
I (cos nx)/n 12.
2
a,
.::_ ·1/n 2
e
la serie
E l/n 2 è convergente
numerica
(ved. es. 6.21
n=l
del vol.
1.43
I, parte
Stabilire
a:,
(a)
[ (a)
1.44
E
X
per
quali
]
x > O convergono
a,
1
n=l
nxn
> l;
(b)
Verificare
(b)
X
~ l]
la
serie
totalmente
in
E
n=l
E
n=l
che
a,
converge
seconda)
1
n 4 xn
[1,+~).
le
serie
40
[ Per ogni x ~ 1, risulta
1.45
Studiare
rie
a>
(a)
la
1/(n 4 xn) i
con~ergenza
E
~ e -nx
n=l,
n
1/n 4
]
puntuale
in
00
(b)
converge puntualmente
il termine_generale
x = O risulta
fn(x)
=e
-nx
nenx
se e solo sex~
O. Infatti,
x/n non è infinitesimo"per
fn(O) = O e -la serie
se-
1
E
n=l
[ (a) La serie
R delle
ha somma zero.
se x<O
n -->a>.
Se
è x >O
Se infine
essendo O< e-x < 1, la serie
a,
(e
E
X
-x n
)
n
n=l
converge in base al criterio
della radice o del rapporto;
converge puntualmente se e solo sex>
o]
1.46
Si consideri
la
parametro
serie
reale.
;
L
------
X
n P ( 1 +nx 2 )
n=l
Verificare
che
(b)
la serie
essendo
p un
essa:
(a)
converge
puntualmente
su R se p > O;
(b)
converge
uniformemente
su R se p > 1/2.
[ (a) Sex=
O la serie
ha somma zero.
Sex#
O, per il criterio
infinitesimi
(paragrafo
6B del volume 1°, parte
ha lo stesso
carattere
della
CX>
E
n=l
serie
seconda)
la serie
armonica generalizzata
1
nP+l
ed è quindi convergente
se (e solo se) p + l > I, cioè se p > O.
degli
data
41
(b) Poichè la funzione
dispari
mo su R per x = 1//-;
, risulta
2
fn(x)=x/(1+nx
)assume
il
valore
massi
l
2n(p+l/Z)
(p+l/2) .
numerica di terminP. generale 1/n
e convergente se p+
+ 1/2 > 1. Dunque la· serie data è totalmente e perciò
uniformemente
(e assolutamente)
convergente se p > 1/2]
La serie
1.47
Verificare
che
la
x-(x 2 /2)+(x
3
è uniformemente
sup
O~x~l
nerale
/3)-(x
4
/4)+ ...
convergente
convergente
1v1 totalmente
[Si ha
serie
in
[0,1],
ma non
la serie
di termine~
lxn/n I= 1/n ed e8sendo divergente
1/n, allora
la serie
data non è totalmente
convergente.
Per ogni x E (0,1] la serie data è una serie numerica alternata
termine genE:rale infinitesiuio
e decrescente
ir. valore a5soluto.
Per il teorema ~ulle
parte
seconda) la serie
funzione f(x);
sulta
e perciò
1.48
inoltre,
la convergenza
Utilizzando
calcolare
il
la
è
..
serie alternate
(vcd.
~aragrafo
e-on
6C del vol.I,
è convergente
pun_tualmente in [O, 1] verso una
detta
la successione
(sn(x))
di sn a f è uniforme
ridotte,ri-
]
teorema
di derivazione
somma della
serie
1+2 X+3x 2 + 4x 3 + ... + nx n-l + ...
delle
per
serie
42
nell'intervallo
, [osserviamo
fatti
I
[-a,a],
con
in primo luogo che per x e I
O<
la serie
a<
1.
data· è convergente.In
si ha
lim
n ➔ CD
lim
n ➔ CD
lim
li.'11
n ➔ a:,
n ➔ CD
jxj~a<l
(si veda la (4) del paragrafo
7Ddel vol. I, parte prima) ed allora
la
serie
converge
assolutamente
grazie al criterio
il
cap.
6 del
I parte
la serie
val.
è totalmente
La serie
seconda).
Essendo
della· radi.ce
n j x jn-l
i
(ved.
nan-l per xEI,
e perciò uniformemente convergente.
data si ottiene
derivando termine
a termine
la serie
geom~
trica
l + X + X 2 + •..
che converge
f(x)
e perciò uniformemente in I verso
totalmente
= 1/(1-x).
-!- xn + ...
Pertanto,
dal teorema di derivazione
la
funzione
per serie,
segue
che
CD
1+2x+3x 2 + ... + nxn-l
E xn)
+ .• . = D (
n=O
1.49
Verificare
che
CD
la
X
e
n
converge
serie
D
1
1
1-x
1-x)
di funzioni
-nx
totalmente
in
I=
[0, 00 )
[La serie converge pW1tualmente in I (ved. l'esercizio
lire
se essa converge totalmente
sup
{
X
n
e
2 ]
-nx
in I, calcoliamo
x~O
1.45).
l'estremo
Per stabisuperiore:
43
Per ogni n EN la funzione
= e
-nx
(1 - nx)/n.
massimo per fn.
chè la serie
La derivata
f~ si annulla
Si verifica
e risulta
f~(x)=
che è punto di.
per x = 1/n,
che Mn = fn(l/n)
= l/(en
2
del vol.
I, part_e seconda)
allora
la se-
è totalmente
convergente
facilmente
).
Poi
numerica
1
<D
<D
E
1
n=l
n2
E Mn = -
n=l
è convergente
rie
= xe -nx /n è derivabile
fn(x)
e
(ved.
di funzioni
es.
6.21
considerata
che uniformemente
ed assolutamente
convergente
in I e quindi
in tale
insieme
an
]
<D
1.50
Stabilire
se
la
serie
di
funzioni
E
xe -nx
con
n=l
verge
totalmente
[ Posto Mn= sup
I
x Lo}
{xe-nx:
data non converge
1.51
in
[0,+m).
si vede che Mn=l/(en).Perciò
Stabilire
se la serie
considerata
zio precedente
converge
totalmente
nell'eserciin I=[l,+~).
[ Posto Mn = sup { xe -nx : x L l} , si ~ede c,he Mn = e -n.
rie
1.52
converge
Stabilire
la serie
totalmente]
totalmente
per
Perciò
la se-
per x L 1]
quali
x
~
O converge
la
serie
CD
E (/n 3 +(x 2 +2)n 2 +4 - ✓ n 3 +3xn +1)
2
n=l
[La serie
converge
in ogni altro
solo per x = 1
x LO. Infatti
e
x = 2; essa è invece
si ha
/ n 3 + 3xn 2 + 1
dive~gente
44
(x 2 - 3x + 2) n 2 + 3
Ne segue che : se x 2 - 3x + 2 = O Xcioè sex=
1 oppure x=2), allora
il termine generale della serie è infinitesimo
dello stesso ordine di
n-j/Z e quindi 1~ serie è convergente (ved. il paragrafo 6B del vol.
1.53
I, parte seconda),
per n ➔+·a,]
Altrimenti
il termine
Determinare
la serie
l'insieme
dei
a,
L
n=l
converge
vergenza
generale
non è
infinitesimo
numeri
reali
x in
cui
tale
insieme
la
con-
log(l+nx)
n 3 x+n 2
e stabilire
se
in
è totale.
converge puntualmente e totalmente per x ~ O. Si osservi che
dalla disuguaglianza
log (l+y) ~ y, vy > - 1 (ved. l'eserc.
1.50 del
vol. I, parte seconda) segue che il termine generale della serie data
si può maggiorare con 1/n 2 ]
[ La serie
1.54
Studiare
la
a,
E
n=l
[ La serie
1.55
convergenza
della
serie
n log (l+x/n)
(x+n) 2
converge puntualmente
Verificare
te co~~erge
puntuale
per x > - l ]
che la serie
totalmente
dell'esercizio
nell'insieme
precede~
[O,+"').
45
1.56
Stabilire
per
quali
E fn (x)
con
risulta
xeR
convergente
la
O)
serie
n=l
{
{
[ (a) O~ x < 1/e,
1.57
Studiare
la serie
per
x=-1;
(nx)"
/n !
/(nx)
4
3x/n
_
n ! / (nx)
se
Xl
0
se
X
< 0
2 1/n
se
x l O
n
se
x < O
+1
(b) x =log 2 /log
x >Ola
-n 2
3, x < - 1/e
convergenza
]
puntuale
del·
O)
E
x-log
n
n=l
[La serie si può rappresentare
O)
e
-(log
n)(log
sotto
la forma
x)
n=l
ed è quindi convergente
val.
1.58
se log x > 1, cioè sex>
e
(ved. es.6.21
del
I, parte seconda) ]
Studiare
funzioni
la
convergenza
puntuale
della
serie
di
46
CD
+ 1/x n]
[ (x/2)n
L
n=l
[E' opportuno eseguire
la scomposizione
a,
CD
[ (x/2)n + 1/xn]
I
E
n=l
n=l
La serie
lC.
risulta
Se.rie
Sia
reali.
CD
1/xn.
n=l
che 1 <
convergente per ogni x tale
di
I X I< 2 ]
potenze
a 0 ,a 1 , •••
La serie
I
+
(xtzt
,an,
di
...
una
successione
(di
punto
di
numeri
funzioni
/Xl
(1)
I
n=O
si chiama
coefficienti
serie
di potenze
a 0 , a 1 , ••.
,
iniziale
zero),
a n' •..
Si chiama
raggio di convergenza
della
serie
di
ze (1) l'estremo
sup·eriore
re[O,+°'J
dell'insieme
gli xeR nei quali
essa converge.
Si possono
verificare
tre casi:
1) r=O.
2)
Allora
0 < r < + °'·
per x E (-r,r)
nuto in (-r,r),
lx I > r.
3)
r = +
CD
gni xe R
di R.
la serie
di
(1) converge
solo
pote!!,
de-
per x = O.
Allora
la serie (1) converge
assolutamente
e totalmente
in ogni intervallo
chiuso contementre non converge in alcun punto x tale che
Allora
la serie
(1)
e totalmente
in ogni
converge
intervallo
assGlutamente
in
ochiuso e limitato
47
Osserviamo che, nel caso 2), nulla. si può dire in g~
nerale
sulla convergenza
della
serie di potenze
nei
punti
-r, r.
Per il calcolo
del raggio di convergenza
di una
serie
di potenze,
sussistono
i seguenti
teoremi.
TEOREMA DI CAUCHY. se esiste
lim
= 1
n~
limite
il
R,
E
n ➔ co
allora
è dato
il raggio
da
r
di convergenza
della
serie
di potenze
(1)
r = 1/1,
pur di porre
= + co.
1/0
TEOREMA DI D I ALEMBERT. Se risulta
siste
il
n ed
e-
Ia:+~I = 1 eR
lim
n ➔ co
allora
an I O per ogni
limite
il
raggio
di convergenza
r
della
di
funzioni
(1) è dato
da
r = 1/J!.
pur di porre
1/0
= +"'
Più in generale,
(2)
una serie
"'
}: an(x-x
n=O
n
0
)
= a 0 +a 1 (x-x
ove x 0 eR, si
chiama
Si dimostra
che l'insiene
serie
0
del
n
)+ ... +an(x-x
di potenze
X dei
tipo
0 )
di punto
numeri
reali
+ ...
,
iniziale
x
per
cui
0 •
48
essa
converge
è sempre un intervallo,
detto
intervallo
Precisamente,
se r è il raggio
di con vergenza
della
serie
(1) avente
gli stessi
coefficieg
ti e punto iniziale
O, allora
l'intervallo
di convergenza X è:
di convergenza.
r = o ,.
se
ii)
uno degli
intervalli
di
x 0 -r,
estremi
x 0 +r,
se
O<r<+co;
iii)
R, se r
+
cc
numero r si chiama raggio
anche del
di convergenza
(2) .
serie
(2) ha rag_
Si dimostra
che se la serie
di potenze
gio di convergenza
r > o, la sua somma f(x)
definita
per x e (x O -r, x 0 +r) da
Il
la
Q)
(3)
f(x)
L
n=O
è
continua
sulta
e derivabile
(4)
f I (X)
in
(x 0 -r,
cc
L
n=l
(5)
Ix f(t)dt
X
o
nan
(x-x
cc
an
n+l
L
n=O
x 0 +r).
Inoltre
ri-
n-1
0
)
( x-xo ) n+l ,
le serie
a secondo membro delle
(4) e (5) avendo
anch'esse
raggio
di convergenza
uguale a r.
Si dimostra
inoltre
che, se la serie
(3) ha raggio di convergenza
r > O, allora
f è dotata
di deriva
te di ogni ordine
in (x -r, x 0 +r) e risulta
0
49
VneN.
per
cui
la
(3)
esser
può
f(x)
E
la
forma
n!
n=O
Enunciano
sotto
.cCnl
('"
)
.L
Ao
a,
(6)
riscritta
infine
il
seguente
TEOREMA DI ABEL. se la sex ie di potenze
( 2) ha raggio
di
convergenza
rE (O,+°')
e converge
in x 0 +r
(rispettivamente
in
x O -r J, allora
essa converge
uniformemente
in
[ s,x O +r] ( rispe!:_
tivamente
in [x 0 -r,s ]J per ogni se (x 0 -r,
x 0 +r). In particolare la somma f(x)
è continua
in
[ s, x 0 +r·]
(risp.
in
[x 0 -r,
s ] J.
1. 59 Verificare
che le seguenti
serie
=
di convergenza
r
1
no raggi-o
CD
(a)
E X
CD
n
(b)
Studiarne
tervallo
t.(a)
(c)
n
n~l
n=O
<lD
xn
E
della
serie
georretrica
agli
n2
estremi
Ix I < 1. (b) Si ha an+l/an = n/n+l e perciò
r = 1, grazie
ma di D'Alembert.
La serie
c·onverge per x = - 1 (vEd.
del vol.
seconda),
non converge
I, parte
6.5 del val.
I, parte
ciò r = 1, grazie
- 1
(ved.
(ved.
(c)' Si ha an+l/an
6. 39 del ,val.
6.21 del val.
I, parte
in
solo
se
al teore-
l'eser::izio
6.38
per x = 1
al teorema di D'Alembert.
l'esercizio
l'esercizio
seconda).
dell'
x che converge
di ragione
han
xn
E
n=l
il c_omportamento
di-convergenza.
Si tratta
di potenze
I,
(ved.
l'Pserc-izio
= n 2 /(n+l) 2 e per-
La serie
parte
converge
seconda),
per x =
e per x = I
seconda)]
CD
1.60
Verificare
che la serie
di potenze
I
n=O
n! x0
ha
50
raggio
[si
di
convergenza
ha ::'n+ifan = (n+l) ! /n!
r = 0.-
= n + 1 ed allora basta invocare il teorema di
D 'Alembert ]
1.61
Determinare
il
rie
di potenze
raggio
di
CD
(a)
convergenza
r delle
se-
CD
E
(b)
n=l
E
n=l
(3+1/nP
[ (a) Essendo
(n+l)/(n+2) = (n+l) 2
n/(n+l)
n(n+2)
si ha lim
I
e perciò _r = 1, a nonna del teorema di D1Alem
bert. (b) Si ha· lim n/i/
[ 3+(1/n)] n = lim 1/ [ 3+(1/n)] = 1/3 e pe!:
n ➔ o:>
ciò r = 3, a normadel teorema di Cauchy]
1. 62 Determinare
serie
guenti
CD
(a)
E
n=l
a,
(c)
(e)
E
n=l
di convergenza
il raggio
di potenze
xn
n!
xn
si1
a, nn
xn
E
n=l n!
r delle
se-
a,
(b)
E n! (x/2)n
n=l
a,
(d)
E
n=l
CD
(f)
E
n=l
X
n
nn
n! xn
nn
[ (a) Essendo an'an+l = (n+l)!/n! = n+l, si ha r=+a,, a nonna del teorema
51
n
(b) r=O. (c) Essendo~
di D'Alembert.
del teorema
di Cauchy.
= -1/5, si ha r = s,
n
n
iit.ç-= n/ /~,
sendo
a norma
n (d) Essendo / an = 1/n, si ha r=+ co. (e) Es .risulta
~ = e (ved.
lim
1 1 esercizio
n➔ m
I parte
7.58 del vol.
1.63
Determinare
serie
prima)
e perciò
si ha r=l/e.
l'intervallo
delle
(X)
E
(b)
E
n=l
n=O
[ (a) Per
verge.
r = e]
I di convergenza
(X)
(a)
(f)
Ix I
Per
.S. 1
Ix I
·n2
Ix I
/n!
si ha
.S.1/n! e perciò
n2
> l
si ha
lim
( lx I
~
/n!)
[ -1,1]
t =+
co
perciò
con2
( lx In
/nn)=
non converge.
Pertanto
I =
convergènza
della
n ➔ co
= lim ( Ix I n/n
n ➔ a:>
la serie
•
lim
n· ➔ m
là serie
. (b) Posto t = 2x, studiamo
la
serie
a,
~ tn/ /;.Essendo
(l/~)/(1/
I n/(n+l)
/-;)=
n=l
rna di D 1 Alembert
questa
serie
converge
> 1. Per t = 1 essa si riduce alla
per
serie
lt
serie
i:
1. / /-;;- e
n=l
che converge.
L (-l)ntrn
alternata
I<1 e diverge per !ti>
divergente
e,:,
t = - 1 alla·
➔ l, per il tecre-
per
In definitiva
n=l
la serie
1.64
data converge
Determinare
[-1/2,
l'intervallo
1/2)]
di convergenza
I della
xn
(X)
serie
per x El=
E
n=O
[Essendo
an+l/an
D'Alembert
= (n+1)2 n / [ ( n+2)2 n+l
segue che il raggio
=2. l'e;::-tanto la serie
converge
J = (n+l)/2(n+2),
di convergenza
per
Ix I
della
< 2. Per
dal teorema
serie
data
x = - 2
di
valer=
essa
si
52
riduce alla
serie
si riduce alla
1.65
armonica alternata
serie
Determinare
o:,
serie
l'intervallo
log n
n· 2 n
E
n=l
che converge, mentre, per x=2 essa
armonica che diverge.
Dunque è I=
di convergenza
[-2,2)
]
I
della
Xn
[Essendo
log(n+l)
(n+l)2n+l
log n
2
n
n+l
log(n+l)
logn
dal teorema di D'Alembert segue che il raggio di convergenza della
rie data vale r = 2. Pertanto la serie converge per
essa si riduce alla serie alternata
I x I < 2.
sePer
x = - 2
log n .
n
che converge,
mentre per x = 2 essa si riduce alla
serie
E log n
n=l
che diverge
1.66
in quanto maggiorante
Calcolare,
il raggio
"'E
r=l se
la:l
a;
della
serie
per ogni valore
del
di convergenza
della
a(a-1)
I=
0,1,2,3,
è definitivamente
...
(a-n)
armonica]
parametro
reale a,
serie di potenze
,xn
n!
n=l
[Essendo
11
Ia -n-1 I , per ,il teorema di D'Alembert
n+l
si
ha
•.• Altrimenti
il termine generico della serie data
nullo e perciò essa ha raggio di convergenza r=+ 00 ]
53
1.67
Studiare
la convergenza
2n
CD
(a)
E
X
delleCO
n
(b)
X
I
n
= 2 ~ /
[(a)
Essendo an+l/an
bert
il raggio di convergenza è r = 1/2. Per x = - 1/2 si ottiene
serie
alternata
lim
n -+CD
convergente,
a +Ifa
n
n
=
I, parte
1/9. Perciò
/n+4
finitesimo
seconda).
(b) Si verifica
il raggio di convergenza
(D
E
n=l
(D
(c)
E
n=O
il raggio di convergenza
seguenti
serie di potenze
Sn xn
zn
n=O
CO
n
(d)
X
l:
n=l
X
E
E
n
(D
n=l
[ (a) r
= 2;
diverge
(ved.
facilmente
che
valer=
9. la s2
generale
non è in
( b) r
Determinare
scuna delle
= + co;
( c) r = l;
( d) r
T
di ciascu-
n1
(D
(b)
.(n+l)n
n!
CO
(e)
suo termine
.una
]
Calcolare
na delle
(a)
, per il teorema di D'Alem -
mentre per x = 1/2 la serie
rie non converge per x = ± 9, perchè il
1.69
di potenze
n=l
n=O
es. 6.21 del vol.
1.68
serie
(n+l)!
X
n
n
n+l
n 3 +n?. xn
(1 +n) s
5;
( e ) r= 5; ( f) r= 1 ]
l'intervallo
di convergenza
seguenti
serie
di potenze
di
cia-
54
(a)
(c)
~ n(x:3r
n=l
2
"'
E
(x+t.Jn
a,
~
n=l
lD.
(-5,
(e)
[-5~ -i] ;
Serie
-1);
di
n
zn ✓ n+l
m
E nn(x+?)n
(d)
n=l
a,
(x+3)n
2~3
[(a)
(x+4)
E
n=O
n2
n=l
(e)
m
(b)
(f)
(b)
(f)
[-6,
-2);
[ -10,
(e)
-8]
(x+9) n-1
E
n=2
(n-1)
[ -3, -1);
(d)
2
{-7
} ;
]
Ta.ylo:r
Sia f(x) una funzione
ogni ordine nell'intervallo
serie dì funzioni
reale dotata
di derivate
(a,b) e sia x~e(a,b).
di
La
m
(1)
r
n=O
prende il nome di serie di Taylor
nì z iale Xo.
Se la serie
(1) è convergente
cioè se risulta,
Vx:e(a,b):
f(x)
di f (x),
in
di punto
(a, b) verso
i-
f(x),
E
n=O
allora
si dice che f (x) è sviluppabile
in serie
di Taylor
di punto iniziale
x 0 , nell'intervallo
(a,b).
Dalla definizione
del resto n-simo Rn (x)
della
formula di Taylor
55
n
f(x)-
E
k=".l
si ricava
che:
f(x) sia
in (a,b)
sviluppabile
è che
(2)
condizione
necessaria
e sufficiente
affinchè
in serie di Taylor di punto iniziale
x0,
lim
Vxe (a, b).
n ➔ m·
Da tale
condizione,
grange per il resto
ricordando
Rn (x):
l'espressione
di
La-
la
con
(3)
(con~
opportuno
valore
seguente
stima del resto
Mn+l
(4)
(n+l)!
nell'ipotesi
si
deduce
Mn+l
il
compreso
Ix-xo I
= sup { I én+l)
fra
x 0 e x)e
n+l
(x)
I :xe (a, b) }< "",
seguente
TEOREMA 1. Se f(x) è dotata di derivate
b) ed esistono
M,L ~ O tali che
di ogni
ordine
in
(a,
Vxe (a, b)
(in particolare
se le derivate
di f sono equilimitate
in (a,b)J
allora, lz'x 0 e (a,b),
f(x)
è sviluppabile
in serie di Taylor
di
punto iniziale
x 0 nell'intervallo
(a,b) e si ha:
56
[L (b- a) J n+l
(5)
IRn(x)I
Le stime
zioni al
del resto
(4) e (5) hanno notevoli
calcolo
numerico dei valori
delle
Utile
<
è inoltre
M,
(n+l)!
il
Vxe(a,b).
applica
funzioni.
-
seguente
TEOREMA 2. Sia f(x)
dotata
di derivate
b) e sia x 0 e(•,b).
Se risulta
di ogni
ordine
in
(a,
a,
f'(x)=I
Vxé(a,b),
n=l
cioè,
se la serie derivata
della
somma f', allora
f è sviluppabile
niziale
x 0 nell'intervallo
(a,b).
Nel caso
serie
x
0
la serie
(1)
di f (x) .
= O,
di Mac Laurin
Sussiste
serie di Taylor di
in serie di Taylor
infine
il
prende
anche
f ha_ per
di punto i
il
nome di
seguente
TEOREMA 3 Se f(x)
è sviluppabile
in serie di Taylor di punto
iniziale
x 0 nell'intervallo
I =(x 0 -r,
x 0 +r) e se g:X ➔ I
è una funzione
definita
nell'insieme
X e R tale
che g(X) è chi!:!_
so, allora
si ha, uniformemente.in
X
a,
1. 70
Sia
f(x)
= E
n=O
per
lxl<
r
e sia
g(x)
t=rnin
{r,s},
verifi-
per
lxi<
a,
E bnxn per
n=O
care che
lxl< s.
Posto
a,
f(x)+g(x)=
E
n=O
t.
57
[ Basta oss:irvare
che per ogni k E N
n=O
1.71
Calcolare
i primi quattro
coefficienti
della
rie di Taylor
di punto iniziale
x 0 =l di
f(x)
= 1/(l+x 2 ).
[a 0 =f(l)=
1/2;
1.72
[Si
la
= cos
ha f(n)(x)
Pertanto
rie
3
= 24(x-x
Scrivere
f(x)
f'(x)
=- Ìx/(l+x
= (6x 2 -2)/(l+x
sendo f"(x)
f'"(x)
essendo
2
)/(l+x
)
2
4
)
3
,
)
2
,
, si ha a 3 = f
(3)
di Mac Laurin
hx =(ex+
e-x)/2.
=
1
se n è pari,
di cos hx è perciò
= 1/4;
(1)/31
serie
è f(n)(O)
si ha a 1 =f'(l)=-l/2;
si ha a 2 = f"(l)/2!
= cos hx se n è pari,
di Mac Laurin
2
s~
=
= O
es-
essendo
]
della
funzione
f(n)(x)
= sen hx se n è
dispari
f(n)(O)
= O se
l+(x
2
n è dispari.
/2 ! ) + (x 4 /4 ! )
.
La sg_
+ ...
+
+ [x 2n/(2n) ! ] + ... ]
1.73
Scrivere
la
serie
f"(x)=2
=(-l)n2ne-zx.
... + (-l)n
1.74
di Mac Laurin
2 e- 2\
Ne sego1e che la serie
2n
n!
Scrivere
f(x)=(l+x)a
f(J)(x)=-2
cercata
della
3
e-Zx
funzione
;
•..
r(n) (x)
23
I
x2
- -
z2
è l-2x+ 2!
x3
3!
xn + .•• ]
la
serie
di Mac Laurin
per x > - 1,
aeR.
della
funzione
+ ..
58
[si
ha f' (x)
.
a(a-1)·
=
;
... ·(a-n+1)(1+x)
. . . . ( a -n+1),
e la serie
a,
Scrivere
f"(x)=
a (a. -l)(l+x)
a~
W
cercata
.Perciòf
a-2
(O)=
... f
(n)
=
(x)
a(a-1)·
....
é
a (a -1) ... (a -n+l)
1 + E
1.75
a-1
= a (l+x)
n
J
X
n=1
n!
la serie
di Mac Laurin
della
y" = x/ / (1-x 2 ) 3
= xy'/(i-'l<
funzione
y = arcsenx.
= 1/ ✓ 1-x 2
[ Si ha y'
,
2
),
da
...
cui
(6)
(1 -
Dalla
(6) si deduce
colo delle
n-sima
una formula
per ricorrenza
successive
di y=arcsen
del primo membro della
2
(1-x
derivate
2 )y 11 - xy 1 = 0.
X
)y
da cui,
(n-12)
- 2nxy
(n+l)
assai
utile
x. Calcolando
per il
la
cal-
derivata
(6) si ha
- n(n-l)y
(n)
-xy
(n+l)
-ny
(n)
= O
semplificando
ed ancora
y
(n+2)
[ (2n+l)xy
Poneindo x = o si ha y
(n+2)
(n+l)
+ n2 y
(O) = n 2 y
(n)
(n)
2
]/(1-x
(O),
)
da cui,
essendo
y
(O)
(O)
= y(O) = O segue
'Y
(2k)
(O)=O;
Se ora indichiamo,
rali
non maggiori
y
(2k+l)
.
(0)=1 2 ·3 2 ·5
2
...
(2k-1)
VmE N, con m! ! il prodotto
di m ed aventi
la stessa
2
•
di tutti
parità
i nwneri natu-
di m (ad esempio 6!!=
59
2·4·6;
7!! = 1·3·5·7),
y
(2k+l)
lx 3
1·3
x+ - - +·-
1.76
(O)
a
x5
2 ·4
5
CD
n=O
x3
2
1.77
Verificare
serie
di
-
..•
3
che
Taylor
X
+ (-1)
(n)
(x)
n-1 xn
-
n
J
2n+l
di Mac Laurin
[Si verifica per· induzione chef
la serie cercata è
+ -
2n+l
(2n-l)!!
(2n)! !
+ ..•
Scrivere
la serie
f(x) = log (l+x).
X
segue
] 2
(2k.-l) ! !
[
relazioni
di Mac Laurin di y = arcsenx .è
Perciò la serie
2 3
dalle precedenti
(-1)
della
n-1
funzione
(n-1)!/(l+x)
n
e perciò
+ ... J
sussistono
i seguenti
sviÌuppi
:in
XER
(b)
1 /x = 1-(x-l)+(x-1)
2
+(-1)
- •••
n+l
n-1
(x-1)
+...
(c)
logx=(x-1)-
+ ( - l) n+l
+
xe(0,2)
Cx-12 2 + (x-12
3
2
(x-l)n
n
+ ...
3
- ...
+
xE(O,
2)
[(a) Le derivate di f(x)
ex essendo equilimitate
in ogni intervallo]i
mitato di R, basta applicare il teorema 1. (b) Per x E(0,2) si ha 1 -x e (-1,1), perciò la serie geometrica di primo termine 1 e ragione 1-x
è convergente
e si ha
60
1
X
__ l_
2
1 + (1-x)+(l-x)
1-(1-x)
+ •.• +(1-x)
n-1
+ ....
(c) La serie derivata della serie a secondo membro di (c),_coincide con
quella considerata in (b) che converge verso D logx = 1/x. Si può perciò applicare il teorema 2 ]
1. 78 Verificare
serie
di
X
che
sussistono
Mac Laurin.
(a)
e-
(b)
senx
(c)
cosx=l-
(<l)
arctgx=x-
(e)
senhx
(f)
coshx=l+
=1-x+
seguenti
X2
xn
2!
n!
3
X
x- -+
3!
x2
+
2!
2!
X
. (x e R)
2n
+
!
(Zn)
X
---+
.+(-l)n
3
x2
X
~----+
(x eR)
2n+l
x3
+
in
(xeR)
(Zn+ 1) !
n
.. +(-1)·
+
sviluppi
2n+l
n
.. .+(-1)
-+
X
i
x3
3!
+ ...
+ .. +
+
X
(xe[-1,1])
2n+l
X
2n+l
(Zn+l)
!
+ ...
(xeR)
2n
(2n) !
+ ...
(xeR)
[(a) Segue dall'esercizio
pr.ecedente.(b) Le derivate di f(x) = senx essendo equi.limitate in R, basta invocare il teorema 1. (c) Le derivat"\di
f(x) = cosx essendo equilimitate
in R, basta invocare il teorema 1. (d)
La serie derivata
della ·serie a secondo membro è 1-x 2+... +(-1f""1 x2 (n-l) +
...
cioè è la serie geometrica di primo termine 1 e di ragione -x 2 ,che
nell'intervallo
(-1,1) ha per sorrana1/(x 2 +1); allora,
invocando il te.Q
rema (2) si ha lo sviluppo indicato per x E (-1,1).Che lo sviluppo su~
sista anche per x = ± 1 segue dal teorema di Abel. (e) Essendo senhx =
= (P.x - e-x)/2,
si può invocare il risultato
dell'eserci1.io
1.70 e gli
61
sviluppi
ti
(a)
del presente
esercizio
..;eme in (e) l'uguaglianza
1. 79 Verificare
ti
sviluppi
(a)
log
(l+x)
( - l)
L
a,
[(a)
i
seguen-
geometrica
di pri-
n
X
2n
X
a,
L
X
2n
n=O
YR=
2n+l
CD
(d)
(f) Si sfru!
n=O
1
l-x 2
(c)
(-1)"
L
n+l
n
n=l
1
l+x~
_precedente.
per xe(-1,1)
sussistono
serie
di Mac Laurin
che
in
a,
(b)
e di quello
coshx = (ex + e-x)/2]
log
X
E
X
2n+l
n=O
Ved. la (e) dell'esercizio
1.77.
(b) E'
la serie
1 e ragione -x 2 • (c) E' _la serie
geometrica
di primo temine 1 e ragione x 2 . (d) La sede derivata
deìla serie a secondo membro
mo termine
di (d) coincide
con quella
-x 2 ) = D log /(l+x)/(1-x).
può. procedere
log
1.80
anche
/(i+x)/(1-_x)
(a)
stessa·,
zicne
lo sviluppo
nella
val.
parte
zie precedente
altra
Pre~isamente,
via.
log (1-x)
il
verso
teorema
1/(1
-
2.
Si
osservando
che
] /2 ed allora
quale si cambi x in -x,
la
relazione
2 = 1-
2+ 3
la serie
I,
applicare
si ottiene
dalla
(a)
e
per sottra
-
desider<1,to ]
Dimostrare
[Poichè
in (c) che converge
Si può perciò
[log(l+x)-
dalla
log
per
c~nsiderata
1
1
1
4 + ..
a secondo membro converge
seconda),
il
possiamo applicare
teorema di Abel.
Pertanto
+ ...
n
(ved.
l'esercizio
alla
serie
6.38
(a) dell'eserci
la (a) sussiste
anche
del
per
62
X
=
1]
1.81 Calcolare
la derivata
sesta f( 6 )(0)
ne f(x) = 1/(l+x 2 ), utilizzando
il
in serie di Mac Laurin.
.
[ Dalla (b) dell'esercizio
·
te dix
6
1.79 segue chef
, è uguale a -1. Pertanto
f
(6)
1.82 Senza effettuare
il calcolo
cessive
della
funzione f(x)
care"che
f( 7 ) (O)= 6!
[ Dalla (a) dell'esercizio
1. 79 segue che
(6)
della funzio
suo sviluppo
(0)/6!,
cioè il coefficien
(O)= - 6! ]
delle
derivate
suc= log (l+x),
verifi
/7)(0)/J!,
cioè il coefficien
te di x 7 , è uguale a 1/7]
1.83 Dare un esempio di funzione
rivabile
in tutto
R, la cui
non converge
in tutto
R.
indefinitamente
deserie di Mac Laurin
[ Ad esempio f(x) = l/(l+x 2 ) la cui serie di Mac Laurin,
l'esercizio
1.79 (b), converge nell'intervallo
[ -1,1]
1.84 Sia f(x)
[a,b]
una funzione
con derivata
(a) Dimostrare
Rn ( X ) =
per
derivabile
X
n+l volte
f(~l)(x)
continua.
induzione
la formula
Jx ( Xn!- t ) n f (n+l) ( t) d t ,
indicata
]
nel-
in
Vxe[a,b],
o
che esprime,
in forma integrale,
formula di Taylor di f di punto
il resto della
iniziale
x 0 e[a,
b].
(b) Dedurre
dalla
rappresentazione
del
resto
in
63
forma integrale
la sua espressione
secondo
Lagrange:
esiste
un punto s nell'intervallo
di estremi x ed x 0 per cui
e
[Ricordiamo che, per definizione,
(a) Per n = O, dalla fonnula fondamentale
niamo
f
del calcolo
integrale
otte
X
f' (t)dt
=
xo
Supponiamo per induzione che per qualche n risulti
(k)
n
f(x) = E
k=O
f
---
(x 0 )
k!
f
x
(x-x )
k
+
o
xo
n
(x-t)
(n+l)
--, - f
(t)dt.
n.
~upponiamo anche che f(x) ammetta derivata(n+2)-esima
[ a,b ] • Integrando per parti otteniamo
f(x)
continua
n
- E
k=O
(x-t)
n+l
n+l
f
___
(n+l)!
(x)....._ (x-x
)
0
n+l +
J
xo
(x-t)
(n+l)l
n+l
f
(n+2)
l
f (n+:l.) (t)dt =
x
(n+l)
in
(t)dt
-
64
che è quanto si voleva diEostrare.
(b) Supponiamo x > x 0 (le differenze
con il caso x < x 0 sono
soltanto
formali).
Indichiamo con m,M rispettivamente
il minimo ed il massimo di
(n+l)
(n+l)
f
(t) nell'intervallo
[x 0 ,x] , certo esistenti essendo f
continua.
Dalle disuguaglianze
spressione
integrale
m ,i f
del resto
(n+l)
.
(t) ,i M, Vt E [x 0 ,x],
Rn(x) ne deduciamo che
n
(x-t)
--n!
(x-~) dt ,i J\i(x) ,i M
n.
L'integrale
1
è calcolabile
(x-t)
n!
n
dt
elementarmente
_ (x-t)
1
n!
e dall'e-
[
n+l
n
dt.
e vale
n+l
t=x = (x-:<o)
]
n+l
(n+l) !
t=x o
Perciò
m .i
M •
Per il teorema dell'esistenza
dei valori
intermedi
applicato
alla
fun -
·
f(n+l). (t ) ( ta l e f unz1onP.
.
.
z1one
asswne tutti . 1. va l ori . compresi . tra 1·1 m1
nimo m ed il massimo M) , esiste
= Rn(x)·(n+l)!/(x-x
e-E [ x ,x J tale
..,
0
che
r)n+l)
n+l
0
)
]
1. 85 Dimostrare
che VaeR la funzione
f(x) = (l+x)
sviluppabile
in serie
di Mac Laurin nell'inter
vallo
(-1,1)
e risulta
(8)
( ..,
e- ) --
(l+x)
a
CD
L
n=O
a
è
-
65
ove ( ~)
= a(a-1)
do membro
della
esercizio
1.74).
...
(a-n+l)/n!"
La serie
(8)
si
serie
chiama
a secon-
binomiale(ved
(n+l)
a-n-1
[Essendo f
(t) = a (a -1) ..• (a -n)(l+t)
( ved.
1.74), il resto J\i(x) della forurula di Mac Laurin é
... (a-'n)
a(a-1)
n!
f
o
x-t n
( ) (l+t)
l+t
1.84 (a)). Essendo, per O<
(ved. l'esercizio
I
X
a-1
l'esercizio
dt
jt j<jx j<1,
jx-t j!
Il+t I < Ix I , si ha
Ia (a -1) ... (a -n)j I In J (l+t) a -1 dt
n!
X
X
o
e perciò Rn(x) ➔ O grazie
1.86
Sviluppare
in
= ✓ l+x 2
f(x)
al risultato
serie
dell'esercizio
di Mac Laurin
[Ponendo nella
serie
al pos:to dix,
si ha per
binomiale (ved. l'esercizio
(9)
1
./2
la
l.85)
]
relazione
= 1 + ~ (-l)n
n=l
funzione
a
1/2
lx I < 1
1 + x 2 /2 - x 4 /8 + x 6 /16 + ...
Dimostrare
la
.
3!
1.87
1.66 ]
1·3· ... ·(2n-1)
2·4· ... · (2n)
X
6'
+ .. •
e
X
2
66
[ Ponendo nella
per
Ix
serie
binomiale (ved. l'esercizio
1.85)
a =-1/2, si ha
I <1
1
1- - X+
2
Poichè la serie
1
-
2
3
- X 2 - ... +(-1)
4
a secondo membro della
n 1·3 •.. (2n-l)
-----X+
2·4 ... 2n
n
...
(9) converge in quanto essa
è
una serie alternata
e la successione
( [ 1·3 • .... · (2~ - 1)]/ [2·4·
· ... ·2n]) è decrescente e infinitesima,
allora possiamo applicare il
teorema di Abel allo sviluppo di 1/ I l+x ]
1.88
Sviluppare
in
serie
lo
la
funzione
(-1,1)
[Lo sviluppo
l'esercizio
(l+x)
-1/2
Sostituendo
1.89
in serie
1.85)
di Mac Laurin
f(x)
di g(x) =(l+x)
-1/2
=
(1-;
nell'interval2 )-
per xE (-1,1)
112
è dato da
(ved .
1
1·3
1·3·5
= 1 - - x +x 2 - -x 3 + ...
2
2·4
-x 2 al posto dix
2·4·6
si ha
Verificare
che lo svlluppo
iri serie
rin in (-1,1)
della funzione
f(x)
to da (ved. l'esercizio
1.75):
arcsenx=x+
1 x3
-+
2 3
1·3 X 5
-1--+
2·4 5
di Mac Lau arcsenx è da
x7
1·3·5
-+
2 ·-4 · 6 7
[Poichè la serie derivata della serie al secondo membro converge per x E
e (-1,1) verso f'(x),
allora a norma del teorema 2, .si ha lo sviluppo in
dicato]
67
1.90
Sviluppare
in
serie
la
funzione
4
f(x)
dopo averla
zioni
aventi
mo grado.
di Mac Laurin
(1-x)
(1+3x)
rappresentata
a denominatore
'
come somma di
un polinomio
due
di
fra
pri
[Vale la scomposizione
·
f(x)
1
= -
1-x
+ --
3
1+3x
La formula per la sormnadella
CD
1
1-x
validi
X
(-1)
1+3x
n=O
rispettivamente
per
1.91
risulta
Verificare
sèrie
(a)
sen3x=3x-
(b)
cos
·
lS.=12
n+l
3
]x
n
81
x2
2 2 -2!
+
x6
lxi< 113.
per
I x I < 1/3 ]
2
t
l+x
:in
sviluppi
,
n 2n+l
1,-1)
3
(2n+l)
!
2n+l
X
+ .. ·
2n
4 ! - · · · + ( - l) n
xa
3! + 4! + ... +(-1)
e
sviluppi
n n
i seguenti
z x 3 + 80 X 5 - ... +
(e)
(d)
n
sussistono
9
gli
3 X
< 1 e per
jxj
f(x) = I [1+(-1)
n=O
che
n
fornisce
n=O
C0
Pertanto
geometrica
CO
1
n
E
serie
2~n (2n) ! + · ··
n x2n
~ + ...
ex 2
ex 3
exn
=e + ex + 2! + 3! + ... + ~ +
uniformemente
in
ogni
intervallo
limitato
di
R.
68
[ Basta applicare
il teo~ema 3 ]
Sia f(~) una- funzione
sviluppabile
in serie
Taylor di punto iniziale
x 0 nell'intervallo
-r,
x 0 +r).
La ridotta
n-sima
della
serie
di
(x 0 -
di Tay-
lor
n
E
k=O
è un polinomio
di grado
di Taylor
( di Mac Laurin
centro
1.92
x
0
,
della
n che si chiama polinomio
se x 0 = O), di ordine n e
funzio11e f(x).
Rappresentare
graficamente
la funzione
y = sen x
ed i suoi polinomi
di Mac Laurin di ordine 1 e 3.
y
---y
I
= sen x
'-
I
'-,
-1
" ~
'
2
figura
1.7
3
69
[I polinomi
di Mac Laurin di y = seruc di ordine
vamente p 1 (x) = x
poi rappresentati
figura
è stata
e p 3 (x)=x-x
i polinomi
eseguita
3
/6 (fig;
di Mac Laurin
con l'ausilio
1 e 3 sono rispetti-
1. 7).
In fig.
fino
all'ordine
1.8
sono
La
19.
di un computer ]
X
P ,5
figura
1.93
P,s
1.8
Per quali
valori
dix
possiamo
sostituire
con x, commettendo
un errore
non maggiore
= 0.0005?
[Essendo
senx
si maggiora
conda).
= x-x
/3! + ...
una serie
alternata,
Ix j /3! (vedi il paragrafo
3
con
Allora
3
risulta
Ix 3 j /3!
.::_ E se
l'errore
6C del vol.
j x 3 j i 0.003,
sen x
ài E=
- x
se-
cioè
lx/.$.
se
3--
i J0.003
1.94
Nel
1706
]
il
matematico
J.
Machin
scoprì
I
]senx
I, parte
un metQ
70
do per calcolare
le prime
TI, basandosi
sull'identità
100 cifre
(10)
arctg
arctg
TI=l6
(1/5)-4
decimali
(1/239)
e sullo sviluppo
in serie di Mac Laurin
cotangente.
Dimostrare
tale identità.
[Per dimostrare
la (10), poniamo
-tg20:)
= 5/12
e
=4 a -
TI /4, dalle
di
per
l'ar
a = arctg (1/5); allora tg2 Ct=2tga/(1tg 4 a = 2tg 2Ct /(1-tg 2 2CX) = 120/119. Posto
~ =
fonnule di addizione
per
la
tangente
si
ricava
tg ~ = (tg4CX-l)/(l+tg4Ct)
= 1/239. Essendo O< ~ < TI /2, si ha
= arctg (1/239) = 4 a - TI /4 e cioè la (10). Nel 1973 J°. Guilloud
M. Bouyer arrivarono
sull'analoga
a calcolare
(1/18)+
Nel 1983 sono state
32 arctg
calcolate
metodo un pò diverso.
fornisce
(1/57)-20
oltre·16
L'uso della
pia vantaggioso
arctg
(1/239).
milioni
di cifre
(10) per il calcolo
di quello dell'identità
TI,
basandosi
TI
di
TI,
con un
approssimato
di
= 4 arctg
che
1,
l'espressione
1
1
1
3
5
7
TI= 4 (1- - + - - ..; + ... + (-1)
1.1ltima serie
serie
di
e
identità:
TI·=48 arctg
TI e assai
un milione di cifre
~ =
n
1
-+ ... ) , in quanto
2n+l
converge
"lentamente".
Applicando i noti
(ved.
il paragrafo
6C del vol.
alternate
risultati
1 1 parte
questa
sulle
seconda) si de-
duce la disuguaglianza
4
4
ITI - (4- -43 + -45 - -47 + ... +(-1) n+l 2n-l
) I< 2n+l
Per n = 500, questa
stima implica che l'er.ore
mando TI con la somma dei priJr.i 500 termini
di 4/1001 < 0.004 < 0.005.
(10) fornisce
4
lo sviluppo
l'espressione
· 16
TI = 5 (l239
Invece,
che si commette approssi
della
1
1
l
... ) 3·25 + 5·25 2 - 7 · 25 3 +
(1 -
__ l__ +
1
5·57121 2
3 · 57121
- .... )
se.ie-(11)
di arctgx
e min~re
applicato
alla
~1
I -'-
Si noti che, ad esempio,
16
1
1
4
(l - 3·25 + 5·25 2 )
5
e cioè,
prendendo
di
-
239 = 3 · 1415 ···
la somma di tre
primo termine della
esatte
risulta
seconda,
termini
della
si ottengono
TI. La convergenza
e solo
il
cifre
decimali
in questo caso è molto veloce.
Consideran
do un numero maggiore di addendi si trovano
cifre
prima serie
gia quattro
ad esempio le prime trenta
decimali:
TI = 3.141592653589793238462643383279 ....
]
Negli
esercizi
che seguono
vogliamo
mostrare
CQ
me si possa
ricorrere
all'integrazione
per serie,~
lo scopo di calcolare
gli integrali
definiti
di
funzioni
non integrabili
elementarmente.
1.95
Calcolare
l
l'integrale
1
e
x2
dx.
o
[Lo sviluppo ex= l+x+(x 2 /2!)+ .•. +(xn/n!)
in ogni intervallo
limitato
+ ...
sussiste
uriiformemente
x 2 al posto
di R. Sostituendovi
di
.x
si
ha
ci;:,
x2n
per x e [0,1].
uniformemente
Perciò
si ha
CD
CD
dx=
E
1
E
dx
n=O (2n+l)n!
n=O
1
1.96
Calcolare
l'integrale
feriore
a 0.001.
[sostituendo
-x 2 al posto dix
ha
f• o e
nello
-x
2
sviluppo
J
dx con
errore
di Mac Laurin
di ex
in-
si
72
uniformemente per x E [ O,1 ] . Perciò si ha
e-x
Jo
J x dx+
Jl
o
o
1
z
l
2
dx=
x4
-
2i
dx
-r
o
x6
-+
3!
...
[ X] : _ [X/] : + [ :: ] : _
1 -.Ò/3)+(1/10)-(l/42)+(1/216)-(1/1320)+
•.•
All'ultimo
membro abbiamo una serie alternata
e perciò (ved. il paragr~
fo 6C del vol. I, parte seconda) l'errore
si maggiora con il valore assoluto del primo termine trascurato.
Per avere un errore inferiore
a
0.001 dovremo sommare fino al termine 1/216 incluso. Perciò, a meno di
0.001 si ha
1
2
J e-x dx _
1 - (1/3)
+ (1/10) - (1/42) + (1/216)
=O. 747 J
o
1.97
Calcolare,
con sei
lore dell'integrale
1
Jo
[si
ha
sen x
sen x
X
co
senx x
L (-1)
n=O
n
x
2n+l
decimali
esatte,
/(2n+l)!
va-
per x ER e perciò
2n
x2 x 4 x6
n X
---+
+ - - - + ••. +(-1)
3!
5!
7!
(Zn+l) !
dalla serie
il
dx.
l - -
uniformemente nell'intervallo
è maggiorata
cifre
(0,1).
Infatti
...
la serie
a secondo
membro
numerica di termine generale
1/(Zn+l)!
nell'i!!.
tervallo (0,1). quest'ultima
converge, come si verifica facilmente
diante il criterio
del rapporto. Integrando per serie si ha perciò
me-
73
1
f
1
X
o
x2
X~
3!
5!
r (1- -+J
sen x
--dx=
o
X6
- -+
.•. ) dx
7!
1
1
1
1
3·3!
5·5!
7·7!
9·9~
1---+-----+--
-
Per un teorema sulle serie alternate (ved. il paragrafo 6C del vol. I.,
parte seconda) l'errore
che si coJIDllettearrestando
lo sviluppo si mag giora con il valore assoluto del primo termine trascurato.
SoJIDllando,per
ciò, solo i primi quattro termini, l'errore
sarà minore di 1/9·9!
Il valore approssimato richiesto
= 0.0000003.
1.98
1
1 - -3·3!
+ --
Calcolare
per
serie
f
log~l+x)
dx
(a)
1
5·5!
- --
1
7·7!
gli
= O. 946083 ]
integrali
1
f
1
(b)
o
o
CD
[ (a)
è dunque
E (-1)
n-1
/n 2 ;
{b) Integrando per parti
log x
x+l
si è ricondotti
n=l
tegrale
1.99
in (a) ]
Calcolare
peT serie
fx sen(t
(a)
2
gli
integrali
)dt
(b)
CD
E (-1)
n=0
00
(b)
t
n=0
(-1)
f
o
o
[{a)
(xeR):
n
n
4n+3
x
/[(2n+1)1(4n+3)];
x
4n+l
/ [ (2n)!(4n+l)]
J
cos(t
2
)dt
dx
all'in
Riepilogo
sviluppi
di
e
2,
senx
x3
x- 31
3,
cosx"'
1-
4,
(b+x) a"' ba
5,
a
6.
arcsenx
7,
notevoli
n
x2
l+x+ 2!
X
1.
in serie
X
+,, ,+ - +,,,
n!
x4
+ 4!
21
2n+l
n
+ .. ,+ (-1)
x2.
(xe R)
X
---+,.,
(2n+l) !
x
n
-, , ,+(-1)
(xE R)
2n
(x e R)
+.,,
(2n)I
a(a-1),,,(a-n+1)
+ a ba -l x + ... +
n!
X
arctgx
(x loga) 2
(x loga,n
2!
n! ·
l+ x lega+-----+.,,+-'--..;;;;....;._+.,,
l 'X 3
1·3•x
+---+
2·4·5
= x + --
2·3
5
2•4•6•7
,, ·(2n-l)x
+ 2·4·6·,,,
·2n(2n+l)
X3
x'
X -
3
XS
+-
5
9. coshx
1 + - + - +,' ,+ -2!
4!
(2n)!
X
E R)
7
+ ....
( I I < 1)
2n+l
n X
2n+l +
< lx !.s.1>
X
2n+l
x3
X+ - +.,,+
3!
x2
(x
+.''
+, '.+ (-l)
7
a. -n ·x n + .. ,
2n+l
1•3·5·.
8, senhx
10, sett
1·3·5·x
b
X
--(2n+l)I
2n
4
x3
sen hx = x- -+
2·3
(x E R)
+ •.•
X
1 · 3x
--
2'4'5
(x E R)
+, ..
5
-
l '3 · 5x
2·4·6·7
7
+ ...
75
+(-1)
X
11. sett
tghx = x + 3
X2
12. log ( l+x)
x-
2
n
1·3·5·
... ·(2n-l)x
2n+l
( Ix I::. 1)
2·4·6·- ..• ·2n(2n+l)
3
X
2nf-1
5
X
+ -+
5
.•. + -2n+l
X3
+-
-
3
+(-1)
( I I < 1)
+ •..
n+l
X
xn
n
+ ...
(-1<
1+x
x3
X 5
X Zn+l
13. log = 2 (x + + + ... + -+ .•. )
1-x
3
5
. 2n+l
14, log
X
2
x-1
1
x-1 3
1
x-1 2n+l
+ - ( -)
+ ... + ( -)
+ ••.
[ x+l
3
x+l
2n+l
x+l ·
xs
x9
15. sen hx + senx = 2 (x + - + 51
9!
X4
16,
COS
hx + COS
X
2 ( 1+ -
41
( I I < 1)
X
]
(x > O)
+ ... )
(x E R)
+. , , )
(xER)
X B
+, -
81
X.i 1)
Capitolo
SPAZI
- • •
METRICI
Spa.zi
2
SPAZI
E
metrici
Sia X un insieme
ed:
Xx
~."::. Si dice
che d è una distanza
:',ì,o verificate
le condizioni:
-J
NORMATI
d(x,y)
O
se
e solo
::.ijd.(x,y)
d(y,x)
~1iJd(x,y)~
d(x,z)+d(z,y)
( disug11aglianza
per
X ➔ [0,+ 00 )
o metrica
y
sex=
ogni
una funziosu X,
se
x,yeX
per
ogni
x,y,zeX.
triangolare)
Se d è una
spazio metrico,
~o non vi sarà
Per
intorno
ogni
sferico
distanza
su X si dice
che (X,d)
è uno
o anche che X è uno spazio
metrico,
quan_
possibilità
di equivoco.
r > O,
x 0 eX, si' chiama
cerchip
aperto
(o
o sfera aperta ) di centro
x 0 e raggio
r,
_;_'insieme
si
chiama
cerchio
chiuso
di
centro
x 0 e raggio
r
l 'in
-
77
sieme
un ce.r_
Un insieme A'=._Xsi dice aperto,
se VxeA esiste
C e X
chio aperto
B(x,r)
contenuto
in A. Un "insieme
si dice chiuso,.
se X-C è aperto.
Se xeX, I '=._X, si dice che I è un intorno
di x, se
esiste
un cerchio
Sia
per
ogni
L'insieme
intorno
di Y si
La chiusura
contenuto
xeX di dice
I dix,
(eventualmente
cumulazione
solo
B(x,r)
Y e X. Un punto
per Y se,
definito
aperto
di
si
vuoto)
(x 1 , ••.
se e solo
,xn),
·accumulazione
ha I n(y-{:x})f0.
~ei
punti
di ac-
Y e X è l'insieme
da Y = Y U D(Y). Un insieme
Sex=
I.
con D(Y).
indi~a
dell'insieme
se C = C, cioè
in
Y e X
C è chiuso
se e
se C ~ D(C).
y ·= (y 1 , •••
,yn)
sono
punti
dl . R" ,posto
n·.
la coppia
(R
si
spazio
chiama
,dn)
uno spazio
euclideo
metrico
a n dimensioni
(ved.es.2.3)
e che
che
indicher~
con R".
mo semplicemente
Per n = 1
è
la
d1(x,y)
si riduce
(1)
=
lx-yl
a
(x,yéR)
Se (X,d) è uno spazio metrico
e Y è un sottoin
sieme di X, allora,
la restrizione
della
funzione
a Y x Y è una metrica
su Y, che si chiama metrica
d
in-
78
da d su Y .
Un- sottoinsieme
Y dello
spazio metrico
(X,d)
si
dice limitato,
se esiste
un cerchio
(chiuso)
C che col!_
tiene Y, ovvero se esister>
O tale che d(x,y)_ ~ r,
per ogni x,yeY.
dotta
Sia
2.1
X un insieme
e sia,
{:
d(x,y)=
2.2
per
x,yeX
se
X
sex
=
y
'f y
Verificare
quale ogni
che (X,d) è uno spazi9
metrico
insieme
è aperto
e chiuso.
Siano
a=
(a 1 , •••
Rn.
Verificare
e .b = (b 1 , •••
,an)
che
sussiste
,bn)
nel
punti
la disuguaglianza
di
di
Cauchy-Schwarz
I
[si
n
E a. b. , <
1
i:l
l
per ogni t
ha,
r L
'- i=l
-
e R
n
n
( L b~1 )t 2 + 2 ( L a.b.)t
1 1
i=l
i:l
:
Si noti
tutti
che
nulli
at
a ,y
at
+ 2 ~t + y .
~ O;
ed in tal
mer,te verificata.
do in t:
2
2
+
inoltre
caso
Supponiamo
+2 ~ t +y
se
a = O ( ed analogamente
la disuguaglianza
quindi
a
> O; il polinomio
e non negativo
y) i bi sono
di Cauchy-Schwarz
e ovvia-
di secondo gr~
per ogni t E R. Quindi
l 'e -
79
quazione di secondo grado ad esso associata non ha due radici reali{al
trimenti il polinomio sarebbe negativo all'interno
dell'intervallo
del
2
le radici).
Ciò equivale a dire che ti/4·= 13
- ay
..'.:_o, cioè l32 i_Cly
che, ricordando il significato
dei simboli a, 13,y, corrisponde
alla
tesi]
2.3
Tenendo rresente
l'esercizio
precedente,dimostr~
re che la funzione
dn definita
dalla
(1)
-è
metrica
(dett~
metrica euclidea)
.
[ La (i)
e la (ii)
valgono banalmente. Dimostriamo che dn(x,y)i
+ dn(z 1y) con x=(x 1 , ••• ,xn), y = (y 1 , ••• ,yn),
che si ha
bi
e
n
E (ai+bi)
i=l
2
o, ciò che è lo stesso,
n
n
E a.b.
<( ~
1 1
i=l
-
relazione
vera,
·
i=l
1/2
n
[(Ea?)
i=l
i
a~)
1
grazie
1
zi - yi
)1/2
n
+(Eb?
i=l
1
dn{x,z) +
z = (z 1 , ... ,zn),
basta dimostrare
una_
cioe'
che
] 2
che
1/2
n
1/2
( E b.1 2 )
i=l
all'es.
precedente]
y
Verificare
che
d'
ed"
sono
metriche
in
R 2 • Rap-
80
presentare
siano
il
relativo
graficamente
in un riferimento
carte
cerchio
di centro
O= (0,0)
e raggio
1
ai tre spazi
metrici
(R 2 ,d 2 ),
(R 2 ,d' ) ,
(ove d 2 è la metrica
euclidea).
(R 2 ,d")
[Ved.
fig.
2.1
ove sono rappresentati
figura
di centro
O e raggio
la metrica
d')
2.5 Verificare
le
2.1
1, rispettivamente
e Cd" (nella
metrica
che
la
tra
i cerchi
Cd (nella
2
d"} ]
metrica
metrica
euclidea
d 2 ) _cd, (nel-
dn in Rn e
metriche
sussistono
n
d'n (x, y)
= E
d~' (x, y)
= max { Ix i - Yi I
le
i=l
relazioni
i=l,
...
,n}
81
che sì
esprimono
triche
anche
dicendo.
che esse
sono me -
equivalenti.
[ Basta osservare
che,
se al'a
2
, •••
,an sono numeri reali
non negativi,si
ha
... + an2
/ai+
la seconda
n
i ( L ai)
n
i
L a 1. i n max {a 1 1 ••• ,an }
i=l
disuguaglianza
essendo equivalente
2
,rerifìca]
1
di semplice
all'altra:
a i + ... +a~
i
Rn
Se
i=l
(X (k) ) una successione
di punti
(k)
(k)
( (k)
Sé X
verificare
Xl
I '•
'> Xn ) I
2. 6 Sia
...
2.7
che per
si ha dn(x(k) ,x)
o per
(k)
xi
xi (per k➔ co) per
= (Xl, . .. , xn),
solo
dì
➔
se risulta
➔
k
➔ CD
ogni
=
X
se e
i=l,
,n.
LDall'esercizio
precedente
Posto
x,yeR
per
segue ch,e per ogni
che
[ Dimostriamo
che d soddisfa
conto
d è una metrica
alla
(limitata)
disuguaglianza
dell'esercizio
1.58
triangolare
del vol.
si ha.
d(x,y)
,n, si ha
i +
verificare
ER, tenendo
1 1 2 1 •••
lx-xl
lx-yl
d(x,y)
x,y,z
i
Ix-y I
1+ lx-yI
I (x-z)+(z-y)
l+
I
i(x-z)+(z-y) i
su R.
(iii).
I, parte
seconda
Se
,
iì2
Iz-y I
Ix-z I
S. l+ lx-z
2.8
i + l+ lz-yl
Evidentemente,
risulta
zione
]
limitata
Sia
(S,d)
uno
B 2 =B(x 21 r 2 )
yeB 1 nB 2 ,
d(z,y).
d(x,z)+
d(x,y) i 1 per ogni x,y ER e perciò
spazio
due
metrico
cerchi
allora
e siano
aperti.
esister>
d è una fun -
B 1 =B(x 1 ,r 1 )e
Verificare
O tale
che
che,
se
B(y,r)~B
n
1
n B2 •
[ Posto r = min{ r 1 -d(x 1 ,y),
i d(x,y)
d(x,xi)
+ d(y,xi)
r 2 -d(x 2 ,y)
sia xe B(y,r).
< r + d(y,xi)
< ri
par
i=
Allora
1,2. "Ne
si
ha
segue
xEB 1 n B 1 ]
2.9
Verificare
che ogni intervallo
aperto
I di Rn cog
tiene
un cerchio
aperto
concentrico,
e che
ogni
cerchio
apertv
B di Rn contiene
un intervallo
aperto
concentrico.
[ Sia
I
= (c 1 -éi 1 , c 1 -i- o i) x ... x (cn-éin,cn+
n
di R di centro
c = (cl'c
to B il
cerchio
aperto
si ha,
V j = 1, ..• ,n
2 , ...
di centro
éin) un intervallo
o = min {0 1 , ...
,cn) e sia
e e raggio
,on}.
aperto
De!_
éi, se x = (x 1 , ... ,xn) E B ,
e dunque x E I.
Siano c = (c 1 , ••• ,cn) e r il centro
Be
sia
ed il raggio
del cerchio
aperto
83
Sex=
(x 1 , ... ,~n) EI
si ha,
Indichiamo
sioni
con
1a, l'insieme
limitate
2S.= ( xn ) ,
di
(xn)
Y = . ( y n)
d(2S_,y)
I < r/ ✓n ed anche, som -
lxi-ci
< r, cioè xE B] ·
mando membro a membro, dn(x,c)
2.10
Vi,
E
=
di
numeri
tutte
le
succes-
reali.
Posto,
per
.2.a,:
sup
lxn
-
Yn
n
verificare
che
(1a,,d)
[Limitiamoci
a dimostrare
la disuguaglianza
i sup
n
Prendendo l'estremo
2.11
è uno
superiore
lx n -z n
spazio
triangolare.
Verificare
2. 2) .
Siano~=
(xn)
I+sup
lzn -ynl
n
su n del primo membro, si ha l'asserto
Sia X=Lm([O,l]}
l'insieme
delle
limitate
in [0,1] .e poniamo
per
d(u,v)
metrico.
funzioni
]
reali
u,vex
= sup{lu(x)-v(x)l:xe[0,1]}.
che
d è una metrica
su X (ved
•
[La (i) e la (ii) sono ovvie. Per dimostrare la disuguaglianza
la
I
fig.
triango-
84
lare,
siano
u,v,w
E X.
Allora
d(u,v)
= sup {
I (u(x)-w(x))+(w(x)-v(x))
S sup { ju(x)-1-1(x)
: xE [0,1]}
i
I +j w(x) - v(x) I: xE [0,1]}
S
j
S sup { j u(x) - w(x) j : x È [0,1]}
+ sup
{ j w(x)-v(x)
j
+ d(w,v)
]
= d(u,w)
: xE [0,1]}
+
=
y
u(x)
v(x)
o
1
figura
2.12
Sia X=
continue
2.2
C([O,l])
l'insieme
delle
funzioni
su [0,1].
Per u,veX poniamo
1
d(u,
v) =
.
X
Jo ju(x)-v(x)
jdx
reali
85
Verificare
che d è una metrica
su X (la distanza d(u,v)
è rappresentata
dall'area
della
regiQ
ne tratteggiata
in figura
2.3).
y
u ( x)
V ( X)
o
X
1
figura
[La disuguaglianza
triangolare
si
2.3.
ottiene
integrando
su
[0,1]
membro
a membro la relazione
Iu(x)-v(x) I ~ Iu(x)-w(x) i+ lw{x)-v(x) I ,
E; ovvio
che d(u,v)
= d(v,u).
d(u,v)
J:nfin;i,
= O allora
risulta
alla
continuità
di .u,
v,
seconda,
si
che,
se
in base
5.4 del volume I, parte
come nell'esercizio
VxE [0,1]
prova
I = O per ogni xE [0,1]
lu(x)-v(X)
e quin-
di u = v ]
2.13
Dimostrare
che
Y2 limitati
dello
sieme
[Sia
Ci=
l'unione
di
due
sottoinsiemi
spazio
metrico
(X,d)
chiuso
contenente
Y1 ,
è un
in-
1,2.
AllQ
r=max
{r 1,
limitato.
Ci(xi,ri)
ra i 1. cerchio
chiuso
un cerchio
C = C (x 1 ,r)
di centro
Y i'
x1
per
e raggio
i=
86
r 2 }
+ d(x 1 , x:?)
contiene
C 1 U C 2 e perciò
contiene
ovviamente
C 1 ed
inoltre
di
Ca~chy.
Y 1 U Y 2 . Infatti
C
risulta
per· ogni x E e 2 ]
2B.
Condizione
Completezza.
Sia
(X,d)
uno
spazio
sione
di
punti
di
X.
Si dice
che
punto
xeX se,
per
ogni
E>
O, esiste
d(xnx)
< E
n > v,
cioè,
per
ogni
metrico
e sia
xn una
x n converge
veN
se
risulta
succes-
verso
un
tale
che
d(xnx) ➔ O
Sia C un sottoinsieme
di X, allora
si
verifica
che C è chiuso
se e solo se C contiene
il limite
di
ogni successione
convergente
xn con x 0 eC, Vn~N.
Si dice
che
O, esiste
gni
E>
ogni
p, q > v.
x 0 _è una
v
e N
successione
tale
che
di Cauchy
d(xp,
xq)
se,
< E,
per
Q
per
Una successione
convergente
è anche di Cauchy,ma,
in un generico
spazio
metrico,
una successione
di Cauchy non sempre
è convergente
(ved.
l'eserc.
2.15).
Lo spazio
metrico
(X,d)
si dice
completo
se
ogni
successione
di Ca~chy è convergente.,
Poichè
ogni successione
di Cauchy di numeri
reali
è convergente,
lo spazio
euclideo
R è completo
(ved.
l'eserc.
2.20).
Relativamente
agli
spazi
metrici
completi
è impoL
87
tante
il
seguente:
TEOREMA DELLE CONTRAZIONI . - Sia
(X, d) uno spazio
e f una contrazione
su X con costante
L,
metrico
completo
cioè una funzione
su X a valori
definita
d(f(x),
f(y))
ogni
X, yEX, con L numero reale
In tali
ipotesi
esiste
uno ed un solo
(x 0 si
dice
punto
tale
che
< Ld(x,y)
x 0 eX tale
o punto
unito
e minore di
1.
che f(x 0 ) =
positivo
per
= X0
X
in
per
fisso
f(x)).
Rimandiamo
al paragrafo
12C del volume
I
(parte
prima)
per una discussione
e per la dimostrazione
del
teorema
delle
contrazioni
nel caso in cui X sia
un
intervallo
chiuso
di Re d la usuale
distanza
euclidea d(x,y)
= lx-yl.
2.14
Sia f:R➔ R definita
rificare
che:
è una
Imi < 1.
da f(x)
= mx+q,
contra~ione
su R
con
se
m,qER.V~
(a)
f(x)
e
solo
se
(b)
Se m=l la funzione
f(x)
o non ha punti
fissi,
oppure,
se esiste
un punto
fisso
su
R,
esso non è unico_
[ (a) Vale l' fdentità
If(x)-f(y)
Perciò
f(x)
lmI < l;
I=Im(x-y) I
è una contrazione
(b) se
o non ha soluzioni(se
2.15
I m I . I x-y I • '
con costante
m= 1 risulta
L =
vx,yE
Im I se
R.
e
solo
se
x + q. L'equazione
x 0 + q= x 0
q 1 O), oppure ogni x ER è soluzione
(se q=O) ]
f(x)
=
Verificare
che l'insieme
Q dei numeri
munito
della
metrica
usuale
d(x,y)
=
razional~
non
lx-yl
88
è completo.
[La successione
convergente
di numeri
razionali
è di Cauchy (in quanto
xn = (1+1/n)n
in Q, in quanto
in R) ma non è convergente
Q]
xn =e~
lim
n ➔ «>
2.16
Sia
X un
insieme
d(x,y)
Verificare
che
è convergente
nìtìvamente
[Poichè
X
y
1
se
X
'f y.
.successione
verso
x,
e solo
cioè
xn = x, per
[se xn è una successione
di· Cauchy,
ta
xn dì punti
se
lo spazio
precedente
perciò
se
una
che
definì
o
da
X
dì
se
essa
è defi-
se
e solo
se
esiste
ogni
n. >
lim d(xn,x) = O implica
n
< 1/2 per n > V , si ha l'asserto
Verificare
nell'esercizio
completo.
ogni p ,q
2.18
che
metrica
la relazione
che d(xn,x)
2.17
{
=
costante,
\!EN, tale
d la
e sia
metrico
è uno
allora
esiste
> \! • Dunque xn è una successione
\!.
che esiste
V EN
tale,
]
(X,d)
spazio
definito
metrico
\! È N
tale
definitivamente
che
d(xp ,
costante
convergente]
Verificare
lo spazio
che una successione
xn di
metrico
(X,d)
è limitata.
[ Poichè xn è di Cauchy,
esiste
\! EN tale
che d(xp,xq)
Cauchy
.$. 1
nel-
per ogni p ,q>
e
> \I.
Perciò l'insieme
degli elementi
maggiore di V è limitato.
cessione
2.19
aventi
to,
l'asserto
Sia
(X,d)
indice minore o uguale a
segue dall'esercizio
uno
cessione
dì
vergente
verso
te
x0 •
verso
[ Fissato
E
della
spazio
Cauchy
\I
degli
metrico
dotata
e sia
di
sue -
è limite_
xn una
un'estratta
anche
sue
x
nk
-
con
-
xn è convergen-
tale che
p,q
> V
k > V.
per
per k > V
indice
della
essendo finito,
\I,
per.
Allora,
aventi
elementi
2.13]
x 0 • Allora
> O, sia
successione
Poichè l'insieme
risulta
E
in quanto nk L k > \I J
2.20
Dimostrare
meri reali
che una successione
è convergente.
[se xn è di Ca~chy, essa è limitata
di
(ved. l'eserc.
norma del teorema di Bolzano-Weierstrass
(ved.
I, parte prima) essà ammette un'estratca
xn
di
nu-
2.18) ed allora;
a
Cauchy
il paragrafo
convergente.
7H del vol
Dall'eserci-
k
zio 2.19 segue l'asserto]
2.21
Rn, con la metrica
Dimostrare
che
uno
metrico
spazio
completo.
euclidea
dn è
90
sendc
per i=
l, .•• ,n
le successioni
= lim
k➔ CD
xik
x.k
sono di cauchy in Re
(x 1 , ••• ,xn) si ha (ved.
ex=
1
~
dn(xk,x)
per cui
risulta
n
[
i=l
xi=
2.5)
Ixik - xi I ,
verso
x in Rn
J
di R e sia L.(I) lo spazio del
limitate
su I. Posto per u,v e
= sup:
{lu(x)-v(x)!:
verificare
che la successione
verso
ueL(I)
nella
metrica
d,
uniformemente
in I.
2.23
l'eserc.
Posto
L(I)
d(u,v)
[Ved.
convergenti.
➔ O, cioe xk converge
dn(xk,x)
2. 22 Sia I un intervallo
le funzioni
reali
E
percio
il
paragrafo
Verificare
limitate
une L(I)
se e solo
che lo
[0,1],
(*)
d(u,v)
è uno
spazio
[Sia
una successione
spazio
L([0,1])
munito della
delle
distanza
= sup
{lu(x)-v(x)I:
xe[0,1]}
metrico
co~pleto.
di Cauchy in L( [0,1]
); allora
la condizione
di Cauchy uniforme
e, pe_rciò, per il
essa
uniformemente
una funzione
converge
converge
se un ➔ u
lA ]
in
(un)
xeI};
verso
funzioni
(un)
teorema ·2 del
u E L( [O, 1] ) ]
verifica
par.
lA,
91
2.24
Verificare
metrica(*)
lo
spazio
spazic
è uno
pre~ente
l'esercizio
uniforme di funzioni
continue
[Basta
2.25
che
tener
Sia C 1 ([a,b])
con derivata
d'(u,v)
~([0,1])
~etrico
munito
completo.
p~~~~~~~te e ricordare
è con~:...7~: (teorema
lu(x)-,·,,x}j+
sup
sup
[a,b]
xE
(C 1 ([a,b~1
[Che d' sia una metrica,
si prova eone n~ll'esercizio
di Cauchy rispetto
Cauchy in (C0 (
considerata
[
a,b
allora
u e v tali
= u' (x)
r
continue,
Posto
spazio
2.11.
me~ una
Sia
un e u~ sono .entrambe
su C0
metrica
che d(un,u)
per ogni x E [ a,b
un(x) - un(a) =
]
ju'(x)-v'(x)j
è uno
2.24. P0iché C0 ( [a,b]
continue
Dimostriamo che v(x)
ad';
] ) ,d) ove d è l'usuale
nell'esercizio
no due funzioni
d')
limite
lA)
[a,b]
verificare·che
trico
completo.
successione
che il
3 del par.
l'insieme
èelle
funzioni
prima conti~u~
in [a,b].
xE
della
u~(t)
dt
u(a),
applicando
( [
a,b
) è completo,
➔
O e
d(u~,v)
di
]
)
esistQ
➔ O.
] • Essendo
a
u (a)
0
saggio al limite
sotto
cap. 1), comP. è lecito
➔
il segno di integrale
teorema di
il paragrafo
in quanto u~ ➔ v uniformemente,
x
u(x) - u(a) =
f
v(c)dt.
a
Da quest'ultima
(ved.
il
uguaglianza
segue u' = v]
si ha
pas lA de_l
92
2.26
Sìa (X,d) uno spazio
metrico
completo,
e sia YcX.
Dimostrare
che Y, munito
della
metrica
indotta
da
d, è uno spazio
metrico
completo
se e solo se Y
è un sottoinsieme
chiuso
di X.
[se
Y è 'completo
a d, sia Yn una successione
Yn è una successione
vergente
verso
x ex.
converge
verso
un punto
y e y.
in quanto
r.ontiene_
il
so,
vergente.
Viceversa,
Poichè
sia
Poichè
xe[-1,1],
verificare
Dedurne
1],
che
continue
munito
Y con
di cauchy in
Y,
essa
x = yE'f
xn➔ x.
che
e perciò
Y è Cffi!!
successione
con -
di Cauchy.
Poichè Y è chiuso
Y è uno spazio
metrico
➔
lxi
uniformernen
spazio
C 1 ([-1,l])
delle
fun
la
derivata
prima
in
loro
della
metrica
della
sup
{ iu(x)-v(x)
I
e
completo]
= ✓ 1+n 2 x 2 /n,per
un(x)
eh~ un(x)
con
di
xn E Y una success_ione
successione
lo
di punti
sua qualunque
xe X tale
anche x èy . Pertanto
la
zioni
di una
in X e sia
esiste
Considerata
te.
Dunque risulta
limite
Y chiuso
è completo,
(X,d)
xn E y,. allora
2.27
-rispetto
convergenza
[-1
uni
-
forme
d(u,v)=
non
x€[a,b]}
,
è completo.
[Si ha
l
➔
per cui un(x)
di C0 ( [
l'esercizio
-1,1]}
2.26,
Ix I uniformemente.
non è chiuso
rispetto
si ha l'asserto]
Allora
alla
<
n [ / l +n 2 x 2 +n
Ix I] - n
il
C 1 ( [-1,1])
metrica
sottoinsieme
d. Tenendo conto
del
93
2C.
Sp=zi
metrici
comp=tti
Uno spazio metrico
(X,d) si dice compatto
se da o
gni successione
di punti di X se ne può estrarre
una
convergente
verso un punto di X.
Poichè da ogni successione
limitata
di numeri rea
li se ne può estrarre
una convergente,
allora
un so!
toinsieme
chiuso e limitato
Y di R, munito della metrica
indotta
da quella
euclidea,
è uno spazio metri
co compatto:
Sia (X,d) uno spazio metrico
e sia f:X➔~ una fun
zione reale definita
in X.
Si dice che f è continua
in x eX se per ogni E>O
esiste
o>O tale che per ogni xeX con d(x,x
<6, r1sulti
lf(x)-f(x
)I
<
E.
0
Si dice che f è continua in X se f è continua
in
ogni punto x eX.
Si dice che f è uniformemente
continua
in X se, per
ogni E > O esiste
o > O tale
che d(x, y) <o => If(x) 0
0
)
0
- f(y)
I < E.
Sussistono
i seguenti
TEOREMA 1.
so è completo.
Se (X,d)
TEOREIV,A 2 (di
compatto
e f
nimo in X.
,::o
TEOREMA 3 (di
patto
e f : X ➔
tinua.
notevoli
è uno spazio
Weierstrass).
:
X
➔
R
Cantor).
R
Se
è continua,
teoremi.
metrico
compatto,allora
es
(X ,d) è uno spazio
metriallora
:f ha massimo
e mi
Se (X,d) è uno spazio
metrico
è continua,
allora
f è uniformemente
comcon-
Uno spazio metrico
(X,d) risulta
separato
(o di Haus ), cioè
due punti distinti
di X ammettono sempre
aJ,meno due intorni
disgiunti.
Sia (X,d) uno spazio metrico.
Un sottoinsieme
Y
di X si dice compatto
se, munito della
metrica
indotta da d, esso risulta
uno spazio metrico
compatto.
dorff
94
Un sottoinsieme
chiuso
di uno spazio
compatto
è
compatto.
Si dimostra,
infine,
che un sottoinsieme
y dello
spazio euclideo
Rn è compatto
se e solo se Y è chiuso e limitato.
2 .28
Verificare
che,
se (X,d) è uno spazio
metrico
e
f : X ➔ R è una funzione
reale,
allora
f è conti
nua in X se e solo
se x n ➔ x => f (xn ) ➔ f (x) .
2.29
Verificare
che,
se (X,d) è uno spazio
metrico
e
f : X ➔ R è una funzione
reale,
allora_f
è uni formemente
continua
se e solo
se, per ogni
coppia xn , Yn di successioni
di punti
di X tali che
lim
d(xn,Yn)
O, si
=
ha lim
n
[Ved. l'esercizio
2.30
lfCxn)-f(yn)I
=
O.
x 0 eX,
veri
n
9.31 del vol. I, parte prima]
Sia
(X,d) uno
ficare
che la
mente
continua
spazio
metrico.
Fissato
funzione
xeX ➔ d(x,x 0 )
su X.
[Proviamo preliminarmente
è uniforme-
la disuguaglianza
Vx,y EX.
Dalla disuguaglianza
La disuguaglianza
2.31
triangolare
iniziale
deduciamo che
segue _dalla definizione
dalla
proprietà
della- distanza
d(x,y) = d{y,x).
nuità
uniforme la si fà con O=E
di valore assoluto
La verifica
della conti
]
Dimostrare
che uno spazio
è anche
completo
(teorema
metrico
1).
compatto
(X,d)
e
95
[Sia xn una successione
ta da xn convergente
esercizio
2. 19 ]
2.32
di Cauchy. Poichè X è .compatto,esiste
verso un punto di X. L'asserto
un'estra1
segue allora
Dimostrare
no spazio
che un sottoin_sieme
Y compatto
metrico
(X,d) è limitato.
[se Y non fosse
limitato,
ti di Y tali
esisterebbero
che lim d(xn,Yn) = +
due successioni
Poichè
"'.
dallo
di
u-
xn, Yn di pun-
Y è compatto,
da tali
n
successioni
se ne potrebbero
spettivamente
mente,
verso i punti
estrarre
due xnk e Ynk' convergenti
x,y E Y. Essendo,
come si verifica
ri facil
-
Id(x,y)-d(xn k ,Ynk.) I i. d(x,xn k )+ d(y,yn k ),
si avrebbe
2.33
Sia
d(xn ,Yn)
k
k
Y il
da Y;
ta
lim
sottoinsieme
{xe1
:
00
d(x,O)
come nell'eserc.
il che è assurdo
dello
]
che
Y non
[La successione
di punti
di Y
xk = (xkl'
spazio
i 00
definito
ove
d(x,y)
è defini-
e O=
(0,0,0,
... ) .
< 1}
2.10
Verificare
cioè la successione
2.34
= d(x,y),
k
è compatto.
xk2 , •....
) definita
da xki
Oki'
non
in quanto per k f h si ha
ammette estratte
convergenti,
Dimostrare
to rispetto
che lo spazio
C([0,1])
non
alla
convergenza
uniforme.
è compat-
Yb
[La successione
un(x) = xn per x E [ 0,1 ] non ammette
alcuna
convergente uniformemente, in quanto una qualsiasi
estratta
te convergente, converge necessariamente
verso la funzione
u(x) = O per
2.35
x E [ 0,1),
Una famiglia
b]) si dice
per x,ye[a,b]
u(l)
2.36
invocare
I < E
o => ju(x)-u(y)
Dimostrare
che una
tinua
ed equilimitata
[Basta
appartenenti
a C0 ([a,
VE > O, 3:6>0 tale che
funzioni
equicontinua
se
<
puntualmendiscontinua
= 1 ]
Y di
jx-yj
estratta
UE
Y.
famiglia
YcC 0 ([a,bJ}
equiconè compatta
in C 0 ([a,b]).
il teorema di Ascoli-Arzelà]
Sia (X,d) uno spazio
metrico
e sia xn una successione
di
compatto,
sia x 0 e X
punti
di X. Se ogni
estratta
converge
lora
da xn convergente,
➔
xn
x
per ogni k e N. Poichè X è compatto,
k
xn
E > O ed un'estratta
verso x 0 , esisterebbe
che d(x 0 ,xn } ~ E
ha un'estratta
x 0 ,al
x".
[se xn non converges~e
da xn tale
verso
convergente
verso un punto x. Dall'ipotesi,
x
nk
nk
segue
kh
che necessariamente
= x
x
e
cioè x
o
quanto d(x ,xn
o
2.37
Sia (X,d)
formemente
'successione
è una
kh
) ~
E , per
uno spazio
continua.
di
successione
ogni h E N
X
0
in
e sia f:
X➔ R uni
che se xn è una
punti
Cauchy
Il che é assurdo,
J
metrico
Verificare
_Cauchy di
di
➔
nkh
di
di
X, allora
numeri
reali.
f(xn)
97
E> O, esiste
[ Fissato
2D.
o>o tale che d(x,y)
o => I f{x)-f(y) I< E:.
O, esiste \! EN tale che,
< o ed anche I f(xp)-f(xq)
I< E]
Poiché
xn è di Cauchy, in corri!ipondenza
per p,q
> \/ , si ~a d(xp,xq)
Spa.zi
<
di
n.orma.ti
Sia X uno spazio vettoriale.
ogni xeX associa
il numero reale
su X se ha le seguenti
proprietà:
(j)
llxll ..:. O;
(j j )
Il À X Il =
Una funzione
che ad
llxll si chiama
norma
llxll = O se e solo
I À I . IlX Il ,
VxeX
sex=
O
e
( j j j ) Ilx +y Il 2- Ilx Il + Ily Il
Se Il Il
norma su X, si dice che (X, Il Il) è uno
o anche che X è uno spazio
normeto,quag
do non vi sarà possibilità
di equivoco.
Dato uno sp~
zio normato
(X, Il Il),
ponendo
d(x,y)
= lix - yll
si
ha una distanza
su X, per cui ogni spazio
normato
;è
anche metrico.
Se (X,d) è completo,
si dice
che -X è
uno spazio di Banach.
Due norme Il 111 e Il 112 sullo
spazio
vettoriale
X
si dicono
equivalenti
se esistono
due costanti
c 1 , c2 >
>O tali
che
spazio
è una
normato,
c 1 Ilx Il 1 2- Ilx Il2 2- c 2
V xeX.
Ilx Il 1
Per
indicare
che la successione
zio
normato
(X,
per
indicare
che llxn -xll ➔ O, scriveremo
Evidentemente,
se determinano
Il Il) converge
xn di
verso
se due norme sono
le stesse
successioni
il
punti
dello
punto
xeX,cioè
xn ➔ x.
equivalenti,esconvergenti.
sp.§:_
98
Nello
spazio
n
(r
!xl
(1)
prende
il
Se X è uno
verificante
le
prende
2.38
=
il
Sia
l.
norma euclidea.
spazio
normato,
proprietà
= f(x)
f (cxx)
~
X uno
si
funzionale
e siano
che
se
Àn➔ À,
xn+yn ➔ X
1-y,
+ lly-ynl\;
segue
IIÀx-Àxnll=
IÀI
Àn,ÀeR;
xn
ÀXn ➔ Àx,
➔ x,
xn,Yn,
Yn➔y,
al
ÀnX ➔ ÀX.
Il (x+y)-(xn+yn) Il ~
llx-xnll;
reX
su X.
lineare
no=,
R
VaeR
normato
[ Dagli ass:io·mi della
X· ➔
f
Vx·,
VxeX,
spazio
ha:
funzione
f(y)
Dimostrare
lora
una
o:f (x)
nome di
x,yeX.
norma
X~ ) 1/2
i=l
nome di
f(x+y)
la
Rn
!I x-xn!I +
!IÀnx-Àxll=IÀn-ÀI
lix Il]
2.39
Sia
yéX,
X uno spazio
normato.
Dimostrare
risulta
I llx\l - llyll j .s_llx-y\l.
se xn
➔
x,
allora
\lxn/1
➔
segue
Il xli
che, per x
Dedurne
che,
llxll.
I
[ Dalla disuguaglianza
2.40
(jjj)
=
Il (x-y)+yll ~-- llx-yll +Il y\l ;
scambiando x con y si ottiene
la disuguaglianza
Sia C 0 ([a,b])
l'insieme
tinue
nell'intervallo
delle
chiuso
richlesta
funzioni
e limitato
]
reali co~
[a,b]
.
99
Posto,
ueC 0 ([a,b])
per
xe[a,b]}
verificare
che
quale
C0 ([a,b])
[La (jj)
è evidente.
lo spazio
sia
Il llm è una
è uno
norma,
sp~zio
Si veda l'esercizio
di
alla
Banach.
2.11 per
di Banach segue dal teorema
rispetto
la (j) e la (jjj).
2 del paragrafo
Che
1A e dell'e-
ser.2.22]
2.41
Sia X uno spazio
normato
e sia f:
X ➔ R un fun
zionale
lineare
su X. Dimostrare
chef
è continuo se e solo se 3k > O tale
che
(*)
lf(x)I
[ Se vale
la (>'<), allora
jf(xn
➔
.:::_k llxll
- x)I
.:::_ k
per
ìf XEX.
la linearità
llxn - xli,
di f,
per
cui,
si ha
I f(xn)-f(x)
I
se xn ➔ x·, allora
é f(xn) ➔
f(x).
Viceversa
(*).
Allora
sia
f continua
e supponi=
per ogni n EN esiste
L n llxn Il. Posto Yn = x/(n·II
ciò Yn ➔ o. Poiché
il che contrasta
x0 E X-
per assurdo
{o} tale
xn Il), si ha
f è continua,
dovrebbe
che r,on valga
che
it(xn)
IlYn Il= 1/n ➔ O e per
esserP.
f(yn)
➔
la
L
I
-
f(O) = O ,
con la disuguaglianza
v-nEN]
2.42
Sia
aeRn
n
= E aixi
e consideriamo
il
funzionale
ove
a 0)
ex=
a=
i=l
Verificare
che
(a 1 , •••
esso
è un
funzionale
f(x)
(x 11 •••
lineare
,xn)
con
100
tinuo
sullo
spazio
euclideo
Rn.
.
n
[Tenendopresente la definizione (1) della normaeuclidea su R e l'eseE
cizio 2.2 si ha
n
1/2
I f(x) I ~ ( L a f ) Ix I
i=l
Applicandol'esercizio precedente, si ha l'asserto ]
2.43
Per ueC 0 ([a,b]-)
n
V xE R •
poniamo
b
f
I (u)
u(x) dx ;
a
verificare
che
0
nuo.su
C ([a,b])
: a~
I è un funzionale
lineare
conti
munito della
norma llul,=max{lu(x)I
x ~ b}
[Tenendopresente l'esercizio
2.41,
basta osservare che, per il teorema
b
dellamedia, VuEC ([a,b])siha
0
lr(u)I=
lf u(x)dxJ~(b-a)·llull]
a
2.44
Consideriamo
l'insieme
C0 ([a,b])
continue
nell'intervallo
chiuso
Posto per p ~ 1,
U<C 0 ([a,b])
delle
funzioni
e limitato
[a,b].
b
I I
lulp
verificare
che
= (
Ja lu(x) IP dx) l/p
(
Il Il
p
è una
norma.
[Per verificare che llu Il =O=:>· u=O,si tenga presente l'esercizio
p
5.4
del vol. I, parte seconda. La condizione (jj)
zione (jjj)
diviene
è evidente. La condi-
-
101
(f b I-u(x)+v(x) Ip dx) itp i (
ibI- I
p
u(x)
a
dx)
itp
+
a
b
+ (
fI
Ip dx) 1/p
v(x)
a
e prende
il nome di
disuguaglianza
di Minkowski
. Dimostriamola.
Si ha
f
p
b
j u(x)
t v(x)
j
b
dx =
a
f
Iu(x) + v(x) I
p-1
Iu(x)+v(x) Idx .S.
a
fI
b
.S.
u(x) + v(x)
I p-l I u(x) j dx +
u(x) + v(x)
I p-l I v(x) j dx.
a
fI
b
+
a
Dalia
disuguaglianza
seconda,
=
v(x),
di Holder (ved.
l'eserc.
p-1
=
I ~(x) + v(x) I
(1/p)
+ (1/q)
= 1) si déduce
b
Iu(x) + v(x)
con g(x)
f
p-1
j
5,97
del vol.
=
u(x),
oppure
p-1 q
) dx]
~q [
f
e f(x)
I,
parte
f(x)
Iu(x) Idx .S.
a
~
[
f
b(
j u(x)+v(•x) j
a
a
ed anche
f
a
b
Iu(x) + v(x) j
p-1
Iv(x) I dx.$.
b
p
~
ju(x)j dx]P
=
102
Dalle precedenti
disuguaglianze,
osservando che (p-l)q
= p, segue
b
JI
IPdx~
u(x) + v(x)
a
+(JI
b
1 ]
v(x)
IPdx)P
a
Dividendo ambo i membri per il primo fattore
vando.che 1 - (1/q) = 1/p, segue l'asserto]
Z.45 Lo spazio
firiita
G0 ([a,b]),
munito
nell'esercizio
zio
di Banach.
d ere
ceh
la
della
precedente,
Verificare
successione.
~hy in C ([-1:1]),
0
la norma
a secondo membro ed osser-
Il 111 , verso
ciò
uk ()x
per
Con la sostituzione
111
rl
J-1
Il Il
P
non è uno sp~p=l,
facendo v~
ma non converge,
rispetto
una funzione
di C ([-1,1]).
I~(x)
x = - y si ha
- uk{x)
de-
= x l/(2k-l), e d'1 Cau- .
[Per h,k EN, si ha
lll\i-"lc
norma
Idx ~
0
ai-
103
O
l
f I
t;.i(x)- uk(x)
I dx = r It;.i(y)- uk(y) I dy
·o
-1
e perciò
fI
1
11t;.i - uk Il = 2
J It;.i - ~ I dx =2
o
l
("b-1)+(1-~)
I dx 5.
o
Essendo per ogni me N
fI
I dx =
precedenti
disuguaglianze
1
um(x)-1
o
dalle
f[
l
1-//
2m
che
converga ad una funzione
Tenendo
s 7gue
"11:è di Cauchy. Supponiamo ora, per
la successione
norma Il '. 111 .
J dx= -l
o
e perciò
uk
(2m-l)
presente
u e C0
il
(
l
-1,1])
risultato
dente abbiamo
i. 2k +
[
Il "11:-ull1.
assurdo
rispetto
alla
dell'integrale
prece-
,
104
1
➔ +m otteniamo J I u(x)-1 I dx = O; per
Per k
l'ipotesi
di
conti-
veda
l'eser-
O
2.46
u(x) = l
nuità
di u,
risulta
cizio
5.4 del volume I,
parte
x e [0,1]
ogni
seconda).
per ogni x <O.Ciò
si di continuita
[ -1,1
Sia
tt . Ilp
di u(x) in
llull
p ➔ + 00
Posto
per
dire
[se
l'es.
nell'e-
p
5.99 del vol.
I, parte
I : xe [a, b]}
seconàa]
u~C 0 ([0,2])
sup
ju(x)
O <x< 1
!Iuli
con la ipote-
su C0 ([a,b])
che !Iuli - max { ju(x)
[Si tenga presente
vede
Posto
!Iuli = lim
verificare
contrasta
si
JJ
la norma definita
2.44.
(si
Per motivi analoghi
che deve essere u(x) = - l
sercizio
2.47
per
I +
f
2
ju(x)
I dx
1
se Il Il è una norma in C ([0,Z])
0
Il ull = o, allora
sup
{ ju(x)
2
I : O ~ x ~ 1} = O e J ju(x) i dx=O,
l
perciò risulta u(x) = O per x E [0,2] . La condizione
V9rifica.
Per dimostrare la (jjj)
si hsservi che
I u(xj + v(x) I
j u(x) j + sup
O~xil
(ved.
l'eserc.
1.46 del vol.
I, parte
prima) e che
(jj)
I v(x) I
è di
facile
105
J / u(x) + v(x) Idx i f.[ ju(x) I + / v(x) I ] dx]
2
2
1
2.48
1
Si consideri
ta
per
deri
su C0 ([0,1])
ogni
p
anche
la
la
norma
1 nell'esercizio
>
successione
llullp definiSi consi
2.44.
di
C0 ([0,1]):
\fneN.
Vxe[0,1],
(a)
Verificare
che un converge
ne identicamente
to
alla
norma
Verificare
(b)
spetto
nulla
la
funzio~
u=0eC 0 ([0,1])
rispe!
~u111 •
che un non converge
alla
norma
llun - ull 1 =
l Il;
verso
u=O ri
ttull 2 •
1
[(a)
verso
l
xn I dx= /~
J
-
In
n
x dx= --
perciò
n+l
o
o
;-
lim
llun-u111 .=
V
lim
n'+f
n ➔ +co
CD
n
--=
n + 1
O·
,
(b) invece
{ n
e tale
2.49
quantità
si ha:
r dx}
j
l 2n
x
o
n
!
2
= --
2n.Ll
non converge a zero per n ➔ +co]
Generalizzando
l'esercizio
precedente,
re che la successione
u n in C ([0,l])
da
0
un (x)
n
1/q
verifica
definita
106
(con q > 1) converge
per n➔ +m verso
la
u=O rispetto
alla· norma· llullp se e solo
[ Ilu
n
Il
p
=
{I I
l
O
n
= n(l/q)-(1/p)
1/q
x
n
IPdx }1/p = n 1/q {f 1 xnp dx }1/p =
O
{ _l_
p+(l/n)
e tale· quantità.
conve,ge
cioè,
se p < q]
se e solo
funzione
se p < q.
•
} 1/p
verso .zerv se e solo se risulta
(l/q)-(1/p)<O
Capitolo
FUNZIONI
In questo
funzioni
reali
con il simbolo
DI
PIU'
3
VARIABILI
capitolo
prendiamo
in
di n variabili
reali,
considerazione
che
denotiamo
In particolare
consideriam~
n = 2; in tal
caso
diremo
che f -è una funzione
reale
di
,:!ue variabili
reali
e useremo indifferentemente
le notazioni
oppure
naturalmente
denti
sono
f(x,y);
nel primo caso le due variabili
x 1 , x 2 , mentre
nel secondo
caso
indipeg
sono x,y.
Rimandiamo
invece
la trattazione
delle
funzioni
di tre o più variabili
all'ultimo
paragrafo
di
questo capitolo.
Per rappresentare
graficamente
una funzione
di
due variabili
si può procedere
in due modi. Un primo
1.08
metodo consiste
nel rappresentare
i punti
di coordin~
te (x,y,
f(x,y))
in un riferimento
cartesiano
ortogonale di assi
x,y,z,
ottenendo
una superficie
in R3 de!
ta grafico
della
funzione
f(x,y).
Un secondo
metodo consiste
nel disegnare
nel piano x,y le linee di livello
della
funzione
f(x,y),
cioè
il luogo dei punti
di coordinate
(x,y)
tali
che
= z = costante,
f(x,y)
per diversi
valori
della
costante.
Questo
metodo si~
tilizza
usualmente
per rappresentare
una zona geografica
su di una carta
topografica;
in tal caso la
linea di livello
z = O (livello
del mare) rappresenta
Ja
costa,
le linee
di livello
z =costante>
O rappreseg
tana i punti
al di sopra
del livello
del mare ad
altezza
fissata,
mentre
le linee
di livello
z = costante<
O danno una rappresentazione
del fondo del mare.
Di seguito
proponiamo
alcuni
esempi.
z
y
X
figura
3.1
109
3.1 Si consideri
la funzione f(x,y)
= x 2 +y 2 . Verificare che il grafico
di f è un paraboloide
come
in figura
3.1 e che le linee
di livello
di
f si
rappresentano
in un riferimento
cartesiano
ortogonale d~ assi x,y come nelle
figure
3.Z(a)
e
3.Z(b).
y
3
figura
3.2 Disegnare
funzione
[ Il
grafico
3.2
(a)
figura
il grafico
e le linee
di due variabili
f(k,y)
è in figura
sono iperboli
3.3.
Le linee
di livello
se z f. O. Mentre,
equilatere,
tali
3.2
y 2 -x 2 = z
che y 2 - x 2 = O è costituito
ti di coordinate
(x,)I)
te di equazione
y = '± x. Si veda la figura
3.4]
(b)
di livello
= y 2 -x 2 .
se z = O, il
X
della
= costante
luogo dei pun- ,
dalle
due re!;_
110
y
z
y
X
figura
3.3
Disegnare
le coppie
le funzioni
(a)
3.3
figura
approssimativamente
(x,y) per cui f(x,y)
, f(x,y)=y2-x
2
e,
~
3.4
limitatamente
O, il grafico
al
del
(b)
[ (a) Il grafico di f(x,y) in un intorno dell'origine
è disegnato in figura
3.3 "1, limitatamente alle coppie (x,y) per cui f(x,y) ~ o, in figura 3.5;
(b) figura 3.6]
z
z
-----►
y
y
X
figura
3.5
figura
3.6
3.4 Disegnare
approssimativamente
e limitatamente
al
le coppie (x,y) per cui f(x,y)
~ O il
grafico daj,_
la funzione
f(x,y)
= sen x. Deter~inare
inoltre
le linee di livello.
[ La funzione_f(x,y)
tutte
le funzioni
linee di livello
te positiva
dipende esplicitamente
costanti
sono rette
di f(x,y)
rispetto
parallele
è disegnato
dal4t
sola variabile
ad y (e definite
all'asse
in figura
3.7]
x;
Come
per ogni x E R),le
y. Il grafico
della
par_
112
z
- - - - - -
~--"'----y
X
figura
3.5
Disegnare
3.7
il
grafico
della
funzione
f(x,y)=~
2 7x 3 •
il
grafico
della
funzione
f(x,y)=/x
2 +y 2!
[ Figura 3.8]
3.6
Disegnare
/0
I I.
[ Per y = O risulta f(x,O) =
= x
Analogamente,. per · x = O ri sulta f(O,y) =
Yi . Il grafico di f(x,y) si ottiene facendo ruotare in
torno all'asse
z il g·rafico della funzione di una variabile reale x➔
Si ottiene un cono circolare
retto (con z ~ O), come in figura 3.9 ]
I
Ix'i.
113
z
z
y
y
1
X
3.7
X
figura
3.8
Determinare
y
X ~ 0,
>
(a)
figura
le
linee
o
i grafici
di livello
delle
y2
z = x2+y2
[ Le funzioni
date non sono definite
(b)
3.9
e disegnare
funzioni
z
nell'origine
per
x:y
x2+y2
degli assi.
Le linee di
livello sono costituite
dalle semirette passanti per l'origine.
La fWlzione in (a) è maggiore od uguale a zero per ogni (xiy) I (O,O). Il minimo di f(x,y) si ottiene per y=Oe vale O; il massimo si ottiene
per.
114
>è = O e vale 1. Il grafico della funzione in (a) è in figura 3.10;
in
particolare
per x = y la funzione vale 1/2. La funzione in (b) assume
il valore O in corrispondenza dei punti (x,y) tali che x = O (e y; O),
oppure tali che y = O (ex;
O). Il massimo di f~x,y) si ottiene in co~
rispondenza della retta di equazione y = x e vale z = 1/2 (il minimodi
f(x,y) vale -1/2 ed è assunto sulla retta di equazione y=-x). Il grafico è in figura 3.11]
z
y
figura
3.8
figura 3.ll.
3.10
Disegnare
il
grafico
r La funzione è definita
è assunto
della
e positiva
2
funzione
per ogni (x,y)
per (x,y) = (O,O) e vale z=l. Il grafico
2
z=e-Cx +Y ).
2
E R2 • Il massimo su R
è.in
figura
3.12]
115
z
1
y
X
figura
3B.
Insiemi
Di seguito
sieme
definizione
proponiamo la determinazione
dell'in, o campo di esistenza
, o dominio,
di
funzione di due variabili
reali.
di definizione
una assegnata
3.9
di
3.12
Determinare
l'insieme
guenti funzioni
di definizione
delle
(a)
z = log
(1-x2 -y2)
.(b)
z
✓ z-x2-y2
(e)
z = log
(x2+y2-1)
(d)
z
✓ -lx2+y2-z1
(e)
z = log
(x2_+y2)
(f)
z = (x 2+y2)
-1
se-
llb
è definita
se l-x 2 -y 2 > o, cioè se x 2 + y 2 < 1, che
è il _luogo geometrico dei punti del piano x,y interni
al cerchio di cen
tro.(0,0)
e raggio 1 (circonferenza
esclusa); (b) la funzione è definita nei punti del cerchio di centro (0,0) e raggio fi
(circonferenza
inclusa); (c) la fWlzione è definita all'esterno
del cerchio di centro
(0,0) e raggio 1 (circonferenza
esclusa). (d) la fWlzione è definita S.Q.
lo se x 2 + y 2 - 2 = O, cioè sulla circonferenza di centro ( O ,o) e rag gio /2; (e), (f) definite
se (x,y) f. (0,0) ]
((a)
3.10
La funzione
Rappresentare
graficamente
in un piano cartesiano x,y gli insiemi
di definizione
delle
funzioni
[ (a) La funzione è definita
per ogni coppia (x,y) E R 2 per cui y 2 -x 4 ::_O
,
2
4
cioè y. ::._ x , cioè ancora y ::._ x 2 oppure y ~ - x 2 • Si ottiene lo
insieme dei punti del piano x,y al di sopra della parabola di equazione
y = x 2 e al di sotto della parabol~ di equazione y = - x2 , tratteggil:!,
to in figura 3.13. Ad esempio, si verifichi come riprova, ponendo x = o,
che la funzione è definita
su tutti i punti dell'asse
y. (b) Il dominio
è costituito
dall'insieme
{ (x,y)
rappresentato
ER
2
con tratteggio
-
X
2
i y i
in figura
X
2
}
3.14]
y
figura
3.13
figura
3.14
117
3.11
Rappresentare
zione delle
(a)
z=log(l-x
(e)
z=log(x
[(a)
graficamente
funzioni
2
2
)+log(l-y
-l)+
log(l-y
la funzione è definita
2
l'insieme
di defini-
)
(b) z=log
1-x 2
l-y 2
2)
(d) z=log
x 2 -l
l-y 2
nel quadrato
(lati
esclusi)
definito
da
3.17;
(d) fi-
{ (x,y) ER2 : - 1 < x < l; -1 < y < l }
tratteggiato
gura 3.18]
in figura
3.15; (b) figura
·
y
3.16;
(e)
figura
y
1
X
X
fig-..i.ra 3.15
figura
3.16
figura
figura
3.18
3.17
118
3.12 Determinare
zioni
(a)
z
l'insieme
= /sen/x
2 +y 2
di definizione
delle
z = ✓x sen/x
(b)
fun -
2 +y 2
quando sen / x 2 +y 2 ~ O, cioè per 2k 1T i
5. I x +y i (2k+l) 1T, per k = 0,1,2, ... L'insieme di definizione
è
tratteggiato
in figura 3.19; (b) l'insieme di definizione ·è tratteggiato in figura 3 • 20 ]
[(a)
I.a fnnzione
2
2
è definita
y
figura
y
3.19
figura
3.20
,
3.J3
Determinare
zion,i
(a)
[(a)
z
l'insieme
arcsen
x+y-1
x-y+l
la funzione è definita
sotto
di definizione
. (bj
z=arctg
le condizioni
delle
fun -
.x2 -y2 +1
x2+y2+1
119
-1
x+y-1
<1
x-y+l -
< --
-
Si è così ricondotti
X - y + l / 0.
'
a risolvere
i due sistemi
x-y+l > O
{ -(x-y+l)S
di disequazioni
x:-y+1 < O
{
x+y-1 ~ x-y+l
x-y+1 i x+y-1 S - (x-y+l)
primo si.sterna ha per soluzioni le coppie (x,y) ER 2 tali che x LO
y S 1 (la condizione x-y+l > O è soddisfatta
di conseguenza pµrchè sia
(x,y),;
(0,1)). Il secondo sistema ha per soluzioni le coppie (x,y) E
E R2 tali che x So, y l 1, purchè sia (x,y) I (0,1). L'insieme di te_
li punti costituisce
il campo di esistenza della funzione ed è rappresentato con tratteggio
in figura 3.21; (b) la funzione è definita
per
ogni (x,y) ER 2 ]
Il
/
.
/
/
/
/
/
X
/
/
/
figura
-
3.21
X
'
/
/
/
figura
3.22
120
3.14
Determinare
zione
l'insieme
[La funzione è definib
y 2
{
1 - x
Le soluzioni
3.15
~ 0·
2
y2 > o
-
del sist~
sono rappresentate
Determinare
l'insieme
zioni di due variabili
(a)
z-log
log
della
per le coppie (x,y)"verificà.llti
X 2
-
di definizione
(x-1)2+y2
X 2 +y 2
(b)
in figura
delle
z=log(x
3.2~
fun-
1
log x+y)
[(a) La funzione è definita per tutte le coppie (x,y) ER2 tali
con l'esclusione
del punto (O,0); (b) l'insieme di definizione
giato in figura 3.23 ]
che x<l/2
è tratteg
2
X
flgura
3.23
figura
-
le condizioni
graficamente
di definizione
fun
3.24
121
3.16
Rappresentare
graficamente
in.un piano cartesia
no x,y l'insieme
di definizione
della
funzione
_ yzx-(x 2 +y 2 )
f(x,y)
-
X
2+
y2 - X
per tutte le coppie (x,y)E R2 soddisfacenti
le
limitazioni x < x + y _$. 2x. Geometricamente (si veda il paragrafo 6D
del voll.DDe1°, parte prima) tale insieme è costituito
dai punti <El ce.r,
chiodi centro (1,0) e raggio 1, privato dei punti del cerchio di centro (1/2,0) e raggio 1/2, tratteggiato
in figura 3.24 ]
[La funzione
è definita
2
3.17
2
Determinare
l'insieme
zioni di due variabili
(a)
f(x,y)
=
(b)
f(x,y)
=
(e)
f(x,y)
(d)
f(x,y)
[(a) L'insieme
l'unione:
{ (x,;)
di definizione
,/4-x2-y
V x-y
delle
fun-
2
V(!x!-l)(!y!-1)
!x!+!y!-1
arcsen
log
cx~+y 2 -l)
xy
= arcsen
(x+y-2)+ arcsen
(x 2 -4x+y+3) TT
di definizione,
rappresentato
ER 2 : x 2 +y 2 _$.4; x > y
in figura
(x-y)
3.25, è dato
dal
}U{ (x,y) ER2 : x 2 +y 2 2 4; x<y}.
I+ IY
(b) Si noti in particolare
che l'insieme
{ (x,y) ER2 : !x
1<1}
è il quadrato (lati esclusi) di vertici
( ±1,0) e (O, ± 1). La funzione data è definita nell'insieme
tratteggiato
in figura 3.26; (c) figura 3.27; (d) figura 3.28]
122
y
y
X
figura
X
3.25
figura
3.26
y
2
y
V2.X
I
figura
3.27
figura
3.28
123
3.18
Determinare
zione
l'insieme
f(x,y)
[La funzione
tuito
terni
di
xz
e+ y
4
=arccos
è definita
dall'.ellisse
all'ellisse
definizione
nell'insieme
-
tratteggiato
2
di equazione(x
di equazione(x
2
2
/4)+
y2
/4}+ y
2
della
fun-
2)
in figura
5. 3, privato
<1J
3.29,
costi
dei punti
in-
y
\/3
X
figura 3.29
3C.
Limiti
e
Ricordiamo
la
zione di n variabili
generico
punto
di
nenti,
useremo
la
c.on.t.:i.n.1..1ita.'
definizione
reali.
Rn e con
notazione
di limite
per una funSe indichiamo
con
x un
(x 1 ,x 2 , ••• ,xn) le sue comp.2_
124
per indicare
una funzione
di n variabili
reali.
Inol
tre,
denoteremo con lxl il modulo (o norma) di x, d~
to da
IX I = ( i=lE X~)l. 112
Sia D l'insieme
di definizione
della
funzione
f(x) e sia x 0 un punto di accumulazione
per D; f(x)
converge ad i e R per. x che tende ad x 0 se, per ogni
E > O esiste
un numero o > O tale che lf(x)-il<
E:per
ogni XED tale che o r lx-xol < o. In simboli
ciò si
scrive:
VE:> O Ho>O:
lirn
x ➔x
f(x)
o
= i
<=>
{
Vxè0-{x 0 }
lx-x 0 l<o => lfCx)-tl<E:
Il lettore
noti l'analogia
con la definizione
di
limite
(finito)
per le funzioni
di una variabile
rea
le. Faccia però attenzione
che in questo caso il si!!!_
bolo Ix-x 0 I denota il modulo della differenza
x-x
cioè la distanza
(euclidea)
cli x da x 0 ; invece lf(x)-i I è il valore
assoluto
di f(x) - L Si ricordi
anche
che x-x
è un vettore
di Rn mentre f(x)-i
è una quan
ti tà reale
(scalare)
.
Se f(x)
è definita
in x 0 e se il limite per x ➔ x 0
di f(x) è uguale a f(x 0 ), si dice che f(x)
è continua
in X 0 •
Anche in questo paragrafo
prenderemo.in
considerazione
le funzioni
di due variabili
e rimandiamo
i
limiti
e lo studio della continuità
di funzioni
di
tre o più variabili
alla fine del capitolo.
Per n=Z,
ponendo come d'uso (x 1 ,x 2 ) = (x,y),
abbiamo la
se guente definlz~one
di limite:
0
0
,
125
joo
f(x,y)=R..
lim
(x,y) ➔ (xo ,y o)
V(x,y)eD-{(x
3:6>0:
l
< . /(x-x
0
) 2
+(y-y
0
) 2
0
,y 0 )}
<o=>
=> lfCx,y)-tl<e:
3.19
Utilizzando
re che
la definizione
di
limite,
verifica-
lim
(x,y) ➔ (O ,O)
[ Per mezzo della
Perciò,
per ogni
/ x2 + y 2 < o
3.20
Utilizzando
re che
E > O, posto
fE , lii ha
O =
I
4
I
---o
X
x2+y2
=>
la d~finizione
< e: J
di
limite,
verifica-
o .
lim
(x,y)
x 4 =x 2 • x 2 ~ x 2 (x 2 +y 2 ) otteniamo
disuguaglianza
➔ (O,O)
x4
_ y4
x2
y2
[Essendo
I +
sercizio
precedente]
I ~ --
x4
x2 +y2
4
+ _Y_.
x2+y 2
, si può procedere
come nell '~
126
3.21
Verificare
che
1
y 2 cos
lirn
(x,y) ➔ (O,O)
[La funzione
è definita
al di fuori
degli
assi
o.
xy
coordinati.•
Dalla relazi.Q.
ne
si deduce che nella
3.22
Utilizzando
che
lim
(a)
(x,y) ➔ (ù,O)
lim
(b)
(x,y)
➔ (1,1)
[ (a) In base alla
Dato che
definizione
di limite
si può scegliere
la definizione
di limite,
3x 3 +2x 2+2y 2
x2+y2
2
{y-12 4
x 2 +y 2 +2(1-x-y)
relazione
Ix j = ~ S. /~
6 = IE
]
.verificare
o
Ix3 I=Ix I · x2 S. Ix I (x 2 + y 2 ) si ottiene
2
+y2
,
per ogni
E:
> O, posto 6 = E: / 3,
<
E:
si ottiene
3x 3 + Zx 2 + Zy 2
I
X 2
-
2
+ y2
(b) il denominatore si può rappresentare
nella
= (x-1) 2 + (y-1) 2 . Si verifica
la definizione
ne
I
forma x 2 +y 2 +2(1-x-y)
.
di limite
=
con la relazi.Q.
127
I
2
(y-1)
(y-1) 4
x +y 2 +2(1-x-y)
2
[ (x-1)
2
+(y-1)
2
J
(x-1) 2 + (y-1) 2
(y-1) 2 ]
3.23
Utilizzando
re che
(a)
(b)
[(a)
limite,
➔ (1,1)
➔ (4,-1)
XY + y2 +X+
y + 1
lim
(x,y)
di
(x-1) 5 -(x-1) 2 -3(y-1)
x 2 +3y 2 -2(x+3y-2)
lim
(x,y)
la. definizione
=-l
y = 3
Il denominatore si può rappresentare
x 2 +3y 2 -2(x+3y-2)
2
verifica-
nella
= (x-1) 2 + 3(y-l)
forma
2
•
Si può procedere come nella parte (b) dell'esercizio
precedente;
(b)
la funzione data è definita nell'insieme
{ ( x ,Y) ER 2 : y I - l } • In
tale insieme vale la scomposizione
xy+y 2 +ic+y
y(x+y)+(x+y)
(x+y)(y+l)
y + l
y + 1
y + l
Occorre perciò stimare
y
I (x+y)-3 I . Risulta
dato che I (x-4) 2 ~ / (x-4) 2 + (y+l)
si conclude ponendo 6 =
3.24
=X+
2
(ed a."lalogamente per /(y+1) 2)
E: /2 ] .
Utilizzando
la definizione,
verificare
che
la
funzione
f(x:y)
= xy è continua
nel punto (O,0).
128
[Occorre
verificare
2
riconduce
E
la definizione
> O risulta
dì limite
Verificare
continua
nel
può procedere
)
jxy
scopo è utìle
tale
che, come facilmente
E R
2
•
la dis~
si verifica,
ìn base a tale
si
disugua~
.
I < E se x 2 + y 2 < 2 E. Perciò nelo = /u
]
f(x,y)
sen
precedente
utilizzando
si può scegliere
che la funzione
punto
(0,0).
come nell'esercizio
(xy)
è
la disugua
-
Isent I ..'.:_
It I (valida per ogni t E R) con t = xy]
glianza
3.26
2
x 2 +y 2 ± 2xy ~ O, V( x ,Y)
a
za, per ogni
[Si
lira
xy =O.A
(x,y) ➔ (O,O)
Ixy I -< -12 (x + y
guaglìanza
3.25
che
Le seguenti
(a)
f(x,y)
(b)
g(x,y)
funzioni
2
+y2 /3)
x2+ y2;3
sen(x
1-cos(xy)
x2y2
ncn sono continue
in (0,0),
non essendo
ivi
nite.
Estenderle
a (0,0)
in modo da renderle,
possibile,
continue
in tale
punto.
defi
se
[(a)
f(O,O)=
La funzione
=l ed in tal
f(x,y)
può essere
modo l'estensione
definita
rìsulta
in (O,O) con il valore
continua
in (C,O) (e su tutto
2
R )
dato che
lim
(x,y) ➔ (O,O)
sen(x 2 +y 2 /3)
x2
ciò segue dal limite
+y2/3
di funzione
= l;
di una variabile
lim
t➔ O
sent
t
=1. Infa.!;_
129
ti,
per ogni
<
E
E .> O esiste
O -1 /x2
i 13° /xz
+y2
I
un nwnero O > O per cui
(sent)/t-1
posto t = x 2 +y 2 /3, risulta
I< o. Perciò,
O -I lt
se
< /36 => lsen (x2 +y2/3)
+y2/3
I<
- 1
I<
1/2 e utì
-
X 2 + y 2 /3
<E •
(b) Si può procedere
lìzzando
il
come nella
parte
(a) ponendo g(O,O)
limite
dì funzioni
dì .wia
variabile
lim
1 - cost
t2
t ➔O
3.27
1
= 2
]
Estendere
con continuità
le, le seguenti
fuhzìonì
(a) f(x,y)
= sen (Zx-Zy)
x-y
(-e) f(x, y)
xy loglxyl
(d) f(x,y)
=
(e)
f(x,y)
=
(f)
f(x,y)
= (
ex+y -
[ (a) La funzione
se al limite
è possibile
(b) f(x,y)-
_ _El_
lxyl
1
3x + 3y
l+yy+x:2
è definita
di funzione
lim
t4 0
a tutto
R 2 , se possibi
dì due variabili
reali
sen 2t
estendere
t
) y
{ (x,y)
nell'insieme
dì una variabile
E R
2
:x -I y } . In ba-
t(=x-y)
= 2
con continuità
f(x,y)
a tutto
R 2 ponendo f(X:,y)=
uu
= 2 se x=y. (b) La funzione non è definita in corrispondenza degli assi
coordinati.
Dato che non esiste il limite per t ➔ O della funzione t ➔
➔ t/ I t
non e possibile estendere con continuità f(x,y) a tutto R 2•
Si noti che la funzione data vale l sexy >.O (cioe nel primo e nel te~
zo quadrante) e vale -1 sexy<
O. (c) La funzione converge a zero
se
il prodotto xy tende a zero, in base al limite
!,
lim
t ➔ o+
t log t = O
perciò e possibile estendere con continuità,
con il valore O, la funzi2
ne f(x,y) anche in corrispondenza degli assi coordinati.
(d) La funzio2
2
ne non e definita nell'origine.
Dato che lxy I 5. (x +y )/2 per ogni
(x,y) E R2 (infatti
ciò corrisponde a x 2 + y 2 ± 2xy ~ O), risulta
anche
lf(x,y)
I= jxy I I log (x2 +y2)15.
2l (x2 +y2)
log (x2 + y2 );
ponendo t = x 2 + y 2 ,. si verifica come in (c) che f(x,y) ➔ O per (x,y) ➔
➔ (O,O); perciò la fw1zione si estende con com:inuità all'origine
degli
assi ponendo f(O,O) = O. (e) La funzione si estende con continuità allo
insieme { (x,y) ER 2 : x + y = O } con il valore
1/3. (f) La funzione si estende con continuità
all' insieme
{(x,y) E R2 : y = O }
2
con il valore el+x
J
Ricordiamo
che una condizione
necessaria
affinuna funzione
f(x,y)
abbia
limite
i per(x,y1 ➔
➔ (x 0 ,y 0 ) è che,
per ogni curva regolare
di equa~
zioni
parametriche
x=x(t),
y=y(t)
passanti
per
(x 0 ,y 0 ) in corrispondenza
ad un valore
t0
(cioè
tali
che x(tol
= Xo,
y(to)=yo),
risulti
chè
lim
t ➔t
f(x(t)
,y(t))
= i.
o
Notiamo
esplicitamente
limite
della
funzione
che, per l'esistenza
di due variabili,
il
del
valo-
131
re i deve essere
indipendente
dalla
y(t))
scelta.
In pratica
spesso
si prende
in
ne il fascio
di rette
passanti
per
· equazioni
para.aetriche
y(t)=y
0
curva
(x(t),
considerazio(x 0 ,y 0 ),
di
+ mt,
con i, m parametri
direttori
della
generica
retta (in questo
caso è t 0 = O). Oppure,
escludendo
le rette
parallele
all'asse
y, si considera
la
famiglia
di rette
di equazione
cartesiana
dove il parametro
m è il
coefficiente
angolare
della
retta.
In questo
tecondo
caso la variabile
indipendente
è t = x e risulta
t 0 = x0 •
Ricordiamo
che l'applicazione
del criterio
s~
pra esposto
con una particolare
scelta
delle
CUI
ve passanti
per (x 0 ,y 0 ) (ad esempio
con una fami
glia
di rette)
fornisce
una cortdizione
solo
necessaria,
ma non sufficiente,
per l 'esistfmza
del
limite.
Di seguito
diamo alcuni
esempi.
3.28
Verificare
➔ (0,0)
d·ella
che non esiste
funzione
f (x' y)
[Consideriamo
rametriche
una generica
x(t)=it,
per
(x,y)
➔
- ..2IT.._
2
2
X +y
retta
passante
per
l'origine,
di equazioni
con 1,m ER ( 1 2 +m 2 ;! O). La
y(t)=mt,
{di una variabile
reale)
f(x(t),
y(t) )=f( h,mt)=
(h)
fissati
limite
-
composta
Percio,
il
p~
funz.ione
vale
it-mt
2 +(mt) 2
1,m e R, la funzione
composta
im
12+m 2
,
e costante
Vt
;! O.
rispetto
a t
132
per t➔ O, converge
è quindi,
pende_. evidentemente,
dalla
ne di due variabili
im/(
particolare
retta
non annette.limite
Si giunge allo
stesso
equazione
cartesiana
variabile
x) vale
risultato
y(x)
)=f(x,mx)=
2
X
3.29
Anche in questo
caso il
m che
la retta]
individua.
Verificar~
➔
=
[ Come nell'esercizio
lim
t-+o
perciò
+(nuc)
valore
2
la famiglia
di rette di
composta (della
m
= l+m2
Vx
i- O.
(per x ➔ O) dipende dal parametro
limite
il
limite
per
(x,y)
➔
ogni
(x,
x 3 -2xy+y 3
x2+y2
precedente
si verifica
ad esempio che
f( i t,mt)
-2im
= R,2 +,n 2
la
funzione
f definita
per
se
f (0,0);
f(0,0)=0.
Si consideri
di-
la funzio-
(x,y) ➔ (o,o).
considerando
che non esiste
della
funzione
(0,0)
f(x,y)
3.30
per
scelta;
= mx. In tal caso la funzione
nuc2
f(x,y(x)
R.2 +m 2 ). Tale valore
al valore
]
y) ::R2 da:
xy
f(x,y)=
x2+y2
(x,y)
Si verifichi
che f(x,y)
è continua
sepa.ratamente
rispetto
alle variabili
x e y, ma che essa non è
continua
in (0,0)
come funzioi1e di due .variabili.
[Per
y=O la funzione
lim
x➔x
f(x,O)
o
vale
identicamente
= lim
O = O = f(x 0 ,0).
x➔
xo
zero.
Perciò
133
La funzione f(x,O)
della variabile x è quindi continua su R. Se y=y /0
0
la fW1Zione f(x,y 0 ) è continua perchè rapporto tra due polinomi con.d~
nominatore che non si annulla. Analogamente la funzione della variabile Y, f(x 0 ,y) è continua su R per ogni x 0 E R. Però la funzione ..di due
variabili
non è continua in (O,O) perché, come mostrato nel.l'esercizio
3.28, non esiste il limite per (x,y)➔ (0,0). di f(x,y).
Il grafico di f(x,y) è rappresentato
in figura 3.11;. si noti in
particolare
che la funzione z = f(x,y) é nulla in corrispondenza
agli
assi x,y. La discontinuità
in (O,O) è evidenzia.ta in figura
3.11 dal
fatto che, avvicinandosi al punto (O,O) percorrendo una generic~ retta
per l'origine,
si rimane ad urla quota (valore di z) dipendente
dalla
retta stessa; in particolare,
per x = y, si ottiene la quota z=l/2,men
tre per y=O (asse x) si ottiene la quota z=O ]
3.31
Utilizzando
le rette
per
che le seguenti
funzioni
per (x,y) ➔ (O,O).
(a)
z=arctg
Y
l'origine,
verificare
non ammettono
limite
(b)
X
z = sen(x-2y)
x-y
[(a) La funzione è costante sulle rette di equazione y=mx e la costante
(=arctg m) dipende dalla retta; (b) ponendo y=mx risulta
lim
x➔ O
sen(x-2mx}
x-::mx
= lim
x➔ ù
l-2m
1-rn
sen [ (l-2m)x]
(l-2m)x
l-2m
l·-m
Dato che il risultato
del li.mite per x ➔ O dipende dal parametro m, la
funzione di due variabili
non ammette limite per (x,y) ➔ (O,.O) ]
3.32
Si confrontino
gli esercizi
Si verifichi
in particolare
sto per lo studio
del primo
ta per l'altro.
3.33
Si consideri
la
funzione
3.31(b)
che il
limite
f(x,y)
=
e 3.27(a)
metodo propQ
non si adat-
134
Verificare
che:
(a) Esiste
il limite
per x➔ O della- funzione
co~
posta f(x,mx)
su ogni retta. per l'origine
di equazione
cartesiana
y=mx ed il valore limite
è
indipendente
da m.
(b) Non esiste
il limite
di f(x,y) .per (x,y)
➔
➔ (0,0), dato
che il limite
per t➔ O della funziQ
ne composta f(it,mt)
sulle rette
di equazione I!!
rametrica
x=it, y=mt dipende dalla retta
scelta.
4
[ (a) Per ogni x ; O risulta
Perciò
lìm
f(x,mx)=O. Si ricordi
4
m x"
f(x,mx) =
2
4
X +m X
4
=
che la famiglia
m x
2
4
l+m X 2
di rette
•
di equazig_
x ➔O
ne y=mx non costituisce
l'insieme di tutte le rette per l'orìgine,
ma
rimane escluso l'asse y, di equazione x=O. Per x=O rìsulta f(O,y) = 1
per ognì y; o. Quindì_la funzione f(x,y) rìstretta
aglì assì x,y converge a valori fra loro dìstìnti
(lìm .f(x,O)=O; lim f(O,y) = 1). Ciò è
x➔ O
y ➔O
sufficìente
ad affermare che la funzione dì due variabili
limìte per (x,y) ➔ (O,O).
(b) Per ognì t; O rìsulta f( tt,mt)
Si verifica
facilmente
non ammette
che
se
lìm
f(
i t,mt)
t➔ O
3.34
Si consideri
Verificare
la funzione
se
f(x,y)
i = O (ed m ; o) ]
=
che:
(a) Esiste
il limite
per t ➔ O della
funzione co~
posta f(it,mt)
su ogni retta
per l'origine
di~
quazione
parametrica
x=it,
y=mt ed il valore li
mite è indipendente
dai parametri
i,m.
(b) E' possibile
determinare
due curve regolari
passanti
per l'origine
sulle quali la
funzione
135
assume
y) non
limiti
assume
distinti;
limite
la
i 2 mt 3
= i
( t) 4 +(mt) 2
I O risulta
Tale quantità
converge a zero per t ➔ O qualunque
f(R.t,mt)
·
(b) Si consi~erino
parametro
tore,
reale
le parabole
(tale
quadratico
è suggerita
dalla
che tali
i ,m ER
nulla
struttura
grado
m
del denomina~
rispetto
parabole
(con
se m-=0}.
y=mx 2 , con
cartesiana
ad y e di quarto
mx4
m
2
4 = l+m2
(l+m )x
=
Perciò
la funzione
dipende
e tale
siano
ad x; la sce!:
sono linee
di livello
Risulta
costante
± 1/2
f(x,
i 2 mt
i 4t 2 + m 2
-
mt) è identicamente
di eq~zione
anche dal fatto
funzione).
f(x,mx)
=
scelta
rispetto.
ta è suggerita
della
f(it,
funzione
(x,y} ➔ (O,O).
[ (a) Per ogni t
R.2 + m2 I O} (in particolare
3.35
percio
per
è costante
sulle
vx ; o.
,
parabole
scelte
ed il valore
da m. Ad esempio, per y = ± x 2 risulta
è ~che
il
limite
Siano a,~ parametri
care che la funzione
per x ➔ O dì f(x,
reali
f(x,
della
± x 2 )=
± x 2 )]
non
negativi.
Verifì-
(uguale
~e a+~>
a zero)
2.
per(x;yJ ➔
f(x,y)
ammette
limite
finito
se e soltanto
➔ (0,0)
[Lungo le rette
y=mx per l'origine
~
f(x ,mx)=
,
Se a+~
-2
Im I Ix I
la funzione
vale
a+~
(l+m2)x2.
< O allora
zione è costante
di lì~ell.o)
sulle
f(x,mx)
➔ +e.o per
x ➔ o. Se
rette
per l'origine
(che
e ·1a costante(=
a+~ i 2, la funzione
Viceversa
zero per (x,y)
f(x,y)
verifichiamo
➔ (O,O).
lm
I~/(l+m
2
))
dipende
non ammette lìmite
che, se
A tale
a+~>
a+ f3-2 = O la fun-
risultano
finito
2, allora
scopo osserviamo
che
quindi
da m. Perciò,
linee
se
per
(x,y) ➔ (O,O).
f(x,y}
convel'ge a
136
(x 2 + y 2 )
ed analogamente
I YI~
oi
x2 + y 2
Se a+~>
2 allora
a/2 + ~ /2 - 1 > O. Perciò
(x 2 + y 2)
per (x,y) ➔ (O,O). In base al teorema di confronto
funzione data converge a zero ]
3.36
a/2
,9'.+l?.-1
2 2
dei carabin~eri
➔ o
la
Siano a,~,r
parametri
reali
non negativi.
Deter
minare
i valori
dei parametri
in modo che le seguenti
funzioni
ammettano
limite
finito
per
(x~
y) ➔ (O,O).
(b)
Come nell'esercizio
precedente,la
tanto se a+~ > 2 y ; (b) utilizzando
[(a)
funzione converge a zero se e sol
le parabole di equazione y=mx2 , si
•rerifi.ca che la funzione nor. ha limite finito se a+z ~ -4 y 5. o. Viceve1:
sa, se tale condizione non vale, la funzione f(x,y) converge a zero per
(x,y) ➔ (O,O); ciò si dimostra con il teorema di confronto (come nell'~
sercizio preceùente),
utilizzando le disuguaglianze
a
I x Iet = (x ,.) -4 5. (x
4
cx
+ y2 )4
~
.§
I y I 5. <x.. + y >2 •
2
In definitiva
la funzione risulta convergente in (O,Oj se e soltanto se
O: +2 ~ - 4 y > O. Si noti che la funzione dell'esercizio
3. 34 è un. caso
particolare
(a parte i valori assoluti a numeratore) .con a =2, ~ =l
e
y = 1; risultando in tal caso a +2 ~ - 4Y = O, la funzione non a11111ette
limite (finito),
in accordo con quanto stabilito
nell'esercizio
3.34 ]
137
3.37 Calcolare
(a)
(e)
.
lim
[(a)
se~e
x2y2
2
(x,y) -+(o,o) X +y
lim
(x,y)-+ (0,0)
(e)
i seguenti
limiti
(b)
6
1-cos(xy)
lim
(x,y) -+(O,O) x4+y4
1-cos(xy)
x2+y6
lim
lim
{x,y)-+(o,o)
(x,y)-+ {O,O)
x6+y4
x2 y2
Essendo x 2 ,i x 2 + y6,risulta
anche O ,5_ 2 6 ,$_y 2 .5.x 2 + y 2 • Ne
_x +y
che il limite per (x,y) ➔ (O,O) vale O; (b) sulle rette di equa-
zione y = mx la funzione vale
1-cos(mx 2 )
x 4 +m"x"
1-cos(mx 2 )
'(mx 2 ) 2
m2
l+m"
Vx
# O,
m2
e per x -+o converge al limite --~. Dato che tale valere dipende
2(Hm 4 )
dal parametro m, il limite in (b) non esiste;
(c) il limite vale zero
e si può ottenere come prodotco dei limiti 3.37(a) e 3.26.(b); (d) considerando la Iunzione sulle rette per l'origine, si verifica che il limite non esiste;
(e) si può calcolare il limite con il prodotto
lim
(x,y)-+(O,O)
lim .
(x,y)-+ (O,o)
Il primo fattore vale uno in base al limite di funzione di una varia-·
bile reale
lim log(l+t)/t
= 1; il secondo limite vale zero e lo si
t-+ o
.
può verificare
in modo simile a come indicate nella parte (a) del pr~
sente esercizio;
(f) lungo le curve di equazione y = mx312 , con x>ò,
13 8
la funzione vale
m 2x6
m2x6
1-e
x
6
m2
1-e
4
+m x
6
2
m x
In base al limite
6
ltm 4
di funzione di una variabile
lim (1-et)/t
= -
1,
per
t➔ o
+
x ➔O
l'espressione
precedente
valore dipende da m, cioè dalla
ste]
3.38
2
..
converge a -m /(l+m ) • Dato che · tale
curva scelta,
il limite in (f) non esi-
nell'
con
Quali delle
funzioni
considerate
precedente
si possono estendere
nel punto (0,0)?
esercizio
continuità
[E' possibile
estendere con continuita
le funzioni in (a), (c), (e) definendole zero per (x,y) = (o,o). Non è invece possibile estendere in(O,O)
le funzioni
3D.
in (b),
Deriv-a.t.e
(d), ·(f) ]
pa.rzia.1i
Una funzione
f definita
in un intorno
del punto cli
coordinate
(x,y) ammette derivate parziali
in tale punto se esistono
finiti
i limiti
(di una variabile
reale):
f(x+h,y)-f(x,y)
h
lim
f(x 1 y+k)-f(x
1
y)
k
k ➔ O
Il primo dE,ii due limiti
si chiama derivata
parziale
f rispetto
ad x e si denota
con uno dei simboli, fra
loro equivalenti,
di
af
ax
Analogamente,
. 1
1 ....
secondo
limite
si
chiama
derivata
par-
139.
ziale
di
f
rispetto
ad
y e si denota
con uno dei
sirnbo
li
af
ay
Se f ammette derivate
parziali
in un punto (x,y)
si dice anche che f è derivabile
in tale· punto (il le!,
tore faccia
attenzione
a non confondere
tl
concetto
di deri vabil:i. tà con quello di· differenziabilità,
che
prenderemo
in considerazione
nel paragrafo
successivo).
Diretta
conseguenza
della
definizione
è che
le
derivate
parziali
fx, fy di una assegnata
funzione&
due variabili
f(x,y)
si calcolano
con le usuali
r~
gole di derivazione
delle funzioni
di una sola vari~
bile reale,
considerando
l'altra
variabile
costante
con il ruolo di parametro.
3.39
Calcolare,
parziali
nel
della
punto (x,y)
funzione
f(x,y)
[Per detenninare la derivata
si fissa y ~ 7 e si calcola
riabile x:
f(x,7)
=
x3
+
(4,7),
y2
-
le derivate
xy
parziale di f rispetto
ad x nel punto(4,7)
la derivata della funzione della sola va -
= x 3 + (7) 2 - 7x;
si ottiene
3x 2 - 7; ponendo x = 4 si detennina
to (4,7):
fx(4,7)
il valore
= 3-(4) 2 - 7 = 41. Per determinare
di fx nel PI.I!!.
la derivata
par -
ziale di f rispetto ad y nel punto (4,7) si fissa x = 4 e si calcola
la derivata della funzione di una variabile
(4) 3 + y 2 - 4y, che
vale
2y - 4; ponendo y = 7 si ottiene il valore di ·f
nel punto (4,7) :
y
.
f (4,7) = 2-7-4 =· 10. In un punto (x,y) generico di R2 le derivate
y
140
parziali
3.40
valgono
Calcolare
guenti
insiemi
le
derivate
parziali
funzioni
nei punti
di definizione.
fx•
fy deile
interni
ai
rispettivi
f=x 2 · + 2y
f=xy
f=(x+y)(x-y)
f
f
= X
[ f
y
x-y
x+y
f = .15.±..Y...
1-xy
f
[f
X
y' . f y=- -y2
= -
=~
X
x2+y2
f
x2-y2
x2+y2
(x+y)2
l+y 2
[ fx = (1-xy) 2 ;
xy
y-x J
y I x-yI
f
f
J
X
f
f
1
X
f - r::-::1
[f=--=-
1
x 2 /x+2y
f =
1
Y /x+2y
J
se-
141
X
[f=--
[f=--x-
x
f=2./xy
[ f
• X
=
y
fy = o
]
f
/?+?
X
~
;
Y/7+?
=•/!
v;-
x2
[ fx = (x3+y 3 )2/3
y2
f=sen(xy)
f=sen
[ fx= cos x•sen y 2
x · sen y 2
fy=2y senx-cosy
f=
1
3
1
sen 2 x+ -cos
2
2
y
2 ]
2
[ f = - senx cosx;
X
3
fy= - seny cosy]
f=xy-sen(xy)cos(xy)
[ f X=2y sen 2 (xy};
fy= 2x sen 2 (xy)
f=xy sen(xy)
+cos (xy)
[ fx=· xy 2 cos(xy)
fy=x 2 y cos (xy)
f=x 2 +
+ sen(x 2 +y 2 )cos(x 2 +y 2 )
]
;
]
[ fx=4x cos 2 (x 2 + y 2 );
]
142
y
[f
f
sen x
f
tgx·tg3y
f
tgx
tgy
f=
1-tg(xy)
l+tg(xy)
=- y COS
:i<
[f
1
X
f = -Y sen x
sen 2x
= --=-1 __
f
x cos 2xtgy
.
[f =
x
=~
Y
f
=--l+x2y 2
2
f----]
-7
Y- l+(Sx-7y)
X
y
fy =-
X 2+ y 2
Y
X
~) 2
[f
y
=
X
f
y
f= arctg
]
]2
X
y
s__
X l+(Sx-7y)
~
f= l+arctg
f=(arctg
[r = __
2
.cos(xy)]
f= arctg(xy)
f= arctg
x+y
x-y
]
sen 2 y
-2y
[sen(xy)+
-2x
f -------~,y- [sen(xy)+cos(xy)
f= arctg(Sx-7y)
]
2y arctg(x/y)
X2 +y2
-2x arctg (x/y)
= ---,,-=---.:___:..:.
X 2 + y2
]
]
2
143
~
arctg
f
x+y
~
f = arctg
l+xy
1
-1
[ fl:= Hx 2
f y -- l+y 2
;
~
f
arctg
f
arcsen
f Y-1+y2
---
l-xy
y_.
x
-y
Ix I/x 2 -y 2
[ fx=
I I
X
f
f
=
arcsen
=
y
✓~]
X -y
X
~
x+y
J
f
log(2x+2y)
f
lùg
lx-yl
[f=....:...;
f
log
(xy)
[f=-;
f
log .!.
f
log
y
~
+
X y
[ f =f
X
Y
= -
1
1
f=- -J.
Y y-x
x x-y
1
X
f
=~ ;
f
X
[ f
X
X
]
x+y
y
y
=-
=-
l
]
y
~y J
l
J
J
144
f
f =log
✓x 2 +y 2
f=-log sen(x 2 +y 2 )
2
2
f = 2y cos(x +y )
Y
sen(x 2 +y 2 )
J
f=xy [1-log(xy)]
fy = - x log(xy)
f=log
f=log
f =e
x+ ✓'i"+"xT
y+ ✓ l+y2
[f=--;f=--]
]
1
-1
_xri+;r
/i+?"
y
1+ ✓x2+y2
1- ✓x2+y2
xiy
f=e x/eY
y/x
f=2 y/x
_ -y 2
log 2
[ fit- x2
f
y
=
Y/x 1
2
og
X
2
J
145
f
11 xy
f = (x - 1 ) exy
[ f =xye
f ·~ex (seny+cosy)
[ fx=f;
y
[ f
f
X
•
'
x
1
f = (y
y2
f =ex(rosy-seny)
y.
= ex
f
y
= O
[ Si noti
(~)
e
xy
]
]
fy = x log
xy xy
e
logx
[ fx =
(-
/ogxlogy ;
X
log x
fy
= y
;
xy xy
)
J
(xy)
e
f = y
J
che f(~,y)=y. x/2
[ fx = y log(xy)(-)
logx
y
xy ]
+ x 2 - -y ) e
xx
f
f
xy
X
146
·
cosy-1
cosy
f=(senx)
[ fi:c:=cosx. cosy(senx)
cosy
·fy=-(senx)
[ f
f
[ f
-y
= -
X
X2
1
X
f
X
( lcgy logx + ~ ) ;
= ? x?
X.
X
yX
log· X
J
y=O risulta
f(x,O)
(di una variabile
fx(O,O).
= /~
reale)
i limiti
lim
h ➔ o±
y
= xxY xY (logx)
2
]
= xyY yY logx (l+logy)
]
= Ix I e, come ben noto, ·tale
non è d·erivabile
Si può anche procedere
sono diversi
y
2
la funzione
f(x,y)=/x
+y 2 non
parziali
nel punto
(O,Ò).
Verificare
che
mette
derivate
[Per
1
- ) ]
= X xY
f
3.41
X
X
.f y= xy x-'l
f
1 y-1
(l+ - )
= (l+ - )Y iog(l+
y
J
seny log senx
destro
f(h 1 0)-f(0 1 0)
h
per x=O; perciò
in base all~
definizione,
e sinistro:
lim
h ➔O ±
Mh
± 1.
a -
funzione
non
mostrando
esiste
che
147
In modo analogo si verifica
3.42
che non esiste
fy(o,o)]
In quali
punti
(x,y)eR 2 esistono
le
ziali
della·
funzione
f(x,y) = lxyl?
[ Fissato
y E R, la funzione
I è derivabile
0
O se y 0 I O; mentre, se y 0
to ad x) per ogni xi
y 0 ) è identicamente
J x I· Jy
f(x,y 0 ) =
0
nulla e quindi è derivabile
che la funzione f(x,'y)
ammette derivata
paL
derivate
(rispet-
o, la funzione
=
f(x,
per ogni xE R. Ne segue
parziale
rispetto
ad x in- tutti
i punti dell'insieme
{(x,y)
3.43
e R 2 : x;
o} U{ (o,o)},
cioè in tutti
i punti del piano xy, escluso
ne degli
Analogamente fy esiste
assi.
l'asse
y ma inclusa
l'origi
nell'insieme
f(x,y)=lx-yJ
Stabilire
se la funzione
te deTivate
parziali
nei
(0,0),
(3,2)
e (2,3).
punti
di
(x+y) amme!
coordinate(l,D,
[ La funzione
non ammette derivate parziali
nel punto (l,l);
infatti
sempio, per il limite del rapporto incrementale relativo ad fx(l,l),
sulta
lim
f(l+h,l)
Viceversa
=
infatti
lim
è derivabile
± 2.
lim
h ➔O ±
parziali
nel punto (O,O) ed esse
ad esempio per fx
f(h,0)-f(O,O)
h
h ➔O
La funzione
=
la funzione ammette derivate
valgono zero;
fx(o,o)
- f(l,l)
h
h➔ o±
ad~
ri -
lim
h ➔O
~
=
h
in (3,2) e (2,3) e con le usuali
regole
o.
di de-
148
Supponiamo che una funzione
f(x,y)
ammetta deriv~
te parziali
fx (x,y),
fy(x,y)
in un insieme aperto.
Se
le funzioni
fx,
fy ammett.ono a loro
volta
derivate
pa.r.
della
fun
ziali
a
clx f x•
a
ay fx,
a -F
ax ~Y'·
a
ay fy
esse vengono
zione f e si
chiamate
indicano
derivate
parziali
con i simboli
fxy,
fxx '
oppure
anche
seconde.
con i simboli
a f
a2 f
2
ax 2
ayax
'
Le derivate
Per
miste.
esse
ma di Schwarz:
tutti
si
f yx
fxy
,
chiamano
sussiste
il
Le derivate
seconde
i punti
teor~
fxy , fyx
sono
u-
3.44
Calcolare
le derivate
seconde delle
seguenti
fu~
zioni all'interno
dei rispettivi
insiemi
di defi
nizione
e verificare
che le derivate
seconde miste sono uguali
fra loro.
(c)
f(x,y)
=
sono
importante
in
f(x,y)=
cui
miste
seconde
guali
(a)
in
seguente
derivate
continue.
/x 2 +3y 2
(b)
f(x,y)=ex
yx
(d)
f(x,y)=arctg
cosy
~
1+xy
149
(e)
f(x,y)=arctg
x+y
x-y
(f)
f(x,y)=log
(d)
-2x
fxx= (l+x 2)2
2y
fxy=fyx = O; f yy = (l+y 2)2
(e)
2xy
fxx= (x2+y2)2
y 2_x2
fxy=fyx=(x2+y2)2
(f)
y2-x2
fxx= (x2+y~)2
/x2+y2
-2xy
f yy = (x2+y2)2
x2 _ y 2
f yy. = (x2+y 2)2
-2xy
fxy=fyx = (x2+y2)2
J
3.45
Verificare
f(O,O)=O
che
la
funzione
e
f(x,y)=
f(x,y)
definita
se
(x,y)r(O,O),
x3y
,
X 2 +y~
da
150
ammette
derivate
seconde
miste
fxy , f yx fra
loro
distinte
nel punto
(x,y)
= (0,0).
Verificare
inoltre
che le derivate
seconde
miste
non sono con
tinue
in (0,0),
in accordo
con
il
teorema
di
Schwarz.
[Si noti che, essendo
lim
(x,y)
f(x,y)=O
anche f(O,O)~O, la funzione è continua
Le derivate
parziali
(esercizio
3.35) ed
essendo
➔ ( O,O)
in (O,O) (ed anche in tutto
prime, per ogni (x,y)
R 2 ).
I (O,O), valgono
Come nell'esercizio
3.36 (a) si verifica che sia fx(x,y) che fy(x,y)con
vergono a zero per (x,y) ➔ (O,O). Ciò implica che fx, fy sono
continue
(anche) m.(o,o)",essendo fx(O,O)=fyCO,O)=O;iniatti,ad
esempio per fx(O,O):
lim
O
O.
h ➔ O
Calcoliamo
le derivate
seconde miste in (O,O):
h s /h4
lim
h ➔O
l.
h
Perciò le derivate seconde miste sono fra loro distinte
in (O,O).Al con
trario,
in base al teorema di Schwarz, esse sono tra loro uguali per ogni (x,y) f (0,0). Con le usuali regole di c!·erivazione si trova
Essendo fxy = fyx per (x,y)
almeno una delle
due derivate
I (O,O) e fxy(O,O) 1 fyx (O,O) ne segue
seconde miste non è continua
che
in (O,O). C~
1 51
munque, con verifica
mettono limite
diretta,
si prova che fxy(x,y)
per (x,y)->- (O,O); infatti,
tengono i limiti
fra
sulle
e fyx(x,y)
rette
non am-
y=O e x=O si ot--
loro• distinti
lim
O
O ]
y ➔O
3.46
Siano
zione
a,b parametri
reali
2
definiti
in R da
f(O,O)=O
f(x,y)-
e
e sia
f(x,y)
_ ax 3 y + bxy 3
X
2
+y
Ver_ificare
che fxy (O,O)=b e che fyx (0,0)
[Si può procedere
come nell'esercizio
te, nel modo seguente:
no definite da
oppure, piu rapidamen-
= ag(x,y.)
+ bh(x,y),
X 3 }'
X
PGr la linearit.a
Le derivate
sercizio
+y 2
delle derivate
h(x,y)=
,
+y
funzione
S.Q.
se (x,y)f(O,O).
g, calcolate
~algono gxy (O,O) = O, ~x(o,o)
e
dove g,h
risulta
scambiando il ruolo di x,y, risulta
Perciò fxy(O,O)= b
xy3
- 2-- 2
X
seconde miste in (O,O) della
precedente,
= a.
precedente
si pone f(x,y)
g(O,O)=h(O,O)=O e g(x,y)= - 2--
fun-
(x,y)7'1(0,0).
se
2
la
anche hxy(O,O)
nell'e-
= 1. Per sinm,etria,
1,
hyx(O,O) = O.
fyx(O,O) = a ]
3.47 Si considerino
le funzioni
definite
f(O,y) = O e per x f O rispettivamente
per x=O
da
da
152
(a)
f(x,y)=x
2
sen y_
(b)
f(x,y)=x
fxy (0,0)=0
e che
X
Verificare
che
2
arctg
y_
X
fyx(O,O)=l.
[(a) Essendof(O,y) = O risulta
lim
f(h,y}-f(O,y)
h➔O
-----
=
lim h sen
h➔O
h
rh = O
fx(O,k}-fx(O,O}
perciò fxy(o,o) = lim -----= lim O= O.
k-+O
k
k➔o
Conle usuali regole di derivazionesi ottiene fy(x,y)=x cos(y/x) per~
gni x I O; inoltre, dato che f(O,y) è costante (=O},risulta fy(O,O}=O.
Quindi
(b)
3.48
si verifica in modoanalogo]
Generalizzando
l'esercizio
precedente,
sia
g(t)
una funzione
di una variabile
reale,
limitata
su
Re derivabile
per t = O, e sia f(x,y)
la funzio
ne di due variabili
definita
da
f(x,y)=O
se
x=O
Verificare
che
fxy (0,0)=0
e
e che
fyx(O,O)=g'(O).
[Si giunge,"3.llaconclusione con lo stesso metododell'esercizio precedente. Si noti che anche la funzionedell'esercizio 3.45 è del tipo qui con
siderato, con g(t} = t/ (l+t 2 ) J
3.~9
Mostrare
con un esempio
zio precedente
non vale
ne limitata
su R.
che la tesi
dell'esercise g(t) non è una funziQ
153
[Ad esempio la tesi
3.50
non vale
se g(t)=t,
VtE R]
Una funzione
di due variabili
u(x,y)
si
dice
in un insieme aperto AcR 2 s.., essa arnme!_
te derivate
seconde uxx_• uyy per ogni (x,y)eA e
se esse soddisfano
l'equazione
differenziale(al
le derivate
parziali,
detta equazione di Laplace)
armonica
+ u yy
u.xx
= o.
Verificare
che le seg~enti
funzioni
che nel loro insieme di definizione
sono
armoni
X
(a) u=3x+2y
(b) u=e seny
(c) u=x2-y2
. (d) u=x"-6x
(e) U'-=log(x 2+y 2)
(f)
u=arctg
(h)
u=x6 -15x 4 y 2 +15x2y 4 -y 6
X
(1)
x2 -y2
u= (x2+y2)2
xy
y3 -yx2
(n) u= (x2+y2)3
(g)
u=arctg
x-y
x+y
(i)
u= x2+y2
(m) u=
·cx2+y2)2
(f),(g)
uxx=-uyy=
-Zxy
(x2
+y2)2
2x(x 2 - y 2 )
(i)
UXX
= - Uyy
= ( X 2 +y 2 ) 3
;
(h)u
xx
=-u
2
yy=30x
y 2 +y"
(y/x)
4
-18Ox 2 y 2 +30y
4
154
3E.
Differe~zi=bi1ità
Al contrario
di quanto
accade
per le funzioni
di
una variabile
reale,
per le funzioni
di due 0 più variabili
l'esistenza
delle
derivate
parziali
in un pu~
to non implica
la continuità
nel punto, stesso.
Un esempio
in tal
senso
è proposto
nell'esbrcizio
3.SZ(si·
veda anche
l'esercizio
3.82).
La nozione
naturale
per
le funzioni
4i più variabili,
che estende
il concetto
di derivabilità
per le funzioni
di una variabile
reale,
è ·quella
di differenziabilità.
.
Siano
x,heR"
e sia f(x) una funzione
della
variabile
(vettoriale)
x. Si dice che la funzione
f è differenziabile
in X: se esiste
una funzione
lineare
L:R" ➔
➔R tale
che
lim
f(x+h)-f(x)-L(h)
o
Jhl
h➔O
in tal
caso L si
nel punto
x e si
chiama
verifica
della
differenziale
funzione
f
che
n
L(h)
E f x. (x) h i
i=l
,
1
dove hi (i=l,2,
... ,n) sono le componenti
h e fx.,. sono le derivate
parziali
della
del
vettore
funzione
f.Si
dice
essa
anche
chef
è differenziabile
in un insieme
A se
è differenziabile
in ogni punto
xeA.
In particolare
si osservi
che se f è differenziabile
j n x allo1·a
f è anche derivabile
in x, cioè amme_!.
te derivate
parziali
af/axì
per i=l,2,
... ,n. Viceversa, un importante
teorema
(detto
teorema
del differe~
ziale)
afferma
che se
f ammette derivate
parziali
in
un
intorno
di X e se tali
derivate
sono continue
in
X, allora
f
è differenziabile
in
Diretta
conseguenza
X.
della
definizione
è che,
se
f
155
è differenziabile
in x, allora
f e anche continua
in
tale
punto.
Una applicazione
geometrica
del concetto
di differenziabilità
è la seguente:
se la funzione
f(x)
è
differenziabile
in x 0 ,allora
esiste
il piano
tangen,
te in (x~,f(~ 0 ))eR
ed ha equazione
dove
(x-x
0
indica
).
n+l
la
al
grafico
della
componente
i-esima
funzione
f(x)
del
vetto-
1
Spesso
si utilizzano
le seguenti
notazioni.
Sia
A un insieme
aperto
di Rn. Se f è una funzione
conti
nua in A si dice
che f è di classe
C 0 in A e si scri0
ve feC (A). Se f ammette derivate
parziali
prime
e
se queste
sono continue
ne_ll' aperto
A, si dice che
f
è di classe
C 1 in A e si scrive
feC 1 (A). Più general
mente fECk (A), keN, significa
che f ammette
deri vat;
parziali
in A fino all'ordine
k e che queste
sono fun
zioni
continue.
Sé feCk(A) per ogni
keN si
dice
eh;
f E CCD(A).
i
.
Con i si~boli
introdotti
valgono
le implicazioni
feC 1 (A) =>
Nella
f è differenziabile
pratica,
in
A=>
feC 0 (A).
per decidere
se una data
funzione
si studia
la continuità
delle
derivate
parziali
prime e si applica,
se possibile,
il
criterio
enunciato
nel teorema
del differenziale.
Co
sì,
in base a tale
criterio,
le funzioni
elementari
(composizioni
razionali
di polinomi,
esponenziali,l~
garitrni,
funzioni
trigonometriche,
ecc.)
risultano
differenziabili
all'interno
del rispettivo
insieme
è differenziabile,
156
ài dtfinizione.
!:'::gli esercizi
che seguono proponiamo
lo studio
,
fra l'altro,
della differenziabilità
di funzioni
in
situazioni
tali
da non poter applicare
il criterio
enuncht(J nel teorema del differenziale.Ricordiamo
che,
per. Y'::rificare
direttamente
con la definizione
se ·una
d.ata :ur,zione f è differenziabile
in un punto
x, è O.E.
~ 0 rt½n0
salcolare
preliminarmente
le derivate
parzia'' e suçs'::ssivamente
verificare
che è nullo
il limite
·~ è in ~'::ttore
di componenti
(hi))
n
f(x + h)
- f(x)
- -~
In ~articolare,
,:.a:,::i
'::ssa
frz,y)
~~~'::tte
fxi Cx) hi
1
lim
per
n=2,
una funzione
di due va in un punto (x,y) se
fx, fy in tale punto e
è differenziabile
derivate
parziali
~~
l i r:1
f(x+h,y+k)-f(x,y)-fx(x,y)h-fy
(x,y)k
=O.
✓ h2+k2
(h,1-.J ~/ri,OJ
s~ f(z,y)
è differenziabile
in (x 0 ,y 0 ), il
piano
:angente
al grafico
della
funzione
in
corrispondenza
ad (z~,Y~J,
cioè tang~nte
nel punto (x 0 ,Y 0 ,f(xo,Yo)),
:-,a r:-q1Jazione
3.51 Mostrare
renziabile
renziabile
[La funzione
Li. Perciò
che la funzione
f(x,y)
= !xyl è diffe
nel punto (x,y)=(O,O),
ma non è diff~
nel punto (x,y) = (1,0).
è identicamente
le derivate
nulla
parziali
in corrispondenza
degli
in (O,O) valgono zero;
assi
risulta
coordinaquindi
15 7
lim
f(h,k)-f(O,O)-fx(O,O)h-fy(O,O)k
(h,k)➔ (O,O)
/h 2 + k 2
il limite
vale zero perchè,
essendo
= lim
~ =O•
(h,k) ➔ (o,o)
~
I~ 21 (h + k
2
jhk
ihkl < -1 / --h 2 + k 2 • In base al la definii:ione,
< -=.
-
/h 2+k2 -
2
differenziabile
derivabile
parziale
3.52
2
),
risulta
per y=O; perciò
fy(l,O),
la funzione f(x,y),
non è differenziabile
Si consideri
la funzione
f(O,O)=O
e
Verificare
che:
(a)
non
f(x,y)
f(x,y)=
~y
+y
2
da
se (x,y)
r (0,0).
in (0,0).
(b) f('x,y)
è
(c)
non è differenziabile
f(x,y)
I non è
in (1,0)]
è continua
derivabile
jy
è
non ammettendo derivata
definita
X
o~
la funzione
in (O,O). Ponendo x=l, la funzione f(l,y)=
,
in
(0,0).
in
(0,0).
[(a) Si vedano gli esercizi 3.28 e 3.30; (b) la funzione é costante(=O)
sugli as~i coordinati;
perciò fx(O,O) = fy(O,O)=O; (c) essendo f discontinua in (O,O) ne segue che essa nort e differenziabile
in tale pu~
to. In ogni caso la verifica diretta,
in base alla definizione,
è molto semplice: essendo f(O,O) = fx(O,O) = fy(O,O), f è differenziabilem
(O,O) se P, solo se è nullo il limite seguente
lim
f(h,k)
(h,k) ➔ (O,O) /~
Si verifica
invece,
con le rette
per l'origine,
che il limite
non esi-
ste]
3.53
La continuità
di una funzione
f(x,y)
to non implica
la sua differenziabilità
in un punin tale
1 r. O
.L-'V
punto.
Dimostrare
nel punto
(0,0),
l'affermazione
le funzioni
(a)
f(x,y)
(b)
f(x,y)
= /Tx'Yf
(c)
f(0,0)=0
e
f(x,y)=
fatta
xy
(x,y)f(0,0)
se
✓ x2+y2
studiand~
[(a) I.a. funzione è continua in (O,O) ma, non essendo derivabile in tale
punto (esercizio
3.41), non è nenmeno differenziabile
in (o,o); (b) la
funzione è continua in (O,O) (si può procedere come nell.'esercizio
3.24)
ed è derivabile
con derivate fx(O,O) = fy(O,O) = O. Non è però differen.
ziabile in (0,0) perchè non esiste il limite
f(h,k)
lir.i
(h,k) ➔ (o,o) lh
(c) utilizzando
2
+k
=
2
lim
(h,k) ➔ (O.,O)
la disuguaglianza
Jxy
Vjhkj
2
h +k
2
li 21 (x 2 +y 2 ) si verifica
che
la funzione è continua in (O,O). E' anche derivabile nell'origine
e le
derivate parzinli valgono zero. Però non è differenziabile
in (O,O) peK
che non esiste il limite
f(h,k)
-===
1m
(h,k) ➔ (010) / h 2 tk 2
3.54
hk
1m
(h,k)➔ (O,O) h 2 +k 2
=
]
La continuità
delle
derivate
parziali
plica
la differenziabilità.
Mostrare
le il viceversa
studiando,
nel punto
funzione
definita
da
f(x,C)=0
[La funzione
(x,y)
f(x,y)
e
f(x,y)=y
è costante
E R2 • La funzione
2
cos
1
y
se
prime im che non va(O, O),
la
y f O.
rispetto
ad x; perciò
fx(x,y)=O per
è derivabile
anche rispetto
ad y e risulta
ogni
159
lim
f(x,k)-f(;.:,O)
fy(x,y)
=
k
k➔O
1
1
= Zy cos - + sen y
y
1
lim
k cos -
k ➔O
=
O
k
,
se
y I O.
La derivata
parziale fy(x,y) non é continua in (x,O) perché non esiste
il limite per y➔ O di fy(x,y). Peré la funzione risulta differenziabile in (x,O) perchè
f(x+h,k)
lim
✓~
(h,k) ➔ (o,o)
3.55
k 2 cos(l/k)
lim
✓ h2 + k 2
(h, k) ➔(O,O)
o
Traendo
spunto
dall'esercizio
precedente,si
con
sideri
una funzione
costante
rispetto
ad x, del
la forma f(x,y)
= g(y).
Mostrare
chef
è differenziabile
in (x,y)
se e solo
se g è derivabile
iny.
[se f è differenziabile
in (x,y),èsistono
Essendo fyCx,y) = lim
[ g(y+k)-g(y)
le derivate
parziali
fx,
fy.
] /k, la funzione g _é derivabile
k➔ O
in y e e'(y)
=
fy(x,y).
Viceversa, se g è de~iv~bile
g(y + k) = g(y) + g'(y)k
(infatti
o(k)
g(y+k)-g(y)
-= ----k
k
Es:;;endo /k/ /h 2 +k 2
lim
(h ,k) ➔ (O,O)
3.56
/
- g'(y)
+ o(k)
converge a zero per
=
✓ h 2 +k 2
f(x,y)
k ➔ O).
~ 1, si ottiene
f(x+h,y+k)-f(x,y)-fxh-fyk
Sia a un parametro
zione
in y, risulta
positivo.
=
Ixyl
o(k)
lim
(h,k) ➔ (O,O) k
Mostrare
.a
che la fun
160
è differenziabile
[La funzione
in
è identicamente
=fyCO,O)=O.La funzione
(O,O)
se
e soltanto
sugli
assi
coordinati.
Perciò
fx(O,O)=
differenziabile
in (o,o)se
e solo
se
nulla
risulta
se a.>1/2.
lim
(h,k) ➔ (O,O)
Con il metodo dell'esercizio
se e solo
se
a. > 1/2
3.35 si verifica
3. 57 Stabilire
per quali
risulta
differenziabile
finita
da
f(O,O)=O
3.58
e
limite
vale
zero
dei parameti:i
a, S. > O
(0,0)
la funzione
de-
valori
in
f Cx ) =
,Y
a
Ix2+y2
x I IY I
[ Con il metodo dell'esercizio
3. 35 si verifica
ziabile
a. +S> 3 ]
in (O ,O) se e solo se
Sia p un parametro
reale
za p-esima
del modulo di
definita
da
f(x,y)
.:he il
]
positivo
(x,y),
= (x 2 +y 2 ) P
/2
~
se
(x,y)f(0,0).
che la funzione
è differen
ed f la potencioè
la funzione
•
CD
Se p è un numero naturale
Se invece
p è un numero
feCp-l
pari,
naturale
allora
feC (R 2 ).
dispari,
allora
(R 2 )-CP (R 2 ).
Se infine
p non è un numero
[p J 2
[p]+1'
feC
(R )-C
(R 2 ), dove
il
indica,
come al solito,
la parte
in-
naturale,allora
simbolo
[p]
tera
di p.
Si verifichi
la proprietà
enunciata
ni valori
di p; ad esempio
per p=Z,4,
per p = 1/2,
3/2.
per alc~
per p=l
e
161
[Per p=2,4, o in generale se p è un naturale pari, la funzione f(x,y) è
un polinomio di grado 2p e perciò é di classe Ca, (R 2 ) • Se p = 1 . ( ed
anche se p = 1/2). la funzione è continua, ma non derivabile in (O,O) ;
perciò in tal caso f E C0 (R 2), ma f ~ C 1 (R 2 ). Se p=3/2 le parziali
in (O,O) sono nulle e per (x,y) I (O,O) esse valgono
3
4
y
X
4--
.. --
V x2+y 2
Con il metodo dell'esercizio
:; x2+y 2
3.35 si verifica
no continue (anche)in (O,O). Inoltre
che.fx(x,y),
3.59
la funzione
definita
f(x,y)=
x3+x2y(y-l)+xy2-y3
x2+y2
Stabilire
se è differenziabile
caso affermativo
calcolarne
da f(O,O)=O
'\f (X J Y) f (
il
e
o o) •
I
in (0,0)
ed
differenziale.
in
h2k2
t;c(O,O)h-fy(O,O)k = - --2 2- e per (h,k)-+(0 10)
.
h +k
.
divisa per ✓ h 2 + k 2 , converge a z~ro. Perciò la
f(h,k)-f(O,O)-
tale esprsssione,
funzione è differenziabile
3.60
seconde miste in (O,O)s2
Perciò, se p = 3/2, f E c 1 (R 2 ) ma ff/ c 2 (R 2) ]
Si consideri
(Risulta
so-·
la funzione non ammette derivate
seconde fxx(O,O), fyy(O,O) (mentre le derivate
no nulle).
fy(x,y)
----
in (0 1 0) ed il differenziale
Nel caso siano differenziabili
minare il differenziale
delle
vale L(h,k)
in (0,0),
deters~guenti
funzioni:
(a)
f=x 2+x(lyl-1)~2y
(b) f=(lxl-x)
(c)
f=x (1+ ✓ lsen. Y! )
(d) f=( ✓-fxf-x) ✓ lsenyl +
+ 4y
IYl-3y+l
162
- fyCO,O)k ] = h 2 +h
3.35) che
[ (a) Risulta f(h,k)- [f(0,0)-fx(O,O)h
rifica (con il metodo dell'esercizio
Ik I - Si ve-
h2+hlkl
lim
(h,k) ➔ (O,Ò)
✓ h2+k2
Perciò la funz~one è differenziabile
ed il differenziale
vale L(h,k) =
=-h + 2k; (b) la funzione è differenziabile
in (O,O) ed il differenziale vale L(h,~)=-Jk; (c) la funzione è differenziabile
in (O,O) ed ildif
ferenziale vale L(h,k)=h; (d) la funzione, pur ammettendo derivate parziali fx(O,O)=O, fy(0,0)=4, non è differenziabile
in (O,O) perchè
non
esiste il limite (si considerino le rette per l'origin~ h=mk):
(/Th'T- h) ✓ Isenk I J
✓h 2 +k2
lim
(h,k)
3.61
➔ (O,O)
Stabilire
se
zione
definita
è differenziabile
da
f(O,O)=l
f Cx,y) =
e
parziali
ad esempio per fx(O,O):·
in (0,0).
f(h,k)-f(O,O)
sen
(h,k)
➔ (O,O) ✓ h 2 + k2
la
fun
(x,y)f(O,O).
in (O,O) e queste valgono zero.In
La funzione è anche differenziabile
✓ h' +k 2 , si ottiene
lim
se
•
X 2 +y-
[La funzione ammette derivate
fa~ti,
(0,0)
2 +y 2
sen/x
✓
in
lim
Infatti,
✓h 2 + k 2 -· ✓h 2 + k 2
. (h,k)➔ (O,O)
sent - t
t 2
_ponendo
o
J
t
-
163
3.62
Stabilire
se in (0,0) risulta
continua,
derivabile o differenziabile
la funzione
f definita da
f(O,O) = O e, se (x,y) r (0,0),
rispettivamente
da
(a)
f
1-cos xy
x4 -1- y4
(b)
1-cos xy
f= x2
+ y2
(c)
f
sen xy
x2+y2
(d)
x4+3y4
f=x 2 log x4+ y4
(e)
f
X
(f)
f=
x2+3y2
log x2+y2
sen 2 x+sen 2y
✓x2+y2
[(a) Con le rette per l'origine
(si veda anche l'esercizio
3.37(b))
si
verifica chef non é continua in (O,O) e quindi neanche differenziabile. E' pero derivabile e le derivate parziali in (O,O) sono nulle; (b)
é continua, derivabile e differenziabile
in (O,O); (e) non è continua,
né differenziabile,
ma è derivabile in (O,O); (d) ut~lizzando le disuguaglianze, valide per ogni (x,y) 1 (O,O)
X4
+ y4
X 4+ 3y4
3x 4+3y 4
< lcg 4
.
i log 4 4
4
+y X -+y•
X
+y
O=log - -4
X
log 3,
si verifica che la funzione é differenziabile
in (O,O); (e) funzione
continua e derivabile,
ma non differenziabile
in (O,O); (f) continua,
ma non derivabile né differenziabile
in (O,O)]
3.63
al
Determinare
l'equazione
del piano tangente
in corrispon
grafico
delle seguenti
funzioni,
denza del punto indicato.
(x, y) = (O, 1)
(a) f(x,y)=x 3 -2x 2y+Sxy 2+y3
(x,y)=(l,O)
(b) f(x,y)=x 3 -2x 2y+Sxy 2+y 3
I
f(x,y)=arctg
(x+Zy)
(x,y)=(l,O)
(d) f(x,y)=arctg
(x+Zy)
2+y 2 )- 2
(x,y)=(O,O)
(c)
(e) f(x,y)=(x
(x, y) = (1, 1)
164
(x,y)=(/2,o)
[(a)
z=5x+3y-2;
(b) z=3x-2y-2;
(e) z=S/4-(x+y)/2;
(f)
3.64 Determinare
fico della
(e) z = x/2 + y + 1T/4 - l;
(d) z=x+2y;
J
z=S/4 - x/./z
l'equazione
del piano
funzione
dell'esercizio
tangente
al.gr~
3.59 per(x,y)=
=(0,0).
[z = X - y
}
3.65 Determinare,
in un punto generico
di
coordinate
(x 0 .,y 0 ),
l'equazione
del piano tangent~
al grafi_
co della funzione
f(x,y)
= x 2 +y 2 •
3. 66 Determinare
fico della
1' equazione
funzione
tangente
al gr~
= ✓~
f(x,y)
in un punto
de 1 piano
generico
[z = (xo x + y o y),/ lx o2 + y o2
di coordinate
(x 0 ,y 0 )!(0,0).
J
3.67 Due funzioni
differenziabili
in un aperto
conne~
so, con derivate
parziali
fra loro uguali,
diff~
riscono
per una costante.
Utilizzare
tale prop~
tà per discutere
le identità
(cioè per determin~re
re se è in quale insieme esse valgano):
~ + arctg
(a)
arctg
(b)
arctg·y
[La funzione f(x,y)
X
= arctg
degli assi coordinati
+ arctg
X
y
X
y
=
=
1T
2
.'.!!.
2
(y/x) + arctg (x/y) è derivabile al di fuori
e le derivate parziali sono nulle (percio la fun -
165
zione è differenziabile
al di fuori degli assi, perchè le derivate parziali sono costanti e quindi continue). La funzione f(x,y) è costante :il
ogni componente connessa del suo insieme di definizione,
cioè in ognuno
dei quattro quadranti. Le costanti si determinano scegliendo (x,y) ad!!.
sempio.uguale a (1,1), (-1,1), (-1,_-1), (1,-1)._Risulta
che l'identita'
(a) vale nel primo e nel terzo quadrante (cioè per xy > O), mentre l'identità (b) vale nel secondo e nel quarto quadrante]
y
y
~ ~~'?{@"
A
-------+--------
figura
3.68
Discutere
X
X
A
figura
3.30
le identità
(a)
arctgx
+ arctgy
=
arctg
(b)
arctgx
- arctgy
=
arctg
(e)
arctg
X
1T
y
4
-
+ arctg
~
1-xy
~
?S.:.Y
x+y
l+xy
3.:H
166
[(a)"calcolando
le derivate
parziali
pri.me,si verifica
che la funzione
x+y
f(x,y)_ = arctgx + arctgy - arctg -1-xy
è costante
figura
in ognw:io dei tre
3. 30 e def;initi da
A= { (x,y)·ER
2
:
insiemi connessi A,B,C rappresentati
xy < 1}; B= {(x,y) ER2 :x>O,y>.l
X
in
};
.
2
e= { (x,y) ER
: X < o, y < -I .} •
X
Ponendo (x,y) = (O,O) si verifica
e calcolando il li.mite
lim . f(x,x)
x-+1+
che f(x,y)
è nulla in A. Ponendo y=x
1T 1T 1T
_4 4 2
= - + - + - ,
si verifica che f(x.,y) vale 1T in B. Analogamente f(x,y) vale -TI in C.
Perciò l'identità
(a) vale nell'insieme A, cioè per xy < I; (b) I'ideg
· tità vale nell'insieme
{ (x,y) ER 2 : xy >-1 } . Si noti che l'identità
{b) si ottiene dall'identità
(a) scambiando y con -y; (e) l'identità
v~
le nell'insieme
tratteggiato
in figura 3.31]
3F.
Deri~=te
de11e
fu.n.zio~i
composte
Siano x(t),
y(t) due funzioni
reali
definite
nell'intorno
di un punto t ~ sia f(x,y)
una funzione
di
due variabili
definita
in un intorno
del punto (x(t),
y(t)).
Se le funzioni
di una variabile
x(t),
y(t) sono derivabili
in ·t e se la funzione
di due variabili
f(x,y)
è differenziabile
in (x(t),
y(t)),
allora
ri sulta derivabile
'rispetto
·a t la funzione
composta(di
una variabile
reale)
t-+f(x(t),y(t))
e la derivata
vale
d
dtf(x(t)
,y(t))=fx
(x(t),y(t))x'
(t)+fy(x(t),y(t))y'(t).
167
Geometricamente
parametriche
di una
tre
y=y(t),
x=x(t),
x=x(t),
y=y(t)
sono le
curva in R 2 (nel piano
z=f(x(t),
equazioni
x,y),
meg
y(t))
sono le equazioni
parametriche
di una curva in R3 (nel
lo spazio
di assi
x,y,z)
che giace
su~la
superficie
di equazione
cartesiana
z=f(x,y),
come nelle
figure
3.32,
3.33,
3.34,
3.35.
In particolare,
in
figura
3.32 abbiamo scelto
x(t)=x 0 , y(t)=t,
che sono le
e-
z = f(x, y)
y
'.'
X
figura
x= X0 , _y= t
3.32
y
figura
3.33
168
quazioui
parametriche
di una retta
passante
per (x 0 ,
O) e parallela
all'asse
y; in fig.
3.33 consideriamo
una retta
parallela
all'asse
x, di equazioni
x(t)=t,
y(t)=Yo·
z
z= ICx,y)
y
·figura
3 . 34
figura
3.35
z
z = f(x y)
169
La derivata
della
funzione
di una variabile
reale t➔ f{x(t),y(t)) fornisce
una misura
della
pendenza
del cammino scel'to,
quando si pensi
al grafico
della
funzione
z=f(x,y)
come alla
superficie
di una
zona
geografica,
ad esempio·
una
collina;
e alla
curva
(x(t),
y(t),
.f(x(t),y(t)))come
ad un sentiero
trac
ciato
su tale
superficie.
Con questa
analogia
di tipo geografico,
la curva
di equazioni
parametriche
x=
=x(t),
y=y(t)
è la rappresentazione
topografica
bidi
mensionale
(nel piano
x,y,
che costituisce
la
carta
topografica)
del sentiero
sulla
superficie
della
col
lina.
3.69
Determinare
la derivata,
le reale
t, delle
funzioni
to" di seguito
rispetto
alla
variabicomposte
come indie~
(a)
f(x,y)=x
2 +y 2
con
x(t)=l+t,
(b)
f(x,y)=x
2 +y 2
con
x(t)=cost
(c)
f(x,y)=
----=--'-- con
(d)
f(x,y)=
i 2 +y'
(e)
f(xiy)=log(x
xy2
x2+y4
xy2
y(t)=l-t
1
y(t)=sent
x(t)=y(t)=t
·(ti
con
2
-y 2 ) con
x(t)•cost,
=sent
(f)
2 -y 2 )
f(x,y)=log(x
con
d
[(a)
dt
O)
y(t)
(O<t<
x(t)= ✓ l+t 2 ,
!)
y(t)=t
.
f(x(t),y(t))=f
(x(t),y(t))x'(t)+fy(x(t),y(t))y'(t)=2(l+t)
-
X
- 2(1-t) = 4t.
(b) fx(x(t),y(t))x'(t)+fyCx(t),y(t))y'(t)=-2
La derivata rispetto
a tè identicamente
sent cost+ 2 sent cost=O.
nulla. Ciò significa
che
la
funzione f(x,y) è costante lungo la curva di equazioni
parametriche
x(t) = cost, y(t) = sent. Infatti tale curva è la circonferenza
di cerr
tro (0 1 0) e raggio 1 ed è una delle linee di livello di f(x,y) (sì ve-
170
da l'esercizio
3.1 e la figura 3.2. Infine osserviamo che, con una semplice verifica per sostituzione,
risulta f(cost,sent)
costante,
uguale
ad uno. (c) Le derivate parziali dì f(x,y), per (x,y) f (O,O), valgono
e la derivata della funzione composta è uguale a (l-t 2 )/(l+t 2 ) 2 • (d)La
derivata rispetto a t della funzione composta f(3t 2 ,2t) è nulla; infatti la parabola di equazioni parametri.che x(t)=3t 2 , y(t)=2t (e dì equazione cartesiana x = (3/4)y 2 ) per t f O è una linea di livello di f(x,
y). (e) La derivata della funzione composta vale -2 sen(2t)/cos(2t).(f)
La derivata della funzione composta è nulla; la funzione è costante lug
go il ramo di·iperbole
di equazioni parametriche x(t) = /1+t 2 , y(t)=
=t (e di equazione cartesiana ~ 2 -y 2 =l, x > O) ] ·
3.70
Sia A un insieme
aperto
di R 2 con
la
proprietà
che, se (x,y)eA,
allora
(tx,ty)eA
per ogni t > O
(un insieme
siffatto
si dice un cono di R 2 ).
Una
funzione
di.due
variabili
f(x,y)
si dice
omogenea
di grado aeR in A se, per ogni (x,y)eA,
risulta
(*)
f(tx,ty)
=
taf(x,y)
Vt>O.
Ad esempio
le funzioni
dell'esercizio
3.3
sono
omogenee dì grado
2 in R 2 ; quella
dell'esercizio
3.6 è omogenea
di gradc
1 in R 2 ; quelle
dell'
esercizio
3.7 sono omogenee di grado
zero in R 2 -{(0,0)}.
Sia f (x, y) una funzione
differenziabile
e omogenea
di grado a. Verificare
che:
(a) le derivate
parziali
sono omogenee di
grado
a-1;
(b) vale
l 'ide'ntità
di Eulero
xfx +yfy = af.
[ Sì inizi derivando la relazione di omogeneità (:'<).
(a) Derivando rispetto ad x la (>'<) membro a membro,si ha
171
Dividendo entrambi
i _membri per t,si
a -1. Analogamente
per fy.
(b) Derivando
vede che fx è omogenea
membro a membro rispetto
(>\), in base alla
formula
dì derivazione
la conclusione
per t = 1 ]
a.t
la relazione
delle
funzioni
di
grado
di omogeneìta'
composte sì oJ;
tiene
Sì ottiene
Dato che una derivata
parziale
si calcola
rispe!
to ad una variabile
reale
considerando
l'altra
vari~
bile
costante
(o le altre
variabili
costanti)
con il
ruolo
di parametro,
vale la formula·
di
derivazione
Gella
funzione
composta
f(x,y)
anche
quando x,y sono
a lorb volta
funzioni
di due (o più)
variabili
reali
Così,
se x=x(s.~),
y=y(s,~)
sono funzioni
derivabili
e se f(x,y)
è differenziabile,
risulta
3.71
Il legame tra le coordinate
le coordinate
polari
(p, -&) si
zioni
X=
p COS
-S,
cartesiane
esprime
y=p
sen
con
(x,y)
e
le rel~
-S.
Assegnata
una funzione
differenziabile
f(x,y)
,
verificare
che le derivate
parziali
della
funzione composta
f(pcos-S,
psen~)
rispetto
alle
va
riabili
p,-S sono date da
172
3.72
Verificare
la seguente
identità,
che esprime
in
coordinate
polari
il quadrato
del modulo del gr~
diente
di una funzione
differenziabile
f(x,y)~er
il gradiente
si veda anche il paragrafo
che
segue):
f 2 .+ f 2 = f 2 +
p
y
X
1
~
f2
-6
[ Utilizzando le espressioni f p , f,e dell'esercizio
precedente, si ottiene
f 2 + .l. f 2 = f 2 cos 2 -6+ 2f f sen-6cos-6+ f 2 sen 2 .S+
p p2 ,e· X
xy
y
2 -6-2f f senBcos .\,+ f 2 cos 2 -6=f2 + f 2 ]
+ f;_.sen
X
xy
-y
X
y
3. 7 3 Sia
le
f (x, y)
derivate
funzione
una funzione
di classe
parziali
seconde
fPP'
composta
f(pcos-6,
psen-6).
[Utilizzando le formule dell'esercizio
3.71 si ha:
C2 •
fp-e•
Calcolare
f,e,e della
f pp = aap [ fx( pcos -e, p sen -e )cos-6+ fy (pcos-6' p sen-6 }sen-6J
=fxx cos 2 -6 + 2fxy sen~ cos -6+ fyy sen 2 -e;
a
f p-6 = cl.!½[ fx( P cos -6 ,P sen -6)cos.S+fy<P cos -6 ,P sen -6 )sen-6]
=-fxx p sen -6cos -6+ fxy pcos 2 .S - fx sen-6
-fyx p sen 2 -e·+ fyy p sen -6cos -6+fycos -6
= p [ (f w - f ~)sen -6cos -6+f~ (cos 2 -e-sen 2 -6}+f ycos -6-fxsen-6] ;
1 73
2
·=P
(fxxsen2 ·-S-2fxysen-Scos-S
+ fyy cos. 2 -S~- p (fX cos-&+f
•
ysen-S)]
3.74
Verificare
che è utile
le funzioni
la seguente
identità
differenziale
nello
studio
di alcune
proprietà
armoniche
(esercizio
3.50):
1 f
+ __1_
f XX + f YY = f pp + p
p
p2
f
,
del
-s-s
[Utilizzando le espressioni di f pp, f-S-Sdel.l'esercizio precedente e
l'espressione di fp data nell'esercizio 3.71, otteniamo
1
fpp + p2
= f
3.75
-s-s+ p f p =
2
xxcos -S+ 2f xy sen -Scos -S+f":fY sen -S
2
1
- - (f
pX
1
f
1
cos -S+f y sen-ti) + -p
(f
cos~+ f y sen -S) = f XX + f YY ]
X
Verificare
coordinate
(qualunque
che le seguenti
funzioni,
espresse
:in
polari
p,-S, sono armoniche
per pi
O
sia il valore
del parametro
reale
a)
(a)
= p 0 cos(a-S)
f(p,-S)
174
In base all'identità
ne f è armonica.
3.76
differenziale
Si consideri
prècedente,la
la trasforrnaiione
funzio-
]
di coordinate
S + T),
X=
Verificare
che, per
se C2 , vale l'identità
fxx
- fyy
a
[fS = af (f( s+17, s-n))
t sn
dell'esercizio
In (b) si procede analogamente
ogni funzione
differenziale
=
1
f(x,y) •
di clas-
fsn
= fJ< + fy I da cui
a
= ~ <tx<-s+n ,s -n )-+ t:1 es +11,s -11))=txx-txy+fyx-ryy J
Se f(x,y)
è una funzione
derivabile
in un punto
(x, y), in tale punto è possibile
de fini re il gradiente
di f, indicato
con DF o 'vf oppure con gradf,
che per definizione
è il vettore
di R 2 avente per
componenti
le derivate
parziali
di f; quindi
o, più
concisamente,
Df = (fx,fy).
Per capire
il significato
geometrico
del gradiente
è opportùno
considerare
anch~ le
derivate
direzionali
di f. A tale
scopo cons ideriarno un ve_!
tore di modulo unitario
À=(À 1 ,À 2 ),
cioè tale
che
Àf + À: = 1. Un tale vettore si chiama anche una
175
in R 2 • La derivata direzionale
di
f (x, y)
in un punto (x,y)
nella direzione
(À 1 ,À 2 ) è il
limite
(se esiste
ed è finito)
direzione
f(x+tÀ
lim
1
t ➔ O
e si
eR
2
indica
con il
,y+tÀ 2 )-f(x,y)
t
simbolo
'èJf
'èJÀ , con À=(À 1 ,À 2 )
e
•
In particolare,
se À=(l,O),
la direzione
co!l
siderata
è quella
parallela
all'asse
x (ed
il
verso è quello
delle x positive)
e la
derivata
direzionale
coincide
con la derivata
parziale
rispetto
ad x; mentre,
se À=(0,1),
si ottiene
Ja
derivata
parziale
rispetto
ad y.
3.77
Si calcoli
in base alla definizione
la derivata
2
direzionale
della
funzione
f(x,y)=(x+y)
nel pu!l
to (x,y) = (1,2) nelle direzioni
di seguito
indicate:
(a)
À=(l,O)
[Ingenerale,
se
À=(0,-1)
(b)
À.=(À
1 ,À 2 ),
'è)f
[3+t(À
TI c1,2>
1+
siha
À2
>P-9
t
= lim
t➔O
Quindi nel·caso
(a),
'è!t/ 'è!À=-6; (e) se
vece
se
À=( À1 ,À2 ) = (1,0),
À= ( .fz12, ./z/2)
À =( /212, -./z/2)
allora
allora
si ha
'è!f/ 'èJÀ=6; (b)
'è!t/ 'è!À= 5 /2;
se in-
'è!t/'è!À= O]
Seguendo la definizione,
la derivata
dire zionale
'èJf/'èJÀ, con À=(À1 ,À 2 ), è la derivata
del:_
la funzione
di una variabile
reale
t ➔ f(x+tÀ 1 ,y+
176
+tÀ 2 ), calcolata
per t=O. Se f(x,y)
è differen
zi~bile
in (x,y),
per la regola
di derivazione
delle
funzioni
composte,la
derivata
direzionaledata da
af
dÀ
= fx(x,y)À
Con i simboli
+
1
fy(x,y)À
vettoriali
2
è
•
À=(À 1 ,À 2 )
e
Df
=(fx,f
1 ), in ogni punto dove f è tlifferenziabile
la derivata
direzionale
risulta
uguale al prodotto scalare
tra il gradiente
Df e la dir:ezione
À
(si ricordi
che il prodotto
scalare
tra due vettori v=(v 1 ,v 2 ) e w ~ (w 1 ,w 2 ) è uguale
a v 1 w1 +
+
v 2 w 2 ).
dotto
Utilizzando
scalare,
si
il
simbolo
(,)
per
il
pro-
ha
(Df I À) •
Il prodotto
scalare
tra due vettori
non nulli di modulo fissato
è massimo
quando i due vettori
sono fra loro paralleli
e orientati
nello
stesso
verso (il prodotto
scalare
è minimo se
i
due vettori
sono paralleli
e con versi discordi,
mentre il prodotto
scalare
vale zero se i due ve!_
tori
sono ortogonali).
Quindi nel nostro caso la
derivata
direzionale
risulta
massima se À è la
direzione
del gradiente.
Dato che- la derivata
è una misura
della pendenza della
funzione
considerata,
ne risulta
che
il vettore
gradiente,
se· non è nullo,
indica la direzione
di massima
pendenza.
In altre
parole,
fissato
un punto
funzione
di una variabile
reale
(x,y),
la
177
(che,
come già detto
nel paragrafo
precedente,ge~
metricamente
corrisponde
ad un cammino sulla
superficie
z = f(x,y))
ha derivata
massima
per t=O
(il sentiero
ha la massima pendenza)
se À ha la
stessa
direzione
e lo stesso
verso
del gradiente
Df.
3.78
Si consideri
la
funzione
f(x,y)
= ~ 2 +y 2 •
(a)
Calcolare
il gradiente
di fin
un punto gen~
rico di coordinate
tx,y).
(b) Calcolare
la derivata
direzionale
di f
nel
punto
(1,1),
nella
direzione
della
retta
y=x
nel verso delle
x crescenti.
(c) Si verifichi
che, in ogni punto
(x,y)=f(O,O),
il gradiente
è ortogonale
alle
linee
di
livello
(rappresentate
nelle
figure
3.2(a)
e
3.2(b))
della
funzione
f.
[ (a) Df = {2x,2y);
(b) Si richiede di calcolare la derivata
nel punto
(1,1) nella direzione
À =( /212, ./2/2)
(si ricordi che la direzione À
ha modulo unitario).
La derivata direzionale
vale
ar
12
rz
aÀ = 2x - 2 + 2y - 2 = ./z (x+y)
-
e nel ptmto (1,1)
di equazione f(x,y)
rappresentate
nelle
essa risulta
uguale a ·2
/z. (c) Le lin_ee di livello
= z, con z costante positiva,
sono le circonferenze
figure 3.2(a) e 3,2{b) di centro (O,O) e raggio h
Consideriamo un punto di coordinate (x,y) sulla
=z; il vettore r di componenti (x,y), applicato
linea di livello x 2 +y2 =
all'origine,
è un rag -
gio del c~rchlo in figura 3.36 e, naturalmente,
è ortogonal~ alla cir conferenza x 2 + y 2 ~, z; il gradiente Df = {2x,2y) è uguale a 2r ed
è
quindi anch'esso ortogonale in (x,y) alla circonferenza.
Si può anche procedere analiticamente
nel modo seguente: consideriamo~
na generica circoriferenza di equazione x 2 + y 2 = z, con z > O. In forma
parametrica tale circonferenza
può essere rappresentata
con le equazioni
x(t)=/-;_- cost,
y(t)=rz
sent,
178
y
X
figura
3.36
La retta
tangente alla circonferenza
ri proporzionali
alle derivate x'(t),
in (x(t), y(t)) ha coseni direttoy'(t),
cio~ ha la direzione
del
vettore
sent,
v = (x'(t),
y'(t))
= (-/-;
Of = (2x,2y) e, per (x,y) = (x(t), y(t)),
lare tra i due v~ttori ve Df; infatti
(v,Df)=x'(t)x(t)
3.79
+ y'(t)y(t)=-/-:;,
;-:;, cost).
risulta
sent cost +
Si verifichi
che il gradiente,
lo, è ortogonale
alle
rispettive
lo nei casi
in cui la funzione
ta da
(a)
f(x,y)
y-x
(c)
f(x,y)
= e x·
[(a)
L'insieme
alla
bisettrice
delle
linee
(d)
di livello
del primo e terzo
Il gradiente
nullo
quando
linee
f(x,y)
è costituito
vale
se~
h cost sent = o]
non
di
sia
è nul-
liveldefini
xy
f(x,y)=
quadrante.
prodotto
il
dalle
Il gradiente
rette
parallele
è costante
e
179
·vale Df=(~1,1);il
vettore
di componenti (-1,1)
ha la direzione
della
bi
settrice
del secondo quadrante ed è quindi ortogonale alla famiglia
di
rette parallele
~nzidette.
(b) Le linee di livello,
di equazione
y2 -x 2 = z, sono iperboli per ogni z; o, mentre sono le due rette di eq1.1e
z.',one y = ± x se z=O (si veda la figura 3.4). Se z I O tali
iperboli
si rappresentano in forma parametrica per mezzo delle funzioni iperboli
che (il lettore segua, in dettaglio,
anche questa strada) oppure,
se
z >Oe
y > O, ad esempio con le equazioni
y(t)
x(t)=t,
La direzione
del vettore
(x' (t),
y' (t))
/z+t
=
2
VtE R.
,
tangente è data da
= (1,
t/
I z+t2 )
e si vede immediatamente (verificando
tore è ortogonale
che x'fx+
y'fy
O) che tale
Df = (-2x,2y)
= (-2t,
2 /
z+t 2 ).
Se z = O e se co_nsideriamo ad esempio la linea
di livello
ha la direzione
Df~(-2x,2y),
nullo,
vet-
a
del vettore
(1,1);
per x=y ha la direzione
tra loro ortogonali.
(c) Le linee di livello
il gradiente
del vettore
(-1,1)
hanno equazione ex
y=x(IO), essa
se non
ed i due vettori
z con z costante
è
sono
positiva
,
cioè x = logz = costante. Perciò le linee di livello sono rette parall~
le all'asse
y. La Jìrezione del gradiente Df = (ex,O) è costante
ed è
la stessa del vettore (l,O), che è ortogonale alle linee di livello.
(d) La funzìone è rapprese~tata
in figura 3.11. Le linee di livelle sono ~emirette per l'origine
di equazioni parametriche x(t)= it, y(t)~mt,
con t > O ed i 2 + l!I 2 = l ( il vettore
retta).
Il gradiente
Df
e si verifica
( i ,m) è la direzione
vale
(y(y2-x2)
(x2+y2 )2
che x'(t)fx
+ y'(t)fy
x(x 2 - y 2 )
(x2+y2)2
tf
X
+ mfy =O·' infatti:
o J
della
semi-
180
3.80
Si
consideri
la
funzione
dell'esercizio
f(x,y)
ove
Calcolare
=
3.79(d)
xy
x2+y2
possibile:
modulo·
del
IDf I;
(a)
il
(b)
il vettore
(di modulo
unitario)
Df/lDfl
rappresentare
graficamente
il corrispondente
campo vettoriale
(cioè
disegnare
la direzione ed il
verso
di Df/jDfl
(o equivalentemente di Df)
in corrispondenza
ad ogni. punto
y)).
IDf I = lx 2 - y 2 I
[ (a)
(x 2 +y2 )3/2
gradiente
(x,y)
e
(x,
I- (0,0).
(b) Df non é definito in (0,0) e, altrimenti, è nullo se y = ± x. Tolti questi casi, il vettore Df/ Df è uguale a
I I
Distinguendo i casi y 2 ~ x 2 , si ottiene
Df
y
fotl=± ((x2+y2)1/2'
I
Df/ jof è il vettore unitario tangente alla circonferenza di centro la
origine e passante per il punto (x,y), orientato
in verso orario se
jyl> lx I (figura 3.37(a)) ed in verso antiorario se IY [< IY.I (fi~
ra 3.37 (b)).
Sia per
y > Ix
che per y <
il versore Df/ Df indica la
direzione ed il verso da prendere per "avvicinarsi"
alla retta di eq!J!!
zione y = x (x I- O). ,Dàto che il gradiente (e quindi anche Df/ jofl) i!!
dica la direzione di massima pendenza, cio significa che, avvicinandosi a tale retta lungo le circonferenze per l'origine,
la funzione f cr~
sce. Ciò è visibile anche dal grafico di fin figura 3.11: in corrispo!!
I I
I
I I IxI
I I
0
181
-Y
y
-x
y
y
(
''
I
I
''
''
X
figura
3.37(a)
''
figura
3.37(b)
denza della retta y=x(x#O) la funzione assume il suo massimo (z=l/2) ,
~entre assume valori inferiori
in corrispondenza
alle altre rette
per
l'origine.
rigine
In particolare
esclusa)
f(x,y)
e nulla
lungo gli assi
ed è minima in corrispondenza
Il campo del gradiente
è schematizzato
alla
in figura
coordinati
retta
3.
y=-x (x ;. O}.
38 ]
y
)(
figura
3. 38
(o-
182
3.81
Sia g(t)
una funzione
= g( ✓x 2 +y 2
f(x,y)
V~rificare
<lerivabile
che
IDfl
per
>
O e sia
).
= lg' I per
[si osservi che, essendo g(t) derivabile
t
ogni
(x,y)i(O,O).
per t > o, con il metodo dell'e-
sercizio 3.55 si può provare che f(x,y) è differenziabile
per ogni(x,y)i
i (O,O). Il metodo più elegante per calcolar~ il modulo del gradiente di
f è quello di scrivere fin coordinate polari, mediante la trasformazione x = p cosB , y e p sen B, e di utilizzare
1 1 espressione del modulodel
gradiente
(si veda l'esercizio
3.72):
Iori = ✓ f 2 + ry2 = · ✓ t Q + ...L
p2 t~
2
X
Essendo nel nostro
caso f = g( p ) , risulta
Si può anche procedere
ni composte:
3.82
Utilizzando
zione f(x,y)
f(x,y)
--
in base alla
la definizione,
definita
da
x2y
X
"\J
4
+y 2
se
.
f-\, = O e quindi
formula di derivazioue
verificare
(x,y)f(O,O)
e
delle
funzio-
che la fun
f (O, O)
= O
ammette in (o,-o) derivata
direzionale
in ogni di
rezione
À=(À 1 ,À 2 ), pur non essendo ivi continua~
Verificare
inoltre
che in (O,O) nori vale la formula af/aÀ = fxAl + fyÀ2.
183
[ Sia À=( À 1 , À 2 ) un vettore di modulo unitario.
zione, la derivata di f, nel punto (O,O), nella
In base alla def ini direzione
À è data da
Perciò la funzione f è derivabile in (O,O) in ogni direzione. Però essa non è continua in tale punto perchè non esiste il limite di f(x,y)
p~r. (x,y)-+ (O,o); si verifica ciò considerando le parabole per l'origi
ne di equazione y=mx2 , con m E R, come indicato nell'esercizio
3.34(b).
Da verifica diretta
in base alla definizione,
oppure
dal limite
precedente ponendo rispettivamente
À =(1,0) e À =(0,1),
si vede che
in (O,O)le derivate parziali
rappresenta una direzione
ti (ciò corrisponde
valgono fx(O,O)=fy(O~O)=O.Seinvece À=(Àl'À,)
diversa dalle direzioni
degli assi coordina-
al caso in cui sia À 1 che
ÀiJ
>-.2 sono non nulli)
lora
df/dÀ=
À 2 ;. O. Percio in (O,O) la derivata
non e combinazione lineare delle due derivate parziali]
3.83
al
direzionale
Sia f(x,y)
la funzione
dell'esercizio
preceden2
te e sia g(x,y)=[f(x,J)]
•
Verificare
che g(x,y)
non è continua
in (0,0)
nonostante
che la derivata direzionale
esista
e valga
zero,
qualunque
sia la direzione.
[come nell'esercizio
precedente (si veda anche 3.34(b))si
verifica
che
g(x,y) non ammette limite per (x,y) ➔ (O,O). Circa la derivata direzi~
nale, risulta
ag a [
d À = a>,_ f(x,y)
Essendo f(O,O) = o, risulta
··J2 = 2f(x,y) a>-.
af
dg/ dÌ\ = O nel punto (O,O) qualunque
sia
À]
3.84
Si consideri
la funzione
f(x,y)
= x 2 +2xy+2y 2 in
un intorno
del punto
(2,1).
Determinare
in quale direzione
À la derivata
ar/clÀ,
calcolata
per
(x,y)
= (2,1),
è massima
ed in quale
direzione
184
è minima.
[Il gradiente indica la direzione di massima pendenza. Perciò il massimo
della derivata direzionale
si ottiene per À = Df/ lnrl ed il valore massimo è
À + f
ar = f
dÀ
X
1
À
y
=f
2
f
_x_
X
Df
I I
i_=
+ f
y
2
2
fx +fy.
IDf I iDfT
lnrl
Analogamente,la derivata direzionale è minima nella direzione e nel ve~
so opposto- al gradiente,
cioè per À=- Df/ [Df ed in tal ·caso la derivata vale 'èJf/ À =- I Df
Per la fllllzione presa in considerazione otteniamo i valori Df=(2x + 2y,
2x + 4y) ed in particolare
Df(2,l) = (6,8). In (2,1)
r~sulta
quindi
lnf(2,1) I= I 6 2 + 8 2 = 10 e Df/ lnrj = (3/5, 4/5): Perciò,
nel punto
(2,1), la derivata direzionale
clf/ dÀ è massima se À =(3/5,4/5)
ed
in tal caso df / 'èJÀ.= 10. La derivata direzionale è minima (e vale -10)
nella direzione
À=(-3/5, -4/5)]
a
I.
I
3. 85 Come nell'esercizio
funzione
to (2,1).
derivata
nulla.
[La direzione
precedente,
si consideri
f(x,y)=x 2 +2xy+2y 2 in un intorno
del
Determinare
una direzione
À in cui
direzionale
af/clÀ nel punto (2,1)
À deve essere crtogonale
Df/ lnf I= (3/5,4/5),
si può scegliere
3/5) ]
3.86
al gradiente.
À =(4/5,-3/5)
la
pU!!_
la
sia
Essendo in (2,1)
oppure À = (-4/5 ,
Sia f(x,y)
una funzione con derivate
seconde co!!_
tinue.
Verificare
che la derivata
seconda
di f
nella
direzione
À = (A1 ,À 2 ) vale
[Nell'ipotesi
che la funzione sia di classe c 2 , si puo applicare due vol
te la fornrula di derivazione delle funzioni compostè, ottenendo
185
3. 8 7 Dimostrare
reche
f(x,y)
sia una funzione
di classe
C2 in un insieme aperto A, se (x,y) e (x+h,y+k)
sono punti
di A con la proprietà
che il segmento ~i estr~;
mi (x,y) e (x+h,y+k)
è contenuto
in A, allora
e
siste
un numero reale %e(0,1) tale che
st~
la seguente
di Lagrange
del
formula
ordine
secondo
f(x+h,y+k)=f(x,y)+fx(x,y)h
di Taylor con il
: nell'ipotesi
+ fy(x,y)k
+
1
+ -z [f xx (x+-eh ' y+-ek)h 2 +2f xy (x+-eh,y+-ek)hk
+
+fyy (x+%h, y+%k) k 2 ]
[La fW1zione di una variabile
reale
g (t)=f(x+tti,y+tk)
volte,
continua.
Possiamo
con derivata
·mula di Taylor
grange
di
seconda
g (t),
al secondo ordine:
con centro
esiste
g (1) = g (O) +g'(O)
La tesi
t 0 =O, con t=l
un numero
segue ponend~ rispet~ivamente
+
= fx(x+th,y+tk)h
+ fy(x+th,y+tk)k
g "(t)
= fxx<x+th,y+tk)h
2
scrivere
due
la fordi 4!.
e con il resto
% E (O, 1) tale
che
z g"(% ).
l
t=O et=
g'(t)
è derivabile
perciò
,e nelle
due relazioni
+ 2fxy(x+th,y+tk)hk+fyy(x+t:!,y+tk)k
2
]
. ~,,.
.l.OU
3H.
F"t..J.:nzion.i
di
Proponiamo
a funzioni
di
t:re
o
in questo
tre variabili
-v-a.:ria.bili
:rea.li
paragrafo
reali
esercizi
relativi
con
(x,y,z)èR
= f Cx, y, z)
f
ed anche,
bili
reali
soprattutto,
(n ~ 1)
più
relativi
3
a funzioni
,
di
n varia
Nei paragrafi
precedenti
abbiamo
già enunciato,nel
caso generale
delle
funzioni
di n variabili,
le principali
definizioni
e proprietà,
come ad esempio
la d~
finizione
di limite
ed i concetti
di continuità,
deri
vabilità
e differenziabilità.
Ricordiamo
qui che usia
mo la notazione
lxl =
(
per indicare
tiamo
inoltre
n
2
E X.
1
i=l
il
1/2
)
(o norma)
modulo
del
vettore
x.
Deno-
con
(x, y)
il
3.88
prodotto
scalare
tra
Verificare
che
di Rn verifica
ÀER):
i vettori
X
prodotto
seguenti
scalare
proprietà
il
le
(a)
(x,y)
(b)
(x+y,z)
= (x,z)
(c)
(Àx,y)
= À(x,y)
=
(y,x)
+ (y,z)
e y.
fra
vettori
(x,y,zeRn
,
187
(d)
(x,x)
~ O
(e)
I (x,y)
l..'.:.lxl · IYI
[ (a),(b),(c),(d)
e (x,x)=O
se e solo
se x=O
(disuguaglianza
sono diretta
di Cauchy-Schwarz)
conseguenza · della definizione
n
=
.
E xiyi . La disuguaglianza di Cau~hy-Schwarz (e) é conseguenza deli=l
le proprietà
3.89
precedenti
ed è provata nell'esercizio
Dedurre dalla
disuguaglianza
dalla
relazione
(x,x)
= lxl
golare
2
2.2]
di Caucby-Schwarz
e
la disuguaglianza
trian
:
lx+yl
Vx,yeR
..'.:. lxl+IYI
[ lx+y 12 = (x+y, x+y)=(x,x)+i(x,y)+(y,y)
2
i. lxl
3.90
(x,y)=
Verificare
nue su Rn:
+2
2
lxllYl+IYl
= lxl
f(x)
(b)
g(x)=(x,y)
.
= Ix I 2+2(x,y)+ I y I 2 S
2
= clxl+IYl)
che le seguenti
(a)
n
funzioni
]
sono conti
-
(norma dix)
(prodotto
[ (a) Procediamo come nell'esercizio
re si deduce che
scalare
con y fissato)
2.39. Dalla disuguaglianza
triangol~
I X I= I (x-y)+y I s I x-y I + I y I.
da cui Ix I - I y I s I x-y I • Scambiando il ruolo di x ,y otteniamo
-
i I x 1-
I y I I s I x-y I • Quindi
ciè implica che
lim f(x)
x ➔x
o
=
f(x 0 ).
(b) La tesi segue dalla disuguaglianza seguente,
conseguenza delle pro -
188
prietà
3.91
(b),
(e) con
(e) dell'esercizio
À =-1,
la funzione f(x) = lxl, con xeRn,
per x=O, mentre sex f O le devalgono fxi = xi/1~1 per ogni
i=
Verificare
che
non è derivabile
rivate
parziali
=1,2, ... ,n.
[Ad esempio f non anmette per x=Oderivata
fatti
fx (O) = lim
Sex
3.92
f(h,o,
... ,o)
... ,o)-f(o,o,
h➔ o±
1
parziali,
parziale
rispetto
li7
= lim
h ➔o±
h
I O,le derivate
3.88:
--.
h
ad x 1
in-
= ± 1.
per i=l,2, ... ,n, valgono
Sia
sia
À una direzione
di Rn (cioè ÀERn con IÀl=l)e
f(x) = lxl. Verificare
che, per ogni x f
O,
f(x)
è differenziabile
e che il gradiente
Df e Ja
de~ivata
direzionale
af/aÀ valgono
Df
(x, À)
!xl
= ___2S_
lx!
[Per x I O le derivate
pa1·ziali di f valgono fx. = x./
1
1
Ix
VX
f O.
I, per
ogni.
i=l,2, ... ,n. Tali derivate,
come rapporto tra funzioni continue (con d~
nominatore non nullo), sono continue. Perciò f è di classe C 1 in Rn-{o}
e quindi è anche differenziabile.
Il gradiente vale
La derivata
direzionale,
per x # O, vale
n
À. 1 = L
r:-:-1
À-=-,I
I
i=l
xi
X
1
1
X
189
3.93
Verificare
che l'equazione
al grafico
della
funzione
denza di un punto generico
[y = f(x 0 )+(Df(x 0 ),x-x) 0
=
del piano
f(x)=lxl
in
x0 f O è
tangente
corrispoB
I xo I + ( klx
, x-x o )
X
0
=Ix
3.94
3.95
o
[(x ,x)- lx
I+ lx::71
X
o
o
o
12 J = ti(xX,x)
Verificare
che l'equazione
grafico
della
funzione
f(x)
generico
x 0 eRn è data da
Sia
g(t)
f(x)
= g(lxl).
una
(a)
Calcolare
(b)
··'
Verificare
le
del
piano
derivabile
derivate
Verificare
se e ?olo
tangente
al
punto
= lxl 2 in un
per
parziali
chef
è derivabile
se g' (O) = O.
solo
(c)
funzione
J
o
t
~
O e sia
di
f per
xfO
per
x=O
se
per
x =O
che f è differenziabile
se g'(O)
= O.
(b) Per i = 1,2, ... ,n e per h e R risulta
lim
g(
h➔ o±
e quindi esiste
I h I )-g(O) = lim
h
il limite
h➔ o±
per·h ➔O
I
g( I h )-g(O)
lh
I
ih
• --
I = ± g'(O)
h
(=O=fxi(O)) se e solo se g'(O)=O .
. (c) Se f è differenziabile
in O,deve essere anche derivabile in
tale
punto e perciò è necessario che g'(O)=O. Viceversa, se g'(O)=O, risul-
e
190
ta fxi(O)
n
h=(hi) ER,
= O per ogni i=1,2, •.• ,n; quindi,se
n
f(O+h)-f(O) - l;,l fxi(O)hi
lim
h
= lim
Ih I
➔O
hl:-g(O) =g' (O)=O
in o]
e quindi f è differenziabile
3.96
g(_
h-+ O
Sia f(x)=lxlp
con p parametro
positivo.
Verific~
re chef
è differenziabile
per x=o·se e solo
se
p>l. Si verifichi inoltre che se p è un intero pari allora f è di classe Cm(Rn) ,mentre se,ad esempio, p =
=3/2 ·allora f è di classe C1 (Rn)ma non di classe c2 (Rn).
[Per quanto riguarda la differenziabilità
in x=O, si può applicare il cri
terio dell'esercizio
precedente con g(t)=tP. Per il resto si proceda come nell'esercizio
3.58]
3.97
Sia f(x,y,z)
definita
da
f(x,y,z)
la funzione
= lxyzj
di tre
variabili
a
con a parametro
positivo.
Verificare
to (0,0,0)
la funzione
f è:
per
(a)
derivabile
(b)
differeniiabile
se e solo
[(a) Essendo f~O lungo gli assi
fz sono nulle.
coordinati,
ogni
(b) La funzione è differenziabile
mite
(*)
lim
(x,y,z) ➔ (O,O,O) /x 2 +y +z
Utilizzando
2
la disuguaglianza
reali
a>
che nel
pUQ
O;
se a>l/3.
in (O,O,O) le derivate
fx,fy,
in (O,O,O) se e solo se è nullo il li-
2
191
lxya
I
e le analoghe disuguaglianze
per j yj , j zj ,
otteniamo
(x 2 +y 2 + z 2 )'312 , da cui, se (x,y,z)
f. (O,O,O)
i
Oi
Perciò,
se
> 1/3, il limite(*)
a
go le rette
per l'origine
x(t)=i
t,
il
a
rapporto
e, se a.<1/3,
limite
3.98
Se invece
a.'.::,1/3,
lun
z(t)=nt
in ("•) vale
I inm I a I t 13a
h,2-lm2+n2
penda dalla
zero.
parametriche
y(t)=mt,
( R,2 +m 2 + n 2 =l),
jxyzj
vale
di equazioni·
diverge
retta
jtj
all'infinito
scelta;
J1.nm f. O) mentre,
(per
ciò prova che,
se
a
.'.::. 1/3,
se
a=l/3,di
non esiste
il
('~) ]
Generalizzando
l'esercizio
precedente
(ed anche
l'esercizio
3.56),
verificare
che la funzione
f ( X 1 , X 2 1 •••
, X
n)
è differenziabile
solo
se
[ Utilizzare
lxi ·X2 ..••
nell'origine
·xnIa
degli
assi
se e
1/n.
a>
la disuguaglianza
e per ogni x =(xi)
E Rn
disuguaglianza
un valore
c'è
·, xi j i
(°si faccia
Ix j , valida
attenzione
assoluto,
per ogn:l. i=l, 2, .. n
che a primo membro della
mP.ntre a secondo membro c'è
un
modulo) ]
3.99
Calcolare,
definizione,
ti funzioni
all'interno
dei rispettivi
insiemi cli
le derivate
parziali
delle
seguendi tre variabili
reali
192
(a) f
(c)
f =
xyz
(b) f
X yz
(d)
[(a) fx= yz, fy=xz, fz=xy;
(c) fx=yzxyz-l
,
(d) fx=y z xyZ- 1 ,
3.100
3 .101
f
(b) fx=l/x,
Calcolare
le derivate
seguenti
, X
funzioni
parziali
funzioni
di
[ (a) fx = 1/xi;
1
lxi
✓jxj 2 +1
(h)
rare preliminarmente
(c) fx. =
1
3.102
fx,l (i=l, 2, ... , n)
n
variabili
reali
n
f = E
i,j=l
-
f-log
in difficoltà
x 1.x.
J
V~
\~
provi a consid~
il caso n=2);
I I ( I I +1)
X
(d)
fxi =2x1 (il lettore
Xc
~
X
rela-
x:
n)
f=arcsen
va-
(yz)
del teorema di Schwarz
seconde miste:
(b)
(c)
J
di tre
(b) f = x arctg
la tesi
derivate
(x 1 , X 2 , •••
fz=l/z;
fz = xYZ y logx;
le seguenti
soddisfano
tiva alle
delle
fy=l/y,
fy=x yZ y z-1 zlogx, fz = xyZ y zlogx logy
log .!Y
z
=
f = X yZ
fy=xYZz logx,
Verificare
che
riabili
real i
(a)
log (xyz)
;
2
Calcolare
la derivata
direzionale
delle
ni considerate
nell'esercizio
precedente,
J
funzionella
:i.93
direzione
della
retta
di
=xn, nel
verso
delle
xi crescenti.
[ .Si chiede di calcolare
vettore unitario
Nei punti
la derivata
in cui f è differenziabile,
Sia f(t)
rivabile
'af/ 'aÀ, dove À è il.
direzionale
Ad esempio, nel caso (a), nell'insieme
n
df/dÀ=
(1//;)
L 1/xd
i=l
3.103
x 1 =x 2 = ...
equazione
la derivata
direzionale
di definizione
di
f
una funzione
definita
in [0,+m)
due volte per t > O. Poniamo
vale
risulta
e de-
u(x)=f(lxl),
Verificare
che, per ogni
conde ux·x·
soddisfano
la
· 1. l.
n
(x)
E
i=l
Nel sommare rispetto
n
X~
i=l
lxl2 lxl2
E _1._=--
3.104
x f O, le
relazione
= f" (Ix I ) +(n -1)
f'
derivate
se
Ì
~ I I)
IX
ad i=l 12, ... ,n cccor·re tener pt:esente che
1
Sia
g(t)
una funzione
t > O e sia
u (x)
= g (Ix
derivabile
I2)
due volte
VxeRn .
per
194
Verificare
3.105
che,
per ogni
xeRn,
si ha
Sia u(x)=f(lxl),
con f(t)
derivabile
due volte
per t>O. Verificare
che, per ogni x f O,risulta·
n-1 .
f"
(1 +f I 2) 3/2 +
3.106
Una funzione
. . . , xn)
essa
di n variabili
si
dice
ammette
armonica
reali
u(x 1 ,x 2 , •••.
in un insieme aperto A se
in A derivate
seconde
l'equazione
differenziale
se soddisfano
f'
IX I _(_l_+_f-,2-)-=-11=2.
ux·x·
e se_ es
1 1
(equazi~
ne di LapÌace)
n
L
i=l
o
UX1•X1•
Verificare
che,
è armonica
in Rn - {O} .
[ Si può utilizzare
se n~3,
la funzione
u(x)=lxl
2-n
2-n
3.103 con f(t)=t
, oppg
1
2-n)/2
J.104 con g(t)=t'
• Ad esempio,per.f(t)
la formula dell'esercizio
re quella dell'esercizio
risulta
f"(t)+(ri-1)
3.107
f' (t)
--
t
=t
-n
[ (2-n)(l-n)+(n-1)(2-n)]
=O,
Vt
# O]
Verificare
che la f.unzione u(x)= ✓ l-lxl 2 (che ha
per grafico
una semisfera
in Rn) verifica
l' equazione differenziale
alle derivate
parziali
(detta
equazione
0elle
superfici
con curvatura
media costante)
195
n
=-n,
i::
IX I < 1 .
V X e Rn :
i=l
[ Si u~ilizzi
3.108
la formula dell'esercizio
Una funzione
genea
di
3.105 con f(t)=
f definita
se
grado
in
Rn-{0"}
tale
(a)
ipotesi,
dice
omo-
VxeRn-{O}.
verificare
che:
se f(x)
è differenziabile
in Rn - {O} , le
derivate
parziali
sono omogenee
di
grado
a -1 e vale
1 'identità
di Eulero
a f
;
se a<
0,non è finito
il limite
per x ➔ 0 di
f Cx), a meno che f non sia identicamente
nulla;
se a~0,non
esiste
il limite
per x➔ 0 di f(x)
a meno chef
non sia costante;
se a>0 e se f(x)
è contin~a
in Rn~{0},
essa può essere
estesa
per continuità
in x=0
(con il valore
f(0)
= O).
(b)
(c)
(d)
[ (a)
si
]
Cl
\ft>O,
Sotto
2
/1-t
Si veda l'esercizio
rigine
di direzione
Lungo tale
retta
per t ➔+ a, tale
le notazioni
3.70;
(b) considP.riamo
À e di equazioni
la funzione
vale
f(x)=f(tÀ
espressione
diverge
all
precedenti
si ha f(x)
con
Perciò,
se
~ non
_per l'origine
a x,
il
li,11ite di f(x)
f(x)
di direzione
dipendente
ma
À, f(x)
da À . Ciò
per x ➔O; (d) per
il
limitata)
nell'insieme
chiuso e limitato
{x ERn :
che
M per ogni x
con
x/ Ix I
un vettore
E Rn,
di modulo I ,per ogni
è
di
quindi
Ix I= 1 } . Sia
Ix I ,; 1.
x E Rn -
a§_
implica
teorema
assume massimo e minimo (ed
Mt R tale
I f(x)li
/.O,
=to f(À)=f(À).
su ogni semiretta
la funzione
À) ; se f(À)
a =O,
costante
che non esiste
)=t af(
per l'o-
Àt (t >O).
(c) se
sume valore
Weierstrass,
x(t)=
infinito;
I
è costante,
rispetto
la semiretta
parametriche
Essendo
{ O } , otteniamo
196
Vx/0.
a > O segue che f(x) ➔ O per x➔ O]
Dall'ipotesi
3 .109 Dimostrare
grange
la
al secondo
formula
ordine
di Taylor con il resto di
L3. : se f (x) è una funzione
di
classe
C2 in un insieme
sono punti di A, allora
-Se(0,1) tale
che
n
f(x+h)=f(x)+
L
i=l
convesso A, sex,
esiste
un numero
fx.1 (x) h.1 +
n
1
[
2 i,j=l
x + h
reale
fx,1 x·J (x+~h)h.h.
1 J
In simboli
più compatti, si può scrivere
tale for
mula in modo equivalente
(dove (Df,h) è il
pr~
dotto scalare
tra il gradiente
Df ed il vettore
h, D2 f è la matrièe
nxn delle derivate
seconde,
2
D f·h è un prodotto
tra matrici
con h pensato
matrice
riga o colonna,
infine
(D 2 f·h,h)
è
un
prodotto
scalare
tra vettori
di Rn):
1
f(x+h)=f(x)+(Df(x),h)+
[ Applichiamo
Posto
il metodo proposto
g (t)=f(x+th)
le funzioni
2 (D f(x+-Sh)·h,h)
per
3.87 per il caso
neil'esercizio
, in base alla
tf [0,1]
di una variabile)
ne, con centro
2
con il ~esto
t 0 =0 e con t=l,
formula
di Lagrange
.\'le (t 0 ,t 1 )=(0,l)
esiste
n = 2.
di Tayl,:,r (per
al secondo
ordi
per cui
,
g(t)
Si ottiene
la tesi
rivazione
delle
n
g '(t)=
esplicitando
funzioni
[
i=l
1
+~
2
g"(-S).
le-derivate
composte:
L fx , (x+th)hi
i=l
n
g ''(t)=
= g(O) +g'(O)
;
g', g" con la regola
di d§.
Capitolo
4A.
EQUAZIONI
DIFFERENZIALI
LINEARI
Eq~azioni
differenziali
lineari
primo
(1)
del
tipo
g(x,y,y')
ove y=y(x)
vata
prima
tre variabili
renzia+e
tegrale
y=y(x)
vabile,
= O,
è una.funzione
incognita
e y' la sua der_i
ed ove g è un' asse.gnata
funzione
reale
di
reali,
prende
il nome di equazione
diff§.
(ordinariaidel
primo ordine.
Per soluzione
(o in particolare)
della
(1) ,, si j_ntende
una funzione
definita
in un intervallo
I di R ed ivi deriche soddisfi
la (1),
cioè
tale
che risulti
= O,
g (x, y (x) , y' (x))
Un'equazione
di
forma
Un'equazione
differenziale
se è del
normale
y'
(2)
(3)
del
ordine
Un'equazione
ce
4
del
del
primo
tip o
= f(x,y).
primo
y'
\fxel.
ordine
= a(x)y
del
+ b(x),
tipo
ordine
si di.
198
ove a(x) e b(x) sono funzioni
continue
nell'interval
lo I, si dice
lineare
. Se è b (x) = O, l'equazione
(3)
si dice omogenea.
Le funzioni
a(x),
b(x) si chiamano,
rispettivamente,
coefficiente
e termine noto dell' equ~
zione (3).
Esempi di equazioni
lineari
del primo ordine sono le equazioni
(4)
y'
b (x)
(5)
y'
y.
della
Com'è noto dal calcolo
(4) sono date dalla
(6)
y = B(x)
ove B(x) è una primitiva
guarda la (5), osserviamo
integrale,
formula
+
le
soluzioni
c
di b(x) e ceR. Per quanto1i_
che le funzioni
y = cex
sono sue scluzioni.
( s) , cioè
ne della
(cER)
y(x)
Viceversa,se
se risulta
è una soluzio-
y' (x)-y(x)=O,
moltiplicando
Yxel,
ambo i membri per
e-xy'(x)
e
- e-xy(x)
-x
'
S1
ha
O
e cioè
d
dx [e-><y(x)]
Ne segue
=
O,
Yxe I.
199
con
c costante
opportuna
e perciò
( 7)
Abbiamo così
verificato
che tutte
le
soluzioni
dell'equazione
differenziale
(5) sono date
dalla
(7).
Le equazioni
differenziali
(4) e (5),
che
sono
casi
particolari
della
(3),
ammettono
infinite
soluzioni,
dipendenti
da una costante
arbitraria
c.
E'
perciò
naturale
aspettarsi
che,
anche
in generale,la
equazione
differenziale
(3)·ammetta
infinite
soluzi.2_
ni,
dipendenti
da una costante
scelta
arbitrariamente.
Sussiste
in proposito
il seguente
TEOREMA.Tutte
(3)
sono
(8)
le
espresse
da
y(x)
= eA(x)
soluzioni
(
dell'equazione
differenziale
f e-A(x) b(x)dx)
è una primitiva
di a(x).
Si noti
che l'integrale
indcfini
to che figura
neJ.
la (8),
dipende,
al solito,
da una costante
arbitraria.
Volendo
mettere
bene in evidenza
la
dipendenza
dalla
costante,
possiamo
riscrivere
la (8) nel
modo
seguente:
ove
(8')
A{x)
y(x)=
eA(x)
(
f e-A(x)b(x)dx+c).
La dimostrazione
del teorema
procedimento
che conviene
seguire
risolvere
equazioni
particolari
fornisce
nella
e perciò
anche
il
pratica
per
la richi~
mo. Moltiplichiamo
ambo i membri
detto
fattore
integrante
, ottenendo
della
(3)
per
e -A(x~
cioè,
A'(x)
essendo
relazione
d~
= a(x):
che può esser
Integrando
e-A(x)
]=
y(x)
[e-A(x)
riscritta
e-A(x)
ambo i membri,
=
y(x)
f
e-A(x)
nel
modo seguente:
b (x) -
si ha
b(x)dx,
ciQè la (8). Viceversa,
se y(x) è data dalla
(8), si
~erifica
facilmente
che essa soddisfa
l'equazione(3),
La ( 8) prende il nome di integrale
generale
de 11 '~
quazione
differenziale
(3),
In particolare,
le soluziùni
dell'equazione
omogenea
( 10)
= a(x)y
y'
sono espresse
da
y (x)
( 11)
= c
eA(x)
con A(x) primitiva
di a(x).
Sussiste
il
inoltre
(c eR)
TEOREMA DI CA.UCHY(PERLE EQUAZIONI LINEARI DEL PRI MO ORDINE) . Siano a(x) e b(x) funzioni
continue
nell 'inter
vallo
chìuso
e limitato
I,
e sia
x 0 eI.
Per ogni
y 0 eR esiste u;1a ed una sola funzione
y(x),
derivabile
in I , soluziore
del problema
dì Cauchy
201
a(x)y
+
b(x)
(12)
= Yo
Dalla
soluzìone
( 13)
formula
(8)
y(x) dì
(12):
sì
x
Jx a(t)dt
b(x)
per
=
O sì
(14)
4,1
Y (x)
t
ove
a(x)
[Chela
con
a(x)
b (t)dt)
a
o
nulla
è
y(x
funzìone
identìcarnente
del problema
dì Caucµy
=O sia soluzione del dato problema di Cauchy
è e-
= O
0 )
è continua
Che sia l'unica
Dimostrare
chy
0
= a(x)y
funzione y(x)
vidente,
J a(s )d s
x a(t)dt
Dimostrare
che la
l'unìca
soluzìone
( y'
4,2
X
Yo e
della
o
rìduce
f
-
Je x
(yo+
X
che,
l 'espressìone
t
x
O
y(x)=e
rìcava
chs
continua
la
ìn
I e x 0 el.
segue dal teorema di esistenza
soluzione
del
ìn
e x 0 e[a,b],
[a,b]
ed unicità
problema
di
non
]
Cau-
sian
202
nulla
in alcun
punto
di
[a,b].
[ Se esistesse-;;- E [a,b] tale che y(x)=O, la funzione y(x) sarebbe
soluzione del problema di Cauchy
anche
y'_= a(x)y
{
y(x) = o
e c1oe, per l'eserci~io
nulla, contro il fatto
4.3 Sia y 0 (x)
precedente, dovrebbe essere
che y(x 0 ) = 1 ]
la
soluzione
y'
= a(x)y
{ y(x 0 )
y(x) identicamente
del problema
di Cauchy
= 1
con a(x) funzione
continua
Dimostrare
che l'integrale
ne y'=a(x)y
è dato da
in [a,b]
generale
e x 0 e[a,b]
dell'equaziQ
[ Si deve dimostrare che la gene:rica soh•zione y dell'equazione
y'=a(x)y,
è data da y(x) = cy O (x), con c. costante opportuna. Post.o c=y(x 0 ),
le
funzioni y(x) e cy 0 (x) sono entrambe soluzioni del problema di Cauc~y
y' = a(x)y
{ y(x ) = c
0
e perciò, per il teorema di unicità
ogni x E [a,b]]
4.4 Risolvere
l'equazione
genea y'=sxy.
[ Una primitiva
di Cauchy, risulta
differenziale
di a(x)=8x è A(x)=4x 2 • Moltiplicar.do
y(x)=cy 0 (x) .Per
lineare
omo-
ambo i membri della
203
2
.
equazione
data per e -A(x) =e -4x
. i.«2 - Bx e- 4x 2 y = O, da cui
y•e-
Ne segue e -4· x
4.5
2
Risolvere
genea
y • c, cioè y = c e4x
l'equazione
2
·J
differenziale
lineare
omo-
y'
di a(x) = x/(x 2 +l) è A(x)=log /~
. Moltiplicando
ambo i membri dell'equazione
data per e-A(x) = 11/x 2+1 , si ha
[ Una primitiva
[y•I J;'2+i" J- [yx/(x ~ +1) 312] = O da cui
d
dx
(y/17+1
) = o.
Ne segue y/ ~ = c, cioè y = c /~
4.6
Risolvere
ferenziale
nell'in•tervallo
omogenea
y'
=
(cotg
]
(0,11)
l'equazione
dif-
x)y.
della funzione z.(x)=cutgx è A(x)=log ]senx j. Neil'intervallo (O, 1T), la funzione sen.x e positiva; quindi in tale intervallo
,
A(x) = log senx. Dalla formula risolutiva
(11), si ricava
[ Una primitiva
y(x) = e eA(x) = e elog senx= e senx.
Si poteva procedere anche tenendo conto dell'esercizio
ta y(x) la soluzione del problema di Cauchy
4.3.
Infatti,de!_
204
y' = (cotg x) y
{ y(x 0 ) = 1
si ha y(x) > O per x E(0,1T ), grazie all'eserc!.zio
4.2,
e perciò,
y' /y = cotg x.
Integrando
ambo i membri fra x0 ex,
x y' (t)°
f
X
da cui,
--dt
y(t)
o
f
si ha
X
X
cotgt dt
o
essendo log y(x 0 ) = log 1 = O
log y(x) = log sen x - log sen x0
Scegliendo
x 0 = 1T/2 si ha log y(x) = log sen x e infine
l'esercizio
4,3
y(x)=senx.Dal
segue che la generica soluzion~ dell'equazione
data
I
è
, y = c sen x. In generale, per K 'f k1T, si trova la soluzione y=c' senxl
che è equivalente a y=c senx pur di cambiare il segno alla costante]
4. 7 Determinare
equazioni
y'
l'integrale
differenziali
= 3y
3x
x2
[ y = ce
]
[ y = ce /x
y'=(cosx)y
y, =_ex y
[ y = ce
J
senx
J
J
-ex
2
y
seguenti
]
X
y'=(x-l)y/x
2xex
delle
omog1;?nee
[ y = ce
y'=Zxy
y'=
generale
lineari
[ y = ce
,
eX2
L y = ce
y'=(tgx)y
[ y = c/cosx
y'=-y/Zx
[ y =
]
et/--;_]
J
205
y'=2y/x
[y=cx
y'=-(cotgx)y
[ y = c/senx
y' =C ✓x)y
.
2/(3.,/?')
[ y = ce
y'=y/ ✓ x+S
[ y = ce 2rx+s]
y'=(logx)y/x
[ y = ce
y' =·xy/ (x 2- 1)
[ y =
y'=(l+log
x)y
[y = c/]
y'=y/(x
logx)
4.8
[ y=ce
COS
[ y=c /arctgx
y'=(arcsenx:)y
[ y=c e
y'=g'(x)y
[ y = c eg(x)
[ Una primitiva
X
X2
è A(x)=-2log
]
2
X
J
]
J
/ fi+xT
(x arcsenx
diffcrenzialP.
sen 4x
A(x) di a(x)=-2/x
y =ce
]
[ (x+l)/2]]
y'=(arctgx)y
2
]
(senx-xcosx)
[
l'equazione
]
(log 2 x)/2
y'=-(sen2x)y
y'=--y+
]
c Ix2 -1 I 1/2
[ y=c tg
sen x
Risolvere
]
[ y = c logx
y'=y/sen(x+l)
y'=xy
2
+
/1-x
2 )]
]
non omogenea
I I =-logx 2 , per cui
y.
ii
è a-A(x) = x 2 . Si ha, moltiplicando
per x 2 ambo
i
2
2
membri dell'equazione,
x y'=-2xy + sen4x, cioè x y'+2xy=sen4x e ancofattore
integrante
ra D(x 2 y)=sen4x. Integrando
ambo i m~mbri di que;t'ultima
~ x 2 y = sen4xdx =-(cos4x)/4+c
e ,perciò y=(-cos4x/4+c)/x
relazione,si
2]
Determinare
l'integrale
equazioni
differenziali
seguenti
f
4.9
y'=3y+l
y'=ay+b,
generale
lineari
delle
non ·omogenee
[ y =ce
(a,beR,
a;iO)
3x
- (1/3)
]
[y = c e ax - (b/a)
]
206
X
[y = e e -x-1]
-x
[y=e (x+c) ]
y'=y+x
y I= -y+e-X
y' +y/x
=
1/x
[y=l+c/x ]
X
y'=(y/x)+xex
[y=xe +cx ]
y I =y+e X
· IY=(c+x)e ]
4x
2x
[y=ce + e /2 ]
X
y I =4y- e2X
y'=ay+e~
y' = - Zxy+xe -x
(afb)
2
2
-x 2
[y=e
2
[y=cx
y'=(Zy/x)+(x+l)/x
y'=y+x
bx
[y= [ e /(b-a)
] +e]
.
(e+ x 2 /2)
]
x -( 1/2) ]
-
X
[y=ce -·(x+l) 2 ]
-l
[y= [ c+(x-l)e x ] /x J
y'=ex-(y/x)
2
y' =Zxy+e x_cosx
2
[y=ex (senx + e) ]
y' =-y+e-x
cosx
[y=e (senx + e)]
-x
y 1 = _ ( y+ e -X / X 2 )
[y=e-x(c + 1/x) ]
y' +y=Zxe -x
[y=e (x·2 + e) ]
-x
[y=e (x 3 +e)]
-x
y, +y=3x 2 e-x
y I +y=e -X /2./x
y' = (cosx.) y+e senx1ogx
y'=(3y/x)+X:
3
ex
[y;,e-\l~+c)]
seruc
[y=e
(xlogx-x+c)]
X
[y=x3 (e +e)]
y'=(tgx)y+cosx
[y= [(x/2)+(sen2x) /4+c ] /cosx ]
y'=(y+l)/ ✓x
[re e
senx
[y=c e
y'=(y+l)cosx
4.10 Risolvere
2/~
il
problema
dì Cauchy
- 1J
- 1]
207
y'
= 3x
[ y(O)
ex
y
= 1
[ Una primit;iva
di :a.(x)=3xex
dell'equazione
si
2
data
2
è A(x)=3ex
3 x2/2
è y(x)=c e e
2
j2,
perciò
. Imponendo
l.' integrale
generale
la condizione
y(O)=l,
y(O) = e e 3 l 2 = 1, da cui c = e - 3 /z. Pertanto
2
3(eX -l)/2
di Cauchy è y(x)=e
]
trova
problema
4.11 Risolvere
i seguenti
y'
= (1-y)/x
{ y(l)
= o
y'=Zy+l
problemi
la soluzione
di Cauchy
[ y = (x-1)/x
[ y = ( 3e
2x
]
-1) / 2 ]
{ y(O)=l
y'=ay+b
(a,beR,afO)
{ y(O)=O
y'
+
1
X
{ y(l)
y = x3
i/5
( y' = (tgx)y+l
i
y(TI)
a
=
[ y
tgx - ( 1 / cosx) ]
1
y' =[ (x+l)y/x]+x(l-x)
{ y(l)
[y=x''ts]
e
[ y=(e-l)xe
x-1
+ x2 ]
del
208
y'
I
=[-y/(sen
2
x cotgx)J+
+cotg 2 x
[·y = (cotgx)(log
senx) ]
y(n/4)=log( ✓2/2)
y'= 2y/x+3x 2 cosx
{ y(n)
[- y = 3x 2 (sen x + TI) ]
= 3TI3
y' =~ (cosx)y+senxcosx
{ y(O) = O
y'=(cotgx)y
{ y(O)
+
4.12
x 5 senx
-senx
- 1 ]
[ y = seruc ( e + x 6 / 6) ]
= O
2
y'=Zxy/(l+x
{ y(O)
[ y = senx + e
)+(x+x 3 )senx[
(
y= l+x 2
)(
seruc-x cosx)
J
= O
Siano a(x) e b(x) funzioni
continue
nell'intervallo chiuso e limitato
[a,~] e siano x 0 e[a,~J,
y 0 eR. Detta y(x) la soluzione
del problema
di
Cauchy
{ y'
=
a(x)y
+ b(x)
l y(xo)=yc
ed indicata
con Il Il la norma del sup in C0 ([a ,
~]), dimostrare
che esiste
una costante
c > O ,
dipendente
da a,~ e Ila,11, ma indipendente
da y(x),
tale che
llyll+lly'li
<
cCIY I+ llbll).
0
209
[Dalla
formula
f
X
e
risolutiva
(13},
tenendo
che (x 0 ix)
presente
13
X
f
a( t)dt
o
i
i
e
.$. e
( 13-a ) Ila Il
e
ja(t}
I dt
a
K
e che
-f
t
a(s.)d s
e xo
i
e ricordando
e
le proprietà
degli
integrali
definiti,
si ha
X
I y(x) I .$. K ( Iy I + IJ K b(t)dt
0
X
.$. K( , y o
, +
K
I) .$.
0
r,
b( t)
, dt} .$.
a
5. K( I y O I+K( 13-a)
.$. J(' (
ove si é posto
Passando
("')
J
{K,K 2 (13-a))
al sup per x E [a,
llyll.$_K (j=,,
1
dipendente
Essendo per ipotesi
i.
I + Il b Il )
'JO
K'=max
con K' costante
Il b Il }
y'
0
.
13] , ne segue
j+llbll)
solo da
= ay
a., 13,a(x}
+ b, si ha
Il y' Il .$_Il a Il • Ily Il+ Ilb Il ;
e non da y(x).
210
dalla{*)
segue allora
llyll+lly'
11.$.( llall+1)
llyll
.s
llbll
+
.$.( ·Ila Il +l)K' ( IyJ + Il b Il ) + Il b Il
.$. c (
IY I+ Il b Il)
0
ove si è posto c = ( Ila Il +l) K' + 1 ]
4.13
Siano
a(x)
e bn(x)
vallo
[a,p]
e sia
j o,n
una
Supposto
che
b n (x)
ri
reali.
te
in
[a,P]
funzioni
e che
Yon
➔
·'
successione
dì
continue
nell'inte~
successione
di
➔
b(x)
nume-
uniformemen
-
y 0 , dimostrare
che
soluzioni
dei·
problemi
soluzione
y(x)
yn(x)_delle
la
Cauchy
f y~
lY
converge
in
del problema
=
a(x)yn
n (x o)
+ bn(x)
= Yo,n
C 1 ([a,~J)
verso
di Cauchy
la
+ b(x)
[sottraendo
membro a membro, si ottiene
Applicando il risultato
dell'esercizio
precedente,si
Il yn-y Il + Il y n1 - y ' Il -< c ( I y o,n - y o
I+ Ilbn - b Il· )
ha
211
da cui segue l'asserto,
ricordando la definizione
(ved. ·esercizio 2..25) ]
4B.
Eq~azioni
genee
a
differenz~ali
coefficienti
Un'equazione
(1)
norma su
lineari
costanti
differenziale
y" + ay'
della
del
c1
omo-
tipo
+ by = f(x)
con a,beR e f(x) funzione continua
in un intervallo
I di R, prende ì 1 nome di equazione
differenziale
linea re del secondo ordine
a coefficienti
costanti,
di termine noto f(x).
L'equazione
(1) sì dice
omogenea se f(x) ='
= O, altrimenti
si dice non omogenea.
Per soluzione
(o integrale
particolare)
dell' equazi.2_
ne (1),
si intende
una funzione y = y(x),
derivabile
due volte
in I, che soddisfi
la (1),
cioè tale che
y"(x)+ay'
L'equazione
(2)
(x)+by(x)=f(x)
differenziale
y" + ay'
Vxe I.
omogenea
+ by = O
prende i 1 nome dì equazione
omogenea associata
al l 'equ~
z ione (1).
a studiare
Nel presente
paragrafo
ci limitiamo
su!:.
l'equ~zìone
omogenea (2), rimandando
al paragrafo
cessivo
lo studio
della
(1).
Per determinare
l'integrale
generale
dell'equa
zion~ (2) e cioè l'insieme
di tutte
le sue soluzioni
particolari
y(x),
assai utili
sono i seguenti
teoremi.
TEOREMA 1.
Se
y 1 e y 2 sono due soluzioni
particolari
212
della
(2),
allora
anche
R,
la funzione
è una soluzione
particolare
della
con
C 1 ,
della
TEOREMA 2 . Se Y 1 e Y 2 sono due soluzioni
(2), tali
che
allora
C 2
tutte
E
le
soluzioni
della
+ c 2 y 2 (x) , al variare
dei
particolari
( 2) sono del
tipo
c1,
c2 •
parametri
( 2).
+
C 1 y 1 (x)
Si dimostra
che la condizione
(3) equivale
a diTe che le funzioni
y 1 (x),
y 2 (x) sono linearmente
indi pendenti,
cioè che le uniche costanti
c 1 , c 2 per
cui
si ha
V XER
sono le
costanti
c1
Dal
teorema
2 segue,
l'integrale
(4)
generale
L(y)
=
=
zione
l 5)
O.
pe!'ciò,
dell'equazione
y"
+ ay'
basta conoscere
due suoi
dipendenti
y1 e Y2.
Per
ticolari
c2
+ by
integrali
che:
per
determinare
omogenea
"' O
particolari
linearmente
in-
determinare
esplicitamente
due integrali
pa.!:_
y 1 e y 2 della
(4), si considera
la sua equa-
caratteristica
À2
+ aÀ
che è un'equazione
+ b = O,
algebTica
di
secondo
grado,le
cui
213
radici
(complesse)
sono
(6)
ove
Se
ò = a2
ò <
4b.
-
O, allora
(7)
porremo
- a/2
a=
,
f3 = -ì-F./2
in modo che a e ±P saranno,
rispettivamente,
la parte
reale
ed il coefficiente
della
parte
immaginaria
dei
numeri complessi
À1 e À2 •
Si dimostra
il
seguente
TEOREMA
3 (SOLUZIONI DELL'EQUAZIONE
OMOGENEA)
Tutte
le soluzioni
(i)
y(x)=c
1
e
( ii)
y(x)=c
1
e
1
e
(iii)y(x)=c
ove
c1
sono
definite
4.14
Risolvere
e
dell'equazione
À1X
À 1 li.
ax
e perciò
da
ò >
o
+ c 2 xe À 1 X
se
ò
o
se
ò <
o'
À1 ,
À2 ,
a, f3
·(6),
le
ax
senf3x,
arbitrarie,
ed ove
(7).
equazioni
y"-6y'+Sy
[ (a) L'equazione
date
se
cosf3x+c 2 e
dalle
sono
,
+ c2e
c 2 sono cos·tanti
('a)
À2 X
(4)
=
O
(b)
omogenee
y"-2y'+2y
=
À 2 -6 À+S=O ha discriminante
caratteristica
ammette due radici
differenziali
O
Ò=l6 > O
e distinte:
À 1 =l, À 2 =5. Perciò lo
integrale
generale è y(x)=c 1 ex+c 2 e 5x.
(b) L'equazione
caratteristica
À 2 -2 À+2=0 ha discriminante
Ò=-4· < O
ed ammette come radici
reali
i numeri
complesEi
coniugati
À 1 =1-i,
À 2 =l+i
214
Perciò
4.15
l'integrale
Risolvere
generale
l'equazione
[L'equazione
caratteristica
te À 1 =l come radice
+ c 2 xex ]
4.16
Risolvere
mogenee
(a)
[(a)
le
L'equazione
doppia.
Perciò
complesse
1 integrale
Risolvere
generale
-1 è radice
doppia
dìfferenzìali
lineari
À (À-2)=0,
ed am -
generale
è y=c 1 +
caratteristica
è À 2 +4=0, ed aimnette le
due
l'integrale
y =
± 2i. Perciò
generale
è
À 2 +2À+
1
generale
= o, cioè
[ y
c1 e
delle
X
+ c2 e
3x
(c 1 + c 2 x) e
y"-Zy'+y=O
[ y
y"-lOy'+ZSy=O
[ y = (c 1 +c
y"-Zy'
2
7x
x·
x)e]
]
]
]
Sx
J
[ y = c 1 cosx ·+ c 2 senx
=
o
-15y
-·
3y
=O.
[ y=c 1 cos(/3x)+c
o
[y=c
Perciò
seguenti
2x
+ c2 e
J
o
2
(À+l)
è y=(c 1 +c 2 x)e-x ]
[ y = c1 e
y"-lOy'+Zly=O
+
è
y"+Zy'+y=O.
e l'integrale
y"-3y'+Zy=O
y''
o-
y"+4y=O
Determinare
l'integrale
generale
equazioni
lineari
omogenee
=
è y(x)=c 1 ex+
l'integrale
l'equazione
caratteristica
+ y
0 ed amme_t
2
]
[L-'equazione
y"
2
(À-1)
O e 2. Perciò,
c?niugate
=c 1 cos2x+c 2 sen2x
ossia
è À 2 -2 À =O, cioè
caratteristica
reali
y"-Zy'+y=O.
1
(b)
-t-c 2 e 2 x. (b) L-1 equazione
4.18
À 2 -2 À+l=O,
è
equazioni
le du_e radici
radici
+ c 2 exsenx ]
differ.enziale
y"-Zy'=O
mette
4._17
è y(x)=c 1 excosx
1
e
-3x
2
sen(/3
+ e2 e
Sx
]
x)]
215
y"-y=O
[y=c1 e-x + c2 ex]
y"-4y'+4y=O
[y=(c1
y"-2y'+Sy=O
[ y=ex( e 1 cos2x + c 2 sen2x)
y"+y'+y=O
[ y=e
-x/2
+ C2 x)e2x
-
[ c 1 cos(/
2x
]
·
~
3 x/2)+c 2 sen( ·v 3 x/2)]]
y."-4y' +20y=O
[y=e
y"+9y=O
[y=c 1 cos3x+.c
y"-6y'+10y=O
(y=e 3K(c 1 cosx + c 2 senx)
y"+
✓I
y'=O
(c 1 cos4x+c 2 sen4x)]
[y=c 1 + c 2 e
2 sen3x]
-/z X
(y=(c1
+ c2x)e4x
]
y"-y'/2
(y=(cl
+ c 2 x)ex/4
]
Passiamo
ora a studiare
le lineare
omogenea
ài ordine
l'equazione
n:
] .
]
y"-8y'+16y=O.
+ y/16=0
]
differenzia
(8)
a coefficienti
La
(8)
equazione
è un caso
differenziale
Per
rema di
costanti
TEOREMA 4
ed una sola
e per
,an e R.
della
di ordine
(9) si
più
generale
n
dimostra
il
seguente
teo-
:
se i
(DI ESISTENZA ED UNI CITA').
cienti
ai (x) ed il termine
no continui
nell'intervallo
X O E [ a , b]
,an-l
particolare
lineare
l'equazione
Cauchy
a 1 , •..
ogni
soluzione
(1)
(Yo , YO
yin
coeff4_
(9) soper ogni
noto
f(x)
dell'equazione
limitato
[a, b], allora,
[a,b]
(n-1)
,
- ••
,
YO
della
)
(9),
ER
n
tale
, esiste
che
una
2'16
(1 0 )
Y( X o ) =Yo ,
Y1
(
)
Xo
(1)
(n-1)
=yo
, • • • ,
Y
(
(n-1)
-y o
, _
Xo,
La soluzione
y, di cui al teorema di Cauchy,
si
chiama soluzione
del problema di cà.uchy relativo
alla
equazione
(9) ed alle
condizioni
iniziali
(10).
L'equazion~ (9) si dice omogenea se risulta
f(x)
= O, altri
menti si dice
non omogenea.
Ana-logamente a quanto già visto
nel caso n=Z, si
dimostia
che se y 1 (x), y 2 (x), ... ,yk(x) sono k inte grali
~articolari
dell'equazione
(8), allora
anche
una loro combinazione
lineare
del tip~
è un integrale
particolare
Se ora y 1 (x), y 2 (x),
ticolari
dell'equazione
defini~ione,il
seguente
W(x)=
della
(8).
sono n integrali
par
(8) il loro Wronskiano
è, per
determinante
... y n(x)
y l (X)
Y 2 (x)
y n(x)
Y; (x)
y ~ (x)
y~(x)
. . . . . . . ..............
(n-1\
yl
X
)
•-·
(n-1)
Y2
(x) ...
.....
(n-1)
(x)
Yn
che si dimostra
essere
o identicamente
nullo o sem pre diverso
da zero nell'intervallo
[a,b].
.Si
ha
W(x) f O per ogni xe[a,b]
se e solo se le
funzioni
Y1 (x), ... , Yn (x) sono linearmente
indipendenti,
cioè s-e
Sussiste-
il
seguente
TEOREMA 5.
Se y 1 (x),
...
,Yn (x)
sono
n soluzioni
partj,_
217
i linearmente
qualsiasi
soluzione
indipendenti
della
(8)
colar
cioè,
la (11) è. l'integrale
.dell'equazione
tipo
(8),
allora
una
è del
generale
dell'equazione
(8),
Per determinare
n integrali
linea~mente
indipendenti dell'equazione
(8), basta conoscere
le
radici
dell'equazione
algebrica
di grado n
che prende il nome di equazione caratteristica
in modo analogo a come abbiamo già visto
=2.
Si dimostra
infatti
che
1) Se le n radici
zione
( reali
caratteristica
ni (rispett.
sono
reali
tutte
À 1 , À 2 , •••
distinte,
À2 X
, ...
,e
linearmente
indipendenti
À é una radice
(reale
o complessa)
dell'equazione
caratteristica,
allora
reali o complesse)
Àx
sono r soluzioni
, Àn
dell
(8)
n=
'equ~
al·lora
le funzio-
della
(8).
À nX
2) Se
e
della
caso
o complesse)
e
sono n soluzioni
o complesse)
nel
xe
Àx
, ... ,
linearmente
r-1
X
e
multipla
di ordine
le funzioni
(rispett.
r
Àx
indipendenti
della
(8).
Poichè per ogni radice
À si
trova un numero
soluzioni
linearmente
i~dipendenti
della
(8) pari
:a molteplicità
di À, in tal modo si determinano
soluzioni
linearmente
indipendenti
della
(8).
OSSERVAZIONE1. Se l' equa7.ione
caratteristica
di
al
n
ha
218
una radice
complessa
À=a+ip, essa avrà anche la radi
ce coniugata
I = a-ii3 ed alle due soluzioni
complesse
Àx
e
e
Ix
e
ax
e
si potranno
e
ax
e
{cospx
+ i senPx)
(cosax
- i senax)
sostituire
ax
ax
le due soluzioni
cosax
eix)/2
senpx
eÀ X)/2 Ì,
reali
risultando,
il nuovo sistema
di integrali
ri che si ottiene,
ancora di n integrili
indipendenti.
4.19
Risolvere
l'equazione
[L'equazione
e perciò
[ (1/2)-i/3/2
+ c3 e
da .y(x)
= e 1e
4. 2 O Riso! vere
[L'equazione
ciò
4.21
l'integrale
Risolvere
[L'equazione
-x
generale
x/2
generale
y "' - 3y" + 3y'
è dato
da y(x)=ex(c
data
[(1/2)+i/3/2x]
M
+
1,
x ]
- y =O.
tripla
+c 2 x+c 3 x 2 )
1
À =l.
Per-
]
y"'-Sy''=O.
è À 3 -5 À 2 = À2 ( À-5 )=O ed ammette la radice
=5 e la radice doppia À =O. Perciò l'integrale
generale
+e 2 x+c 3 e 5x .Si poteva procedere anche diversamente:p6sto
À=
è dato da y(x)=c 1+
u=y', l'equazione
11-5u'=O.L'integrale
generale di quest'ultima
equazione
e'
5x,. si
5
+c
· e x. Risolvendo
l'equazione
y'=u(x)=c
+c
e
trova
1
2
1
2
diviene·u
u(x)=c
+c 2 e
3/2
±i/
conto dell'osservazione
(À-1) 3 =0 ammette la radice
l'equazione
caratteristica
-x
x/2
cos / 3/2 x + c 3 e
sen
1 'equazione
caratteristica
tenendo
-1,(1/2)
le radici
è dato da y(x)=c 1 e
J , ovvero,
X
+ c2 e
y = O.
À 3 +1=0 ammette
caratteristica
l' integr11.ls
y"'+
particolalinearmente
219
4.22
Sx
y(x)=c 1 x+Sc 2 e ·+c 3 , integrale
generale
determinato,
delle
per l'arbitrarietà
Determinare
equazioni
o
y'"
- 4y'
y lii
-
y'-'
= O
= o
generale
delle
terzo
ordine
seguenti
y lii -y"-y
e2x J
[y=c 1+C 2X+C3 eXJ
-4y"+4y'=O
[ y=c 1+ (c 2 +e 3 x)e2x J
[y=c 1+ex(c
I +y=O
2
cos2x+c 3 sen2x)]
[y=c 1 e-x+(c 2+c 3 x)ex
]
y'"+y"-y'
-y=O
[y = c 1ex+(c 2 +c 3 x) e-x
Y "' +6y"+
12y 1 +8y=O
[y=(c 1 +c 2x+c 3 x 2 )e- 2 x]
y 111 +Zy"-1
ly
-4y"+Sy'
1
J
[y=c 1 e-x+c 2 e 3x+c 3 e- 4 x ]
-12y=O
-Zy=O
.
1 vere
4. 23 R iso
[L'equazione
già
costanti]
[y=c1+c2e-2x+c3
y"'·-2y"+Sy'=O
y"'
con quello
[y=c 1+c 2 x+c 3 x 2 ]
y'."
y"'
l'integrale
omogenee del
che coincide
l' equazione
.
caratteristica
di -2 e 3 seno radici
è
semplici
4
y < ) - y (J)
À4 -
-
6 y 11 = 0 •
À 3 - 6À 2 = À.2 (À-3)(À+2)=0,
e O è radice
quin
doppia .. L'integrale
generè
le è dato da y(x) = c 1 + c 2 x + c 3 e -2x + c 4 e Jx
4.24
Risolvere
l'equazione
[L'equazione
caratteristica
dici
±1
sono
e
± 2i.
4.25
Risolvere
1, da y(x)
4
)
+ 3y"
-
4y
À 4 + 3 À 2 - 4 '• O è biquadratica
Perciò
= c 1 e -x + c 2 e x + c 3 e -2ix
servazione
y(
l'integrale
generale
+ c 4 e 2ix ~ ovvero,
= O.
e le sue rè
è dato da
tenendo
conto dell'os-
= e 1 e -x + c 2 ex + c 3 cos2x + c 4 sen2x
l'equazione
y(
4
)
+2y(J)
y(x)
+3y"+2y'+y=O.
]
[L'equazione
+1)
2
caratteristica
=O.Perciò
può essere
l'integrale
generale
cos ( ✓
3/?)x + (c 3 +c 4 x)sen(
4. 26 Risolvere
caratteristica
la radice
4.27
doppia
Risolvere
l'equazione
e
51Ti/4
+ c3 e
4.28
quarte
di
= - (i+l)/
y(x)
è
rale
Risolvere
[L I equazio,1e
e
71Ti/4
+ c3 e
4.29
x/2
x//2
ccs(x//
-
cos (/3x/2)
y
y
y
(4)
(4)
(4)
(4)
3y"'
-3y"'
-4y"
+2y"
_zy 11, +Zy"
)
anmette
general.e
è
+ y = O.
✓-
= (l+i)/
2 , e
sono le radici
31Ti/4
✓-
l'integrale
x/ /2
✓-
e
/2,
= (i-1)/
2. Perciò,
2) + c 2
y\
è
Perciò
+ c4 e
o
+
4
✓-
sen(x/
gene+
2
o
= o
o
=
'4)
+ y'
O.
=
À 4 + À = À ( À 3 + 1) =O; le sue
-1, e
te~ze di -1,
cioè
l'integrale
generale
x/2
1Ti/3
soluzioni
=(l+i
· ✓-
è y(x)=c 1 +c 2 e
3 )/2,
-x
-
sen (/3x/2)]
Determinare
1 'integrale
equazioni
omogenee del
y
essa.
1 1 integrale
-2) + c e-x/ ./z sen (x/ /2) ]
4
complesse
)/2.
2
O.
À 2 (À 2 +1)=0;
± i. Perciò
= (1-i)/
cos(x/
caratteristica
-
1
4 senx]
l'equazione
= (1-i/3
À2=
1Ti/4
✓-
2 , e
la forma ( ·À 2 + À+
= e-x/ 2 [(c +c x)
À 4 +1=0; le sue soluzioni
è
cioè e
sono O e le radici
211 i/3
=
y(
-1,
= c 1 e
-x/ /2
y C > + y"
À 4+
3 cosx+c
caratteristica
complesse
y(x)
À =O e le radici
1 +c 2 x+c
[L'equazione
è
4
è
dato da y(x)=c
sotto
/3/2)x]]
l'equazione
[L'equazione
scritta
generale
delle
Quarto ordine
seguenti
[ y=c l + C 2 X+ C 3 X 2 + C4 X
3
[y=c 1 +c 2 x+c 3 e
-4x
X
+e 4 e
[y=c 1 +c 2 x+c 3 e +c 4 e
X
2X
X
]
]
]
[y=c 1 +c 2 x+e (c 3 cosx+c 4 senx)
J
+
221
y
y
(4)
(4)
-6y
y
(4)
+8y=O
-3y"-4y=O
y(4)
y
11
-y'"
-y"+y'.=
o
[ y=c
-2y"'+y"=O
4
y < > +Zy"+y=O
4.30
[y=c 1+c 2 x+(c 3 +c 4 x)ex]
[y=(c 1+c 2 x)cosx+(c 3 +c 4 x)senx
[ y=c 1 +c 2 x+c 3 cosa-.:+c 4 senax ]
Determinare
equazioni
to.
generale
delle
ordine
superiore
y
y
y
y
(5)
o
(6)
- y"
(6)
( 6)
(5)
-
]
[ y=c·1e -ax + c 2 eax+ c 3 cosax+c 4 senax ]
-a4y=O
y (4) +a 2 y"=O
y
4.31
+c 4 e -x ]
X
[y =c 1 +e 2 x+c 3 e 2 X+c 4 e-Zx J
-4y"=O
(4)
y(4)
1+(c 2 +c 1 x)e
l'integrale
omogenee
di
seguenti
al quar-
2
3
~. ]
L y=c1+c2 i-:.+c
3 x +c,.x +c 5 x
r
=
16y"
y (4)
- 4y lii
Determinare
o
[ y=c1 +c2 x+c3e
o
= o
o
[ y=c1 +c2 x+c3 e
la
y"
-x
X
+c4 e +c5 cosx+c 6 senx ]
-2x
+c4 e
2x
+c5 cos2x+c 6 sen2x]
-X
X
[ y=c1+c2 x+c3 x 2 +c4 x 3 +es e +<;;e
2
-2x
2x
[y=c 1+c2 x+c3 x +c4 e +c5 e
]
soluzione
- 2Y I
del
Y =
-
problema
di
Cauchy
Q
y(O) = O
{
2 ✓2
y' (O)=
[L'equazione caratteristica
À 2 -2 À -1 = O annnette le due radici
reali
1 ± /2. Perciò l'integrale
generale dell'equazione data
è y(x) =
= c1 e
(1+/2)x
Essendcy'(x)=c
+ c2 e
(1-/2)x
(1+/2)e
1
(l+fi)x
La condizione
.
y(O)=O i~hca
c 1 (1-/2)e
(1-h
)x
c2
c1 •
si
ha
222
y' (O)=Zc 1 /2.
4.32
y' (O) = 2/2
La condizione
.
.
c 2 = - 1. La soluzione
.
(1+/z)x
e y = e
Determinare
ti problemi
soluzione
Cauchy
la
di
y"-y'-2y
(a)
- e
di
[(a)
{
y' (0)=3
4.33
2x
Risolvere
y lii
{ y (o)
{
(b) y=e
il
y'(O)=O
3x
(cosx-3senx);
problema
I+ Sy=O
y(O) =1
(d)
.
segue~
y' (O)=l
(e) y=xe
di
Caucny
y" (o)
= o
5x
;
x
(d) y=e cos2x]
Zy" + Sy I = o
-
= o>
[y = - 2/5 + e
4C.
-x
-e
dei
y"-Zy
y' (O)=l
y = e
]
y(O)=l'
(b)
y(O)=O
{
e1 = 1
y" - 6y' + 1 Oy=O
y''-10y'+25y=O
(e)
perciò
ciascuno
= O
y ( O) =O.
{
implica
(1-lz)x
X
y I (o)= 1 ,
[ (2/5) cosZx + (3/10)sen2x]
Eqt..ia.zioni
ficienti
1inea.ri_
]
non
omogenee
a.
coef
(x)
y' +an (x)
y = f(x)
costanti
Sia
(1)
(n)
y .
+a 1 (x)
y
(n-l)
+ ...
+an-l
e
223
un'equazione
coefficienti
un intervallo
grale
differenziale
lineare
di ordine
n,
a
ai(x)
e termine
noto f(x)
continui
in
limitato
[a,b].
Per determinare
l'intedella
(1),
assai
utile
è il seguente
generale
TEOREMA 1 . Sia v un integrale
particolare
della
siano
y 1 , ••• , y nl n integrali
particolari
linearmente
pendenti
dell'omogenea
associata
O
Allora,
l'integrale
In questo
zioni
del
equazioni
(2)
y(n)
in cui
Sia
paragrafo
tipo
(1)
+
aly(n-1)+
f (x)
è un
P(À)
l'equazione
y
generale
(n)
omogenea
so
della
(1)
ci limitiamo
a coefficienti
termine
noto
di
tipo
e
-
da
a studiare
costanti,
le equacioè
le
particolare.
=
caratteristica
+ al y
(n-1)
+ .•.
associata
dell'equazione
y,
+
a n-1
+ an y
alla
(2).
Si
di
grado
m,
lf(x)
con Pm(x)
è dato
( 1)
indi
polinomio
= O
dimostra
che,
nel
ca
i)
se P(À) I O, allora
re del tipo
e
con qm(x)
ii)
À.x
Si dimostra
e
inoltre
con Pm(x) polinomio
grado k:
se P(À±iµ)
colare del
con
jj)
ÀX
h, allora
ammette un
qm (x).
che,
nel caso
di grado me
I O, allora
la (2)
rk(x)
la (2) ammette
.polinomio
un integrale
di
parti-
tipo
q- (x) ,
m
particol~
di grado m.
se P( À)=O e À ha molteplicita.
i~tegrale
particolare
del tipo
h
un integrale
q~(x)
polinomio
x
j)
la (2) ammette
s -Cx)
m
polinomi
di grado m = max { m,k }
se P( f.±i]l)=O
e À±iµ ha molteplicità
h, allora
ammette un integrale
particolare
del tipo
( x ) cosµx
xh e Àx Lqiii
la
(2)
+ siii( x ) senµx ]
In particolare:
se f(x)
è un polinomio
di grado m e
risulta,
nell'equazione
(2), a 0 f O, allora
la (Z)ha
per integrale
particolare
un polinomio
dello
stesso
grado;. se invece a 0 =0 e perciò À=O è una radice
di
225
P(À)=O, allora
la (2)
un polinomio
di grado
ove h è la molteplicità
4.34
Risolvere
n·ea y"-3y'
[L'equazione
ha per integrale
particolare
m+h del tipo
x h(b 1 +b 2 x+ ... +hm x'")
della
radice
À=O.
l'equazione
gifferenziale
+ Zy = 2x 3 - x 2 + 1.
caratteristica
dell I omogenea associata
è
non omoge
-
À 2 -3 À +2=0
ed
ammette le radici 1,2; perciò l'integrale
generale dell'omogenea associata è c 1ex+c 2e 2x. Poichè il termine noto dell'P.quazione
differenziale data è un polinomio
di terzo grado, e
zione caratteristica,
allora
ticolare
del tipo
l'equazione
À =O non è radice
dell'equa-
data ammette un integrale
v 0 (if) = b 0 x 3 +b1x 2+b2x+b3 • Sostituendo
paE
v 0 nell'equa
-
v~(x) - 3v~(x) + 2v0 (x)=2x 3 -x 2 +1, cioè:
zione, si ricava
da cui, per ogni xE R
Da tale
relazione,
per il principio
di identità
e cioè b 0 =l, b 1 =4, b 2 =9, b 3 =10. Pertanto,
4.35
Risolvete
nea y"-4y'
l'equazione
= x 2 +1.
[L'equaziori.e caratteristica
arrunette le radici
ciata
è c
dei polinomi,
l'integrale
differenziale
dell'omogenea
0,4; perciò
l'integrale
segue:
generale
è
non ornoge
-
2
associata
è
generale
dell'omogenea
À
-4
À= O
ed
ass~
4x
1 + c 2e .
Poichè il termine noto dell'equazione
data è un polinomio di secon
226
do grado e
À =O è radice
semplice
dell'equazione
caratteri~tica,
ra l'equazione data ammette un integrale
particolare
x (b 0 x 2 +b 1 x+b 2 ). Sostituendo v 0 (x) nell'equazione,
da cui,
per ogni x E R
Da tale
relazione,
-12b =l·
o
per il principio
di identità
del tipo
si ricava
allQ
v 0 (x)
dei polinomi segue
2b 1 -4b 2 = 1
'
e cioè b 0 =-l/12,
b 1 =-1/16,
b 2 =-9/32. Pertanto,l'integrale
= c. 1 + c 2 e4x - x[ (x 2 /12)+(x/16)+(9/32)]
]
generale
è y(x)
4.36
Risolvere
lLequazione
differenziale
nea y" - ty' - 3y = 8e 3x •
[L'equazione
caratteristica
dell'omogenea
associata
è
non omoge
-
À 2 -2 À -3=0
ed
ammette come radici -1 e 3; perciò l'integrale
generale dell'
associata
è c 1 e-x+c 2 e 3x. Poichè À=3 ;, radice dell'equazione
omogenea
caratt~
ristica
(per la ii)) l'equazione
data ammette un integrale
particolare
del tipo v o (x) = bxe 3~. Sostituendo v o (x) nell'equazione
data, si trova:
da cui, dividendo ambo i membri per e 3x, segue b=2. Pertanto,
gr.:le generale è y(x) = c 1 e-X+c 2 e3x + 2x e3x ]
4.37
Dimostrare
ne
(*)
che
y"
se
+ ay'
il
termine
+ by
f(x)
noto
l'inte
dell'equazio-
-
227
è del
tipo
k
f(x)
iEl
f i (x)
e se yi (x)
verifica
l'equazione
alloL·a
4.38
ì
i=l
verifica
yi(x)
l'equazione(*)
Tenendo presente
l'esercizio
precedente,
minare
l'integrale
generale
dell'equazione
- 3 y ' + 2 y = 2 X 3 + 1 - x 2 + e 3x
[y(x)
4.39
n
y (x)
= x 3 + 4x 2 + 9x + 10 + (e 3x/2) + c 1 ex+
c 2 e 2x
caratteristica
dell'omogenea
y"-
]
Risolvere
l'equazione
differenziale
nea y" - 2y' - 3y = cos 2x
[L'equazione
deter-
non
associata
À 2 -2 À - 3
è
ed ammette come radici -1 e 3; perciò l'integrale
generale
nea associata è c 1e-x + c 2e 3X Poichè O ± 2i non è radice
zione caratteristica,
tegrale particolare
4.40
nel.
cos2x,
da cui segue -7b -4c = le
4b - 7r, = O e quindi
tanto
è y[x)=-(7/65)
l'integrale
generale
l'equazione
b=-7/65,
cos2x-(4/65)
J
Risolvere
Sostituendo
data si trova
(-7b - 4c)cos2x + (4b-7c) sen2x
+ cze?X
=O
dell 'ornogedell'equa
-
allora per la j), l'equ~zione
data arnmette un in
del tipo v0 (x) = bcos2x + csen2x. Si ha v~(x)
= - 2b sen2x + 2c cos2x, v~(x) = - 4b cos2x - 4c sen2x.
l'equazione
omoge-
differenziale
c=-4/65.
Per-
sen2x + c 1e-x +
non
omoge
-
228
+ y = xex
y" - Zy'
nea
.
[L'equazione caratteristica
dell'omogenea associata
-1) 2 = O ed ammette la radice doppia À=l. Perciò
dell'omogenea
l'integrale
è c ex + c x ex. Poichè À =l è radice
1
2
associata
dell'equazione.caratteristica,
integrale
particolare
À 2 -2 À +l=(À
è
per la ii)
del tipo v 0 (x)
= x
l'equazione
2
-
generale
doppia
data ammette
un
eX(bx+c).
Si ha
v~(x) = ex [bx 3 +(3b+c)x 2 +2cx]+ex
= ex
da cui,
=
[bx 3 + (6b+c)x 2 + (6b + 4c) x + 2c]
sostituendo
ed anche,
[3bx 2 + 2(3b+c)x + 2c ]
v 0 nell'equazione
data,
si ha
semplificando
ex (6bx + 2c) - xe X
Dividendo per ex ed applicando
il princ1p10
di identità
si ha b = 1/6, c
l'integrale
generala
O. Pertanto
ta è y(x) = c 1e ;< + c 2xe_X + x 3e K /6
4.41
Risolvere
secondo
le seguenti
ordine
lineari,
J
equazioni
differenzialidà
non omogenee:
y"-Zy'+y
J
rLY=(c +c x ) e +x 2 +Sx+8 J
1
2
y" - Zy I +'y
[y= (c +c x)ex+x 2ex/2 ]
1 2
y" + y =-'X+
y"
- Sy'+6y
1
[y=c 1 cosx+c 2senx+x+l
X
= ex
dei polinomi
dell'equazione
[y = cle2x+ c2e3x+ ex/2
,
da-
229
J
[ y=c e-x+c e 3 x~(2x+l)ex/4
1
2
[ y=c e-K+c eX+(x 2 -x)ex/4
1
2
[ y=ex(c cosx+c senx)~e 2Xtz]
1
2
2
[ y=c e-x+c e x+(cosx-3sen
x)/5
1
2
y"-2y'-3y=(2x+l)ex
J
= xex
y"-y
= e zx
y 11 _ 2 y , + 2 y
y"-y'-2y
= 2senx
J
y" + y = cosx
[ y=c 1cosx+c 2 senx+(xsenx)/2
y"
[ y=c 1cos2x+c 2 sen2x-(xcos2x)/4]
+ ·4y _= sen2x
y"
2y'
+ Zy
senx
[ y=eX( c cosx+c
1
y 11 _ 2 y , + y = e 2x
[ y=(cl+czx)e2x+x2e2x/2 ]
= COSX
Y 11 -y I
senx)+('2cosx+seruc)/5] ·
[ y=( cl+czx)ex + ezx
2x
y"-4y'+4y=e
2
[ y=c1+ciex-(cosx + senx)/2
y" + y'=senx+cosx
[ y=c1+c2e-x - cos K ]
y"-y=2xsenx
[ y=c1e -x+c2 ex-xsenx-cosx ]
y"-3y'
y"+y'
3
x
[ y=c1ex+cze2x+e3x ]
(3cosx+senx)
[ y=c1+c2e-x+exsenx
+2y=2e
=ex
J
[y=c
y"-2y'
[ y=ex(c 1cosx+c2senx)-xeKcosx/2 ]
+2y=e xsenx
1
+c
2
e-x+(S/2)x
2 -Sx+ex]
y"+y'=Sx+zex
y" +9y= s en.x +e 2x
[y=c 1 cos3x 1-c 2 ~en3x+(senx)/8+e
2
X/J3
J
y" - 4y=e zx sen2x
2
[ y = c e -Zx + ,- 2e x_
1
y"
- y
[ y
"cle
y"
+ 2y'
=
X
e2x (sen2x + 2cos2x,',"20 J1
xe -x
-x
c~2 + x) e-x/4
+ 3y
e-xcosx
+ c~e
[ y = e-x(c 1cos ( /2x)
y"
+ y =
X
sen
+ c sen (/2
2
2x
X) + cos,c)
230
[ y = c senx + c 2cosx - x(sen2x)/3
1
yn+y=x
- 4(cos2x)/9
]
exsenx
[ rc 1senx+c 2cosx+ex [ (14-10x)cosx+(Sx-2)senx]
4.42
y"+y=x+ex
senx
Risolv_ere
l'equazione
y"'-
/25]
y"=senx.
[L'equazione caratteristica
dell' omogenea associata
è
À3 - À 2 =
= À 2 ( À - 1) = O ed ammette la radice semplice ">..= 1 e la radice doppia À=O. Perciò l'integrale
generale dell'omogenea associata è c 1eX +
+ c 2x + c 3 . Per la j) dell'introduzione,
esistono due numeri reali q,s
tali che v 0 (x) = qcosx + s senx è un'integrale
particolare
dell'equa zione data. Sostituendo v 0 nell'equazione,
si ricava q=s=l/2, pertanto
l'integrale
generale della data equazione è y(x) = c 1 eX+c2x+c 3+(cosx+
+senx)/2 .]
4. 43 .Risolvere
[L'integrale
l'equazione
generale
dell'omogenea
+ c 4senx. Cerchiamo un integrale
=ax 3 + bx 2 +cx+
4. 44 Risolvere
[L'equazione
y (4 J -y=x 3 •
differenziale
associata
particolare
è y=c e-x+c ex + c cosx+
sotto
d. Imponeudo a v 0 di risolvere
4
y < ) + 2y"
l'equazione
caratteristica
dell'omogenea
2
1
3
la forma
v 0 (x) =
L'equazione data,si
+ y=xex
associata
è
À "+ ZÀ 2 + l= O
ed élJIIIIlettele due radici doppie i, -i. Pertanto l'integrale
generale
dell'omogenea associata è c 1cosx + c 2senx + x (c 3cosx + c4 senx). Poichè À= 1 non è radice
dell'equazione
ta ammette un integrale
particolare
stituendo
v 0 nell'equazione,
caratteristica,
l'equazione
da-
del tipo v 0 (x) = eX(b1x + b2). S2
si ricava
b 1 = 1/4, b2 =-l/2;
pertanto
lo
231
integrale
generale.
della
+ x(c 3 cosx + c 4senx) + ex
4.45
è
data equazione
[ (l/4)x-(l/2)
y(x)
]
c cosx + c sen x
1
2
]
Risolvere
genee di
le seguenti
equazioni
lineari
ordine
superiore
al secondo
y" 1
+ 3y 1
3y"
-
y
-
_
y1
y
_
]
3
2
Zy" 1 + 7y"
+ 7y 1 + Zy
x2
[ y=c e-Zx + c e-x/Z + c e-x + (l/2)x
1
y 111
2
1
+ ex(c cosx + c senx) + e 2x/4
2
3
= cos
- Zy" + Zy'
y"'
2
(7/2)x
-
3
+ 35/4]
Zy" + Zy 1 = e 2x
-
[ y = c
]
-=- e 2x
[ y=c ex + c e -x+ c xe -x+ e 2x /9
1
non omo
-=- cosx
[ y = c ex + c xex + c 3x 2ex + (senx + cosx)/4
1
2
y 111 + y 11
J
X
[ y = c 1 + ex(c 2cosx + c 3 senx) + (senx + 2cosx)/5]
y 1"
y" = 3X 2 + X
-
[y
= c 1 + c 2x + c 3 ex - (l/4)x
4
y <>
+ y
[ y = c ex/ /z
1
+ c e-x//z
3
4
y<>
-
=
Zsenx
cos(x/
/2)
COS(X/ /2)
4
-
(7/6)x
3
-
(7/2)x
2
]
cosx
ex//z
sen (x/
/z ) +
+ c e-x//z
4
sen (X/
✓z )+(sen2x)/17
+ c
2
3y 111 + Zy" = cosx
+
]
232
4D.
Il
metodo
della
~ariazione
delle
co-
secondo
or-
stanti
Consideriamo
l'equazione
lineare
del
+ a(x)y'
+ b(x)y
= f(x)
dine
y"
(1)
a coefficienti
e termine
noto continui.
Nel paragrafo 4C abbiamo visto
che, per determinare
il suo inte
grale generale,
è sufficiente
conoscere
due integrali y 1 (x), y 2 (x) linearmente
indipendenti
delJ'omogenea associata
ed un suo integrale
particolare
v 0 (x).
In tal
modo, l'integrale
generale
è dato da
Y (x)
Per determinare
variazione
dal
delle
v (x)
O
costanti,
si può ricorrere
al
dovuto a Lagrange,
metodo
della
descritto
seguente
TEOREMA.. Siano
y 1 (x),
y? (x) due integrali
linearmenindipendenti
dell'omogenea
associata
alla
(1).
Siano
y 1 (x)
y 2 (x) due funzioni
tali
che le loro derivate
prime
risolvano
te
il
sistema
o
f (x) .
Allora
la
integrale
4.46
particolare
Determinare
y"
v,(x)
funzione
+ y =
[Le due funzioni
neannente
=
y 1 (x)y
qell'equazione
l'integrale
1/cosx.
1
(x)+y
2
(x)y
2 (x)
è
un
(1).
generale
dell'equazione
y (x)=cosx,
y (x) = senx sono integrali
particolari
li
2
1
indipendenti
dell'omogenea associata.
Per deteminare un'ìn-
233
tegrale
delle
particolare
costanti,
dell'equazione
cerchiamo
data con il metodo della
una soluzione
della
data
equazione
variazione
sotto
la
funzioni
è d~
fonna
con Y 1(x),
Y 2(x) soluzioni
J y 1(x)cosx
+
y ;/x)senx
= O
-y (x)senx
+
Y'j.x)cosx
= 1/cosx.
11
Si trova
del sistema
Y i(x)=-tgx
Y 2(x)
e
1. Una primitiva
di ta!i
ta da
Icosx I , Y 2 (x)
Y 1 (x) = log
Perciò
risulta
v 0 (x) = (log
le dell'equazione
data
I) cosx + xsenx. L'integrale gener~
I) cosx + x senx + c 1cosx +
jco~x
è y(x)=(log
x.
jcosx
+ c senx
2
4.47
Applicando
il metodo della
stanti,
risolvere
l'equazione
y"
[L'integrale
- y
generale
una soluzione
della
y 2(x) 5oluzioni
3x 2
dell'omogenea
forma v 0 (x)
-
variazione
{ Y (x)ex
1
associata
= Y 1 (x)ex
Y 2(x)e-x=O
-
y 2(x)e-x
y 'i(x) = e-x(3x 2 -1)/2
y 2(~:)=- ex(3x~ -1)/2.
= 3x 2
co-
1
del sistema
Yi(x)ex+
delle
-
1
è c ex·+
1
c 2e-x.
Cerchiamo
+ Y 2 (:<)e-x con Y Fx)
2-34
Una primitiva.di
funzioni
da
[x 2 +2(x+l)-(l/3)
J /2
'( 2 (x)=-3ex
[x 2 -Z(x-1)-(1/3)]
/2.
l'integrale
generale
Applicando
il metodo
stanti,
risolvere
le
(a)
è data
y 1 (x)=-3e-x
In definitiva,
4.48
tali
y''
+ y
è y = c eX+ c e-x
1
2
della
variazione
delle
equazioni
differenziali
= tgx
(b)
log
I cotg (i+:)
(b) y=c 1cosx + c 2 se_nx + sern:
log
I tg(x/2) I ]
4. 49 ·Applicando
stanti,
renziali
il metodo
risolvere
le
(a)
y"-3y'+Zy=Ze
(c)
y"+4y
(d)
y"-3y'+2y=xe
[(a)
2x
= 5 sen3x
3x
y = c ex + c e 2x + 2xe 2x.
1
2
co-
y"+y=cotgx
y=c 1cosx + c 2 senx + cosx
[(a)
- 3x 2 -5 ]
I•
della
variazione
delle
coseguenti
equazioni
diffe
-
(b)
y' 1 +4y=S
senZx
- 7 cos3x
(e)
y"+2y'+y=(logx)/ex
(b) y = c cos2x + c sen2x 1
2
- 5(xcos2x)/4.
(e) y = c sen2x + c cos2x - sen3x + 7(cos3x)/5;
1
2
(d) y = c e 2x + c ex + [ (x/2)-(3/4)]
e 3x; (e) y=(c +c x)e-x +
1
2
1 2
2
+ x e-x(2 logx-3)/4.]
4.SO
Determinare
l'integrale
generale
dell'equazione
differenziale
y" + k 2 y= f(x),
ove f(x) è una fu!!_
zione
continua
nell'intervallo
limitato
[a,b]
e
k f O.
235
[I due integrali
dell'omogenea
sono linearmente
indipendenti,
a -k. Cerchiamo un integrale
associata
y 1 (x) = sen k x, y 2 (x)=cos k x
in quanto il loro w~onskiano è uguale
particolare
dell'equazione
data sotto
la
forma
= y 1 (x)
v O (x)
con
Y~(x),
senkx + y 2 (x) coskx
Yk(x) soluzioni
del sistema
{:::::
=•Y:(;:::::.
f(x)
Si trova
f
y 1 (x) = ;
X
a
pertanto
=
4.51
~k
f
risulta
o
f
~k
X
X
f(t)senktdt
X
f( t)
[ senkx coskt-coskx
.
f(t)senk(x-t)dt.L'integrale
è y=
generale
a
~k
f
sen ckt] dt =
X
f(t)senk(x-t)dt+
a
Determinare
l'integrale
generale
dell'equazione
differenziale
y" - k2y= f(x) ove f(x)
è una
zione
continua
in [a,b]
e k f O.
il metodo della
a quanto fatto
+
[ ekx J\(t)
a
nell'esercizio
variazione
delle
precedente,
e-kt dt - e-kx
e
a
a
[Applicando
4.52
v (x) =
f
y 2 (x") = - ~
f(t)cosktdt,
f
\(t)
costanti,
fun
in modo analogo
si trova y(x)=c_ ei<x+c2e-kx +
1
ekt
dt
] /2k
]
a
Risolvere
l'equazione
lineare
del primo
ordine
= a(x)y+b(x),
ricorrendo
al metodo della
variazione
delle
costanti.
y'
236
[sia
y 1 (x)
1· O un integrale
ra si ha y' 1 = a(x)y
1 •
particolare
dell'omogenea
Cerchiamo un integrale
v 0 (x)=Y (x) y 1 (x).Imponendo
che v 0 verifichi
associata;
particolare
l'equazione
data
y 'y l + YY\. = a(x) Yy 1 + b(x), da ::ui, per l'ipotesi
allo-
del
tipo
si
trova
su y 11
X
X
= b(x).
y (x)
Ne segue
f
X
trova
4.53
così
la formula
b(t)
~ dt,
yi(t)
con y 1 (x)=e
Jx a(t)dt
o
;
si
ri-
o
(13) del paragrafo
4A]
Applicando
il metodo della
variazione
delle
costanti,
risolvere
l'equazione
y""'3y'+2y=ex/(ex+
+ 1) .
4E.
Problemi
ai
limiti
Come sappjamo
integrale
generale
neare
del secondo
dal teorema
1 del paragrafo
di un'equazione
differenziale
OTdine è dato da
ove y 1 ,y 2 sono
integrali
due
particolari,
4C,
lu
li-
linearmen-
te indipendenti,
dell'omogenea
associata
e v0 è
un
integrale
particolare
dell'equazione
data;definiti
in
un intervallo
[a,b].
Dal teorema
di Cauchy enunciato
nel paragrafo
4B
sappiamo
che è sempre possibile
determin~re
univocamepte le costanti
ci e c 2 in modo da ottenere
un integrale
particolare
verificante
le condizioni
iniziali
y(x 0 ) = Y 0 , Y 1 (x 0 ) = yJll
237
Se invece
si impongono
alla
y le cosiddette
condi
y(a)
= A, y(b)
= B, o, più
in generale~
hy(a)
= A, ky(b)+k'y'
(b) = B con h e h'
non entrambe
nulle
e k,k' non entrambe
nulle,
si po~
sono avere una sola
soluzione
o nessuna
soluzione
o
infinite
soluzioni.
Ad esempio,
nel caso più semplice
delle
condizio
ni ai limiti
y(a)
= A, y(b) = B, si ottiene
il
si~
sterna di due equazioni
lineari
nelle
due incognite
ci'
c2
zioni
ai limiti
+ h'y'(a)
y,(a)c,
(2)
il
{ y (b)c
1
cui
determinante
+
1
y,(a)c,
+ y 2 (b)c
dei
2
:-v 0 (~)
+ A
--v
+ B
0
(0)
coefficienti
essere
diverso
da zero o uguale
a zero.
Il sistema
omogeneo associato
al sistema
(2)
è
quello
relativo
all'equa~ione
differenziale
omogenea
associata
alla
dat~,
corr le condizioni
ai limiti
omQ
genee,
cioè nelle
quali
risulti
A=O, B=O. Perciò,
se
questo
problema
omogeneo ha come unica
soluzione
la
funzione
identicamente
nulla,
il problema
non omogeneo avrà un'unica
soluzione.
Se .il problem·a
omogeneo
ha invece
una s6luzione
non nulla,
il problema
non
omogeneo avrà infinite
soluzioni,
o sarà
impossi~ile
a-seconda
che il termine
noto f(x)
e le costanti
A,
B verifichino,
o meno, certe
condizioni.
Ad esempio,
studiamo
i problemi
ai limiti
per la
equazione
differenziale
y" + y = O, con le condizioni
può
238
·y (O)
= 1
y(O)=l
(b)
(a)
y(O) =O
(c)
{ y(n)=l
{ y(,r/2)=-1
{ y(,r)=O
L'integrale
generale
è y(x)=c 1 cosx + c 2 senx;
do le condizioni
(a), si ottiene
il sistema
nelle
incognite
c1, c2
c 1 cos
{ ·c
cioè
c 1 =1,
1
c 2 =-l,
ca soluzione
O+
c 2 seno=
1
cos(1r/Z)
+ c 2 sen(1r/Z)~-l
per
il
cui
impone!!:_
lineare
problema
ammette
l'uni-
y = cosx-senx.
Imponendo
le
condizioni
(b),
si
ottiene
il
siste
ma
c 1 cos0
{C
1 COS1T
+ c 2 sen0
+
che è impossibile,
per cui il problema
non ha solu
zione.
Infine,
nel caso (c) si ottengono
le infinite
soluzioni
y=c 2 senx, c 2 eR.
4.54
Determinare
k, per cui
ma
tutti
esiste
i valori
un'unica
-
reali
ciel parametro
soluzione
del probl~
{ y" + ky = o
y ( o ) =y ( 1T) = o
[L'equazione
(a) k
caratteris_tica
> O, (b)
(a) Le soluzioni
k = O, (c)
é
À 2 + k =· O. Distinguiamo
casi:
k < O.
dell'equazione
è y(x)=c
caratteristica
l'integrale
generale
sulti
= y(1T)=O, dovrà essere
y(O)
tre
1 cos(/k
sono
x)+ c 2 sen
. ± i/k,
(/"k x).
perciò
Affinchè
ri-
239
c:. cos O + c 2 sen O = O
{
c 2 sen( lk 71 ) = O.
ovvero c 1 = O,
Se
o
c 1 COS
1k é intero,
precedente
è soddisfatto
ra sen(fk
TI) I O perciò
pia,
da c 1 = O, c 2 E R. Se
y(O)· = y(TI)
(c) L'equazione
±/:iZ"",perciò
ovvero c 1
se e solo se
all.Q
ha una ed una so-
/k non è intero.
c 1 + c 2 x. Affinché
c 1 = c 2 = O e cioé
caso il problema ha unica
y(x)
generale
è y(x)=
doE.
risulti
= O per ogni x.
soluzione.
À 2 - (-k)=O ammette
caratteristica
risulti
c2
lk non é intero,
c 1 = c 2 = d.
è y(x)
generale
l'integrale
sistema
À 2 = O ammette lo zero come radice
= O, dovrà essere
in questo
Affinché
nulla)
caratteristica
per cui l'integrale
Pertanto
dev'essere
(identicamente
· (b) L'equazione
TI)=O per cui il
se k > O, il problema considerato
In definitiva,
la soluzione
si ·ha sen( /k
allora
c1 e
/~
le due
soluzioni
X
y(O) = y(TI) = o, dev'essere
O. Pertanto
in questo
caso il problema
ha unica
solu-
zione]
4.55
Determinare
siste
una
limi ti
i valori
del parametro
k per cui
ed una sola soluzione
del problema
{ y" '
y (o)
differenziale
[
X
X
o
= y(l)
[ Per k # - 5 l'equazione
v 0 (x)
+ ky = xe
4y'
ammette l'integrale
6
k+S - (k+5) 2
X
] e
particolare
eai
7.40
Per k < 4 (k I - 5) l'integrale
generale è
y(x)
con Ài = - 2
± / 4-k
. Le condizioni
ai limiti
implicano
6/(k+5) 2
e perciò il problema ai limiti ha unica soluzione.
Per k=4, l'integrale
generale è
y(x)
Le condizioni
e perciò
c 1e
-2x
ai limiti
implicano
il problema ai limiti
Per k > 4, l'integrale
e le condizioni
ai limiti
( c e -2 cos lk-4
1
e
-2
-
senlk-4
implicano
2
c 1 =6/(k+5)
Il determinante
ha unica soluzione.
generale è
+
di .questo sistema nelle
, perciò
incognite
c ·1 , c 2
il sistema aimnette unica soluzione
con h intero.
Nel caso k=-5, si verifica
è
/:. =
se k/ 4+h 2 112
che il problema ha unica soluzione
]
Z4l
4.56
Determinare
i valori
del parametyo
li esiste
almeno una soluzione
del
limi ti
y"+y
{ y(O)
[L'integrale
generale
y(x)=c
=
asenkx
se k f. ±1; è dato
+ l3coskx
= O
= y(,r)
è dato da
dell'equazione
1 cosx
keR per iqu~
problema
ai
a senkx
~ +
+c 2 senx +
13coskx
l-k 2
da
y(x) =e 1 cosx +c 2 senx + ( 13senx-a cosx)
x/2
se k = l; è dato da
se k=-1.
y(x)= e 1 èosx + c 2 seme + ( 13senx +
a cosx)x/2
Nel caso k # ± 1, le condizioPi
limiti
y(O}
{
e questo
sistema
= c 1 + l3/(1-k
y(TI )=- c 1 +
è compatibile
se k'!T = (2m± 1) TI con m intaro.
solo
se
ai
2 )
=O
2
j3 cosk1T /(l-k
se e solo
implicano
)
= O
se cosk1T =-1, cioè
Per k = ±1,
il
sistema
è
se e
solo
compatibile
a= O ]
4. 5 7 Determinare
i valoTi
quali
il problema ai
del parametro
limiti
k f O per
{ y" + k2y = f(x)
y (O) = y(TI) = o
con f continua
in [O,n],
ammette
una ed una
so-
J_
242
la
soluzione.
[Da1~ 1 esercizio
4.50 segue che l'integrale
generale
dell'equazione
è d~
to da
X
J f(t)senk(x-t)dt
k
1
y(x)
+ c 1 senkx + c 2 coskx.
o
Imponendo le condizioni
te c1,
ai limiti,
si ricava
il sistema
nelle
incogni-
c2.
= o
'1T
J f(t)senk(
'1T-t)dt
o
+ c 1 senk TI
o
Se sen kTI I O, cioè se k non è intero, la costa.pte c:. è individuata
univocamente,
àl
pari di c 2 , e perciò il problema ai limiti ammette soluzione unica.
Se k è intero,
là seconda equazione del sistema è impossibile (e
ciò il problema ai limiti non ha soluzione) a meno che non risulti
f
per-
'1T
f(t)senk(TI-t)
dt = O,
o
nel qual caso c 1 è indeterminata
finit~ soluzioni)
]
4F.
Eq~azioni
(e perciò
lineari
di
Si chiama
equazione
di Eulero
renziale
lineare
del tipo
y
(n)
con al'
an-1
·
+ .. +
+ ~ y
(n-1) '
a2'
, aneR.
X
xn-1
Per
X
y'
il problema ai limiti
ha i]l
Eulero
un'equazione
+
an
y
xn
f o l'equazione
=
diffe
g(x)
può seri-
-
243
versi
nella
forma
equivalenti.
dove si è posto
f(x)
= xng(x).
Tale equazione,pu·ì·
sendo a coefficienti
variabili,
mediante
la sostituzione
t = loglxl
si riduce
ad un'equazione
differenziale
lineare
a coefficienti
costanti.
e~
Considereremo
secondo
ordine:
del
(1)
x 2 y"
nel
O. Effettuando
(cioè
x=et)
si
s!Y. s!Y. dt
..!.s!Y.
dx
dt.
dx
X
ndx 2
d
dx
(
1
(7.)
la ( 1)
costanti
(
2
Eulero
x > O la
sostitu-
dt
1
x2
s!Y.+ 1. Q.:.Y dt
dt
X
dt 2 dx
a coeffi
nell'equazione
-
s!y_ + qy = f(et).
dt
caratteristica
Se À è una radice
zione
cmogenea
per
ha
~ )
dt
trasforma
À2 + (p-l)À
di
d2y
- s!Y.)
dt
.
dt 2
ndt + (p-1)
L'equazione
alla
(2) è
(3)
si
1
X
x2
equ.azioni
+ qy = f(x)
+ pxy'
ove p,qeR ex>
zione
t = logx
Perciò
cienti
seguito
associata
dell'omogenea
+ q
semplice
= O.
della
(3)
allora
l'equa
-
244
x 2 y"
(4)
ammette
+ qy = O
+ pxy'
l'integrale
particolare
come integrale
della
(4),
radice
doppia
tegra
della
1 are
(3),
1 e part1co.
grale
della
(4),
la
funzione
fatto
tipo
che
la
(4)
ri
Il
del
À
x,
può
sa.
essere
anche
Ad esempio,
determinarsi,
cui
corrisponde,
xÀ.
Se À è una
funzione
, cui
la
.
(4)
.
corr1spon
ammette
l'iri-
d e,
inte
come
xÀlogx.
ammetta
integrali
particola-
À
x logx
posto,
si
la
allora
Àt
dedotto
y 1 =Àx
Sostituendo
te
eÀt'
direttamente
nella
(4),
dalla
À
(4)
y = x , con
À
stes
da
h~
À -1
nella
(4),
À(À-1)
+ pÀ + q
si
ottiene
ovvero
c1oe,
=
O
l'equazione
caratteristica
(3).
Per determinare
l'integrale
generale
dell'equa
zione omogenea
(4),
una volta
che sia noto
un
suo
integrale
particolare
y 1 (x), P.UÒ essere
utile
applicare
il procedimento
di abbassamento
dell'ordine
di una
equaiione
omogenea.
Tale procedimento
consiste
nell'effettuare
nella
(4) il cambiamento
di funzione
incognita
.
245
y = v (x)
In tal
modo la
Posto u = v'
mo ordine
si
y 1 (x) .
(4)
diviene,
con
semplici
perviene
così
all'equazione
passag-
gi
del
pri-
(3) ammette
allora
le
due
fun-
zioni
xÀ 1 , xÀ 2 sono integrali
particolari
nearmente
indipendenti
dell'equazione
di
omogenea x 2 y" + pxy' + qy = O.
ljEulero
U I
+ (
Zy~
Y1
di
4.58
facile
+ E )u
=
O
X
risoluzione.
Verificare
che se l'e4uazione
radici
reali
e distinte
À1 ,
[Si vede subito
che il Wronskiano delle
À 1 + À 2 -1
( À 2 -À 1 )x
# O per x > O ]
4.59
funzioni
Verificare
che se l'equazione
radice
doppia
À, allora
le
sono integrali
particolari
denti
dell'equazione
(4).
[ Supponiamo che risulti
4.60
dev'essere
x
À1
,
x
À2
e uguale
a
(3) ammette
una
funzioni
xÀ, xÀlogx
linearmente
indipen-
e 1 x " + c 2 x À logx = O per x > O. Scegliendo
=1, ne segue c 1 = O, e perciò anche c 2 x
allora
À2 ,
À
logx
= O per ogni x > O.
x=
Ma
anche c 2 = O ]
Verificare
che se l'equazione
radici
reali
complesse
À 1 =a+
(3) ammette
due
i~, À 2 = a-i~,al
246
.
. a+i13
a-iS
lora
le funz1on1
x
, x
grali
particolari
linearmente
l'equazione
(4).
[ Si vede subito
che il
I O. Due· integrali
f3logx)
x asen(
Wronskiano è uguale
reali
linearmente
sono
due
indipendenti
2a -1
a -2 i f3x
'f O perchè
f3'f
sono x a cos( 13logx),
indipendenti
in quanto
a± i f3 a ± i f3 a :!: i f3logx a
x
= x x
x e
=x [ cos( Slogx) ±isen(
4.61
inte
del-
Risolvere
l'equazione
- 4xy
+ 4y = o
di
Eulero
f3logx)
omogenea
]
]
x 2 y"
-
I
[Cerchiamo
y" =
un integrale
À (À - l)Y.
À-2
À
À(À-l)x
ossia,
dividendo
zione sono
+ c2 X
della
Sostituendo
nel! 'equazione,
À
-4Àx
per x
À= 4 e
forma y:
particolare
À
+4x
À
Si ha y' = Àx
xÀ
À-1
si ha
=O
À 2 - SÀ+ 4 =o.Le
radici
di questa
equa. -
è y : c 1x ~ +
À = l.
Perciò
l'integrale
generale
l'equazione
di
Eule1·0
x 2 y''+2xy'
]
4. 62 Risolvere
t
[ Ponendo x = e , si ott:iene
d2y
dy
dt 2
dt
-2y=x
2
1 1 equazione
t 2
- 2y = (e )
dy
.,. 2 dt
~
e
2t
cioè
2t
dy
dt
L'equazione
mette
- 2y = e
caratteristica
le radici
genea associata
dell'omogenea
À 1 =-2,
è c1 e
-2t
À 2 .=l.
Perciò
t
À 2 + À-2=0 ed am
associata
è
l'integrale
generale
+ e 2 e . Un integrale
particolare
dell'omodell'equa-
247
(*) è v 0 (t)
zione
= 1/4,
Perciò
= be
Imponendo che v 0 (t)
l'integrale
zionedataèc
1e
generale
x = e , si trova
-2logx
+c 2 e
risolva(*)
di (*) è y(t)=c
t
Ponendo nuovamente
4.63
2t
logx
1e
che l'integrale
2logx
+e
si
-2t
+c 2 e +e
generale
/4=c
1 x
-2
x=e
t
si ottiene
dy
/4
,
dell'eq~
2
/4]
Eulero
l'eql,18zione
dy
+2 -
dt
di
b =
2t
+c 2 x+x
Risolvere
l'equazione
differenziale
2
x y'' + 2xy' - y = x (logx + 2).
[Ponendo
trova
t
dt
(t + 2)e
- y
t
cioe
t
(t+2)~
L'equazione
ammette
le radici
(-1±
dell'omogenea
associata
/s )/2. Perciò
l'!nt:egrale
.
nea associata
alla
le dP.lla (*)
è v (t')
= (bt+c)e
trova
b=l,
solva
= c1 e
mente x =e,
c1 x
t
<-1- ls)t11
si trova
<-1- ✓s)12
Determinare
le ::;eguenti
x 2 y"
+
('°') e c 1 e
0
(:'<), si
è y(t)
4.64
caratteristica
+ c 2 :..
t
+ c2 e
generale
la condizione
Perciò
integrale
+ c2 e
1'
c-1+/s)t/2
che l'integrale
c-1+ ✓s)12
+ (t-l)e
[ y=c 1 x
di
ri('')
. Ponendo nuova data
]
per x > O l'integrale
eq_uai'..ioni ùifferenziali
- 4y = O
che v 0 (c)
generale'dell'equazione
+ x(logx-1)
ed
.
Un 1.ntegr~,
generale
t
- l=O
dell'omo~
(-1+/s)t/2
. Imponendo
c=-1.
2xy'-6y=O
x 2 y" + xy'
(-1- ✓s)t/2
À 2 +À
è
generale
-3
[ y = Cl X
-2
+ c2 x2
+ C2 X 2
]
]
del-
è
248
x 2 y"-Sxy'+9y=O
[ y=c l X 3 + C 2 X 3 logx
x 2 y"+xy'+4y=O
[y=c 1 cos(2logx)+c
2
x 2 y"-4xy'+6y=O
[ y=c l X 2 + C 2 X 3
J
sen(2logx)]
x y"-.Sxy' +13y=O
[ y=c 1 x cos(2 logx)+c 2 x 3 s en( 2logx)
x 2 y"-Zxy' +Zy=x·2 +2
[y=c
x 2 y"-Sxy'+9y=x
[ y=c 1 x 3 + e 2 x 3 logx + (x 3 /2)1og
2
3
3
1
x+c
2
[ y=c_1 x 3 cos( logx)+c 2 x 3 sen( logx)
x 2 y"+xy'+y=O
[y=c 1 sen(logx)+c
x 2 y" + 3xy'
+ y=O
x 2 y"+Zxy'+y
O
logx)-!-c 2 sen(/3/2
x 2 y"-xy'-3y=x
[ y = e 1x
X
3
-1
[y = c 1 x
-1
logx)]
]
x 2 +x 2 logx+1]
x 2 y"-Sxy'+10y=O
[y= [c 1 cos(/312
+c 2 x
2
-1
cos(logx)
2 x]
J
]
logx ]
//;_]
2 logx
+ c 2 x ~ -(2/9)x
2
-(x 2 logx)/3
J
y" + X 2 y 1 + xy + 1 = 0
[ y = c 1 cos( logx)
3
x y''
2
- x y'
x 3 y 11 + 2x 2 y I
x 2 y"
+
xy'
+ xy'
2
-
-
10
]
= O
))+ c 2 x sen(log (x2 ))+ 5/(4x)]
Zxy + 4 = o
+ k2y
[ y = e 1 cos(klogx.)
X 2 y' I
+ c 2 sen( logx) - 1/ (Zx)
+ Sxy
[ y = e 1 x cos(log(x
4.65
]
=
O
+ c 2 sen(klogx)
]
- k2y = O
Determinare
le soluzioni
renziale
x 2 y"+xy'-4y=x-
[
3
y = c1 x
k
k
+ (c 2 /x)
]
dell'equazione
diffe
x che soddisfano
la
249
condizione
Yltl
lim
1
3
X
x ➔ +a,
t
[Posto x
e si ottiene l'equazione
d 2y
dt 2
-3t
4y = e
-
L 1omogenea.associata
t
- e
-2t
2t
generale y0 (t)=c 1 e +c 2 e
d 2y
-3t
.-3t
Un integrale particolare di - 2 - 4y = e
è e
/5 ; un integrale
dt
2
d y
.
particolare di - 2 - 4y = et è -et/3 ; perciò ~ integrale particodt
1
lare di (' ) è vo = (e- 3t/S) + et/3. Allora l'integrale generale di U')
è y(t)
ha come integrale
= c 1 e- 2t + c2 e 2t + (e-Jt/5)
equazione data ammette l'integrale
+ et/3.
Posto di nuovo x = et,
la
generale y(x) = ( c 1 /x 2 )+c 2 x 2
+
+ l/(Sx 3 ) + x/3. Imponendo la condizione
lim
y(x)/x
= 1/3
si
ha
x ➔ + a,
sono y(x) ~ (c/x )+(l/(Sx3.)) +
2
c 2 = O. Perciò le soluzioni richieste
+ (x/3) con c ER
4.66
4.67
Determinare
renziale
condizione
]
le soluzioni
dell'equazione
x 2 y"+4xy'
+ 2y=x 3 -x- 1 che
lirn x 2 y(x)
= O
[y(x) = (c/x) + (x 3 /20) - (logx)/x,
con e E R]
Considerata
differenziale
l'equazione
(x--a)2y"+p(x-a)y'
detta
che,
+ qy
anch'essa
se l'equazione
diffe
soddisfam
-
la
= O,
verificare
equazione
di.Eulero,
caratteristica
À(À - 1) + pÀ + q = O
ha
due
radici
reali
distinte
À1 ,
À2 ,
il
suo
in-
250
tegrale
generale
À1
y=c 1 (x-a)
mentre
generale
4.68
se
è dato
À è una radice
è dato da
ry..
+ xy'
ammette
camente
y(2)
À2
+ c 2 (x-a)
Determinare
i valori
quali
il problema
ai
y (1)
da
,
doppia,
1 ' integrale
k 'f
o per
da quella
identi
del parametro
limiti
i
+ 4k 2 y = o
= o
una soluzione
nulla.
diversa
[ L'equazione differenziale
essendo un'equazione di E~lero omogenea ,
cerchiamo le sue soluzioni sotto la forma y = xÀ. Si trova l'equa zione À 2 + 4k 2 = O le cui radici sono date da À. = ±. 2ki.
_Essendo k; O, l'integrale
+ c 2 cos (2klogx).
La condizione
generale
y(l)
è
y(x) = c 1 sen(2klogx)
= O implicar.
zione y(2) = O implica c 1 sen(2klog2) = O.
Pertanto,
se k f hTI /(2log2) con h intero,
perciò l'unica soluzione del problew4 ai limiti
te nulla, Se invece esiste un intero h; O tale
allora
nulla
4G.
allora
per
-
si ha c 1 = O e
è quella
identicamen
che k = hTI/(2log2) ,
la funzione y(x) = c 1 sen [ (h TI logx) /log2 ] è soluzione
(.se c 1 # O) del problema dato]
Integrazione
+
2 = O. La condi
non
serie
Non sempre
è possibile
integrare
un'equari0neci[
feienziale
mediante
funzioni
elementari,
cioè fun zioni
polinomiali,
esponenziali,
trigonometriche
e
loro
inverse.
Talvolta,
la soluzione
va cercata
sot
251
to
la
forma
di
una
serie
di
potenze
(1)
i cui coefficienti
possono
essere
identificati,
imponendo
che la (1) sia solu~ione
deila
data equazio
ne. Il punto x 0 che figura
nella
(1) potrà
essere il
punto
nel quale
sono assegnate
le condizioni
inizia
li y(xo)
= Yo I y' Cxo) = y~l) I ecc.
Ad esempio,
Cauchy
si
voglia
risolvere
il
problema
di
differenziale,
si
ha
delle
stesse
potenze
relazioni
tra
i coeffi
di
-
y I = XY
{ y(O)
Cerchiamo
la
= 1.
soluzione
sotto
la
forma
O)
y(x)
= I
n=O
Derivando
si
ha
cx,
= L na x n-l
h' (x)
n=l
e,
sostituendo
(D
E na
h=O
x
n
n-1
0
nell'equazione
= X
CD
CD
'., anx n
I an X
n=O
n+l
n=O
ovvero
Uguagliando
i coefficienti
x si ottengono
le seguenti
cienti
incogniti
252
e,
in
generale
Ne segue
a zn-z/2n.
= an_2 per
nan
a 2~ 1 =0 per
Dalle
ogni
n ~ 2.
n,
ed.inoltre
relazioni
segue
2·4·6
' · · · ' a 2 n = 2 · 4 · ...
· 2n
cioè
Si
ottiene
così
l'espressione
di
y(x)
a,
y(x)
Essendo
y(O)
1, si
CD
y(x)
--
E
n=O
La serie
1uppo
dì
potenze
d 1. Mac L aur1n.
ricava
X
a 0 =l
e perciò
2n
2 11n!
a secondo
membro
d e 11 a f unzione
.
ex
essendo
2
2
/
lo
svi
.
.
, ritroviamo
così
la soluzione
y(x) = ex 212 che avremmo determina
to procedendo
direttamente
all'integrazione,
con
i
metodi
del paragrafo
4A.
Osserviamo
che non sempre
la soluzione
ottenuta
mediante
integrazione
per serie
sarà
rappresentata
da una serie
convergente
verso
una funzione
elementare.
253
4.69
Risolvere
il
y"
problema
+ Zxy'
{ y(O)=l,
di Cauchy
+ 2y = O
y' (O)=O
[ Cerchiamo una soluzione
sotto
la forma
Essendo
a,
y'
E
n=l
y"
si ha
CD
n-2
x
+
11
y" + 2xy' + 2y = E n(n-l)a
n=2
CD
n=l
E
n=O
a,
CD
= E (n+2)(n~l)an+zXn
n=O
Perciò dev'essere,
CD
E 2nanxn +
2anx
n
CD
+ E 2nanxn + E 2anx
n=O
n=O
n
per ogni x
o,
E
[(n+2)(n+l)an+Z
+ 2(n+l)an Jxn = O
n=O
e quindi i coefficienti
an devono soddisfare
le relazioni
di ricor
-
renza
n ~ O.
Essendo y' (O) = a 1 = O, d~lla
(~) segue che a 2k+l = O per ogni k. Se
invece n = 2k, la i*) implica
Essendo y(O) = a 0 = 1, ne segue
.254
e cosi via-
Pertanto
e cosi si ottiene
risulta
a 2 (k+l) = (-1)
l'espressione
di y(x):
CO
E
y(x)
k
(-1)
x
2k
k+l
/(k+l)!
/k!
k=O
Abbiamo percio
dimostrato
si può rappresentare
necessariamente
che se la soluzione
mediante
quella
una serie
che figura
del problema di
di potenze,
allora
al secondo membro della
Cauchy
la serie
è
(""'') - Poi -
i passaggi eseguiti
sono invertibili,
per dimostrare che la
rappresenta
effettivamente
la soluzione,'basterà
dimostrare che
chè tutti
serie
essa converge-
Ciò segue 5ubito
che (''"~) è lo sviluppo
tale
è la soluzione
4_70 Risolvere,
equazione
4.71
Risolvere,
equazione
Risolvere,
seguenti
f=zione
y(x)=e-x
n 2n
(-1)
E
Osserviamo
2
e
che
del dato problema di Cauchy]
n=O
CD
X
2nn1
+ al
(-1)
E
per serie,
+ y = O
2
-(x" /3)-(x
mediante
equazioni
6
la
n 2n+l
X
n=O l-3-S-----(2n+l)
mediante
integrazione
per serie,
differenziale
(1-x 2 )y"-2xy'+2y=O.
[ y(x)=a 0 x + a 1 [1-x
4.72
dì MacLaurin della
del rapport~.
mediante
integrazione
differenziale
y" + xy'
CD
[ y(x) = a o
dal criterio
/5)-(x
8
JJ
/7)----·-
integrazione
la
per
(a)
y"+Sxy=O
(b)
y"+xy'+3y=O
(e)
y"+xy'+7y=O
(d)
y"+x 2 y 1 +xy=O
serie,
le
a,
[ Si ha y = E an x
n=O
n
con a 0 e a 1 costanti
an+z= - 5an_ 1 / [(n+l)(n+2)
] , per n LO;
+l)(n+2)
per n L 1;
],
a,
E a.n x
n
[ (n+l)(n+2)]
a2 = ù ,
[(n
mediante
differenziale
, con an+Z = - 2(c-n)an/
[ (n+l)(n+2)]
di
.equazioni
differenziali
di
n equazioni
integrazione
di Hermite
e a 0 ,a 1 costan-
n=O
ti arbitrarie]
4H.
Sistemi
lineari
Un sistema
differenziali
del
ti-
po
(1)
si
chiama
sistema
di
de una
n-pla
Per
di
= yn(x)
che
soddisfano
ni
x appartenente
primo
ordine.
per
Sussiste
il
equazioni
soluzione
funzioni
seguente
differenziali
di tale
derivabili
line.:i.ri
le
ad un intervallo
I di
di
del
sistema
si inteny 1 =y 1 (x), ... ,yr.=
simuìtaneamente
teorema
Cauchy
+
, per n2_0;
per n LO]
(n+3)(n+2)]
Per ogni ceR risolvere
per serie
l'equazione
y"-2xy'+2cy
=·O.
e (a)
(b) an+Z =-(n+3)an/
(c) an+Z =-(n+7)an/
(d) a 2 = O, an+J =-(n+l)an/[
4.73
arbitrarie
n equaziQ
R.
2'56
TEOREMA (DI
ESISTENZA
ED UNI CITA').
Se i coeffi
.fi (x) sono funzioni
conti
a ij (x)
ed i termini
noti
nue nell'intervallo
limitato
[a,b],
cienti
b ,]
( y o1 , Y o2 , .•.
e per ogni
soluzione
del
sistema
,
allora,
per ogni
.
yno) e Rn esiste
(1) verificante
X 0 t[a,
una ed una sola
le condizioni
iniziali:
Il sistema
(1) si dice
omogeneo
se tutti
i
termini
noti
fi (x) sono identicamente
nulli
in [a,b];
altri
menti
si dice
non omogeneo.
Per risol~ere
il sistema
omogeneo a coefficienti costanti
(2)
cerchiamo
di
soddisfarlo
ponendo
(3)
con
I••
À 1 , ...
, Àn,a
Imponendo
costanti
che
le
da determinarsi.
funzioni
y 1 , ...
il sistema
(2),
si perviene
al sistema
lineari
nelle
incognite
À 1 , ...
, Àn:
( a ll - a) À. 1 'I- a 12 À 2 + ... +aln
(4)
a21À 1 + (a22 -a )À2
Àn = O
+ ... + a2n Àn = O
,Yn
soddisfino
<li equazioni
257
che
ammette
una
soluzione
se risulta
. . . ,O) se e solo
a 11:(5)
a
a 21
a22
anl
an2
diversa
dal
al2
aln
- a
a2n
vettore
(O, ..
= o
a. nn -a
cioè
(ved.
il paragrafo
SG del vol.
I, parte
prima)
se e solo se a è autovalore
della
matrice
a.. .
La
(5) è un'equazione
algebrica
di ·grado n che J.Jprende
il nome .di equazione caratteristica
del sistema
(2) .
Si dimostra
che, se l'equazione
caratteristica
(5) ha n radici
distinte
a 1 ,ct 2 , •..
,an,
cioè,
se
la
matrice
aij
han
...
, À (k) )
= ak,
le
funzioni
(k)
n
(k)
= À1 · e
costituiscono
le
soluzioni
distinti,
soluzione
del
la
(\~k),
Y1
autovalori
akx
una
(y
(k)
y 2-2 -
À(k)
soluzione
t>, y
(k)
2
e
allora,
sistema
akx
del
, ... ,y
(k)_,(k)
'/\
sistema
(k)
n
),
e
(2),
.
al
a =
per
(4)
y
•···•n-n
detta
variare
ak·x.
e che
di
k = 1, ... ,n, costituiscono
un insieme
di
soluzioni
linearmente
indipendenti.
Pertanto,
l'integrale
generale
del sistema
(2) è dato da (y 1 , ... ,yn) con
yi = e l
,(1)
'/\ l
, (1)
'/\2
Yn = cl
e
e
a 1x
a 1x
, (2)
+ e 2 '/\ 1
+c2
e
ct 2 x
À(n)
+ .•. + cn
l
anx
e
258
. ar b.1trar1e .
ove
c 1 , •••
,cn
sono
costanti
,À~~
sono
autovettori
della
spandenti
,all'autovalore
Consideriamo
ti costanti
ora
il
matrice
À(k)
e
A=
, •••••
1
(alj)
,
corri
ak.
sistema
a coefficien
non omogeneo
-{y
~ .Cx)
(6)
Y ~ (x)
e supponiamo
che i termini
noti
f(x)
e g(x) sianod~
rivabili
nell'intervallo
[a,~].
Per risolverlo,
possiamo
procedere
nel modo seguente.
Deriviamo
rispetto
a x la prima
equazione,
ottenendo
y~' = ay ~ + by~
conda
Sostituendo
equazione,
y~ = ay~
+ f' .
il valore
otteniamo
di
+ b(cy
+ dy 2 + g)+f'
1
y~ ricavato
dalla
se-
=
-=ay~ + bcy 1 + dby 2 + bg + f'.
Il
valore
equazione:
by 2 può
essere
by 2 = y~ - ay 1
ricavato
-
f.
dalla
Sostituendo,
prima
si
tiene
ovvero
ta Y1
l'equazione
del
secondo
y~-(a+d)y~
+ (ad-bc)y
ordine
1
bg-df+f
nell'lncogni-
I.
ot
-
259
Dopo aver
stema (6).
determinato
y 1 , si
4.74
il
omogeneo
Risolvere
sistema
ricava
y 2 dal
si-
y~ : 5y 1 + 4y2
{ y2 - yl
+ 2y 2
[ La matrice
dei coefficienti
L'equazione
caratteristica
s-a
41
l
2 - CL
l
è
è
(5-CX)(2-CX )-4=Ct 2 -7CH 6
Quindi la matrice A ha i due autovalori
nare un autovettore di A corrispondente
viamo il sistema
O.
semplici 6 e l.
all'autovalore
Per detemi.-.
CX=6,risol-
À1+4À2=0
À1-4À2=0
da cui segue À 1 = ~À 2 ; ad esempio (4,1)
è un autovettore.
mente si vede che (1,-1) è un autovettore
corrispondente
lore -a=l. Allora l'integrale
generale del sistema dato
4.75
Risolvere
il
sistema
omogeneo
Analoge
a!l'autovaè
260
4.76
Determinare
la soluzione
che ver.ifica
le condizioni
= o.
y 2 (O)
[
4.77
y 1 = (e
X
+ e -x ) /2,
y 2 = (e
X
- e
del
-x
Determinare
la soluzione
che verifica
le condizioni
Y2C0)
sistema
inizi ali
'
del
sistema
iniziali
y 1 (0)
O,
y 2 = cosx
4.78 Risolvere
i seguenti
sistemi
(b)
omogenei
[2y~
tzy 1 =-
3x
t
Y1
[ (a) y 1 = 3c 1 e
Y1
y 1 + 6y 2
(d)
X
= 1
]
) /2
= 1.
[ y 1 = semi:,
y2 = e 1 e
y l ( O)
+ 3c 2 e
3c 2 e ,
2X
;
Y2=c1e
(e) Y1=c1e
3yl+Sy2
= Y1
+ Y2
= Y1 - Y2
2x
X
X
+ c 2 e ; (b) y 1 = e 1 e +c 2e ,
-x
3x
-x
3x
+ e2e
, y 2 =- e 1 e +c 2e ;
3x
X
-
+ Y2
2 61
./zx
(d) Y 1 = c 1 e
-/z X
+ l)e
4.79
+c 2 e
-./zx
, y2
a
c 1 (/2
-
- l)e
✓zx
-
- c 2 (/2+
]
Risolvere
il
sistema
omogeneo
yl=y3
y ~ = 3y l
{
+
- 9y3
y~ = 2y2
[ La matrice
del sistema
A
(:
O
L'equazione
:
_:)
2
-1
caratteristica
-a
o
1
3
7-ct
-9
o
è
2
è
7- a
- a
+ 6
-a 3 +6a. 2 -na.+6
-:i.)(ct -3)=0.
ossia
(a -l)(ct
dente
all'autovalore
La soluzione
I
-1-a.
=
{
-9
-1-a
2
a =l,
- Àl
+
3 Àl
+
2 À2
-2À3=0.
è del tipo
À3
Per decerminare
risolviamo
=
o
un autovettore
corrispon
il sistema
o
6À 2 - 9 À3 = o
(k,k,k)
con k ER -
{ O } e perciò
un auto
-
262
vettore
di A è (1,1,1).
A corrispondente
Per determinare
all'autovalore
un autovettore_della
a=2,
risolviamo
rÀ,
matrice
il sistema
+ À 3· = 0
o
3À1 + SÀ 2 - 9 À3
2À 2 - 3 À 3 = o
La soluzione
tovalore
(k, 3k, 2k) con k I O e perciò un autovettore
è del tipo
dì A•è (1,3,2).
Per determinare
un autovettore
r,
a-3, risolviamo
corrispondente
all'au-
il sistema
+ À3 ·= 0
3À 1 +4À2-9
o
À3
2À2 -4À3=0
La soluzione
A è
(1,6,3).
è del tipo (k,6k,3k) con k I O e perciò w1 autovettore
Allora, l'integrale
generale del sistema dato è
c 1e
Y1
X
+c2e
2x
X
e 1 e + 3c 2 e
{ Y,
.YJ
c1 e
con c 1 , e 2 , c 3 costanti
4.80
Risolvere
il
X
+ 2c 2 e
arbitrarie
sistema
y~
+ e 3e
2x
2x
a.
3x
+ 6c 3 e
+ 3c 3 e
3x
3x
]
omogeneo
= Ys
y~ = y1
{
[ Gli autovalori
y;
= yl
della
matrice
-
3y 2 + 3y 3
del sistema
sono -1,1,3,
Corrispondenti
autovettori
sono, rispettivamente
(1,-1,-1),
(1,1,1),
(1,3,1/3).
Perciò l'integrale
generale è y 1 = c 1 e-x + c 2 ex+ c 3 e 3X, y 2 •-c 1,çx+
263
+ c2 e
X
+ 3c 3 e
3X
, y 3 =- c 1 e
ìl
4. 81 Rìsolvere
-x
sistema
omo_geneo
= 6yl - 2y2 + 2y3
y; = - Zyl + Sy2
r
[ y 1 = 2c 1 e
- e1 e
4.82
3x
+ 7y3
2yl
y~
3x
- e 2e
+ 2c 2 e
Risolvere
6x
6x
il
+ 2c 3 e
+ 2c 3 e
9x
9x
la prima equazione,
espressione
di y 2 dedotta
facilmente.
+ e
X
= y
dalla
seconda
equazione
Dalla
= c 1 (cosx-senx)
ni y 1 (x),
stema dato]
y 2 (x) così
Y3 =
X
dalla
ottiene
y'i + y 1 = 2e
h
si ha y' 1 = y\_
equa?.ione
1 - 2y 1 + y 2 - l + e . Pcichè
in y 1 : y' 1 =- y 1 + 2e -1, cioè
verifica
9x
X
X
di tale
-c 3 e
si ha y'i = y\_ - y 2 + e . Sostituendo
segue y 2 = y 1 - y' 1 + e , sostituendo,si
generale
6x
X
x
quazione
lineare
+ 2c 2 e
+ 1
[ Derivando
X
3x
non omogeneo
Y1 - Y2 + e
- (2y 1 - y 2 + l)+e
2c 1 e
J
sistema
2y1-Y2
Y2
X
prima
e-
l'equazione
-1.
L'integrale
X
è y 1 = c 1 cosx
+ c 2 s~nx + e -1,
come
si
prima equazione
segue poi y 2 = y 1 - YÌ
+
+ c 2 (senx - cosx)-1
ottenute
fornisce
X
+ e . La coppia
l'integrale
di funziQ
generale
del si
26'4
4.83
Risolvere
{
non
-
Zy 2 + cosx
y ! = Zy 1
-
y 2 + senx
(2-/s)x
+ e2 e
(3+ /s)e(
+ 2senx)/10
4.84
sistema
Y ~ = Sy l
[y 1 = e 1 e
y 2 = Cl
il
(2+✓
5)x
2- /s)x
omogeneo
- (7cosx-senx)/10;
+ C 2 (3- i5)e(2+
/s)x
- (26 cosx +
]
Risolvere
il
sistema
non omogeneo
- Zy l + y 2
- 4y 1 + 3y 2 + 10
[y 1 (x) = e 1 e
-x
+ e 2e
- 7cosx + senx
4.85
Risolvere
[y 1 (x)
e 1e
- 3cosx - sen x;
y 2 (x)=c 1 e
]
il
X
2x
COSX
sistema
non omogeneo
- y 2 + cosx
- senx
- y 1 + cosx
+ senx
+ e2 e
-x
+ cosx + senx;
y 2 ( x)
-x
+ 4c 2 e
2x
Capitolo
EQUAZIONI
DIFFERENZIALI
DEL
PRIMO
S
NON
ORDINE
LINEARI
Preliminarmente
esponiamo
i metodi di risoluzio
ne per alcune
equazioni
differenziali
non
lineari
del primo ordine.
Successivamente,nel
paragrafo
SI,
discutiamo
del teorema
di Cauchy di esistenza
ed unicità.
SA.
Equ.a.z:i.on.j_
Si
renziale
a.
v-a.:ria.bil:i.
sepa.:ra.biI.:i.
dice a variabili
separabili
un: equazione
del primo ordine
del tipo
(*)
y'
con f e g funzioni
riabili
separabili
y'
=
X
y
= f(x)
·g(y)
diffe
,
continue.
Ad esempio,
sono
le equazioni
differenziali
a va-
266
Nel primo caso è f(x) = x e g(y) = 1/y, mentre,
nel
secondo caso, si può por~e f(x) = 1 e g(y)· = 1 + y 2 •
Per determinare
le soluzioni.
dell'equazione
differenziale
(*),
si scrive
la derivata
y' come rappo~
to tra differenziali
y' = dy/dx;
si ottiene
.QY = f(x) ·g(y)
dx
poi
si
separano
le variabili
1
g(y)
e si
integra
dy
g(y)
r O)
f(x)dx
=
dy =
l
f x) dx
f(
una relazione
del tipo G(y) = F(x)+c
che
legame (in forma implicita)
tra x e y.
5.1 Risolvere
separabili
le equazioni
(a)
y'
[(a)
Si scrive
differenziali
X
= -
(b)
y
l'equazione
dy
X
dx
y
Integrando
(supponendo
membro a membro
f g(y)
Si ottiene
esprime il
·
'
differen~iale
da cui
y'
nella
a variabili
= 1 + y2
forma equivalente
y dy = K dK.
membro a membro, otteniamo
=>
cioè ancora y 2 = K 2 + 2c
(si noti che, pur di ~ambiare 1~ costante,si
267
può scrivere equivalentemente y 2 = x 2 + e'). L'insieme delle soluzioni.
è quindi costituito
dalla famiglia di iperboli equilatere y 2 - x 2 =e' ,
se e' ; o, e dalle rette di equazione y = ± x, se e' = O.
Si può controllare
l'esattezza
del risultato
ottenuto
calcolando
la derivata y' e verificando che y' = y/x. A tale scopo ricaviamo la y
in funzione di x dalla relazione y 2 = x 2 + 2c:
y =
(si noti che, globalmente, y non è funzione di x; infatti
y=/ x 2+ 2c
è una funzione di x e y = - ~ è un'altra
funzione). Derivando
otteniamo
y'
(b) Scriviamo l'equazione
dy
-=l+y2
dx
differenziale
y'
y
±/x 2 + 2c
nella
forma equivalente
dy
l+y2
=>
X
X
e quindi
.
dx
ed integriamo membro a membro
arctg y =
f
dy
-- 2 =
l+y
X + C •
Quindi, in forma implicita,
le soluzioni• sono rappresentate
dalla rel~
zione arctg y = x + e, Ve E R. Ricavando la y si può scrivere
anche
y = tg(x + e).
1 + y2 :
Verifichiamo il risultato
controllando che y'
y' = D tg(x+c)
1/~os 2 (x + e);
sen 2 (x+c)
' cos (x+c)
1 +--e--'---'2
5.2 Risolvere
variabili
le seguenti
separabili
equazioni
1
cos 2 (x+c)
J
differenziali
a
268
= cos 2 y
(a) y'
(b) y'=Zx cos 2 y
[ (a) Dividendo per cos 2 y {se cos 2 y # O) e integrando,
dy
cos 2 y
=> tg y
dx
J
dy
cos 2 y
=
otteniamo
fdx=x+c.
Quindi le soluzioni trovate sono rappresentate
analiticamente
dalla rel~
zione tg y = x + c, V c E R. Limitatamente alle funzioni y(x) per
cui
- 1T/2 < y{x) < 1T /2 si può scrivere y(x)
arctg (x+c).
Oltre a ciò, occorre verificare
che, separando le variabili,
non si
siano perse alcune soluzioni corrispondenti
al caso cos 2 y = O; infatti,
ad esempio, per la funzione co:;:tante y{x) = 1T/2,per ogni x ER
risulta
y'(x) = O e quindi y' = cos 2 y· =O.Analogamente
ogni altra funzione costante y(x)
1T /2 + k'IT (k EZ) è soluzione.
Riassumendo, le soluzioni
sono rappresentate
da
tg y
x+c,
vce R
{b) Come in precedenza
e
Risolvere
le
equazioni
y'
Zxy
(b)
(a)
Vk E Z,
2
si determinano le soluzioni
tg y
5.3
1T
--i-kTI,
y
e
1T
Vk E Z
y=2+k1',
a v~riabili
y'= y
separabili
(e)
X
y'=-
X
y
[ (a) Oltre che a variabili
se:·e1rabili, l_ 'equazione differenziale
lineare omogenea. Notiamo subito che la funzione identicamente
una soluzione;
inoltre,
separ~_jo le ·:ar·-ib;.-•, abbiamo
dy
dx
da cui
2xy,
Iy I =
f~ f
=
eX
2
+ c
eX
2:.dx,
2
.a •
log
]
è anche
nulla
è
IY I = x 2 + e;
A: variare
di c in R,é
de!'.·rive tut-
ti i numeri reali positivi;
perciò ec rappreser.ta una generica costan2
·~·
s·
~·
h
·1
_a,· pLrc-1·0·
1 nc-1 e e 1 seco,, do memb re e:: +c n,on s1· ann1111
~ t e i:,os1c.1va.
269
y(x) non si annulla per alcun valore della
2
si giunge alla rappresentazione
y = ± ex
che y = O .è soluzione e ponendo e' = ± ec
y(x)
=
o, si giunge.alla
fonna y(x)
e'
rappresentazione
x. Distinguendo
i casi y ~ o
ec, Tenendo conto che anse y(x) , O e e' =O se
di tutte· le soluzioni
nella
eX2
(b) y(x) = O per ogni x E R (x f O) è soluzione.
Separando le variabi-
li si ottiene
log I y I
da cui
IYI
log
e c I x I . Come in (a), posto
=
log (ec I x I ),
Ix I + c
e'
c' = O se y(x) = O, si trovano le sol~zioni
=
nella
± e
e
se y(x) ; O
forma y(x)
e
= c'x,
Ve' E R.
(e) Le soluzioni
(in fonna implicita)
sono date dall'equazionP.
che, geometricamente, corrisponde alla famiglia di circonferenze con centro l'origine
degli assi (per ogni scelta della
costante
+ y2 = e
c
5.4
> O) ]
Risolvere
(a)
le
equazioni
tg y
xy'
a variabili
(6)
y'tgx
separabili
y
[(a) Per applicare il metodo della separazione rlelle variabili,
occorre
dividere entrambi i membri per x tgy. Essendo tg y=O per. y = kTI, con
k ez, tutte le fw1zioni costanti y(x) = kTI sono soluzioni.
Inoltre ,
supponendo tgy f O (e anche x; O), separando le variabili
otteniamo
log I seny I
f
cosy
seny
c
( dx
dy
J x = 1011; I x I + c = log ( e e I x I ) ,
Ponendo c' = ± e, come nell'esercizio
5.3 si ottiene seny = c'x. Notiamo che, per e'
O, si riottengono le soluzioni costanti y(x) = kTI,
con k E Z, Perciò tutte le soìuzioni si possono rappresentare nella for_
270
ma seny
5.5
= e 'x.
(b)
y(x)
= e selllC, con e E R ]
Disegnare
in un riferimento
cartesiano
ortogonale il grafico
delle
soluzioni
dell'equazione
con
siderata
nell'esercizio
5.3(a).
[si veda la figura 5.1]
y
y
X
figura
5.1
figura
5.6 Risolvere
l'equazione
differenziale
segnare
in un riferimento
cartesiano
il grafico
delle
soluzioni
trovate.
5.2
y'=-2xy
e di
ortogonale
-x2
[y(x)
=
e e
5.7 Determinare
ferenziale
, rappresentate
in figura
tutte
le soluzioni
5.2]
dell'equazione
dif
271
2 + c),
[y(x)=sen(x
5.8
l'equazione
le variabili
dy = ~
dx
eY
cosx.
e Xcosx dx.
a secondo membro utilizzando
due vol-
per parti
+
1
l'integrale
(l/2)e
X
X
generale·dell'equazione
(senx + cosx) + c, cioè e
y
X+ log
1
log
formula risolutiva
+
a(x+c)
c)
J
,
+ b
f•
X+
- b/a,
avendo posto c'=e
dx
J ay+b
- b] /a = c'e
ax
che si ottiene
lo stesso
per le equazioni
lineari
nel capitolo
+ cosx) + c, da cui
reali
non nulle.
Risolvere
separazione
delle
variabili,
( dy
Iay + b I
da cui y(x) = [ e
Il lettore controlli
= (l/2)(senx
y
è dato da e=
abbiamo
[ Sepél.rando le variabili
a
differenziale
2
= ay
y'
y-x
senx + cosx
(
Siano a,b costanti
con il metodo della
l'equazione
linear-e
siderata
x-y
J. e cosx dx= 2 e (senx + cos x) + c.
Perciò
5.9
y'=e
y(x)=±l]
Jex senx = ex ( s.enx cosx) - Jex cosx dx
ex cosx dx = ex senx -
X
f
dy =
l'integrale
te la fortJnJla di integrazione
da cui
costanti
differenziale
f/
=>
Si può calcolare
due funzioni
si ottiene
X
f
alle
.
Risolvere
[Separando
con c ~ R, oltre
4 ]
C
risultato
ac
utilizzando
del primo or.dine,
/a
la
già con-
2 72
5. 10 Risolvere
i seguenti
(a)
(b)
.
{ y(l)
.[ L'equazione
y(-1)
si risolve
+ log
y(x)
= tg(c
(a) Le soluzioni
y(x)
+ k 1T); è quindi
opportuno
(-°',O)
e (O,+a>).
condizione
In tal
separatamente
le
I x Il 1T/2+
gli
intervalli
la
y=l per x=l > o, ci poniamo nell'intervallo
(O,
y(x) = tg (c + logx)
= 1 equivale
e y(l)
tangente
1T/ 4. La soluzione
è periodica
= tgc.
di periodo
1T, basta
del problema
di Cauchy
= tg ( 1T/4 + logx) .. (b) y(x) = tg( 1T/4 + log(-x))
i seguenti
problemi
Perciò
c = 1T/4 + k1T.
a tgc = 1, cioè
che la funzione
5.11 Risolvere
ed ha
le variabili
per x /- O (e per c+log
considerare
ad esempio c =
y(x)
separando
I x I ).
sono ùefinite
caso risulta
y(l)
= 1
Dato che cerchiamolasoluzioney(x)chesoddisfa
iniziale
la condizione
{ xy'=l+y2
= 1
differenziale
soluzioni
di Cauchy
2
xy'=l+y
+a,).
problemi
Dato
scegliere
quindi
è
]
di Cauchy
y'+3x2y4=Q
(a)
{ y(l)
= O
[ (a) La funzione
ziale
che il
identicd!Dente
dato
iniziale
di Cauchy.
Si noti
che,
soluzione
y(x)
= o,
= 1
y(l)
nulla soddisfa
ed è quindi
separando
~ia l'equazione
soluzione
le variabili,
(unica)
differerr
del problema
si perde proprio
Vx ER; (b) dopo aver separato
la
le variabili
otte-
niélJ:IO
da cui /" 3 = 3x 3 - 3c.
Imponendo la condizione
y(l)=l
da cui 3c = 2. Perciò
la soluzione
di Cauchy è data
y(x)
= l/(3x
3
13 ]
- 2/
del problema
si trova
1=3-3c
da
273
5.12
Risolvere
le
equazioni
a variabili
(a) y'""Y cotg x
[ (a)
log I y I=
separabili
(b) y'=(y-3)cotg
f; f
=
I senx I + c,
cos x dx = log
.sen x
da cui log I y I = log e c I senx I e
x
quindi y= ± e c I senx I •
Cambiando !a costante, le soluzioni si possono anche scrivere
nella
fonna y(x) = c'senx (si noti che anche y(x) = O è ioluzione e si ottiene per c'=O); (b) y(x) = 3 + csenx]
5.13
Risolvere
[Separandole
log (l+y
2
variabili
)
dacuiy(x)=±(e
5.14
2x 2 yy'
l'equazione
Risolvere
=
otteniamo
f !;
1
c-1/x
= l+y 2 •
2
dy =
J ::
l/Z
-1)
l'equazione
J
xy'
ylogy.
[ La funzione
costante y=l, che I\Jlllulla il secondo membro, è soluzio~e dell'equazione
dìffe.enziale
(mentre y = O è da scartare).
Separando le variabili,
otteniamo y(x)
eCX; in particolare,
la sol~
zione co-stant-e y = 1 corrisponde a c = O ]
5.15
Risolvere
l'e
[ y(x) = ±
+ C e
uazione
l/ /;-
]
4/x3"
yy'
= 1 - y2 •
274
5.16
Risolvere
i problemi
l
(b)
I
[
o
- x 2 -1
5.17
[ (a) y(x)=x;
(b) y(x)=x;
Risolvere
l'equazione
[ La funzione
y'
-
X 2 +1
✓3
y(O)=
y(O)=l/2
✓x
•-·~
y
(d)
o
y (O)
l
Y..:..:.1.
-
(e)
{
=
y'
y (O)
Y
Cauchy
=
y'
(a)
di
(e) y(x)=
+ ✓y sen/x
costante
2x+l
1T
(d) y(x) =tg(- +arctx)J
x+2
3
.
differenziale
=
y=O è soluzione.
o
se y # O,
Inoltre,
l'integrale
a secondo membro si può calcolare per sostituzione,
pone~
do h = t. Si ottiene l'insieme di soluzioni y(x) = (c+cos/-;-) 2 ol
tre, naturalmente, alla funzione identicamente nulla]
5.18
Determinare
l'integrale
ne differenziale
generale
+
[ L'equazione
ye
della
X
equazio-
= O.
data non è in forma normale. E' possibile
ricavar~
la
y'
275
in funzione
dix
algebriche
di secondo grado:
e y mediante la fornrula
risolutiva
delle
equazioni
1
BxeY
- ( 4xe
y
y
X
y
+ ye ) ± ( 4xe - ye )
- y/4x
8xeY
{
Perciò I 'equazione data è equivalent_e
li in forma normale
y
y' = - 4x
y'
Entrambe le equazioni
5.19
generale
tegrale
della
[(x
+ /l+x
2
y = O è una soluzione.
e risolvendo
l'integrale
cioè
Iy
J
= x log (x +
--
anche y( x) = e' (x+l l+x 2 )
identicamente
nulla
I -l/ 4 , mentre l'in
rientra
]
generale
[La funzione costante
log
dell'equazio-
)Y
Separando
le
variabili
in dx, otceniamo
/1 + x 2
X
differenzia-
e si vede facilmente
=clx
seconda è y(x) = iog (e-ex)
= log
per parti
due equazioni
separabili
della prima è y(x)
Determinare
l'integrale
ne differenziale
y'
y
=
sonoavariabili
che l'integrale
generale
alle
X
-e /e
e
.in tale
- ✓ l+X 2
- /i+x
2
• Si noti
rappresentazione,
+ e,
che la
funzione
in corrisponden
za di e' = O ]
5.20
Determi~are
gente
nel
le curve y = y(x)
la
punto
(x,y(x))
incontra
cui retta
tag
l'asse
dèlle
276
x nel
punto
(-x,O),
come
in
figura
5.3.
X
X
figura 5.3
[ Le curve incognite,
(x,y)
di equazione y = y(x),
di equazione
(nel piano di assi
Y = y(x)
La retta
tangente
se O= y(x)
+ y' (x)(X - x)
incontra
+ y' (x)(-x-x),
y - 2xy'
l'asse
di un'equazione
fornisce
le soluzioni
di parabola
aventi
l'asse
]
in
X nel punto (-x,O) se e
solo
X,Y):
•
O.
integrata,
in (O,O)
tangente
cioè se e solo se
Si tratta
tice
delle
hanno retta
differenziale
y(x)
coincidente
a variabili
= e
IN.
con l'asse
separabili
che,
Si tratta
di archi
delle
ascisse
e ver-
277
5.21
Determinare
le curve y=y(x)
la cui retta
norma
le nel punto
(x,y(x))
incontra
l'asse
delle~~
scisse
in un punto C = C(x) a distanza
uguale
ad 1 da (x,y(x)),
come ir> fi-gura
5.4.
y
CP = 1
y(x)
X
figura
[ Nel piano
X, Y
è data
l' eq=zione
Tale retta
yy'
normale
al grafico
non nulla),
di una
fun;,;ion"'
passaT\te
per (x,y(x)),
nel pW1to Cdi
coordinate
da
Y = y(x) -
(X,O),
della
y = v(x) (con derivata
derivabile
5.4
incontra
1
y' (x)
l'asse
con X soddisfacente
delle
(X-x).
ascisse
.l'equazione
O= y(x)-(X-x)/y'(x),
= X-x, da cui
dal pW1to e
=
CP = /
X= x + yy'. La distanza
(:< + yy' ,o) è data da
[ ( x+yy1 )-x
] 2 + [-y] 2
del punto
P
cioè
= (x,y(x))
✓ (yy I) 2 + y 2
•
278
Imponendo la condizione
fonna non nonnale
(yy')
che, evidentemente,
CP = l si ottiene
2 = l
l'equazione
solo se 1-y 2 ~ O,
può avere soluzioni
a variabili
in
_ y2
-1 ~ y ~ 1. Si riconosce che le funzioni costanti
soluzioni.
Inoltre l'equazione data e equivalente
differenziali
differenziale
cioè
se
y = ± l
alle
sono
due
due equazioni
separabili
yy' = ✓ 1-y2
yy' = - ✓ 1-y 2
che, risolte,
danno le soluzioni (x+c) 2 + y 2 = l; si trat~a della f~
miglia di circonferenza
di centro (-c,O) e raggio 1. Come gia detto, a
questa famiglia di circonferenze
zione y= ± l ]
5.22
vanno aggiunte
le due rette
di equa -
Siano A e Bi
punti
di intersezione
degli
assi
coordinati
con la retta
tangente
al grafico
del
la funzione
y = y(x) nel punto generico
(x,y(x))
come in figura
5.5.
Determinare
le curve
y(x)t~
li che:
y
A
- (x-~Y' , o)
B -
(o,y-xy')
y
(X)
X
figura
5.5
279
(a)
(b)
(c)
(d)
l'ascissa
l'ordinata
l'ascissa
l'ordinata
[ La retta
di A sia uguale
di B sia uguale
di A sia uguale
di B sia uguale
a Zx;
a Zy;
a kx (k>O);
a ky (k>O):
di equazione Y=y(x) + y'(x)(X-x)
tangente
X,Y nei punti A e B le cui coordinate
si
incontra
determinano
gli assi
imponendo
ri-
1
spettivamente
Y = O e X= O e calcolando in corrispondenza
1 altra
coordinata.
Ad esempio, posto Y = O, risulta
y + y'(X-x) =Oda cui,
se y' f O, X= x - y/y'.
mento alla
figura
In modo analogo
si determina
B. Con riferi-
5.5 si ha:
Intersezione
con l'asse
X:
A
Intersezione
con l'asse
Y:
B -
-
(x-y/y'
,o)
(O,y-xy')
(a) la condizione richiesta è x-y/y'
l'equazione
differenziale
a variabili
= 2x che, se y' f O, equivale al
separabili
y' =- y/x. Tale e-
quazione ha per soluzioni
y(x)
le iperboli
= c/x, con cE R (c=O è da
1/(l-k)
scartare);
(b) y(x) = c/x con cE R; (c) y(x) = c Ix I
con
c f O se k f l; altrimenti,
se k = 1, non esistono funzioni y ~y(x)
che soddisfano la condizione posta; (d) y = c Ix 11-k, con e E R]
SB.
Eq1..1a.zio:n.i
del
Si dice di Bernoulli
un'equazione
primo ordine
del tipo
di
Be:rn.01..1lli
y'
=
a(x)y
differenziale
+ "b(x)ya
con a(x),
b(x) funzioni
continue
in un intervallo
prefissato
e con a parametro
reale
diverso
da O e
da 1 (altrimenti
l'equazione
è lineare).
Il metodo di risoluzione
è il
seguente:
prelimi
narmente
si dividono
entrambi
i membri dell'equaziQ_
280
ne per ya
denticamente
ottiene
(così
facendo
nulla,
nel
L = a (x)
si trascura
caso in cui
la soluzione
a è positivo);si
y l-a + b (x)
ya
Si pone poi z(x) = (y(x)) l-a
La derivata
nuova funzione
incognita
z(x),
per la regola
vazione
delle.funzioni
composte,
vale
z' (x)=
L'equazione
d
dx
i-
(y(x))
1
-
a
a
=(1-a)y-
differenziale,
della
deri
di
v'
y'=(l-a)
-'-
ya
nell'incognita
z,
di-
viene
z'
è lineare
del
metodi
descritti
pi.
5.23
Risolvere
li
= (1-a)a(x)z
+ (1-a)b(x);
primo
ordine
e quindi
si risolve
nel capitolo
4. Vediamo alcuni
l'equazione
differenziale
y I = 2y - e
[ Cominciamo con l'osservare
y = O è una soluzione.
trambi
i membri per y
Poniamo z(x)
diventa
(y(x)f
Bernoul-
X
che, essendo
Per determinare
2
di
con i
esem
y2
a =2 > O, la funzione
le altre
soluzioni
costante
èividiamo
:
1
,
da cui z'=-y-
2
y'.
Rispetto
a z
l'equazione
err
281
z'
- 2z + e
X
ed è quindi un'equazione lineaée del primo ordine, cioe del tipo z' =
= a(x) z + b(x), con a(x) = - ? e b(x) = ex. Scegliendo A(x)=-2x come
primitiva di a(x), si trova l'Lntegrale
generale
A(x)
z(x)
e
= e
J e -A(x) · b(x)dx = e -2x
-2x
1
- e
3x
+ c)
3
1
e
= -
3
x
+ce
2X-
X
J e · e dx
-2x
1
-1
x
-zx-1
Ricordando che z = y- , risulta
quindi y(x) = z
=(e /3 +ce
) .
Tali funzioni, unitamente alla funzione identicamente nulla, sono tu1
te le soluzioni dell'equazione
data]
5.24
Risolvere
(a)
le seguenti
y
y'
equazioni
1
y
X
(b)
di Bernoulli
1
y
y
2y'=
X
[ (a) Si tratta di un'equazione differenziale
di Bernoulli con esponen
te a =-1. Dividendo entrambi i memèri per y - 1 ( cfoè moltipl icar:do
per y) otteniamo l'equazione
yy'
l 2
- y
~
-
l.
X
z = y2
Nell'incognita
essendo z 1
2
z'
2yy',
si ha l'equazione
lineare
z - 2 .
X
Una primitiva
di a(x) d 2/x è A(x)
2
log
I x I = log x
sto b(x) = - 2, si ha
z(x)=/(x)
f'
e -A(x) b(x)dx
2
- + c)
X
2x + cx 2
x2
•
dx
2
•
Perciò,p.Q.
282
In definitiva,
essendo y= ± /~, l'equazione data ha come soluzioni
2
/2x+cx
, concER.
(b) y(x) = ± ljxj(c-logjxj)]
funzioniy(x)
5.25
Risolvere
i seguenti
{ Zy'
(a)
le
=±
y
~
X
y
y(l)
problemi
di
Cauchy_
y'
y
r...
X
X
(b)
{ y ( 1) = 1/2
1
a =-1. Dividendo entramè di Bernoulli con esponente
bi i membri per y- l e ponendo z = y 2, otteniamo successivamente
[ (a) L'equazione
y2
2yy'
-
X
Z
1
1
Z
-
X
•
X
X
Notiamo che il coefficiente
che la condizione iniziale
a(x)
= 1/x non è definito per x=O.
Dato
nel punto x 0 = 1, ci limitiamo
a
è posta
considerare il caso x > O in cui A(x) = log x (invece che, piu general
mente, log j x j ) è una primitiva di a(x). La funzione z(x) risulta
uguale a
z(x)
x
J ;:·
(-x)dx
x(-x + c)
da cui y(x) = .± ✓cx - x 2 . Imponendo la condizione iniziale y(l) =l
si trova 1 = ± / c-1
; si deve quindi scegliere
il segno+ e c = 2.
Perciò la soluzione del problema di Cauchy è y(x) = / 2x - x 2 . Si noti che tale funzione, definita per O ix i 2, è derivabile solo
per
O< x < 2 e perciò è soluzione solo nell'intervallo
aperto (0,2). Pe,
y >Osi può scrivere nelle forme equivalenti
y
/
2X - X
in particolare,
y(x)
2
l;
dall'ultir.a
ha per grafico
espressione,
la semicirconferenza
si riconosce
di centro
facilme~te
che
(1,0) e raggio
1,
con y > O.
(b) L'equazione
differenziale
è di Bernoulli
con esponente
a=2,ma an-
283
5.26
che a variabili
separabili.
Risolvere
li
le
(a)
La soluzione
equazioni
x/(x+l)]
di Bernoul
differenziali
Èi... + Zx./y
y'=
è y(x)
(b)
X
+ zx/y
iY
y'=
X
[(a) E' un'equazione di Bernoulli con esponente a =1/2. La funzione C.Q.
stante y=O è una soluzione. Se y i O dividiamo entrambi i membri per
/y e poniamo /y = ~. da cui z' = x + z/x. Una primitiva di a(x) =
=1/x è A(x) = log lx
In base alla formula risolutiva
per le equazioni differenziali
lineari del primo ordine,otteniamo
(separatamente
per x > O e x < O)
I.
z(x)
e
A(x)
± x·
5.27
I
e
-A(x)
I I
xc1x
X
dx
J ±dx·= x Jdx = x(x+c)
Quindi le soluzioni
dell'equazione
= (x 2 + ci::) 2 , oltre
a y-=O; (b) y(x)=x"
Risolvere
X
f TI
l'equazione
èifferenziale
( VX
iniziale
1 O).
sono y-(x)
(e + log Ix I ) 2 e y=O]
differenziale
y'=x(y
[ E' un'equazione di Bernoulli con espone:-ite a =3. Oltre a y(x)·
V x ER, le soluzicni sono espresse da y(x)
± 1/ I l+ce-x'
5.28
Risolvere
con
ne differenziale
5.29
Risolvere
il
il
pToblema
y(l)=l;
[ L'equazione
metodo di Bernoulli
proposta
nell'esercizio
differenziale
di
3
-y)
O
J
l'equaziQ
5.15.
Cauchy:
2Xyy 1 = y 2 - X 2 + 1
è di Bernoulli
con esponente
a =-1. La so-
284
luzione,
espressa
risponde
geometricamente
gio
5.30
analiticamente
semicirconferenza
Risolver.e
le equazioni
(a)
4y'
y tgx
[ (a)
y(x)
senx
- yr-
c+cos 2 x
(3/2,0)
e rag_
=
2+ce-x
y = o]
e
di Cauchy
1/2
y(l/2)
oltre
separabili.
ad essere
(a)
y(x)
Determinare
l'integrale
equazioni
differenziali
(a)
xy'
+ 2y
(b)
yI
y cosx
(e)
y'
3/2
Zy
=
del
tipo
(1+3e-x
2
generalR
senx)
(1-y
(e)
(f)
y'
)
o
= zx✓y (x 2 + ✓y )
e
y(x)
~
=O e
y(x)
= (ce
y(x)
= (senx - cosx
e
(cx+
logx + 1)
-senx
-2
-1
+ senx - 1)
+ ce
-x 2
)
)
= O
di Bernoulli,
-1/2
delle
logx
+ Zy = ✓y senx
Zx ( __y_ + _l_
y' =
x 2 -l
./y
3
zx3y' + x2-.; + y- 5 tgx
(c) y(x) = O
/4
.{ Y' =xy+xy3
djfferenziale,
che a variabili
(b) y(x)
1
(b)
{ y(O)
[ (a) y(x) = O
Y... - xy2
2
y'=
(b) y(x)
i problemi
[ L'equazione
(d)
di centro
(b)
y' =xy+xy3
5.32
/ l+3x-x 2 ,cor-
=
di Bernoulli
cosx
Risolvere
(a)
y(x)
funzione
✓s/2, con y > O ]
4
5.31
alla
dalla
/16;
è ag
; (b) y(x)=O
seguenti
]
285
(d) y(x) = (x 2 -1 + e /~
13
/
(e)_y(x) = x- 112 (c + log lcosx
I
;
16
;
3 /
(f) y(x) = O e y(x) = (x 2 + 2 + e ex
5.33
Determinare
una funzione
per x➔ l+ e che è soluzione
+ 00 ) rispettivamente
delle
ziali:
(a)
y'
(b)
y'
[ (a) y(x)
5.34
xy
3
2
[✓y
(
che diverge
a + 00
nell'intervallo
(1,
equazioni
differen
-
y(x)
2
-1)]
+ xy 3/2 )
(b) y(x)
= (l-x2) 2
J
12 /
+ 1/(x
_g_
x 2 -1
25
2
121
J
9(1-x 2 )2
Sia a(x) una funzione
derivabile
in R con deri
vata a'(x)
continua.
Determinare,
per ogni valore del parametro
reale
a f 1, l'integrale
g~
nerale
delle
equazioni
differenziali
(a)
(1-a)y'
a' (x) (y+a(x)y
(b)
( 1-a) y'
a' (x) (y+y
a
a
J
J
[ (a) Se a> o,una soluzione è y(x)=O per ogni xE R. Dividendo entrambi
i membri per ya e por.endo z(x)= [ y(x)] l- a, otteniamo z'=a'(x)[z+
+ a(x) ] . Si tratta di un'equazione lineare nell'incognita
z che ha
per soluzioni:
z(x) = ea(x)
Calcoliamo per parti
Je
-a(x)
·J e-a(x)_ a'(x)a(x)dx.
l'integrale
··a'(x)a(x)dx=
f
a secondo membro:
d
dx
[ -e-a(x)
] a(x) dx =
286
J
· -a(x)
-a(x)
=-e
a(x)+ e
a'(x)dx
-1)
5.35
-a(x)
a(x) - e
-a(x)
+ c.
·a(x)
1/(1-a)
y(x) = ( ce
-a(x)-1)
,
a(x)
nulla se a> O. (b) y(x)=(ce
-
per ogni a I 1, si ottiene
In definitiva,
oltre
= - e
naturalmente
1/(1-ct)
e y(x)
alla
soluzione
= O
se
a
>o ]
Siano a(x),
b(x) funzioni
derivabili
su
R con
derivata
continua
e con a(x) non
identicamente
nulla.
Determinare
tutte
le soluzioni
delle
equazioni
differenziali
(a)
a(x)y'
a'(x)
(y+y 2 )
(b)
a(x)y'
a' (x)y
+ b' (x)y
2
[ L'equazione in (a) è un caso particolare
di quella in (b) e si ottiene
ponendo b(x) = a(x)'. Perciò discutiamo il caso piu generale (b). Cominciamo con l'osservare
che la funzione costante y=O è soluzione. Dividen
do entrambi i membri per y 2 , otteniamo
a(x)y'
- a' (x)y
y2
b' (x) .
Poi si può procedere oltre con il metodo di Bernoulli, con la sostitu zione y- 1 = z. Proponiamo un altro metodo di risoluzione:
a primo membro, a meno del segno, compare la derivata rispetto ad x del quozient~
a(x)/y; perciò l'eqUdzione si può scrivere nella fonna equivalente
d.
dx
Risulta
quindi
a(x)
y
[ -
+ h(x)]
(se y I O) a(x)/y
= O.
+ b(x) =costante=
c, da cui
= a(x)/ [ c-b(x) ] • Nel caso particolare
dell'equazione
me di tutte le soluzioni è dato da y(x) = a(x)/[ c-a(x)
y(x)
= O,
Vx
ER]
y(x)
in (a) l'insig
] ,
oltre
a
287
5.36
Sia y=y(x) una funzione
definita
per x > O
e
non negativa.
Indichiamo
con B il punto di intersezione
dell'asse
delle
ordinate
con la ret
ta tangente
al grafico
della
funzione
in
un
punto generico
(x,y(x)),
come in figura
5.5.De
terminare:
(a) le curve y(x) tali
che l'ordinata
di B sia
proporzionale
a ya, con a > O;
(b) la curva y(x) soddisfacente
la
condizione
y(Z) = 2 e tale
che l'ordinata
di B sia uguale
a y2.
[ (a) Come già mostrato nell'esercizio
5.22 1 l'ordinata
del punto B,i.n
tersezione della retta tangente con l'asse delle ordinate, vale y -xy'. Indicando con k il fattore di proporzionalità,
la condizione<!_
viene y - xy' ~ kya. Si tratta di un'equazione
differenziale
di Be_!:
noulli
+cx
• che,
:!.-a
)
oltre
1/(1-
a)
(b) Ponendo k=l a
a
~
y(x)
O, ha
y(x) = (k +
come soluzioni
per x > O.
a= 2 nella
espressione
determinata
in (a),si
ot-
c=-1. Percic
ìa
tiene
C
y(x) = ( 1 + - )
-1
X
x+c
x
5.37
Iraponencio la condizione
iniziale
funzione
= ~,cx-1)
cercata
è y(x)
y(2)
z,si
trova
]
Determinare
le curve tali
che il punto di mezzo del segmento sulla retta
normale,
con estr~
mi sulla
curva e sull'asse
delle
x, sia situato sulla
raYabola x = y 2 •
[ Si fa riferimento
come mostrato
alla
figura 5.6.Se P ha coordinate(x,y(x)),
nell'esercizio
5.21, C ha coordinate
ciò il punto medio M ha coordinate
giace sulla
parabola
(x + (yy')/2,
allora,
(x + yy' ,O). Per-
y/2);
-tale
di equazione x = y 2 se e solo se (per
punto
y
I O)
288
X
Si tratta
yy'
+-
2
y
= (-)
2
di un'equazione
y
y'
2. (=)
= -
2
di Bernoulli
= ± {4x + 4 +ce) X 1/2 . In particolare,
bola di equazione
sterna di riferimento
fichi
dal disegno
2x
-
y
che ha per soluzioni
y(x)
per c = O, si ottiene
la para-
x = (y 2 /4) - 1. Il lettore
tale parabola
la proprietà
M
e la parabola
enunciata
in uno stesso si
2
iniziale
x=y
e veri
nel testo]
------- --
X=Y 2
--
e
figura
disegni
5.6
289
SC.
Equazioni
della.
y'
forma.
Si dicono
brevemente
omogenee
renziali
ordinarie
che si pongono
con g funzione
continua.
consiste
nel porre
z = Y,
X
cioè
rispetto
ed è a variabili
y'=z+xz'.
z,
diviene
- z
Vediamo
l'equazione
y'
diffe
risoluzione
all'incognita
separabili.
Risolvere
mogeneo
di
da cui
= g(z)
xz'
g(y/x)
le equazioni
nella
forma
metodo
y(x)=xz(x),
L'equazione,
5.38
Il
=
alcuni
differenziale
di
esempi:
tipo
o-
1 + y_
=
X
~ g(y/x),
con g(t) = l+t. Poniamo y(x=z,
Otteniamo l'equazione equivalente
[ F' un'equazione ~ei tipo·y•
da cui y = xz e y'=z + xz'.
z + xz' = 1 + z,
che si risolve
z= Jdz =
5.39
f-; dx= log /x I+c = log (ec lx l)=log(c'x)
=
c
±·e.
y(x) = x log(c'x)
Le seguenti
xz' = 1,
separando le va~iabili:
dove si è posto c'
luzioni
cioè
Ricordando che y = xz,si
ottengono le s~
]
equazioni
sono
nello
stesso
·tempo
290
di tipo
omogeneo e a variabili
prima è anche linea,e):
y'=
(a)
y
X
Risolverle
con
X
y'
(b)
(c)
y
entrambi
( la
separabili
y'=-
-25.
y
i metodi.
[ (a) rette per l'origine
y(x)=cx;
(b) iperboli equilatere
di equazione
x 2 - y 2 = c (y r O);
(c) circonferenze
concentriche con centro nell'.2_
rigine
5.40
x 2 + y 2 = c (y r O) ]
di· equazione
Integrare
[ Posto z
l'equazione
y/x ( da cui y' =z +. xz')
(2z - 1 - z 2 )/z;
y'=2-
differenziale
separando
otteniamo
l'equazione
-25.
y
equivalente
si ha (se z f 1, cioè
le variabili
l!Z'=
se
y Ix)
-f __
J dxx ~ log (cx) .
z_
dz =
(z-1) 2
Inoltre,
sommando algebricamente
a primo membro, otteniamo
r _z
dz
j ( 7--l)
z-1
r ---dz
(z-1)
=
J
2
1
z-1
perciò
l'equazione
ni le funzioni
y
-1)
-1
- log
5.41
Risolvere
y'
y +
X
1 a numeratore
1
--( z-l)
2
dz
dell'integrando
log /z-1 /
+ cost;
data,
oltre
a y(x)=x,
implicitamente
dalla
relazioae
ha come soluzi.2_
I;- I
l'equazione
=
e+
2
differenziale
definite
X
-1
1
= log(cx)
differenziale
omogenea
291
e verificare
tuito
dalla
che l'integrale
generale
famiglia
di funzioni
.f. x2 - 1
2c
2
u(x)
[con la sostituzione
z = y/x si giunge all'equazione
cui, separando le variabili
-
- y > O)
cx
.(con
costi
è
X -
/1+z 2 ; da
xz'
log (c'x).
Come indicato nel paragrafo 4G della parte seconda del 1° volume, l'in
tegrale a primo membro si determina con la sostituzione
~=
t-~
.Si ottiene
(si veda anche l'esercizio
4,119,
dz
✓I+?
volume 1°, parte
log (c'x).
Pur di cambiare la costante c', ciò equivale a z + /?+J.
cordando che z = y/x, si giunge alla rappresentazione
delle
nella
seconda):
= cx.
Risoluzioni
foi:-ma
= cx
y
-
X
Dopo aver posto la condizione cx - (y/x) ~ O ed elevando
membri al quadrato si giunge alla conciusinne
]
5.42
Risolvere
per
x > O il
y(l)
[L'equazione
O,
=
differenziale
problema
y'
di
= y + \~1
X
V
ammette come soluzioni
con c -i O, oltre
a y(x)
~fa la condizione
iniziale
=
± x. Tra tali
y(l)
soluzioni,
entrambi
Cauchy:
-,:;i
y(x)=x sen log(cx)
quella
= O è y(x) = x senlogx]
che soddi-
,
292
5.43
Risolvere
per
> 0 i problemi
di Cauchy
X
j
X
r=;.
y
tg
(a)
y (2)
(b)
y'=
y
X
+ tg
y_
X
l y (1) = TI
TI/3
[L'integrale
generale dell'equazione
differenziale
è della forma sen(y/i)=
= cx, con c E R. (a) La soluzione è sen (y/x) = x/4; esplicitando
la y
si ottiene
y(x) = x arcsen
torno di x = 2 individuato
(x/4).
Si noti che _y(x) è derivabile
dalle limitazioni
-1
nell'in-
< x/4 < 1, cioè nell 'in-
tervallo (-4,4);
inoltre,
formalmente, il secondo membro dell' equazione
differenziale
non è definito per x = O; perciò y(x) è soluzione del problema di Cauchy nell'intervallo
(0,4). (b) y(x) = TIx]
5.44
le seguenti
Risolvere
rnogenee
(a)
x2y'
(b)
y'
(e)
y'
(d) y'
o-
y2 + xy + 4x 2
1
2
X
y
(~ ;)
+
+
y_
X
X
y
y
X
+ -
= ~
(e)
y'
(f)
xv'
y+x
=
;
y (1- log y + logx)
2
[ (a) y(x)
2x tglog(cx)
(c) y(x)
±x
( d) y(x) =
(e) arctg
y
- ·+
log
;
(b) y(x) = ± ;-;~;-;
X
garitmi
differenziali
equazioni
±xhog(c/x)
2
I~II od anche, tra~ferendoc/x i lQ
X
y
a secondo membro, arctg - = log
X
e
~==
/x2+y2
(f)
y(x)=xe
]
293
5.45
Determinare,
tro a f -O, 1,
renziale
per ogni valore
reale
del
le soluzioni
dell'equazione
5.46
I cx 2(1- a)/ a _1 ) 1/2
( ~-~-----1
è la
che
la
y'
= ~
soluzione
x+v
che,
ri
(p,-S),
[Po~to
z=y/x,
- log
/""i+z"T"
= log x, cioè arctg
osservare
che
esprime
ed essendo
p
=
z(l)
/7+?
del
y(l)
x-y
spiral1=: logaritmica
si
]
a
1 -
Verificare
chy
-
= x·2 + y2
o.xyy'
[ y(x)= ±x
pararne
diffe-
con
= O,
problema
coordinate
l'equazione
si
lrova
(y1x)
=
e che
log
-S=arctg
Cau
O
=
in
di
pola-
p=e-S.
la
soluzione
/
x 2 +y 2
(y/x)
arctg
z -
• Rimane
da
]
La sottotangente
relativa
ad un punto
generico
di
una curva di equazione
y=y(x)
è pe, definiziorre
la
lunghezza
(con il SP.gno) del segmento
orientato
HA
in figura
5.7, cioè del segmento
di estremi
H=(x,O)e
A, punto di incontro
del]'as~e
dell~
a~cisse
con la
retta
tangente
al grafico
della
funzi0ne
nel
punto
(x,y(x)).
Ricordando
(si veda l'esercizio
5.22)
che
A
ha
coordinate
(x-y/y',
O), per definizione
risulta
sottotangente
HA
= - _y_
y'
294
y = y (x)
H
figura
5.7
Analogamente
la sottonormale
è la 1)--1-nghezza
(con
il segno)
del segmento
orientato
HC in figura
5.7,cioè
del segmento
di estremi
H ~ (x,O) e C, punto di inte~
sezione
dell'asse
delle
ascisse
con la retta
normale
al grafico
della
funzione
nel punto
(x,y(x)).
Ricordando
(si veda l'esercizio
5.21)
che
C
ha
coordinate
(x+yy' ,O), risulta
sottonormale
5.47
= HC = yy'
Determinare
le curve
y=y(x) aventi
gen~e uguale
alla
media aritmetica
nate
del punto di tangenza.
[La condizione è: sottotangente
da cui
=
(x+y)/2,
cioè
y'
-2y
x+y
l+
-2(y/x)
(y/x)
la sottotan
delle
coordi-
295
Notiamo che la fllllzione costante y = O no~ è accettabile
come soluzione del problema geometrico proposto ,perchè' per essa non è definita
la sottotangente.
Con la sostituzione
z = y/x,
teniamo xz' =-(3z + z 2 )/(1 + z). Da cui,
si è ricondotti
razionale
a calcolare
l'integrale
essendo y'=z+xzi,
separando
indefinito
(l+z)/(3z
+ z 2 ); a tale
scopo è utile
1 + z
z 2 +3z
A
B
+ z
z+3
(A+B)z + 3A
con A+ B = 1 e
si determinano
log
nella
o.t
variabili,
della
funzione
la scomposizione
z(z + 3)
3A = 1. Si trovano
le soluzioni
le
i valori
A=l/3 e B=2/3; perciò
forma:
c
di.
X
+
che, in base alle
nella
5.48
proprietà
forma z(z + 3) 2
Determinare
le
normale
uguale
genza.
2
3
J
dz
z+3
dei logaritmi,
3
3
]
curve y = y(x)
aventi
all'ascissa
del punto
vale yy',
i'eq=zione
del primo ordine
·
si possono anche scrivere
= (c/x) 3 , con z = y/x
[Dato che la sottonor.r.ale
differenziale
1
= -logjz[+1logjz+3j,
le curve y(x)
la
di
davano
yy' = x.
Sj
sotto
tan-
soddisfare
tratta
di
un'equazione omogenea, ma anche a varia bi 1 i separabili.
I 1 suo int~
grale generale è dato dalla famiglia di iperboli
di equazione y(x)=
~ .tl?+c
J
5. 49 Determina1·e
le curve piane
tal i che l'ordinata del punto
di intersezione
dell'asse
delle
ordinate
con
la i~cta
tangente
al
grafico
in (x,y)
sia uguale
alla
distanza
di (x,y)dal
l'origine.
296
[Con le notazioni
figura
5.8
figura
5.8 la condizione
della
Dato che 0B = y - xy' {si vP.da l'esercizio
?.ione differenziale
-
/ l+(y/x)
5.41
2
si trova
le a y ± /~
= /x 2 + y 2
y-xy'
5.22},
= c
z +
si ottiene
, cioè anche
Posto z = y/x, con lo stesso
la soluzione
da imporre è OB=OP
l'equa-
y' = (y/x)
metodo dell'
esercizio
/7+i"""" = c/x che, per x ~ o, equiv~
J
5.50 Determinare
le curve piane tali
che,
indicato
con P un punto generico
della curva (c0me
in
figura
5.8),
con A l'intersezione
della
r-etta
tangente
co~ l'asse'delle
ascisse
e con O l'origine
degli assi,
il triangolQ
AOP risulti
isoscele
di base OP.
[ La condizione
da imporre è OA = AP. Ricorda.ndo che A -
(x-y/y ', O )
297
(si veda l'esercizio
5.22),
cui,
si giunge
semplificando,
2
(2xy)/(x
= o
5.51
risulta
lx-y/y'
all'equazione
y 2 ) che ha per soluzioni
-
I=
l(-y/y')
differenziale
2 + y2 ,
da
omogenea y'=
x 2 + y 2 + cy =
le circonferenze
}'
Determinare
le curve piane
tali
che il prodotto del quadrato
della
distanza
dall'origine
d~
gli assi
di un p1mto generico
P
(x, y)
della
curva per l'ordinata
del punto
di intersezione
dell'asse
y con la retta
normale
alla
curva
in
P sia uguale
a:
=
y3
(a)
[ Per l'equazione
cartesiana
della
retta
normale si veda
(a) L'equazione
differenziale
luzioni
le funzioni
YlX) = ± l(c-x
renziale
é y' =-(x 3 + xy 2 )/(x 2 y + 3y 3 ) che ha per
implicita
x ~ + 2x 2 y 2 + 3y 4 = c
Eq-ua.zion.i
della.
Un'equazione
differenziale
f• esercizio
è xyy' =-(x 2 + y 2 ) che ha per s2.
4 )/(2x 2 ); (b) l'equazione
diff§.
5.21.
ve di equazione
5D.
-2y 3
(b)
y'
fo:1...na.
del
soluzioni
le
CUf:
]
=
g(a.x+by)
primo
ordine
del
tipo
y'
= g(ax
+ by)
con g funzione
continua
e a,beR
(con a,b non nulli,
al trirnenti
l'equazione
è già a vaTiabili
separabili)
si riconduce
ad un'equazi_one
a variabili
separabili
con la sostituzione
z Cx)
ax + by(x)
298
infatti,
essendo
ne equivalente
z'
=a+
nell'incognita
by',
5.52
l'equazione
differenziale
Risolvere
~
y'
l + x2
si ottiene
z: z' =a+
l'~quaziobg(z).
2xy + y 2 •
-
[ L'equazione si può porre nella fonna y' = 1 + (x-y) 2 • Con la· sostituzione z = x - y (il lettore svolga l'esercizio
anche con l'altra sosti
tuzione z = y - x), essendo z' = 1 - y', si ottiene l'equazione equiv~
lente
I - y' = 1 -
[1+(x-y) 2 ]
da cui, separando le variabili
(se z f O)
z'
1
J
z
dzz2--
- z2 ;
J dx= X+ c.
=
Perciò z(x) = 1/(x+c) (oltre a z
O), da cui, essendo y(x)= x - z(x),
risulta y(x) = x - 1/(x + c) oppure y(x) = x]
5.53
Risolvere
y'
l'equazione
=
(x+y) 2 •
[ Poste z = x + y si ha z' =I+ y' = l + (x + y) 2 = 1 + z 2 ; da cui,
·separando 1~ variabili,
arctg z = x + c. Perciò z(x)=tg(x + c) e quindi y(x) = z(x)-x = tg(x + c) - x]
5.54
Risolvere
y'
l'equazione
[ Posto z=x+y, si trova l'equazione
I
Si risolve
l'integrale
Jdx
= ex+y.
equivalente
= X
z'=l+ez,
cioè
+ c.
a primo membro con la sostituzione
e
z
t:
299
J
dz
l+eZ
dt
--t(l+t)
- lo
g
J
+ e'
J
[t=é
=
Perciò 1 1 integrale
generale si scrive nella fonna implicita ez /'(ez +
+ 1) = ex+c e, con semplici passaggi algebrici,
nella forma esplicita
ex+c
log --1-ex+c
z(x)
log
e
X
e -c -e X
da cui y(x) = z(x) - x =- log(e-c - ex). Si osservi che l'equazione
niziale è anche del tipo a variabili
separabili
e si può risolverepar
mezzo degli
integrali
indefiniti
Risulta y(x) = - log(-c"
-e" = e -e
]
5.55
Risolvere
(a)
le
X
e y'
i
- ex) come nel caso precedente,
equazioni
pur di porre
differenziali
(b)
[(a) Dividendo entrambi i membri per ex,si ottiene l'equazione
differenziale equivalente
y'=l + ey-x, che si risolve con la sostituzione
a z si ha z' = eZ
cla cui,
separandc
le va' cioè y(x)
[- (x + c) J
riabili,
z(x) = - log
x + z(x) =
'
= X - log [- (x + c) ] . (b) Si può procedere
come nella
parte
(a)
ottenendo
la soluzione
y(x) = X + log (x + c).
Si può anchE:
Z = y - X.
procedere
la funzione
differenziale
so da
Rispettc
nel
modo seguente:
dato che eYy• è la derivata
dely(x)
w(x) = e
, con tale sostituzione
otteniamo l'equazione
lineare w' =ex+ w, il cui integrale
generale è espre~
300
f
w(x)=ex.
e-x • ex dx= ex
f
dx = ex(x + e).
J = x + log (x+c) J
Perciò y(x) = log w(x) = log [ ex(x + e)
5.56
Risolvere-le
(a)
y
equazioni
differenziali
, _ 4y-x+l
- 4y-x+4
y'=
(b)
x+y-1
2-x-y
[ (a) 4y + log (4y-x) 4 = e t 2x;
5.57
(b) y(x) = 2-x ±
J c-2x
Determinare
le soluzioni
]
dei
problemi
di
Cauchy
y r = ( X +y' - 5) 2
(a)
{ y(0)=6
[ (a)
y(x) = 5 - x + tg (x + TI /4);
( b) ( 2x + y + 2) 2 / 2 + log / 2x + y + 4 /
5.58
Risolvere
l'equazione
y'
con a,b
=
costanti
[ Si può determinare
y(x) = ebx
f
x + log 2 ]
differenziale
lìneare
ax + by
reali
i'integrale
non nulle.
generale con la fonnula risolutiva
ax e -bx dx,
oppure mediante la sostituzione z=ax+by, ottenendo l'equazione (linea re) a variabili
separabili z'=a+by' = a+bz. Si ottengono le
soluzioni
z(x) = (±e
b(x+c)
- a)/b;
perciò,
posto
±e
be
/b
2
= e',
si ha
301
z(x)-ax
=-·-b
y(x)
5.59
Determìnare,
le À, tutte
renzìale
y'
bx
c'e
a
X
per ogni valore
del parametro
rea
le soluzioni
dell'equazione
diffe~
= À COS
+ y).
(ÀX
[ Posto z = Àx + y, si ottiene
l'equazione
per
y = z = costante
Invece,
è soluzione.
le soluzioni
= z -
y(x)
À # O e cos z 'f - 1, separando
l
dz
J
À 'f O e z r
se
forma implicita
fine,
per
forma y(x)
dx
che, per
mentre,
otteniamo
x + e.
f
si ha
d(z/2)
cos 2 (z/2)
1T + 2k 11, si trovano
cioè
soluzioni
tg
è soluzione.
ad un'equa~ione
le soluzioni
osserviamo
differenziale
À con
iT cambiamento
di variabile
posto w(x')
= y(x) = y(x'/
À),
ne diventa
w' = cos (x + w) ]
risulta
. nella
]= À (x+c).I!l
rappresentare
la soluzione
in precedenza,
Infine
+ c'.
2
nella
] .
À =O, si è ritrovata
zione costante
z
=tg
[ (À x+y)/2
si possono
[ \ (x+r.)
come verificato
può ricondurre
tre
Vk e Z.Per
dz
À x + 2 arctg
= -
À= O
Àx = 1T + 2k1T- À x,
2 cos 2 (z/2),
= À(x+c),
se
di z=TT+ 2k1T
cos 2 (z/2)
I z I < 1T , tali
Si noti
te nulla,
tg(z/2)
z'= À(l+cosz).
in corrispondenza
le variabili,
f ~
1 + cosz
In base all'identità
Perciò,
"
+ cosz
À
equivalente
À =O e per z = 1T+ 2k1T ;
Il secondo membro si annulla
si trovano
]
b
identicamen-
anche ogni altrafun.
che, per
À # O, ci
indipen~ent_e
si
dal param~
x'= Àx. In tal
caso infatti
w'=dw/dx'
À e l'equazi.Q.
= y'/
,
302
SE.
Eq1:..1a.zion.i
de11a.
Consideriamo
un'equazione
y'
= g
, _ ( ax + by +
Y -g
a, x+b, y+c,
forma.
differenziale
del
c)
tipo
c)
ax + by +
( a·, x + ·b 'y +c'
con g funzione
continua
e a,b,c,a'
,b' ,c'eR.
Se le co
stanti
a,b,a'
,b'
sono tutte
nulle,
il secondo
membro
dell'equazione
differenziale
si riduce
ad una costa~
te e quindi
y(x)
è una funzione
lineare.
Se a,b,a'
,
b' non sono contemporaneamente
nulle
e se a' ,b' sono
proporzionali
rispettivamente
ad a,b (a'=ka,
.b'~kb),
allora
il secondo
membro dell'equazione
è funzione
solo di ax+by e si ritrova
il caso
già
considerato
nel paragrafo
precedente,
che si risolve
con la
sostituzione
z = ax + by.
Rimane il caso in cui a',b'
non sono proporziona
li ad a,b,o,
più precisamente,
il caso in cui
ab':- a'b f O. Geometricamente,
ciò corrisponde
a
due
rette
di equazione
ax + by + c = O e a'x + b'y+c'
= O
che si incontrano
in uno ed in un solo punto.
Indichiamo
con (x 0 ,y 0 ) le coordinate
del
punto
intersezione
delle
due rette;
per risolvere
l'equa
zione
differenziale
è utile
la trasformazione~
coor
dinate
da (x,y)
in (~,n)
definita
da
T]
Essendo
ax 0 + by 0
ed analogamente
Infine,
all'equazione
a'x
+e=
+ b'y
dato
che n'
differenziale
= y - y,,
O, risulta
+ c'
= dn/d~
= a's
+ b'n.
= dy/dx,
si
giunge
303
, _ ( ar,. + bn)
n -g
a+ b(n/0)
( a' +b' Cri/O
g
a'f;+b'n
si tratta
di un'equazione
differenziale
omogenea(di
grado ·o), del tipo già considerato
nel paragrafo
5~
che si risolve
con la sostituzione
z = ri/~.
5.60
Risolvere
l'equazione
[ Occorre
determinare
rette
di equazione
y-x-2
y+x
y'
preliminarmente
il
punto
y-x-2=0 e y+x=O. A tal
di incontro
fine
risolviamo
y+x=O
X = -
=>
{ y-x-2=0
Le rette
si incontrano
trasformazione
si ottiene
l'equazione
il metodo proposto
ç {da cui 'l
I
e
i:-1
z'f;+z=-
z+l
e, separando
I
J
l+z
z+l
dz = -
l+z2
dz
2
utile
x=s -1,
(zs)'
nel paragrafo
( 17/
l 17/
s )-1
s )+l
SC: con la sostituzione
z'i; + z) otteniamo
i+z 2
=> z's=
Jt
d
z+l
S
- log(cf;
).
--dz 2
l+z
- log( l+z 2 )+arctgz+c'.
a primo membro si ha
=
~
2
f
--2z 2
l+z
dz +
f
1
2
la
y= f1+1);
le variabili,
Per 1' integrale
z+l
E' quindi
n =y-1 (cioò
Tl - f,
n + f,
(n +1J+( s-1)
Applichiamo
1
differenziale
<n+1)-( t,;-1)-2
n'
z= n/
s= x + 1,
due
il sistema
y = 1
(x 0 ,y 0 )=(-l,l).
nel punto
di coordinate
{
.delle·
304
Ricordando
generale
T7/f, = (y-1)/(x+l)
che z =
neila
fonna
y-1
- x+l
+ arctg
che,
equivalentemente,
5.61
Risolvere
[Le rette
di equazione
(21,-5).
Con la trasformazione
da
Si noti
di
integrale
2
)
nella
y-1
+ arctg
forma
O ]
x+l
y+S
y'
x+y-16
y+S=O", x+y-16=0 si incontrano
di coordinate
nel punto(x 0 ,y.)
[,=x-21,
n=y+S si ottiene
I
n'r, '
T7
= E,+n
l+T7/[,
cu;, posto z = n / E,,
~ z'
y
l'
differenziale
n
che z
=
z
- z
l+z
-z 2
l+z
=O è una soluzione ( ciò corrisponde
= - 5). Separando le variabili
E,=T]_ log( cn ) , cioè
occorre
5.6?
+ (y-1)
l'equazione
l'equazione
infine
log (c(x+l)),
= -
si può anche scrivere
2
/ (x+l)
log (c
si ottiene
implicita_
aggiungere
Risolvere
abbiamo 1/z
x-21 = (y+S) log
la soluzione
costante
l'equazione
trasformazione
di coordinate
Posto z =
T] {[,
log (e f,).
Perciò
che l'equazione
,
nella
a n = y + 5 = O, cioè
log(c[,
[ c(y+S)]
lì) .Qui!!_
z)=log(c
. A tali
soluzioni
y(x)=-5]
1
y'
l'equazione
[ Si può scrivere
=
X
.fonna y'=(Zx
+ y - 1)/x,
eseguendola
si ottiene
f, =x, n =y - 1, da cui n '= 2 + ( T]/ [,) •
f, z' = 2, le cui soluzioni soro z( f,)
2
l'integrale
generale
data
è lineare
]
è y(x)=l+
xlog(cx)
2
•
Si
noti
305
5.63
Risolvere
(a)
{
i problemi
y'+Z
(~)2=O
y (3)
= 5
y-4
+ log cy=O
4-x
(b) y(x) costante
Eq-ua.zioni
X=
{ y(3)
implicitamente
.
2 arctg -
y 1 +2
,
(b)
[ (a) La soluzione è definita
5F.
di 'Cauchy
con
c=-e
(Y..:.i)
y-x
2
=Q
= 4
dall'equazione
1
-1T/2
5
uguale a 4 ]
non
no:rma.1i
de11a.
forma.
g(y')
Nei paragrafi
precedenti
abbiamo preso
in censi
derazione
equazioni
differenziali
del primo
ordine
in forma normale,
cioè del tipo
y' = f(x,y).
Da questo paragrafo
consideriamo
anche equazioni
non
in
forma normale.
Cominciamo
con equazioni
della
forma
X=
g(y')
essendo
g una funzione
derivabile
con derivata
continua.
Come al solito,
per le equazioni
differenzi~
li ordinarie
del primo ordine,
l'insieme
delle
soluzioni
dipende
da una costante
arbitraria
c che,in
questo
caso,
è sempre additiva
rispetto
alla
y; infatti
si vede immediatamente
dalla
struttura
dell'e
quaz ione che, se y (x) . è una soluzione,
anche y (x) +e
è tale.
Osserviamo
anche che,
se g è invertibile,
allora l'equazione
differenziale
nella
forma equivalen-
306
te y' = g- 1 (x) è a variabili
separabili
ed é risolubile mediante una sola integrazione
(y è l'integrale
indefinito
di g- 1 (x)).
Nel caso generale
si cerca una soluzione
in forma parametrica
x = x(t)r
y=y(t).
Il metodo di risol~
zione consiste
nell'assumere
come paramet1·0 t=y' .Dal
l'equazione
differenziale
si ricava
subito x=g(t);
i
noltre
risulta
anche
dx
= y'.
dt
~ = ~
dt
dx
per
ed integrando
g I (t)
= . tg' (t)
parti
f ~dt dt= f tg'(t)dt=tg(t):
y(t)=
f g(t)dt
Indicando
con G(t) una primitiva
di g(t),
le soluzioni
sono quindi
espresse
in forma
parametrica
(x(t),
y(t))
da
y(t)
x(t)=g(t),
5.64
Risolvere
= tg(t)
l'equazione
[ L'equazione
differenziale
Una primitiva
è della
G(t) di g(t)
f
G(t)=
g(t)dt
Quindi,
=
in forma parametrica,
=
g(t)
y(t)
= tg(t)-G(t)+
=
t(l
x = y' (1+2
logy').
forma x=g(y'),
f
t
- dt)
2
p~r parti:
le soluzioni
= t 2 lc,gt + costante.
I
sono date da
+ 2logt);
e=
con g(t)=t(l+2logt)
J (t + 2t logt) dt =
2
x(t)
+ c.
si determina con un'integrazione
= -t2 + 2 (-t2 lc,gt 2
- G(t)
t 2 (1 + logt) + e ]
307
5.65
Risolvere
l'equazione
differenziale
g(t)=
2 + t2 ;
y(t)=
tg(t)-
2
=x-2.
con g(t)=2 + t 2 • Una
le soluzioni
sono e-
[ Si tratta di tin 'equazione del tipo x = g(y'),
primitiva di g(t) e G(t) = 2t + t 3 /3. Perciò
spresse in forma parametrica da
x(t)=
(y')
2
G(t)= - t 3 + c.
3
In questo caso e semplice rappresentare
in forma cartesiana
le soluzioni; a tale scopo si può ricavare t dalla prima equazione e sostituire
il valore trovato nella seconda: t = ± (x-2) 112 , da cui y(x)=
=± (2/l)(x-2) 312 + c. Notiamo che l'equazione
data e equivalente alle due equazioni
differenziali
= - ~ le quali,
stesse soluzioni]
5.66
risolte
in forma normale:
per semplice
y' = ,;-;::;:,
integrazione,
ridanno
y' =
le
Traendo spunto dall'esercizio
precedente,
si
consideri
un'equazione
differenziale
del
tipo
x=g(y'),
con g invertibile
su R, e siano
G,F
primitive
rispettivamente
di g e g- 1 • Verific~
re che tutte
le soluzi6ni
in forma parametrica
x(t)=g(t),
sono anche
y(t)=tg(t)-G(t)+c
esprimibili
y(x)
[ Dato che g e invertibile,
nella
forma
= F(x)
+ c.
la relazione
x=g(t)
Perciò nella rappresentazione
parametrica
sumere x come parametro ottenendo y(x)=gne da provare che y(x) è wia primitiva
g(g- 1 (x))= x):
cartesiana
equivale
a t=g- 1 (x)_.
delle soluzioni si può as1 (x)x-G(g- 1 (x))+ c. Rima-
di g- 1 ;
infatti
(essendo
308
5.67
Risolvere
le seguenti
(a) xlyT
= sen/y'"
(c)
equazioni
=
(sen
./t)/
/t
cost
l+sen2 t
x(t)
= --.,,....-
, y(t)=/t
(e) y(x)
(3/2)x
(e) x(t)
- t + l/t
(f)
x(t)
-
4/3
+ c.
2
,
(d) y(x)
e (sent + cost),
SG. Equ.a.zio:n.i.
2cos ./t + c,_che,
pur
più semplicemente x(s)=(sens)/s,
- arctg sent + c.
= x - logj x+l I+ c.
y(t) = - t 2 /2 + 2/t +e.
t
=
= y'
sen/t+
tcost
l+sen 2 t
y(t)
'
y')=cosy'
x=eY' (seny'+cosy')
(f)
di porre s = lt > O, si può scrivere
y(s) = s sens + 2.coss + c.
{b)
2
(d) x(l-y')
(e) x(y')2=1-(y')3
[ (a) x(t)
x(l+sen
(b)
Bx = (y I) 3
differenziali
:n.o:n.
y(t)
= te
:n.o:rma.1
t
i
(sent + cost)-e
t
sent + e
]
forma.
de11a.
y = g(y')
mo
Consideriamo
un'equazione
differenziale
ordine non normale del tipo
del
pri-
y = g(y')
g funzione derivabile
con derivata
continua.Come
paragrafo
precedente,cerchiamo
soluzioni
in forma parametrica
(x(t),
y(t))
scegliendo
come pararne tro t = y'. Si ricava
subito y=g(t);
inoltre,se
y' f
con
nel
t- o '
dx
dt
dx
dy
QY.
dt
-1...g'(t)
y'
g I (t)
t
309
Perciò x(t) si ricava
con G(t) una primitiva
x(t)
= G(t)
integrando
di g'(t)/~,
+ c,
g'(t)/t.
Indicata
si ha quindi
y(t)
= g(t).
Come verifica
notiamo·, direttamente
dall'equa
zione differenziale
y(x) = g(y' (x)),
cambiando x con
x + c, che se (x(t),
y(t))
è una soluzione
allora
anche (x(t)
+ c, y(t))
è tale.
Notiamo anche che, .avendo posto y' t- O, potremmo aver perso soluzioni
per cui y' - O in un intervallo.
ln tal caso y(x) =costante=
c è soluzione
dell'equazione
differenziale
y = g(y')
se e solo se
c = g(O). Perciò alle soluzioni
espresse
precedent~
mente in forma parametrica
va (eventualmente,
se
g(t) è definita
per t = O) aggiunta
la soluzione pa~
ticolare
y(x) = g(O),
Vx~R.
5.68 Risolvere
l'equazione
y=y'seny'
+ cosy'.
=
[ Per y'
O si ottiene la soluzione costante y
cos O = 1.
Posto
g(t) = t sent + cost, risulta
g' (t)=t cast. Una primitiva di g'(t)/t
è G(t) = sent. Quindi le soluzioni,
in fonna par.ametrica, sono
espresse
da
x(t)
oltre,
naturalmente,
5.69 Risolvere
[ L'equazione
= t sent + cast,
y(t)
= c + sent,
alla
funzione
l'equazione
si può scrivere
costante
y = 1]
y = log /1 + (y')
equ1~alentemente
y'=±
2
/ e 2Y - 1 e
si
può risolvere
separando 1~ variabili.
Con il metodo esposto in que sto paragrafo si nota preliminarmente che y
O è una soluzione; inoltre, posto g(t) = log ~ risulta
g' (t) = t/(1 + t 2 ) e una
primitiva di g(t)/t
è G(t) = arctg t. Si ottengono le soluzioni
in
=
forma parametrica:
x(t)
= c + arctg
t, y(t)
= log
/!+t2.
Ricavan-
310
do il parametro t dalla prima equazione si determina la forma carte siana delle soluzioni:
y(x) = log /1 + tg 2 (x-c)
oltre
5.70
alla
f1,111zionecostante
Risolvere
le
(a)
y
(y')
(b)
y = [(y'-1)2
(c)
y + ✓ 1-(y')2
[ (a) x(t)
= 4 (1-t
(1-2
I
le
eY'
o
y(t)
cos(x+c)
y(x) =- 1; Vx e R]
Determinare,
paragrafo,
a coefficienti
logy')
logt) + c, y(t)
= (t-l)et
+ c,
costante y ~ 2'.
5.71
differenziali
+ l]
(b) x(t)
(e) y(x) = -
y =O ]
equazioni
2
,
= t 2 (1-2 logt).
= (t 2 - 2t + 2) et, oltre alla
funzione
I per x + c -;. ( TI /2) + kTI , kE Z, oltre
a
con il metodo proposto
.in
questo
soluzioni
dell'equazione
lineare
costanti
y' = ay + b, essendo
af
'I o.
[ Scrivendo l'equazione differenziale
nella forma y=g(y'),
con g(t) =
=(t-b)/a,
si trovano (oltre alla soluzione costante y=-b/a) le solu zioni in forma parametrica
x(t)
1
=c + -
a
log
It I ,
y(t)
t-b
a
Eliminando il parametro (e ca~biando opportunamente la costante)
giunge a y(x) = (c'eax- b)/a ]
s:
311
SH.
Equazioni
del
Si dice di clairaut
un'equazione
primo ord~ne non normale del tipo
di
Cla.ira.ut.
y = xy'
+ g(y')
differenziale
,
con g funzione
derivabile.
Come nei due
paragrafi
che precedono,
si cercano soluzioni
in forma param~
trica
Cx(t), y (t)),
scegliendo
come parametro
t=y'.
Però, a differenza
delle equazioni
non normali considerate
nei paragrafi
precedenti,
in questo
caso
la relazione
y = xt + g(t) non definisce
yin
fun zione della
sola t; per eliminare
la dipendenza
esplicita
da x, è opportuno preljminarmente
derivare
entrambi
i membri dell'equazione
differenziale:
_Q_ y(x)
dx
= _Q_ rxy'(x)
dx L
ottenendo
(nell'ipotesi
volte)
y'=y'+xy"+g'(y')y",
y"[x
+ g(y'
(x))J
che y(x) sia
da cui
+ g'(y')J
derivabile
due
= O.
Si hanno due possibilità;
(a) y"=O; (b)x+g'(y')=
=O. Nel primo caso, se y" = O in un intervallo,
y'
è costante
(=c) e, dall'equazione
differenziale
ini
ziale,
si ottengono
le soluzioni
y(x)=xc
+ g(c).Tali soluzioni
sono polinomi di primo grado (geometri
camente corrispondono
a rette)
per ogni valore
della costante
c.
·
Nel secondo caso, se x+g' (y')=O,
posto t=y',
si
hanno le equazioni
parametriche
x(t)=-g'
(t), y(t) =
=-tg' (t)+g(t).
La curva così ottenuta
si dice inte grale singolare
del i' equazione di Clairaut.
Riassumendo,
le soluzioni
dell'equazione
di Clai
raut sono date dalla
famiglia
di rette
di equazione
312
y =cx+
e dall'
integrale
singolare
g(c)
di equazioni
x(t)=-g'(t),
5.72
parametriche
y(t)=-tg'(t)+g(t).
Risolvere
l'equazione
y=xy'
1
4
- - (y')
2
[ Si tratta di un'equazione di Clairaut con g(t)=~t 2 /4. L'insieme delle
soluzioni é costituito
dalla famiglia di rette y=cx-(c 2 /4), al variare di
in R, e dall'integrale
singolare di equazioni parametriche
e
1
x{t)=-g'(t)=
5.73
2 t,
y(t)=-tg'(t)+
g(t)=
41 t
2
;
l
essendo t=2x, risulta
anche y = - (2x) 2 = x 2 , che é l'equazione
siana dell'integrale
singolare]
4
cart~
Si rappresentino
in uno stesso
sistema di riferimento i grafici
delle soluzioni
dell'equazione di Clairaut
dell'esercizio
precedente:
1
4
y = cx - - c 2
(e eR),
y = x2.
[ Si disegnino le rette y = cx - (e 2 /4) per alcuni valori di ce R;
ad
esempio per c = ± 1,
± 2, come in figura 5.9. La famiglia di rette
completa è rappresentata
in figura 5.10 ]
313
y =
C=-2
x2
y
\
C=2
\
C=-1
I -- - - - - - - - - - - - -
1
I
I
;
\
\
I
-1
1
figura
X
5.9
X
figura
5.10
314
5. 74 Si considerino
e la famiglia
Esse hanno la
la parabola
di equazione
y = x2
di rette
y = cx-c 2/4 (figura
5.10)
seguente
proprietà:
Ogni retta
è
tangente
al.1a parab?la
in almeno un punto e viceversa,
9gni punto della parabola è di tangenza per una retta
del
la famiglia.
Sotto
queste
condizioni
si dice
eh~
la parabola
è una
curva inviluppo
della
famiglia
di
rette.
Verificare
ciata.
analiticamente
la
proprietà
enun
[ éònifrìc:iamocon il determinare le intersezioni
della parabola y=x 2 con
2
2
la retta y = cx - c /4. Deve risultare
x = cx - c 2 /4, cioè x 2 -cx +
2
2
+ c /4 = o, cioè ancora (x-c/2) = O. Ciò significa che, per ogni cER,
x = c/2 è l'ascissa
dell'unico punto di intersezione.
La retta tangente alla parabola y=x 2 per x0 = c/2 ha equazione y=f(x 0 )+f'(x 0 )(x-x 0 )
con f ( x) = x 2 ; quindi:
2xo x - x o2 = cx - c 2 / 4
come si voleva dimostrare
5.75
]
Si considerino
le soluzioni
dell'equ~zione
di
Clairaut
y = xy' + g(y'),
supponendo
che g" rO.
Generalizzando
l'esercizio
precedente,
verific~
re che la curva di equazioni
parametriche
= - g'(t),
x(t)
è inviluppo
della
y(t)=-tg'
famiglia
[ Le intersezioni
zione y(t)
della curva con le rette
= cx(t) + g(c), cioè
-tg' (t) + g(t)
=- cg' (t) + g(c).
(t)
di
rette
+ g(t)
y=cx+g(c).
si detenninano con la condi -
I
Si vede che t=c è W'la soluzione; in corrispondenza il punto di inters§_
zione ha coordinate (x 0 ,y 0 ) = (-g'(c),
-cg'(c) + g(c)). La retta tan -
315
gente alla curva (x(t), y(t)) ha la direzione
del vetto~e (x'(t),
y'(t)) = (-g"(t), -tg"(t)) che, se ~"(t) e/ O, è la stessa direzione
del vettore (l,c) (per t=c). Percio l'equazione della retta tangente
per t = c, e
y = y 0 + c(x-x 0 )=-cg' + g + c(x + g')=
5.76
cx+ g ]
Si consideri
l'equazione
differenziale
y
=(x-l)y',
che è allo stesso
tempo lineare
e di
Clairaut
con g(t) =-t (con riferimento
all'
esercizio
precedente
si noti che g"=O identica.mente). Verificare
che l'equazione
ha per sol~
zioni una famiglia
di rette,
ma non ammette in
tegrali
singolari.
y
lx=1
X
figura 5.11
316
[ L'integrale
generale y=c(x-1) è rappresentato
ìn figura 5.11 e sì de termina con ìl metodo delle equazioni dì Clairaut, ma anche con ìl metodo delle equazioni lineari. Formalmente l'integrale
singolare avrebbe espressione analitica
x(t)=l, y(t)=O; però (1,0) è solo un punto di
R2 e non è una curva regolare. Si noti comunque che (1,0) è proprio il
centro del fascio dì rette y=c(x-1)]
5.77
Risolvere
le
y=xy'
(a)
seguenti
equazioni
+ e Y'
(e)
dì Claìraut
R
(b)
y=xy'+
(d)
y=xy'-seny'
[ (a) y(x)=cx + ec;
y(x)=x-x logx. (b) y(x)=cx·+ /~;
y(x)=-1/(4x)
1/3
2
(c) y(x) = cx - (1/c ); y(x)=-3(x 2 /4)
. (d) y(x)=cx-senc; x(t)
= cost,
5.78
y(t)
= t cost - sent
Determinare
una
]
soluzione
del
problema
y(l)
= TI.
dì Cau -
chy
y "' xy'
- s eny'
[ Dato che l'equazione differenziale
non è in forma normale~ non è possi
bile applicare il teorema di Cauchy di esistenza ed unicità. Le solu zìoni dell'equazio11e sono indicate nella risposta dell'esercizio
5.77
(d). L'w1ica retta della famiglia y(x) = cx-sene che soddisfa la condi
zìona iniziale y(l)= 1T (cioè ·rr=c-senc) si ottiene (soltanto) per e= 1T
ed è quindi la retta y=1Tx (infatti,
dal segno detla derivata prima si
vede che la funzione f(x) = x - senx è strettamente
crescente
su R ;
dato che f ( 1T) = 1T , risulta f ( x) i! 1T per ogni x i- 1T). Per sta bi lire
se la curva singolare
(x(t),
y(t)) ·passa per il punto (1, 1T), studiamo
ì1 sistema
ctost = 1
{
cost-sent=1T
<=> { cost = 1
t-sent=
1T
(kE Z)
<=>
317
5.79
Il sistema non ha soluzioni
chy è y(x) = 1Tx ]
e l'unica
Studiare
dì Cauchy
i problemi
soluzione
y=xy I _ (y I) 2 / 4
(a)
y=xy t - ( y I ) 2 / 4
(b)
{ y(O)=l
del problema dì Cau-
{ y(l)=l
[ L'equazione differenziale
è risolta
nell'esercizio
5.72. Come sì vede dalle figure 5.9 e 5.10, nessuna soluzione passa per il punto di
coordinate (0,1). Quindi il problema dì Cauchy (a) non ha soluzioni.
invece per il punto (1,1) passano le due curve_y{x) = x 2 e y(x) =
= 2x-l, che sono entrambe soluzioni del problema dì Cauchy (b).
Il
lettore ritrovi per via analitica
i risultati
indicati
]
5.80
a f 0,1
Per ogni valore del parametro
reale
terminare
le soluzioni
dell'equazione
ziale di Claìraut
Y = xy I - (y I) a
[ L'integrale
integrale
y(t)
.
generale è dato dalla famiglia
singolare
= ( a·-1)t
a
in forma parametrica
ed in forma cartesiana
d~
dìfferen
di rette
ha
y = cx - c
equazioni
y(x)=(a-1)(x/a)
a
Lo
a-1
x(t)= at
a./( a -1)
5.81 Determinare
la curva piana tale che il prodotto delle lunghezze
(con il segno) dei segmenti
orientati
intercettati
sugli
assi
coordinati
dalla
retta
tangente
in un punt~ generico
sia
costante
uguale a 4.
[ Con riferimento
Cii'> equivale a
alla
figura
5. 5, la condizione
da imporre è OA·0B=4.
]
318
y
) (y - xy')
( X - -
y'
L'equazione
(y-xy')
si può scrivere
2
=-4y',
= 4 .
nella
cioè
forma equivalente
(se y' ; O):
±2/7
y=xy'
Naturalmente deve essere y' i O (ciò è evidente anche dal fatto
che
OA·OB> O) .Abbiamodue equazioni. di Clairau: che hanno come solllzicni.·1e fani.glie di rett~ y = cx ± 2 /~
e gli integrali
singolari
di equazioni
parametriche x(t) = ± 1;/-:; 1 y(t)= ± /7t ; eliminando il param.!l.
tro si trova l'iperbole
equilatera di equazione y=l/x. Il lettore verifichi
che le soluzioni trovate soddisfano effettivamente
la condi zione OA•OB= 4; ad esempio verifichi
che la retta tangente all'iperbole y=l/x in un punto generico (x 0 , l/x 0 ) 1 con x 0 ;. O, ha equazione
y=cx ± 2 /~
con c=y' (x 0 )=-1/x 2 e che le intersezioni
con gli assi coordinati valgono A = ( ± 2//~
O) e B.= (0 1 ± 2 /~,
per
cui OA•OB= 4 ]
5.82
Determinare
le curve del piano tali
che il segmento della
retta
tangente
in un punto generico
delimitato
dalle
intersezioni
con gli assi coor
dinati,
abbia lunghezza
uguale ad 8.
[ L'equazione
y 2 ( l+(y')
differenziale
2 )-2xy' ( H(y')
che, esplicitata
rispetto
y = xy'
2 )y+(x 2 +x 2 (y') 2 -64 )(y')
2= O
ad y, dà le equazioni di Clairaut
y'
± 8 -:::==:::;;:
che ammettono per soluzioni
l' "asteroide"
è
✓ 1+(y')2
la famiglia
di equazione x
2/3
+ y
2/3
di rette
= 4
]
y=cx ± (Be)//~
e
319
5I .
I 1
teorema.
di
Ca.u.chy
Richiamiamo il teorema di Cauchy, di
esistenza
ed unicità
locale per un'equazione·
differenziale
del
primo ordine in forma normale.
A tale scopo consid~
riamo una funzione
di due variabili
f(x,y)
definita
nell'intorno
rettangolare
Ix J del punto (x 0 ,y 0 )d~
finito
da (a,b > O):
Supponiamo
(1)
f(x,y)
che:
è continua
(2) f(x,y)
è Lipschitziana
so che esiste
una costante
nel
rettangolo
Ix
J;
rispetto
a y, nel
L tale che
sen-
per ogni (x,y 1 ), (x,y 2 )el x J(alcune
proprietà
del
le funzioni
Lipschitziane
sono discusse
nei paragr~
fi 9C e lZC del 1° volume, parte prima).
Usiamo le notazioni:
M=max { lfCx,y)
I:
(x,y)elxJ};
o=min{a;
TEOREMA DI CAUCHY. - Nelle ipotesi
una ed una sola funzione
y=y(x) definita
l'intervallo
(x 0 -6, x 0 +é) che verifica
renziale,
detto
di Cauchy
~}
(1) e (2)
e derivabile
il problema
esiste
neldiffe-
y' (x)=:(x,y(x)),
(*)
{ y(x
0 )
-
Yo
Notiamo che, talvolta,
nella
di Cauchy si afferma l'esistenza
tesi del
della
teorema
soluzione
320
nell'intervallo
(x 0 -6 1 x 0 +6), con 6 definito,in
vece che da o=min{a; b/M}, da 6 < min {a; b/M; 1/L}~
La formulazione
dipende dalla dimostrazione
adottata
è comunque non cambia la sostanza
del teorema,
che
afferma l'esistenza
(e unicità)
di una soluzione
"in
piccolo",
cioè definita
in un intorno
di x 0 , intorno
contenuto
nell'intervallo
I= [x 0 -a, x 0 +a]. La ulteriore
limitazione
o< 1/L è utile
in una dimostra
zione di tipo funzionale,
basata
sul teorema
delle
contrazioni
negli
spazi metrici
(si veda il paragrafo 2B), e si può evitare
con una dimostrazione
di analisi
reale,
basata
sulle proprietà
degli integrali
definiti
e sulla
convergenza
uniforme
di successioni
di funzioni.
Molto importante
è la seguente
formulazione
del
teorema di Cauchy:
y(x)
COROLLARIO. - Sia f(x,y)
una funzione
definita
in 1m
intorno
rettangolare
I X J del punto ( X 0 , y 0 ) • Se f (x, )') e
la sua derivata
parziale
fy(x,y)
sono continue
in I X J,
allora
esistono
o > O ed una ( unica)
funzione
y = y (x)
definita
e derivabile
in
(x 0 -é, X 0 + é)c I, soluzione
del
problema di Cauchy (*).
I
I I
i
Dimostrazione - Le funzioni di due variabili
f(x,y)
e fy(x,y)
s2
no continue in Ix J. Consideriamo lL~ rettangolo chiuso e limitato I' x J' ,di
I I I I
centro (x O ,y 0 ) 1 contoanuto in I x J. Per il i:eorema di Weierstrass
f e fv•
assumono massimo su I' x J'. Se indichiamo con H,L. i rispettivi
valori di ma§.
simo, abbiamo
I f(x,y) I .s_M,
V (x 1 y) EI 1 x J'.
In base al teorema di Lagrange (per le funzioni
ogni
y1
1 y 2 E J'
esiste
!; ÈJ' tale che
di una variabile
reale),
per
321
Quindi,in
I' x J',f(x,y)
è Lipschitziana
Perciò,
essendo soddisfatte
le ipotesi,
in y uniformemente
vale
la tesi
rispetto
a
x •
del teorema di Cauchy.·
Le ipoteii
del teorema
di Cauchy sono sufficien
ti per l'esistenza
di una soluzion~
del problema
di
Cauchy definita
localmente
in un intorno
di x 0 , e per
1 'unicità
della
soluzione
in tale
intorno.
Nel segui
to discutiamo
di queste
questioni
e della
necessità
delle
ipotesi,
cominciando
dal problema
dell'unicità.
5.83
Si
consideri
il
problema
yI = y
di
Cauchy
2/3
y(O) = O
{
Si verifichi
che non sono soddisfatte
tutte
le
ipotesi
del teorema
di Cauchy.
Si verifichi
inoltre
che il problema
ammette
più di una solu
zione.
[ L'equazione
e della
differenziale
fonna y'=f(x,y),
con f(x,y)=y
2/3
(f
è costante rispetto
ad x). La funzione f(x,y) è continua su _R2 (da213
to che y
è continua su R), ma f non è continua in un intorno
di
(O,C); anzi, fy = (2/3)y-l/ 3 non /definita
per y=O e diverge a ± ai
per y ➔o± . Ciò implica che y213 non è una funzione
Lipschitziana
in un intorno
di y=O (si veda il paragrafo
12C del 1° volume,
parte
prima).
Si vede subito che il problema di Cauchy ammette la soluzione identicamente nulla. Per deten,1inare eventuali
altre soluzioni usiamo
il metodo delle
3y
1/3
equazioni
a variabili
f
dy =
~
y
-2/3
separabili.
Se y 1 O abbiamo
fdx=x+c,
da cui y(x) = (x+c) 3 /27. Deve essere y(O)=O, cioè O=c 3 /27, cioè <I!!
cara c=O. La funzione y(x)=x 3 /27 è un'altra
soluzione del problema
di Cauchy ]
322
5.84
Si verifichi_
che il problema di Cauchy dell'e
sercizio
precedente
ha infinite
soluzioni.
In
particolare
si verifichi
che, per ogni k ~ -O, è
soluzione
su R la funzione
h (x) definita
da
[ Si noti
5.85
in particolare
Verificare
che yk (x) è derivabile
che il
seguente
y'cosx
= 4y senx
{ y(O)
ammette
zione.
quazioni
nell'intervallo
di Bernoulli
do la funzione
5.86
Verificare
y'
=
nulla
y
lxl < .k
se
X<
-
problema
k.
]
di Cauchy
di una solu
Con il metodo delle~
3/4
entrambi i membri per y
, sostituen
y con z = y
il
più
è una soluzione.
y(x) = (x/cosx)
che
se
>
anche per x= ± k
[0,TI/2)
(divid~ndo
incognita
anche la soluzione
X
= O
[La funzione identicamente
.
k
se
4
1/4
e ponendo z(O) = O) si
trova
]
problema
di Cauchy
+ /x2-y2
X
{ y(1)·=
1
ammette,
in un intoTno
una soluzione.
sinistro
di x 0 =l 1 più
di
323
[Si tratta di un'equazione differenziale
omogenea del tipo y'=g(y/x)
Con la sostituzione
z=y/x ci si riconduce all'equazione
a variabili
s~
parabili xz' = I 1-z 2 • Per procedere oltre,
prima di separare le va2
riabili,
è opportuno discutere il caso Il
- z
=O.Notiamo che
la
condizione iniziale y(l)=l corrisponde a z(1)=y(l)/l
= 1. Siamo quindi
proprio nel caso I 1-z 2 (x) = O, per x=l. · Si vede facilmente che
la
funzione costante z = 1 ~ una soluzione (e ciò corrisponde
a y(x)
= xz(x) = x). Un'altra soluzione si ottiene separando le variabili
e
supponendo che z 2 (x) < 1 per x # l; per x >Osi ottiene
arcsen z =
J -=
✓ 1-z
dz
=
J -dx = c + logx
2
X
I
Imponendo la condizione z(l)=l si trova c =. arcsen 1 = 1T/2. Se TT/2+
+ logxl i TT/2 (e ciò accade in un intorno sinistro
di x 0 =l) risulta
z(x) = sen(TI/2 + logx) = cos(logx). In termini di y(x) = xz(x); il prQ
blema. di Cauchy ha quindi almeno le due soluzioni
(in un intorno sinistro di xu=l)
y(X)
y(x)=x
= X
cos(logx)
]
Negli
esercizi
che seguono discutiamo
della
esistenza
locale
delle
soluzioni
(cioè,
come talvolta
si
dice,
delle
soluzioni
"in piccolo",
per
distinguerle
dalle
soluzioni
"in
grande",
che risultano
definite
in un intervallo
fissato
a priori)
ed in particolare
dell~
stima fornita
dal teorema
di Cauchy della
semi
ampiezza
6 dell'intervallo
di definizione
della
solu
zione.
5.87
Si
consideri
il
problema
1i
Cauchy
Yo
con (x 0 ,y 0 )eR 2 e y 0 > O. Si noti
ne a secondo
membro dell'equazione
che la funziodifferenzia-
324
le f(x,y)=y
stante,
si
2
è continua
verifichi
(a) la soluzione
lo (xo-o, Xo+o),
su tutto
R2 .
Cionono
-
che:
y(x)
è definita
con o=
nell'interval-
1/Yoi
(b) il più grande valore di o, stimato
in base
all'enunc{ato
del teorema di Cauchy (6 = min {a;
b/M}), è 6=1/(4y 0 ).
[ (a) Con il metodo delle equazioni a variabili
separabili,
oltre a y=O.
si ottengono le soluzioni dell'equazione
differenziale
y(x)=-1/(x+c)
La condizione iniziale
y(x 0 )=y 0 vale se c=-x 0 -(l/y 0 ). Perciò la solu zione del problema di Cauchy è data da
La funzione y(x) è definita per xi x0 +(l/y 0 ). Limitatamente all'in
tervallo contenente x 0 , la funzione è definita
in (- 00 , x0 +(l/y 0 )).
Il
del tipo (x 0 - 6, ~0 + 6) in cui la funzione y(x)
più grande intervallo
si ha per 6 =1/y .
(b) Le funzioni ·f(x,y) = y 2 \ fix,y)=2y
sono continue
il problema di Cauchy ammette una ed una sola soluzione
su R2 (quindi
y(x\ definita
in un intorno
in ogni rettan-
è definita
golo Ix
di x 0 ).
In particolare
f(x,y)
è continua
J del tipo
con a,b > O.
Il massimo M <li f(x,y)
M=max {f(x,y):(x,y)
ir: Ix
J vale
2
EI xJ}=max{y
:y 0 -b.$._Y.$._Y
+b}=(y 0 +b) 2
0
teorema cii Cauchy stabilisce
per 6 la stima 6 =min{ a;b/M}. Po tendo scegliere a,bE R+ ed essendo b/M=b/(y o +b) 2 indipendente da a, è
Il
conveniente
scegliere
a in modo che a 1. b/M; ir: tal
6 = min
{ a;b/M}
= b/(y
.Ora scegliamo b in modo da ottenere
calcoliamo
il
massimo (assoluto)
per b ➔ + 00 ; quindi
0
per
+ b) 2 •
6 il massimo possibile;
di 6 = 6(b) .Risulta
i 1 massimo assoluto
caso risulta
di
cioè
6 (O)=O e 6 (b) ➔ O
éì (b) si ottiene
in corri
-
325
spondenza ad un valore b > O per cui la derivata
sulta
si annulla.
Ri
(y +b) 2 _-2(y· +b)b
6 1 (b)
perciò
O'(b)
(yo+b)4
6 1 (b) = O per b=y0
e
quindi
b > O}= 6 (y 0 )
max{6(b):
= l/(4y 0 ). Il teorema di Cauchy, nelle ipotesi ottimali b=y0 e a~b/M ,
stabilisce l'esistenza
di una ed una sola soluzione del problema differenziale nell'intervallo
(x 0 - 6, _x0 + 6), con O=l/(4y 0 ); COfflesi vede
confrontando con (a), la soluzione· è di fatto definita
in (- °' , x 0 +
+ (l/y 0 )) che è un intervallo contenente (x 0 -6, x0 + 6),
Infine
osserviamo che la funzione
f(x,y)=y 2 è Lipschitziana
spetto ad y E [ y O -b, yO +b ] con costante
fo 12C del 1° volume, parte prima):
L=max {
In particolare,
perciò
5.88
Si
lf y I: y E [y o -b, yo +b]}
per il valer~ ottimale
il
f
problema
y I = (x+y)
ly(O)
= 2(y 0 +b).
b=y0 sopra scelto,risulta
6=1/(4y 0 ) è uguale a 1/L e risulta
consideri
ri -
L data da ( si veda il paragr~
di
anche
L=4y0 ;
o=min {a; b/M; 1/L}]
Cauchy
2
o
Si verifichi
che:
(a) la soluzione
è definita
per lxi < n/2 e non
è definita
per x = ± n/2;
(b) il più grande
valore
di 6, stimato
in base
{ a ;
all'enunciato
del teorema
di Cauchy (6=min
b/M})
è o=l/2.
l(a)
L'equazione
differenziale
è del tipo
y'=g(ax+by)
e si risolve
con
la sostituzione
z(x)=x+y. Si trova la soluzione y(x) = tgx - x.
(b) Sia f(x,y)=(x+y) 2 ; come nell'esercizio
precedente, si pone (si noti che (x 0 ,y 0 ) = (0 1 0)):
M=max { f(x,y):
lx
I~a, I YI $. b
(a+b) 2
326
essendo
a,b > O. Per determinare
gni a>
O, il massimo assoluto
zione vale
il massimo rispetto
della
zero per b=O e converge
luto si ottiene
si annulla
2
= min { a; b/(a+b)
= min { a; b/11}
quindi
}
,
ad a,b
è opportuno
E R+ di
calcolare,
O=
per .2.
b ➔ b/(a+b) 2 • Tale fun -
funzione
a zero per b ➔ +cc ; il massimo asso-
quando la derivata
d-
b
a-b
db
(a+b) 2
(a+b ) 3
e ciò accade
per b=a. Posto b=a, risulta
o=niirt {a·;1/(4a)
}•
/
\
//
\
\
c5 -
/
\
/
/
\
\
1
min {a;
;a}
/
/
2
o
a
1
2
figura
Come si vede dalla
do 6 =a=l/(4a)
6 (l/2)_=
Il
ziali
figura
5.12,
5,12
il massimo di
e ciò accade· per a=l/2,
6= o(a)
Il valore
si ottiene
massimo
è
quan
O max
=
1/2]
teorema
di Cauchy vale
in forma
normale,
cioè
del
per
tipo
equazioni
y'=f(x,y),
differene non
32 7
vale in genere per equazioni
non normali.
Di seguito
proponiamo
alcuni
esercizi
relativi
ad equazioni
dif
ferenziali
non in forma normale.
In particolare
gli
esercizi
5.89 e 5.90 sono esempi di non unicità,
men
tre l'esercizio
5.91 è un esempio di non esistenza.
5.89
5.90
Verificare
che y=TI-x, y=x+TI sono
del problema di Cauchy
y'
seny
{ y(0)
=
due
soluzioni
o
+ senx
TI
Il seguente
problema differenziale
non ha unici
tà. Una soluzione
è data da y(x)=x+2TI.
Trovarne
un'altra.
~ y 'seny
l y(0)
= senx
= 2 TI
[Ad esempio y(x) = 2TI - x]
5.91
VP-rificare
che non esistono,
stro di x 0 =0, soluzioni
del
{ y' cosy
y(O)
[Gia dall'equazione
in un intorno
deproblema
di Cauchy
• cosx
=
TI/2
differenziale,
ponendo x=O e y= TI /2, si trova
l'a2.
surdo O=l (purchè y 1 (Ò) E R; si noti che,_dall'espressione
analitica
che determiniamo di seguito, la derivata y' (x) diverge per x➔ 0-). Essendo D(sen y(x))=y'cosy(x),
sen y(x) =
f
Dovendo risultare
D(seny(x))dx
. J(
dall'equazione
=
y'cosy
y(O)= TI/2, si ha
l=sen( TI/2) = e + sen O = e,
differenziale
dx =
f
si ottiene
cosx dx=c + senx.
3 28
da cui seny = 1 + senx. Tale relazione non definisce una funzione y(x)
nell'intervallo
(O,1T ), perchè in tal caso seny = 1 + seruc > l è assurdo. Quindi il problema di cauchy non ha soluzione in un intorno d~
r - 1T,O ] risulta
stro di x 0 =O. Per xE
= arcsen
y(x)
(l+senx).
Si no-
ti che tale funzione non è.derivabile
per x=0 e quindi y(x) non è soluzione del problema di Cauchy (in senso classico)
nenuneno in un intorno sinistro
di x 0 =O ]
5.92
Si consideri
po
un'equazione
X
Jifferenziale
del
ti-
= g(y')
con g funzioné
di classe
C 1 (R).
Verificare
che
se g(t)
non è invertibile
(localmente)
in un i~
torno
di un punto
t 0 , allora
in .corrispondenza
la rappresentazione
parametrica
delle
soluzioni
y(t)=tg(t)-G(t)+c,
x(t)=g(t),
(con G'(t)=g(t))
non regolare,
[ Se g non è
nel
invertibile
ottenuta
senso
. in
nel paragrafo
che x' (t 0 )=y'(t
un intorno
di
t0
allora
SF,
è
0 )=0.
necessaria-
mente g'(t,)=0
(infi'itti,
se fo:;se g'(t)#
o, g sarebbe
strettamt>nte
monotòna in un intorno di t 0 ). Ne segue che x'(t)=g'(t)ey'(t)=tg'(t)
si annullano
entrambe p~r t=t
Concl11diamo
il
0
paragrafo
]
con
il
seguente
TEOREMA DI PEANO - Se f(x,y)
è una funzione
intorno
di
(x 0 , y O), esiste
una funzione
y (x),
in un intorno
Notiamo
di
che
X 0 ,-che
il
soddisfa
teorema
il
problema
di Peano
continua .in un
derivabile
di Cauchy
è un
risultato
di.
329
esistenza,
ma non di unicità.
Ad esempio
i problemi
di Cauchy degli
esercizi
5.83,
5.85 e 5.86 sono del
tipo y' = f(x,y),
con f continua,
ma non Lipschitzia
na in y (la funzione
t➔/t è continua
in un
intorn~
destro.
di t=O, ma non è Lipschitziana)
e non ·hanno
unicità.
La dimostrazione
del teorema
di Peano,
simile
sotto
certi
aspetti
a quella
del teorema
di Cauchy,
è basata
sul teorema
di Ascoli-Arzelà
(paragrafo
lA)
51.
Integrazione
grafica.
Talvolta
è possibile
determinare
tà del grafico
di soluzioni
di una
renziale
ordinaria
y'
alcune
equazione
propri~
diffe-
= f(x,y)
a priori,
senza risolvere
l'equazione
analiticamente.
In particolare
può essere
possibile
determinare
gli
intervalli
di monotonia
delle
soluzioni,
gli
eventuali
p~nti
di massimo
e di minimo relativo,glj
intervalli
di convessità
e concavità
, i punti
di
flesso
e gli asintoti
orizzoHtali.
Intervalli
di monotonia.:
Si determinano
stabilendo
il segno di y' (x).
In base all'equazione
differen
ziale
y' = f(x,y),
risulta
y' ~ O iri corrispondenza
ai punti
(x,y)eR 2 per
cui f(x,y)
~ O.
Intervalli
di convessità
: Si determinano
in base al
segno di y" (x). A tale
scopo è opportuno
deriva ..·e
entrambi
i, membri dell'equazione
differenziale
y' (x)=
f(x, y (x)) :
(occorre
ziabile;
supporre
nell'ultimo
chef
sia una funzione
differen
passaggio
si è tenuto
conto
del
330
fatto
che
spondenza
y'=f(x,y)).
ai
punti
Risulta
(x,y):R
2
y" ~ O in
quindi
per
cui
fx+fyf
~
corri
O.
Asintoti
orizzontali
: Consideriamo
per semplicità
so
lo il caso y'=f(y);
con f funzione
continua
indipen~
dente
da x, anche se il metodo che esponiamo
si applica
talvolta·
anche al caso generale.
Consideriamo
gli asintoti
orizzontali
per x➔ + 00 ; il caso x ➔- 00 è analogo.
E' opportuno
stabilire
innanzi
tutto
il segno di
y';
se esiste
x 0 eR per cui y'(x)
ha
segno
costante
per x > x 0 , allora
y(x)
è monotòna
per x ~ x 0 . Indichiamo con leRU _{±00 } il limite
per x ➔ + 00 di y(x).
In
base al teorema
di L'H6pital,
se leR anche y'(x)
ha
limite
per x ➔ + 00 e tale
limite
vale
zero;
infatti:
lim
x ➔ +a>
tl.tl
X
L'Hopital
lim
y I (X) .
X ➔ +cc
Notiamo
che, per applicare
il teorema
di L'H6pital
,
è necessario
verificare
a priori
che esiste
il limite a secondo
membro; ciò si ottiene
direttamente
dal
l'equazione
differenziale
y'(x)
= f(y(x));
infatti,
per la continuità
di f, y'(x)
converge
a f(l)
per
x ➔ +a>. Ricordiamo
anche che il teorema
di
L' H6pital
si applica
alle
forme indeterminate.
0/0 e oo/a,, ma a.!!_
che al caso l/a,,
con leR.
Al limite
per x➔ + 00 nell'equazione
differenziale
y'(x)=f(y(x)),otteniamo
O=f(l),
che è un' equazione
(algeb~ica
o trascendente)
·nell'incognita
leR.
Spesso dall'equazione
f(l)=O
e dalle
proprietà
di monoto
nia di y(x)
è possibile
determinare
l.
5.93
Determinare·gli
intervalli
di monotonia
e
convessità
e gli eventuali
asintoti
orizzontali
delle
soluzioni
dei problemi
di Cauchy
di
331
y'=(y2-4y+3)3
(a)
(b)
{ y(O)
[(a)
3
y'=(y2-4y+3)
{ y(O)
= 2
L'equazione
differenziale
è.a variabili
O
separabili,
ma non è agev2
le risolverla
analiticamente
e determinare l'espressione
cartesianaclaj,_
la soluzione. Applichiamo il metodo di integrazione
grafica
descritto
precedentemente. La derivata y' è positiva
se
y'=(y2 -4y + 3) 3 = (y-1) 3 (y-3)
> o
3
ciò si verifica se y e esterno all'intervallo
[1,3] . Inoltre y' < O
se y E (1,3) e y'=O se y=l oppure se y=3. Si iloti che le funzioni co stanti
y=l e y=3 sono due soluzioni
Dato che la condizione
iniziale
dell'equazione
è y(0)=2,
per la continuità
(notiamo che, in base al teorema di Cauchy, esiste
ne-derivabile
y=y(x) che risolve
il problema
differenziale.
una (unica)
(a) in un intorno
di y(x)
funziodi x0 =Q)
risulta y(x) E [ 1,3] in un intorno di x 0 =O e quindi y' (x)° < O in tale
intorno (y(x) è perciò strettamente decrescente).
E' possibile chey(x)
sia illimitata
nel suo insieme di definizione?
E' possibile che y(x)di
venti negativa
per qualche valore dix>
teorema dell'esistenza
O? Se ciò accadesse,
degli zeri esisterebbe
per
il
x 1 > O per cui y(x 1 )=l;
avremmo quindi due funzioni (la soluzione y(x) che stiamo studiando e
la funzione costante uguale ad 1) che soddisfano entrambe il problema
di Cauchy
y'
(y 2 - 4y + 3) 3 '
Per il teorema di unicità
y(x l)
dovrebbe risultare
l.
y(x) identicamente
uguale
ad 1, in contrasto con il fatto che y(O)=Z. Perciò y(x) non assume ma:i.
il valore 1 e quindi è tale che y(x)>l per ogni X.Analogamente y(x)<3
per ogni x dell'insieme
di definizione.
Ne segue, tenendo conto anche
della monotonia, che y(x) è-definita
in (più precisamente,
può essere
estesa a) tutto R ed e limitata su R (1 < y(x) < 3 per ogni x ER). Indichiamo con i E [ 1,2] il limite di y(x) per x ➔ +cc . Dalle condizioni
332
lim
y(x)
x ➔ +a,
lim
R, '
x➔+
y'(x)=O,
y'=(y
2 -4y+3) 3
a,
otteniamo ( i 2 -4 i+3) 3 =O, cioè i =l oppure i =3. Dato che y(0)=2 e
che y(x) è decrescente,
y(x) converge ad 1 per x ➔ +a, .
Analogamente
y(x) ➔ 3 per x ➔- a:>,
Per determinare
gli
intervalli
di convessità
e concavità,
calcoli~
mo
y". = 3(y 2 -4y'+ 3) 2 (2y-4)y'
.
Abbiamo già stabilito
che la nostra soluzione y(x) è decrescente
con
y'(x) < O per ogni x ER. E' allora facile verificare
che y" > O se e
solo se y < 2. La soluzione y(x) è çonvessa se y(x) < 2 ed è
concava
se y(x) > 2; dato che y(O) = 2 e che y(x) è decrescente,
ciò significa
che y(x) è convessa nell'intervallo
[ O,+ a,) ed è cor.cav;i in (-a:>,c]
il punto x0 ~0 è di flesso. Il grafico di y(x) è disegnato in figura
5.13.
y
1
X
figura
5.13
333
(b) La soluzione
y(x) è strettamente
ta di equazione
y=l è un asintoto
orizzontale
diverge
per x ➔ -cc (infatti
y(x),
a -
a:,
per x ➔ +cc. Se convergesse
soluzione
dell'equazione
Ciò contrasta
crescente
con il fatto
con y(O)=O, essa
crescente
i+3)
che,
essendo
mentre
monotòna,
ha
= o, da cui
y(x)
limite
essere
ll=l oppure
y(x) una funzione
per x < O)
è n~gativa
su R. La ret~
x➔ +m ,
Il ER, Il do·.rebbe
3
Determinare
per x ~-o gli
nia e di convessità
e gli
rizzontali
delle
soluzioni
5.94
essendo
ad un limite
( ll 2 -4
e concava
per
una
i=3.
strettamente
]
intervalli
di monotoeventuali
asintoti
odei problemi
di Cau-
chy
. y'=x-_y2
y'=x-yz
(b)
(a)
{ y(O)=y
{ y(0)=0
[(a)
Risulta
figura
5.14,
y' > O per x > y 2 , che è l'insieme
delimitato
dalla
parabola
piano
di equazione
>
0
tratteggiato
x=y
2
_,,,,,,,,,
/.
'l.
~
/,
t
~
//
X
5.14
//;g~~
,.
X
\
\
figura
in
.
y
y
O
\
figura
5.15
334
La derivata
sulta
vale y" = 1 - 2yy'
y"=O se l-2xy+2y 3 =O, da cui
vicinanze
y"
< O purché x > y 2 + l/(2y)
La soluzione
5.15).
per il teorema
di Cauchy,
y(x),
za dix
=O.Risulta
o
fosse
y(x 1 ) =
(O,x 1 ),
(insieme
ha tangente
oriz:i;ontale
nelle
differenziale
in corrisponden-
J-;.per ogni x > O; infatti, se
per. qualche x 1 > O e y(x) < J-;. _per
ogni
<
y(x)
risultare
(si noti
y(x)-y(x
1
che x-x 1 è negativo):
)
X -
[
di x 0 ·= O
e convessa
y(O) = o, dall'equazione
y(x)
tratteggiato
in un intorno
crescente
inoltre
✓-;-;
dovrebbe
esistente
é strettamente
d_i x 0 = O; essendo
segue che y'(O)=O; quindi
xE
R,i
•
2y
Per y > O risulta
in figura
3
l-2xy+2y
)
2y 3 + 1
=
X
2
l-2y(x-y
seconda
d
✓- ]
dx
x
Xl
:x=x
l
il coP,trasto
con il
= O. Percio
è provato
fatto
y(x) non ha asintoti
5.95
né asintoti
orizzontali;
numero reale
i,
che y'(x
(perché
infatti.,
risulterebbe
zione
differenziale,
della
soluzione
figura
5 . 17
se y(x)
l'assurdo
per x ~ O,
per ogni x > O. Per x-> +
é limitata
y'(x) ➔ O
otterremmo
y(x),
< ;-;_
che O < y(x)
obliqui
= x 1 - (y(x 1 )) 2 = x 1 -( ✓½) 2 =
1 )
per
superiormente
convergesse
x ➔ +a> e
a,
J;z-),
per x -++ a, ad un
quindi,
O=+ a, ~i 2 =+ a,.
è 5Chematizzato
da
in figura
dall'equaIl
grafico
5.16.
(b)
]
In dinamica
delle
popolazioni,
un modello di cr~
scita
di una popolazione
isolata
è descritto
me
diante
l'equazione
differe11ziale
y I
=
qy
_ rny 2 1
335
y
y
I
/y'>O;y">O\
___
........
I
I
'
------
,.._ -
X
figura
5.16
figura
5.17
con q,m costanti
positive.
La condizione
inizi~
le è y(x 0 )=y 0 , con O< y 0 < q/m. Determinare
le
proprietà
grafiche
della
soluzione.
[Notiamo
preliminarmente
ed anche del tipo
(oltre
che l'equazione
di Bernoulli
= o, l'equazione
a y
-qt
+ce
un grafico
approssimativo
differenziale
ammette
della
che la derivata
soluzione
5 .18).
dell'equazior.e
differenziale,
nostro
caso,
interno
per ogni altro
non può assumere
y(x 0 )=y 0 è interno
su R. Circa
la derivata
i valori
;il!'
rapidamente
di Cauchy,
se C<y<
=O e
di unicità
O e q/m; quindi
se,
[ O,q/rn],
la nostra
si
q/m(CQ.
= q/m . sono
y
teorema
im:e:rvallo
sempio,
nella
seconda,
zona O < y < q/m risulta
- 2my > O, cioè per y < q/(2m).
y
problema
il
y(x)=
le soluzioni
ogni
come nel
y(x)
rimane
soluzione
verifi
< q/m per ogni x E R, ed è strettamente
O < y(x)
scente
zontali
per
xE R. In particolare
ca le limitazioni
ma di convessità
separabili
esplicitamente
è positiva
Dato che y
schema in figura
soluzioni
soluzione
del
y' = y(q-my)
me nello
altra
è a variabili
integrabile
] , con ce R). Comunque, per ottenere
= 1/ [(m/q)
può osservare
data
ed è quindi
e concavità
= l, deve risultare
abbiamo
ql-
(q-2my)y';
y' > O e quindi
In figura
delle
y"
5.19
soluzioni.
cread
e-
y" > O per q -
è rappresentatou-o
sch~
Circa
asintoti
oriz-
l=O oppure
R=q/m
m 1 2 = o, cioè
gli
336
y
y
\ \
y'< o
\
Y"> O
q/m
q/m
Y" < O
I I
y'>O
/·.
y" > o
X
\ \
figura
In base alie
5.20.
y'<O
X
y" < o
\
5.18
figura
proprietà
Il grafico
di monotonia, si ottengono
di una particolare
< q/m è rappresentato
5.19
soluzione
i grafici
y(x) tale
in figura
che O<y(x 0 )<
in figura 5.21 ]
y
y
q
m
q
2m -- - - --
X
figura
5.20
figura
5. 21
33 7
5.96
Prescindendo
(eventualmente)
gno della
derivata
seconda,
rnativarnente
i grafici
delle
quazioni
differenziali
del
(a)
5.97
Disegnare
luzioni
[Il
2
y'=(y
-6y+8)(y-10)
20
(b)
y'=y
seny
(d)
y'=yeylogy
_approssimativamente
i grafici
delle
dell'equazione
differenziale
y'=-2xy.
segno della
derivata
prima,
schematizzato
vo nel secondo e nel quarto quadrante.
stante
dallo
studio
del se
disegnare
approssi~
soluzioni
delle
etipo
y' = f(y):
y=Oè una soluzione e nessun'altra
5.22, è positi-
in figura
In particolare
soluzione
so
la funzione
tocca
co-
l'asse
x .
Inoltre y(x) ha un punto di massimo per x=O se y > O, mentre ha un pun
to di minimo se y < O.
~
y
'-,._/
~>O
y'<~
/ ~
"
y'>1/
"'
'
/
~•<0
risulta
~
/
..
V2
i
X
I
y"> o
T y"< o
I
'-V
~
I
I
I
figura
5.22
5.23
seconda vale y"=-2y-2xy'=-2y-;2x(-2xy)=2y(2x 2 -1).
y" < O all'interno
gura 5.23 è rappresentato
proprietà
y"< o
'}">o
Y"< O
- V2
X
figura
La derivata
Y"> O
'--./
dell'intervallo
[ -/2/2,
uno schema di convessità
di monotonia e limitatezza
Se y > O
/212];
in fi-
e concavità.
Dalle
di y(x) si dedùce che essa ha ce~
33 8
tarnente asintoto orizzontale per x➔ ±.,, e, dall'equazione
differenzii!a
le, si ottiene che l'asintoto
ha equazione y=O. Il grafico delle soluzioni è in figura 5.2; come indicato nell'esercizio
5.6, le soluzioni
'-x2
sono y(x) = e e
da tale espressio-
che, ad esempio, x= ±/2/2 sono punti di flesso per y(x)]
ne analitica
5.98
, con c ER. Il le~tore verifichi
Disegnare
approssimativamente
per x ~ 1 il grafico della
soluzione
del problema di Cauchy
y'
{
y(l)
-
!
+
=
1
1
y
è strettamente
crescente e concava per x L 1 e diverge
a + a, per x ➔ +a, . Il grafico è rappresentato in figura 5. 24]
[ La soluzione
y
y
+/
..!,. -7/
,✓
/
/
1 --7---
1
/
/
O<y<Y.
/
i
I
I
1
2
X
figura
5.24
figura
5.25
X
33 9
5.99
Disegnare
fico
della
[ In un intorno
x ~ 2 il gr~
di Cauchy
approssimativamente
per
soluzione
del problema
destro
di x 0 =2,y(x}
è strettamente
decrescente
e eone~
va. Tali proprietà
sono comunque verificate
se O< y <x._ Ne segue che
y(x) non è definita
su tutto
[ 2,+ a,) perchè,
fosse,
dovrebbe incontrare
l'intervallo
l'asse
delle
sendo y(x 1 )=0, il secondo membro dell'equazione
differenziale
definito.
Quindi, per x ~ 2, y(x) è definita
in un intervallo
male
[2,x
1 )
e,per
x ➔ x- 1 , y(x) conve~ge a zero e y'(x)
quazione differenziale)
diverge
all'asse
x con tangente
gura s.·1.s ]
vertisale.
5M. Esercizi
di
a - 00 , cioè
Il
se
x in un punto x 1 dove,
la soluzione
grafico
lo
es-
non è
massi(dall'
è schematizzato
in fi-
-riepilogo
In questo
paragrafo
proponiamo,
in ordine
sparso, la risoluzjone
di alcune
equazioni
differenziali (o problemi
di Cauchy)
del primo ordine
dei tipi
considerati
nei paragrafi
precedenti,
ivi
comprese
le equazioni
lineari.
2
2 +e)
5.100
y'=4x+xy
[ y(x)~2tg(x
5.101
y'=4x+xy
[ y(x)=c
5.102
y'=y-xy2
[ y(x)=l/(x-l+ce-x);y(x)=O
5.103
y'=y/(x+y)
[ y(x)=O;
5.104
y'=2xy-(x
2
+y 2 )
e
X
2
/2
]
-4]
x=y log cy
[ y(x)=x-tg(x+c)
]
]
J
e-
si avvicina
340
5.105
y'=Z
5.106
y'
5.107
y'
5 .108
y'
= .È._
5 .109
y'
=
5 .110
y'=
5. 111
Y, = 3 (y+ 1) - Zx
5 .112
'f I=
~)
(
-
2
yt4
_ 2 arctg -
x+y
x-4
3xy
x 2 -x-2
+ log cy=O
=y(:i:)=c(x+l)(x-2)
2
]
]
x 5 +4y
X
x+y
y2
-
- ::• I
x 2 +xy
x+3y-1
3-x-3y
=O; y + X log cy = o ]
=:.~ •3y+y I = x + y + e ]
4(y+l)-3x
2(2x-y) 2 +ll(v-:x·-:~
-(y-2x+3):
= ::-:,Y-2) ~ .'2+1og I y-2x+4 j =c-x
5.113
y'=
1 - 1
Y..
5.114
=:: :,:=:.-:,: log( cx)]
X
X
y'
x = sen
+ y'
c03
: :l: -:
5.115
y=2(y 1 ) 3 -3(y
1
)
2
y=xy'-y
5.117
y=xy'-(y')
2
5.118
x=y+(y'-1)
2
2
cost
+ e]
2
[ x(t)=~,:-:.:
5.116
=sent:+t cost,y(t)=t
: :e:;:
- e, y(t)=?,t
3
=cx/(l-cx);
y(x)=-1]
=::,:=cx-e
2
;
-3t 2 ; y(x)=O
y(x)=x 2 /4
]
341
1/x
5.119
y=x 2 y'-y
5.120
y=xy'-logy'
5.121
y=(y')
5.122
X+
yy'
5.123
yy'
= ✓~
5.124
2y+(x
5.125
2y'+(x
5.126
2xyy'-x
5.127
(x+y+2)y'+x+y+l=O
[(x+y+Z)
2
5.128
yey'
[ y(x)=l;
y(x)=(x+c)(l-log(x+c))
5.129
y'=ey(l-x);
2
2
2
[ y(x)=c/(c-e
-logy'
); y(x)=-1
[ y(x)=l+logx;
y(x)=cx-logc
[ x(t)=2t+(l/t)+c,
y(t)~t
]
]
2
-logt
= 0
[ (x+c) 2 + y 2 =l ,con la corn;lizione
-l)y'=O
[ y(x)=c(x+l)/(x-1)]
2
-l)y=O
[ y(x)=c
2 -y 2 =0
[ y 2 = X 2 + CX
= 1-y'
e
-x
; y(-1
-(x 3 /6)+
]
=2x+c]
((x-1)
) =O ly(x)=(e-e-x)/;:
5.130
xy'+y=e
5 . 13 1
y 1 =y+ ex ; y (O) = O
5.132
xy'
]
2
/2)
]
J
[ y(x)=x ex ]
+ y=2 JxS°y;
y(l)
1
=
[ y(x) = (x 2 +l) 2 /4x
1-y'=/l-(x-y)
2
y(O)== O
[ y(x) = x - sen x
5 . 13 4
y' = V1 + y\ y(O)
= [ y(x)=•
yy '~o]
(x/2)]
= log2
y(O)
[ y(x)=-log
5.133
]
]
1
✓X2 + 2 ✓2 X t 1
]
342
...l:f_
2
5 .13 5
Y '=x-
5.136
y'=cos(x+y-1);
5.137
y'=cos
5.138
x -l
2
·
· y(O)=O
[y(x)=
'
y(O)=l
x+l
x-1
(x-
--
2
-2x+log [ (x+l)
2
[y(x)=l-x+2 arctgx
]
TI+ arctg x J
y;
y(O)=n
[ y(x)=
y'=y
tgx;
y(0)=2
[ y(x) = 2/cosx]
5.139
·x=cos
2
5.140
y = y ' (x - s eny'
5.141
y'senx+y(cosx-senx)-x=O
l
[x(t)=cos 2 t, y(t)= -tcos(2t)-
y'
2
)
2 ] ~-j
1
- sen(2t)+c]
4
2
[y(x)=c(x-senc);x(t)~sent+tcost,y(t)=t
cost]
[ y(x) 7 (cex-l-x)/senx]
5.142
=O
y'senx-(xy+senx+cosx)y
[ y(x)=O; y(x)=senx/(1-x+ce-x)]
5.143
x 2 y'
cos
2
,/y'
[x(t)=(cost)/t,
5 .144
2 (y I) 2
X
-- = l+(y')2
- arctg
y'
2t 2
[x(t)= -- 2
l+t
5.145
x(y')
312
t= /yi"J
y(t)=tcost-2sent+c,con
-
2t 3
arctgt, y(t)= - 2 + e
l+t
l+y(y')l/2
[y(x)=cx-1/ .J'Z; y(x) = (3/2)(2x)
1/3
]
]
343
5 .14 7
v'
x =-'--y'+l
+ log(y'+l)
[ x(t)=
5 .14 8 y'+
5.149
2x+y
x+2y+l
=O
x 2 (y'-1)-y(1+2x)=O
5. 15 O x 2 +4y=(x+2y')
2
-
t
t+l
[x2
+ log (t+l),
y(t)=
t2
-+
e ]
t+l
+ y2 + xy + y = e ]
[y(x)=x
2 (ce -1/x -1)]
[y(x)=cx+c
2 ; y(x)=-x
2 /4
]
Capitolo
6
EQUAZIONI
DIFFERENZIALI
DI
ORD~NE
SUPERIORE
6A.
NON LINEARI
AL PRIM9
i tà..
Genera.1
Una relazione
del
g ( x,y,y
con x variabile
I
tipo
, ...
,y (n))
indipendente,
= Q'
y=y(x)
funzione
inco
-
··
· 1 2 , ... ,n ) d er1vata
.
.
.
d.1 y ( x,)
gnita
e y ( i) ( 1=,
1-es1ma
prende il nome di equazione
differenziale
(ordinaria)
di ordine n.
Una soluii.one
( o integrale
particolare
) è una fun zione y=y(x)
definita
in un intervallo
I (con interno non vuoto) di R, derivabile
n volte in I e tale
che
g(x,y(x),
y' (x), ... ,Y (n) (x))
Un'equazione
differenziale
in forma normale se può essere
•
y (n)_.cc
-i.
x,y,y
I
, ...
= O per ogni
di ordine
rappresentata
,y (n·l)\ ;,
n si
da
xel.
dice
345
con f funzione
reale
di n+l variabili
reali.
Per le
equazioni
differenziali
di tipo
normale
vale
il seguente
teorema
di Cauchy di esistenza
ed unicità:
TEOREMA DI CAUCHY. (n-1)
...
n
, Yo
f una funzione
)eR • Sia
reali,
di classe
Allora
esiste
=y (x),
di
n ~ 1,
Sia
reale
C 1 in un intorno
.una funzione
reale
di
il
problema
di Cauchy
6.1
Nelle
ciato,
ipotesi
provare
del teorema
che:
y(x)
(a)
la
soluzione
(b)
se
f è di
n+l
di
una variabile
di
di
è di
variabili
X0 , ·
Cauchy
classe
k
soddisfacente
sopra
C n+l
;
anche
y(x)
è
[(a) Secondo il teorema di Cauchy y(x} è tma funzione
verifica in un intorno di x 0 l'equazioae differenziale
di classe
Cn che
Per ipotesi la funzione di n+l variabili
f è di classe C 1 ; è
anche differenziabife.
In base alla regola di derivazione delle
perciò
funziQ
è di
classe
C
n+k
qualche
enun-
allo
y(x)
C , per
=
y
reale
k~ 1,
ra
classe
(y 0 ,y~, ..
(x O , y O , y ~, ... , y~n-l)).
di
Cn in un intorno
classe
x 0 eR e
.
,
o,
(c)
se f è di
classe
C
allora
di
Cl)
e .
classe
y
(n)
(x)
=
f(x,y(x),
y' (x), ... ,y
(n-1)
(x)).
ni composte,il secondo membro dell'equazione
differenziale
le. Perciò anche y(n)(x} è derivabile e si ha
è derivabi-
346
y
(n+l)
d
(x)= -
dx
y
(n)
d
(x)= -
dx
f(x,y(x),y'(x),
... ,y
(n-1)
(x))
I
f
Il
f
(n)
= f x + f yY + y•Y + ••• + y(n-l)Y
n
Dato che y è di classe C, dalla
rappresentazione
·
·
y (n+l)( x ) e· una f unzione
continua;
trovata
1
percio·• y e· d"i casse
si deduce che
cn+l •
{b) Con k > 1 si può procedere per indu~ione in modo analogo al caso k=
=l già considerato in (a).
(c) Diretta conseguenza di (b) ]
Nei parag'rafi
seguenti
prendiamo
in considerazio
ne equazioni
differenziali
di ordine
superiore
al pri
mo, che si risolvono
con opportune
sostituzioni
della funzione
incognita,allo
scopo di abbassare
l'ordi
ne dell'equazione.
In particolare
prendiamo
in consi
derazione
alcuni
tipi
di equazioni
del secondo
ordine la cui risoluzione
può essere
ricondotta
a quella
di equazioni
del primo ordine.
Le equazioni
possono
essere
non lineari,
ma i metodi
di risoluzione
si aQ
plicano
anche alle
equazioni
differenziali
lineari.
6B.
Equ.a.:zion.i
Se una
ne è della
forma.
g(x,y'
,y")=O
differenziale
del
secondo
della.
equazione
forma
g(x,y'
,y")
ordi-
o,
cioè
se la funzione
g non dipende
esplicitamente
y, allora
si può abbassare
l'ordine
con la sostitu
zione
z(x) = y''(x).
Infatti,
essendo
z'(x)=y"(x),
equazione
nell'incognita
z diviene
g (x I Z, Z I)
O•
da
la
347
Si tratta
di un'equazione
differenziale
del primo ordine che, se possibile,
si risolve
con uno dei
metodi indicati
nei capitoli
4 e 5. Dopo aver calcolato z(x),
si determinano
le soluzioni
y(x) come pri
rnitive di z(x).
Si noti che in generale
z, soluzione
di una equ~
zione differenziale
del primo ordine,
dipende da una
costante
arbitraria
z=z(x,c 1 ); perciò
y, primitiva
di.
z, dipende da due costanti
-arbitrarie:
y(x)=Z(x,c 1 )+
+ c 2 , con Z' = z .
6.2
Risolvere
(a)
differenziali
= 1
(b)
y"-(y')
2
[ (a) Si tratta
della
le equazioni
di un'equazione
y ( oltre
l'equazione
che e del tipo a variabili
Percio
del secondo ordine mancante
che del.la x). Con la sostituzione
z' =y", si ottiene
arctg
differenziale
y'_'+ (y I) 2=0
z =
f
z(x)=y' (x),
essendo
del primo ordine
separabili.
dz
l+z 2 =
Risulta
dz/dx = 1 + z 2 ,da cui
r
j dx = x + c 1 .
z(x) = tg(x+c 1 ) e quindi
f
y(x) =
z(x)dx =
(b) Con la sostituzione
f
sen(x+c 1 )
cos(x+c 1)
z(x)
= y'{x)
otteniamo
l'equazione
z'+z 2 = O
,
che si risolve con il metodo delle equazioni a variabili
separabili.Oltre a z = O (che annulla il denominatore e che corrisponde a y(x) = costante)
si ot~engono le soluzioni
_:
=
z
da cui z(x)
f- f =
dz =
z2
dx
x + c
1/(x + c 1 ) e quindi
1
'
348
f
y(x)
J
z(x)dx
nella
log
Ix + e 1 I + e2
= ± e e 2 , e 4 = ± e 1 e 3 , è possibile
Si noti _che, ponendo e 3
re le soluzioni
dx
x+c 1
esprime-
forma y(x) = log(c 3 x + c 4 ). In questo modo si ra~
presentano
anche le soluzioni
6.3 Risolvere
l'equazione
Zxy'y"
costanti
differenziale
2
- (y')
[Si tratta di un'equazione
la y. Con la sostituzione
(per c 3 = O) ]
+ 3 = O
differenziale
del secondo ordine mancante delz(x) = y' (x), essendo z' = y", si giunge a
2xzz' - z 2 + 3 = O.
Si tratta di ·un'equazione differenziale
del primo ordine del tipo
di
Bernoulli (paragrafo SB), che si risolve con la sostituzione
w(x)=z 2 (x)
Dato che w' = 2zz', rispetto
all'incognita
w si ottiene l'equazione differenziale
lineare
W I
1
:
-
3
W
X
le cui soluzioni
±lc
1 x+3
f
y(x)
sono definite
se et
f
z(x)dx
Riassumendo,
Vcl f o,
3. In cor~ispondenza
risulta
z(x)
z(x)dx
con e 1 ; O; invece,
y(x)
= c 1x +
, da cui
y(x) =
Tali funzioni
sono w(x)
X
le soluzioni
Vc2 ER e da y(x)
per ogni valere della costante
e 1 ER,
o, risulta
sono date da y(x)
=
c2
± ✓3 X
]
c 2 ± (2/3c 1 )(c 1x+3)
3/2
349
6.4 Risolvere
l'equazione
differenziale
= x(Z-y")
y'
[ Si tratta di un'equazione differenziale
del secondo ordine mancante del
la y. Posto z(x) = y'(x) (da cui z' = y") si ottiene z=x(2-z')
che
è
un'equazione lineare del primo ordine. Le soluzioni sono date da z(x) =
= (c 1 /x), + x, da cui
6.5 Risolvere
le equazioni
differenziali
(a)
y'
xy"
- (y")
2
(b)
yI
xy"
_ (y")
-1/2
[ (a) L'incognita z(x)=y'(x) soddisfa l'equazione di Clairaut z=xz'-(z') 2 •
Come indicato nel parag~afo SH, l'equazione runmette come soluzioni
la
famiglia
di rette
e l'integrale
singolare
di equazioni parametriche
x( t) = - 2t,
z(t)
= t2
il quale, posto t = - x/2, si può anche &crivere nel!a forma cartesiana
z=x 2/4. In corrispondenza si ottengono le soluzioni dell'equazione
iniziale
(b)
y(x)=
Jz(x)dx
y(x) =
Jz(x)dx
e
y(x)= ....!.
2
J(c x-c )dx = z x
1
e1
2
1
y(x)
2-
4/3
9
X
8
c 2l x + c 2
+ C
J
350
6.6
Risolvere
l'equazione
yI
differenziale
xy"
=
_ (y I ) 2
[Con la sostituzione
z(x) = y'(x) si ottiene
l'equazione
differenziale
del primo ordine a variabili
separabili
z'=(z 2 + z)/x, che anmette come
soluzioni
z(x)
In corrispondenza alla funzione costante z(x)
mentre le altre soluzioni sono espresse da
y(x)=
f
1
l X
se c 1 I O, altrimenti
Integrare
e - x,
J1-cc x dx =
z(x)dx=
=-x
6.7
- l si ha y(x)
l
y(x)
log
I1-c 1 x I + c 2
costante
l'equazione
xy"
+ y'logx
]
differenziale
- y'logy'
=
O
[Con la sostituzione
z(x) = y'(x) si ottiene l'equazione
differenziale
equivalente z' = (~/x)log(z/x),
che è del tipo z'=g(z/x) e che si integra (si veda il paragrafo SC) ponendo w=z/x (da cui z=xw, z'=w+xw'). Ne
risulta
l'equazione del primo ordine w+xw' = wlogv che si risolve separando le variabili
log
I logv-1 I = J w(logv-1)
dw
oltre alla funzione costante w = e, che annulla il denominatore (w=O è
da scartare).
Pur di cambiare il segno di c 1 , risulta logw - 1 = c 1 x,
da cui, ricordando che z(x) = xw(x) e che y'(x) = z(x),
351
f
y(x)=
Jx w(x)dx = Jx e l+c lx dx
z~x)dx
l
A tali
6.8
soluzioni
va aggiunta
z=ex, cioè ancora
(y'=z)
Determinare
le
quella
e-x cos
+ y'
y"
(b)
xy"
Zy'
(e)
xy"
= 3y'
+ x 4 eX
(d)
y"
+ y'tgx
+ senx
+
Calcoliamo
f
e
per parti
-x
Perciò
f
e-;.: senx dx
le soluzioni
y(x)
f
e
(b) y(x)
e 1x3
(e) y(x)
e1 x
4
-
lineari
l'equazione
differenzi
-x
che ha per soluzioni
•
indefini~o:
+
f
-x
e-xcosx
cosx - •
dx
f
e
-x
!lenx dx,
(sern, + cosx)/2.
sono espresse
-x
equazioni
si ottiene
z' + z = e-xcosx,
senx - e
- e
da.
(senx + e 1 )dx = - e
-x
senx + cosx
(---+ c 1) + c 2 •
2
(x 2 + x) /2 + e 2 •
X
(z=xw)
= o
cosx
(sel'lJi + c 1 )
senx dx = - e-xsenx
-x
e, cioè
X
l'integrale
=-e
da cui
-x
a w
]
delle
z(x) = y'(x)
del primo ordine
= e
+ c
+ 1
X
[ (a) Con la sostituzione
z(x)
2
soluzioni
(a)
le lineare
corrispondente
y(x)=(e/2)x
+ e ( x 3 - 3x 2 + 6x - 6) + e 2 •
2
352
(d) y(x)
(x + senx cosx)/2
6.9 Risolvere
+ c 1 senx + c 2
le equazioni
4
(a)
y"
-
(b)
y"
- 1 yI
[(a)
y(x)
X
2
+
y"
YI
x 2 -1
log (c 1 x) - (x 2 /4)
6.10 Determinare
renziale
y"
[
un'equazione
del
soluzioni
+
(y'
Perciò
y(x)
w=
J
f
dw 2
l+w
6.11 Determinare
differenziale
xy"
= x
2
tutte
diffe
-
J
= -
che
è
ri-
z' - 1,
ha
y' (x)=z(x) =x+w(x)=x-tg(x+c
lcos (x + c 1 )
le soluzioni
+ Y ' + (xy')
=O,
5D) che si
si
dx = - (x + e 1)
1 ) ,cioè
+ log
2
le variabili
2
z(x)dx
a z'+(z-x)
(si veda il paragrafo
separando
w=tg [ -(x+c 1 )] = -tg(x+c
=
si perviene
w(x) = z(x) - x. Essendo w·•
w' + 1 + w 2 =· o, da cui,
arctg
= z(x)
z'=g(ax+bz)
con la sostituzione
dell'equazione
+ c 2 )]
- x) 2 = O
y'(x)
tipo
x +
2
+ c 2 ; (e) y(x)=-c 1 (x+2 log lx-11
le
Con la sostituzione
solve
O
= x 6 /6 + c 1 x 5 + c 2 ; (b) y(x)
+ (x 2 /2)
lineari
1 - 1
X
(e)
differenziali
= x"
y'
X
]
2
O
1 ). Infine
I + c2 ]
dell
' equazione
353
[con la sostituzione
z(x) = y'(x) si perviene ad un'equazione
di Bernoulli che ammette le soluzioni z(x) = l/(x 2 +c 1x), oltre alla funzione costante z(x) =O.Quindi,
oltre a y(x) = c, l'equazione data anunef
te le soluzioni
y(x) =
Jc\ (; - x+c
dx
Jx2
-- 1
+c 1 X
1
I
log
x:c 1
Cl
I
)
+ e2
se c 1 I o; altrimenti,
per c 1 = o, si ottengono
y(x) = - (1/x) + c J
6.12
Risolvere
(a)
(b)
le
(1-y")2
x2
[ (a) y(x)
2
+ e
2y"
o
x2
1
(x-c 1) 3+ c2
12
2
Determinare
la
y(x)
=;
(
y(x)
y I ) 2
= y'(O)
2
X 2
soluzione
2 y !· y Il
{ y(O)
soluzioni
differenziali
(b) y(x) = .:.! x 2 + xe 2c1 + c 2
6.13
le ulteriori
= X
+ y'
- y'
X'f"
equazioni
dx
1
4
del
-
problema
di
Cauchy
X
= 1
[con la sostituzione
z(x) = y'(x) si giunge all'equazione
del primo ordine del tipo di Bernoulli 2zz' = z 2 - x, che ha come soluzioni z(x)=
= ±I c 1 ex+l+ x . Dalla condizione iniziale z(O) = y' (O) = 1 si deduce
che c 1 = O e che z(x) = + / l+x • Integrando z(x) si trova y(x)=c 2 +
3/2
+ (2/3)(1+x)
; imponendo la condizione iniziale y(O)=l si determina
c 2 = 1/3. Perciò la soluzione del problema di Cauchy (per x > - 1)
è
3/2
y(x) ~ [1+2(l+x)
J /3 J
~isolvere
i problemi
di
r·
= o
(y')3
= 2; y (2)
y(2)
I
t"'
= 1
y(l)
= 1;
y' (1)=0
(l+x2)
y"
+ 1 +(y')
2
= o
1/2;
Y I (1)
= -
1
/z;-;
(b) y(x)
~~terminare,
-~ soluzione
y"cosx
( y(O)
1/2
y'
{ y (1)
~-:~
Cauchy
per
del
x - logx;
ogni beR e per ogni
problema
di_Cauchy
- y' senx
= y0 ;
(e) y(x)=l-(x
+ b cosx
2
/2) ]
(y 0 ,y~)eR2,
o
= y~
y'(O)
"C,n la sostituzione
z(x) = y'(x) si giunga all'equazione
lineare
del
rrimo ordine z' = z tgx - b, le cui soluzioni sono espresse da z(x)
= (c 1 /cosxì - b tgx. In base .::.lla condizione iniziale
z(O)=y;·(o) = y~
risulta c 1 = y~ ; quindi
y(x) =
.Jz(x)dx ~ y~ J~
- b J tgx dx
cos
X
I
= c1 + y
(per il calcolo
~ log Itg ( ~ + ~ ) I+ b log Icosx I
delle
primitive
di 1/cosx si vedano gli
4.22 del 1° volume, parte seconda).
y(O) = y O si trova.c 1 = y 0 ]
Infine,
imponendo
esercizi
la
4.21,
condizione
355
6.16
La legge
del moto (s = s(t),
spazio
in funzione
del tempo)
relativa
ad un punto materiale
soggetto
all'accclerazione
di gravità
che,
partendo
da una posizione
di equilibrio
per t=O, cade at
traverso
un mezzo resistente,
soddisfa
il
problema di Cauchy
g - ks'
O;
s'(O)=O
dove g è l'accelerazione
di gravità
e k(> O)una
costante
di attrito
(che è inversamente
proporzionale
alla
massa del corpo).
Determinare
la
velocità
asintotica
(circa
uguale
alla
velocità
che ha il corpo al momento di toccare·
il terreno, se cade da una grande
altezza),
cioè
il limite per t ➔ +m di v(t)
= s' (t).
[L'equazione
differenziale
Con la sostituzione
v(t)
(lineare)
=
s'(t)
v' = g - kv ;
Si può determinare
tegrazione grafica)
preliminarmente
non dipende espiicitamente
otteniamo
il
da
s.
problema di Cauchy
v( O) = O.
il limite per t ➔+m di v(t) con il @etodo (di in proposto nel paragrafo 51. A tale scopo si osservi
che v' (t) > O nella
zona g-kv >O, cioè per v < g/k. E2
sendc v(O) = O, risulta v(t) < g/k per ogni t ~ O (infatti,
per il teQ
rema di unicità,
v(t) non può assumere il valore g/k, essendo tale valore costante soluzione, al pari di v(t), dell'equazione
d~fferenzia le). Indicando con iE (O,g/k]
il limite per t➔ +m di v(t),dato
che
v'(t) ➔ O, dall'equazione
=g/k. Perciò la velocità
Osservia~0
differenziale
si ottiene O=g-k i,
asintotica per t ➔ +co <l g/k.
che è semplice risolvere
trova
v(t)
g
k
(1 - e
-kt
)
cioè
i=
il problema di Cauchy e che si
356
g
= -
s(t)
1
+-
Il modello proposto
pioggia
(e
k
k
-kt
descrive,
che si origina
]
-1)
ad esempio,
ne'l'atlllOsfera,
e che cade verso il
suolo.
la somma algebrica
dell'accelerazione
La sua ac·celerazione
al moto, dovuta all'attrito
alla
s'.
r.isulta
finita.
duta libera
= v
s'{O)
=
0
proporzionale
per t
➔ +
a,
della
c~
avremmo il moto unifor-
del problema di Cauchy s"=g; s{0)=s 0 = ~
( soluzione
= v 0 + gt
gt
1
S
o
1
+ V t + - gt 2
in tal
caso,
il tempo impiegato
- gt 2
z
o
metri,
t
attrito)
del-
O):
v{t)
s(t)
e
asintotica
se assumessimo co~e modello quello
nel vuoto (quindi senza
memente accelerato
risultato
g e dell'accelerazio-
con l'aria
Con tale modello la velocità
Viceversa,
s" è il
di gravità
ne, contraria
velocità
il lllOto di una gocc_ia di
diciamo a 1000 metri di altezza
2
se lo spazio percorso per raggiungere
Vg
_(E"gs ::,_
il suolo è di
1000
sarebbe
{MOOO
V~
=
14.2 secondi
e la velocità.corrispondente
139.16 m/sec.
V
I.a velocità
di 139 metri
500 km all'ora
(metri)).
al secondo è circa
(si moltiplica
Se una goccia
uguale _c.lla velocità
per 3600 (secondi)
d'acqua arrivasse
e si divide pe.
al suolo a tale
velocità
di
1000
a-
vrebbe un effecto devastante.
Invece, nella realtà, ciò non avviene;
significa
che il modello matematico descritto
all'inizio
è più realistico
del modello (di caduta nel vuoto) del moto uniformemente accele-
rato
]
357
6C.
Equa.zion.i
Nel
secondo
riabile
della.
g(y,y'
forma.
,y")=O
caso in cui un'equazione
differenziale
ordine
non dipenda
esplicitamente
dalla
indipendente
x, cioè
sia del tipo
g(y,y'
,y")
del
va-
= o '
allora
è opportuno,
come nel paragrafo
precedente,
seguire
la sostituzio~e
z=y',
considerando
però,
questo
caso,
y come variabile
indipendente.
Cioè, più precisamente,
si pone z(y) = y' eri
sulta
y''=
dv'
dx
dz (y)
=../...._
dz
dy
dx
gy_
dx
z 'y'
e
in
-
z .' z.
Si ottiene
quindi
un'equazione
differenziale
del pri
mo ordine
nella
forma g(y,z,z'z)
= O che, se possibi
le, si risolve
con uno dei metodi
indicati
nei capitoli
4 e 5, pervenendo
ad un insieme
di funzioni
del
la forma z=z(y,c 1 ), con c 1 costante
arbitraria.
Ri cordando
che z=y',
si ottiene
la nuova equazione
dif
ferenziale
del primo ordine
(con c 1 parametro)
che, non dipendendo
li separabili.
6.17
Risolvere
I
esplicitamente
da x,
y" + (y')
l'equazione
2
è a variabi
= O.
[si tratta
di un'equazione differenziale
del secondo ordine mancante d?,!_
la x (oltre che della y). Con la sostituzione
z(y) = y', essendo y" =
= z'z, si ~ttiene l'equazione del primo ordine
z'z+z
cioè z(z'
2
=O,
+ z) = O. Si presentano
due possibilità:
o z=O (e quindi y'=O
358
-y
da cui y = costante),
oppure z' + z = O, da cui z(y) = c 1 e . Rica.i;:
dando che y'=z, abbiamo l'equazione differenziale
del primo ordine in
y:
y' = c 1 e
che, risolta
-y
con il metodo della
separazione
delle
c1 x + c 2
•
variabili.._, forni
-
sce le soluzioni
e
f
y
f
/dy
c 1 dx
Tutte le soluzio_ni sono quindi espresse
particolare
ti
6.18
le soluzioni
costanti
il metodo qui proposto
Risolvere
le
da y(x) = log ( c 1 x + c 2 ).
si ottengono
con quello dell'esercizio
equazioni
del
6.2 (b)
secondo
ordine
(b)
Zyy"
= (y')
(y I ) 2
( d)
yy"
+ ( y I) 2 = o
[ (a) Poniamo z(y.) = y',
da cui y" = zz'.
(a)
2yy"
( C) yy"
1 + (y')2
=
=
primo ordine
= O non è soluzione):
ti che y
log (l+z
2
)
- j'
+ z'
2z d~.
l
f
2
Si ottie_ne l'equazione
1 + z 2 • Separando le variabili
2yzz'
In
per c 1 =O. Si confron-
del
abbiamo (si no-
dy
y
cioè 1 + z 2 = c 1 y, cioè ancora z= ± / c 1 y-l
Ricordando che y' ~ z, risolviamo
rando le variabili
-C2 I -c l y-1
=
J
l
In forma cartesiana
y(x)
si ha infine
le equazioni
y'= ± / c 1 y-l
sepa-
359
{b) y{x)
(c) y(x)
(d) y(x)
6.19 D~terminare,
per ogni valore
dei parametri
li a,b, tutte
le soluzioni
dell'equazione
renziale
y"
b
-
z ( z' In corrispondenza
=Osi
IzI=
diviene
~
z )=O •
y-a
a z=O otteniamo le soluzioni
z' - bz/(y-a)
log
da cui,
o
y', da cui y" = zz'. L'equazione
[Poniamo z(y)
equazione
(y')2
y-a
f
risolve
dz
z
separando
b dy
f
costanti.
y-:
a
risolviamo
l'equazione
= log (c l
differenziale
1-b
Conglobando il fattore
=
f
=
f
1-b nelle costanti
la
.b
I y-a I b.
b
Essendo
(limitan-
le variabili
e 1 dx
c 1 , c 2 , OLteniamo la rap -
presentazione
Se invece b=l risulta
Iy-a I
y'=c 1 (y-a)
doci al caso y > a e supponendo b f 1) separando
(y-a)
1-b
Altrimenti
le variabili
pur di cambiare il segno di c 1 , z(y) = c 1
y' = z(y),
readiffe
y(x) = ~ +·ec 1x + c 2
]
360
6.20
Risolvere
do ordine
le
equazioni
differenziali
(a)
yy"
(b)
yy"
(e)
yy"
- (y I) 3 = o
- (y I) 2 - (y I) 3 = o
- (y I) 2 + (y I) 3 o
(d)
yy"
- (y I) 2 - y2y'
(e)
yy"
+
(y I) 2
(b) y = e;
y-(l/c
1
(c) y = c;
y-(l/c
1
=o
y(y')3
+
c 1 y 2 +y=x+c
(d) y = c 1 e
secon-
(y I) 2
+
[(a)y=c;
del
o
=
2 .
)
log c 1 y = c 2 - x.
)
log c 1 y = x-c 2 •
(x+c 2 )/c 1 /
[
· (x+c 2 )/c 1 ]
1 -e
y(x)
=-1/(x+c).
(e) y=c;
6.21
Risolvere
l'equazione
differenziale
y"
(y I) 2
[ L'incognita
z(y)
= y'
soddisfa
l 'equazior.e
differenziale
del primo or-
dine
che si
z'
y 2 -1
z
y(l+y 2)
risolve
separando
le variabili
I
log
Iz I =
1)
J (-l+y2 - -y
2y
dy = log
(
c 1 l+yy2)
,
segno di c 1 , z = c 1 (l+y 2 )/y.
di nuovo le variabili,
otteniamo
da cui,
pur di cambiare
che y'=z,
separando
il
Ricordando
361
2y
l+y2
dy =
problema
di
f
log (l+y 2 )
da cui y(x)
6.22
Risolvere
y"
il
+ 2 seny
{ y(l)
=
O;
Cauchy
o
cos 3 y =
y'(l)";=
1
[Con la sostituzione
z(y) = y' (y" = zz')
=O, da cui, separando le variabili,
J z dz
2
otteniamo
J -2 seny cos y dy
3
Quindi z 2 = c 1 + cos 4 y. Nel determinare
1
= -
2
zz' + 2 seny cos 3 y=
(cos 4 y +· c 1 )
la costante
•
c 1 è opportuno:r;i
cordare che z è funzione di y; più esplicitamente,
z=z(y(x)).
Per x=~
risulta y=O e y' = z = 1. Perciò, sostituendo
i valori y=O e z=l otteniamo 1 2 = c 1 + 1 4 , da cui c 1 = O. Quindi z 2 = cos 4 y, cioè z=± cos2y
Affinchè
risulti
z=l per y=O occorre
scegliere
il segno positivo;
per-
ciò z = cos 2 y.
Essendo y' = z, si perviene
all'equazione
differenziale
y'=cos
2
y,
che ha come soluzioni
tg y =
Ricordando che y = O per x = 1, si ottiene
6.23
= - 1.
In definitfra,
= ar~tg
(x-1)
Risolvere
(a)
la
soluzione
tg O= 1 + c 2 , da cui c 2 =
del problema
]
i problemi
di
Cauchy
y"
cosy
= O
+
seny
{ y ( 1) =O;y'(l)
-1
di cauchy è y(x)
=
362
+ (y')'seny
{ y"cosy
= y'
(b)
y(O)
T1/6; y'(0)=-1/2
e
1-x
-1
= 2 arctg "T-"x-"
e
+l
[ (a) y(x)
TI
2
+ 2 arctg
e
1-x
(vale l'identità
perché le due funzioni sono uguali per x=l ed
le derivate identicamente uguali fra loro).
X
(b) y(x) = 2 .arctg (-e tg( TI/12))
6.24 Risolvere
i problemi
hanno
]
di Cauchy
y" = 3y 5
(a)
{ y(Z)=-1;
y"
y'(Z)=-1
= yS + 1
(b)
{ y(Z)=-1;
y'(Z)=O
[ (a) y(x) = - 1/ / 5-2x ; (b) la soluzione
costante y= ••. ]
6.25 Risolvere
{
il
problema
(l+y2)
y"
y(4)
O; y'(4)
è inunediatal E' la
funzione
di Cauchy
= y(y')2
= 1
[ Con la sostituzione
z(y)=y', essendo y"=zz', l'equazione differenziale
si trasfom.a in (l+y 2 )zz' = yz~. In corrispondenza a z=O si hanno le
funzioni y = costante, che però non verificano la condizione iniziale
y'(4)=1 e quindi non sono soluzioni del problema di Cauchy. Per z I O
otteniamo (l+y 2 )z' = ~z cioè, separando ie variabili
363
y
l+y2
l
dy
2
log ( l +y 2 ) + c 1
Per x•4 risulta y=O e y'=z=l; ponendo y=O e z=l si detennina c 1 = O •
Perciò
I z = / l +y 2 ed ancora, essendo z=y' = l > O in corrispondenza di x=4, abbiamo z = /i+y2. Per separazione delle variabili
si
ha (z = y' = dy/dx)
I
f /:+y J
2
L'integrale
=
dx = x + c 2 •
a primo membrosi calcola
ponendo t = y+
per sostituzione,
+ /1+y 2
(si veda l'esercizio
4.119 del 1° volume, parte seconda).Una primi ti va di l / / l+y 2 è log I y+ / l+y 2
L'equazione in fonna
implicita che definisce y(x) è quindi log I y+ /1+y 2 I= x + c •
In
I.
2
base alla condizione iniziale y(4)=0 si ottiene c 2 =-4 e ~g(y+/i+y2" )=
=x-4, dato che l'argomento del logaritmo è positivo in un intorno
di
y=O. Con semplici calcoli si ricava y(x):
/""i+y"'2 = e
x-4
-y
=>
2y e
x-4
= (e
x-4
) 2
-
1
x-4 -(x-4)
ed infine· y(x)=(e
-e
· )/2 = senh(x-4).
Si arriva àl risultato
fi
nale più rapidamente ricordando che <ina primitiva
della funzione y ➔
➔ 1/ / l+y 2 è il settore seno iperbolico di y ]
6.26
Si consideri
il
problema
di
y I (O)
(a)
(b)
Cauchy
= o
Verificare
che il problema
ha più di una s~
luzione.
Spiegare
perchè
non vale
il teorema
di Cauchy di (esistenza
e) unicità.
[(a) Si vede subito che la funzione y(x)=O per ogni x ER è una soluzione. Con il metodo basato sulla sostituzione
z(y)=y' si trova, ad esem-
364
pio,
y(x) = x 4 /144. ·(b) L'equazione
anche la soluzione
è nella
forma normale y"=f(y) ,· con f funzione continua,
se c 1 (e nerranenoLipschitziana).
tesi del teorema di Cauchy ]
6.27
differenziale
ma non di cla2,
Perciò non sono soddisfatte
le ipo-
Sia y=y(x) una funzione
derivabile
due volte
un intervallo
di R. La curvatura
del grafico
y(x) nel punto
x è data del rapporto
in
di
Il
[ 1+ (y 1) 2] 3/2
le funzioni
y(x) il
costante,
uguale
a k.
Determinare
curvatura
[ Si deve risolvere
l'equazione
differenziale
cui
grafico
ha
del secondo ordine
= k .
[1+(y')2 ]3/2
Se k ~ O risulta
y"=O, da cui y(x) • c 1 x + c 2 ; perciò,
fini~ione
le rette
data,
(e soltanto
le rette)
camente uguale a zero.
Se kfaC, posto z(y). = y' ed essendo y"=zz' si ottiene
= k, da cui,
separando
secondo la d~
hanno curvatura
3/2
zz' / [1+z 2] =
le variabili
-[1+z2]-1/2=J
zdz.
[1+z2]3/2
=kf dy=k(y+cl)
ed elevando entrambi i membri al quadrato (tenendo presente
c1 )
< O)
1
l+z 2
identi-
k ~ (y+c l)
2_
Ricordando che z = y' abbiamo
=>
z2= l-k2 (y+c1)2
k2 (y+c 1)2
che k(y
+
365
1
±
Risulta
/ 1-k 2 (y+c 1)2
k
1-k 2 (y+c 1 ) 2 = k 2 (x+c Z) 2 , cioè anche (x+c 2 )2+(y-+cJ 2 =
infine
Ik I e
= 1/k 2 • Si tratta della famiglia di circonferenze
di raggio 1/
centro in un generico punto di coordinate
(-c 2 , -c 1 ). Notiamo
anche in generale,
la quantità
[ l+(y')
2 ]
che,
3/2
I y" I
raggio
è chiamata
Relativamente
curvatura.
nostra
equazione
k(y + c 1 ) < o, otteniamo
deve essere
le figure
di
alla
6.1,
differenziale,
ricordando
per k 1·0 le soluzioni
.che
(si vedano
6.2):
(se k > O)
y(x)=-c 1 + / 1/k 2 - (K+c 2 ) 2
y
curvatura=
y
k> O
(se k < O)
]
= k< O
curvatura
1
'-------
/
__
l
X
figura
6.1
fil
__- ---
X
figura
6.7.
366
6. 28 Trovare
le
curve
piane
il
cui
raggio
di
curvatura
r =
è uguale
compreso
alla
tra
la
lunghezza
del segmento
curva
e l'asse
delle
di normale
ascisse.
Il segmento di normale compreso tra la curva e l'asse delle ascisse è
rappresentato
in figura 5.4. La si"ia lunghezza vale (si veda l'esercì
2 + y 2 . Occorre perciò risolvere
zio 5.21)
/(yy')
l'equazione diff~
renziale
J
[1+(y')2
3/2
Posto z(y)=y' risulta
cando, si ottiene
t
IY°'
/ (yy')2
y"
zz'
l+z 2
zz',
1
2
da cui, elevando al quadrato e semplifi
1
± -
y
Consideriamo separatamente
biamo
7
+ y2
log(l+z 2 )=
il segno+ ed il segno
f
f~
zdz
l+z 2
dy = log (c 1 y)
con c 1 I O, da cui l+z 2 = cf y 2 ed ancora z= ±/c~
che z=y'
Nel primo caso ab-
y 2 - 1.
Ricordando
dy/dK, abiarno
±
f
dx
L'integrale
a primo membro si risolve tramite la funzione inversa
del
coseno iperbolico;
oppure, ad esemp.io, con la sostituzione
/c~ y 2 -1 =
= t - c 1 y (si veda il paragrafo
4G del 1° volume, parte seconda),
per
cui, elevando al quadrato, si ha y:(t+l/t)/(2c
),
da
cui
1
dy
1
t-c l y
Perciò
f
Dalla
dy
relazione
noti
1
cl
/cfy2-l
si ricava
(si
diviene
l'integrale
f
implicita
1
:t
Ic 1Y+ /cfy2-l
log
Cl
I • "·
log
la y:
che cosh(t)
= cosh(-t).
- log ( c 1 y) ( c 1 I O), da cui
± / (1-c i y 2 )/(ci
Nel caso del segno
/ 1 +z 2
1/(c
y 2 ) • Ponendo z=y'=dy/dx
- abbiamo
1 y)
ed
e separando
log/1+z 2 •
ancora
z =
le variabi-
li otteniamo
1
Si tratta
= 1/c
6D.
= ±
della
famiglia
di circonferenze
di
ordin=
dx = ± (x+c 2 ) •
di equazione
f ]
Eq~azioni
condo
f
s~periore
y 2 +p,+c 2 ) 2
al
se-
Per risolvere
un'equazione
differenziale
di ordi
ne superiore
al secondo,
ammesso che sia
possibile
per via analitica,
può essere
utile
sostituire
la:fu!!_
zione
incognita
y(x)
con una sua derivata
(z=y',
CJ
pure z=y",
oppure ... ) in modo da abbassare
l'oniins::
dell'equazione;
però è necessario
che l'equazione
clif
ferenziale
non dipenda
esplicitamente
da x,
oppure
day,
oppure
da y,y',
oppure
da ...
Vediamo
alcuni
esempi.
368
6.29
Risolvere,
per x > O, le
li del terzo
ordine
(a)
y"'
2 ~
(b)
y"'
2 ~
(e)
y"'
l.:L.'..
differenzia-
v~
X
Zx ✓yf'f
+
X
X
[ (a) Dato che nell'equazione
differenziale
non compaiono
Essendo
te y e y',
è opportuno
porre
z(x)
l'equazione
del primo
ordine
in z:
z' = 2
che è del tipo
= 2t -
equazioni
= y"(x).
esplicitamen-
z' =y"',
otteniamo,
z' = g(z/x),
con g(t)=
~ - •'=
V;_
X
di Bernoulli
(ed anche del tipo
/t ). In base al metodo di Bernoulli
(paragrafo
mo entrambi
i membri dell'equazione
in cui
> O; notiamo
anche che z
= O è una soluzione
(y"=z=O) y(x)
= c 1x + c2
è soluzione
z(x)
spondenza
terzo
ordine)
l'equazione
e poniamo
1
1
X
2 ;;-
di a(x)
1/x è, per x > O, A(x)
f
( - /ix
e-A(x)
-3/2
z=w 2 = ( h
che y"(x)=z(x),
)
dx = X (x
X
Ne risulta
/~
(nel
caso
ed in corri
dell'equazione
del
lineare
w' ;;: - w
w(x)=/(x)
per
w = ;;: • Essendo w' = z' /(2 ;;: ) , otteniamo
differenziale
Una primitiva
X > O:
differenziale
5B), dividia-
+ Cl
integrando
X)
2
logx.
Perciò,
per
dx
-1/2
+ Cl
= X + 2c l X
due volte,
)
3/2
otteniamo
•
+ C~ X2
infine
Ricordando
369
f
y'(x)
=
y(x)=
f
(b) y(x)
2-x
K2
z(x)dx
2
4
6
+6
+2-c
30
10
l
C
5
x3
y' (x)dx
1
5/2
+ -
+ -
K
l
3
7/2
8
c1K
35
x 5 +2-c
2
12
l
+
c
f x3 + c 2
1
C
12
f
+ c2 x + c 3 .
X 4
x 4 + c 2 x + c 3 , oltre
a y(x ) =c 1 x+
(c) y(x)
6.30
Risolvere
ordine
le
(a)
y'y'"
(b)
y'y"'
-
equazioni
+
(y 11 ) 2
[(a) Nell'equazione
tre
=y'", otteniamo
l'equazione
la y (ol -
porre
z'=y",
z"=
precedente)
e
2
g(z,z'
che si risolve
con la sostituzione
dz'
dw(z)
dw
dx
dx
dz
che si scompone in w
nel paragrafo
w(z) = z'.
dz
dx
di primo ordine
= w'z'
nella
otteniamo
Essendo
= w'w,
variabile
w:
= O ( ci_oè z' =O, cioè ancora z=c e quindi y( x) =
= c 1 x + c 2 ) ed in zw' - w = o. Ricordando
le variabili
essendo
= O
,z")=O (considerato
l'equazione
z(x)=y'(x);
del secondo ordine
che è del tipo
otteniamo
non compare esplicitamente
opportuno
zz" - (z')
z"
terzo
O
differenziale
che la x); è perciò
del
= O
2
(y")
differenziali
1
che w' = dw/dz,
separando
3 70
log
dz
Iw I = J :
Jz
da cui, pur di cambiare il segno di c 1 , w = c 1 z, cioè z'=c 1 z.
Si
tratta di un'equazione
lineare del primo ordine che ha per soluzioni
c x
Infine, essendo y'(x) = z(x), abbiamo y(x) = (c 2 /c 1 )e 1 + c 3 ,
se
c 1 1 o, altrimenti
y(x) = c 2 x + c 3 (soluzioni che avevamo già trov~
tro in precedenza).
(b) Come in (a) si pone z(x)=y'(x) e w(z)=z'; si trovano le condizioni w=Ooppure zw' + w = O. In corrispondenza risulta
z(x)=c 1 (y(x) =
=e 1 x + c 2 ) oppure
dw
Iw I = J w
log
J
dz
z
log
da cui, pur di cambiare
il segno di c 1
separando le variabili
si trova z(x) = ± I c 1 x+c 2
w=c 1 /z. Essendo z'=w=c 1 /z,
(pur di
cambiare
2c 1 con e 1 ). Infine
Jz(x)dx
6.31
±
J
dx
con c 1 1 O, oltre
a y(x)
Risolvere
problema
di Cauchy
y(x)=
il
y"'
{ y (O)
[ La funzione
z(x)
2
- y"
y I (O)
2.
[ (x-l)y"]
= 3;
y"(x)
soddisfa
l'equazione
ordine
z'
[ (x-l)z
] 2
-
z ,
'
y" (o)
differenziale
1
del primo
371
che è del
tipo
di Bernoulli;
che z
= O non soddisfa
giunge
all'equazione
che ammette
iniziale
condizione
w'
(x-1)
2
= w -
permette
condizio!le ,
dato
che
conto
della
2 + 1) e
= l/(x
= arctg
= 2, si trova
c 1 ; infatti,
x + c2
c 2 = 2;
infine,
tenendo
- log
/ l+x 2
J
(IV)
le soluzioni
quarto
ordine
+ (y"')
= y"'
soddisfa
+ z 2 =Oche,
risolta
dell'
= 0
2
l' eq1.J<!zione differenziale
per
equazione
separazione
delle
del primo
variabili,
O!:
dà
risultato
z(x)
-
Infine,
a z = y"'
z=-x/(l+c
se z = - x/(l+c
=Osi
ha y(x)
x) con c 1 =O risulta
1
1 x)
-x
z (x)
e
O
In corrispondenza
.so particolare
= c 1 x 2 +c 2 x+c 3 • Nel cay'" = z = - x, da
cui
con c 1 I O, abbiamo
+-
y"(x)=
1
c2
1
poi
si
,
z(x)
z(x)dx
tµtte
del
z(x)
noti
ordine
di determinare
= 3 + 2x + x arctgx
x2y
x 2 z'
(si
= 1)
y(O) = 3, risulta
Determinare
differenziale
[ La funzione
I
=
w(x)=l/z(x)
z(O) = y"(O)
w(}!) = c 1 ex + x 2 + 1. La
generale
y'(O)
iniziale
y(x)
il
primo
= 1, è c 1 =O. Perciò
Dovendo essere
dine
del
l'integrale
y'(x)
iniziale
lineare
z(O)=y"(O)=l
w(O)=l/z(O)
6.32
con la sostituzione
la condizione
y(x)
si
ottiene
integrando
due volte
y"(x)]
372
6.33
Sian>
1, f(x)
una funzione
continua
tervallo
I e sia x 0 el. Vérificare
che
zione del problema
di Cauchy
in un inla solu -
y<n)= f(x)
{Y(xo) =y( 0) ,• Y Xo -y (1).
. (n-1) (
)(n-1)
o • • • • •Y
Xo -y o
,
1 (
)-
0
Con
(O) Y (1)
(y 0
,
sentata,
y(x)=
0
,
per
xeI,
n-1
k!
L
k=O
(n-1)°)
eR , puo
nella
forma
,Yo
•••
n
,
f
(k)
Yo
(x-x 0 )k
+
essere
x
X
f(t)
rappre
(x - t)
-
n-1
(n-1)
dt.
!
o
[ In base al teorema di Cauchy (per le equazioni lineari)
il problema ha
una sola soluzione y(x) definita in I. La fonnula di Taylor.(valida per
ogni funzione derivabile
n volte con derivata n-sima continua)di y(x),
di punto iniziale
x 0 e con il resto in forma integrale (si veda l'ese~
cizio l.84(a)),
fornisce la rappresentazione
(x-x)
y(x)
k
+
f
X
si noti che y(x) ha derivata
X
y (n) (t)
dt;
o
n-sima continua,
(k)
essendo y
ogni x E I. Tenendo anche presente
che y
= O,l, •.• ,n-1,
come indicato
y(x) si rappresenta
n-1
(x-t)
(n-1) !
(k)
(x 0 ) = y 0
(n)
(x)=f(x)
per
nell'enunciato
per
ogni
k =
]
La parte seconda del 2° volume di esercizi contiene i seguenti capitoli:
- MASSIMI E MINIMI PER LE FUNZIONI DI Più VARIABILI
- MISURA ED INTEGRAZIONE IN R"
- METODI DI CALCOLO PER GLI INTEGRALI MULTIPLI
- FUNZIONI IMPLICITE
- INTEGRALI SU CURVE E SUPERFICI
- FORME DIFFERENZIALI
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