Uploaded by Ermela Kripa

2011 03 11 Ermando Bozza

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LA REVISIONE DELLE
VOCI CRITICHE DI BILANCIO
Ermando Bozza
11 marzo 2011
Hotel Maggior Consiglio - Treviso
SOMMARIO
La revisione delle immobilizzazioni immateriali e
degli oneri pluriennali.
La revisione dei crediti commerciali.
La revisione delle disponibilità liquide.
La revisione delle rimanenze.
2
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI
IMMATERIALI E DEGLI ONERI PLURIENNALI
3
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
La verifica dell’area IMMOBILIZZAZIONI
IMMATERIALI presenta numerose insidie per cui
richiede al revisore un approccio sistematico basato
su efficaci procedure di revisione.
FASE DI
INTERIM
(ultimi mesi
dell’esercizio)
FASE DI
FINAL
(dopo che l’azienda ha
chiuso il bilancio)
Lavoro preparatorio di rilevazione e
studio delle procedure utilizzate per
gestire contabilmente la voce di
bilancio
Analisi e valutazione del SCI (grado di
attendibilità →audit risk)
Procedure di analisi comparativa
Audit program (natura e estensione
delle verifiche in fase final)
Verifiche di carattere
sostanziale dirette ad accertare
la corretta rappresentazione e
valutazione della voce in
bilancio
4
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
I principali OBIETTIVI (asserzioni) della
revisione della voce di bilancio sono:
1.Appropriata iscrizione in bilancio
Occorre accertare che l’iscrizione avvenga in conformità alle disposizioni di
legge e ai corretti principi contabili
2. Corretta valutazione
Occorre accertare che la valutazione (iscrizione + ammortamenti) sia
conforme alle disposizioni di legge e ai corretti principi contabili
3.Corretta esposizione in bilancio
Occorre accertare che siano rappresentate in bilancio in conformità alle
disposizioni di legge e ai corretti principi contabili con particolare riferimento
alla classificazione delle voci e alla completezza delle informazioni nonché
all’uniformità dei principi contabili seguiti rispetto al precedente esercizio.
4.Diritti e obblighi
Occorre accertare che l’azienda possiede diritti sulle immobilizzazioni
iscritte
5
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ES. DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI REVISIONE
Rischio intrinseco: ALTO (soggettività delle
valutazioni e tendenza a manipolare il bilancio
per crisi aziendale e PFN rilevante)
Rischio di controllo: ALTO (la società non è
adeguatamente strutturata per formulare piani
industriale e budget pluriennali)
RISCHIO DI INDIVIDUAZIONE: BASSO
6
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
PROCEDURE DI ANALISI COMPARATIVA
STATO PATRIMONIALE
Immobilizzazioni Immateriali
2010
131
% su
attivo
10
% su
PN
43,6
NOTE
Rischio art. 2446
c.c.
…
Totale Attivo
Patrimonio netto
1.000
300
7
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ESEMPIO CARTA DI LAVORO DI ANALISI DEL RISCHIO
IMMOBILIZZAZIONI IMM.LI IMMATERIALI
RISCHIO INTRINSECO: ALTO
Il rischio è stato valutato alto per la soggettività delle stime in termini di capitalizzazione; il peso % della voce sul PN (circa 35%) e la
presenza di perdite operative e crisi di impresa che potrebbero portare a non svalutare/capitalizzare
Processi che influenzano il conto:
ROUTINE
NON ROUTINE
STIMA
Ammortamenti
Acquisti
Svalutazioni per impairment
PROCEDURE
SELEZIONE
Analisi processi aziendali
Analytical Review
SI
SI
Test di validità
SI
NOTE
Raffronto ammortamenti con quelli dell’esercizio
precedente.
Determinare % ammortamento sul costo storico ed
effettuare il raffronto con il precedente esercizio.
Verifica incrementi / decrementi dell’esercizio
Ricalcolo ammortamenti esercizio; analisi
impairment
Si è deciso di non fare affidamento sulle procedure di controllo interno e quindi sull’affidabilità dei
controlli. Per tale motivo il rischio di controllo si è considerato ALTO.
In virtù di ciò si rende necessaria l’effettuazione di test di validità sia generali che specifici
insieme alle analisi di analytical reviews.
L’estensione delle verifiche è nel complesso ALTA, pertanto le coperture delle voci di bilancio
oggetto della verifica saranno estese.
8
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
RISCHIO INTRINSECO MOLTO
ELEVATO
ELEVATO RISCHIO
DI REVISIONE
Bassa affidabilità
del sistema di
controllo interno
BASSO RISCHIO DI
INDIVIDUAZIONE
TEST DI VALIDITÀ ESTESI
(campionamento totale o molto esteso)
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LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
L’AUDIT PROGRAM DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
OBIETTIVI DELLA REVISIONE
Verifiche da eseguire
PresentazioCompletez- Diritti e Valuta- ne e
Rif. Carta di
za
obblighi zione informativa lavoro
Acquisizione dettaglio delle immobilizzazioni immateriali (saldo
iniziale; acquisizioni; alienazioni; ammortamenti; svalutazioni;
saldo finale) con l'indicazione dei criteri di capitalizzazione
x
Effettuare l'analisi delle variazioni dell'esercizio collegando i saldi
con le lead schedule e i fogli di lavoro dell'esercizio precedente
x
x
x
x
Verificare (eventualmente a campione) la documentazione di
supporto per accertarne la corretta capitalizzazione e classificazione
Verificare la sussistenza dei requisiti di capitalizzazione per le
immobilizzazioni iscritte in precedenti esercizi
Effettuare il ricalcolo (eventualmente a campione) degli
ammortamenti dell'esercizio
Accertare l'uniformità di applicazione dei criteri di valutazione
rispetto all'esercizio precedente
Esprimere un giudizio sul valore esposto in bilancio
x
x
x
x
x
x
10
ES. LEAD SCHEDULE
CLIENTE: ABC SPA
Incarico:Revisione legale dei conti
Periodo:
Descrizione
B 1) Spese di impianto e ampliamento
B 2)Spese di ricerca e sviluppo, pubblicità
B 3) Diritti di brevetto, ecc.
B 4) Concessioni, licenze, ecc.
B 5) Avviamento
B 6) Imm.li in c.so e acconti
B 7) Altre
TOTALE B IMMOBILIZZ. IMMATERIALI
DATA:
16-mar-11 Sez.
B
Prep.: EB
31/12/2010
Riv.:
LEAD SCHEDULE
B IMMOBILIZZAZIONI
2010
2009 Delta Delta% Ref.
4.000
8.000 - 4.000
-50% B100
62.000
33.000 29.000
88% B200
65.000
131.000
74.286 - 9.286
115.286
15.714
-13% B500
14%
11
ES. SUB-LEAD SPESE DI IMPIANTO
CLIENTE: ABC SPA
DATA:
16-mar-11 Sez.
Incarico:Revisione legale dei conti
B
Prep.:
Periodo:
31/12/2010
EB
Riv.:
SUB LEAD SCHEDULE
B 100 spese di impianto...
cod.coge Descrizione
s.do iniziale Increm.
Decrem.
S.do finale
10/01/100 Spese di costituzione
2.500
-
-
2.500
10/01/200 Spese per modifiche statutarie
3.500
-
-
3.500
10/01/300 Spese di ampliamento (start-up)
20.000
10/01/910 Fondo ammort. spese costituzione
-
2.500
10/01/920 Fondo ammort. spese modif. stat.
-
12.000
10/01/930 Fondo ammort. spese ampliamento (start-up)
-
TOTALE B 100
Ref.WP
20.000
-
3.500 -
4.000
8.000 -
4.000
-
-
-
2.500
-
12.000
-
7.500
4.000
12
ES. SUB LEAD R & D
CLIENTE: ABC SPA
DATA:
16-mar-11 Sez.
Incarico:Revisione legale dei conti
B
Prep.:
Periodo:
31/12/2010
EB
Riv.:
SUB LEAD SCHEDULE
B 200 spese R & D
cod.coge Descrizione
s.do iniziale Increm.
Decrem.
10/02/100 Spese ricerca e sviluppo da amm.
55.000
50.000
10/02/200 Spese di pubblicita' da ammort.
-
-
22.000 -
21.000
10/02/910 Fondo ammort. spese ricer. svil.
10/02/920 Fondo ammort. spese pubblicita'
TOTALE B 200
-
S.do finale Ref.WP
105.000
-
33.000
43.000
-
29.000
-
62.000
13
ES. SUB LEAD AVVIAMENTO
CLIENTE: ABC SPA
DATA:
16-mar-11 Sez.
Incarico:Revisione legale dei conti
Periodo:
B
Prep.:
31/12/2010
EB
Riv.:
SUB LEAD SCHEDULE
B 500 AVVIAMENTO
cod.coge Descrizione
10/05/100 Avviamento
10/05/910 Fondo ammort. avviamento
TOTALE B 500
s.do iniziale Increm.
Decrem. S.do finale Ref.WP
139.286
-
139.286
- 65.000 -
9.286
- - 74.286
74.286 -
9.286
-
65.000
14
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
PRINCIPI GENERALI
I “beni immateriali” entrano a far parte del patrimonio aziendale
attraverso l’acquisizione sul mercato o la produzione interna di un
bene o un diritto (es. marchi e brevetti).
Gli “oneri pluriennali”, non sono collegati all’acquisizione di beni o
diritti, ma in presenza di determinati requisiti sono considerabili
immobilizzazioni immateriali (es. spese per ricerca e sviluppo).
L’“Avviamento” è l’eccedenza del costo sostenuto per l’acquisizione
di un’azienda rispetto al valore corrente dei beni e degli altri
elementi patrimoniali acquisiti.
Il legislatore non ha
utilità pluriennale e,
Sindacale l’obbligo
capitalizzazione degli
Rischio
intrinseco
più alto
individuato precisamente i costi e le spese ad
per sopperire, ha posto in capo al Collegio
di esprimere un consenso ai fini della
oneri pluriennali
Il Pc n. 24 Oic ha chiarito che per i costi ad utilizzo pluriennale (spese di
impianto e ampliamento, spese di ricerca e sviluppo e di pubblicità), la
capitalizzazione è facoltativa
15
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
CARATTERISTICHE
+ Avviamento
Obbligo di capitalizzazione
Facoltà di capitalizzazione
16
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
OIC N.24
La facoltà concessa di capitalizzazione “< non
deve essere intesa come uno strumento per
politiche di bilancio finalizzate
all’alleggerimento del conto economico
dell’impresa di costi che potrebbero
significativamente ridurre i risultati economici
della stessa, né la capitalizzazione di tutti quei
costi è l’automatica conseguenza del fatto che
gli stessi siano sostenuti <”
Porre estrema attenzione ai casi in cui si è vicini alle soglie di
riduzione del capitale sociale per perdite al di sotto del minimo
legale (artt. 2446-2447 c.c. per le S.p.a. e artt. 2482-bis e 2482-ter
per le S.r.l.)
17
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
LA RILEVAZIONE CONTABILE (OIC N.24)
Le immobilizzazioni immateriali possono essere acquisite:
1. a titolo di proprietà
2. a titolo di godimento
3. tramite realizzazione in economia
Non possono essere capitalizzati:
• I beni immateriali acquisiti gratuitamente
• I costi precedentemente addebitati a CE
• L’avviamento generato internamente
CONFIGURAZIONE DI COSTO:
• costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori e al netto di sconti commerciali;
• costo di produzione: costi diretti + indiretti di produzione (per la parte
ragionevolmente attribuibile ed escluse spese generali ed amministrative) + interessi su
finanziamenti specifici (eventualmente)
• Le immobilizzazioni immateriali in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio
al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio
se la riduzione è ritenuta durevole.
18
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
COSTI DI IMPIANTO ED AMPLIAMENTO
19
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
COSTI DI IMPIANTO ED AMPLIAMENTO
Restano esclusi da qualsiasi possibilità di
capitalizzazione
Gli incentivi all’esodo e/o i costi sostenuti per la messa in mobilità del
personale dipendente, anche se derivanti da una più articolata e profonda
ristrutturazione aziendale, destinata all’ottimizzazione del processo
produttivo o per il raggiungimento di una migliore organizzazione
dell’impresa. Si tratta di costi sostenuti per rimuovere inefficienze
produttive, commerciali e amministrative che non generano maggiori flussi
di ricavi.
Attenzione alla norma fiscale contenuta nel comma 4 dell’art. 108 del
TUIR: “i costi di impianto e di ampliamento sono deducibili a partire
dall’esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi”:
ai fini civilistici occorre comunque stanziare la quota ammortamento,
oltre che le imposte differite attive, ed effettuare in dichiarazione la
pertinente variazione in aumento.
20
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ONERI PLURIENNALI: COSTI DI IMPIANTO ED
AMPLIAMENTO
Il “recupero” dei costi di impianto e di ampliamento può essere
ottenuto soltanto attraverso l’uso.
Sono infatti previsti alcuni vincoli per la loro iscrizione nell’attivo
di stato patrimoniale:
l’obbligo di richiesta del consenso al Collegio Sindacale;
la necessità di dimostrare la congruenza e il rapporto causaeffetto tra tali costi ed il beneficio che dagli stessi l’impresa si
attende;
fino al termine del procedimento di ammortamento possono
essere distribuiti dividendi solo se ci sono riserve disponibili
sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.
21
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ONERI PLURIENNALI: COSTI DI IMPIANTO ED
AMPLIAMENTO
Il mantenimento nell’attivo:
è condizionato al permanere della utilità futura;
e l’ammontare iscritto nell’attivo non può superare il valore
stimato dell’utilità futura attesa.
Se tali oneri non si riferiscono a progetti specificatamente
identificabili dell’impresa (es. avviamento di una nuove divisione
operativa, costituzione di una nuova impresa), il beneficio atteso è
costituito dalla futura redditività dell’impresa.
In presenza di previsioni di perdite gestionali è necessario
riuscire a dimostrare la recuperabilità di tali costi.
22
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
SPESE DI RICERCA E SVILUPPO
Costi per la
ricerca di base
Costi di ricerca e
sviluppo riferiti a
specifici progetti
devono essere iscritti
in conto economico
possono, in presenza di
determinati requisiti,
essere capitalizzati e quindi
iscritti in stato patrimoniale
Sono una delle tipologie che danno luogo a maggiori difficoltà
interpretative anche perché il legislatore non ha ritenuto di stabilirne il
contenuto né di darne definizione specifica
23
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
PRINCIPI GENERALI
RICERCA DI BASE
Insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche
che non hanno una finalità definita con precisione
ma che è da considerarsi di utilità generica
all’impresa. Sono nella sostanza di supporto
ordinario alla attività per cui non sono
capitalizzabili.
RICERCA APPLICATA
Insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche
che si riferiscono direttamente alla possibilità ed
utilità di realizzare uno specifico progetto
SVILUPPO
Applicazione dei risultati della ricerca applicata o
di altre conoscenze possedute o acquisite in un
progetto o programma per la produzione di beni,
processi, sistemi o servizi nuovi
IAS n. 38 – UNICI CAPITALIZZABILI
24
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
R&S: REQUISITI PER LA CAPITALIZZAZIONE
Prodotto o processo chiaramente definito.
Costi identificabili e misurabili.
Progetto tecnicamente fattibile.
Disponibilità di risorse finanziarie sufficienti a completare
l’attività.
Recuperabilità attraverso ricavi futuri.
Richiesta del consenso al Collegio Sindacale, ove
esistente.
Il revisore deve verificare la presenza di tutti i requisiti richiesti
25
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ESEMPIO DI COSTI DI RICERCA
E SVILUPPO CAPITALIZZABILI
Retribuzione del personale impegnato nelle attività di ricerca e
sviluppo.
Costi dei materiali e dei servizi impiegati nell’attività di R&D.
Ammortamenti di beni strumentali nella misura in cui sono impiegati
nelle attività di R&D.
Costi indiretti, diversi da quelli amministrativi e generali, relativi
all’attività di R&D.
Interessi passivi sostenuti a fronte di specifici finanziamenti.
Altri costi quali ammortamenti di brevetti e licenze, nella misura in cui
sono impiegati nell’attività di R&D.
26
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
SPESE DI PUBBLICITÀ: ISCRIZIONE IN BILANCIO
REGOLA GENERALE
costi di pubblicità
devono essere iscritti
in conto economico
Costi di pubblicità
collegati al “lancio” di
un nuovo prodotto
possono, in presenza di
determinati requisiti,
essere capitalizzati e quindi
iscritti in stato patrimoniale
Non è previsto dalle norme e dai principi
comunitari e internazionali
Possibilità di capitalizzazione
particolarmente limitata
27
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
SPESE DI PUBBLICITÀ: CAPITALIZZAZIONE
I costi devono possedere carattere di eccezionalità e
non di ricorrenza.
Si deve trattare di costi collegati al “lancio” di un nuovo
prodotto e non “di sostegno” a prodotti già esistenti.
(Assimilazione ai costi di impianto e ampliamento).
L’impresa deve avere “ragionevole aspettativa di
importanti e duraturi ritorni economici” (OIC 24).
Richiesta del consenso al Collegio Sindacale, ove
esistente.
La possibilità di capitalizzare tali oneri è molto limitata, il revisore deve
considerare elevato il rischio di errata valutazione in caso
di presenza nell’attivo di S.P. di tali oneri nelle PMI
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LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
DIRITTI DI BREVETTO INDUSTRIALE E DIRITTI DI UTILIZZAZIONE
DELLE OPERE DELL’INGEGNO, DIRITTI DI AUTORE
Rientrano nel novero delle “creazioni intellettuali” tutelate giuridicamente tramite
diritto di esclusivo sfruttamento dell’invenzione.
Il semplice rilascio del diritto di brevetto non può costituire in sé ragione sufficiente
per l’iscrizione nell’attivo di un valore immateriale e, in ogni caso, la durata legale
del brevetto costituisce solo uno degli elementi di valutazione per determinare il suo
ammortamento (OIC n. 24).
Requisiti di capitalizzazione:
1.Titolarità del diritto esclusivo di sfruttamento.
2.Recuperabilità dei costi tramite benefici economici che si svilupperanno
dall’applicazione del brevetto o dell’opera dell’ingegno(maggiori ricavi e/o riduzione
costi) ==> (Analisi di Budget e piani industriali).
3.Possibilità di determinare in modo attendibile il costo per l’impresa.
Criteri di rilevazione:
Realizzato internamente: vedi quanto detto in tema di R&D.
Acquisito all’esterno: costo di acquisto + oneri accessori. Se il pagamento è
basato su importi annuali è capitalizzabile solo l’eventuale esborso “una tantum”.
Ammortamento
La legge non ha posto alcun limite (al contrario delle spese R&D e impianto e ampliamento e
avviamento). Vale la regola della VITA UTILE, ossia della residua possibilità di utilizzazione con
il limite massimo della durata legale del brevetto.
29
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
CONCESSIONI, LICENZE, MARCHI E DIRITTI SIMILI
Concessioni
Se il pagamento consiste in un canone
annuo solo l’eventuale una tantum è
capitalizzabile ed ammortizzabile in base
alla durata.
Licenze
Marchi
Diritti simili
Sono iscrivibili nella voce B.I.4 esclusivamente le
concessioni di beni e servizi pubblici il cui oggetto può
riferirsi a diritti su beni degli enti concedenti o a diritti di
esercizio di attività proprie di enti concedenti. Non sono
iscrivibili le concessioni amministrative.
Sono autorizzazioni con le quali si consente l’esercizio di
attività regolamentate e possono essere di derivazione
pubblicistica o privatistica. Queste ultime sono da indicare
nella classe che accoglie il diritto principale (es. licenze
d’uso di brevetti).
È uno dei segni distintivi dell’azienda o di un prodotto. Può
essere prodotto internamente (caso raro) e va iscritto in base ai
costi diretti sostenuti o in caso di acquisto di azienda o ramo
d’azienda. Il periodo di ammortamento è collegato al periodo di
produzione e comm.le del prodotto e se non prevedibile max
entro 20 anni
Ditta, insegna
Contratti di know-how
Franchising (solo initial fee e non royalties)
Licenze d’uso I
30
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
L’AVVIAMENTO
Avviamento
Attitudine di un’azienda a produrre
utili in misura superiore a quella
ordinaria
Derivativo:
Originario:
Generato
internamente
allorquando derivi da
acquisizioni di aziende,
partecipazioni, fusioni,e cc.
Acquisto a titolo oneroso (art.
2426, n. 6 c.c.)
Nessuna
iscrizione in
bilancio
Possibile iscrizione in bilancio
Ammortamento in 5 anni o + (con max
20 anni) se sussistono particolari
condizioni adeguatamente motivate
Impairment test annuale
31
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
L’AVVIAMENTO
CARATTERISTICHE:
1.Deve essere costituito all’origine da costi e oneri ad utilità differita nel tempo
che garantiscano benefici economici futuri.
2.Ha un valore quantificabile incluso nel corrispettivo pagato per l’acquisizione di
un’azienda, un ramo di azienda o una partecipazione.
3.Non è suscettibile di vita propria indipendente e separata dal complesso
aziendale per cui non può essere considerato come bene immateriale a sé
stante oggetto di diritti e rapporti autonomi.
RILEVAZIONE:
All’atto dell’acquisizione occorre valutare con prudente apprezzamento se la
differenza di prezzo imputabile all’avviamento possa essere oggetto di
capitalizzazione.
I fattori da prendere in considerazione ai fini della valutazione della potenzialità
di benefici futuri sono: a) valore normale delle attività e passività contabilizzate;
b) durata prevedibile dell’attività operativa; c) turbolenza del mercato di
riferimento; d) obsolescenza del prodotto; e) variazioni della domanda; f) variabili
macroeconomiche; g) aspettative riguardo alla permanenza in servizio di
dipendenti “chiave”; h) azioni prevedibili dei concorrenti; i) clausole legali o
contrattuali che condizionano la durata della vita utile.
32
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
CONTABILIZZAZIONE DELL’AVVIAMENTO
Eccedenza tra costo di
acquisizione e valore
corrente dei beni e altri
elementi patrimoniali
acquisiti
Maggior valore dell’azienda
recuperabile tramite redditi
futuri
Iscrizione nell’attivo
patrimoniale voce B.I. 5
Cattivo affare
Decisioni non correlabili alla redditività
dell’azienda acquisita, fusa, incorporata,
ecc., ma legate ad altri fattori (es.
eliminare un concorrente, penetrare un
nuovo mercato)
Componente negativa di reddito
33
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI: SOFTWARE
I costi sostenuti per il software di base (necessario per il
funzionamento dell’elaboratore) vanno capitalizzati insieme al
bene materiale.
34
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
COSTI PER L’ACQUISIZIONE DI COMMESSE E RELATIVI
COSTI PRE-OPERATIVI
I costi sostenuti per l’acquisizione di commesse, inclusi quelli di partecipazione
alle gare, vanno imputati a CE in quanto correlati ad attività ricorrenti
I costi pre-operativi relativi ad una commessa definita, sostenuti dopo
l’acquisizione del contratto ma prima che inizi l’attività, quali:
i costi di progettazione e di studi specifici per la commessa;
i costi di organizzazione e di avvio della produzione;
i costi di impianto e organizzazione del cantiere, cioè quelli di
approntamento delle installazioni di cantiere, trasporto in sito dei
macchinari, di allacciamento, ecc.
Possono essere capitalizzati
Criterio della commessa
completata
Metodo della percentuale
di completamento
Vanno rilevati tra le rimanenze dei lavori in corso
su ordinazione. (L’utile di commessa emerge alla
fine del processo produttivo)
35
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
COSTI PER MIGLIORIE E SPESE INCREMENTATIVE
SU BENI DI TERZI
Bene in locazione o
leasing
Locatario
utilizzatore
Migliorie e spese
incrementative non
separabili dal bene
Capitalizzazione
voce B.I.7 con
ammortamento pari
al periodo minore tra
Residuo periodo di locazione,
tenuto conto dell’eventuale rinnovo
Utilità futura residua
36
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ONERI ACCESSORI SU FINANZIAMENTI
Spese di istruttoria
Imposte sostitutive
Altri costi
Finanziamento non
concesso
Imputati a CE come
costi d’esercizio
Finanziamento
concesso
Capitalizzazione nella
voce B.I.7
Ammortamento in base alla
durata del finanziamento:
modalità finanziarie o quote
costanti
37
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
SVALUTAZIONI PER PERDITE DUREVOLI DI VALORE DI
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
L'immobilizzazione che,
alla data
della
chiusura
dell'esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore al costo
rettificato dal relativo fondo ammortamento deve essere
iscritta a tale minore valore.
VALORE CONTABILE > VALORE RECUPERABILE
maggiore tra:
VALORE
D’USO
VALORE RICAVABILE
DALL’ALIENAZIONE
Non è possibile per gli oneri
pluriennali ed avviamenti
38
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
L’IMPAIRMENT TEST SECONDO LO IAS N. 36
Il pc internazionale n. 36 ha come finalità quella di evitare che attività di bilancio siano iscritte a
valori > di quelli recuperabili.
Allo scopo fornisce degli indicatori di riduzione di valore (triggering events) di origine interna e d
esterna all’azienda: si pensi nel primo caso all’obsolescenza, sopravvenuta inutilizzabilità,
perdite di cash-flow legato all’Ebit associate a perdite precedenti e previsioni di perdite
future,ecc. e nel secondo caso a variazioni normative, tecnologiche, di mercato.
Valore contabile
(Vc)
Confronto tra
Valore
recuperabile (Vr)
Se Vc > Vr
Valore d’uso
Valore attuale dei FcF (free cash
flow) attesi derivanti dall’utilizzo
dell’attività
Riduzione di
valore
Determinazione dei flussi finanziari in
entrata e uscita che a livello previsionale
saranno generati dall’attività oltre il
terminal value
Applicazione ai flussi netti di un
appropriato tasso di attualizzazione
C.A.P.M.
39
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
L’AVVIAMENTO
Avviamenti iscritti nei precedenti esercizi: il
revisore deve verificare la sussistenza della
capacità di recupero, in particolare per le
imprese con redditività limitata
A causa della crisi, alcuni avviamenti iscritti nei precedenti
esercizi potrebbero non generare più negli esercizi
successivi i benefici stimati al momento dell’iscrizione
40
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ESEMPIO DI SVALUTAZIONE DELLE SPESE DI R&S
Negli esercizi precedenti l’impresa ha iniziato un’attività di
ricerca e sviluppo, il costo sostenuto è stato iscritto
nell’attivo di stato patrimoniale. Nell’esercizio 2010, a
causa della crisi e del conseguente calo del fatturato,
l’attività di ricerca è stata sospesa, a causa di
difficoltà finanziarie.
Gli amministratori non sono in grado di prevedere di
riprendere e completare tale attività di ricerca nei
successivi esercizi.
In tale situazione è necessario svalutare integralmente
tali spese, in quanto è venuta meno l’utilità pluriennale.
41
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
ONERI PLURIENNALI: FOCUS CONTROLLI DEL REVISORE
(DA AUDIT PROGRAM)
Capitalizzazioni effettuate nell’esercizio di bilancio:
il revisore deve verificare la presenza dei requisiti per
l’iscrizione di tali costi nell’attivo, in particolare
verificando la presenza di budget e piani industriali
approvati dal CdA ed affidabili che sono in grado di
far ritenere presente la “capacità di recupero”.
Capitalizzazioni effettuate nei precedenti esercizi:
in presenza di “segnali” di difficoltà (es. perdite
d’esercizio, incapacità di completare l’attività di R&S
per carenza di risorse o di competenze), il revisore
deve verificare se il valore residuo può essere
mantenuto attraverso l’analisi dei budget e dei piani
industriali affidabili ed approvati dal CdA.
42
LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E GLI ONERI
PLURIENNALI
LA VERIFICA DEI PIANI E DEI PROGRAMMI
Il revisore dovrà inoltre verificare con attenzione:
La concretezza delle previsioni
(tasso di crescita; tassi di attualizzazione,
coerenza dei dati, worst case, ecc.).
La ragionevole possibilità di realizzazione (tecnica, economica e
finanziaria).
La brevità di attuazione (l’attendibilità delle previsioni è inversamente
proporzionale al tempo).
L’approvazione del piano da parte degli organi societari.
Il grado di analiticità del piano tale da consentire almeno
l’individuazione degli elementi di interevento e i benefici che si
attendono.
43
LA REVISIONE DELLE RIMANENZE DI
MAGAZZINO E DEGLI INVENTARI
44
OBIETTIVI DELLA REVISIONE (ASSERZIONI)
RIMANENZE DI MAGAZZINO
Accertamento
dell’esistenza
fisica
delle
giacenze.
Verifica del titolo di proprietà o di possesso.
Accertamento
della
corretta
valutazione
mediante:
controllo della determinazione del costo;
controllo della determinazione del prezzo di
mercato.
Verifica della competenza dei costi e dei ricavi
rilevati nel periodo.
Accertamento
dell'uniformità
dei
principi
contabili rispetto all’esercizio precedente.
45
SCANSIONE TEMPORALE DELLE ATTIVITÀ DI REVISIONE
FASE DI
INTERIM
FASE DI
FINAL
Valutazione del SCI
Verifica delle conte inventariali
Procedure di analisi comparativa
Corretta determinazione delle configurazioni di
costo unitario
Circolarizzazione dei depositari esterni (es. per
beni in c/deposito o in c/lavorazione)
Audit program
Accertamento dell’esistenza fisica delle
rimanenze (PRE-FINAL)
Accertamento della corretta valutazione
delle rimanenze
Verifica della competenza di costi e ricavi
rispetto alle movimentazioni di magazzino
(cut-off test)
Verifica dell’uniformità di trattamento
contabile rispetto al precedente esercizio
Verifica della corretta esposizione in
bilancio
46
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INTRINSECO
I fattori di rischio che possono influenzare il ciclo delle
rimanenze sono molteplici.
Di seguito si riportano alcuni esempi:
Andamento dei prezzi di
acquisto delle M.P. e del
prezzo di vendita dei P.F.
• Valutazione corretta al minore tra
costo e valore di presunto realizzo
COMPRENSIONE
DELL’ATTIVITÀ
DELL’IMPRESA E
SETTORE IN CUI OPERA
Cali fisici e tecnici dei prodotti
(scarti e sfridi)
Deperibilità fisica/commerciale
dei prodotti
Varietà dei requisiti di conformità
dei prodotti
Declino dei prodotti
esistenti/Crisi di settore
• Rischio valutazione
Varietà e complessità delle
modalità
produttive/commerciali
Compresenza di vendite
con contestuale spedizione
e di vendite in c/deposito
Difficoltà inventariazione
Varietà dei requisiti di conformità
dei prodotti
Resi su vendita/fondo garanzia
47
TREND PREZZI DELLE MATERIE PRIME NEL
SETTORE CHIMICO
Rischio intrinseco
elevato
48
ES. INDICATORE DI FRODE: CONTINUE RETTIFICHE INVENTARIALI
Le rettifiche inventariali vengono effettuate ogni qual volta si verificano
discordanze (in + o -) tra le quantità contabili e quelle fisiche. Le rettifiche si
registrano di solito in occasione di furti, cali tecnici e naturali, errati carichi o
scarichi di merce.
Nel caso di continue rettifiche inventariali è più probabile che ci si trovi in
presenza di frodi derivanti da operazioni parzialmente o del tutto inesistenti.
Questo può accadere tramite utilizzo di falsa documentazione a supporto delle
rettifiche; di frequenti trasferimenti dei beni tra vari depositi interni e esterni;
arbitrarie riclassificazioni tra le diverse categorie di merce; procedure
inventariali non affidabili; inattendibilità dei rapporti di produzione.
Modalità di prevenzione e individuazione
Effettuare una analisi dell’affidabilità delle procedure riguardanti le rettifiche
inventariali facendo attenzione alla separatezza dei ruoli (inventario fisico –
contabile – rettifiche).
Ripetute e sistematiche rettifiche di quantità in occasione di versamenti di
produzione e trasferimenti della merce (vendita; deposito; lavorazione, ecc.)
sono elementi indicativi di potenziali frodi.
In questi casi assistere senza preavviso all’inventario fisico. Verificare le
percentuali di cali tecnici e naturali ammesse fiscalmente e quelle registrate .
Fare al riguardo una analytical review per eventuali scostamenti anomali.
49
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INTRINSECO
PROCEDURE
DI ANALISI
COMPARATIVA
ANALISI
VERTICALE:
Peso
percentuale su
Totale attivo e
PN
ANALISI
ORIZZONTALE:
Scostamenti anomali o
inusuali sia in termini
assoluti che in termini
di ratios
50
2008
VOCI
2009
Euro
variaz.
295.930
DISPONIBILITA'
795.344
- Cassa
1.033
-516
- Banche
794.311
296.446
CREDITI
5.788.449 -610.452
- Commerciali
4.681.682 1.666.090
- Enti e società consociate
280.436 -2.906.619
- Crediti diversi
826.331
630.077
RIMANENZE
2.075.124 810.837
- Materiali diversi
32.537
-16.527
- Materie prime
918.777
553.642
- Prodotti finiti e sottoprodotti
1.123.810 273.722
-19.109
RATEI E RISCONTI ATTIVI
24.790
TOT. ATTIVITA' CORRENTI
8.683.706 477.206
8.780
IMMOBILIZZ. FINANZ.
18.076
- Debitori per cauzioni in cont.
18.076
8.780
PARTECIPAZIONI
IMMOBILIZZ. TECNICHE
4.087.240 602.705
- Terreni
505.095
- Fabbricati e costruz. Leggere
505.095
- Macchinari e impianti
1.511.669
83.150
- Attrezzature e mezzi di trasp
1.107.800 235.504
- Mobili e macchine d'ufficio
137.378
40.800
- Lavori in corso
320.203
243.251
FONDI DI AMM/TO
1.887.650 507.677
- Fabbricati
108.456
25.306
- Macchinari e impianti
985.916
240.669
- Atrezz. E mezzi di trasporto
732.336
222.076
- Mobili e macchine d'ufficio
60.942
19.625
95.028
IMMOBILIZZ. TECNICHE NETTE 2.199.590
-32.537
IMMOBIL. IMMATERIALI
17.560
- Onori da ammortizzare
17.560
-32.537
71.271
TOT. ATTIVITA' IMMOBIL.
2.235.225
TOT. ATTIVITA'
10.918.932 548.477
CONTI D'ORDINE
2.290.486 1.434.717
%
var. %
7,28%
2,47%
53,01%
-8,69%
19,00%
6,81%
79,53%
0,40%
37,43%
3,83%
20,14%
-0,15%
20,47%
100%
-0,40%
2010
Euro
variaz.
1.138.787
3.099
1.135.689
5.649.522
4.883.100
766.422
766.938
30.987
74.886
661.065
27.372
7.582.620
17.560
17.560
320.203
7.559.896
1.188.884
1.188.884
3.173.628
1.612.378
217.945
178.178
2.567.307
143.059
1.321.613
1.011.739
90.896
4.992.589
18.592
18.592
5.348.944
12.931.564
2.995.450
343.444
2.066
341.378
-138.927
201.418
-280.436
-59.909
-1.308.185
-1.549
-843.891
-462.745
2.582
-843.891
-462.745
-1.101.086
320.203
3.472.656
683.789
683.789
1.661.958
504.578
80.567
-142.026
679.657
34.603
335.697
279.403
29.955
2.792.999
1.033
1.033
3.113.719
2.012.633
704.964
%
var. %
8,81%
1,52%
43,69%
-9,33%
5,93%
-13,07%
58,64% -20,89%
58,46%
21,03%
38,61%
18,46%
41,36%
100%
20,89%
Euro
variaz.
757.642
8.263
749.379
9.560.650
2.908.169
1.359.315
5.293.167
3.254.195
1.672.804
17.560
1.563.831
37.701
13.610.189
16.527
16.527
1.308.702
7.350.215
99.676
1.603.599
3.678.206
1.815.346
153.388
2.870.984
177.661
1.521.998
1.096.954
74.370
4.479.231
116.203
116.203
12.914.005
26.524.193
2.746.518
-381.145
5.165
-386.310
3.911.128
-1.974.931
1.359.315
4.526.745
2.487.256
1.641.816
-57.327
902.767
10.329
6.027.568
-1.033
-1.033
988.499
-209.682
-1.089.208
414.715
504.578
202.968
-64.557
-178.178
303.677
34.603
200.385
85.215
-16.527
-513.358
97.610
97.610
7.565.061
13.592.629
-248.932
%
var. %
2,86%
-5,95%
36,05%
-7,64%
12,27%
6,34%
51,31%
-7,32%
27,71% -30,75%
16,89% -21,72%
48,69%
100%
7,32%
TAV. N.26 INDICI DI BILANCIO
RIF. N.
14/4
DECRIZIONE
INDICI DI ROTAZIONE
DELLE SCORTE
2008
2009
8,54
2010
31,24
5,93
L’indice è costituito dal rapporto tra COSTO DEL VENDUTO e
RIMANENZE:
Più basso è più bassa è la movimentazione del magazzino
(possibili problemi finanziari) – se troppo alto rischio di mancanza
di merce.
52
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INTRINSECO
CONCLUSIONI:
Il rischio intrinseco legato alla voce delle
RIMANENZE FINALI è giudicato ALTO.
Fattori di rischio intrinseco che possono determinare
errori significativi sono i seguenti:
estrema instabilità dei prezzi delle materie prime e
dei prodotti finiti (price-test);
presenza di sfridi e cali tecnici;M
incidenza della voce sul totale attivo e sul
patrimonio netto;
variabilità degli indici di rotazione.
53
LA VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
Individuazione della
tipologia di scorte (profilo
merceologico – fasi di
lavorazione)
Individuazione dei criteri di
valorizzazione
Individuazione delle
tecniche per la gestione
fisica
Materie prime
Semilavorati/prodotti in corso di lavorazione
Prodotti finiti
Documenti
di servizio
per mp non ci sono grossi problemi (costo di acquisto)
per PF e WIP:
distinta base (per le produzioni in serie)
commesse
Scritture ausiliarie
Procedure inventariali
Periodicità di inventariazione (fisica e contabile)
Verifica della idoneità delle
procedure di rilevazione di
obsolescenze e slow
moving
Sistemi informatici che consentono di evidenziare il turnover per articolo di magazzino
procedure di evidenziazione in sede di inventario
Redazione dell’AUDIT
PROGRAM
Il revisore deve studiare e analizzare le procedure aziendali al fine
di giudicarne l’AFFIDABILITÀ. (scritture ausiliarie di magazzino;
procedure inventariali; test di confronto fisico/contabile)
In base al grado di affidabilità riscontrato procede a programmare le
procedure di revisione
54
Tabella 1 – Carta di lavoro per l’analisi della procedura “Magazzino”
Si/No
Responsabilità e funzioni
L’accesso all’area magazzino è riservata alle sole persone che operano
in tale funzione e espressamente autorizzate.
I responsabili di magazzino non sono coinvolti in attività connesse con
la gestione amministrativa e contabile delle giacenze.
Le conte fisiche rotative e annuali sono effettuate da personale
estraneo all’area di magazzino oppure con la supervisione di personale
estraneo alla funzione.
La contabilità di magazzino è tenuta da persone diverse da quelle
addette alla gestione fisica delle giacenze ed estranee alle funzioni di
acquisto e vendita di beni oggetto di giacenza.
Ricevimento merce
Tutti i beni che vengono introdotti in magazzino sono sottoposti a
controllo di qualità prima di essere caricati a magazzino.
Il carico a magazzino avviene al momento di arrivo dei beni sulla base
di un documento interno prenumerato (o sulla base del ddt) sul quale
sono riportati i dati necessari per la corretta individuazione e
codificazione dei beni caricati.
Il magazziniere effettua il confronto tra l’ordine e il ddt del fornitore al
fine di verificarne la rispondenza quali-quantitativa. Le eventuali
differenze rilevate dal magazziniere vengono inoltrate al responsabile
acquisti (o altra figura), il quale (sentito….), decide se accettare la
merce oppure renderla.
All’atto di restituzione della merce il magazziniere provvede allo
scarico del magazzino qualora i beni siano già stati caricati (oppure
…).
NOTE
55
Prelevamenti da magazzino
I prelevamenti da magazzino sono accompagnati da appositi
documenti interni prenumerati (riportanti le quantità prelevate secondo
metodi adatti: conteggio, pesatura, ecc.) e recanti l’autorizzazione
scritta prevista dalle policy aziendali.
Il buono di prelievo viene emesso in n. … copie destinate a:
(esempio)
a) ente richiedente
b) contabilità di magazzino (per scarico contabile)
c) magazzino (per prelievo fisico)
I buoni di prelievo sono caratterizzati (per colore o numerazione) a
seconda della destinazione dei beni prelevati (ad es. per produzione;
per trasferimenti interni ad altri magazzini; per lavorazioni esterne;
ecc.).
La spedizione dei prodotti finiti è autorizzata da…
Chi autorizza i movimenti è persona diversa da chi ha la gestione delle
giacenze e da chi tiene la contabilità di magazzino.
Prima delle spedizione viene effettuato il controllo tra quantità fisiche
uscite e quantità indicate nel documento di trasporto e nell’ordine del
cliente da parte di…
56
Versamenti a magazzino
I versamenti a magazzino sono accompagnati da appositi documenti
interni prenumerati e recanti l’autorizzazione prevista dalle policy
aziendali.
Il buono di versamento viene emesso in n. … copie destinate a:
(esempio)
a) ente emittente
b) contabilità di magazzino (per scarico produzione e carico
magazzino)
Gestione delle giacenze
Le giacenze sono monitorate automaticamente per verificarne il livello
ottimale.
L’analisi consente una tempestiva evidenza di beni soggetti a lenta
movimentazione o a fenomeni di obsolescenza.
I beni sono conservati in luoghi tali da prevenire il deterioramento e
l’accesso ai non autorizzati.
La società ha in essere apposite polizze assicurative contro i rischi di
… (es. furto; incendio; allagamento, ecc.).
Nel caso di restituzione prodotti finiti da parte del cliente, i dati del
documento di trasporto relativo alla restituzione di prodotti da parte
del cliente sono/non sono confrontati con le quantità fisiche dei
prodotti restituiti. Tale controllo è effettuato da …
Successivamente viene verificata la correttezza del carico di
magazzino con i dati risultanti dal documento di trasporto.
57
Inventario fisico
Le persone che effettuano l’inventario fisico sono diverse da quelle
che gestiscono il magazzino fisico e la contabilità di magazzino.
Esistono istruzioni inventariali scritte.
La conta fisica delle giacenze avviene con periodicità …
La procedura interna prevede i seguenti aspetti:
- modalità di svolgimento delle conte fisiche (programma temporale;
organizzazione del personale; numero di conte di controllo; cartellini e
altra documentazione da utilizzare; organizzazione delle aree di
magazzino, gestione delle movimentazioni in caso di inventario “non a
fermo”; gestione dei beni di terzi e dei beni propri presso terzi, ecc.)
- modalità di confronto tra conte fisiche e dati contabili e di analisi e
gestione degli scostamenti;
- il personale che effettua la conta fisica non è a conoscenza delle
quantità contabili.
58
Contabilità di magazzino
La società tiene in modo sistematico la contabilità di magazzino.
Le registrazioni sono fatte a quantità (oppure a quantità e valore).
Con periodicità … viene eseguita una riconciliazione tra contabilità
analitica e quella generale.
Le rettifiche apportate ai valori di magazzino sono riportate in conti
contabili (o extra-contabili) separati.
Le ore lavoro, le ore macchina e gli altri dati statistici utilizzati per
l’imputazione dei costi lavoro e dei costi indiretti di produzione ai
work in progress sono sistematicamente rilevati e opportunamente
riconciliati (ore lavoro imputate con ore pagate da ufficio personale,
ecc.)
59
Conclusioni
I test di controllo effettuati confermano l’effettiva applicazione delle attività di controllo previste dalla procedura
aziendale e ci consentono di ritenere affidabile il sistema di controllo interno relativo dell’azienda relativamente al
ciclo delle rimanenze.
RISCHIO DI CONTROLLO: BASSO
60
OBIETTIVI DELLA REVISIONE
Verifiche da eseguire
Individuazione dei luoghi di deposito delle rimanenze e acquisire le procedure di inventariazione
e il programma degli inventari fisici. Valutazione dell'adeguatezza ed efficacia
Organizzazione del'intervento del revisore che preveda: 1) tempistica dell'intervento 2) estensione
delle conte 3) controlli da effettuare sulla distribuzione e utilizzo dei cartellini inventariali 4)
accertamento della proprietà dei beni 5) segnalazione di beni obsoleti o slow moving
Lettere di conferma ai depositari
Acquisizione del tabulato di magazzino e controllo: 1) correttezza aritmetica 2) corrispondenza con
saldo di bilancio 3) criteri di valutazione applicati e conformità a PPCC e bilancio
Quadratura tra tabulato di valorizzazione e conte fisiche effettuate con la presenza del revisore
nonché con le risposte dei depositari circolarizzati
Analisi e discussione con la direzione aziendale degli scostamenti tra conta fisica e risultanze
contabili. Accertamento delle anomalie e riscontro delle rettifiche apportate dalla società
Campionare (la dimensione è in relazione al grado di affidabilità delle procedure aziendali)
ricevimenti di merce avvenuti prima e dopo la data di inventario, acquisirne le relative fatture e
ddt. Vericare la corretta registrazione dei carichi. Attenzione alle merci in viaggio.
Campionare (la dimensione è in relazione al grado di affidabilità delle procedure aziendali)
spedizioni di merce avvenuti prima e dopo la data di inventario, acquisirne le relative fatture e
ddt. Verificare la corretta registrazione degli scarichi. Attezione alle merci in viaggio.
Esistenza
Uniformità
PPCC Competen- Diritti e Valuta- Present. e
za
obblighi zione inform.
Completezza
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
61
OBIETTIVI DELLA REVISIONE
Verifiche da eseguire
Sel eziona re a ca mpione (la dimensione è in rela zione a l gra do di a ffidabilità delle procedure
azienda li) i codi ci di ma ga zzino ri porta ti nel ta bula to di va lorizza zi one dell'inventa rio e per
ognuno: 1) confronta re la quantità in gia cenza con quella riporta ta nel ta bula to di valorizza zione
dell'es ercizio precedente; 2) se il codice non era pres ente nel ta bulato dell'esercizio precedente
accerta re che il costo di ca rico corrisponda a l costo medio pondera to dell'esercizio; 3) s e la
qua nti tà è a umenta ta che l'incremento sia va lutato a l costo medio degli a cquisti dell'esercizi o; 4)
se la quantità è diminuita che lo sca rico sia a vvenuto in conformità al criterio a dottato: Lifo, Fifo,
CMP.
Sel eziona re a ca mpione (la dimensione è in rela zione a l gra do di a ffidabilità delle procedure
azienda li) i codi ci di ma ga zzino ri porta ti nel ta bula to di va lorizza zi one dell'inventa rio rela tivi a
prodotti in corso di la vora zione e semila vora ti di produzi one e per ognuno: 1)acquis ire la distinta
ba se va lorizza ta ; 2) accerta re che la va lorizza zione comprenda solo i costi diretti e indiretti rela tivi
all a fa se di la vorazione ra ggiunta . Relativa mente a l costo di tra sforma zione veri fica re: 1) la
corretta determinazione (costo del la voro; costi di produzione diretti e indiretti; capacità produttiva
normale); 2) ri concili are le ore complessi va mente la vora te e quelle a ttribuite a l costo di
tra sforma zione; 3) verificare la congruità della quota di s pese general i eventualmente imputa te a l
costo di produzione e l'importo comples sivo delle spese stesse
Verifica re che la merce obs oleta o slow moving ril eva ta nel cors o dell'inventa rio e da gli indici di
rotazione sia sta ta va lutata in ba se a l prezzo di presunto rea lizzo
Ana lizza re il metodo e i sistemi informa tivi a dotta ti dalla società per effettua re i PRICE TEST e
accerta rsi che nella va luta zione dell e voci per cui il ri scontro è positivo si a sta to a dotta to i l prezzo
di mercato e non il costo
Esistenza
Competen- Diritti e
za
obblighi
Uniformità
PPCC Valuta- Present. e
zione inform.
Completezza
x
x
x
x
Esprimere un giudizio sul va lore di bila ncio
62
ASSERZIONE DELL’ESISTENZA
VERIFICA DELL’INVENTARIO
Esaminare le istruzioni predisposte per la rilevazione fisica.
Presenziare, nei limiti ritenuti necessari, alle operazioni di
inventario fisico condotte dall'azienda.
Effettuare dei sondaggi sull'accuratezza dei conteggi.
Controllare se siano state accertate le cause delle differenze
tra quantità rilevate fisicamente rispetto alla loro esistenza
contabile.
Accertare la corretta rilevazione da parte della azienda delle
giacenze presso terzi.
In caso di inventario non effettuato alla data di bilancio,
controllare a campione la movimentazione tra la data di
inventario e quella di bilancio e accertare, alla data di
bilancio, la correttezza della competenza di periodo dei costi
e dei ricavi rispetto alle giacenze.
63
VERIFICA DELL’INVENTARIAZIONE FISICA
Il revisore deve verificare che le procedure di inventariazione:
Assicurino la completezza delle conte (depositi;
merci in viaggio)
Si utilizzino i cartellini inventariali in almeno due
copie: conta e squadra di verifica
interna(sistematicità)
Rendano possibile determinare lo stato di
avanzamento dei prodotti in corso e semilavorati di
produzione
Consentano la rilevazione dei beni obsoleti e
soggetti a slow moving
Prevedano l’intervento di squadre di verifica interne
L’estensione del campione delle conte effettuate dal revisore è
inversamente proporzionale al grado di affidabilità riscontrato nelle
procedure inventariali
64
ES. DI CARTA DI LAVORO DI CONTROLLO DEI CARTELLINI
INVENTARIALI
CONTROLLO CARTELLINI INVENTARIALI
Società ALFA SpA
Preparata da:
WP n. E 100 - 1.3.
Y/E 31.12.2010
Data: ……
………………………………………………
Rivista da: …………………………………
Non utilizzati
Reparto/magazzi Distribuiti ( da (da n. … a n.
no
n. … a n. …)
…)
√
Annullati
(da n. … a
n. …)
√
Resp.
Squadra
Revisore
√= veri fi ca ta non compi l a zi one
la consegna e la restituzione dei cartellini è stata osservata dai revisori
65
ES. DI CAMPIONAMENTO PER LA SCELTA DEI CODICI DI MAGAZZINO
DA VERIFICARE
Le procedure inventariali e di gestione delle
giacenze risultano affidabili e quindi è stimato
un basso rischio di revisione
Fase di interim
La scala di rischio è stata
così determinata:
Basso: 0 0,5
Medio: 0,51,5
Alto: 1,5 -3
La significatività è stata
determinata in €/K 80 e
l’errore tollerabile in €/K 48
(60%)
Fase di FINAL
Le giacenze al
31.12.
ammontano a
€/K 2.500
Elementi
da
controllare:
2.500 : 48 x 0,5= 26
Individuati gli elementi da verificare occorre scegliere fisicamente i beni: es. quelli di valore
complessivo superiore all’errore tollerabile; a campione
66
ES. DI CARTA DI LAVORO DI TEST SU INVENTARIO FISICO
TEST SU INVENTARIO FISICO
Società ALFA SpA
Preparata da:
Cartellino
inventariale Categoria
WP n. E 100 - 1.1.
Y/E 31.12.2010
Data: ……
……………………………………………… Rivista da: …………………………………
quantità
quantità
‽
contabile ∑ Differenze
Descrizione
fisiche
555 ma teri e pri me
Bi l l etta d'al l umi ni o 5x500
kg. 1700
kg. 1700
345 ma teri e pri me
Bi l l etta d'al l umi ni o 5x600
kg.500
kg.600
-100
4800 prodotti fi ni ti
fi nes tra norma l
n. 300
n. 300
4820 prodotti fi ni ti
fi nes tra s uper
n. 250
n. 250
0
0
730 s e mi l a vora ti
profi l a to normal
n. 60
n. 60
% compl . 70
920 s e mi l a vora ti
profi l a to s upe r
n. 150
n. 150
% compl . 50
0
√
∂
√= effettuata s econda conta a confe rma del cartel l i no di pes atura. Tratta s i di errore conta bi l e
dovuto al cambi ame nto di uni tà di mi s ura da pz a kg
∑= Ok con tabul ato ma gazzi no a quanti tà
‽= Quanti tà fi s i ca da ns . te s ts . Ok con i nventari o fi s i co val ori zzato al 31.12.2010 (wp E 100 - 1.2)
∂= % ri tenuta acce ttabi l e a l l a l uce dei s opra l l uoghi effe ttua ti e del l e i nforma zi oni da te
da l di rettore di produzi one
67
ES. DI CARTA DI LAVORO DI TEST SU INVENTARIO FISICO
INVENTARIO FISICO: differenze tra contabile e fisico
WP E 100 - 1.2.
valorizzato con costi standard
Società ALFA SpA
Y/E 31.12.2010
Preparata da:
Data: ……
Rivista da: ……………………
Descrizione
Conte
valorizzate
Materi pri me
Semilavorati
Prodotti in corso di l avora zione
Prodotti fi niti
Tota le
Valore contabile
√
2.200 √
1.000 √
7.000 √
5.000
15.200
Differenze
∂2.200 ∂
1.020 ∂ 6.500 ∂
5.150
14.870
150
20
500
330
√=verifica to con schede conta bili
∂= verifica to con i nventa rio fisico WP E 100 - 1.1
68
ES. DI LETTERA DI CONFERMA A DEPOSITARIO
Spettabile
DEPOSITARIO SPA
e p.c.:
DOTT._____________
REVISORE LEGALE DEI CONTI
(Luogo e data)
In relazione alla revisione legale annuale dei conti il
nostro revisore DOTT. ___________ ha necessità di
ricevere direttamente la lista di nostre/Vostre merci
giacenti presso di Voi/noi al 31.12.________ ,
specificando se in conto deposito, lavorazione,
prestito o per qualsiasi altra ragione.
A tal fine Vi preghiamo di utilizzare l'allegata busta già
indirizzata ed affrancata.
Distinti saluti
__________________________
(Legale rappresentante della società)
69
ASSERZIONE DELLA CORRETTA VALUTAZIONE
MINORE TRA COSTO E VALORE DI PRESUNTO REALIZZO
Verificare, a campione, la corretta determinazione del costo
attribuito ad alcuni codici delle rimanenze (es. LIFO, FIFO,
ecc.).
Esaminare il confronto effettuato dall’azienda fra i costi e il
valore di mercato (prezzi correnti di riacquisto e valore netto di
realizzo determinato in base alle più recenti fatture di acquisto,
listini in corso dei fornitori, listini dei prezzi di vendita
dell’azienda).
Verificare che l’azienda abbia effettuato una ricerca delle
giacenze
soggette
a
scarsa
redditività,
lenta
movimentazione, obsolescenza ed eccedenza rispetto ai
normali fabbisogni ed abbia determinato il valore di mercato di
tali voci al fine di compararlo con il costo.
70
ASSERZIONE DELLA CORRETTA VALUTAZIONE
MINORE TRA COSTO E VALORE DI PRESUNTO REALIZZO
L’art. 2426, comma 1, n. 9 prevede che le rimanenze siano
iscritte al costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori
di diretta imputazione, o di produzione, ovvero al valore di
realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, se
minore. Prevede, altresì, che tale minore valore non possa
essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i
motivi. La disposizione in esame chiude statuendo che i costi
di distribuzione non possono essere computati nel costo
di produzione.
La disposizione civilistica non dà alcuna definizione di configurazione
di costo di acquisto o di produzione né di valore di realizzazione
desumibile dall’andamento del mercato. Soccorrono i principi contabili
e, in particolare, l’OIC n. 13.
71
ASSERZIONE DELLA CORRETTA VALUTAZIONE
IL COSTO DI ACQUISTO E DI PRODUZIONE
OIC 13
Il costo d’acquisto è composto dal prezzo effettivo
dell’acquisto più gli oneri accessori (esclusi gli oneri
finanziari).
Sono inclusi nella configurazione di costo di acquisto ad
esempio:
le spese di trasporto;
le spese doganali;
le altre spese direttamente imputabili.
I premi, gli abbuoni, gli sconti commerciali e i resi vanno
portati in diminuzione del costo.
72
ASSERZIONE DELLA CORRETTA VALUTAZIONE
IL COSTO DI ACQUISTO E DI PRODUZIONE
Il costo di produzione è costituito da:
Il costo dei materiali utilizzati.
Il costo della manodopera diretta (comprensivo di tutte le competenze
maturate e degli oneri riflessi).
Le spese generali di produzione o industriali, quali:
retribuzioni e relativi oneri afferenti il personale tecnico di
stabilimento;
le spese di manutenzione e riparazione industriali;
la forza motrice;
i materiali di consumo;
le altre spese sostenute per la lavorazione dei prodotti.
Le spese generali di produzione vanno imputate con riferimento a un
livello normale di produzione, quindi al netto di fenomeni straordinari
(inattività di impianti e macchinari; scioperi, fermo macchine) e di
eventuali punte stagionali.
Non rientrano nella configurazione di costo le spese generali amministrative di
vendita, gli oneri finanziari (ammessi solo eccezionalmente per prodotti con lungo
stoccaggio) e gli oneri fiscali per tributi diretti.
73
ES. DI ALTERAZIONE DELLA VALUTAZIONE USANDO LA CAPACITÀ
PRODUTTIVA ERRATA NEL RIBALTARE I COSTI INDIRETTI
Quantità effettivamente prodotte
7.000
capacità produttiva normale*
9.000
costi diretti totali
200.000
costi fissi indiretti totali
27.000
costi variabili indiretti totali
63.000
PRINCIPIO OIC n. 13: il costo di produzione unitario è pari a:
* potenzialità dell'impianto a produrre con ragionevoli livelli di efficienza indipendentemente dalla disponibilità di ordini
E' diversa dalla capacità max teorica in quanto non comprende i tempi per fermi, ecc.
costi diretti
unitari
capacità
produttiva
effettiva
+
200.000
7.000
+
200.000
7.000
+
costi indiretti
totali
capacità
produttiva
normale
90.000 =
9.000
39
90.000 =
7.000
41
Sopravvalutazione
del costo unitario di
€2
se si usa solo la capacità effettiva:
Verificare in corso d’anno la distinta base valorizzata e i parametri di
determinazione del costo dei WIP
74
IL VALORE DI MERCATO
La determinazione del valore di mercato di regola va effettuata
come segue:
Tipo di giacenze
Regola generale del
concetto di mercato
Materie prime e sussidiarie e semilavorati Costo di sostituzione
di acquisto
Prodotti in corso di lavorazione e Valore netto di realizzo
semilavorati di produzione
Prodotti finiti, merci
Valore netto di realizzo
75
VERIFICA DELLA CORRETTA VALUTAZIONE
VALUTAZIONE AL MINORE TRA COSTO E VALORE DI
MERCATO (PRICE TEST)
Esempio:
Casi
Prodotto finito Z:
Costo storico
Prezzo di vendita
A
B
C
D
1.000
1.200
1.000
1.030
1.000
1.000
1.000
900
1100
1.000
930
930
900
900
800
800
Valore netto di realizzo (prezzo di vendita
meno € 100 di costi di completamento e di costi
diretti di vendita)
Valutazione del p.f. Z in magazzino
Esempio tratto dall’Oic n.13
76
PRICE TEST
cos to
s tori co
d'acqui s to
2. Materie prime:
2.a Materia prima XI
Cos to di ri acqui s to
Ca so I
Cas o II
Cas o III
450
450
350
300
450
450
350
300
2.b materia prima destinata alla
fabbricazione del prodotto Z:
manodopera diretta
spese industriali
COSTO DI SOSTITUZIONE
200
350
200
350
200
350
200
350
1.000
1.000
900
850
2.c Valore netto di realizzo (VNR)
del prodotto finito Z:
Casi (esempio precedente)
A
B
1.100
Costo storico
Costo di sostituzione
Acquisto Fabbricazio Riacquisto Riproduzio
MP
ne PF Z
MP
ne PF Z
450
1.000
450
1.000
450
1.000
350
900
450
1.000
350
900
450
1.000
350
900
450
1.000
300
850
450
1.000
350
900
450
1.000
300
850
450
1.000
300
850
Esempio tratto dall’Oic n.13
VNR del
pf Z
1.100
i nce rto
1.100
930
930
900
900
800
C
930
Valore da
attribuire alla
MP XI in
magazzino
ancora da
destinare al Pf Z
450
350
450
350
300
350
300
250
D
900
800
Osservazioni del revisore
OK
svalutaz. X ma ncata documenta bilità
OK - no sval.: il >V NR è documentabile
svalutazione
svalutazione
svalutazione
svalutazione
svalutazione
Il minor costo di sost. delle MP
viene compensato dal magg.
VNR del PF
77
ASSERZIONE DELLA COMPETENZA ECONOMICA
TEST DI CUT-OFF
Sugli acquisti:
confrontare i DDT di entrata relative alle merci ricevute
immediatamente prima delle chiusura dell’esercizio con le fatture dei
fornitori e controllare che siano state registrate nell’esercizio di
competenza. Il confronto deve essere effettuato partendo sia dai
DDT di entrata sia dalle fatture;
effettuare lo stesso controllo per i DDT di entrata e le fatture di
fornitori relative alle merci ricevute immediatamente all’inizio
dell’esercizio successivo.
Sulle vendite:
confrontare gli ultimi DDT di uscita relative alle merci spedite
immediatamente prima della chiusura dell’esercizio con le fatture a
clienti. Il confronto deve essere effettuato partendo sia dai DDT di
uscita sia dalle fatture;
effettuare lo stesso controllo per i DDT di uscita e le fatture a clienti
relative alle merci spedite all’inizio dell’esercizio successivo.
78
PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA
Società_____________________ Y/E 2010
Preparer_________________ Reviewer_______________
CUT OFF TEST
Dati fatture di vendita
data
prot.
imponibile
Data
registrazione
ricavo in coge
Data DDT
Risultanze
inventario
magazzino al Clausola
31.12
Incoterms
Rilievi ai fini della revisione
28/12/2010
1234
100.000
31/12/2010 28/12/2010 NO
ex works
29/12/2010
2345
45.000
31/12/2010 02/01/2011 SI
franco destino Sopravvalutazione ricavi
30/12/2010
3456
28.000
31/12/2010 03/01/2011 SI
franco destino Sopravvalutazione ricavi
31/12/2010
6789
230.000
31/12/2010 17/01/2011 SI
in deposito
02/01/2011
1
320.000
31/12/2010 15/12/2010 NO
franco destino nessuno
03/01/2011
7
534.000
31/12/2010 30/12/2010 NO
ex works
nessuno
04/01/2011
12
75.600
04/01/2011 31/12/2010 SI
ex works
sopravv. Rimanenze
05/01/2011
13
125.000
12/01/2001 05/01/2011 SI
franco destino nessuno
nessuno
nessuno
ADJUSTMENTS
Clienti
a
Ricavi
Clienti
a
Ricavi
Rimanenze finali (merci in viaggio)
a
Variazione rimanenze
Variazione rimanenze
Rimanenze finali (merci in viaggio)
Fatture da emettere
a
Ricavi
45.000
28.000
58.400
60.480
75.600
79
L’asserzione della UNIFORMITÀ DEI PRINCIPI
CONTABILI ADOTTATI, viene accertata verificando
che la società non abbia cambiato principio contabile
di valutazione e criterio applicativo nel tempo.
L’art. 2423-bis del codice civile, al comma 1, n. 6
sancisce che <<i criteri di valutazione non possono
essere modificati da un esercizio all’altro>>.
Il comma 2 dello stesso articolo prevede che le
deroghe al principio della uniformità dei criteri di
valutazione sono consentite solo in casi
eccezionali e che in tali casi occorre darne ampia
motivazione nella nota integrativa indicando anche gli
effetti della modifica sulla rappresentazione della
situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato
economico.
80
Ad esempio non è possibile passare dal criterio LIFO
al FIFO arbitrariamente.
Il cambiamento del criterio di valutazione è ammesso ma essendo una
deroga va adeguatamente motivato nella nota integrativa.
La tentazione di passare dal criterio LIFO al FIFO nei periodi di
“vacche magre” è forte in quanto normalmente si addiviene ad un
maggior valore delle rimanenze finali e quindi dell’utile.
Le politiche di window dressing non sono, però, una motivazione
valida per operare un cambiamento nel criterio contabile.
Un esempio di motivazione valida potrebbe essere la circostanza
relativa ad una società che viene inclusa per la prima volta in un
perimetro di consolidamento dove la consolidante utilizza ad esempio
il metodo FIFO e la consolidata il LIFO. La consolidante potrebbe
chiedere alla consolidata di cambiare “una tantum” il metodo di
valorizzazione delle rimanenze per omogeneizzare i principi di
consolidamento.
81
ESEMPIO DI INFORMAZIONE DA RIPORTARE IN NOTA INTEGRATIVA
Nel bilancio chiuso al 31.12.2010 la società ha modificato il criterio di
valutazione delle rimanenze di magazzino da Lifo a Fifo.
Il cambiamento del criterio si è reso necessario in quanto per la
prima volta il bilancio della società è stato incluso nel perimetro di
consolidamento del Gruppo ( che adotta come policy contabile di
gruppo il metodo Fifo, riconosciuto anche dai principi contabili
internazionali Ias/Ifrs.
Per effetto del cambiamento l’utile dell’esercizio 2010 è stato, prima
dell’effetto fiscale e dell’effetto cumulativo pregresso, di € 100 (€ 60 al
netto dell’effetto fiscale) superiore a quello che sarebbe risultato qualora
si fosse continuato ad applicare il metodo Lifo.
Si rileva, inoltre, che l’effetto cumulativo pregresso del cambiamento,
calcolato sulle rimanenze iniziali è stato di circa € 300 (€ 180 al netto
dell’effetto fiscale) ed è stato imputato alla voce proventi straordinari.
Conseguentemente l’effetto complessivo sul risultato dell’esercizio e sul
patrimonio netto al 31.12.2010 è stato di € 400 (€ 240 al netto dell’effetto
fiscale).
OIC n. 29
82
LA REVISIONE DEI CREDITI
VERSO CLIENTI
83
OBIETTIVI DI REVISIONE (ASSERZIONI)
Accertamento dell’esistenza dei crediti
Accertamento della corretta valutazione
Verifica della competenza
Accertamento
dell'uniformità
dei
principi
contabili rispetto all’esercizio precedente
Corretta rappresentazione e informativa
Collegamento con altre voci di bilancio
CASSA E BANCHE
RICAVI
84
SCANSIONE TEMPORALE DELLE ATTIVITÀ DI REVISIONE
FASE DI
INTERIM
FASE DI
FINAL
•Valutazione del SCI
•Procedure di analisi
comparativa
•Audit program
• Accertamento dell’esistenza dei crediti (pre-final)
• Accertamento della corretta valutazione dei
crediti
• Verifica della competenza dei ricavi(cut-off test) e
test sulle note credito inizio anno successivo
• Verifica della corretta valutazione (fondo
svalutazione)
• Verifica dell’uniformità di trattamento contabile
rispetto al precedente esercizio
• Verifica della corretta esposizione in bilancio
85
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INTRINSECO
Aree geografiche
diverse
COMPRENSIONE
DELL’ATTIVITÀ
DELL’IMPRESA E
SETTORE IN CUI OPERA
• Rischi cambi presunti
Condizioni contrattuali
diverse
• Rischio competenza
Numerosità delle
referenze e dei listini e
scoutistiche applicate
Rischio sopravvalutazione
ricavi
PROCEDURE DI ANALISI
COMPARATIVA
Tipologia di clientela
Difficoltà circolarizzazioni
Varietà dei requisiti di
conformità dei prodotti
Resi su vendita/fondo
garanzia
86
ANALISI COMPARATIVA: ESEMPIO A LIVELLO DELLA
VOCE DI BILANCIO “CREDITI VERSO CLIENTI/RICAVI”
Procedura comparativa
Possibile errore
% M.O.L. su vendite
Sopravvalutazione o sottovalutazione
dei crediti e delle vendite
% Resi e sconti su vendite lorde
Sopravvalutazione o sottovalutazione
dei crediti e dei resi
% Perdite su crediti su vendite
Crediti inesigibili di cui non si è tenuto
conto
Costo spese legali recupero crediti
Sopravvalutazione o sottovalutazione
del fondo svalutazione crediti
Fondo svalutazione crediti
Vendite per mese nel tempo
Sopravvalutazione o sottovalutazione
dei crediti e delle vendite
87
ANALISI DI TREND: VALORI 2010 SU 2009
Voci di bilancio
var.
A1 Ricavi delle vendite
...
B10d Svalutazione crediti
...
C I Rimanenze
C I 4 prodotti
C II Crediti
C II 1 Crediti v/clienti
...
valori 2010 var. 2009
%
43.000
...
400
...
+ 3.000
...
-10
...
8,00%
...
-2,00%
...
7.000
+ 800
13,00%
15.000
...
+ 4.000
...
36,00%
...
88
ANALISI DI CORRELAZIONE
Analisi per
indici
Ricavi di vendita
Crediti v/clienti
Rotazione
Crediti
2009
2010
40.000
11.000
43.000
15.000
3.64
2.87
89
ANALISI DI CORRELAZIONE
Analisi per
indici
Svalutazione Crediti
Crediti v/clienti
Incidenza
Svalutazione
crediti
2009
410
12.000
2010
400
15.000
3.4%
2.6%
90
ESEMPI DI DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE
1. Perché le rimanenze di prodotti ed i
crediti v/clienti aumentano più che
proporzionalmente rispetto
all’aumento dei ricavi di vendita?
2. Perché l’accantonamento al fondo
svalutazione crediti aumenta meno
che proporzionalmente all’aumento dei
crediti verso clienti?
91
ANALISI COMPARATIVA
Osservazione:
a fronte di una riduzione del tasso di rotazione
dei crediti (sintomo di crediti a più lento incasso)
si è ridotta l’incidenza della svalutazione dei
crediti rispetto ai crediti totali;
a fronte di un incremento dei ricavi si evidenzia
un incremento + che proporzionale dei crediti.
Elementi di rilevo ai fini della revisione:
Valutare attentamente la congruità della
svalutazione crediti e gli eventuali
cambiamenti delle politiche commerciali
(termini di dilazione)
92
VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
Per poter stilare l’audit program in modo appropriato il revisore dovrà esaminare
e valutare l’affidabilità del SCI, in particolare dovrà porre attenzione ai seguenti
aspetti:
IN RELAZIONE ALL’OBIETTIVO DELL’ESISTENZA
Separazione dei compiti e delle responsabilità
Le fasi dell’acquisizione, rilevazione e gestione dei crediti dovrebbero essere applicate da
enti aziendali separati. La supervisione quotidiana del proprietario-amministratore di PMI
potrebbe mitigare tale aspetto (PR 1005).
Uso e controllo di documenti idonei ed approvati .
Deve esistere una prassi che preveda per ogni operazione suscettibile di originare,
modificare o estinguere i crediti l’accompagnamento di idonei documenti assoggetti a
controllo ed approvazione prima di essere inoltrati a terzi e rilevati contabilmente. I controlli
che normalmente sono effettuati sono:
comparazione tra ordine dei clienti e listino prezzi e offerte;
comparazione tra ddt con ordini in relazione a qualità e quantità dei beni, termini e
condizioni di consegna;
controllo delle fatture con ddt, ordine, calcoli aritmetici, condizioni di vendita,
numerazione, ecc.
93
VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
IN RELAZIONE ALL’OBIETTIVO DELLA CORRETTA VALUTAZIONE:
Il SCI deve dare la possibilità di procedere ad una corretta valutazione dei
crediti tenendo conto di tutti i fattori che possono influire quali:
rischio di inesigibilità: (informazioni su clienti, affidamento, assicurazione,
autorizzazioni per extra-fido; reporting per aging; procedure per recupero);
rischi di cambio per crediti in valuta: il SCI deve permettere l’identificazione
dei crediti in valuta e stabilire i criteri di conversione al momento della registrazione
e alla chiusura di bilancio;
il costo finanziario dei crediti : il sistema di SCI deve permettere
l’identificazione e la valutazione dei crediti per interessi di mora e del costo
finanziario connesso al differimento dei crediti a mlt;
l’eventualità di rettifiche dovute a sconti, abbuoni, ecc.: Il SCI deve
permettere di stimare, in base al trend storico e alla prassi corrente, l’incidenza di
sconti, premi e abbuoni, normalmente concessi al momento dell’incasso per
valutarne l’effetto in bilancio.
94
VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
IN RELAZIONE ALL’OBIETTIVO DELLA COMPETENZA:
Il SCI deve permettere la rilevazione dei crediti (e dei correlati ricavi)
nell’esercizio di competenza.
Le ordinarie procedure adottate sono:
tempestiva emissione di appositi documenti attestanti l’uscita da magazzino;
raffronto tra documenti di uscita e fatture di vendita;
registrazione dei documenti di uscita e delle relative fatture di vendita nel
periodo di competenza;
opportuno trattamento contabile dei documenti di uscita non coperti da fattura
e delle fatture non corrispondenti a documenti di uscita.
95
OBIETTIVI DELLA REVISIONE
Verifiche da eseguire (Audit Program)
Esistenza
Competen- Valutazio
za
ne
Unifor
mità
PPCC
Presentazione e
informativa
Acq u i s i re l a l e a d s ch e d u l e d e l co n to cl i e n ti , l e rel a ti ve s ch e d e di d e tta gl i o e i p a rti ta ri .
Co n fro n ta re a ca mp i o n e l a co rri s p o nd e n za d e i s a l d i rel a ti vi co n qu e l l i e me rgen ti d a l l a co n ta b i l i tà
Ve ri fi ca d e l co nte n uto d e l l e s che d e a na l i zza n d o i n p a rti col a re:
- l a d o cume n ta zi o n e s o tto s ta n te i l ra p p o rto co mme rci a l e p e r ve ri fi ca re i l ti to l o di p ro pri e tà , l e
e ve n tua l i co n d i zi on i d e l l a ve n d i ta , e cc.;
- i l ri s p e tto d e l l e p ro ced u re di a ffi d a me nto d el cl i e n te;
- l 'es i s te n za d i pa ga me n ti i mp uta ti a fa ttu re re cen ti l a s ci a n d o s co p e rte fa ttu re me n o rece nti ;
- i moti vi d e i re s i e l e re l a ti ve a u tori zza zi on i d i emi s s i o n e d e l l e n o te cre di to ;
- l a s eq u e n za n ume ri ca d el l e fa ttu re e l a co rre ttezza d e l l e fa ttu re (ri s p etto a l i s ti n i , s co n ti , o rdi n i ,
con tra tti , e cc.);
- l 'es i s te n za d i cl a us ol e ch e ge n e ra n o i n te res s i (i mpl i ci ti o es p l i ci ti ) d i d i l a zi o n e;
- l 'es i s te n za d e l d i ri tto a i n te re s s i d i mo ra .
Se l e zi o na re a ca mpi o n e un n u me ro ra pp re s e nta ti vo d i cl i e n ti cu i i n vi a re l a ri ch i es ta d i co n fe rma
I n vi a re a i cl i en ti s e l e zi o n a ti l a l e tte ra d i ci rco l a ri zza zi o n e
I n vi a re u n a s e co n da ri ch i es ta a i cl i en ti ch e n on h a n n o ri s p o s to a l l a p ri ma l e tte ra
Co n tro l l a re l e ri s p o s te ri ce vute e d es egu i re pe r q u el l e n on p e rve n ute a n a l i s i a l te rna ti ve
(p a g a me n ti ri ce vu ti d op o l a ch i us ura d i bi l a nci o; a n a l i s i d e i do cume n ti d i s u p p orto , e cc.). I n d a g a re
con a tte n zi o n e i ca s i di l e tte re no n re ca p i ta te o re s p i nte d a l d e s ti na ta ri o .
Ri ep i l o ga re i ri s u l ta ti o tte n u ti q u a nti fi ca nd o l a pe rce n tu a l e ri s pe tto a l to ta l e d ei cre d i ti a l l a d a ta
d i ri fe ri me n to , d e l l e ri s p os te con cord a n ti , d i qu e l l e d i s cord a nti e d i q u e l l e n o n ri cevu te
x
x
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x
Acq u i s i re l a s ch e d a co n ta b i l e d e l fo n d o s va l uta zi o n e cre di ti e i mo vi me n ti d e l l 'e s e rci zi o
Acq u i s i re u n re p o rt cl i e n ti p e r a nzi a n i tà e s e n o n e s i s te n te a cq ui s i re l o s ca d e n za ri o e co s tru i re i l
re po rt
I n vi a re l e tte re di con fe rma a i l ega l i (o a l tre o rga n i zza zi o n i u ti l i zza te d a l l 'a zi en d a ) pe r a cq u i s i re
i n fo rma zi o ni ci rca l e ca u s e i n e s s ere o p ote n zi a l i e l e pro ce d u re d i re cu p ero cre d i ti , co n
i n di ca zi on e d e l l a p o s s i bi l i tà d i re cup e ro
An a l i zza re l e s va l u ta zi o n i fa tte da l l 'a zi e nd a i n re l a zi o ne a l l 'a n zi a n i tà e a l l o s ta to "l e ga l e " d e l
cre d i to
D i s cu te re co n l a d i re zi o ne a zi e n d a l e d e l l e ri s u l ta nze de l fo nd o "ri d ete rmi n a to" o tte n e nd o
i n fo rma zi o ni s u l l a e s i gi b i l i tà d i s a l d i cred i tori "a n zi a n i " e "s i gn i fi ca ti vi ".
An a l i zza re l e p erd i te s u cre d i ti co nta b i l i zza te n e l l 'e s e rci zi o e l a re l a ti va d o cu me nta zi o n e
gi u s ti fi ca ti va . Ana l i zza re a n ch e l e p e rdi te co n ta b i l i zza te ne l l a fra zi o n e d i e s e rci zi o s u cce s s i vo a
q u el l o d i b i l a n ci o .
Pe r i l p e ri o d o i mme d i a ta me nte p rece de n te e i mme di a ta me n te s u cce s s i vo a l l a da ta d i ch i u s u ra
d e l l 'e s e rci zi o co n tro l l a re l e fa ttura zi o n i co n i re l a ti vi d d t e vi ce ve rs a (cu t-o ff te s t). Fa re a tten zi o n e
a n o n d u p l i ca re i tes t fa tti p e r i l ci cl o d e gl i i n ve n ta ri .
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Es a mi n a re gl i i n ca s s i a ca va l l o d e l l a d a ta d i bi l a n ci o e l e tra n s a zi o n i ch e l i h a n no o ri gi n a ti
An a l i zza re l e n ote cre d i to e me s s e ne l l a fra zi o n e d i e s e rci zi o s u cce s s i vo a q u e l l o d i bi l a n ci o
fa ce n do p a rti col a re a tte nzi on e a l l e ra gi on i , a l l a d o cu me nta zi o n e s otto s ta n te , a l l e a u to ri zza zi o n i .
L'es a me p o trà co n s e n ti re a l re vi s o re di s cop ri re u n a s e ri e d i eve nti ch e h a nn o i mp a tto s u l b i l a n ci o
(a d e s e mp i o: vi nco l i , ga ra n zi e, interes s i, s conti e premi non conta bil i zzati per c ompetenza ; fa tture
x
x
x
x
x
x
emes s e a fronte di ri ca vi non ma tura ti nel l'es erci zio oggetto di a ntici pa zi one ba nca ri a , ecc.).
Ve ri fi ca d e i cre d i ti a ml t e d e l l 'eve ntu a l e n e ce s s i tà d i a ttua l i zza zi on e
Ve ri fi ca d e l l a co n ti n u i tà d i a pp l i ca zi o n e de i cri teri d i va l uta zi o n e (ri co n o s ci men to ri ca vi ;
con vers i o n e cred i ti i n va l u ta ; p e rce n tua l i di s va l u ta zi o ne e cri te ri , e cc.)
Ve ri fi ca re a ca mp i o n e l a d e s cri zi o ne e l a cl a s s i fi ca zi o n e d e i cre d i ti (e s i gi bi l i en tro e o l tre 12 me s i ;
comme rci a l i , fi na n zi a ri , co n s o ci e tà con trol l a te , co l l e ga te, co ntro l l a n ti ; co ns oci a te )
Ve ri fi ca re i l co n te nu to d el l a no ta i nte gra ti va e l a s u a ri s p o n de n za a q u a nto ri ch i e s to d a l cod i ce
ci vi l e e d a g l i s ta tui ti pri n ci p i co nta b i l i .
Es p ri me re u n g i u d i zi o s u l va l o re d i b i l a n ci o
x
x
x
x
VERIFICA DELL’ESISTENZA
CIRCOLARIZZAZIONE CLIENTI
Principali attività:
scelta della data di riferimento della conferma
determinazione del campione
predisposizione delle lettere di richiesta conferma da parte della
società
invio delle lettere da parte del revisore
ricevimento delle lettere dal cliente, controllo e spedizione a cura
del revisore
riconciliazione delle risposte non concordanti
invio di una seconda richiesta per le risposte non ricevute
effettuazione di procedure “alternative” per le risposte non
pervenute nemmeno con il successivo invio
-
esame degli incassi successivi alla data di riferimento della
conferma;
-
controllo dei crediti su base documentale
riepilogo dei risultati ottenuti
97
Esempio di lettera di conferma a cliente
Spettabile
CLIENTE Spa
e p.c.:
Presidente del Collegio Sindacale
Carta intestata della società
Oggetto:
Richiesta di conferma saldo
Egregi Signori,
il nostro Collegio Sindacale incaricato della revisione legale dei conti, nella persona del Presidente:
Dott.________________________________________
nell’ambito della sua attività e in ossequio agli statuiti principi di revisione avrebbe necessità di ricevere
conferma diretta della nostra situazione contabile con Voi al 31.12 _____ che, secondo le nostre risultanze
(come da estratto-conto allegato), presentava un saldo di euro ______________ a (nostro/Vostro) credito
[di cui euro ____________ per (R.B.; effetti; ecc.)]
Qualora foste con noi d'accordo, Vi preghiamo di voler gentilmente firmare l'acclusa copia e trasmetterla al
Presidente del Collegio Sindacale usufruendo dell'allegata busta già affrancata ed indirizzata oppure
utilizzando una Vostra casella di posta elettronica certificata e inviando la conferma al seguente indirizzo
e.mail: IIII...
Vi informiamo che i dati assunti dal Collegio Sindacale, titolare del trattamento, saranno utilizzati
esclusivamente ai fini della revisione contabile del nostro bilancio e che saranno conservati a cura della
stessa in archivi cartacei ed archivi elettronici nel rispetto delle misure di sicurezza previste dalla legge
196/2003. Si rinvia all’articolo 7 della citata legge per i diritti spettanti all’interessato a propria tutela.
In caso di disaccordo vogliate fornire loro dettagli sulla differenza.
RingraziandoVi anticipatamente, Vi porgiamo i nostri migliori saluti.
(timbro della società cliente)
_________________________________
(firma del legale rappresentante)
98
PROCEDURA CONTABILE RIBA
Cliente x
a Vendite
a Iva a debito
120
100 emissione fattura
20
Cliente X RB in portafoglio
a Cliente x RB emesse
120
120 emissione RIBA
Cliente X RB presentate in banca
a Cliente X RB in portafoglio
120
120 distinta presentazione in banca
Cliente X RB accreditate
Banca Y C/C
Commissioni bancarie
a Cliente X RB presentate in banca
a Banca Y c/anticipi RB
a
120
118
2
120 scadenza RIBA
120
Banca Y c/anticipi RB
Cliente x RB emesse
a Clienti
a Cliente X RB accreditate
120
120
120 al ricevimento della contabile bancariadel buon esito
120
99
ROLL-BACK E ROLL-FORWARD
Se la circolarizzazione non è stata
effettuata con riferimento alla data di
chiusura dell’esercizio è necessario
effettuare le procedure di Roll-Back e
Roll-Forward, ovvero verificare su base
documentale le transazioni intercorse tra
la data in cui sono avvenute le verifiche
sostanziali e la fine dell’esercizio.
100
ES. DI CARTA DI LAVORO DI RIEPILOGO E ANALISI DELLE
CIRCOLARIZZAZIONI
Società: ______________ Bilancio al 31.12.____ Preparer __________ Reviewer ______
Oggetto: Riepilogo circolarizzazione saldi clienti, RB ed effetti attivi al 31.12.___
Procedure alternative
Sa ldi
rif.
10001
10009
10012
10020
10045
Cliente campionato
Paperino
Paperone
Pippo
Pluto
Topolino
Totale
Totale clienti
Percentuale di clienti campionati
Percentuale clienti confermati su tot.
Percentuale clienti confermati su campione
Percentuale clienti soggetti a procedure
alternative
saldo di
conferma ti o inca s s i
ddt, fa tture,
bilancio
ri concil ia ti
s ucces s i vi
ordi ni
122.000,00 122.000,00
50.000,00
50.000,00
98.000,00
98.000,00
323.000,00 323.000,00
54.000,00
54.000,00
647.000,00
445.000,00
152.000,00
50.000,00
1.030.000,00
63%
43%
69%
31%
101
VERIFICA DELLA VALUTAZIONE
RICALCOLO DEL FONDO SVALUTAZIONE
Attraverso l’analisi comparativa è possibile individuare se i
crediti rappresentino un’“area di rischio”.
I crediti costituiscono un’area di rischio (naturalmente se
l’importo complessivo è significativo).
102
VERIFICA DELLA VALUTAZIONE
RICALCOLO DEL FONDO SVALUTAZIONE
Il ricalcolo consiste nell’effettuare le seguenti attività:
analisi e valutazione delle procedure utilizzate
dall’azienda per valutare il rischio;
esame dell’anzianità dei crediti (“aging analysis”)
e individuazione delle % di svalutazione;
esame dei crediti in sofferenza, circolarizzazione dei
legali e individuazione delle % di svalutazione;
esame delle movimentazioni del fondo nei
precedenti esercizi (perdite su crediti degli esercizi
precedenti);
verifica dei fatti intervenuti dopo la data di chiusura;
rideterminazione del fondo e confronto con il fondo
svalutazione proposto dagli amministratori.
103
VERIFICA DELLA VALUTAZIONE
RICALCOLO DEL FONDO SVALUTAZIONE
Discutere con l’organo amministrativo delle
risultanze del fondo rideterminato ottenendo
ulteriori informazioni
104
VERIFICA DELLA COMPETENZA
Il rispetto del principio di competenza
economica richiede l’effettuazione delle
seguenti attività:
analisi
note
credito
emesse
nell’esercizio successivo per verificare
l’esistenza del credito originario;
test di cut - off: confronto ultimi (e
primi) documenti di trasporto della
merce con le relative fatture di vendita
nonché con le registrazioni contabili per
individuare l’esistenza di eventuali prefatturazioni (o mancata rilevazione di
ricavi di competenza),
105
ESEMPIO DI FRODE CON L’UTILIZZO DI NOTE DI CREDITO
Forniture stornate con note credito
Una società A effettua con altra società compiacente B la fornitura
di beni o servizi.
Dopo la fornitura l’acquirente B contesta fittiziamente i beni o servizi
ricevuti da A. Segue transazione con emissione di nota credito da
parte di A. La provvista creata presso B viene poi stornata su conti
intestati a soggetti legati all’amministratore di A.
Modalità di prevenzione e individuazione
Le note credito che scaturiscono da transazioni o arbitrati devono
essere assoggettate ad una rigorosa procedura operativa.
Acquisire tutta la documentazione sottostante l’operazione oggetto
di transazione e analizzare le cause di non conformità della merce o
prestazione; la persona (e il correlato grado di indipendenza) che ha
accertato la non conformità; l’intervento di legali nella transazione
che vanno circolarizzati; l’operatività della società acquirente.
106
IL CONTENUTO DELLA NOTA INTEGRATIVA
Art. 2427 del codice civile
i criteri di valutazione applicati e le eventuali deroghe;
i criteri di conversione dei crediti in valuta;
gli effetti significativi delle variazioni cambiarie
verificatesi successivamente alla chiusura dell’esercizio;
le variazioni intervenute nella consistenza dei crediti;
l’importo dei crediti di durata superiore a cinque anni
con specifica ripartizione per aree geografiche;
l’ammontare dei crediti relativi ad operazioni con
clausole di retrocessione a termine;
i crediti nei confronti di parti correlate se rilevanti e
derivanti da operazioni concluse a condizioni non di
mercato.
asserzione
completezza
IL CONTENUTO DELLA NOTA INTEGRATIVA
OIC N. 15
Evidenziazione dei crediti verso consociate
(anche se non controllate, collegate o
controllanti) in quanto le operazioni da cui
scaturiscono potrebbero essere condotte su basi
contrattuali non indipendenti.
Posizione dominante di uno o più clienti ed ogni
altra posizione di rischio significativa.
Crediti per i quali sono state modificate le
condizioni di pagamento nonché l’effetto, se
significativo, sul conto economico.
108
LA VERIFICA DELLE
DISPONIBILITÀ LIQUIDE
109
I PRINCIPALI OBIETTIVI
Accertamento dell’esistenza e della libera
disponibilità.
Verifica della competenza di periodo delle
operazioni da cui derivano le giacenze di
cassa e i crediti/debiti verso le banche.
Accertamento della corretta esposizione in
bilancio.
110
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
Separazione dei compiti e delle responsabilità
Ricevimento valori
richiesta pagamenti da effettuare
Custodia e
gestione dei valori e assegni
controllo e approvazione versamenti in
banca e trasferimento fondi
rilevazioni contabili
controllo E/C
Uso e controllo di documenti idonei ed approvati:
Liste analitiche degli incassi; reversali d’incasso; distinte di versamento;
contabili bancarie; matrici assegni; distinte effetti e RIBA; sospesi di cassa
Riconciliazioni bancarie e verifiche di cassa da
parte di personale indipendente rispetto a quello
addetto alla tenuta.
111
LE PROCEDURE DI REVISIONE
• Verifiche di cassa.
• Richiesta di informazioni scritte alle
banche.
• Cut-off delle operazioni finanziarie.
112
RICHIESTA DI INFORMAZIONI SCRITTE ALLE BANCHE
Tale procedura consiste nell’inviare a tutte
le banche presso cui la società ha
accesso conti bancari (anche se estinti in
corso d’anno) una lettera al fine di
richiedere le informazioni di cui al Mod.
ABI-REV.
Non è sufficiente verificare la sola
riconciliazione dei movimenti tramite il
remote banking o gli estratti conto.
113
LE INFORMAZIONI DEL MODELLO ABIREV
Conti in essere, tassi, fidi e relativi saldi
Conti chiusi nel corso dell’esercizio
Garanzie prestate dalla banca per conto della società
Effetti e altri documenti della società presso la banca per lo
sconto, l’accredito sbf o l’incasso
Garanzie prestate dalla società alla banca a favore proprio
Garanzie che la società si è fatta prestare da terzi
Garanzie prestate dalla società a favore di terzi
Titoli e valori della società depositati a custodia o in
amministrazione
Cassette di sicurezza e plichi chiusi
Persone autorizzate a operare per conto della società e limiti
ai poteri di firma
Contratti derivati e operazioni fuori bilancio
114
ESEMPIO DI RICHIESTA DI CONFERMA AD UNA BANCA
Spettabile
BANCA
e p.c.:
Revisore legale dei conti
Preg.mi Signori,
Vi preghiamo di confermare direttamente al nostro revisore legale dei conti dott. <, le operazioni che
avevamo in corso alle ore 24 del giorno 31 dicembre _____ nei Vostri confronti.
Pertanto Vi autorizziamo, anche in deroga alle norme ed alla prassi relativa al segreto delle operazioni
bancarie o a qualsiasi eventuale intesa scritta o verbale esistente, a fornire al predetto revisore tutte le
informazioni previste dal modulo normalizzato in uso presso le aziende di credito ed a tale riguardo Vi
precisiamo che:
il limite di importo da indicare al punto 11.1. è euro 500,00
le date da indicare al punto 11.3. sono le seguenti:
fra il 01.01._____ ed il 31.12._____ .
Vogliate anche confermare sul modulo ABI o in altra forma, le operazioni “fuori bilancio” (così come
definite al punto 5.10 del capitolo 1 del provvedimento Banca d’Italia 15.7.1992) in corso con Voi alla
data del 31 dicembre ________ precisando, secondo i casi, capitale di riferimento, titolo sottostante,
margini in essere, premi incassati e/o pagati, modalità di determinazione e scadenza dei flussi futuri,
scadenza del contratto.
Vi informiamo che i dati assunti dal Revisore legale dei conti, titolare del trattamento, saranno utilizzati
esclusivamente ai fini della revisione contabile del nostro bilancio e che saranno conservati in archivi
cartacei ed in archivi elettronici nel rispetto delle misure di sicurezza previste dalla legge 675/1996.
Si rinvia all’art. 13 della citata Legge per i diritti spettanti all’interessato a propria tutela.
Vogliate considerare questa nostra alla stregua di istruzioni irrevocabili da noi impartite.
Cordiali saluti
(timbro della società cliente)
__________________________
(Legale rappresentante)
(Luogo e data)
115
IL MODELLO ABI-REV (DOCUMENTO ASSIREVI N. 86)
Attenzione: è una delle
parti dove spesso
sbagliano le banche
Da riconciliare
con le distinte di
presentazione
116
IL MODELLO ABI-REV (DOCUMENTO ASSIREVI N. 86)
Non obbligatorie in bilancio (Attenzione a parti correlate)
Verifica conti d’ordine
Verificarne il contenuto
Verifica atti di governance
117
IL MODELLO ABI-REV (DOCUMENTO ASSIREVI N. 86)
Verifica fair value e informativa in nota integrativa
118
IL MODELLO ABI-REV (DOCUMENTO ASSIREVI N. 86)
119
IL CUT-OFF DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE
Obiettivo
• Verificare che i saldi
iscritti in bilancio tengano
conto di tutti e solo i
movimenti aventi
competenza anteriore o
corrispondente al 31.12
Assegni emessi e bonifici disposti entro il
31.12
• Riconciliazioni E/C
Incassi e addebiti effettuati dalle banche
prima del 31.12 (es. insoluti)
• COGE
120
ALTRI CONTROLLI PER SCOPRIRE FRODI O ERRORI
Altri controlli per scoprire frodi o
errori
1. Analisi degli assegni in cassa al 31.12
Nei periodi di crisi per migliorare i dati di bilancio gli amministratori
ricorrono ad alcune “politiche di bilancio” quali:
finanziamenti di soci che aumentano le disponibilità liquide e il PN
ma senza che ci sia la reale volontà di apportare in modo
permanente mezzi propri;
crediti inesigibili non diventano esigibili solo perché la società ha
acquisito un assegno!
121
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